updated 6:37 AM UTC, Sep 21, 2018

Sicurezza in Lombardia, body cam per le Forze dell'ordine e SMART: in arrivo 400 mila euro destinati ai Comuni. Intervista all'assessore De Corato (VIDEO)

Nel corso dell'ultima riunione della giunta di Regione Lombardia sono stati aumentati di un terzo gli stanziamenti dedicati alle body cam, destinate alle polizie locali, e per l’acquisto di telecamere mobili per i Comuni. Ne ha parlato l'assessore alla Sicurezza, Riccardo De Corato a margine del Consiglio regionale a Palazzo Pirelli - (VIDEO)


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Regione Lombardia, ancora una volta è accanto ai Comuni con un bando che mette a loro disposizione una cifra importante: 400 mila euro per l’acquisto di telecamere mobili. Il bando “body-cam” ha infatti riscosso un notevole successo: la pagina del bando è stata visualizzata 2200 volte e sono arrivate 230 domande da comuni, sia singoli che associati, sia grandi che piccoli, situati in tutte le province. Visto il successo sono stati stanziati per il bando, con la legge di assestamento di bilancio del 10 agosto 2018, ulteriori 100 mila €, oltre ai 300 mila € iniziali.

Dunque si tratta di 134mila euro per i progetti presentati dai Comuni singoli e 266mila euro per i progetti presentati da Comunità Montane/Unioni di comuni e da enti associati per tutte le funzioni di polizia locale. La graduatoria finale sarà predisposta entro il 5 ottobre e con le nuove risorse sarà possibile finanziare circa un terzo in più delle domande pervenute, permettendo così ai comuni vincitori del bando l’acquisto di telecamere mobili trasportabili e utilizzabili per la rilevazione di infrazioni e controllo targhe e non istallate su impianti di videosorveglianza o ad altra struttura fissa, così da permettere un controllo più capillare del territorio, incrementando la sicurezza. La Regione, inoltre, finanzia da ormai 15 anni operazioni di prevenzione connesse anche alle stragi del sabato sera, che vedono la partecipazione coordinata di diversi comandi di Polizia Locale.

Queste operazioni si svolgono con il coinvolgimento delle Forze dell’Ordine, coordinate dalla Prefettura. Gli interventi riguardano in particolare la sicurezza stradale, l’abuso di alcool e sostanze psicotrope, controlli annonari e ambientali”, dichiara l’assessore regionale alla Sicurezza, Riccardo De Corato. “Grazie al progetto SMART, acronimo che sta per Servizi di Monitoraggio Aree a Rischio del Territorio, che interesserà il territorio dell’area metropolitana di Milano, infatti, sarà possibile effettuare controlli di sicurezza stradale con l’impiego di etilometri, con l’intento di contrastare la guida in stato d’ebbrezza in modo da preservare sia l’incolumità di chi si mette alla guida dopo aver bevuto, sia quella degli altri utenti della strada. In tutte le precedenti 32 edizioni questi controlli hanno consentito di raggiungere un ottimo traguardo: zero morti per incidenti stradali nelle notti e nei territori in cui sono state effettuate. La 33esima edizione prevede il coinvolgimento di 62 comuni e oltre 400 operatori di PL e si svolgerà sempre nel milanese”, conclude De Corato.

Ecco le nuove banconote da 100 e 200 euro antifalsari. E' anche una mossa "antisovranista"? (VIDEO)

Arrivano le banconote da 100 e 200 euro a prova di falsari. Sui nuovi tagli ologramma con satellite e numero verde smeraldo. I nuovi biglietti, presentati a Francoforte, completano la serie "Europa" e saranno messi in circolazione a partire dal 28 maggio. Addio al poco amato pezzo da 500


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Sono state presentate oggi dalla Banca centrale europea le nuove banconote da 100 e 200 euro: entreranno in vigore a partire dal 28 maggio 2019.

Novità in arrivo da parte della Banca centrale europea: l’istituto ha presentato oggi la nuova serie di banconote da 100 e 200 euro che, a partire dal 28 maggio 2019, andranno a sostituire i vecchi modelli. Si completa così la serie Europa: dopo i rinnovati tagli da 5, 10, 20 e 50 euro – introdotti rispettivamente nel 2013, 2014 e 2015 – adesso è la volta della cartamoneta col valore più alto. È stata invece eliminata definitivamente la banconota da 500 euro, uno dei modelli meno utilizzati dai cittadini europei. La serie Europa si è resa necessaria per due ordini di motivi: da un lato, per contrastare i falsari, che oggi operano anche all’interno del deep web. Dall’altro, per ravvivare ancora di più il sentimento di appartenenza sociale europeo, oggi costantemente messo a dura prova dai moventi che vogliono il ritorno alla moneta nazionale.

