updated 2:19 PM CEST, Jul 27, 2017

Famiglie italiane in crisi, un altro brutto segnale: aumentano i prestiti

A giugno, in particolare, c'è stato un incremento delle richieste pari a +2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma, al contempo, si è rafforzato anche il trend di crescita degli importi medi richiesti, che si sono attestati a 9.234 euro (+7,8%). Tutti i dati del fenomeno dalla ricerca del Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc di Crif


Il primo semestre dell'anno si è concluso con una crescita dell'1,5% delle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane rispetto allo stesso periodo del 2016. E' quanto risulta in base alle consultazioni effettuate sul Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc di Crif.

A giugno, in particolare, c'è stato un incremento delle richieste pari a +2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma, al contempo, si è rafforzato anche il trend di crescita degli importi medi richiesti, che si sono attestati a 9.234 euro (+7,8% rispetto a giugno 2016).

Il primo semestre, spiega il Crif, è stato spinto dal comparto dei prestiti personali (+4,0%), a cui si contrappone un leggero calo dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre), che ha fatto segnare una contrazione del -0,6% rispetto al corrispondente semestre del 2016, che aveva però registrato un picco di richieste.

Per altro, continua il report, il dato di giugno conferma la tendenza in atto a partire dal 2016 di una maggiore vivacità per la componente dei prestiti personali rispetto ai prestiti finalizzati. Nello specifico, a giugno le richieste di prestiti personali sono cresciute del +6,2% mentre quelle di prestiti finalizzati hanno segnato un -0,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Nel primo semestre c'è stato anche l’incremento dell’importo medio dei prestiti richiesti che, nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati, si assesta a 9.178 euro (+6,5% rispetto allo stesso semestre 2016). L’incremento relativo al solo mese di giugno risulta pari a +7,8%, consolidando il recupero rispetto ai valori pre-crisi, come si evince anche dal grafico seguente.

Il dato semestrale dell’importo medio richiesto relativamente ai prestiti finalizzati è stato pari a 6.030 euro, con una crescita del +9,0% rispetto al 2016. Anche i prestiti personali registrano un incremento dell’importo medio richiesto (+3,8%) che si attesta a 12.921 euro.

Concentrandosi sulla distribuzione delle richieste di prestiti da parte delle famiglie per fascia di importo, il rapporto del Crif mostra come nei primi 6 mesi dell’anno la classe inferiore ai 5.000 euro sia stata quella preponderante, con una quota pari al 45,5% del totale.

Nel dettaglio delle diverse tipologie di finanziamento, i prestiti finalizzati sono il vero aggregatore di offerte nella fascia fino a 5.000 Euro, con il 61,9% delle richieste, mentre le interrogazioni relative ai prestiti personali risultano maggiormente uniformi nelle classi fino a 20.000 Euro (25,8% del totale nella prima classe, 26,8% in quella tra 5.001 e 10.000 Euro, 28,8% in quella tra 10.001 e 20.000 Euro).

L’analisi della distribuzione per durata, si legge ancora, conferma che nel primo semestre la classe di durata superiore ai 5 anni è stata quella in cui si è concentrato il maggior numero di richieste di prestito, con una quota pari al 25,1% del totale, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016.

Al contrario si evidenzia una contrazione della classe di durata inferiore ai 12 mesi, che passa dal 17,4% al 16,0% del totale, in continuo calo nelle ultime rilevazioni.

Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, nei primi sei mesi dell’anno le richieste si sono concentrate per il 26,7% nella classe di durata inferiore ai 12 mesi ma complessivamente si registra un allungamento delle durate anche per questa tipologia di finanziamento, in linea con la dinamica che caratterizza le richieste di prestiti personali, che si stanno indirizzando sempre di più nella fascia di durata superiore ai 5 anni (44,0% sul totale).

Osservando, infine, la distribuzione delle interrogazioni in relazione all’età del richiedente, l’ultimo aggiornamento del Barometro Crif evidenzia come nel primo semestre 2017 sia stata la fascia compresa tra i 45 e i 54 anni ad essere quella prevalente, con una quota pari al 25,6% del totale, seguita a breve distanza da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 23,7%.

