updated 2:19 PM CEST, Jul 27, 2017

Sala sotto scorta per le proteste di CasaPound? Iannone: "Sindaco ambiguo, è un atto infame contro di noi. Gli abbiamo chiesto un incontro, accetti il confronto"

Il primo cittadino di Milano da una settimana sarebbe sotto protezione della polizia per ipotizzate minacce ricevute, ma, interrogato sul caso, ha voluto evitare conferme precise. Qualcuno ha collegato il fatto alle recenti manifestazioni di dissenso del movimento della Tartaruga che, attraverso il suo presidente nazionale, replica: "Noi ci mettiamo la faccia e diciamo le cose apertamente, rifiutando i metodi mafiosi di qualunque natura. Siamo ormai consapevoli da tempo che è in atto un violento tentativo di criminalizzarci, per mettere a tacere una voce che evidentemente dà parecchio fastidio"


"Apprendiamo che il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, è stato messo sotto scorta e che questo sarebbe avvenuto per le nostre reiterate richieste di dimissioni. Prendiamo atto del fatto che per la Questura di Milano una legittima azione di opposizione politica, portata avanti con i legittimi strumenti della politica, è un atto allarmante e pericoloso. Ce ne faremo una ragione, non spetta a noi giudicare il modo in cui la Questura intende gli strumenti della politica e della democrazia". A dirlo è il presidente di CasaPound Italia, Gianluca Iannone.

"Ciò di cui invece non possiamo semplicemente prendere atto – prosegue Iannone - è l'ambiguità con sui Sala risponde a chi gli chiede se abbia ricevuto minacce concrete: il sindaco preferisce non rispondere, lasciando margini di interpretazione che si configurano come un atto infame nei nostri confronti. CasaPound Italia rifiuta i metodi mafiosi di qualsiasi natura, sia quando si concretizzano in minacce sia quando si manifestano con un non-detto che talvolta è peggio di una minaccia esplicita".

"Siamo ormai consapevoli da tempo – commenta il presidente di Cpi - che è in atto un violento tentativo di criminalizzarci, per mettere a tacere una voce che evidentemente dà parecchio fastidio. Partecipano a questo meccanismo anche forze politiche istituzionali, che progressivamente stanno alzando l'asticella, magari sperando di farci cadere in trappola".

"Si diano tutti una calmata: non succederà. Giusto qualche giorno fa, abbiamo inoltrato alla segreteria del sindaco una lettera in cui chiedevamo un incontro, per illustrare le nostre posizioni e la nostra attività sul territorio. Noi facciamo così: ci mettiamo la faccia e diciamo le cose apertamente. Da parte di Palazzo Marino siamo ancora in attesa di una risposta. Speriamo che il sindaco Sala voglia rimediare a questo 'incidente mediatico', in cui è occorso lasciando ipotizzare minacce da parte nostra, rispondendo finalmente alla nostra lettera e accettando quel confronto a viso aperto che noi chiediamo e che tutti dovrebbero volere".

 

Famiglie italiane in crisi, un altro brutto segnale: aumentano i prestiti

A giugno, in particolare, c'è stato un incremento delle richieste pari a +2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma, al contempo, si è rafforzato anche il trend di crescita degli importi medi richiesti, che si sono attestati a 9.234 euro (+7,8%). Tutti i dati del fenomeno dalla ricerca del Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc di Crif


Il primo semestre dell'anno si è concluso con una crescita dell'1,5% delle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane rispetto allo stesso periodo del 2016. E' quanto risulta in base alle consultazioni effettuate sul Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc di Crif.

A giugno, in particolare, c'è stato un incremento delle richieste pari a +2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma, al contempo, si è rafforzato anche il trend di crescita degli importi medi richiesti, che si sono attestati a 9.234 euro (+7,8% rispetto a giugno 2016).

Il primo semestre, spiega il Crif, è stato spinto dal comparto dei prestiti personali (+4,0%), a cui si contrappone un leggero calo dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre), che ha fatto segnare una contrazione del -0,6% rispetto al corrispondente semestre del 2016, che aveva però registrato un picco di richieste.