La nuova serie di banconote da 100 e 200 euro è stata studiata appositamente per prevenire le contraffazioni. Su ognuna di esse, infatti, è stato inserito in alto a destra un “satellite”, ossia un controllo visivo dove il simbolo dell’euro rotea intorno al numero che indica il valore della moneta (quindi o 100 o 200). In basso a sinistra, invece, è stato studiato un ulteriore effetto ottico: muovendo la banconota, questa cambia colore passando dal verde al blu, mentre un ologramma si muove in alto e in basso. Una tecnologia estremamente sofisticata sviluppata dai migliori ricercatori della Banca centrale europea per contrastare i falsari. Un fenomeno, quello della contraffazione, che attualmente non è in aumento, ma ha sempre destato preoccupazione nelle istituzioni. Particolare attenzione è stata dedicata soprattutto alle monete da 100 e 200 euro proprio perché sono i tagli preferiti dai falsificatori di tutto il mondo.

Il termine del 28 maggio 2019 è stato fissato per permettere agli istituti bancari di tutta Europa di adeguare i propri macchinari alle nuove banconote da 100 e 200 euro. I vecchi tagli saranno validi fino a che, progressivamente, non saranno interamente sostituiti dall’ultimo modello di cartamoneta.

Le nuove banconote da 100 e 200 euro avranno la stessa altezza di tutti gli altri tagli. Saranno però più lunghe, per consentire alle persone di riconoscerle meglio all’interno del portafoglio. (Fonte: quifinanza.it)

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Salta la cena dei piddini. Calenda furioso: "Meritiamo l'estinzione. Il nuovo segretario Pd? Servirebbe uno psichiatra" (VIDEO)

La cena per ritrovarsi, per accordare una strategia di opposizione, è saltata. E l'organizzatore, Carlo Calenda, non nasconde l'amarezza e, a tratti, la rabbia per come sono andate le cose. Fino a dire, in diretta a Circo Massimo su Radio Capital, che ai dirigenti del Pd "non importerà" di perdere le prossime elezioni europee e regionali: "Quello che importa a loro è il congresso. Sta diventando un posto in cui l'unico segretario che si dovrebbe candidare è il presidente dell'associazione di psichiatria". Un partito che, va giù duro Calenda, "merita l'estinzione" - (VIDEO)


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Ai dirigenti del Pd "non importerà" di perdere le prossime elezioni europee e regionali: "Quello che importa a loro è il congresso. Sta diventando un posto in cui l'unico segretario che si dovrebbe candidare è il presidente dell'associazione di psichiatria". È duro Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo economico, in un'intervista a Circo Massimo, su Radio Capital, in cui esprime il rammarico per la cena saltata con i leader dem. E afferma senza mezzi termini che il Pd "merita l'estinzione".

"Sono convinto che alle prossime europee il Pd non ci debba essere", aggiunge poi l'ex ministro, "serve un fronte repubblicano, progressista, che recuperi la parte di parte di classe dirigente locale e nazionale capace ma che spazzi via un partito che ha come unico obiettivo quello di spartirsi una torta sempre più piccola tra dirigenti che sono usurati, che pensano solo a questo dalla mattina alla sera".

Quanto alla cena convocata e poi annullata a casa Calenda, alla quale erano stati invitati Matteo Renzi, Paolo Gentiloni e Marco Minniti, è saltata perchè "Renzi si era sfilato ieri pomeriggio via agenzie e retroscena e a quel punto non aveva più molto senso", scrive poi Calenda su Twitter rispondendo a un follower. "Andiamo avanti con l'opposizione. Ognuno facendo il suo. Di più in questo momento non si può fare. Troppi ego e troppi conti da regolare", aggiunge.

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"Con Gentiloni e Minniti parlo continuamente - prosegue Calenda - nel Pd c'è un'entità, che si chiama Renzi, che non si capisce cosa voglia fare e che va avanti per conto suo. È una roba un pò singolare. È stato un presidente del Consiglio che all'inizio aveva veramente voglia di cambiare l'Italia e che ha fatto cose buone. È un grosso peccato". Poi conclude: "L'unica cosa che vuole fare il Pd in questo momento è una resa dei conti fra renziani e antirenziani in vista di un congresso che doveva esserci, per me, settimane fa, e tutto sarà paralizzato in questa cosa di cui al paese non frega nulla. Nel frattempo, l'opposizione si fa in ordine sparso".

