updated 6:37 AM UTC, Sep 21, 2018

Contenuti terroristici sui social, la UE esige la cancellazione entro 1 ora dalla segnalazione

Google, Facebook e Twitter devono eliminare qualsiasi contenuto terroristico segnalato entro un'ora. Purtroppo serve un nuovo algoritmo più performante per filtrare i messaggi controversi


Quello che Facebook, Microsoft, YouTube e Twitter hanno fatto volontariamente contro la diffusione di contenuti estremisti non è sufficiente per la Commissione Ue. Come minacciato più volte, ora la commissione vuole intraprendere una strada legale per combattere la propaganda terroristica e tramite una direttiva ufficiale del parlamento, imporrà la cancellazione del contenuto segnalato nel giro di un'ora. Nel caso di "fallimento sistematico" i colossi dei social saranno soggetti a multe fino al quattro per cento del loro fatturato annuo globale. "Un'ora è la finestra temporale critica in cui viene fatto il danno maggiore", ha detto il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker.

Per la commissione del Parlamento Europeo, i fornitori dei servizi "Social" devono essere definiti come " fornitori di servizi della società dell'informazione, che consentono ai loro utenti di memorizzare informazioni e di renderle poi disponibili a terzi ". A sua volta, il contenuto del terrorismo è definito nella bozza come "informazione che promuove o glorifica i reati terroristici", che richiede il coinvolgimento in tali crimini, o il sostegno a gruppi terroristici o la fornitura di linee guida su atti terroristici, per questo da escludere ed eliminare.

Secondo il progetto, gli Stati membri dovrebbero istituire organismi specifici per identificare il contenuto pertinente, imporre sanzioni alle imprese e affrontare le loro manchevolezze se non classificano i contenuti segnalati come non estremisti. Le aziende Internet, a loro volta, sono tenute a intraprendere azioni per scoprire, rimuovere rapidamente o bloccare l'accesso a tali contenuti e impedire il ri-caricamento di contenuti di terrore già eliminati una volta. "L'uso di strumenti automatici" è esplicitamente menzionato nella bozza, ma un controllo umano di questi strumenti è richiesto almeno dove è "appropriato" o necessario per fare una revisione dettagliata del contenuto segnalato. "Purtroppo senza un filtro di upload, nessun provider può adempiere a questi obblighi", ha scritto su Twitter Julia Reda, membro della commissione anti terrorismo dell'Unione Europea, i filtri di caricamento sono programmi che esaminano i contenuti caricati da un utente e ne impediscono la pubblicazione se rilevano contenuti illegali. Tali filtri sono già attivi per la lotta contro le raffigurazioni di abusi sessuali su bambini. Una volta identificati i contenuti illeciti sotto forma di un valore numerico crittografico (hash) vengono salvati e conservati in un database privato a disposizione delle autorità. Ogni nuovo caricamento è sincronizzato con il database,in questo modo i contenuti già identificati vengono immediatamente rilevati.

 

Purtroppo ad oggi i software di filtraggio risultano non affidabili, troppi falsi allarmi o passaggio di contenuti pericolosi non bloccati, anche Mozilla e l'organizzazione per i diritti civili Digitale Gesellschaft hanno votato contro il progetto, perché la direttiva avrebbe comportato un maggiore uso di software di filtraggio inefficaci, creando solo uno stato di caos in un mondo già troppo incontrollato.

L'Europa delle sanzioni e dell'AntiNazionalismo, colpisce chi non si piega alle sue regole, Italia compresa

Anche la Polonia (già sanzionata), ultimo vero ex paese comunista dell'Unione europea, ha dichiarato che si opporrà a qualsiasi sanzione imposta dal blocco all'Ungheria, accusata di aver infranto le regole dell'UE sulla democrazia.


"Ogni paese ha il suo diritto sovrano di fare le riforme interne che ritenga più appropriate per i suoi cittadini", così il ministro degli esteri polacco in una dichiarazione mercoledì dopo il voto favorevole dell'Unione alle sanzioni imposte a Orban.