Per altro, continua il report, il dato di giugno conferma la tendenza in atto a partire dal 2016 di una maggiore vivacità per la componente dei prestiti personali rispetto ai prestiti finalizzati. Nello specifico, a giugno le richieste di prestiti personali sono cresciute del +6,2% mentre quelle di prestiti finalizzati hanno segnato un -0,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Nel primo semestre c'è stato anche l’incremento dell’importo medio dei prestiti richiesti che, nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati, si assesta a 9.178 euro (+6,5% rispetto allo stesso semestre 2016). L’incremento relativo al solo mese di giugno risulta pari a +7,8%, consolidando il recupero rispetto ai valori pre-crisi, come si evince anche dal grafico seguente.

Il dato semestrale dell’importo medio richiesto relativamente ai prestiti finalizzati è stato pari a 6.030 euro, con una crescita del +9,0% rispetto al 2016. Anche i prestiti personali registrano un incremento dell’importo medio richiesto (+3,8%) che si attesta a 12.921 euro.

Concentrandosi sulla distribuzione delle richieste di prestiti da parte delle famiglie per fascia di importo, il rapporto del Crif mostra come nei primi 6 mesi dell’anno la classe inferiore ai 5.000 euro sia stata quella preponderante, con una quota pari al 45,5% del totale.

Nel dettaglio delle diverse tipologie di finanziamento, i prestiti finalizzati sono il vero aggregatore di offerte nella fascia fino a 5.000 Euro, con il 61,9% delle richieste, mentre le interrogazioni relative ai prestiti personali risultano maggiormente uniformi nelle classi fino a 20.000 Euro (25,8% del totale nella prima classe, 26,8% in quella tra 5.001 e 10.000 Euro, 28,8% in quella tra 10.001 e 20.000 Euro).

L’analisi della distribuzione per durata, si legge ancora, conferma che nel primo semestre la classe di durata superiore ai 5 anni è stata quella in cui si è concentrato il maggior numero di richieste di prestito, con una quota pari al 25,1% del totale, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016.

Al contrario si evidenzia una contrazione della classe di durata inferiore ai 12 mesi, che passa dal 17,4% al 16,0% del totale, in continuo calo nelle ultime rilevazioni.

Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, nei primi sei mesi dell’anno le richieste si sono concentrate per il 26,7% nella classe di durata inferiore ai 12 mesi ma complessivamente si registra un allungamento delle durate anche per questa tipologia di finanziamento, in linea con la dinamica che caratterizza le richieste di prestiti personali, che si stanno indirizzando sempre di più nella fascia di durata superiore ai 5 anni (44,0% sul totale).

Osservando, infine, la distribuzione delle interrogazioni in relazione all’età del richiedente, l’ultimo aggiornamento del Barometro Crif evidenzia come nel primo semestre 2017 sia stata la fascia compresa tra i 45 e i 54 anni ad essere quella prevalente, con una quota pari al 25,6% del totale, seguita a breve distanza da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 23,7%.

Si segnala però una crescita di +0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente dell’incidenza delle classi di età superiori ai 55 anni.

Relativamente ai prestiti finalizzati, in cui hanno un peso particolarmente significativo gli acquisti di auto/moto ed elettronica di consumo, si segnala una crescita di 1 punto percentuale per le richieste da parte di consumatori di età superiore a 55 anni.

(Fonte: Adnkronos)

Lombardia tra autonomia e innovazione: per il referendum si voterà col tablet

La Regione ha firmato un contratto da 23 milioni di euro per l'acquisto di 24mila dispositivi (costo 23 milioni di euro) destinati agli 8mila seggi che saranno allestiti per la consultazione popolare del 22 ottobre prossimo. Il governatore Maroni: "Un investimento e non una spesa, perché gli strumenti resteranno in dotazione alle scuole". Ecco come funzionerà il voto elettronico


Regione Lombardia ha firmato un contratto da 23 milioni di euro per l'acquisto di 24mila tablet destinati agli 8000 seggi che saranno allestiti per il referendum per l'Autonomia della Lombardia, che si svolgerà il 22 ottobre prossimo. Lo annuncia il presidente Roberto Maroni, evidenziando che si tratta di "un investimento e non una spesa, perché gli strumenti resteranno in dotazione alle scuole. E' un contratto di acquisto, da parte della Regione, dei tablet e dei software, gli strumenti per la sicurezza: restano a noi e abbiamo già deciso di lasciarli in comodato gratuito alle scuole sedi di seggio, fino alla successiva consultazione. Cambiando i software potranno utilizzarli per le attività didattiche".