Nessun pentimento, però, sull'aver preso la tessera del Pd: "È l'unico modo, finché non ci sarà qualcos'altro, per dare un contributo. Mi sono iscritto, ho fatto proposte, e non è servito a nulla. Non sento il segretario del Pd da due mesi, quando è andato a Taranto non ha fatto neanche un colpo di telefono".

(Fonte: Repubblica)

  • Pubblicato in Politica

Salute e fake news, medici in prima linea anche on line: il sito Dottoremaeveroche.it contro le bufale che nuocciono gravemente alla salute (VIDEO)

Nato qualche mese fa il portale ideato dalla Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, per contrastare la diffusione delle fake news in ambito sanitario, sbarca sul giornale dell'Enpam, l'ente previdenziale del comparto. Il problema della disinformazione sanitaria è ormai dilagante nel nostro Paese e le sue conseguenze sono pericolose non solo per i singoli ma per l'intera collettività. Ecco chi e come vuole contrastarla - (VIDEO)


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Enpam alleata della Fnomceo nella lotta alle 'fake news' che circolano sui temi di salute, medicina e benessere. 'Dottoremaeveroche', l’iniziativa lanciata dalla Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, per combattere le bufale in tema di salute, sbarca con una rubrica sul Giornale della previdenza dei medici e degli odontoiatri, il notiziario digitale dell'Enpam recapitato a 210 mila camici bianchi. A partire da oggi la testata dell’Enpam ospiterà tutte le settimane una pillola estratta dalla piattaforma lanciata lo scorso febbraio dalla Fnomceo, con l’obiettivo di contribuire a diffondere un’informazione scientifica corretta e validata da contrapporre alla disinformazione online e offline. Questa settimana si parte con un approfondimento su farmaci generici e 'di marca').

"Il sito 'Dottoremaeveroche' si compone di una sezione contro le fake news dedicata al cittadino, che può trovare risposte semplici e argomentate alle più comuni domande in tema di salute, e di una rivolta agli operatori che mette a disposizione un 'kit di primo soccorso comunicativo' composto da infografiche e brevi clip, da condividere con il proprio paziente durante la spiegazione di determinati argomenti", spiega Alessandro Conte, coordinatore del gruppo di lavoro composto da medici del comitato centrale Fnomceo, giornalisti scientifici, comunicatori e debunker, affiancato da un board composto dalle Società scientifiche che hanno aderito.

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"Le 'bufale' o 'fake news' - commenta Cosimo Nume, coordinatore area strategica Comunicazione Fnomceo e responsabile scientifico - sono un fenomeno purtroppo quanto mai moderno, che oggi incidono pesantemente sulla salute, rischiano di trasformarsi in vere e proprie azioni criminose, colpevolmente sostenute o meno da interessi economici, o soltanto dalla scellerata supponenza dell’ignorante".

"Nella società dell’infosfera, in cui i cittadini internauti sempre più si affidano alla Rete per curarsi – ricorda il presidente dell’Enpam, Alberto Oliveti - è necessario riflettere a fondo sulla comunicazione partecipativa e ripartire proprio da ‘chi’ è legittimato a parlare di determinati argomenti. Dottoremaeveroche si distingue nel panorama del web proprio perché attinge a quell’autorevolezza professionale basata sulla competenza dimostrata e riconosciuta, che sta alla base del rapporto fiduciario tra medico e paziente".

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"In un mondo dove a volte la gente rischia di rimanere vittima di fake news sulla salute o, peggio, di false terapie, il sito vuole dare un piccolo contributo di certezza partendo dalle evidenze scientifiche, da quello che la scienza ha dimostrato, quello che è riproducibile, quello che noi chiamiamo verità scientifica", conclude Filippo Anelli, presidente Fnomceo.

Papa Francesco in Sicilia; "Fratelli e sorelle" della mafia, pentitevi. (VIDEO)

Papa Francesco ha fatto appello alla mafia siciliana per abbandonare una vita di crimine e violenza, dicendo che l'isola ha bisogno di "uomini e donne d'amore, non uomini e donne d'onore", usando il termine mafioso.


