updated 9:15 AM UTC, Aug 18, 2018

Conte si prepara ad incontrare il presidente Trump, che sia il momento di un'alleanza spirituale?

Giuseppe Conte è un professore di legge dai toni pacati che ha preferito entrare nel mondo politico internazionale mantenendo un basso profilo. Mostra meno spavalderia e detiene molto meno potere degli altri leader stranieri che sono riusciti a conquistare l'ammirazione del presidente Trump, come Vladimir Putin e Xi Jinping.


Ma Conte guida un governo tutt'altro che di basso profilo - composto da forze anti-establishment che stanno portando avanti una politica antimmigrazione, mettendo in discussione le regole fondamentali dei rapporti dell'Italia con l'Europa, in favore di un avvicinarsi alla Russia di Putin.

Di conseguenza, Conte e Trump si trovano su un terreno molto diverso e offrono un raro esempio di cooperazione transatlantica in un momento in cui altri governi dell'Europa occidentale vedono la Casa Bianca con ansia e preoccupazione.

Il presidente degli Stati Uniti ha da subito minato le alleanze di vecchia data imponendo dazi, oppure contrastando le decisioni politiche come in Germania e in Gran Bretagna e rimproverando gli alleati della NATO per le loro spese militari, definendoli "nemici" l'Unione europea.

 A giugno al termine del turbolento vertice de 7 grandi, Trump riferendosi a Conte ha dichiarato "Farà un ottimo lavoro - il popolo italiano ha capito bene!". Conte ricambiò, postando una foto sorridente dei due leader sulla sua pagina Facebook ufficiale, "Alleanza storica, nuova amicizia".  Un mese dopo, durante una conferenza stampa sempre al termine di un altro difficile vertice NATO in Europa, Trump fa cenno alle analogie che stanno segnando le comuni strade in politica - "Probabilmente, almeno in parte, ho vinto un'elezione a causa dell'immigrazione, Giuseppe, che ho conosciuto abbastanza bene nell'ultimo mese e mezzo, ha vinto le elezioni a causa delle forti politiche di immigrazione sull'Italia." Di fatto, Conte divenne il leader italiano non vincendo le elezioni, ma a causa di un accordo di coalizione tra due partiti politici anti-establishment, sia la Lega che il Movimento a cinque stelle più politicamente amorfo, avevano leader che aspiravano a prendere la carica di Primo Ministro. Ecco allora che Conte (prima scelta del Movimento a cinque stelle come potenziale ministro del governo), viene strappato dai ranghi del mondo accademico. Non ha mai avuto esperienza politica, non aveva quasi mai assunto nessun profilo pubblico, all'improvviso, è diventato il responsabile del primo governo populista dell'Europa occidentale.

Parte del DNA del governo italiano assomiglia a quello di Trump. Matteo Salvini, ministro degli interni italiano e la figura più dominante del governo, è un costante utente di social media che parla di "notizie false", ha allontanato i migranti e usa lo slogan "Italiani prima." Salvini ha partecipato a un raduno della campagna Trump in Pennsylvania due anni fa, e ha detto in una recente intervista al Washington Post che apprezza il seguito che Trump da alle promesse fatte, come il trasloco dell'Ambasciata USA in Israele a Gerusalemme.

I nuovi leader italiani, dopo aver fatto vibrare i mercati globali a fine maggio, hanno dichiarato di non avere intenzione di lasciare la valuta comune europea. Ma i loro piani di spesa, ancora da attuare, potrebbero causare uno scontro con l'Unione Europea sulle regole di restrizione del budget. L'Italia ha anche espresso preoccupazione per le sanzioni europee nei confronti della Russia, affermando che danneggiano le imprese italiane. Quando Trump, in giugno, suggerì che la Russia dovesse essere riammessa nel Gruppo delle sette nazioni industrializzate, Conte fu l'unico altro leader al vertice a segnalare il suo accordo, anche se poi ammorbidì la sua posizione, dicendo ai giornalisti (fonte Reuters), che le sanzioni si sarebbero dovute ammorbidire con un giusto tempo.