"Abbiamo poi firmato l'accordo con il Ministero, con le Prefetture, che metteranno a disposizione i seggi elettorali e le forze armate per la sicurezza ai seggi - prosegue Maroni - a noi competono altre cose, come le tessere elettorali, per esempio. E' un accordo che mi soddisfa e che apre la strada a questa forte innovazione".

"Ho deciso che il voto sarà elettronico nel 100% dei seggi: quindi non ci sarà carta, ne' matite copiative, che spero metteremo in archivio per sempre. I seggi apriranno alle 7 del mattino, alle 23 si chiudono e alle 23.05 avremo i risultati - spiega il presidente Maroni -: quante persone sono andate a votare, quanti hanno votato Si', quanti hanno votato No e quante sono schede bianche".

Lo schermo riprodurrà il quesito e tre caselle con 'Si'?, 'No' e 'Bianca': toccando una delle tre caselle, comparirà la croce - con la possibilita' di cambiare idea e toccare un'altra casella -, poi la scritta 'Vota', premendo la quale sarà come aver depositato la scheda nell'urna. E' previsto un sistema di sicurezza, che garantisce l'anonimato: non viene registrato il minuto in cui una persona vota, in modo che non si sappia come ha votato chi lo ha fatto in un determinato minuto.

Sicurezza, immigrazione, welfare: quante preoccupazioni per milanesi e lombardi. L'incontro di Daniela Reho con i cittadini

La nostra intervista alla presidente dell'associazione Motore Metropolitano, esponente di Forza Italia aderente a Noi Repubblicani Popolo Sovrano. Per lei due ore di confronto, in una calda serata di fine luglio, con decine di persone che hanno esposto problemi, proteste, proposte, speranze sulla vita di tutti i giorni. Lo sguardo verso le prossime scadenze politiche e d elettorali - (VIDEO)

"Manco li cani!": Veltroni azzannato da un meticcio alla festa dell'Unità. E lui fa il verso ai comunicati antifascisti: "Vile attacco di chiaro stampo reazionario"

Fuoriprogramma alla kermesse del Pd a Botticino, nel Bresciano. L'ex sindaco di Roma doveva presentare il suo ultimo film, iniziativa forse poco gradita alla bestiola che lo ha addentato al polpaccio sinistro. Bilancio: pantaloni strappati e qualche graffio. Il già leader dem sui social la butta sulla satira non riuscendo a superare in comicità le parole del segretario locale del partito che, seriamente, racconta: "Appena avvertito il morso ha fatto un balzo atletico, senza proferire parola"


Piccola disavventura per l'ex sindaco di Roma Walter Veltroni che ieri sera, durante la festa del Pd di Botticino, nel bresciano, dov'era intervenuto per presentare il suo ultimo film 'Indizi di felicità', è stato morso al polpaccio da un cane. A riferire l'accaduto Maurizio Taglietti, segretario del circolo Pd di Botticino: "Erano circa le 20.30 quando insieme agli altri organizzatori stavamo accompagnando Veltroni a salutare i circa 200 volontari impegnati negli stand; durante il percorso, però, un cagnetto che era legato con il guinzaglio a un tavolino, probabilmente innervosito dalla confusione, deve essersi spaventato dal passaggio e ha addentato il nostro ospite al polpaccio".

Oltre alla lacerazione dei pantaloni, il morso del cagnolino ha provocato un piccolo ematoma alla gamba di Veltroni che, tuttavia, ha mantenuto un aplomb britannico. "Appena avvertito il morso - racconta Taglietti - ha fatto un balzo atletico, senza proferire parola. Anzi, malgrado sul posto fossero presenti un medico e due ambulanze, ha voluto proseguire il programma che prevedeva il suo intervento nell'area dibattiti per la presentazione del suo film. E solo al termine ha accettato di andare al pronto soccorso della Poliambulanza di Brescia per sottoporsi alla profilassi di rito". In poche parole, "si è dimostrato un signore, come è sempre stato".

Su quanto accaduto nel bresciano, l'ex leader del Pd è intervenuto sui social rilanciando un post nel quale si legge: "Il cane che ha morso ieri il caro ex leader lo ha fatto certamente su istigazione della reazione in agguato. Erede di Pallante, la simpatica bestiola, colpita dal volitivo polpaccio del caro ex leader, voleva portarselo a casa per finire di mangiarlo. La pronta reazione dei democratici presenti, sdegnati per il vile attacco, ha messo fine all'odiosa provocazione reazionaria", chiarendo così la sua "posizione sul vile e proditorio attacco canino, di chiaro stampo reazionario e antipopolare".
(Fonte: Adnkronos)

Calciomercato, interisti depressi e milanisti euforici. Ma attenzione a sognare "sotto l'ombrellone"

A Milano come nei luoghi di vacanza è già tempo di derby, quest'anno tutto all'insegna delle nuove proprietà cinesi. Ma mentre i rossoneri spendono, comprano e autorizzano i propri tifosi a pensare in grande, i nerazzurri di Suning, pur ritenuti più solidi e autorevoli, finora hanno deluso le aspettative. Siamo a fine luglio e il campionato inizierà il weekend del 20 agosto. Chi riderà a conti fatti? 