Francesco, nella capitale siciliana, ha detto che i membri del crimine organizzato - molti dei quali vanno in chiesa e adorano apertamente - "non possono credere in Dio e essere Mafiosi" allo stesso tempo. Nel suo appello, li chiamava "cari fratelli e sorelle". Poi il papa ha visitato Palermo per commemorare padre Giuseppe "detto Pino" Puglisi, un prete ucciso a colpi di arma da fuoco della mafia nel 1993 perché aveva sfidato il controllo dell'organizzazione su uno dei quartieri più difficili della città. Puglisi fu ucciso durante il suo 56esimo compleanno, un attacco allo stato partito con l'uccisione a Palermo nel 1992 dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

"Una persona che è un mafioso non vive da cristiano perché con la sua vita bestemmia contro il nome di Dio", ha detto Francis nel sermone di una messa di circa 80.000 persone nella zona portuale della capitale siciliana. La Chiesa cattolica nel sud Italia ha sempre giocato una strana partita a scacchi con la mafia, pensiamo al cardinale Ernesto Ruffini, che era arcivescovo di Palermo dal 1945 al 1967, negò l'esistenza della mafia, considerando il comunismo la più grande minaccia della Chiesa di quel tempo.

"Dico a Mafiosi: Cambiate, fratelli e sorelle! Smettete di pensare a voi stessi e ai vostri soldi ... Convertitevi al vero Dio, Gesù Cristo, cari fratelli e sorelle, vi dico, Mafiosi, se non lo fai, la tua stessa vita sarà persa e quella sarà la tua più grande sconfitta", ha continuato Francesco durante il Sermone al Porto di Palermo. "Oggi abbiamo bisogno di uomini e donne d'amore, non uomini e donne d'onore, uomini e donne di servizio, non di oppressione".

Da sempre molti membri di gruppi criminali organizzati, come Cosa Nostra in Sicilia e la ndrangheta calabrese, si considerano parte di un gruppo religioso simile a un culto, invocando l'aiuto dei santi per le loro attività. In particolare nelle città minori del sud, prendono parte ai sacramenti cattolici e in alcuni casi hanno anche trovato la complicità di alcuni ecclesiastici. Puglisi andò da subito controcorrente, rifiutando di giocare la strana partita a scacchi. Con scarso sostegno della gerarchia ecclesiastica in Sicilia, predicò contro la mafia dal pulpito della sua chiesa nel ruvido quartiere di Brancaccio, poi controllato dalla famiglia Graviano. Aiutò i giovani in una zona con alta disoccupazione a evitare la trappola della mafia, chiese ai parrocchiani di aiutare le indagini di polizia, rifiutò le donazioni dei mafiosi e li bandì dall'unirsi alle processioni religiose tradizionali.

L'omicidio di Puglisi fu ordinato dai boss locali Filippo e Giuseppe Graviano, i quattro uomini che pianificarono ed eseguirono l'omicidio furono condannati nel 1998. Tutti tranne uno ricevettero ergastolo. Uno degli assassini, che in seguito si rese collaboratore dello stato, disse che mentre Puglisi stava morendo disse: "Ti stavo aspettando".

Nel 2012, l'ex papa Benedetto decretò che Puglisi morì come martire combattendo l'odio per la fede e ordinò che fosse beatificato, l'ultimo passo prima della santità nella Chiesa di Roma.

"Typhoon Jebi", l'uragano sta seminando morte e distruzione in molte regioni del Giappone (VIDEO AMATORIALI)

DRAMMATICHE IMMAGINI E VIDEO DEL TIFONE JEBI - il più potente uragano che colpisce il Giappone da 25 anni - ha colpito oggi nella parte occidentale del paese, uccidendone almeno sette persone  e ferendone oltre 200, interrompendo il trasporto, danneggiando pesantemente il ponte che porta all'aeroporto internazionale di Kansai. Le autorità chiudono ed evacuano tutti i paesi sul suo percorso.


L'Agenzia meteorologica giapponese ha emanato un'allerta per forti piogge, forti venti e frane in tutte le regioni occidentali e nord-orientali del paese, con venti oltre i 270 Km/h A partire dalle 22 di martedì, Jebi stava viaggiando da nord-nordest sul Mar del Giappone a nord della prefettura di Niigata ad una velocità di 70 chilometri all'ora e con una pressione atmosferica di 975 ettari al centro.

