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updated 4:31 PM UTC, Jun 18, 2018

Governo, Mattarella manda in campo Fico per trovare un intesa M5S-Pd. I dem frenano subito, Salvini furioso: "Una presa in giro. Farò di tutto perché questo non accada". Cosa ha detto il presidente della Camera (VIDEO)

Il presidente della Repubblica ha dato un mandato esplorativo a Roberto Fico, presidente pentastellato della Camera, con il fine di verificare di margini di un intesa di governo col Partito democratico. L'impresa appare da subito piuttosto ardua, tra le chiusure della segreteria renziana e la rabbia del leader leghista. Ecco cosa ha detto la terza carica dello Stato al termine dell'incontro al Quirinale - (VIDEO)


Roberto Fico ha ricevuto da Mattarella il mandato per verificare una possibile intesa per un governo M5S-Pd. "Il presidente della Repubblica ha conferito al presidente della Camera Roberto Fico il compito di verificare un'intesa per una maggioranza parlamentare tra il Movimento Cinque Stelle il Pd per costituire il governo - ha detto Ugo Zampetti, segretario generale della presidenza della Repubblica al termine del colloquio tra Mattarella e Fico -. Mattarella ha chiesto a Fico di verificare entro giovedì".

"Mi metterò al lavoro da subito", ha detto Fico. Nella verifica di una maggioranza tra Pd e M5s "secondo me il punto fondamentale è partire dai temi per l'interesse del Paese e dal programma per l'interesse del Paese". Oggi alle 14.30 si terrà l'incontro con la delegazione del Pd e alle 18 l'incontro con la delegazione del M5s.

"A distanza di quasi 2 mesi dalle elezioni del 4 marzo va sottolineato il dovere di dare al più presto un governo all'Italia", ha detto il presidente Sergio Mattarella, si è appreso, a Fico durante il colloquio al Quirinale. "Ho atteso altri tre giorni per registrare eventuali novità pubbliche, esplicite e significative nel confronto tra i partiti. Queste novità non sono emerse", ha sottolineato il Capo dello Stato al presidente della Camera. Mattarella ha anche, si è appreso, ricordato che nel corso dell'esplorazione del presidente Casellati i 5 stelle avevano proposto un accordo con la sola Lega. E anche questa ipotesi ha avuto esito negativo.

Terminato l'incontro con il presidente della Repubblica, Fico ha lasciato, a piedi, il Quirinale. Ha quindi incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

'Siamo e resteremo alternativi a M5s', ha detto il presidente del Pd, Matteo Orfini. "Ascolteremo ovviamente con rispetto e attenzione Fico, con rispetto sia per lui che per la funzione che rappresenta. Ma il mio parere resta quello dei giorni scorsi: eravamo, siamo e resteremo alternativi ai Cinque Stelle per cultura politica, programmi e idea della democrazia. Quindi non ci sono le condizioni per un accordo politico tra Pd e M5s. L'abbiamo sempre detto e lo ribadiamo nel merito". 

Parla il segretario del Pd, Maurizio Martina: "Ci confronteremo con il presidente Fico con spirito di leale collaborazione secondo il mandato conferitogli dal presidente Mattarella". "Lo faremo con serietà e coerenza a partire da una questione fondamentale e prioritaria: la fine di ogni ambiguità e di trattative parallele con noi e anche con Lega e centrodestra. Per rispetto degli italiani, dopo 50 giorni di tira e molla, occorre su questo totale chiarezza".

La reazione di Matteo Salvini: il Presidente della Repubblica ha dato mandato al presidente della Camera "per sondare quale governo? Pd-5Stelle. Hanno perso in Italia, hanno perso in Molise, se ci date una mano straperderanno domenica in Fvg. Io non voglio vedere Renzi, Serracchiani o la Boschi al governo per i prossimi cinque anni. Non è giusto, non è normale, non è rispettoso". "Bisogna rispettare sempre le indicazioni del Presidente ecc. ecc. ma farò di tutto perché non accada questa presa in giro", ha aggiunto. "Per il Governo si potrebbe fare la stessa cosa che avete fatto voi con la ricostruzione - ha detto il leader della Lega dal Friuli facendo un parallelo con la ricostruzione dopo terremoto -: se quelli con cui dovreste ricostruire cominciano a litigare e non si mettono d'accordo, alla fine possiamo tirarci su le maniche e provare a far da soli". 

