Socialisti in Movimento: "Non parteciperemo all'assemblea Mdp-Si-Possibile. Sinistra unitaria a rischio". Ecco perché

In un documento diffuso, Socialisti in Movimento, la formazione politica nata da tutti i socialisti che hanno votato NO al referendum del 4 dicembre scorso, ha dichiarato: "Non ci sono ad oggi le condizioni per partecipare all'assemblea nazionale del 3 dicembre indetta dai soli Mdp, Sinistra Italiana e Possibile in quanto, al di la delle buone intenzioni, questa iniziativa, se non è ricondotta nell'ambito di un progetto ampio e unitario, potrebbe persino pregiudicare l'interesse comune per la nascita di una nuova sinistra. L'obiettivo, nello spirito della battaglia per il NO, deve essere quello di costruire un progetto condiviso nel percorso, nelle decisioni e nelle azioni da tutti coloro che hanno intenzione di partecipare. Un progetto da tenere sempre aperto anche nella prospettiva di dare forza alla lista unica della nuova sinistra"

Questa la nota diffusa ieri sulla loro pagina Facebook:

"Si è tenuta ieri (mercoledì 22 novembre, ndr) a Roma la riunione dell’Esecutivo nazionale di Socialisti in Movimento alla presenza dei coordinatori regionali.
Socialisti in Movimento è una organizzazione politica che, dalla battaglia per il NO al Referendum del 4 dicembre scorso, ha posto per prima la necessità di dar vita ad una nuova sinistra italiana ispirata ai contenuti ed ai valori del socialismo e ha da allora evidenziato la necessità di una lista unica della sinistra per le prossime elezioni politiche.
Una lista rappresentativa delle ragioni e delle speranze degli italiani, che si erano espressi il 4 dicembre, non solo e non tanto in opposizione a Renzi e al suo Governo, ma soprattutto contro le politiche economiche, sociali e istituzionali perseguite dai diversi governi nel corso della Seconda repubblica, oltreché per la difesa e attuazione della Costituzione.
Lo abbiamo fatto, e lo ribadiamo oggi, in nome dell'attualità del socialismo, nella convinzione che saranno la cultura e i valori socialisti a costituire il patrimonio essenziale nel futuro dello schieramento della nuova sinistra.
E’ questo il nostro impegno per una nuova politica, per un’Italia eguale e per la democrazia oggi profondamente in crisi e messa ancor più a repentaglio dall’approvazione dell’ultima legge elettorale, che i Socialisti in Movimento sono impegnati a contrastare con ogni mezzo.
Per questo Socialisti in Movimento ha partecipato a livello nazionale e locale alla costruzione di un nuovo progetto, che riteniamo significativo solo se costruito in modo aperto verso tutti coloro che intendano farne parte, come più volte è stato detto e ribadito.
Su questa strada intendiamo continuare perché il progetto sia condiviso nel percorso, nelle decisioni e nelle azioni, da tutti coloro che vi partecipano nell’interesse di una nuova sinistra italiana profondamente rinnovata nei contenuti e nell’interesse dei cittadini e del Paese, oltre che costituire un contributo ad un risorgimento europeo della sinistra.
Per quanto riguarda l’Assemblea indetta per il 3 dicembre da Mdp, Sinistra Italiana e Possibile, si ritiene che, allo stato, non ci siano le condizioni, come Socialisti in Movimento, per partecipare in quanto, al di là delle buone intenzioni, dei vecchi vizi e dei passi avanti fatti nelle ultime settimane, dopo molti mesi persi su obiettivi sbagliati, questa iniziativa se non ricondotta nell’ambito di un progetto largo e unitario possa pregiudicare l’interesse comune e il futuro della sinistra. Con il rischio di favorire la nascita di nuove divisioni nelle quali, volenti o nolenti, saremmo coinvolti tutti.
In gioco, non ci può essere solo il tema della presentazione di una lista che unisce partiti e gruppi parlamentari esistenti alla sinistra del Pd, ma la costruzione di una lista unica veramente espressione di un vero progetto forte e innovativo, primo passo per la riorganizzazione della sinistra e per cambiare il Paese.
E’ questo l’impegno prioritario di Socialisti in Movimento per evitare che una grande opportunità politica per la sinistra vada incontro a una sconfitta storica".