Il satellite "Aqua della NASA ha rilevato che le temperature più fredde (giallo) nel Super Typhoon Jebi raggiungevanoi meno 80 gradi Fahrenheit (meno 62,2 gradi Celsius) attorno al occhio e ovest del centro. Sono stati incorporati in una vasta area di tempeste (rosso) dove le temperature massime delle nuvole raggiungevano i meno 70 gradi Fahrenheit (meno 56,6 gradi Celsius)

Vicino all'aeroporto internazionale di Kansai, i forti venti hanno spazzato via una petroliera attraccata nella baia di Osaka, sbattendola nell'unico ponte che collega l'aeroporto alla terraferma e distruggendo una grossa parte dal ponte. Nessuno degli 11 membri dell'equipaggio è rimasto ferito, ha detto il quartier generale della guardia costiera regionale. 

Forti alluvioni hanno spinto il ministero dei Trasporti a chiudere l'intero aeroporto, costruito su terreni bonificati proprio in mezzo alla baia. Secondo gli operatori aeroportuali, 5.000 persone sono rimaste bloccate presso la struttura alle 22:30 di martedì. Le operazioni di volo potrebbero rimanere sospese per alcuni giorni per tornare alla normalità entro una settimana. All Nippon Airways, la principale compagnia aerea del Giappone, ha cancellato più di 320 voli nazionali e internazionali, e la Japan Airlines ha fermato oltre 270 voli martedì, tenendo a terra circa 57.000 passeggeri in totale.

 

Il danno a uno degli aeroporti più trafficati del Giappone - frequentato da visitatori nelle città dell'area di Kansai come Kyoto, Osaka e Kobe - potrebbe influire sul boom del turismo del paese. I passeggeri bloccati presso la struttura saranno probabilmente trasportati sulla terraferma utilizzando le corsie non interessate dalla collisione, ha detto l'operatore dell'aeroporto. Anche i servizi ferroviari lungo il ponte sono stati sospesi. Nessuno degli 11 membri dell'equipaggio della nave è rimasto ferito nell'incidente. La guardia costiera locale ha inviato un elicottero per salvarli. Il ministero dei trasporti ha detto che l'aeroporto ha chiuso tutte le sue piste a mezzogiorno e ha chiuso l'intera struttura alle 15:00 a causa delle forti inondazioni. La pista dell'aeroporto e il piano interrato di un terminal sono stati allagati, secondo i funzionari dell'aeroporto, la profondità dell'acqua era di circa 50 centimetri. L'aeroporto è stato sempre più utilizzato dai passeggeri stranieri, in particolare quelli provenienti dalla Cina, dalla Corea del Sud e dai paesi del Sudest asiatico, in quanto è stato ampliato per accogliere le compagnie aeree a basso costo.

 

Tokyo finora, è stata risparmiata dalle forti piogge, ma i venti forti stanno iniziando a causare danni. Questo tweet non confermato mostra alberi abbattuti nell'area di Ochanomizu, nel centro di Tokyo

 

Nel frattempo, oltre 330.000 case nelle regioni di Kinki e Shikoku hanno subito interruzioni di corrente.

Gli ordini di evacuazione erano stati precedentemente emessi in alcune aree delle prefetture di Osaka, Kyoto, Nara, Hyogo, Kagawa, Ehime e Wakayama. In Giappone, gli ordini di evacuazione non sono obbligatori e le persone restano spesso a casa, con il rischio di rimanere intrappolati da acqua in rapido aumento o improvvise frane.

Il principale portavoce del governo Yoshihide Suga ha incoraggiato i cittadini ad "evacuare presto" e ha dichiarato in una conferenza stampa che il governo "prenderà tutti i mezzi possibili" per prepararsi a una possibile crisi.

Il primo ministro Shinzo Abe, che ha viaggiato per tutto il paese nel tentativo di ottenere il sostegno per la sua candidatura alle elezioni presidenziali del partito liberal-democratico al termine di questo mese, ha annullato il suo viaggio nella regione di Kyushu per affrontare la crisi derivante dal passaggio dell'uragano. Abe aveva affrontato critiche sulla sua iniziale risposta alla pioggia battente che ha martellato il Giappone occidentale a luglio, dato che lui e alcuni altri ministri erano stati trovati a bere a una riunione di legislatori di LDP a Tokyo, mentre la situazione si faceva sempre più critica. Il Giappone è stato colpito da una serie di tifoni e disastri legati a forti piogge, tra cui massicce inondazioni e frane che hanno provocato la morte di oltre 220 persone solo a luglio.