"Le azioni contro gli Stati membri servono solo a dividere e a creare delle profonde crepe nell'UE, aumentando l'attuale mancanza di fiducia dei cittadini verso le istituzioni europee".

Mercoledì il Parlamento europeo ha votato per sanzionare l'Ungheria, accusata di aver violato le norme sulla democrazia in tema migranti, i diritti civili e la corruzione, sono state lo spunto per avviare il processo punitivo definito dall'articolo 7 del trattato UE.

Da quando ha preso il potere nel 2010, il primo ministro ungherese Viktor Orban, un tempo un attivista contro i signori comunisti sovietici dell'Ungheria, ha usato la sua maggioranza parlamentare per fare pressione sui tribunali, sui media e sui gruppi non governativi. E' da sempre il primo oppositore del cancelliere tedesco Angela Merkel e di tutti quelli che vogliono un l'Europa accoglienti nei confronti dei numerosi rifugiati musulmani. Il governo ungherese ha dichiarato che cercherà tutte le vie legali per sfidare il voto alle sanzioni che ha visto 448 favorevoli e solo 197 contrari, descrivendo l'atto come "piccola vendetta". Ma i 197 voti espressi contro la prima richiesta del parlamento di avviare il processo punitivo dell'articolo 7 del trattato UE, hanno evidenziato che una sostanziale minoranza dell'opinione pubblica europea, vede Orban come un crociato per i diritti degli stati nazione e delle maggioranze etniche contro le regole di comportamento civico chieste da Bruxelles.

Da quando ha preso il potere nel 2010, Orban, da sempre attivista contro i signori comunisti sovietici dell'Ungheria, ha usato la sua maggioranza parlamentare per fare pressione sui tribunali, sui media e sui gruppi non governativi in ​​modo da mettere una censura sulle voci dei suoi oppositori, che evidenziavano il suo violare le regole dell'UE. Ha anche portato forte opposizione al cancelliere tedesco Angela Merkel e a tutti gli altri parlamentari che vogliono un Europa dell'accoglienza per i rifugiati musulmani.

"L'odierna decisione del Parlamento europeo non è stata altro che una meschina vendetta dei politici pro-immigrazione contro l'Ungheria", ha detto il ministro degli Esteri Peter Szijjarto in una conferenza stampa a Budapest. "La decisione è stata presa in modo fraudolento e contrario alle norme pertinenti dei trattati europei". Il fatto di non aver conteggiato i voti degli astenuti, ha cambiato l'esito del voto.

Con la Gran Bretagna in procinto di lasciare il blocco UE a marzo e le elezioni del Parlamento europeo a maggio, l'attacco all'Ungheria e di conseguenza all'alleata Polonia, che affronta una procedura di sanzioni similari lanciata dalla Commissione europea esecutiva nel 2017, apre nuove e più aspre tensioni tra due fazioni sempre più divise, i nazionalisti e i federalisti.

Prima del tanto contestato voto ha preso la parola il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, che parlando in modo diretto e molto critico ai governi populisti e all'amministrazione americana ha detto: "L'Unione europea deve mostrare i muscoli come potenza mondiale ogni qualvolta l'Europa parla, deve parlare come unica voce, solo così possiamo imporre la nostra posizione agli altri", facendo riferimento all'accordo di luglio con il presidente Trump, per bloccare una guerra transatlantica sulle tariffe e che ha ottenuto plausi da tutto il parlamento. " la situazione geopolitica ci dice che questa è l'ora dell'Europa, è giunto il momento per rinforzare la sovranità europea", ha continuato.

 Nel ripetere il suo sostegno a una più profonda integrazione economica, ha anche spinto l'idea che l'euro dovrebbe sfidare il dollaro come valuta leader a livello mondiale, definendo "assurdo" che l'UE paghi la maggior parte della sua energia nella valuta statunitense, nonostante l'acquisto principalmente da terzi del calibro di Russia e stati del Golfo. Ha anche affermato che le compagnie aeree europee dovrebbero comprare i mezzi loro necessari con prezzi in euro e non in dollari.

