updated 12:58 PM CEST, Aug 14, 2017

Sala sotto scorta per le proteste di CasaPound? Iannone: "Sindaco ambiguo, è un atto infame contro di noi. Gli abbiamo chiesto un incontro, accetti il confronto"

Lo striscione di CasaPound Milano esposto davanti a Palazzo Marino Lo striscione di CasaPound Milano esposto davanti a Palazzo Marino

Il primo cittadino di Milano da una settimana sarebbe sotto protezione della polizia per ipotizzate minacce ricevute, ma, interrogato sul caso, ha voluto evitare conferme precise. Qualcuno ha collegato il fatto alle recenti manifestazioni di dissenso del movimento della Tartaruga che, attraverso il suo presidente nazionale, replica: "Noi ci mettiamo la faccia e diciamo le cose apertamente, rifiutando i metodi mafiosi di qualunque natura. Siamo ormai consapevoli da tempo che è in atto un violento tentativo di criminalizzarci, per mettere a tacere una voce che evidentemente dà parecchio fastidio"


"Apprendiamo che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è stato messo sotto scorta e che questo sarebbe avvenuto per le nostre reiterate richieste di dimissioni. Prendiamo atto del fatto che per la Questura di Milano una legittima azione di opposizione politica, portata avanti con i legittimi strumenti della politica, è un atto allarmante e pericoloso. Ce ne faremo una ragione, non spetta a noi giudicare il modo in cui la Questura intende gli strumenti della politica e della democrazia". A dirlo è il presidente di CasaPound Italia, Gianluca Iannone.

"Ciò di cui invece non possiamo semplicemente prendere atto – prosegue Iannone - è l'ambiguità con sui Sala risponde a chi gli chiede se abbia ricevuto minacce concrete: il sindaco preferisce non rispondere, lasciando margini di interpretazione che si configurano come un atto infame nei nostri confronti. CasaPound Italia rifiuta i metodi mafiosi di qualsiasi natura, sia quando si concretizzano in minacce sia quando si manifestano con un non-detto che talvolta è peggio di una minaccia esplicita".

"Siamo ormai consapevoli da tempo – commenta il presidente di Cpi - che è in atto un violento tentativo di criminalizzarci, per mettere a tacere una voce che evidentemente dà parecchio fastidio. Partecipano a questo meccanismo anche forze politiche istituzionali, che progressivamente stanno alzando l'asticella, magari sperando di farci cadere in trappola".

"Si diano tutti una calmata: non succederà. Giusto qualche giorno fa, abbiamo inoltrato alla segreteria del sindaco una lettera in cui chiedevamo un incontro, per illustrare le nostre posizioni e la nostra attività sul territorio. Noi facciamo così: ci mettiamo la faccia e diciamo le cose apertamente. Da parte di Palazzo Marino siamo ancora in attesa di una risposta. Speriamo che il sindaco Sala voglia rimediare a questo 'incidente mediatico', in cui è occorso lasciando ipotizzare minacce da parte nostra, rispondendo finalmente alla nostra lettera e accettando quel confronto a viso aperto che noi chiediamo e che tutti dovrebbero volere".

 
Ultima modifica ilGiovedì, 27 Luglio 2017 16:19

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