C'era un tempo, assai lontano per la verità, in cui i tifosi milanisti, forti dei loro successi soprattutto nelle coppe, si divertivano a irridere i rivali nerazzurri. Ricordiamo bene come iniziava quel coro intonato sull'aria di "Stessa spiaggia stesso mare" (celebre successo di Edoardo Vianello, 1962): "Luglio, agosto, interista, sogna sotto l'ombrellone...". Il testo riadattato era piuttosto divertente e diceva di prossimi scudetti e coppe sognati in tempo di vacanze estive dai fan del Biscione, autorizzati dalle costose campagne acquisti morattiane; sogni che regolarmente finivano infranti alla prova del campo: "...ma a settembre il campionato inizierà, e come l'anno anno scorso e come l'anno prima il nostro chiacchierone continuerà a sognare quel tricolore che non vincerà". Anni lontani, sonoramente interrotti, peraltro, dall'epopea di successi culminata con l'ancora ineguagliato Triplete. 

Quel coro, che nei derby appagava molto le truppe del Diavolo e aggravava le già conclamate patologie epatiche di molti irriducibili della Beneamata, ci torna alla mente oggi, in un contesto completamente diverso. Non sappiamo,  ad ora, se le parti siano destinate a invertirsi, né quali saranno i risultati del calcio milanese nei prossimi mesi, né se il campionato italiano vivrà un equilibrio diverso da quello consolidato nelle ultime stagioni, con la Juve imprendibile davanti e dietro le regine del Centro-Sud, Roma e Napoli, ad accontentarsi di piazzamenti di alto livello ma senza scettro. Registriamo però umori opposti sulle due sponde del Naviglio, a fronte di campagne acquisti profondamente differenti.

E dire che tra le due proprietà cinesi del pallone meneghino l'ultima arrivata, quella che ha raccolto la pesante eredità di Silvio Berlusconi, sembrava quella meno convincente. Si è arrivati al famoso "closing" al termine una lunga e tormentata telenovela, fatta di annunci, retromarce, garanzie che non arrivavano e - diciamolo pure - più di un sospetto sulla limpidezza degli acquirenti. Alla fine tra fondi lontani e prestiti, su cui i vertici del calcio italiano hanno messo la mano sul fuoco, c'è stato l'happy end. Società acquisita e subito mercato boom, con un esborso immediato di oltre 200 milioni di euro, destinati a diventare 300 entro il 31 agosto. Roba che neanche Real Madrid e Manchester United. Il colpo più eclatante è stato l'acquisto di Leonardo Bonucci dalla Juve, abbandonata dal difensore tra le polemiche e le scorie di Cardiff.

Così i tifosi rossoneri, intristiti dagli ultimi anni di mediocrità, dopo aver sorriso a denti stretti per la supercoppa italiana conquistata a Doha contro la banda di Allegri e il sesto posto in campionato valso i preliminari di Europa League contro i temibili romeni dell'Universitatea Craiova, sono tornati a gonfiare il petto, a sottoscrivere gli abbonamenti (un cimento per pochi intimi nella storia recente), insomma, a sognare.

Dall'altra parte della barricata ambrosiana, invece, si sogna molto meno, sia sotto l'ombrellone sia nell'afa metropolitana. Eppure i cinesi più forti e titolati erano, e crediamo siano tuttora, quelli che sono diventati proprietari dell'Fc Internazionale. L'impero Suning della famiglia Zhang è una realtà impressionante per potenza economica e commerciale che sta investendo nel calcio e non solo, in patria come all'estero, con una determinazione da lasciare di stucco. Ecco, questa condizione, oltre agli annunci e i propositi di grandeur espressi e ribaditi alle orecchie della tifoseria interista globale, avevano autorizzato tutti all'attesa di una campagna acquisti faraonica, volta a riportare il club ai vertici prima italiani quindi internazionali. 