Si segnala però una crescita di +0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente dell’incidenza delle classi di età superiori ai 55 anni.

Relativamente ai prestiti finalizzati, in cui hanno un peso particolarmente significativo gli acquisti di auto/moto ed elettronica di consumo, si segnala una crescita di 1 punto percentuale per le richieste da parte di consumatori di età superiore a 55 anni.

(Fonte: Adnkronos)

Lombardia tra autonomia e innovazione: per il referendum si voterà col tablet

La Regione ha firmato un contratto da 23 milioni di euro per l'acquisto di 24mila dispositivi (costo 23 milioni di euro) destinati agli 8mila seggi che saranno allestiti per la consultazione popolare del 22 ottobre prossimo. Il governatore Maroni: "Un investimento e non una spesa, perché gli strumenti resteranno in dotazione alle scuole". Ecco come funzionerà il voto elettronico


Regione Lombardia ha firmato un contratto da 23 milioni di euro per l'acquisto di 24mila tablet destinati agli 8000 seggi che saranno allestiti per il referendum per l'Autonomia della Lombardia, che si svolgerà il 22 ottobre prossimo. Lo annuncia il presidente Roberto Maroni, evidenziando che si tratta di "un investimento e non una spesa, perché gli strumenti resteranno in dotazione alle scuole. E' un contratto di acquisto, da parte della Regione, dei tablet e dei software, gli strumenti per la sicurezza: restano a noi e abbiamo già deciso di lasciarli in comodato gratuito alle scuole sedi di seggio, fino alla successiva consultazione. Cambiando i software potranno utilizzarli per le attività didattiche".

"Abbiamo poi firmato l'accordo con il Ministero, con le Prefetture, che metteranno a disposizione i seggi elettorali e le forze armate per la sicurezza ai seggi - prosegue Maroni - a noi competono altre cose, come le tessere elettorali, per esempio. E' un accordo che mi soddisfa e che apre la strada a questa forte innovazione".

"Ho deciso che il voto sarà elettronico nel 100% dei seggi: quindi non ci sarà carta, ne' matite copiative, che spero metteremo in archivio per sempre. I seggi apriranno alle 7 del mattino, alle 23 si chiudono e alle 23.05 avremo i risultati - spiega il presidente Maroni -: quante persone sono andate a votare, quanti hanno votato Si', quanti hanno votato No e quante sono schede bianche".

Lo schermo riprodurrà il quesito e tre caselle con 'Si'?, 'No' e 'Bianca': toccando una delle tre caselle, comparirà la croce - con la possibilita' di cambiare idea e toccare un'altra casella -, poi la scritta 'Vota', premendo la quale sarà come aver depositato la scheda nell'urna. E' previsto un sistema di sicurezza, che garantisce l'anonimato: non viene registrato il minuto in cui una persona vota, in modo che non si sappia come ha votato chi lo ha fatto in un determinato minuto.

Sicurezza, immigrazione, welfare: quante preoccupazioni per milanesi e lombardi. L'incontro di Daniela Reho con i cittadini

La nostra intervista alla presidente dell'associazione Motore Metropolitano, esponente di Forza Italia aderente a Noi Repubblicani Popolo Sovrano. Per lei due ore di confronto, in una calda serata di fine luglio, con decine di persone che hanno esposto problemi, proteste, proposte, speranze sulla vita di tutti i giorni. Lo sguardo verso le prossime scadenze politiche e d elettorali - (VIDEO)

Calciomercato, interisti depressi e milanisti euforici. Ma attenzione a sognare "sotto l'ombrellone"

A Milano come nei luoghi di vacanza è già tempo di derby, quest'anno tutto all'insegna delle nuove proprietà cinesi. Ma mentre i rossoneri spendono, comprano e autorizzano i propri tifosi a pensare in grande, i nerazzurri di Suning, pur ritenuti più solidi e autorevoli, finora hanno deluso le aspettative. Siamo a fine luglio e il campionato inizierà il weekend del 20 agosto. Chi riderà a conti fatti? 