 

L'aeroporto sotto le acque

 

 

Ondata di odio in Germania, manifestanti scendono in piazza con cori razzisti e saluti nazisti

Chemnitz Germania, lunedì notte dopo l'uccisione di un ragazzo di 35 anni, accoltellato da due cittadini uno iracheno e uno siriano durante una lite, scoppia la rivolta.


I manifestanti hanno dato il via alla violenza facendo il saluto Nazista e gridando "Stranieri fuori", mentre si scontravano con una contro-manifestazione a favore dei migranti che cantavano "I rifugiati benvenuti". Notti di terrore e di violenze nella città di Chemnitz, nella Germania orientale, che hanno lasciato diverse persone ferite e un paese costernato per le immagini dei disordini. La polizia in Sassonia ha rilasciato un comunicato in cui rivela che diverse persone sono state curate per ferite riportate negli scontri di lunedì sera, mentre una decina di persone sono state indagate per aver alzato il braccio nel simulando il famoso saluto a Hitler.

La violenza è scoppiata domenica, dopo che i nazionalisti e gli appassionati di calcio di estrema destra hanno invitato i sostenitori, anche sui social media, a scendere in strada per "difendere" il loro paese dagli immigrati dopo l'uccisione di un uomo tedesco di 35 anni. La cancelliera Angela Merkel ha espresso le sue condoglianze alla famiglia della vittima e ha condannato la violenza scatenatasi per le strade, dicendo ai giornalisti di aver visto un video di manifestanti "che inseguivano persone, assemblee tumultuose e odio per le strade". "Posso solo sottolineare che questo non ha nulla a che fare con lo stato di diritto in questo paese", ha detto la signora Merkel. "Non ci può essere posto nelle nostre strade per questi disordini". Ha anche accolto l'offerta del suo ministro dell'interno, Horst Seehofer, di sostenere le autorità sassone nel garantire il rispetto della legge a Chemnitz. 

Un iracheno di 21 anni e un siriano di 22 anni sono stati arrestati lunedì sospettati di aver pugnalato la vittima durante un litigio con lui e altri due uomini, entrambi feriti, il caso è stato rilevato da un procuratore speciale per la gestione dell'estremismo nello stato della Sassonia.

Le violenze scoppiano senza avvisaglie, nei primi video si vede un uomo bianco, che insegue un giovane dalla pelle scura per strada mentre qualcuno in sottofondo grida "Non sei il benvenuto qui!" 

Dopo una pausa di tensione, gli scontri sono ripresi in vigore alla fine della giornata di Lunedì scorso. I video di lunedì sera hanno mostrato diverse migliaia di dimostranti che brandivano bandiere tedesche e gridavano "Noi siamo il popolo" e "Chemnitz è nostro - gli stranieri fuori" alzando le braccia nel saluto nazista.

Sul lato opposto un gruppo più piccolo ha gridato "Nazisti fuori". Nel mezzo della via pubblica, la polizia è apparsa in inferiorità numerica e subito sopraffatta e ha lottato duramente per tenere separati i gruppi. 

La Sassonia ha lottato a lungo con l'estremismo  e il nazismo. Parte dell'ex Germania dell'Est, confina con la Repubblica Ceca a sud e con la Polonia a est.

Nel 1991, poco dopo la caduta del muro di Berlino, un gruppo di 500 neonazisti ha attaccato edifici che ospitano rifugiati a Hoyerswerda, a nord-est di Chemnitz. Da allora, ci sono  sempre stati attacchi di estrema destra contro gruppi di minoranza a Lipsia, e Freital, anche in Sassonia. 

Va ricordato che la capitale dello stato, Dresda, è il luogo dove è nato il movimento nazionalista anti-musulmano Pegida, un acronimo tedesco per un nome che si traduce approssimativamente come "europei patriottici contro l'islamizzazione dell'Occidente".

Lo stato è anche sede di una fazione forte del partito "Alternativa per la Germania, noto come AfD". Recenti sondaggi mostrano il partito posizionato come la seconda forza più forte nello stato, sorpassando anche i conservatori della Cancelliera Merkel.