In una recente intervista con Il Fatto Quotidiano, a Conte è stato chiesto dal redattore del giornale, Marco Travaglio, perché finora aveva "parlato così poco agli italiani". La risposta fu categorica, "Perché ritengo che gli italiani siano interessati alle iniziative del governo, non alle parole. Ho dimenticato il fatto che solo alcuni giorni prima ero un privato cittadino che guardava Angela Merkel ed Emmanuel Macron in TV e sono subito entrato nel mio nuovo ruolo, con la volontà di FARE"

"Avere zero tariffe in tutti i settori significherebbe rafforzare l'alleanza atlantica", ha dichiarato Licia Mattioli, vicepresidente di Confindustria, "L'America è l'alleato naturale dell'Europa. Torniamo a una relazione serena e proficua per tutte le parti coinvolte".

Migranti: Merkel a Orban, "...tutti abbiamo un dovere verso l'umanità"

La cancelliera Merkel ha chiarito il suo disaccordo con Viktor Orban sui migranti. Quando è stata accusata di non aver ceduto alla linea dura, sempre più crescente in Europa ha risposto, - "un dovere per l'umanità".


"Stiamo andando a proteggere le nostre frontiere esterne, quelle della UE, ma non con l'obiettivo di chiuderci e parlare solo di chiusura come una sorta di fortezza", ha detto il cancelliere tedesco ai giornalisti. "L'umanità è l'anima dell'Europa e quell'anima, se vogliamo mantenerla (...), non possiamo semplicemente isolarci dall'angoscia e dalla sofferenza, ritirandoci in una fortezza", ha aggiunto la Merkel.

A Viktor Orban non è piaciuta la lezione, - "Pensiamo di aiutare in modo umanitario, ma non producendo un richiamo aereo per tutti, l'unica soluzione è chiudere i confini e non portare chi porta il male in Europa. Non vogliamo importare problemi", ha aggiunto all'indirizzo della cancelliera. Invitando Berlino ad essere più riconoscente all'Ungheria, che controlla rigorosamente il suo confine meridionale con la Croazia e la Serbia, - "perché altrimenti, ogni giorno arriverebbero in Germania dai 4.000 ai 5.000 rifugiati".

I due leader hanno a lungo rappresentato a livello europeo opposti poli nel campo della politica di asilo: la volontà di accogliere un lato, un rifiuto intransigente dell'immigrazione dall'altro in nome dei valori cristiani dell'Europa.

Ma nonostante gli scambi avvenuti giovedì a Berlino, dobbiamo riconoscere che la Germania dal 2015 ha sempre e gradualmente rafforzato la sua politica migratoria per ottenere di fatto, anche gli aiuti, dei sostenitori di una linea dura.

La linea dura di Orban sull'immigrazione è ora seguita dalla maggioranza in Europa, da quando governi sempre più a destra sono arrivati al potere in Austria o in Italia, e hanno acquisito molti nuovi seggi in altri paesi come la Germania e questo è evidente anche per la cancelliera che in una recente intervista, ha persino elogiato il Primo Ministro ungherese dicendo, - "con i suoi controlli molto severi, in un certo modo ha fatto il lavoro anche per noi".

E' doveroso ricordare che solo nel 2016, la Merkel aveva aperto una crisi diplomatica con l'Ungheria perchè riteneva "anti umano" il modo con cui l'Austria aveva chiuso la "rotta balcanica", utilizzata dalla maggior parte dei migranti provenienti dalla Grecia verso il nord Europa.

Il summit europeo della scorsa settimana sulla migrazione, descritto come "un enorme successo" di Orban, è stata una forma di consacrazione per le sue tesi: l'Europa si è concentrata sul rafforzamento dei controlli alle frontiere, questo il motivo de "l'Orbanizzazione della signora Merkel". La cancelliera ha dovuto finalmente seppellire i suoi piani per le quote di assegnazione dei richiedenti asilo nell'UE, specialmente di fronte all'opposizione dei paesi dell'Europa centrale e orientale. Secondo la rivista tedesca Der Spiegel, ora è Orban che detta le sue condizioni al Cancelliere tedesco, e di recente ha parlato di "orbanizzazione della signora Merkel". Che ha dovuto definitivamente sotterrare questa settimana la sua generosa politica di accoglienza lanciata nel 2015, sotto la pressione dell'ala destra della sua coalizione governativa che minacciava altrimenti di chiudere la porta del dialogo interno. Il cancelliere ha convenuto che i migranti già registrati in altri paesi dell'UE dovrebbero essere collocati nei centri di transito al confine tedesco e poi deportati nello stato di ingresso dell'UE, in base ad accordi bilaterali con i paesi dell'UE interessati.