C'era un tempo, assai lontano per la verità, in cui i tifosi milanisti, forti dei loro successi soprattutto nelle coppe, si divertivano a irridere i rivali nerazzurri. Ricordiamo bene come iniziava quel coro intonato sull'aria di "Stessa spiaggia stesso mare" (celebre successo di Edoardo Vianello, 1962): "Luglio, agosto, interista, sogna sotto l'ombrellone...". Il testo riadattato era piuttosto divertente e diceva di prossimi scudetti e coppe sognati in tempo di vacanze estive dai fan del Biscione, autorizzati dalle costose campagne acquisti morattiane; sogni che regolarmente finivano infranti alla prova del campo: "...ma a settembre il campionato inizierà, e come l'anno anno scorso e come l'anno prima il nostro chiacchierone continuerà a sognare quel tricolore che non vincerà". Anni lontani, sonoramente interrotti, peraltro, dall'epopea di successi culminata con l'ancora ineguagliato Triplete. 

Quel coro, che nei derby appagava molto le truppe del Diavolo e aggravava le già conclamate patologie epatiche di molti irriducibili della Beneamata, ci torna alla mente oggi, in un contesto completamente diverso. Non sappiamo,  ad ora, se le parti siano destinate a invertirsi, né quali saranno i risultati del calcio milanese nei prossimi mesi, né se il campionato italiano vivrà un equilibrio diverso da quello consolidato nelle ultime stagioni, con la Juve imprendibile davanti e dietro le regine del Centro-Sud, Roma e Napoli, ad accontentarsi di piazzamenti di alto livello ma senza scettro. Registriamo però umori opposti sulle due sponde del Naviglio, a fronte di campagne acquisti profondamente differenti.

E dire che tra le due proprietà cinesi del pallone meneghino l'ultima arrivata, quella che ha raccolto la pesante eredità di Silvio Berlusconi, sembrava quella meno convincente. Si è arrivati al famoso "closing" al termine una lunga e tormentata telenovela, fatta di annunci, retromarce, garanzie che non arrivavano e - diciamolo pure - più di un sospetto sulla limpidezza degli acquirenti. Alla fine tra fondi lontani e prestiti, su cui i vertici del calcio italiano hanno messo la mano sul fuoco, c'è stato l'happy end. Società acquisita e subito mercato boom, con un esborso immediato di oltre 200 milioni di euro, destinati a diventare 300 entro il 31 agosto. Roba che neanche Real Madrid e Manchester United. Il colpo più eclatante è stato l'acquisto di Leonardo Bonucci dalla Juve, abbandonata dal difensore tra le polemiche e le scorie di Cardiff.

Così i tifosi rossoneri, intristiti dagli ultimi anni di mediocrità, dopo aver sorriso a denti stretti per la supercoppa italiana conquistata a Doha contro la banda di Allegri e il sesto posto in campionato valso i preliminari di Europa League contro i temibili romeni dell'Universitatea Craiova, sono tornati a gonfiare il petto, a sottoscrivere gli abbonamenti (un cimento per pochi intimi nella storia recente), insomma, a sognare.

Dall'altra parte della barricata ambrosiana, invece, si sogna molto meno, sia sotto l'ombrellone sia nell'afa metropolitana. Eppure i cinesi più forti e titolati erano, e crediamo siano tuttora, quelli che sono diventati proprietari dell'Fc Internazionale. L'impero Suning della famiglia Zhang è una realtà impressionante per potenza economica e commerciale che sta investendo nel calcio e non solo, in patria come all'estero, con una determinazione da lasciare di stucco. Ecco, questa condizione, oltre agli annunci e i propositi di grandeur espressi e ribaditi alle orecchie della tifoseria interista globale, avevano autorizzato tutti all'attesa di una campagna acquisti faraonica, volta a riportare il club ai vertici prima italiani quindi internazionali. 

Archiviata una stagione imbarazzante e persino incommentabile, si è partiti con la ricerca del nuovo condottiero della panchina. Conte, ritenuto il migliore su piazza, era il primo obiettivo, seguito dall'ex Simeone, che però non si sarebbe mosso da Madrid. Il terzo della lista ristretta dei tecnici top era Luciano Spalletti, ottimo a Roma nonostante la spinosa vicenda Totti. E Spalletti è stato. Un brillante il tecnico di Certaldo, oltre che bravo a detta pressoché unanime. E brillante è stata la sua presentazione alla stampa, assai convincente. Dopo il mister buono erano attesi i colpi buoni per rivoluzionare una rosa ritenuta dai più lacunosa e inadeguata, tecnicamente quanto moralmente.