"Non sono arrabbiato ma deluso perché gli italiani non meritano questo", ha detto Salvini rispondendo a una domanda sulla possibilità di un accordo tra Pd e M5S."Sono stanco, da un mese sento gente che litiga mentre io che avrei teoricamente potuto accampare pretese per fare il premier avendo vinto il centrodestra e avendo la Lega nella coalizione preso più voti, sono stato il primo a dire se serve faccio un passo a lato, mentre altri continuano a dire io io io". "I 5Stelle non possono pretendere che pezzi del centrodestra stiano alla finestra e Berlusconi non può pretendere che i 5Stelle restino a guardare. Mi auguro per gli italiani che non ci sia un governo 5Stelle-Pd perché fiscalmente parlando temo che sarebbe un disastro. Riportare al governo quelli che sono stati ultrasconfitti mi sembrerebbe una cosa irrispettosa nei confronti degli italiani. Se metti insieme M5S e sinistra tassano anche l'aria, anche il tombino, quindi mi auguro che non sia così". 

In serata arrivano le parole di Luigi Di Maio: "Io accetto la richiesta del capo dello Stato e presto incontrerò il Presidente della Camera per valutare la possibilità di questo percorso, visto e considerato che dall'altra parte non hanno voluto ascoltare i loro stessi elettori che chiedevano a Salvini di fare questo passo", scrive sul blog aggiungendo: "Questa è la settimana decisiva e sono molto ottimista" perché "non sarà un'alleanza: quello che valeva per la Lega, vale anche per il Pd. Le condizioni non cambiano". "Dal suo comportamento ho capito che Salvini non vuole assumersi responsabilità di governo - ha detto Di Maio sul blog delle Stelle -. Perchè sinceramente non riesco proprio a capire come mai preferisca stare all'opposizione per il bene dei suoi alleati, invece di andare al Governo per il bene degli italiani. E dovrà darne conto a tutti gli imprenditori, pensionati, professionisti, giovani che lo hanno votato per vederlo al Governo e invece ha reso il loro voto ininfluente. Non si dica che non c'ho provato fino alla fine, adesso buona fortuna".

"Faccio un grosso in bocca al lupo a Roberto e sono sicuro che interpreterà al meglio quanto sarà richiesto dal capo dello Stato", aveva scritto su Twitter il capo del M5s Luigi Di Maio. (Fonte: Ansa)

Di Maio chiede responsabilità a tutte le forze politiche ma avverte: "No a governo istituzionale. Tornare al voto non ci spaventa". E attacca Padoan sul Def: "Avvelena i pozzi" (VIDEO)

Il capo politico del Movimento 5 Stelle replica al ministro Padoan sul Def accusandolo di "avvelenare i pozzi", chiede responsabilità a tutte le forze politiche ma dice: "Non siamo disponibili a una squadra di governo diversa da quella espressa dalla volontà popolare" - (VIDEO)


Il M5S boccia l'ipotesi di un governo istituzionale e si dice pronto a tornare alle urne. "Se le forze politiche non hanno compreso il segnale, forse stanno chiedendo di tornare a votare? Questo non ci spaventa. Se ne hanno bisogno, gli italiani saranno ben lieti", dichiara Luigi Di Maio, leader del M5S, parlando alla stampa estera. "Non contempliamo - chiarisce - alcuna ipotesi di governo istituzionale o di governo di tutti. Il 4 marzo gli italiani hanno votato un candidato premier, una squadra di governo e un programma".

"Mi sarei aspettato da tutte le forze politiche un contatto su dei temi. E invece - osserva Di Maio - vedo forze politiche discutere al loro interno" dei loro problemi "e questo è un rammarico. Chi vuole mettersi al lavoro per l'Italia si faccia avanti. Non c'è da fare alleanze, c'è da mettere sul piatto le questioni da risolvere". "Non siamo disponibili - ribadisce - a immaginare una squadra di governo o un governo diverso da quello che la volontà popolare ha espresso".

"Chiedo responsabilità a tutte le forze politiche - continua - perché debito, precarietà, disoccupazione non aspettano le liti di partito". "La parola chiave è responsabilità", sottolinea il candidato premier 5 Stelle, che rivolgendosi alle altre politiche aggiunge: "Diteci cosa volete fare per gli italiani, non per il vostro partito".

Poi precisa: "Non sto ispirando cambi di casacca, ci mancherebbe altro. Io credo però fermamente nella democrazia parlamentare. E' giusto che le forze politiche si concentrino sugli atti da approvare. Siamo disponibili - aggiunge - al dialogo sulle presidenze delle Camere ma non in ottica di governo".

"Le elezioni del 4 marzo - afferma - sono state uno schiaffo al vecchio modo di fare politica. Gli italiani hanno dato un grande segnale e va accolto. E' stato un voto post-ideologico. Un voto su un programma che non è mai stato estremista. Sfido chiunque a dimostrare che avevamo una proposta estremista".

La linea di politica estera del Movimento 5 Stelle "non tende a isolare l'Italia": con il M5S al governo l'Italia "sarà un Paese - assicura Di Maio - che avrà solidi rapporti con gli altri Paesi. L'Italia con noi resterà nell'Unione Europea, nella Nato, con l'ambizione di cambiare le cose che non vanno". "Non vogliamo avere nulla a che fare con i partiti estremisti europei", chiarisce.