Dunque l'Europa sempre più vicina agli argomenti dettati anche dal nuovo governo Conte, che ha deciso di fare un il giro di boa per poi cambiare rotta sul tema dell'immigrazione, cambiando di conseguenza anche la rotta degli altri governi e delle "ONG".

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 FONTE: (AFP)

Economia, guerre commerciali e immigrazione sono i mali del nostro secolo

Le principali borse aprono la settimana col segno negativo, tassi e valute fermi al palo.


Una settimana che era iniziata nuovamente con l’attenzione sulle banche centrali e sulla riunione annuale organizzata dalla Banca Centrale Europea, per tutte le banche centrali a Sintra in Portogallo, "il Simposio", che aveva visto Draghi ribadire i messaggi che erano stati dati nelle settimane precedenti e in particolare quelli riguardanti la Banca Centrale Americana. La FED infatti ha ribadito l’intenzione di voler proseguire nel rialzo dei tassi d'interesse, come aveva già indicato nell'ultimo comunicato dato da Jerome Powell. Attenzione alta nuovamente sul tema delle guerre commerciali, con Trump che riaccende i toni nei confronti della Cina e dell'Europa. Venerdì scorso in un comunicato ufficiale il presidente americano ha minacciato di proporre dei dazi contro l’importazione di auto europee, allertando subito tutte le borse di riferimento, qui va ribadito che per quanto il tema chiaramente crea nervosismo sui mercati, in realtà a parte i dazi che sono già scattati su acciaio e alluminio, però sono ancora poca cosa. Quello che più preoccupa è il fatto che Trump riaccende i toni, questo significa che per il momento, l’amministrazione Trump non è soddisfatta delle concessioni che hanno finora dato le controparti europee e cinesi e quindi ha alzato il tiro delle minacce. Una prima trance di dazi dovrebbero partire, se nulla cambia, il il 6 di luglio, questo significa che questa settimana e la prossima, saranno settimane cruciali per i negoziati in corso. Inoltre per contrastare le minacce di Trump, la Cina ha deciso di tagliare i tassi di interesse facendo decorrere questa misura dal 5 di luglio, quindi un giorno prima dell'ipotetica partenza dei dazi americani. Tutti i mercati si auspicano quello che potrebbe essere un colpo razionalità, ovvero un accordo tra le parti, perché comunque una guerra commerciale avrebbe un impatto negativo su tutte le economie in generale. E' chiaro che il presidente americano vorrà poter dire di aver ottenuto qualche risultato e cancellare il rischio di fare rallentare l’economia americana, oggi i dati economici dicono che il mondo economico americano sta procedendo sempre con un segno positivo. A novembre ci sono le elezioni di metà mandato, quelle in cui si rinnova parte del congresso americano e difficilmente Trump ci vorrà arrivare con un’economia in rallentamento. Altri temi molto importanti che le borse mondiali seguono da vicino, sono quelli di natura giuridica in Europa, giovedì e venerdì è stata convocata la riunione del Consiglio europeo e del Consiglio dei capi di Stato dei paesi europei. Questa riunione tratterà temi caldi, dal taglio del QE ai problemi economici portati dalla non comune gestione dell'immigrazione. Temi molto caldi soprattutto per per l'Italia, anche perché vi parteciperà il nuovo governo Giallo/Verde, che non riscuote la fiducia dei mercati, visto uno spread ancora molto elevato. Non rimane che attendere alla finestra, almeno fino a venerdì quando saranno pubblicati i dati dell'inflazione in Europa e America. 

47esima Stramilano 2018, domenica 25 marzo parte la corsa cittadina più famosa d'Italia

Un evento diventato tradizione, una festa di tutti


Grandi runner e amatori, famiglie e appassionati di sport, adulti e bambini, tutti insieme domenica 25 marzo per la Stramilano 2018, la corsa cittadina più famosa d’Italia giunta alla 47esima edizione.

Una giornata di sport e solidarietà che quest’anno avrà come madrina la newyorkese Justine Mattera, showgirl e attrice, ma soprattutto grande sportiva. Justine correrà i 21 km della Stramilano Half Marathon e sarà la prima volta che una madrina si metterà in gioco partecipando attivamente alla gara fianco a fianco con i runner.