Ecco, al di là dei limiti del fair play finanziario che hanno imposto una partenza lenta (fino al 30 giugno), finora la sorpresa è che si è visto ben poco con tutto il rispetto per il giovane difensore Skriniar, per il navigato centrocampista Valero e per il compagno di reparto in viola di quest'ultimo, Vecino. Per il resto è stato, ed è, uno stillicidio di inseguimenti andati a vuoto, voci, smentite, affari possibili e tentativi impossibili. Oltretutto si registrano problemi anche in uscita, con offerte piuttosto scarse per gli esuberi, anche di qualità, della variegata compagine interista. Insomma si va avanti adagio adagio, a 25 giorni dalla prima di serie A. Gli ottimisti dicono che si viaggia "a fari spenti", i pessimisti prevedono che finirà male "ancora una volta".

Appunto qui si parla di tifosi, in fin dei conti il vero motore del calcio. Senza di loro hai voglia a dare pedate a una sfera e a offrire e chiedere danaro...

Gli interisti sono divisi, ma non in parti equilibrate questa volta. I fedelissimi, i lealisti, i fiduciosi, sono una minoranza, agguerrita e orgogliosa, ma sempre minoranza. Mentre i critici, gli scettici, i delusi, sono assai più numerosi e si stanno facendo sentire, quando con la costanza della pentola di fagioli sul fuoco, quando mediante lampi di incontrollato furore catastrofista.

Difficile prevedere chi avrà avuto ragione, se i devoti seguaci degli Zhang e dei loro esecutori Sabatini e Ausilio o le schiere depresse da troppi insuccessi e da troppo pochi motivi tangibili di speranza.

Nell'attesa, per i milanesi è tempo, o quasi, di ombrellone. Già, quell'ombrellone sotto cui, tanti anni fa, sognavano vanamente i "chiacchieroni" interisti. Ora è il turno dei cugini, felici e sereni sdraiati sul loro lettino, pure pensando al fratellone di Donnarumma che prende un milione all'anno.

Occhio alle nemesi storiche però, perché, "a settembre il campionato inizierà". Quest'anno anche dieci giorni prima...

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Vaccini, Gallera: "Il balletto del governo può creare confusione. A settembre in Lombardia un tavolo per una campagna informativa mirata"

L'assessore al Welfare della giunta Maroni ha partecipato a un tavola rotonda sul discusso tema: "E' strategico puntare su formazione e informazione di pediatri e famiglie". L'intervista - (VIDEO)


"A settembre avvierò i lavori di un tavolo con tutti i soggetti coinvolti al fine di costruire una campagna di comunicazione ad hoc" sulle vaccinazioni, "per realizzare materiale video e cartaceo da distribuire negli studi dei pediatri, negli ambulatori degli ospedali, nei consultori e negli studi dei ginecologi. Insomma in maniera capillare su tutto il territorio lombardo". Lo annuncia l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, a Palazzo Lombardia a margine della tavola rotonda 'Prevenzione vaccinale e tutela della salute, la visione di Regione Lombardia', organizzata venerdì 21 luglio da The European House Ambrosetti.

"Il confronto avuto oggi con i sindacati, le società scientifiche dei pediatri e le associazioni dei pazienti - sottolinea l'assessore - è stato molto positivo perché tutti insieme abbiamo messo al centro la necessità, accanto all'obbligo vaccinale" previsto dal decreto Lorenzin approvato ieri dal Senato per la conversione in legge, "di formare e informare i pediatri e le famiglie sull'importanza e sicurezza dei vaccini".

Gallera accoglie con favore "il fatto che il Senato abbia approvato il decreto vaccini, migliorandolo positivamente". Tuttavia "registro - aggiunge - che il balletto messo in scena dal Governo sul numero di vaccini obbligatori potrebbe creare confusione e far passare un messaggio errato, cioè che solo alcuni vaccini siano importanti e necessari e altri no. Il rischio è che alcuni vaccini previsti nel Patto per la salute e nel piano vaccinale non siano considerati fondamentali e strategici per la salute della comunità".

