updated 1:11 PM UTC, Oct 13, 2018

La Destra ai tempi del sovranismo, La Russa: "Nascerà un movimento nuovo, alleato di Salvini, per far vincere il centrodestra, ma senza patti del Nazareno e 5 Stelle" (VIDEO)

"Nessuna fusione con la Lega, ma un grande soggetto sovranista aperto a tutti che sappia riportare il centrodestra alla vittoria senza gli errori del passato come il patto del Nazareno e l'alleanza Salvini-M5S". Ai microfoni de ilComizio.it parla Ignazio La Russa, senatore di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Senato, a margine della manifestazione “Popoli e Sovranismo” organizzata dal partito di Giorgia Meloni a Milano al teatro Nuovo, sabato 13 e domenica 14 ottobre 

Ilaria Cucchi non dimentica: "Al Viminale solo se Salvini si scusa. Mio fratello morto perché era un ultimo" (VIDEO)

"Sono rinato. Ora non mi interessa nulla se sarò condannato o destituito dall'Arma". Sono le parole che Francesco Tedesco ha affidato ieri al suo avvocato, Eugenio Pini, dopo la notizia delle sue accuse a due carabinieri per il pestaggio di Stefano Cucchi. "Ho fatto il mio dovere; quello che volevo fare fin dall'inizio e che mi è stato impedito", ha aggiunto Tedesco al suo avvocato. Il militare è imputato, assieme ai carabinieri Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo di omicidio preterintenzionale. L'uomo verrà ascoltato entro gennaio in aula nell'ambito del dibattimento in corso. Già interrogato tre volte dal pm Giovanni Musarò, dovrà ribadire davanti alla corte le accuse a Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo arrivate a nove dalla morte di Cucchi.
Intanto Ilaria, sorella di Stefano, "Il giorno in cui il Ministro dell'Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio" - (VIDEO)


"Il giorno in cui il ministro dell'Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio". Dopo la svolta storica nel processo la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, è intervenuta in diretta ai microfoni di 'RTL 102.5' durante 'Non Stop News' ed è tornata sull'invito del ministro dell'Interno Matteo Salvini al Viminale. 

"Io dico sempre - aggiunge - che Stefano è morto perché era un ‘ultimo’, perché abbiamo una giustizia che ha due pesi e due misure, forte con i deboli e debole con i forti e di ultimi ce ne sono tanti e, ahimè, nella nostra società sono destinati ad aumentare. Vero, Stefano non me lo riporterà indietro nessuno; se domani Stefano dovesse bussare alla mia porta e dirmi che c’è stato un errore e che è ancora vivo, il mio dolore di questi nove anni non me lo toglie nessuno, la mia vita è cambiata per sempre. L’unica cosa che mi dà la forza di andare avanti è provare, tramite Stefano, a dar voce a tutti gli altri Stefano, tutti gli altri ultimi di cui non importa niente a nessuno, che muoiono e che subiscono soprusi quotidianamente nel disinteresse generale, di una società che è abituata a voltarsi dall’altra parte e che pensa sempre che le cose capitino sempre agli altri e mai a se stessi".

IL RACCONTO - Proseguendo nell'intervista, Ilaria dice che quando ha ascoltato il racconto del pestaggio è stato "terribile": "Avevo voglia di piangere. Ho letto quelle parole, nero su bianco, la brutalità, la cattiveria che è stata fatta a mio fratello che ha dovuto subire… quel corpo inerme, quella fragilità. Tante volte in questi anni si è parlato, strumentalizzandola, della magrezza di mio fratello, ecco, quei due corpi che si sono avventati sopra mio fratello che era arrestato, indifeso, che non poteva fare del male a nessuno, la brutalità, la cattiveria, il disinteresse, il pregiudizio nel quale poi Stefano nei giorni successivi, sei giorni ricordo – un lasso di tempo brevissimo – è stato lasciato morire. Tutto questo si fa fatica ad accettarlo, da sorella di Stefano e da cittadina, siamo in un momento terribile per la nostra società, per il nostro Paese, nel quale si sta facendo passare in qualche maniera il concetto che i diritti umani sono sacrificabili in nome di presunti interessi superiori. Credo che mio fratello sia un esempio di questo".