 Juncker ha rinnovato gli appelli affinché gli Stati dell'Unione proseguano nello sviluppo di una capacità di difesa dell'UE indipendente dall'alleanza NATO guidata dagli Stati Uniti e di abbracciare l'Africa attraverso investimenti, creando così una vasta area di libero scambio e parte di una strategia per frenare il flusso di poveri migranti africani, bloccando da subito i forti nazionalismi anti UE. Tuttavia, l'idea di una Guardia costiera e di frontiera completamente federale, con la sua forza in uniforme di 10.000 soldati, guidata da Bruxelles, potrebbe togliere agli stati di confine molto potere sovrano e di controllo, cosa che non viene ancora vista bene

Con un occhio alle elezioni del prossimo Parlamento europeo, Juncker ha proposto nuove misure di vigilanza e sanzioni per tutti i tentativi di manipolare gli elettori. In veste centenaria della fine della prima guerra mondiale, ha ricordato come gli europei siano stati totalmente colti di sorpresa dal suo scoppio e ha sollecitato un maggior rispetto per l'UE come forza di pace contro il "veleno e l'inganno" nazionalista.  Rimarcando questo principio Jean-Claude Juncker ha parlato anche del suo rapporto con il governo italiano: "Io non ho problemi con il presidente del Consiglio, mio amico Giuseppe Conte. Ma ogni tanto rimango allibito dalla continua retorica messa in campo dalla maggioranza di governo e in particolar modo da almeno uno dei due vicepremier, con il suo continuo attacco a Bruxelles. Ecco, questo non aiuta l’Italia".

Il riferimento è scontato e va al leghista Salvini e ha aggiunto: "Salvini in campagna elettorale ha detto che ogni volta che apro bocca, lui guadagna voti. Ecco, io non voglio essere utile a lui. Ma voglio essere utile all'Italia. Non vedo una sola ragione per cui il PPE possa aprire delle trattative con Salvini. Abbiamo già Orban ed è abbastanza".

Poi parlando del grave incidente avvenuto a Genova con il crollo del ponte Morandi, ha aggiunto: "Non è colpa della Commissione se un ponte è crollato a Genova, nel bilancio europeo ci sono i soldi per le infrastrutture e bisogna usarli tutti, fino all'ultimo centesimo. Questo il governo italiano è carente e spesso dimentica di usare i soldi per le infrastrutture che ha a disposizione, lasciando scadere i fondi".

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La Mogherini esorta l'UE ad assumersi "maggiori responsabilità" per risolvere il problema dei migranti

Il capo della politica estera dell'UE, Federica Mogherini, ha esortato gli Stati membri a "assumersi maggiori responsabilità" e ad assicurare che l'operazione nel Mediterraneo continui a combattere la tratta di esseri umani.


Il governo di Roma ha in programma di chiedere all'Unione Europea di modificare le regole della missione Sophia (che attualmente vede al suo comando l'Italia) e di far ruotare i porti dove i migranti soccorsi in mare possano sbarcare. La Francia e la Spagna invece cercano di frenare la decisione Ue, perchè si aspettano di essere i principali paesi in cima alla lista.

Attualmente tutte le navi attraccano in Italia, ma il nuovo governo GialloVerde non vuole essere costretto a sopportare l'onere dei costi da solo ed è giunto il momento che gli altri stati dell'UE facciano la loro giusta parte accogliendo più migranti, dividendo le spese di una gestione che diventa giorno dopo giorno troppo onerosa.

Nei commenti, prima dei colloqui informali dei ministri della difesa dell'UE, la Mogherini ha invitato tutti a mostrare un "atteggiamento costruttivo" per lavorare e continuare la missione.

"Finora non è stato trovato un accordo comune... Non possiamo assolutamente permetterci di continuare un'operazione dell'UE senza chiarezza sulle regole che deve seguire", ha detto prima dell'incontro a Vienna.

"Sarebbe bello se gli stati membri si assumessero maggiori responsabilità", ha aggiunto. "L'importante è riuscire a mantenere l'operazione in corso ... Questo sarà un risultato notevole per tutta l'Unione europea".