Archiviata una stagione imbarazzante e persino incommentabile, si è partiti con la ricerca del nuovo condottiero della panchina. Conte, ritenuto il migliore su piazza, era il primo obiettivo, seguito dall'ex Simeone, che però non si sarebbe mosso da Madrid. Il terzo della lista ristretta dei tecnici top era Luciano Spalletti, ottimo a Roma nonostante la spinosa vicenda Totti. E Spalletti è stato. Un brillante il tecnico di Certaldo, oltre che bravo a detta pressoché unanime. E brillante è stata la sua presentazione alla stampa, assai convincente. Dopo il mister buono erano attesi i colpi buoni per rivoluzionare una rosa ritenuta dai più lacunosa e inadeguata, tecnicamente quanto moralmente.

Ecco, al di là dei limiti del fair play finanziario che hanno imposto una partenza lenta (fino al 30 giugno), finora la sorpresa è che si è visto ben poco con tutto il rispetto per il giovane difensore Skriniar, per il navigato centrocampista Valero e per il compagno di reparto in viola di quest'ultimo, Vecino. Per il resto è stato, ed è, uno stillicidio di inseguimenti andati a vuoto, voci, smentite, affari possibili e tentativi impossibili. Oltretutto si registrano problemi anche in uscita, con offerte piuttosto scarse per gli esuberi, anche di qualità, della variegata compagine interista. Insomma si va avanti adagio adagio, a 25 giorni dalla prima di serie A. Gli ottimisti dicono che si viaggia "a fari spenti", i pessimisti prevedono che finirà male "ancora una volta".

Appunto qui si parla di tifosi, in fin dei conti il vero motore del calcio. Senza di loro hai voglia a dare pedate a una sfera e a offrire e chiedere danaro...

Gli interisti sono divisi, ma non in parti equilibrate questa volta. I fedelissimi, i lealisti, i fiduciosi, sono una minoranza, agguerrita e orgogliosa, ma sempre minoranza. Mentre i critici, gli scettici, i delusi, sono assai più numerosi e si stanno facendo sentire, quando con la costanza della pentola di fagioli sul fuoco, quando mediante lampi di incontrollato furore catastrofista.

Difficile prevedere chi avrà avuto ragione, se i devoti seguaci degli Zhang e dei loro esecutori Sabatini e Ausilio o le schiere depresse da troppi insuccessi e da troppo pochi motivi tangibili di speranza.

Nell'attesa, per i milanesi è tempo, o quasi, di ombrellone. Già, quell'ombrellone sotto cui, tanti anni fa, sognavano vanamente i "chiacchieroni" interisti. Ora è il turno dei cugini, felici e sereni sdraiati sul loro lettino, pure pensando al fratellone di Donnarumma che prende un milione all'anno.

Occhio alle nemesi storiche però, perché, "a settembre il campionato inizierà". Quest'anno anche dieci giorni prima...

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Vaccini, Gallera: "Il balletto del governo può creare confusione. A settembre in Lombardia un tavolo per una campagna informativa mirata"

L'assessore al Welfare della giunta Maroni ha partecipato a un tavola rotonda sul discusso tema: "E' strategico puntare su formazione e informazione di pediatri e famiglie". L'intervista - (VIDEO)


"A settembre avvierò i lavori di un tavolo con tutti i soggetti coinvolti al fine di costruire una campagna di comunicazione ad hoc" sulle vaccinazioni, "per realizzare materiale video e cartaceo da distribuire negli studi dei pediatri, negli ambulatori degli ospedali, nei consultori e negli studi dei ginecologi. Insomma in maniera capillare su tutto il territorio lombardo". Lo annuncia l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, a Palazzo Lombardia a margine della tavola rotonda 'Prevenzione vaccinale e tutela della salute, la visione di Regione Lombardia', organizzata venerdì 21 luglio da The European House Ambrosetti.

"Il confronto avuto oggi con i sindacati, le società scientifiche dei pediatri e le associazioni dei pazienti - sottolinea l'assessore - è stato molto positivo perché tutti insieme abbiamo messo al centro la necessità, accanto all'obbligo vaccinale" previsto dal decreto Lorenzin approvato ieri dal Senato per la conversione in legge, "di formare e informare i pediatri e le famiglie sull'importanza e sicurezza dei vaccini".