"Credo sia stato molto irresponsabile oggi il ministro Padoan - osserva commentando le recenti dichiarazioni del ministro dell'Economia - a trascinare le questioni tra l'Italia e Bruxelles all'interno del dibattito politico, è stata quasi una provocazione", come se prima di andare all'opposizione volesse "avvelenare i pozzi dicendo a Bruxelles che c'è instabilità. In questo momento - ribadisce - dobbiamo essere tutti responsabili". (Fonte: Adnkronos)

Regione Lombardia, ecco la squadra del Pd: Bussolati capolista, dalla giunta di Milano arriva Carmela Rozza. Diversi stranieri candidati

L'apprezzato segretario metropolitano milanese, sostituito per il periodo elettorale da Paolo Razzano, guiderà la lista dem per il Pirellone. In corsa i consiglieri uscenti Pizzul e Borghetti. L'assessora alla Sicurezza dell'amministrazione Sala la più nota nella pattuglia femminile


La Direzione metropolitana di ieri, venerdì 19 gennaio, ha approvato la proposta di candidati nella lista del Partito Democratico alle elezioni regionali, che sarà integrata da quattro nomi indicati dal partito regionale. Su proposta del segretario regionale Alessandro Alfieri, il segretario metropolitano Pietro Bussolati sarà capolista, portando nella sfida per la Lombardia il grande impegno di mobilitazione e presenza sul territorio svolto dal partito metropolitano in questi anni. Per il periodo elettorale Paolo Razzano, coordinatore della segreteria, assumerà la funzione di segretario reggente.

Questa la lista dei candidati PD alle elezioni regionali:

Uomini: Stefano Bassi, Carlo Borghetti, Pietro Bussolati, Gabriele Colombo, Alberto Fulgione, Alessandro Giungi, Fabio Pizzul, Roberto Sanna, Alfredo Zini, Dieng Pap, Charles Niramjan Modarage.
Donne: Paola Bocci, Lorena Croatto, Anna De censi, Kaoter El Bohumi, Nadira Haraigue, Isabella Ippolito, Piera Landoni, Simona Piccolo, Lucia Rocca, Carmela Rozza, Marisa Sestagalli.

Pd-sinistra, è rottura definitiva: nessun accordo prima del voto. La delusione di Fassino e Martina. Bersani: "Il nodo è il lavoro, dai dem nessuna risposta"

L'esponente di Mdp: "L'articolo 18 è la pietra tombale del dialogo". Giulio Marcon, capogruppo di Sì-Possibile, al termine dell'incontro: "Il 3 dicembre lanceremo la nostra lista unitaria per l'alternativa: Grasso, il nostro leader". Amarezza dalla delegazione renziana: "Con un atteggiamento più aperto e disponibile avremmo potuto discutere. Ognuno farà la propria strada e se riusciremo a ottenere la fiducia e il consenso degli elettori dopo le elezioni vedremo di riallacciare, se sarà possibile, i fili di una collaborazione". Le interviste - (VIDEO)


E' rottura definitiva tra Pd e sinistra. L'ultimo tentativo di Piero Fassino di dialogare con gli scissionisti è andato a vuoto. Ora è dunque pressoché ufficiale: Mdp e Sinistra Italiana-Possibile non entreranno nella coalizione che fa perno attorno al Pd, ma faranno una lista unitaria della sinistra alternativa ai democratici. L'incontro di oggi tra le due anime del centrosinistra non ha dato i frutti sperati. Per Si-Possibile-Mdp, le proposte del Pd arrivano "fuori tempo massimo".

Cecilia Guerra ha affermato che sul piano del lavoro i dem non intendono "rimettere in discussione le politiche sbagliate compiute in questi anni" e l'accordo sulle pensioni, così come il decreto fiscale da poco licenziato dal Senato, "sono tutti elementi che segnano una non volontà di convergenza sui temi che noi stiamo proponendo". Giulio Marcon ha chiuso definitivamente la porta, ribadendo che "non ci sono margini per alcuna intesa con chi in questi anni ha fatto politiche sbagliate e che abbiamo contestato duramente. Costruiremo insieme ad Articolo 1, a Possibile e a tante esperienze della società civile una lista per dire che la nostra Italia ha bisogno di politiche diverse da quelle che il Pd ha realizzato in questi anni".