Il ministro della Difesa tedesco Ursula von der Leyen ha dichiarato che il mandato di Sophia si deve concludere alla fine dell'anno e ci si aspetta che i leader dell'UE risolvano la questione di come i richiedenti asilo che vengono in Europa, dovrebbero essere distribuiti tra gli stati membri e come dovrebbero essere invece rimpatriati. "Questa è la domanda che, comunque, è in cima all'agenda dei leader dell'UE... e quindi mi aspetto che questa questione venga risolta in autunno", ha affermato.

L'accordo di Sophia è stato lanciato nel giugno 2015 in seguito a una serie di naufragi mortali e da allora ha raccolto migliaia di migranti che si muovevano nel Mediterraneo.

Secondo il quotidiano La Stampa, l'idea italiana è di ruotare gli sbarchi tra i porti del Mediterraneo, con particolare attenzione alla Francia e alla Spagna, e con la Grecia e Malta che già oggi condividono il carico.

Il ministro della Difesa italiano, Elisabetta Trenta, ha dichiarato ieri: "Accettando la nostra proposta, l'UE avrà l'opportunità di dimostrare che è una vera comunità di valori e intenzioni, rifiutandola negherà i propri principi fondamentali L'Italia ha respinto le navi con i migranti salvati in mare per fare in modo che i paesi dell'UE facciano la loro parte, senza voltare le spalle mentre l'Italia è alle prese con arrivi di migranti apparentemente senza fine.

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Un potente terremoto colpisce la Nuova Caledonia, scongiurato uno tsunami

 Un potente terremoto sottomarino di magnitudo 7,1 ha colpito questa mattina la Nuova Caledonia nel Sud Pacifico, creando piccole ondate di tsunami


Secondo l'US Geological Surveyl il sisma ha colpito a una profondità di 10 km circa, 372 km ad est della capitale della Nuova Caledonia, Noumea. Inizialmente è stato segnalato come grandezza magnitudo 7.1

Nessun danno è stato segnalato, ma in Nuova Caledonia, nelle Fiji e a Vanuatu, il Centro di allerta per gli tsunami del Pacifico, con sede nelle Hawaii, ha diramato un bollettino che allertava le isole perchè a seguito del terremoto si sarebbero potute creare pericolose onde di tsunami, fino a un metro di altezza.

Invece onde di 30 cm sarebbero potute arrivare sulle coste delle isole attorno al Pacifico e in Australia, in Papua Nuova Guinea e in Nuova Zelanda.

Il portavoce della Difesa Civile della Nuova Caledonia, Olivier Ciry, ha dichiarato che onde da 40 cm sono state registrate sull'isola principale della Nuova Caledonia, mentre quelle che hanno raggiunto le Isole della Lealtà, che si trovano a circa 100 Km dall'epicentro, hanno raggiunto solo i 5 cm di altezza. Inoltre ha dichiarato: " Abbiamo sentito il terremoto in modo molto forte, ma per fortuna c'è stato solo tanto movimento nel mare ma nessun danno agli edifici.

Laisenia Rawace, funzionario tecnico del dipartimento di monitoraggio della sismologia della Fiji ha dichiarato: "Lo stiamo ancora monitorando ed è in standby, non percepiamo altre scosse anche di assestamento e non rileviamo anomalie sugli indicatori di alta marea".

L'area colpita si trova sulla Pacific Rim of Fire, una zona molto incline ai terremoti. L'ultimo tremito ha colpito 10 giorni fa, dopo l'enorme terremoto, ma molto profondo, che ha scosso il fondale marino vicino alle Fiji 11 mesi fa.

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Kofi Annan, ex segretario generale dell'ONU, è morto

Nato in Ghana, ha diretto l'ONU dal 1997 al 2006 e ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 2001. Settimo segretario generale delle Nazioni Unite, ha proiettato se stesso e la sua organizzazione ha divenire la coscienza e l'arbitro morale del mondo, questo nonostante alcune debacle che hanno macchiato il suo record di peacekeeper. Kofi Annan è morto sabato Berna, Svizzera. Aveva 80 anni.