“Da tempo ormai la Stramilano fa parte della tradizione della nostra città – commenta l’Assessore allo Sport Roberta Guaineri -. Ogni anno riunisce famiglie, atleti italiani e internazionali e istituzioni diverse, che si ritrovano per una giornata di grande sport e solidarietà, e che grazie a questa occasione possono godere in ‘via esclusiva’ della bellezza della nostra città. Un evento che spesso coincide con l’inizio della primavera, la stagione dello sport e del tempo libero all’aperto, della voglia di ritrovarsi e di stare insieme, che rende la stracittadina ancora di più una festa di tutti”.

presentazione_stramilano_2018

TRE GRANDI EVENTI
La corsa, come da tradizione, si svilupperà in tre grandi eventi: Stramilano 10 Km, Stramilanina 5 Km e Stramilano Half Marathon.
I primi a partire, alle ore 9:00 da Piazza Duomo, saranno i partecipanti alla Stramilano 10 Km, la maratona non competitiva dove corridori di ogni età e livello percorreranno le vie più caratteristiche della città fino all’Arena Civica “Gianni Brera”.

Alle 10:00, sempre da Piazza Duomo, partirà invece la Stramilanina, dove i protagonisti saranno i più piccoli. I mini atleti e i loro accompagnatori attraverseranno il centro storico di Milano per 5 Km, conquistando il pubblico con la loro tenerezza e simpatia.

L’arrivo è fissato per tutti all’Arena Civica, dove grandi e piccoli, potranno riprendersi dalle fatiche della corsa e godere di momenti di relax, divertimento.

Infine, alle ore 10:30 sarà la volta della Stramilano Half Marathon con partenza e arrivo in Piazza Castello. Migliaia di atleti professionisti e appassionati maratoneti si metteranno alla prova correndo a ritmo serrato sulla classica distanza di 21,097 Km.

SOLIDARIETÀ
La Stramilano numero 47 non è solo occasione di sport e divertimento, ma anche di socializzazione, aggregazione e solidarietà sostenendo da sempre diverse associazioni, fra cui: Abio, assistenza ai bambini ospedalizzati; Associazione Aiuto ai Giovani Diabetici, aiuto  ai genitori di figli con diabete; Africa&Sport, Il centro clinico Nemo, patologie neuromuscolari, Disabili No Limits, l’associazione fondata dall’atleta paralimpica Giusy Versace, Dutur Claun, clown terapia, Fabula, assistenza ai bambini autistici; Le Gocce, associazione che si occupa di aiutare bambini diversamente abili; Faraja House, che si dedica ai ragazzi di strada in Tanzania e City Angels, gli angeli della strada che aiutano senzatetto e cittadini bisognosi.

All’evento prenderà parte anche l’Esercito Italiano con un migliaio di atleti militari provenienti non solo dalla Lombardia, ma da tutta Italia.
Cinque carabinieri della squadra sportiva Paracadutisti di Livorno si lanceranno da un AB412 del nucleo elicotteri di Volpiano, per atterrare  al centro dell’arena civica.

presentazione_stramilano_2018

Ad assicurare il successo della manifestazione sarà, come sempre, il Comitato Organizzatore, che opera con il patrocinio di Regione Lombardia, Comune di Milano, della IAAF, della Fidal e del CONI e con il supporto di Banco BPM, Asics, BMW, Parmigiano Reggiano, Matt.

Per saperne di più sulle tante attività ed eventi della Stramilano 2018: la pagina Facebook dove si possono scambiare opinioni, consigli ed essere sempre aggiornati sulla gara, il canale video e il sito www.stramilano.it dove trovare  tutte le informazioni utili per iscriversi alle tre gare e consultare i suggerimenti di allenatori e medici per affrontare al meglio la corsa.

 

  • Pubblicato in Sport

La resistenza di Fava al "nazionalista" Salvini: "Ci chiamiamo ancora 'Lega Nord per l'Indipendenza della Padania'. Rinnoverò la tessera ma voglio che qualcuno me la consegni..." (VIDEO)

Una parte della nostra intervista all'assessore all'Agricoltura di Regione Lombardia, Gianni Fava, esponente leghista in contrasto con la linea "nazionalista" portata avanti da Matteo Salvini. Lo spunto dato da un querelle social innescata da un salviniano del Sud che ha cancellato la parola Nord da un foto in vista della manifestazione di domenica scorsa a Milano intitolata significativamente "Prima gli italiani". Il mantovano non ci sta e dice...