GRASSO - "Il 3 dicembre avremo una grande occasione per mettere in evidenza la partecipazione del popolo della sinistra a questa nuova esperienza e naturalmente Grasso sarà il nostro leader" ha aggiunto Marcon, precisando però poco dopo: "Sul ruolo di Grasso il mio era solo un auspicio. Non voglio tirare per la giacchetta il Presidente del Senato che farà le scelte che riterrà più opportune quando lo deciderà. È evidente che per il prestigio istituzionale e il ruolo che ricopre sarebbe un ottimo leader per la nuova sinistra che stiamo costruendo". A intervenire a riguardo è stato il portavoce del presidente del Senato. "Grasso - ha sottolineato - in questo momento non ha sciolto alcuna riserva in merito al suo futuro". "Notizie o dichiarazioni in un senso o nell'altro vanno lette come auspicio dei singoli e non come interpretazioni del suo pensiero o di sue decisioni", ha spiegato, aggiungendo: "Quando queste saranno prese sarà lui stesso a comunicarle".

LE PROPOSTE DI FASSINO A SI-MDP - A margine dell'incontro avvenuto negli uffici di Si-Possibile, Piero Fassino ha parlato di "misure integrative sul Jobs Act", in particolare "per favorire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato" e "misure integrative di maggiore tutela in caso di licenziamento". Tra le altre proposte dei dem, "il raddoppio delle risorse per il reddito di inclusione", "l'aumento delle risorse per il fondo sanitario nazionale e, in questo quadro, l'avvio di un superamento del superticket". Sul tavolo anche "la stabilizzazione e l'allargamento ad una base di lavoratori più ampia dell'anticipo pensionistico a 63 anni". Nell'ambito della tutela dell'ambiente il Pd ha elencato una serie di provvedimenti, "a partire dalle misure di decarbonizzazione e dall'approvazione della legge sul consumo di suolo, che vadano nella direzione di caratterizzare un'alleanza di centrosinistra sotto il profilo ambientale ed ecologico". Infine, ha aggiunto Fassino, "sul terreno dei diritti abbiamo confermato la nostra volontà di arrivare alla adozione della legge sullo ius soli e sul fine vita prima della fine della legislatura".

RENZI - "Mi rimetto alle dichiarazioni di Fassino". Matteo Renzi a Venafro, tappa del treno Pd, ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto della rottura con Mdp e Sinistra Italiana ufficializzata nell'incontro di oggi Piero Fassino.

Elezioni anticipate, Sala avverte i suoi: "Chi si candida lasci subito la giunta per rispetto della città"

Il sindaco di Milano, a margine delle celebrazioni del 2 giugno per la Festa della Repubblica, parla delle ipotesi di rimpasto nel caso qualche assessore comunale dovesse impegnarsi nelle prossime politiche o regionali che sembrano avvicinarsi: "Non voglio fermare nessuno nelle legittime ambizioni che tutti possono avere, ma le regole sono chiare: "Se qualcuno decide di percorrere un'altra via deve abbandonare l'amministrazione il giorno stesso" - (VIDEO)


Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha parlato al termine della cerimonia dell'alzabandiera per la Festa della Repubblica in Piazza Duomo. Tra i temi affrontati coi giornalisti quello di un possibile rimpasto in giunta, qualora qualche assessore (si è parlato di Carmela Rozza) si candidasse alle prossime elezioni politiche o regionali anticipate.

"Io non voglio fermare nessuno nelle legittime ambizioni che tutti possono avere. Non ritengo - ha dichiarato il primo cittadino - che ci sarà un grandissimo rimpasto, ma le regole sono chiare: se qualcuno decide di percorrere un'altra via, più che legittimamente, deve lasciare il giorno stesso la giunta perché la cosa che non posso permettere è che Milano abbia la sensazione di una giunta disattenta. In ogni caso - ha chiarito oggi Sala - sceglierò come ho sempre fatto con la mia testa come ricostruire la giunta. Onestamente, però, non mi aspetto una grande migrazione, ma chi si candida deve lasciare immediatamente per rispetto della città".

Martina (Pd): "Referendum sull'Autonomia della Lombardia, siamo alla solita propaganda di Maroni". E sulla legge elettorale...

Il vicesegretario del Partito democratico liquida la consultazione di ottobre accusando il governatore leghista di utilizzare alcuni temi per attrarre consenso: "Se la Regione in questi anni avesse voluto veramente fare un lavoro sul federalismo decentrato avrebbe potuto farlo senza spendere 50 milioni di euro e senza perdere tempo". L'intervista - (VIDEO)


"Adesso il lavoro da fare è chiudere definitivamente con le legge elettorale" ha detto Maurizio Martina, vice segretario del Pd e ministro delle Politiche Agricole che ha aggiunto "C’è un dato certo: la mossa del Pd ad aprire un confronto di questo tipo ha rideterminato il posizionamento di tutte le altre forze politiche. Ma ora dobbiamo chiudere questo ragionamento per il bene del Paese, poi faremo tutte le altre valutazioni del caso".

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