Gallera accoglie con favore "il fatto che il Senato abbia approvato il decreto vaccini, migliorandolo positivamente". Tuttavia "registro - aggiunge - che il balletto messo in scena dal Governo sul numero di vaccini obbligatori potrebbe creare confusione e far passare un messaggio errato, cioè che solo alcuni vaccini siano importanti e necessari e altri no. Il rischio è che alcuni vaccini previsti nel Patto per la salute e nel piano vaccinale non siano considerati fondamentali e strategici per la salute della comunità".

L'obiettivo della creazione di un tavolo che coinvolga tutti gli stakeholder del mondo della prevenzione vaccinale, "con una grande responsabilizzazione di tutti i soggetti", è quello di "riportare le coperture ai livelli ottimali e raggiungere l'obiettivo del 95%" a garanzia della cosiddetta 'immunità di gregge'. Durante la tavola rotonda, promossa da The European House Ambrosetti con il supporto incondizionato di Msd, si è infatti ricordato che "anche in Lombardia negli ultimi anni è stato registrato un calo delle coperture vaccinali", benché i valori di copertura siano "nella maggior parte dei casi superiori alla media nazionale", rilevano gli esperti.

Per la vaccinazione Mpr (morbillo, parotite e rosolia), ad esempio, "la Lombardia presenta il tasso di copertura a 24 mesi più elevato rispetto al resto del Paese, pari al 93,3%, contro una copertura media dell'Italia pari all'87,2%, molto lontana dal 95% indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità e dal Piano nazionale della prevenzione vaccinale". La Lombardia è comunque "al di sotto del livello di copertura raggiunto nel 2011 (94,6%), il più alto degli ultimi 6 anni". Quanto alla vaccinazione anti-poliomielite, "nel 2016 la copertura a 24 mesi in Lombardia è scesa ancora, confermando il trend degli ultimi anni e attestandosi al 92,8% (-3,9 punti percentuali rispetto al 2011), al di sotto della copertura media dell'Italia pari al 93,3% (-2,8 punti percentuali rispetto al 2011)".

La Lombardia si colloca "al di sotto della media italiana anche per quanto riguarda il tasso di copertura a 24 mesi della vaccinazione antipneumococcica (85,7% verso 88,4%)".

"La riduzione delle coperture ha anche interessato le nuove vaccinazioni", riferiscono ancora gli addetti ai lavori: "Nel 2015 in Lombardia la copertura per l'anti-Hpv relativa alla coorte delle dodicenni nate nel 2002 e vaccinate con ciclo completo è stata pari al 68,5%, contro il 79,1% della coorte del 2001 (-10,6 punti percentuali)". E a livello nazionale, per l'anti-Papillomavirus si è passati dal 70,0% della coorte 2001 al 64,6% della coorte 2002 (-5,4 punti percentuali).

Gli specialisti evidenziano che "il tumore al collo dell'utero, di cui l'Hpv è responsabile nel 70% dei casi, rimane il quinto tipo di cancro più diffuso tra le donne di età inferiore ai 50 anni. In Italia colpisce ogni anno oltre 2.200 donne e nel 2013 ha causato circa 437 decessi". Per questo "il vaccino anti-Hpv assume un ruolo fondamentale nella prevenzione di questo e di tutta una serie di tumori (della vulva e della vagina, anale, del pene, testa-collo), anche nei maschi, che registrano nella maggior parte dei casi tassi di sopravvivenza a 5 anni molto bassi, inferiori al 50%".

L'incontro di oggi a Palazzo Lombardia ha riunito i principali attori del sistema di prevenzione vaccinale lombardo. Fra i temi al centro del dibattito: digitalizzazione delle informazioni, integrazione delle anagrafi vaccinali, utilizzo degli strumenti social e di nuove App. In generale, è emersa "la necessità di attuare un piano di azioni concreto per attuare completamente il ridisegno organizzativo in merito alla presa in carico dalla prevenzione vaccinale, seco n do quanto stabilito dalla Legge 23 del 2015, e per migliorare il dialogo con i cittadini e gli operatori sanitari".

Le ferie, un diritto irrinunciabile del lavoratore

Tutti i dettagli spiegati dall'avvocato Davide Pollastro, giuslavorista milanese esperto della materia del lavoro



Le ferie sono un diritto irrinunciabile del lavoratore, vediamo quali sono le regole che governano questo delicato tema, cercando di dare un contributo a tutti quei lavoratori che si trovano in particolari situazioni senza sapere come muoversi. 

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