"Una cosa che non tutti sanno è che mio fratello in quei sei giorni in cui moriva da solo come un cane in realtà non era da solo, perché poi li abbiamo contati durante il processo, lui è stato visto, è entrato in contatto con qualcosa come 140 o 150 pubblici ufficiali, non cittadini comuni, che hanno avuto in qualche modo, a vario titolo, a che fare con lui e che hanno visto man mano il degenerare di quelle condizioni fisiche che lo hanno portato alla morte. Mio fratello stava malissimo, lo sentiamo nell’audio dell’udienza di convalida dell’arresto che si lamenta perché non può parlare tanto bene. Nessuna di quelle persone è stata capace di guardare oltre il pregiudizio - conclude Ilaria - e di vedere oltre quel detenuto un essere umano che stava male e che stava morendo, perché se lo avessero fatto ora non esisterebbe nessun ‘caso Cucchi’".

TEDESCO IN TRIBUNALE - Intanto, sarà ascoltato in aula in tribunale a Roma tra dicembre e gennaio Francesco Tedesco, il carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale che nel corso di tre interrogatori ha rivelato di avere assistito al pestaggio accusando gli altri due suoi colleghi, anche loro imputati. Davanti al pm Giovanni Musarò, Tedesco dovrà, a nove anni dai fatti, confermare quanto emerso ieri in aula: e cioè che a picchiare il giovane, che morì pochi giorni dopo l'arresto, il 22 ottobre del 2009, furono i carabinieri Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo

 

(Fonte: Adnkronos)

Gaffe sul Brennero e gogna mediatica, Toninelli non ci sta: "Mi denigrano per un lapsus, ma non mi fermeranno". Ecco la sua reazione (VIDEO)

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, durante una diretta Facebook, replica a critiche e derisioni nei suoi confronti per aver parlato del "tunnel del Brennero" che in realtà non esiste ancora: "Parlo di cose che abbiamo detto e fatto perché è in corso un'attività denigratoria di danneggiamento della persona: e perché secondo voi vogliono danneggiare una persona? Per non permetterle di fare questi fatti, di concretizzare i fatti che si erano annunciati" - (VIDEO)


"Mi stanno prendendo in giro, hanno riempito pagine di giornali - che non ho letto, me ne frego - per un lapsus perché invece di dire valico o passante ho detto tunnel: ma secondo voi io mi fermerò per questo? Io ne commetterò tanti altri di lapsus, non me ne frega di un lapsus. Quello che mi interessa è che io lavoro qua dentro dalle 16 alle 18 ore al giorno".

Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, in una diretta su Facebook. "Mentre qualcuno mi attacca per un semplice lapsus, ecco tutti i soldi che servono agli sfollati di Genova per avere una nuova casa, ecco i fondi per mettere in sicurezza le autostrade tra Lazio e Abruzzo, ecco il commissario per i lavori al bellissimo ponte di San Michele sull'Adda. Ascoltate cosa ho da raccontarvi!", recita il post che accompagna il video.

"Parlo di cose che abbiamo detto e fatto perché è in corso un'attività denigratoria di danneggiamento della persona: e perché secondo voi vogliono danneggiare una persona? Per non permetterle di fare questi fatti, di concretizzare i fatti che si erano annunciati", afferma Toninelli.

Forza Italia avverte Salvini: "Se l'alleanza coi 5 Stelle diventa strutturale si aprono nuovi scenari". Intervista a Mariastella Gelmini che boccia anche il reddito di cittadinanza: "Paghetta di Stato" (VIDEO)

La nostra intervista a Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a margine dell'incontro che gli azzurri hanno tenuto a Milano per confrontarsi con politici, imprenditori e società civile e che ha visto l'intervento di Silvio Berlusconi

Reddito di cittadinanza, Di Maio avverte: "Chi fa il furbo rischia sei anni di galera. Sosteniamo i ragazzi depressi perché non ricevono risposte ai loro curriculum" (VIDEO)

Il vicepremier in Senato spiega alcuni aspetti, soprattutto sulle cifre e sulle condizioni per le categorie di quanti avranno diritto al sostegno economico da parte dello Stato, con un avvertimento a chi pensasse di approfittare indebitamente della misura


Chi pensa di fare il furbo con il reddito di cittadinanza si sbaglia di grosso. "Se ci saranno persone che vogliono imbrogliare rischieranno fino a 6 anni di galera", assicura il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio parlando al Question Time al Senato. Nel provvedimento, scandisce il vicepremier "sono inserite anche delle misure per contrastare i furbi".

