updated 2:19 PM CEST, Jul 27, 2017

Franceschini, sua moglie e la Siae, Fedez rilancia: "Non mi fermerete con le querele". Poi attacca il Pd: "Quelli del mantra 'ce lo chiede l'Europa' non ascoltano l'Ue sui monopoli"

"A mio avviso il conflitto d’interessi c'era, e il conflitto di interessi c'è". Non si ferma la polemica del rapper milanese contro il ministro dei Beni culturali, accusato di difendere la società che gestisce i diritti d'autore degli artisti, per via del lavoro della consorte, Michela Di Biase, assunta dall'immobiliare che gestisce il patrimonio immobiliare della stessa società. Il cantante ha postato sul suo profilo Facebook un video in cui da un lato corregge il tiro su alcuni termini impropri da lui utilizzati, dall'altro inasprisce ulteriormente i toni della polemica - (VIDEO)


"Ricordatevi che la calunnia è un venticello ma la verità è uno tsunami". Il rapper Fedez chiude così un lungo video postato sul suo profilo Facebook, riferendosi alla frase messa ieri sui social dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, in polemica con le accuse di conflitto di interessi rivoltegli appunto da Fedez in materia di Siae per le quali poco dopo ha annunciato querela, come ha fatto poi anche la Siae. Nel video di oggi Fedez conferma sostanzialmente le sue affermazioni, pur con alcune cautele formali.

"Oggi ho deciso di dì fare questo video in risposta alle minacce fatte pubblicamente dal ministro dei Beni Culturali Franceschini e da parte della Siae che hanno deciso di denunciarmi e di comunicarlo a mezzo stampa", esordisce il musicista che riassume poi così gli antefatti: "Nei giorni scorsi si è scatenato uno tsunami mediatico intorno a delle mie dichiarazioni sul monopolio Siae e sulla tutela di cui Siae gode dal Ministero dei beni culturali".

Dichiarazioni che Fedez riassume così: "In una conferenza stampa ho parlato di conflitto di interessi per il ministro Franceschini, sostenendo che la moglie gestisce il patrimonio immobiliare di Siae". A questo punto il musicista scandisce bene le parole e aggiunge: "Rettifico, perché io faccio il cantante e forse avrò usato un linguaggio poco tecnico, allora cercherò di essere più chiaro e più corretto nella scelta dei termini, ma non è detto che questa mia rettifica faccia meno male delle mie precedenti dichiarazioni, anzi ne sono sicuro".

"Allora partiamo dal presupposto che Michela Di Biase, ovvero la moglie del ministro Franceschini e capogruppo del Pd al Comune di Roma, è stata assunta nel 2016 dalla Fondazione Sorgente Group. In precedenza il ministro Franceschini aveva dichiarato di voler abbattere il monopolio", afferma Fedez e sottolinea poi che "Sorgente Group è uno dei principali gruppi immobiliari italiani, che gestisce fra gli altri l'intero patrimonio immobiliare di Siae, quest’ultimo posseduto tramite dei fondi chiamati Aida e Norma".

"Il ministro Franceschini in precedenza, negli anni passati, si era dichiarato a favore dell'abbattimento del monopolio della Siae - ribadisce Fedez - e quindi mi sono chiesto perché il ministro ha cambiato così repentinamente idea, perché il suo ministero in barba alle raccomandazioni dell'Europa ha fatto di tutto per permettere alla Siae di mantenere il monopolio in Italia, perché in 28 Paesi europei il monopolio è rimasto soltanto in Italia?! Sempre e solo in Italia succedono queste cose".

"A mio avviso il conflitto d'interessi c'era, il conflitto d'interessi c'è. Non lo dico soltanto io, non sono cose che mi sto inventando io, sono cose frutto di inchieste giornalistiche - afferma Fedez - per le quali non mi risulta siano mai partite né querele né smentite, sia da parte del ministro Franceschini, sia da parte della moglie e sia da parte di Siae". Aggiunge Fedez: "Comunque sapete che le querele non mi spaventano, non mi interessano: mettetevi in fila, mettetevi in coda perché non siete né i primi né gli ultimi".

Andrea Bocelli in video col suo fido Chopin: "Amiamo i cani, non maltrattiamoli, non abbandoniamoli e non mangiamoli"

L'appello del tenore italiano che si unisce alla battaglia di Michela Vittoria Brambilla contro la violenza sugli animali rivolta anche ai Paesi asiatici dove c'è commercio e consumo di carne canina - (VIDEO)


"Non abbandoniamoli, amiamoli e soprattutto, visto che sono amici, non maltrattiamoli e non mangiamoli". Questo è l'appello di Andrea Bocelli per la campagna contro la violenza sugli animali di cui si è reso testimonial. Nel video dell'annuncio, dove compare in compagnia del suo cane Chopin, il tenore italiano si schiera a favore degli amici a quattro zampe unendosi alla battaglia di Michela Vittoria Brambilla e della Lega per la Difesa di Animali e Ambiente. La lotta contro questi maltrattamenti non riguarda solo il nostro Paese, ma si estende anche all'Asia, in particolare a Cina, Vietnam e Corea del Sud dove si consuma carne di cane e di gatto.