In Trentino-Alto Adige si vive tre anni in più che in Campania. E sei di Firenze... C'entrano i servizi sanitari

Lo studio dell'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane rivela un divario Nord-Sud; il Direttore scientifico: "I dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche" . Firenze, Monza e Traviso le province più longeve d'Italia


In Trentino Alto Adige si vive in media fino a tre anni in più che in Campania. A denunciare questo divario è l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, con un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. In Campania nel 2017 gli uomini vivono infatti mediamente 78,9 anni e le donne 83,3; nella Provincia Autonoma di Trento 81,6 gli uomini e 86,3 anni le donne. In generale, la maggiore sopravvivenza si registra nel Nord-Est, dove la speranza di vita per gli uomini è 81,2 anni e per le donne 85,6; decisamente inferiore nel Mezzogiorno, dove si attesta a 79,8 anni per gli uomini e 84,1 per le donne. 

In generale, rileva l'Osservatorio - che ha sede a Roma presso l'Università Cattolica - in Italia si vive più a lungo a seconda del luogo di residenza o del livello d'istruzione: si ha una speranza di vita più bassa al Sud, in particolare in Campania, o se non si raggiunge la laurea. Inoltre chi ha un titolo di studio basso ha anche peggiori condizioni di salute. Queste disuguaglianze sono acuite dalle difficoltà di accesso ai servizi sanitari che penalizzano soprattutto chi ha un livello sociale più basso. Insomma il Servizio sanitario nazionale assicura la longevità, ma non l'equità sociale e territoriale.
"Il Servizio sanitario nazionale oltre che tutelare la salute, nasce con l'obiettivo di superare gli squilibri territoriali nelle condizioni socio-sanitarie del Paese. Ma su questo fronte i dati testimoniano il sostanziale fallimento delle politiche", spiega Alessandro Solipaca, Direttore Scientifico dell'Osservatorio.

Firenze e, a seguire, Monza e Treviso. Sono queste le province può longeve d'Italia secondo quanto riporta l'Osservatorio Nazionale della Salute nelle Regioni Italiane, in un focus dedicato alle disuguaglianze di salute in Italia. 
Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, fa totalizzare 1,3 anni in più della media nazionale, seguita da Monza e Treviso con poco più di un anno di vantaggio su un italiano medio. Il dato sulla sopravvivenza mette invece in luce l'enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella media nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa con uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente. (Fonte: Ansa)

Ema, Amsterdam non è pronta e Milano torna a sperare: ricorso entro mezzanotte. Sala: "Bisogna essere aggressivi, a Gentiloni ho detto di alzare la voce"

Intervista al sindaco di Milano, Giuseppe Sala sul caso Ema. Il ricorso del Governo italiano alla Corte di Giustizia europea contro l'assegnazione ad Amsterdam dell'Agenzia europea del farmaco "partirà entro mezzanotte", ha dichiarato poi Sala a Skytg24 aggiungendo che "oggi è l'ultimo giorno". "E' difficile - ha aggiunto - ma io insisto che si deve provare" - (VIDEO)


Su Ema "ho chiamato Gentiloni e gli ho detto: è il momento di essere aggressivi, facciamolo, proviamoci, fino in fondo, e da quello che mi ha detto, e senz'altro sarà così, oggi parte il ricorso". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala,commentando l'allarme lanciato dal direttore dell'Agenzia europea del farmaco, Guido Rasi, sulla inadeguatezza della sede proposta da Amsterdam.

"Non penso ci vorranno tempi molto lunghi. Siamo sinceri, le possibilità di una riassegnazione della sede a Milano non sono altissime, ma dobbiamo provarci", ha precisato Sala.

Secondo il sindaco di Milano, se dovessero riassegnare Ema al capoluogo lombardo "lo dovrebbero fare in tempi brevi perché noi dobbiamo preparare il Pirellone. È una questione tecnica. Ma è anche una questione politica, chiamo la politica italiana al massimo impegno per Milano e per il nostro Paese". "Gentiloni - ha aggiunto il sindaco - ha capito la situazione che rischia di diventare ridicola. Prima c'è questo sorteggio, poi gli olandesi che non sono pronti. Non è una bella pagina nemmeno per l'Europa".

Anche il Comune di Milano presenta ricorso - "La rabbia non serve a nulla. Serve muoversi. Non sarà facile recuperare questa situazione. Non illudiamo nessuno - ha precisato il primo cittadino - . Però io chiedo che il nostro governo alzi la voce". Anche il Comune di Milano, d'intesa con la Regione Lombardia, presenterà un ricorso parallelo e collegato a quello del governo.