 

Fonte: (nytimes)

 

  • Pubblicato in Esteri

Kofi Annan, ex segretario generale dell'ONU, è morto

Nato in Ghana, ha diretto l'ONU dal 1997 al 2006 e ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 2001. Settimo segretario generale delle Nazioni Unite, ha proiettato se stesso e la sua organizzazione ha divenire la coscienza e l'arbitro morale del mondo, questo nonostante alcune debacle che hanno macchiato il suo record di peacekeeper. Kofi Annan è morto sabato Berna, Svizzera. Aveva 80 anni.


Il suo nome rimarrà associato a quello delle Nazioni Unite, Kofi Annan è morto Sabato all'ospedale di Berna, in Svizzera, all'età di 80 anni. Una breve dichiarazione della sua fondazione riporta: "È con grande tristezza che la famiglia Annan e la Fondazione Kofi Annan annunciano che Kofi Annan, ex segretario generale dell'Onu e premio Nobel è morto pacificamente sabato 18 agosto, dopo una malattia di breve durata" 

Assegnato il premio Nobel per la pace nel 2001, Annan è stato il primo africano nero a guidare le Nazioni Unite, così per due successivi mandati di cinque anni a partire dal 1997: un decennio di disordini che Annan ha sfidato senza timore, attraverso un meticoloso e tentacolare lavoro ha ridefinito le serti del mondo conquistandosi un posto d'onore tra i grandi della terra, guadagnandosi il Premio Nobel per la Pace nel 2001, come premio per il suo lavoro "per un mondo meglio organizzato e più pacifico". L'attuale Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha reso omaggio al suo predecessore apprendendo la sua morte, descrivendolo come "una forza che ha guidato il bene. In molti modi, Kofi Annan ha incarnato le Nazioni Unite. È uscito dai ranghi per guidare l'organizzazione nel nuovo millennio con dignità e determinazione senza precedenti ". 

Un emblema tanto delle imperfezioni più radicate delle Nazioni Unite, quanto delle sue più grandi aspirazioni, Annan è stato il primo segretario generale a essere scelto tra i funzionari pubblici internazionali che costituivano e facevano parte della burocrazia dell'organizzazione. Venne paragonato per statura a Dag Hammarskjold, il secondo segretario generale, che morì in un misterioso incidente aereo in Africa nel 1961. Ad Annan fu attribuito il merito di rivitalizzare le istituzioni delle Nazioni Unite, dando forma a quella che definì una nuova "strada da seguire negli interventi umanitari, in particolare in luoghi in cui non c'era "pace" da mantenere per le forze di pace tradizionali, ma solo una "umanità" da ristabilire. Non ultimo, è stato lodato per aver persuaso Washington a sbloccare gli arretrati che erano stati trattenuti a causa dei profondi dubbi sulle Nazioni Unite espresse dai conservatori americani. Il suo incarico era raramente libero da discussioni, nel 1998, Kofi Annan si recò a Baghdad per negoziare direttamente con Saddam Hussein sulla modalità delle ispezioni delle armi da parte delle Nazioni Unite, conquistando una pausa temporanea nel lungo braccio di ferro con l'Occidente, ma sollevando domande sulla sua decisione di stringere la mano - e persino fumare sigari - con quel dittatore. Infatti, Annan definì illegale l'invasione dell'Iraq del 2003 e in quel periodo subì anche una dolorosa perdita personale, quando il suo stretto collaboratore di fiducia, l'ufficiale brasiliano Sérgio Vieira de Mello, suo rappresentante a Baghdad, morì in un attentato suicida nell'agosto 2003 che ha colpì l'ufficio delle Nazioni Unite lì, uccidendo molti civili. L'attacco ha provocò non poche lamentele sul fatto che Annan non avesse afferrato i pericoli che correvano i suoi subordinati dopo l'uccisione di Saddam Hussein.


Quando lasciò l'ONU, Kofi Annan disse che il suo più grande rimpianto sarebbe stato la sua "incapacità di prevenire la guerra in Iraq". Quando lasciò la guida delle Nazioni Unite rimase, tuttavia, uno dei leader più popolari. Ha contribuito a rendere le Nazioni Unite più visibili sulla scena internazionale durante i suoi due mandati. "Ho cercato di mettere l'essere umano al centro di tutto ciò che facciamo: dalla prevenzione dei conflitti allo sviluppo e ai diritti umani", ha detto, accettando il Premio Nobel a Oslo. Dopo la fine del suo mandato come Segretario generale, Kofi Annan ha continuato a lavorare per la pace, nella sua fondazione dedicata allo sviluppo sostenibile, nonché come membro del gruppo The Elders, fondato da Nelson Mandela promuovere la pace e i diritti umani. Come diplomatico ha anche partecipato a una missione delle Nazioni Unite in Siria nel 2012 , un anno dopo l'inizio della guerra. Molto amareggiato per il fallimento della missione, pochi mesi dopo, lasciando questo incarico accusò i grandi poteri di avere, con i loro dissensi, trasformato la sua mediazione in una "missione impossibile". 

