updated 12:58 PM CEST, Aug 14, 2017

Vaccini, Gallera: "Il balletto del governo può creare confusione. A settembre in Lombardia un tavolo per una campagna informativa mirata"

Giulio Gallera, assessore al Welfare Regione Lombardia ilComizio.it Giulio Gallera, assessore al Welfare Regione Lombardia

L'assessore al Welfare della giunta Maroni ha partecipato a un tavola rotonda sul discusso tema: "E' strategico puntare su formazione e informazione di pediatri e famiglie". L'intervista - (VIDEO)


"A settembre avvierò i lavori di un tavolo con tutti i soggetti coinvolti al fine di costruire una campagna di comunicazione ad hoc" sulle vaccinazioni, "per realizzare materiale video e cartaceo da distribuire negli studi dei pediatri, negli ambulatori degli ospedali, nei consultori e negli studi dei ginecologi. Insomma in maniera capillare su tutto il territorio lombardo". Lo annuncia l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, a Palazzo Lombardia a margine della tavola rotonda 'Prevenzione vaccinale e tutela della salute, la visione di Regione Lombardia', organizzata venerdì 21 luglio da The European House Ambrosetti.

"Il confronto avuto oggi con i sindacati, le società scientifiche dei pediatri e le associazioni dei pazienti - sottolinea l'assessore - è stato molto positivo perché tutti insieme abbiamo messo al centro la necessità, accanto all'obbligo vaccinale" previsto dal decreto Lorenzin approvato ieri dal Senato per la conversione in legge, "di formare e informare i pediatri e le famiglie sull'importanza e sicurezza dei vaccini".

Gallera accoglie con favore "il fatto che il Senato abbia approvato il decreto vaccini, migliorandolo positivamente". Tuttavia "registro - aggiunge - che il balletto messo in scena dal Governo sul numero di vaccini obbligatori potrebbe creare confusione e far passare un messaggio errato, cioè che solo alcuni vaccini siano importanti e necessari e altri no. Il rischio è che alcuni vaccini previsti nel Patto per la salute e nel piano vaccinale non siano considerati fondamentali e strategici per la salute della comunità".

L'obiettivo della creazione di un tavolo che coinvolga tutti gli stakeholder del mondo della prevenzione vaccinale, "con una grande responsabilizzazione di tutti i soggetti", è quello di "riportare le coperture ai livelli ottimali e raggiungere l'obiettivo del 95%" a garanzia della cosiddetta 'immunità di gregge'. Durante la tavola rotonda, promossa da The European House Ambrosetti con il supporto incondizionato di Msd, si è infatti ricordato che "anche in Lombardia negli ultimi anni è stato registrato un calo delle coperture vaccinali", benché i valori di copertura siano "nella maggior parte dei casi superiori alla media nazionale", rilevano gli esperti.

Per la vaccinazione Mpr (morbillo, parotite e rosolia), ad esempio, "la Lombardia presenta il tasso di copertura a 24 mesi più elevato rispetto al resto del Paese, pari al 93,3%, contro una copertura media dell'Italia pari all'87,2%, molto lontana dal 95% indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità e dal Piano nazionale della prevenzione vaccinale". La Lombardia è comunque "al di sotto del livello di copertura raggiunto nel 2011 (94,6%), il più alto degli ultimi 6 anni". Quanto alla vaccinazione anti-poliomielite, "nel 2016 la copertura a 24 mesi in Lombardia è scesa ancora, confermando il trend degli ultimi anni e attestandosi al 92,8% (-3,9 punti percentuali rispetto al 2011), al di sotto della copertura media dell'Italia pari al 93,3% (-2,8 punti percentuali rispetto al 2011)".

La Lombardia si colloca "al di sotto della media italiana anche per quanto riguarda il tasso di copertura a 24 mesi della vaccinazione antipneumococcica (85,7% verso 88,4%)".

"La riduzione delle coperture ha anche interessato le nuove vaccinazioni", riferiscono ancora gli addetti ai lavori: "Nel 2015 in Lombardia la copertura per l'anti-Hpv relativa alla coorte delle dodicenni nate nel 2002 e vaccinate con ciclo completo è stata pari al 68,5%, contro il 79,1% della coorte del 2001 (-10,6 punti percentuali)". E a livello nazionale, per l'anti-Papillomavirus si è passati dal 70,0% della coorte 2001 al 64,6% della coorte 2002 (-5,4 punti percentuali).

Gli specialisti evidenziano che "il tumore al collo dell'utero, di cui l'Hpv è responsabile nel 70% dei casi, rimane il quinto tipo di cancro più diffuso tra le donne di età inferiore ai 50 anni. In Italia colpisce ogni anno oltre 2.200 donne e nel 2013 ha causato circa 437 decessi". Per questo "il vaccino anti-Hpv assume un ruolo fondamentale nella prevenzione di questo e di tutta una serie di tumori (della vulva e della vagina, anale, del pene, testa-collo), anche nei maschi, che registrano nella maggior parte dei casi tassi di sopravvivenza a 5 anni molto bassi, inferiori al 50%".

L'incontro di oggi a Palazzo Lombardia ha riunito i principali attori del sistema di prevenzione vaccinale lombardo. Fra i temi al centro del dibattito: digitalizzazione delle informazioni, integrazione delle anagrafi vaccinali, utilizzo degli strumenti social e di nuove App. In generale, è emersa "la necessità di attuare un piano di azioni concreto per attuare completamente il ridisegno organizzativo in merito alla presa in carico dalla prevenzione vaccinale, seco n do quanto stabilito dalla Legge 23 del 2015, e per migliorare il dialogo con i cittadini e gli operatori sanitari".

Video

L'intervista a Giulio Gallera, assessore al Welfare Regione Lombardia Video di Ilaria Tettamanti - ilComizio.it
Ultima modifica ilLunedì, 24 Luglio 2017 17:32

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