Olanda: "Iter corretto, faremo quanto previsto" - "L'Olanda è orgogliosa di ospitare l'Ema. Abbiamo costruito la campagna su continuità e qualità. Il processo che ha portato alla decisione" sulla nuova sede, "è stato giusto e onesto". Così il ministro alla Salute olandese Bruno Bruins, dopo l'annuncio dell'Italia di voler presentare ricorso. "Stiamo facendo il massimo per assicurare un rapido trasferimento ad Amsterdam - spiega il ministro -. Attueremo quanto previsto dall'offerta in stretta collaborazione con l'Ema, per assicurarne la continuità operativa".

L'Ue torna a minacciare l'Italia: "Migliori i conti o scatterà la procedura per deficit eccessivo"

Dopo la lettera del 22 novembre scorso dal vicepresidente, Valdis Dombrovskis, e dal commissario agli Affari Economici e Finanziari, Pierre Moscovici, la Commissione europea ha ribadito e rilanciato le preoccupazioni di Bruxelles sulla situazione di bilancio italiana. Già nella missiva si sottolineava, tra l'altro, "l'importanza di non fare marcia indietro sulle importanti riforme strutturali, in particolare per quanto riguarda le pensioni, che sono alla base della sostenibilità a lungo termine del debito"


La lettera inviata il 22 novembre da Valdis Dombrovskis e da Pierre Moscovici al ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan "riflette in modo fedele ed accurato le conclusioni del dibattito tenuto dal collegio la settimana scorsa, sottolineando le preoccupazioni che riguardano la situazione di bilancio dell'Italia e l'annuncio di una nuova fase nel maggio 2018". Il vicepresidente Valdis Dombrovskis "ha spiegato che, se la situazione non migliorerà, la Commissione potrebbe adottare un rapporto, a norma dell'articolo 126 (3) del Tfeu, in maggio ed aprire una procedura per deficit eccessivo". Lo riporta il verbale della riunione della Commissione Europea tenutasi lo scorso 22 novembre a Bruxelles.

La possibilità di aprire una procedura per deficit eccessivo, implicita, non era esplicitata nella lettera inviata al Tesoro, in cui si sottolineava, tra l'altro,"l'importanza di non fare marcia indietro sulle importanti riforme strutturali, in particolare per quanto riguarda le pensioni, che sono alla base della sostenibilità a lungo termine del debito".

"Italia caso più complesso" - Per la Commissione Europea, l'Italia è "il caso più complesso" tra i cinque Paesi che hanno presentato documenti programmatici di bilancio per il 2018 a rischio di 'non compliance' con il patto di stabilità.

La Commissione ha chiesto all'Italia, all'Austria, al Belgio, al Portogallo e alla Slovenia di prendere "tutte le misure necessarie" ad assicurare che i bilanci 2018 siano in linea con il patto, ha ricordato Dombrovskis ai colleghi.

"Per quanto riguarda l'Italia - si legge - che era il caso più complesso, il commissario agli Affari Economici e Finanziari Pierre Moscovici e il vicepresidente Dombrovskis hanno preparato una lettera per il ministro delle Finanze, esprimendo le loro preoccupazioni, chiedendo chiarimenti ed annunciando l'intenzione della Commissione, nella primavera del 2018, di rivalutare se il debito italiano sia in linea con il patto di stabilità".

Dombrovskis, riferisce ancora la Commissione, "ha fatto brevemente riferimento al livello del debito pubblico italiano, ad un livello molto elevato dal 2015. La procedura per deficit eccessivo non è stata aperta perché i fattori rilevanti non la giustificavano nel 2016, in particolare in considerazione del fatto che il documento programmatico di bilancio era stato considerato largamente in linea e del fatto che l'Italia aveva beneficiato di tutte le clausole di flessibilità previste dalle regole attuali".

Il documento programmatico di bilancio 2018, ha continuato Dombrovskis, "era a rischio di non-compliance, anche tenendo conto del margine di discrezionalità e della riduzione dello sforzo strutturale richiesto, dallo 0,6% allo 0,3%".

Per questo, ha concluso, "la Commissione ha richiesto all'Italia di adottare tutte le misure necessarie ad assicurare, secondo la propria procedura interna di redazione del bilancio, che il bilancio 2018 sia in linea con il patto di stabilità".

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