Il suo nome rimarrà associato a quello delle Nazioni Unite, Kofi Annan è morto Sabato all'ospedale di Berna, in Svizzera, all'età di 80 anni. Una breve dichiarazione della sua fondazione riporta: "È con grande tristezza che la famiglia Annan e la Fondazione Kofi Annan annunciano che Kofi Annan, ex segretario generale dell'Onu e premio Nobel è morto pacificamente sabato 18 agosto, dopo una malattia di breve durata" 

Assegnato il premio Nobel per la pace nel 2001, Annan è stato il primo africano nero a guidare le Nazioni Unite, così per due successivi mandati di cinque anni a partire dal 1997: un decennio di disordini che Annan ha sfidato senza timore, attraverso un meticoloso e tentacolare lavoro ha ridefinito le serti del mondo conquistandosi un posto d'onore tra i grandi della terra, guadagnandosi il Premio Nobel per la Pace nel 2001, come premio per il suo lavoro "per un mondo meglio organizzato e più pacifico". L'attuale Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha reso omaggio al suo predecessore apprendendo la sua morte, descrivendolo come "una forza che ha guidato il bene. In molti modi, Kofi Annan ha incarnato le Nazioni Unite. È uscito dai ranghi per guidare l'organizzazione nel nuovo millennio con dignità e determinazione senza precedenti ". 

Un emblema tanto delle imperfezioni più radicate delle Nazioni Unite, quanto delle sue più grandi aspirazioni, Annan è stato il primo segretario generale a essere scelto tra i funzionari pubblici internazionali che costituivano e facevano parte della burocrazia dell'organizzazione. Venne paragonato per statura a Dag Hammarskjold, il secondo segretario generale, che morì in un misterioso incidente aereo in Africa nel 1961. Ad Annan fu attribuito il merito di rivitalizzare le istituzioni delle Nazioni Unite, dando forma a quella che definì una nuova "strada da seguire negli interventi umanitari, in particolare in luoghi in cui non c'era "pace" da mantenere per le forze di pace tradizionali, ma solo una "umanità" da ristabilire. Non ultimo, è stato lodato per aver persuaso Washington a sbloccare gli arretrati che erano stati trattenuti a causa dei profondi dubbi sulle Nazioni Unite espresse dai conservatori americani. Il suo incarico era raramente libero da discussioni, nel 1998, Kofi Annan si recò a Baghdad per negoziare direttamente con Saddam Hussein sulla modalità delle ispezioni delle armi da parte delle Nazioni Unite, conquistando una pausa temporanea nel lungo braccio di ferro con l'Occidente, ma sollevando domande sulla sua decisione di stringere la mano - e persino fumare sigari - con quel dittatore. Infatti, Annan definì illegale l'invasione dell'Iraq del 2003 e in quel periodo subì anche una dolorosa perdita personale, quando il suo stretto collaboratore di fiducia, l'ufficiale brasiliano Sérgio Vieira de Mello, suo rappresentante a Baghdad, morì in un attentato suicida nell'agosto 2003 che ha colpì l'ufficio delle Nazioni Unite lì, uccidendo molti civili. L'attacco ha provocò non poche lamentele sul fatto che Annan non avesse afferrato i pericoli che correvano i suoi subordinati dopo l'uccisione di Saddam Hussein.


Quando lasciò l'ONU, Kofi Annan disse che il suo più grande rimpianto sarebbe stato la sua "incapacità di prevenire la guerra in Iraq". Quando lasciò la guida delle Nazioni Unite rimase, tuttavia, uno dei leader più popolari. Ha contribuito a rendere le Nazioni Unite più visibili sulla scena internazionale durante i suoi due mandati. "Ho cercato di mettere l'essere umano al centro di tutto ciò che facciamo: dalla prevenzione dei conflitti allo sviluppo e ai diritti umani", ha detto, accettando il Premio Nobel a Oslo. Dopo la fine del suo mandato come Segretario generale, Kofi Annan ha continuato a lavorare per la pace, nella sua fondazione dedicata allo sviluppo sostenibile, nonché come membro del gruppo The Elders, fondato da Nelson Mandela promuovere la pace e i diritti umani. Come diplomatico ha anche partecipato a una missione delle Nazioni Unite in Siria nel 2012 , un anno dopo l'inizio della guerra. Molto amareggiato per il fallimento della missione, pochi mesi dopo, lasciando questo incarico accusò i grandi poteri di avere, con i loro dissensi, trasformato la sua mediazione in una "missione impossibile". 