Brambilla spiega come è nata l'idea di coinvolgere Bocelli. "Abbiamo chiesto il suo aiuto perché siamo certi che pure questa volta la sua voce smuoverà i cuori specialmente nei Paesi asiatici dove c'è commercio e consumo di carne di cane. Il fatto che siano Paesi lontani non ci autorizza a volgere lo sguardo dall'altra parte".

 
 

I diritti dei disabili nei condomini e il problema delle barriere architettoniche. L'avvocato ci spiega cosa dice la legge

Accedere agevolmente agli spazi comuni e alle proprietà è sempre più spesso un problema molto serio per le persone con disabilità o gravi limitazioni di movimento autonomo. La normativa in ambito condominiale non è sempre stata di grande aiuto, almeno fino alla riforma della materia nel 2012. Per fare un po' di chiarezza ecco il contributo di un esperto, l'avvocato Carlo Bortolotti, civilista del Foro di Milano


L'avvocato Carlo Bortolotti nel suo studio

 
La questione dell'agevole accesso delle persone disabili o con gravi limitazioni di autonomo movimento agli spazi comuni e, quindi, alle proprietà esclusive, rappresenta un problema assai delicato in ambito condominiale.
 
La giurisprudenza sul punto ha avuto andamento altalenante, sino all'intervento riformatore della legge 220/12 (riforma del condominio) che ha portato una maggiore chiarezza: ora in buona sostanza, e nonostante si tratti senz'altro di innovazioni, è possibile ottenere l'approvazione assembleare degli interventi atti ad eliminare ostacoli architettonici od ad installare necessari ausili meccanici, con la sola maggioranza degli intervenuti all'assemblea stessa, che rappresentino almeno la metà del valore dello stabile, senza maggioranze qualificate (quali, appunto, quelle chieste per le delibere sulle innovazioni).
 
La persona che ha facoltà di documentare un reale bisogno in tal senso, può inviare una formale richiesta all'amministrazione, corredata da una bozza e/o preventivo d'intervento teso all'eliminazione della problematica, tanto attraverso la rimozione di strutture quanto d'installazione di eventuali mezzi d'ausilio meccanici.
 
Il condominio è tenuto a deliberare in tempi congrui (non più di tre mesi) e sia in caso di diniego sia d'inerzia, il condomino diretto interessato potrà procedere con i lavori necessari a proprie spese (è possibile attingere a fondi comunali, richieste entro il primo marzo di ogni anno), senza necessità di permessi edilizi e con la possibilità di derogare alle norme edilizie sulle distanze minime: le uniche indispensabili accortezze, dovranno riguardare la salvaguardia dei generali principi di divieto di lesione di proprietà e diritti di utilizzo altrui di parti comuni e del rispetto della sicurezza e decoro architettonico dell'immobile.
Avv. Carlo Bortolotti
 
 
STUDIO LEGALE BORTOLOTTI
 
C.so Buenos Aires, 45 - 20124 MILANO
tel. 02.39562104 - fax 02.45485345 
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Fratoianni (Sinistra Italiana): "Renzi non vuole allearsi con noi? Lo tranquillizzo, nemmeno noi. E vogliamo buttare a mare il Jobs Act"

La dichiarazione del segretario di SI a Montecitorio contro il leader del Pd: "Ci battiamo per restituire ai lavoratori i diritti che gli sono stati tolti in questi anni, a cominciare dall'articolo 18. Auspichiamo un Paese in cui i cittadini possano curarsi anche quando non hanno i soldi, e la scuola pubblica abbia le risorse necessarie per un futuro degno per le nuove generazioni. Insomma il contrario di quello che le politiche del suo governo e del suo partito hanno prodotto in Italia" - (VIDEO)


"Renzi non vuole allearsi con me, non vuole allearsi con noi di Sinistra Italiana? Bene, lo voglio tranquillizzare perche' neanch'io voglio allearmi con lui". E' la risposta di Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, alle parole del segretario del Partito Democratico, conversando con i cronisti a Montecitorio. "Noi vogliamo buttare a mare il Jobs Act - prosegue il segretario di SI - noi vogliamo restituire ai lavoratori i diritti che gli sono stati tolti in questi anni, a cominciare dall'art.18, vogliamo batterci contro le diseguaglianze e le ingiustizie fiscali che crescono sempre più. Vogliamo un Paese in cui i cittadini possano curarsi anche quando non hanno i soldi, e la scuola pubblica abbia le risorse necessarie per un futuro degno per le nuove generazioni. Insomma - conclude Fratoianni - il contrario di quello che le politiche del suo governo e del suo partito hanno prodotto in Italia".

“Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili”: il racconto di un dramma che viene da lontano

Le nostre interviste all'autrice del cortometraggio (realizzato insieme alla fotoreporter Simona Ghizzoni), la giornalista Emanuela Zuccalà, e alla consigliera comunale milanese Diana De Marchi (Pd). L'indagine dell'Università degli Studi Milano-Bicocca descrive un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in 30 paesi e costituiscono una grave violazione dei loro diritti fondamentali. Un problema che riguarda anche l'Europa: secondo il Parlamento Europeo, sarebbero 500mila le donne che hanno subito mutilazioni che vivono nel continente e 180mila le donne a rischio. L'incontro organizzato da ActionAid a Palazzo Marino - (VIDEO)


Foto di Simona Ghizzoni

 

Nelle comunità migranti che vivono in Italia vi sono molte donne con mutilazioni genitali femminili. Secondo le stime aggiornate al 2016 il numero delle straniere maggiorenni si attesta tra le 46mila e le 57mila unità a cui si aggiungono le neocittadine italiane maggiorenni originarie di paesi dove la pratica esiste (quantificate tra le 11mila e le 14mila unità) e le richiedenti asilo. Oltre il 60% delle donne con mutilazioni genitali femminili presenti in Italia proviene da Nigeria ed Egitto. Se si considera invece la prevalenza all’interno delle principali comunità sono le donne somale ad essere più colpite (83,5%), seguite da quelle che provengono dalla Nigeria (79,4%) e dal Burkina Faso (71,6%).

Sono i risultati preliminari di un'indagine presentati oggi dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca durante l'incontro organizzato nel capoluogo lombardo da ActionAid e dall'associazione culturale Zona in vista della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili del 6 febbraio. Per altre nazionalità l'indagine, condotta nell'ambito del progetto Daphne MGF-Prev e realizzata con interviste face-to-face, rivela incidenze minori, ma comunque significative del fenomeno: al quarto posto per diffusione delle mutilazioni c’è la comunità egiziana (60,6%), seguita da quelle eritrea (52,1%), senegalese (31%) e ivoriana (11%).

Durante l'incontro, che ha avuto il patrocinio del Comune di Milano, è stato proiettato il cortometraggio 'Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili', realizzato dalla giornalista Emanuela Zuccalà e dalla fotoreporter Simona Ghizzoni con il supporto di ActionAid e grazie al contributo dello European Journalism Centre e della Bill & Melinda Gates Foundation. "Incontrando donne combattive in Somaliland, Kenya e Etiopia", raccontano Zuccalà e Ghizzoni, "abbiamo scelto di dare voce, oltre che alla sofferenza provocata dalla mutilazione genitale, al loro coraggio di opporsi a una tradizione millenaria che le fa ingiustamente sfiorire nel corpo e nel ruolo sociale: Uncut è dunque una testimonianza d’impegno femminile, costante e testardo a dispetto di ogni ostacolo, per l'emancipazione".

In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili del 6 febbraio, ActionAid promuove inoltre la mobilitazione online (hasthtag #endFGM). Testimonial, attivisti e influencer pubblicheranno sui loro profili social una foto con indosso il simbolo della campagna: un soffione viola, simbolo di libertà ed espressione del desiderio di lasciar andare il passato, permettere al presente di trasformarsi in un futuro libero da vincoli fisici ed emotivi. Aderiscono alla campagna di sensibilizzazione, tra gli altri, la Federazione Italiana Rugby.

Per combattere il fenomeno, ActionAid ha lanciato il progetto After. "Con questo progetto intendiamo sensibilizzare un più ampio pubblico in Europa sull’esistenza di un problema che spesso è percepito come lontano. Le parole chiave per contrastarlo sono servizi, informazione e prevenzione", spiega Beatrice Costa, responsabile Programmi di ActionAid Italia. Il progetto After è finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea e si svolge in cinque stati: Italia, Spagna, Belgio, Svezia e Irlanda. Nel mondo le mutilazioni genitali femminili sono un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in almeno 30 paesi e costituisce una grave violazione dei loro diritti fondamentali.