Dopo la morte di Annan, Bijan Farnoudi, portavoce della Kofi Annan Foundation, ha dichiarato in una e-mail che Kofi aveva vissuto a Ginevra negli ultimi dieci anni, dirigendo la sua associazione non-profit. Era tornato da poco da un viaggio di lavoro in Zimbabwe "un po 'indebolito", ha detto Farnoudi, "ma tutti quelli che lavorano a stretto contatto con lui giorno dopo giorno lo vedevano arrivare sempre sorridente. Ha lavorato fino alla fine, senza concedersi una pausa", ha detto. "E sembrava forte e in forma facendolo."

Kofi Atta Annan nacque l'8 aprile 1938 nella città di Kumasi in quella che allora era la Gold Coast e che nel 1957 divenne il Ghana, il primo stato africano a conquistare l'indipendenza dal colonialismo britannico. Nato in una famiglia aristocratica, aveva tre sorelle, due delle quali più grandi e un gemello morto negli anni '90. Dopo un periodo al collegio d'elite Mfantsipim fondato dai metodisti, ha proseguito l'istruzione superiore come economista in Ghana, poi migrò in Europa per perfezionare gli studi, al Macalester College di St. Paul, a Ginevra, poi alla Sloan School of Management presso il Massachusetts Institute of Technology. Nel 1965, sposò Titi Alakija, una donna di una prospera famiglia nigeriana. La coppia ebbe due figli, una figlia, Ama e un figlio, Kojo. Il matrimonio fallì alla fine degli anni '70. Nel 1984 Annan sposò in seconde nozze un alto funzionario delle stesse Nazioni Unite, B. Lagergren, avvocato e anch'essa divorziata. Anche lei era una rampolla di una famiglia importante, nipote di Raoul Wallenberg, il diplomatico svedese che aiutò migliaia di ebrei ungheresi durante la II guerra mondiale e scomparso dopo essere stato catturato dalle forze sovietiche. La maggior parte della vita lavorativa di Kofi Annan è stata spesa nei corridoi e nelle sale conferenze delle Nazioni Unite, ma, sempre dicendo, "Mi sento profondamente africano, le mie radici sono profondamente africane e le cose che mi sono state insegnate da bambino sono ancora molto importanti per me. "

Il suo primo appuntamento con un'agenzia delle Nazioni Unite fu nel 1962, presso l'Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra. Annan ha visto anche brevi pause lavorative fuori dalle Nazioni Unite, in Ghana per promuovere il turismo e in Etiopia con la Commissione economica per l'Africa, per poi approdare alla sede europea dell'organizzazione sanitaria. Successivamente, a New York, ha lavorato in posizioni di alto livello nel campo delle risorse umane e del bilancio fino a quando, all'inizio degli anni '90, il segretario generale dell'epoca, Boutros Boutros Ghali, lo nominò prima vice e poi capo delle operazioni di mantenimento della pace.

Era, "il principale custode del libro delle regole ONU", ha sempre dichiarato che solo il Consiglio di sicurezza fosse "l'unica fonte di legittimità nell'approvare interventi militari all'estero". Purtroppo queste regole furono bloccate dalla NATO nel marzo 1999, con i suoi bombardamenti sulla ex Jugoslavia, costringendo Annan a cercare altre vie per mantenere la pace. "È davvero tragico che la diplomazia abbia fallito", ha detto il primo giorno degli attacchi NATO, scegliendo parole che definissero in gran parte i dilemmi che devono affrontare i politici durante e oltre il loro mandato, "ma ci sono momenti in cui l'uso della forza può essere legittimo nel perseguimento della pace. Non possiamo accettare una situazione in cui le persone sono brutalizzate dietro i confini di uno stato", frasi forti che preannunciavano il passaggio di mano del potere di decisione. Cosciente di questo importante cambiamento di rotta disse, "Alla fine del 20° secolo, una cosa è chiara: le Nazioni Unite che non difenderanno i diritti umani sono Nazioni Unite che non possono più difendersi da sole".

 
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