Con il reddito di cittadinanza "ci rivolgiamo infatti solo alle persone per bene", sottolinea Di Maio, spiegando che il reddito di cittadinanza "è una politica attiva del lavoro" che permetterà di rilanciare i centri per l'impiego. Quanto ai 780 euro previsti dal reddito di cittadinanza, il vicepremier specifica che "non saranno dati a tutti. Chi ha un reddito di 500 euro, ad esempio, ne percepirà 280 euro; chi ha un reddito di 200 euro ne percepirà 580...chi ha un reddito pari a zero percepirà 780 euro".

Durante il Question Time Di Maio torna poi sulla "manovra del Popolo", "che è una manovra rivoluzionaria" con la quale "intendiamo ripagare il Popolo che ha subito sprechi e che ha dovuto pagare per vitalizi e pensioni d'oro". "Abbiamo fatto bene i conti" con la misura che prevede l'introduzione del reddito di cittadinanza, aggiunge il leader del M5S.

"Una misura che cerca di contrastare non solo la povertà ma di sostenere i tanti ragazzi che stanno in un letto depressi per non avere ricevuto risposte ai curriculum mandati o che si apprestano a fare un biglietto per andare a Londra o che non vogliono più uscire di casa". Quindi ribadisce: "Non sono soldi per chi decide di restare sul divano ma per chi durante la giornata sarà impegnato alla formazione e a servizi di pubblica utilità".

Salvini sempre in trincea: attacca ancora l'Europa e sulla legittima difesa annuncia: "Lo Stato pagherà le spese legali di chi si difende e il ladro non verrà risarcito"

Nuovo attacco del ministro dell'Interno Matteo Salvini all'Europa. "L'Ue ha detto sì a manovre economiche che hanno impoverito e precarizzato l'Italia - ha detto arrivando al villaggio della Coldiretti a Roma - e quindi non mi alzo la mattina pensando al giudizio che del governo e dell'Italia hanno persone come Juncker e Moscovici, che hanno rovinato l'Europa e l'Italia". "Dicano quello che credono - ha proseguito -, noi andiamo avanti dritti e sereni". Quindi il leader leghista ha annunciato alcuni spunti della legge sulla legittima difesa e parlato del decreto sicurezza


"Un ladro ti entra in casa, in azienda o in negozio e tu ti difendi? Sarà tuo diritto farlo, senza finire sotto processo per anni e pagando di tasca tua". Parola di Matteo Salvini, che intervenendo al Circo Massimo a Roma per il Villaggio della Coldiretti, annuncia "alcuni spunti della Legge sulla legittima difesa".

"Lo Stato coprirà le eventuali spese legali di chi si è difeso e il delinquente (e i suoi parenti) non potranno chiedere neanche un euro di risarcimento - spiega il ministro dell'Interno -. Sono alcuni spunti della Legge sulla legittima difesa, che il 23 ottobre comincerà il suo percorso in Senato. Dalle parole ai fatti".

Il titolare del Viminale spende poi alcune parole per il decreto sicurezza: "Ho giurato sulla Costituzione - dice - da ministro rispetto leggi, trattati, convenzioni e ovviamente la Carta, però rappresento anche la voglia di sicurezza, di cambiamento di milioni di italiani e quindi i furbetti che sbarcano, spacciano e stuprano tornano a casa loro, trattati sì o trattati no''. "Questo è solo l'inizio di un percorso virtuoso per riportare serenità sulle nostre strade - aggiunge Salvini -. Sono convinto che il presidente della Repubblica sia pienamente d'accordo con questa impostazione''.