(Fonte Adnkronos)

Milano, dal Comune un pacco di benvenuto ai nuovi nati. Al via anche il reddito di maternità. Majorino: "Il sostegno alla natalità deve essere tra gli obiettivi di un'amministrazione di sinistra"

Nelle prossime settimane la giunta finalizzerà l'intervento riconoscendo 1800 euro da utilizzare per l'acquisto di beni e servizi per l'infanzia a famiglie con Isee inferiore ai 17 mila euro (già assegnatarie di assegno di maternità Inps). L'assessore alle Politiche sociali della squadra di Sala parla a margine della conferenza stampa di presentazione della mostra "Fotografia: la ricerca della felicità negli scatti dei ragazzi della pediatria dell’Istituto Nazionale Tumori", in programma dal 3 al 12 febbraio al Pac (Padiglione d'arte contemporanea) di via Palestro. Si tratta della terza edizione di  un'iniziativa ideata dalla Onlus "Riscatti" e promossa dal Comune con il supporto di Tod’s. Nelle prossime settimane l’amministrazione finalizzerà l’intervento riconoscendo a famiglie con Isee inferiore ai 17 mila euro (già assegnatarie di assegno di maternità Inps) 1800 euro da utilizzare per l’acquisto di beni e servizi per l’infanzia. La nostra intervista - (VIDEO)


Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano 

 

Le lettere di benvenuto inviate dall'inizio dell’anno ai primi seicento nuovi nati (330 maschietti e 288 femminucce) e residenti a Milano stanno arrivando in questi giorni nelle cassette della posta annunciando che è possibile ritirare uno speciale pacco dono. Uno di questi, il primo, è stato consegnato oggi a mamma Annalisa e papà Massimiliano e al piccolo Riccardo, un bel bambino di un mese e mezzo, nato a Milano il 17 dicembre. La scatola con i disegni a colori pastello contiene tanti prodotti per prendersi cura di lui.


L’iniziativa è nata da un’idea dell’Assessorato alle Politiche sociali ed è realizzata grazie al totale contributo dei privati che ne sostengono interamente i costi. È partita a metà novembre con l’avviso che tutte le nuove nate e i nuovi nati dal 15 dicembre avrebbero ricevuto un dono di benvenuto. Con la lettera inviata dal Settore Anagrafe i genitori potranno recarsi in una delle farmacie Lloyds della città e ritirare il pacco.

“Un bella iniziativa – dice l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – che ci consente di dare il benvenuto alle nuove nate e ai nuovi nati donando una serie di prodotti utili per l’allattamento e la cura e il benessere, informazioni sui servizi del Comune di supporto all'infanzia e due meravigliosi libri illustrati di favole e fiabe. La nascita di un figlio è un momento straordinario per una famiglia ma anche per una città. Questo pacco dono ci è sembrato un bel modo per festeggiare insieme”.

Il pacco dono è destinato a tutti i nuclei familiari residenti a Milano senza limiti di reddito. Al suo interno mamme e papà troveranno una tutina, un bagnoschiuma, una confezione con due pannolini, una pasta protettiva, contenitori e vasetti per il latte materno, dischetti antibatterici, creme per il seno e altri prodotti. È l’avvio di una grande campagna di incoraggiamento e protezione dell’allattamento al seno con il sostegno di Unicef e Oms. All’interno ci saranno anche due libri illustrati e una guida ai servizi per l’infanzia e la famiglia.

Il 2017 non sarà solo l’anno del pacco dono ma anche del reddito di maternità. Nelle prossime settimane il Comune finalizzerà l’intervento riconoscendo a famiglie con Isee inferiore ai 17.000 euro (già assegnatarie di assegno di maternità Inps) 1.800 euro nell'arco dell’anno da utilizzare per l’acquisto di beni e servizi per l’infanzia. La comunicazione alle prime famiglie inizierà nel mese di marzo.

“Insieme al bonus per le badante o la baby-sitter da quest'anno introdurremo anche il reddito di maternità – spiega l'assessore Majorino – un nuovo contributo destinato ai nuclei familiari che con un reddito medio-basso e la nascita di un figlio possono aver bisogno di un sostegno economico per affrontare le nuove spese. Stimiamo che potrà essere richiesto da circa 1.800 famiglie. Milano, come attestato dall'Istituto di Ricerca Sociale, è la città che ha impiegato di più negli ultimi anni in misure di sostegno al reddito. Queste due nuove misure, nate per sostenere le famiglie, sono una ulteriore dimostrazione dell’impegno del Comune su questo tema”.

Negli ultimi due mesi del 2016 ha avuto luogo la sperimentazione di un primo contributo di 300 euro (una tantum) in buoni acquisto, assegnati alle famiglie segnalate dai Caf al Comune tra quelle che da settembre hanno fatto domanda di assegno di maternità Inps.

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