Dopo la morte di Annan, Bijan Farnoudi, portavoce della Kofi Annan Foundation, ha dichiarato in una e-mail che Kofi aveva vissuto a Ginevra negli ultimi dieci anni, dirigendo la sua associazione non-profit. Era tornato da poco da un viaggio di lavoro in Zimbabwe "un po 'indebolito", ha detto Farnoudi, "ma tutti quelli che lavorano a stretto contatto con lui giorno dopo giorno lo vedevano arrivare sempre sorridente. Ha lavorato fino alla fine, senza concedersi una pausa", ha detto. "E sembrava forte e in forma facendolo."

Kofi Atta Annan nacque l'8 aprile 1938 nella città di Kumasi in quella che allora era la Gold Coast e che nel 1957 divenne il Ghana, il primo stato africano a conquistare l'indipendenza dal colonialismo britannico. Nato in una famiglia aristocratica, aveva tre sorelle, due delle quali più grandi e un gemello morto negli anni '90. Dopo un periodo al collegio d'elite Mfantsipim fondato dai metodisti, ha proseguito l'istruzione superiore come economista in Ghana, poi migrò in Europa per perfezionare gli studi, al Macalester College di St. Paul, a Ginevra, poi alla Sloan School of Management presso il Massachusetts Institute of Technology. Nel 1965, sposò Titi Alakija, una donna di una prospera famiglia nigeriana. La coppia ebbe due figli, una figlia, Ama e un figlio, Kojo. Il matrimonio fallì alla fine degli anni '70. Nel 1984 Annan sposò in seconde nozze un alto funzionario delle stesse Nazioni Unite, B. Lagergren, avvocato e anch'essa divorziata. Anche lei era una rampolla di una famiglia importante, nipote di Raoul Wallenberg, il diplomatico svedese che aiutò migliaia di ebrei ungheresi durante la II guerra mondiale e scomparso dopo essere stato catturato dalle forze sovietiche. La maggior parte della vita lavorativa di Kofi Annan è stata spesa nei corridoi e nelle sale conferenze delle Nazioni Unite, ma, sempre dicendo, "Mi sento profondamente africano, le mie radici sono profondamente africane e le cose che mi sono state insegnate da bambino sono ancora molto importanti per me. "

Il suo primo appuntamento con un'agenzia delle Nazioni Unite fu nel 1962, presso l'Organizzazione Mondiale della Sanità a Ginevra. Annan ha visto anche brevi pause lavorative fuori dalle Nazioni Unite, in Ghana per promuovere il turismo e in Etiopia con la Commissione economica per l'Africa, per poi approdare alla sede europea dell'organizzazione sanitaria. Successivamente, a New York, ha lavorato in posizioni di alto livello nel campo delle risorse umane e del bilancio fino a quando, all'inizio degli anni '90, il segretario generale dell'epoca, Boutros Boutros Ghali, lo nominò prima vice e poi capo delle operazioni di mantenimento della pace.

Era, "il principale custode del libro delle regole ONU", ha sempre dichiarato che solo il Consiglio di sicurezza fosse "l'unica fonte di legittimità nell'approvare interventi militari all'estero". Purtroppo queste regole furono bloccate dalla NATO nel marzo 1999, con i suoi bombardamenti sulla ex Jugoslavia, costringendo Annan a cercare altre vie per mantenere la pace. "È davvero tragico che la diplomazia abbia fallito", ha detto il primo giorno degli attacchi NATO, scegliendo parole che definissero in gran parte i dilemmi che devono affrontare i politici durante e oltre il loro mandato, "ma ci sono momenti in cui l'uso della forza può essere legittimo nel perseguimento della pace. Non possiamo accettare una situazione in cui le persone sono brutalizzate dietro i confini di uno stato", frasi forti che preannunciavano il passaggio di mano del potere di decisione. Cosciente di questo importante cambiamento di rotta disse, "Alla fine del 20° secolo, una cosa è chiara: le Nazioni Unite che non difenderanno i diritti umani sono Nazioni Unite che non possono più difendersi da sole".