Quanto all'eventualità della fiducia in Parlamento su dl Sicurezza "spero proprio di no - sottolinea il ministro - perché ci sono proposte migliorative che ho già visto e sottoscriverò personalmente. Arrivano da sindaci e associazioni. Se il Parlamento ha voglia di lavorare seriamente migliorando questo testo, io sono felicissimo. Se qualcuno presenterà migliaia di emendamenti evidentemente non vuole migliorare il testo. Vado in Parlamento sereno per migliorare testo che porterà più sicurezza nelle città italiane''.

 

(Fonte: Adnkronos)

Benzina, gasolio e Gpl, nuovi rialzi. Automobilisti sempre più tartassati

Questa mattina tutti i maggiori marchi rispondono al rialzo deciso ieri da Eni. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina IP e Italiana Petroli (ex TotalErg) hanno aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio e di due cent quelli del Gpl. Per Q8 e Tamoil registriamo un rialzo di un centesimo al litro su benzina e Gpl e di due cent sul diesel.

Le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 14mila impianti, indicano: benzina self service a 1,656 euro/litro (+4 millesimi, pompe bianche 1,631), diesel a 1,536 euro/litro (+5, pompe bianche 1,515). Benzina servito a 1,769 euro/litro (+2, pompe bianche 1,673), diesel a 1,655 euro/litro (+4, pompe bianche 1,556). Gpl a 0,674 euro/litro (+1, pompe bianche 0,661), metano a 0,976 euro/kg (+3, pompe bianche 0,964).

(Fonte: Adnkronos)

Motori e ambiente / Come si salverà il Diesel? Solo diventando ibrido

Vita dura per il motore prediletto dagli automobilisti, travolto dal Diselgate del 2015 e messo, al bando pur con tempistiche progressive, in molte città europee, comprese Milano e Roma. Allora ecco che l'unica via d'uscita è la nascita di propulsori ibridi, alimentati a gasolio ed elettricità


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Dopo una gloriosa storia, la motorizzazione a gasolio sta vivendo ora una parabola discendente che in pochi anni porterà il Diesel a scomparire dalle nostre strade. Dal Dieselgate del 2015, il motore preferito degli automobilisti è stato messo sempre più a margine del mercato. A scatenare il caos gli scandali sulla manomissione delle emissioni nocive dei gas di scarico, puntualmente corrette dalle case automobilistiche in fase di test per ottenere l'omologazione dei propri modelli.

Ora le istituzioni sono ancora più intransigenti verso questa tecnologia, che anche dopo i moderni rinnovamenti non sembra poter costituire una valida alternativa alla mobilità del futuro. La chiusura al traffico nelle grandi città è arrivata anche in Italia - a Milano e a Roma il blocco sarà operativo a partire dal prossimo anno - mentre in Germania è addirittura passata ai piccoli comuni.

L'unica via d'uscita per il Diesel e per gli automobilisti, è la propulsione ibrida: non solo un'auto ibrida (benzina ed elettrica) è preferibile al tradizionale motore a gasolio, ma stanno nascendo anche le ibride Diesel (gasolio ed elettrica), che potrebbero dare una seconda vita a queste unità complesse.

Anche se molte case automobilistiche hanno deciso di accelerare sull'auto elettrica, conclamata unica via per il lontano futuro green, l'ibrido rimane la migliore scelta per il presente e il prossimo futuro anche per la duttilità che consente questa tecnologia di propulsione.

Le auto mild-hybrid infatti prevedono un piccolo motore elettrico che si ricarica automaticamente, recuperando energia durante le decelerazioni e che consente di muoversi a zero emissioni sotto certe soglie di velocità. Le plug-in hybrid invece prevedono un'unità elettrica di maggiori proporzioni ricaricabile sia automaticamente che tramite la spina esterna presso le apposite colonnine: queste auto hanno un'autonomia per circolare esclusivamente in elettrico, e sono il futuro della propulsione, poiché il motore termico sarà sempre più di ausilio a quello elettrico, rovesciando le proporzioni.

(Fonte: Adnkronos)

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