L'obiettivo della creazione di un tavolo che coinvolga tutti gli stakeholder del mondo della prevenzione vaccinale, "con una grande responsabilizzazione di tutti i soggetti", è quello di "riportare le coperture ai livelli ottimali e raggiungere l'obiettivo del 95%" a garanzia della cosiddetta 'immunità di gregge'. Durante la tavola rotonda, promossa da The European House Ambrosetti con il supporto incondizionato di Msd, si è infatti ricordato che "anche in Lombardia negli ultimi anni è stato registrato un calo delle coperture vaccinali", benché i valori di copertura siano "nella maggior parte dei casi superiori alla media nazionale", rilevano gli esperti.

Per la vaccinazione Mpr (morbillo, parotite e rosolia), ad esempio, "la Lombardia presenta il tasso di copertura a 24 mesi più elevato rispetto al resto del Paese, pari al 93,3%, contro una copertura media dell'Italia pari all'87,2%, molto lontana dal 95% indicato dall'Organizzazione mondiale della sanità e dal Piano nazionale della prevenzione vaccinale". La Lombardia è comunque "al di sotto del livello di copertura raggiunto nel 2011 (94,6%), il più alto degli ultimi 6 anni". Quanto alla vaccinazione anti-poliomielite, "nel 2016 la copertura a 24 mesi in Lombardia è scesa ancora, confermando il trend degli ultimi anni e attestandosi al 92,8% (-3,9 punti percentuali rispetto al 2011), al di sotto della copertura media dell'Italia pari al 93,3% (-2,8 punti percentuali rispetto al 2011)".

La Lombardia si colloca "al di sotto della media italiana anche per quanto riguarda il tasso di copertura a 24 mesi della vaccinazione antipneumococcica (85,7% verso 88,4%)".

"La riduzione delle coperture ha anche interessato le nuove vaccinazioni", riferiscono ancora gli addetti ai lavori: "Nel 2015 in Lombardia la copertura per l'anti-Hpv relativa alla coorte delle dodicenni nate nel 2002 e vaccinate con ciclo completo è stata pari al 68,5%, contro il 79,1% della coorte del 2001 (-10,6 punti percentuali)". E a livello nazionale, per l'anti-Papillomavirus si è passati dal 70,0% della coorte 2001 al 64,6% della coorte 2002 (-5,4 punti percentuali).

Gli specialisti evidenziano che "il tumore al collo dell'utero, di cui l'Hpv è responsabile nel 70% dei casi, rimane il quinto tipo di cancro più diffuso tra le donne di età inferiore ai 50 anni. In Italia colpisce ogni anno oltre 2.200 donne e nel 2013 ha causato circa 437 decessi". Per questo "il vaccino anti-Hpv assume un ruolo fondamentale nella prevenzione di questo e di tutta una serie di tumori (della vulva e della vagina, anale, del pene, testa-collo), anche nei maschi, che registrano nella maggior parte dei casi tassi di sopravvivenza a 5 anni molto bassi, inferiori al 50%".

L'incontro di oggi a Palazzo Lombardia ha riunito i principali attori del sistema di prevenzione vaccinale lombardo. Fra i temi al centro del dibattito: digitalizzazione delle informazioni, integrazione delle anagrafi vaccinali, utilizzo degli strumenti social e di nuove App. In generale, è emersa "la necessità di attuare un piano di azioni concreto per attuare completamente il ridisegno organizzativo in merito alla presa in carico dalla prevenzione vaccinale, seco n do quanto stabilito dalla Legge 23 del 2015, e per migliorare il dialogo con i cittadini e gli operatori sanitari".

Tutela del paesaggio, intesa governo-Regione Lombardia. Parla il sottosegretario Borletti Buitoni

L'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile e la rappresentante del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo il Protocollo d'Intesa per il Piano paesaggistico regionale. La nostra intervista - (VIDEO)


"La sottoscrizione di questo Protocollo e' il punto di arrivo di un'attivita' di collaborazione fra gli uffici regionali ed il Ministero che costituisce la condizione per proseguire nel percorso di condivisione istituzionale sui contenuti del Piano paesaggistico lombardo in adeguamento al Codice dei beni culturali e del paesaggio. Sono onorata che anche il sottosegretario Borletti Buitoni abbia riconosciuto la specificita' e il contenuto innovativo del nostro modello". Cosi' l'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, Claudia Terzi, ha commentato la sottoscrizione con il sottosegretario del Mibact, Ilaria Borletti Buitoni, del Protocollo d'Intesa per il Piano paesaggistico regionale, avvenuta oggi a Palazzo Lombardia.