 
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La Grecia in fiamme è sull'orlo della rivoluzione?

I mostruosi incendi dell'Attica, la parte centrale della Grecia continentale, hanno causato la perdita di un centinaio di vite umane e si contano ancora oltre duecento dispersi.


Squadre di soccorritori, militari e volontari continuano a cercare i dispersi. Per i morti nel paese è stato dichiarato un lutto di tre giorni.

Il ministro della Protezione Civile Nikos Toskas, avendo familiarizzato con i risultati preliminari dell'indagine, ritiene che la causa della tragedia sia stata dolosa. Secondo lui, a favore della tesi,una strana circostanza, tutti i focolai degli incendi sono sorti in intervalli di tempo molto brevi. In alcune città e villaggi, strade strette, molti vicoli ciechi, ripide scogliere, rendono difficile l'evacuazione, le vecchie attrezzature antincendio, rendendo omaggio al coraggio dei pompieri e dei soccorritori che instancabilmente continuano il loro lavoro.

I residenti del paese raccolgono vestiti, beni di prima necessità, cibo per i compatrioti in difficoltà. Si sono formate anche coda ai punti di prelievo di sangue per le vittime.

Tutto questo però avviene in un paese in piena crisi decennale, i licenziamenti continuano a essere in numero maggiore rispetto alle assunzioni, secondo i media il governo da soldi agli immigrati illegali, mentre le popolazioni locali sono tassate in modo prepotente. Invece di cercare di salvare la natura, vendono la terra ai privati che vengono dalla UE. Questo sta generando una stato di caos dove il controllo diventa davvero difficile, anche i territori che rappresentano la storia del paese non sono esclusi da questo grave scempio. Un paese smembrato che svende il suo patrimonio storico, anche le foreste non fanno eccezione. 
Pesanti le dichiarazioni del Ministro della Sanità greco, che definisce le vittime degli incendi un prodotto della lotta politica interna, affermando che vi è stata una grave mancanza nelle operazioni di emergenza lanciate dal governo, la mancanza di un piano di evacuazione in tale emergenza, ha avuto un ruolo fatale nello sviluppo della tragedia.

I giornali greci riferiscono che la gente è fuggita, abbandonando tutto, senza soldi hanno cercato di usare strade a pagamento trovando le barriere chiuse al loro passaggio, in molti si fermavano a pochi km dalle barriere per chiedere in "ELEMOSINA" quanto serviva per far aprire le barriere. Solo successivamente, dopo che su Internet si sono propagate le proteste il governo greco si è attivato affinchè tutte le barriere autostradali si aprissero gratuitamente. Naturalmente il personale che serve le strade a pedaggio deve attivare operazioni speciali in situazioni d'emergenza, ma la notizia stessa sulla tragedia in corso è arrivata in ritardo. In altre parole i gestori delle autostrade a pedaggio non sapevano della grave situazione d'emergenza in corso nel paese.

Testimoni oculari affermano che molte barche raccoglievano le persone che cercavano la salvezza in mare, mentre sullo sfondo un bagliore e un fumo acre ricordava l'immagine della morente Pompei. Nonostante tutto il tributo agli sforzi dei soccorritori, tecnicamente la Grecia non si è rivelata pronta ad agire in una simile situazione di emergenza . Probabilmente i cittadini faranno ancora domande al loro governo. Chiederanno perchè nella vicina Bielorussia, non c'è stato un solo incendio significativo. Il calore era esattamente lo stesso che nella parte europea della Russia. 