Pd-sinistra, è rottura definitiva: nessun accordo prima del voto. La delusione di Fassino e Martina. Bersani: "Il nodo è il lavoro, dai dem nessuna risposta"

L'esponente di Mdp: "L'articolo 18 è la pietra tombale del dialogo". Giulio Marcon, capogruppo di Sì-Possibile, al termine dell'incontro: "Il 3 dicembre lanceremo la nostra lista unitaria per l'alternativa: Grasso, il nostro leader". Amarezza dalla delegazione renziana: "Con un atteggiamento più aperto e disponibile avremmo potuto discutere. Ognuno farà la propria strada e se riusciremo a ottenere la fiducia e il consenso degli elettori dopo le elezioni vedremo di riallacciare, se sarà possibile, i fili di una collaborazione". Le interviste - (VIDEO)


E' rottura definitiva tra Pd e sinistra. L'ultimo tentativo di Piero Fassino di dialogare con gli scissionisti è andato a vuoto. Ora è dunque pressoché ufficiale: Mdp e Sinistra Italiana-Possibile non entreranno nella coalizione che fa perno attorno al Pd, ma faranno una lista unitaria della sinistra alternativa ai democratici. L'incontro di oggi tra le due anime del centrosinistra non ha dato i frutti sperati. Per Si-Possibile-Mdp, le proposte del Pd arrivano "fuori tempo massimo".

Cecilia Guerra ha affermato che sul piano del lavoro i dem non intendono "rimettere in discussione le politiche sbagliate compiute in questi anni" e l'accordo sulle pensioni, così come il decreto fiscale da poco licenziato dal Senato, "sono tutti elementi che segnano una non volontà di convergenza sui temi che noi stiamo proponendo". Giulio Marcon ha chiuso definitivamente la porta, ribadendo che "non ci sono margini per alcuna intesa con chi in questi anni ha fatto politiche sbagliate e che abbiamo contestato duramente. Costruiremo insieme ad Articolo 1, a Possibile e a tante esperienze della società civile una lista per dire che la nostra Italia ha bisogno di politiche diverse da quelle che il Pd ha realizzato in questi anni".

GRASSO - "Il 3 dicembre avremo una grande occasione per mettere in evidenza la partecipazione del popolo della sinistra a questa nuova esperienza e naturalmente Grasso sarà il nostro leader" ha aggiunto Marcon, precisando però poco dopo: "Sul ruolo di Grasso il mio era solo un auspicio. Non voglio tirare per la giacchetta il Presidente del Senato che farà le scelte che riterrà più opportune quando lo deciderà. È evidente che per il prestigio istituzionale e il ruolo che ricopre sarebbe un ottimo leader per la nuova sinistra che stiamo costruendo". A intervenire a riguardo è stato il portavoce del presidente del Senato. "Grasso - ha sottolineato - in questo momento non ha sciolto alcuna riserva in merito al suo futuro". "Notizie o dichiarazioni in un senso o nell'altro vanno lette come auspicio dei singoli e non come interpretazioni del suo pensiero o di sue decisioni", ha spiegato, aggiungendo: "Quando queste saranno prese sarà lui stesso a comunicarle".

LE PROPOSTE DI FASSINO A SI-MDP - A margine dell'incontro avvenuto negli uffici di Si-Possibile, Piero Fassino ha parlato di "misure integrative sul Jobs Act", in particolare "per favorire la trasformazione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato" e "misure integrative di maggiore tutela in caso di licenziamento". Tra le altre proposte dei dem, "il raddoppio delle risorse per il reddito di inclusione", "l'aumento delle risorse per il fondo sanitario nazionale e, in questo quadro, l'avvio di un superamento del superticket". Sul tavolo anche "la stabilizzazione e l'allargamento ad una base di lavoratori più ampia dell'anticipo pensionistico a 63 anni". Nell'ambito della tutela dell'ambiente il Pd ha elencato una serie di provvedimenti, "a partire dalle misure di decarbonizzazione e dall'approvazione della legge sul consumo di suolo, che vadano nella direzione di caratterizzare un'alleanza di centrosinistra sotto il profilo ambientale ed ecologico". Infine, ha aggiunto Fassino, "sul terreno dei diritti abbiamo confermato la nostra volontà di arrivare alla adozione della legge sullo ius soli e sul fine vita prima della fine della legislatura".

RENZI - "Mi rimetto alle dichiarazioni di Fassino". Matteo Renzi a Venafro, tappa del treno Pd, ha risposto così ai cronisti che gli hanno chiesto della rottura con Mdp e Sinistra Italiana ufficializzata nell'incontro di oggi Piero Fassino.

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