OBIETTIVI E FINALITA' - "L'accordo tra Regione Lombardia e il Mibact (Ministero dei Beni e delle Attivita' culturali e del Turismo) - ha ricordato Terzi - e' finalizzato a valorizzare le ricchezze uniche del territorio lombardo tramite l'elaborazione congiunta di regole per tutelare e valorizzare il paesaggio mediante un quadro di norme chiare ed efficaci che permettano di rendere piu' semplici le procedure di autorizzazione paesaggistica per gli interventi in aree vincolate". 

L'APPLICATIVO INFORMATICO MAPEL - "La proficua collaborazione tra le istituzioni - ha sottolineato l'assessore lombardo - ha gia' avuto un primo significativo momento con l'adozione, anche da parte della Soprintendenza, dell'applicativo informatico Mapel, che abbiamo messo a disposizione di tutti i soggetti: Comuni, Province, Parchi, Comunita' Montane, per il caricamento delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate. Cio' ha permesso la completa dematerializzazione degli atti - ha precisato Terzi -: ben 45.000 dal 2014 ad oggi, con un enorme risparmio di tempo, carta e oneri amministrativi". 

ULTERIORE PASSO AVANTI - "Il Protocollo di oggi rappresenta un altro importante passaggio - ha proseguito l'assessore regionale - perche' attiva la collaborazione che ci consentira' di procedere all'aggiornamento del Piano paesaggistico regionale vigente, lo strumento fondamentale di tutela e valorizzazione del nostro territorio. Il Piano, costruito in maniera condivisa, potra' essere riconosciuto adeguato al Codice del Paesaggio e sara' garanzia di una sempre piu' attenta pianificazione e cura del nostro patrimonio naturalistico e culturale". 

I NUMERI - "La nostra regione e' ricca di paesaggi, ma anche di vincoli, ben 891 - ha ammesso Terzi - e circa il 50 per cento del territorio assoggettato a tutela, con un patrimonio unico di laghi di fama mondiale, montagne, rete idrografica e siti Unesco. Con il recente riconoscimento delle mura venete di Bergamo, saliamo a 11 siti Unesco sui 53 a livello nazionale". 

STESSE TUTELE, MA GESTITE IN MODO NUOVO - "Il nuovo Piano - ha assicurato Terzi - ci consentira' di mantenere lo stesso livello di tutele, ma di gestirle in un modo nuovo, grazie all'introduzione di elementi innovativi che saranno fondamentali per l'attuazione del Piano stesso. Le parole d'ordine del Piano sono: efficacia nella tutela del paesaggio - ha spiegato l'assessore all'Ambiente - semplificazione della burocrazia e valorizzazione di un patrimonio unico a livello nazionale". LE NOVITA' - Tra le novita' introdotte dal Piano: la cartografia, sia conoscitiva sia di progetto, elaborata sulla base del Data Base Topografico aggiornato di Regione Lombardia in scala 1:10.000, contro il 1:300.000 del PPR vigente. Inoltre, i contenuti del Piano sono stati ridefiniti in coerenza con il Codice dei beni culturali. Il territorio regionale e' suddiviso in 57 ambiti paesaggistici omogenei, ambiti geografici di paesaggio, coerenti con gli ambiti territoriali omogeni della legge regionale sul consumo di suolo; tutti gli 891 vincoli, in Lombardia, sono ricondotti a sole 65 aggregazioni per i quali fornisce criteri di gestione omogenei, ricostruendo e semplificando la complessa stratificazione di tutele paesaggistiche vigenti. 