Ora il rischio di una capitolazione del governo greco è molto probabile, sullo sfondo di una perturbazione permanente della politica economica con l'enorme numero di migranti, il gabinetto di Alexis Tsipras potrebbe improvvisamente completare il suo periodo in modo non proprio glorioso.

Per quanto riguarda la possibilità che gli incendi possano essere di origine dolosa, sembrano emergere varie storie motivazionali, un "taglio" di alberi, per ottenere nuovi territori liberi per i quali richiedere nuovi contratti per la costruzione di unità immobiliari,ripulendo anche l'area dalla gente che vi abitava. Ci sono anche voci che parlano di ospiti non invitati provenienti dall'est, pronti ad acquistare le grandi aree bruciate. Ovviamente tutte queste voci non hanno fondamenti reali o tangibili per questo rimangono solo e soltanto delle voci. E' impossibile escludere anche l'opzione di una terribile "granata acustica", che sarebbe servita come fastidiosa distrazione, per portare a nulla le proteste nel paese alle nuove iniziative del governo. 

Le case saranno eventualmente ricostruite, anche se le compagnie di assicurazione nelle aree a rischio di incendio cercano per ora di astenersi dal pubblicizzare le loro politiche.

C'è una caratteristica importante della mentalità greca, pur maledicendo il governo, i greci in nessun caso parlano e scrivono nei social network male della loro patria, purtroppo spesso questa loro forte appartenenza allo stato (la storia insegna) è spesso sfruttata per giochi, non sempre a favore del popolo. I greci sono persone benevole, sono pazienti, ma sanno anche esprimere i loro "NO!" in modo molto forte.

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Nuove rotte per i migranti in arrivo dall'Africa

Frontex mette in guardia gli stati membri, "gli scafisti" utilizzeranno una "nuova rotta" per trasportare i migranti verso l'Europa


Secondo il capo dell'agenzia di frontiera dell'UE Frontex, la rotta principale per i migranti africani verso l'Europa potrebbe spostarsi dall'Italia alla Spagna. "Se i numeri salgono così come stiamo verificando, questo percorso diventerà il più importante", ha dichiarato Fabrice Leggeri.

A giugno Frontex contava circa 6.000 valichi di frontiera irregolari verso la Spagna. Circa la metà delle persone che hanno affrontato il viaggio verso l'Europa attraverso questi valichi sono di origine marocchina, le altre provengono dall'Africa occidentale.

Il fatto che la rotta dalla Libia sia la più difficile da usare, si è diffusa anche tra migranti e contrabbandieri, ha detto Leggeri, perchè era più difficile da controllare. Oggi ai migranti che utilizzano il Niger come paese di transito viene offerta una nuova strada, quella che porta dal Marocco alla Spagna, su questa rotta, le reti criminali non solo contrabbandano esseri umani, ma tentano anche di contrabbandare droghe su larga scala. Quasi la metà dei sequestri di droghe da parte di Frontex alle frontiere esterne dell'UE, è stata effettuata in Marocco e in Spagna (circa 65 tonnellate).

Leggeri chiede anche che l'Europa non fermi il suo piano di risanamento internazionale in Africa, in modo che nessuno possa più pensare di essere portato in Europa dopo un eventuale salvataggio in mare e dichiara, - "Se questo automatismo non esiste più, possiamo combattere con successo il modello di business criminale".

L'Unione europea aveva concordato nel vertice della scorsa settimana (nonostante una possibile crisi del governo tedesco), un inasprimento della politica in materia di asilo. In futuro, i rifugiati soccorsi in mare, verranno trasferiti in centrali di raccolta nell'UE e da lì, una volta accertate le generalità, o smistati nei paesi membri, oppure riportati al luogo di partenza.Simili cuscinetti si stanno testando anche in alcune zone di frontiera del Nord Africa. L'agenzia per la protezione delle frontiere Frontex dovrebbe essere rafforzata entro il 2020 e le frontiere esterne dell'UE dovrebbero essere più fortemente isolate.

La Russia amplia l'elenco dei prodotti sottoposti ad embargo contro la UE

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