SNELLIMENTO AMMINISTRATIVO - "Al contempo - ha concluso l'assessore Terzi - accanto all'obiettivo primario di tutelare e valorizzare il paesaggio, il riconoscimento di conformita' al Codice da parte del Ministero del Piano Paesaggistico lombardo, consentira' di ridurre i tempi delle autorizzazioni paesaggistiche che in Lombardia sono circa 14.000 l'anno".

  • Pubblicato in Cultura

La Lombardia ricorda Paolo Borsellino a 25 anni dalla strage di via D'Amelio

Grande commozione a Palazzo Pirelli per la commemorazione del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992. Le riflessioni sul valore del suo sacrificio rimasto indelebile nella coscienza nazionale. Tutte le nostre interviste - (VIDEO)


“Quella strage è stato il punto più alto della potenza  della mafia contro lo Stato ma ha rappresentato anche un punto di svolta,  l’inizio di una presa di coscienza nazionale che ha portato poi alla sconfitta della piovra. Sta alle nostre coscienze oggi, e a tutti noi, portare avanti i valori che uomini come Paolo Borsellino ci hanno lasciato”. Così il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo ha aperto la cerimonia di commemorazione al 31esimo piano di Palazzo Pirelli, organizzato dalla Commissione regionale Antimafia, per ricordare i il 25esimo anniversario della strage di via D’Amelio, l’attentato mafioso nel quale persero la vita a Palermo, il 19 luglio del 1992, il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta.  Per Cattaneo “la strage ha aiutato anche noi in Lombardia a prendere coscienza di quanto fosse imponente la forza della mafia. Una mafia che allora pensavamo lontana dal nostro territorio ma che poi abbiamo imparato a capire che aveva già intaccato le regole della convivenza anche qui da noi. Questo ci ha fatto alzare la guardia e ci fa fatto più consapevoli e più capaci di resistere”.

Per il Presidente della Commissione Antimafia Gian Antonio Girelli “la commemorazione vuole sottolineare la volontà di tutta Regione Lombardia di essere presente nel dire no alla mafia e nel mettere in campo azioni di contrasto all’illegalità. Tanto è stato fatto, soprattutto nella consapevolezza e nella coscienza,  ma tanto resta ancora da fare. Momenti come questi servono per ribadire la volontà di esserci tutti assieme”. Alla commemorazione -  alle 16,58, nel momento esatto in cui 25 anni esplose a Palermo l’autobomba che uccise Borsellino e la sua scorta c’è stato un minuto di silenzio - hanno preso parte anche  don Virginio Colmegna,  il Sottosegretario di Regione Lombardia con delega alla Legalità Gustavo Cioppa, altre autorità civili e militari e tanti consiglieri regionali. Nel corso della manifestazione è intervenuto anche anche Nando Dalla Chiesa che ha presentato il suo libro “Una strage semplice”, un testo che ricostruisce il contesto in cui maturò la strage di Capaci e quella successiva di via D’Amelio. Ne è seguito un dibattito, moderato dal consigliere regionale del PD Fabio Pizzul.

Dimissioni Costa, Raffaele Cattaneo al Comizio: "Un segnale politico che condivido, unire i moderati nel centrodestra"

Il presidente del Consiglio regionale lombardo commenta ai nostri microfoni la decisione dell'esponente di Alternativa Popolare di lasciare la delega agli Affari Regionali: " Il giusto tentativo di ricostruire un’area di centro moderata deve però essere collocato con chiarezza dove stanno i popolari europei" - (VIDEO)


"Il segnale che Enrico Costa ha dato lo condivido. Il giusto tentativo di ricostruire un’area di centro moderata deve però essere collocato con chiarezza dove stanno i popolari europei, cioè nella coalizione moderna, nella coalizione di centrodestra. Deve essere, come dice Stefano Parisi, la quarta gamba del centrodestra, non un centrino indipendente e indifferente agli schieramenti perché così non è apprezzato dagli elettori e rischia di estinguersi per consunzione" ha detto Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale della Lombardia.

"Serve una forza autonoma, nuova, capace di aggregare tutta quella la diaspora di forze di centro, oggi una quindicina di sigle che stanno tra Forza Italia e il Pd, ma che viene collocata con chiarezza nell’area della famiglia dei popolari europei, moderata, alternativa alla sinistra e su questo non ci devono essere dubbi",  ha aggiunto Cattaneo.

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