updated 2:19 PM CEST, Jul 27, 2017

Famiglie italiane in crisi, un altro brutto segnale: aumentano i prestiti

A giugno, in particolare, c'è stato un incremento delle richieste pari a +2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma, al contempo, si è rafforzato anche il trend di crescita degli importi medi richiesti, che si sono attestati a 9.234 euro (+7,8%). Tutti i dati del fenomeno dalla ricerca del Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc di Crif


Il primo semestre dell'anno si è concluso con una crescita dell'1,5% delle richieste di prestiti da parte delle famiglie italiane rispetto allo stesso periodo del 2016. E' quanto risulta in base alle consultazioni effettuate sul Sistema di Informazioni Creditizie Eurisc di Crif.

A giugno, in particolare, c'è stato un incremento delle richieste pari a +2,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno ma, al contempo, si è rafforzato anche il trend di crescita degli importi medi richiesti, che si sono attestati a 9.234 euro (+7,8% rispetto a giugno 2016).

Il primo semestre, spiega il Crif, è stato spinto dal comparto dei prestiti personali (+4,0%), a cui si contrappone un leggero calo dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali autoveicoli, motocicli, articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, palestre), che ha fatto segnare una contrazione del -0,6% rispetto al corrispondente semestre del 2016, che aveva però registrato un picco di richieste.

Per altro, continua il report, il dato di giugno conferma la tendenza in atto a partire dal 2016 di una maggiore vivacità per la componente dei prestiti personali rispetto ai prestiti finalizzati. Nello specifico, a giugno le richieste di prestiti personali sono cresciute del +6,2% mentre quelle di prestiti finalizzati hanno segnato un -0,8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

Nel primo semestre c'è stato anche l’incremento dell’importo medio dei prestiti richiesti che, nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati, si assesta a 9.178 euro (+6,5% rispetto allo stesso semestre 2016). L’incremento relativo al solo mese di giugno risulta pari a +7,8%, consolidando il recupero rispetto ai valori pre-crisi, come si evince anche dal grafico seguente.

Il dato semestrale dell’importo medio richiesto relativamente ai prestiti finalizzati è stato pari a 6.030 euro, con una crescita del +9,0% rispetto al 2016. Anche i prestiti personali registrano un incremento dell’importo medio richiesto (+3,8%) che si attesta a 12.921 euro.

Concentrandosi sulla distribuzione delle richieste di prestiti da parte delle famiglie per fascia di importo, il rapporto del Crif mostra come nei primi 6 mesi dell’anno la classe inferiore ai 5.000 euro sia stata quella preponderante, con una quota pari al 45,5% del totale.

Nel dettaglio delle diverse tipologie di finanziamento, i prestiti finalizzati sono il vero aggregatore di offerte nella fascia fino a 5.000 Euro, con il 61,9% delle richieste, mentre le interrogazioni relative ai prestiti personali risultano maggiormente uniformi nelle classi fino a 20.000 Euro (25,8% del totale nella prima classe, 26,8% in quella tra 5.001 e 10.000 Euro, 28,8% in quella tra 10.001 e 20.000 Euro).

L’analisi della distribuzione per durata, si legge ancora, conferma che nel primo semestre la classe di durata superiore ai 5 anni è stata quella in cui si è concentrato il maggior numero di richieste di prestito, con una quota pari al 25,1% del totale, in aumento di 1,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2016.

Al contrario si evidenzia una contrazione della classe di durata inferiore ai 12 mesi, che passa dal 17,4% al 16,0% del totale, in continuo calo nelle ultime rilevazioni.

Per quanto riguarda i prestiti finalizzati, nei primi sei mesi dell’anno le richieste si sono concentrate per il 26,7% nella classe di durata inferiore ai 12 mesi ma complessivamente si registra un allungamento delle durate anche per questa tipologia di finanziamento, in linea con la dinamica che caratterizza le richieste di prestiti personali, che si stanno indirizzando sempre di più nella fascia di durata superiore ai 5 anni (44,0% sul totale).

Osservando, infine, la distribuzione delle interrogazioni in relazione all’età del richiedente, l’ultimo aggiornamento del Barometro Crif evidenzia come nel primo semestre 2017 sia stata la fascia compresa tra i 45 e i 54 anni ad essere quella prevalente, con una quota pari al 25,6% del totale, seguita a breve distanza da quella tra i 35 e i 44 anni, con il 23,7%.

Si segnala però una crescita di +0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente dell’incidenza delle classi di età superiori ai 55 anni.

Relativamente ai prestiti finalizzati, in cui hanno un peso particolarmente significativo gli acquisti di auto/moto ed elettronica di consumo, si segnala una crescita di 1 punto percentuale per le richieste da parte di consumatori di età superiore a 55 anni.

(Fonte: Adnkronos)

Tutela del paesaggio, intesa governo-Regione Lombardia. Parla il sottosegretario Borletti Buitoni

L'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile e la rappresentante del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo il Protocollo d'Intesa per il Piano paesaggistico regionale. La nostra intervista - (VIDEO)


"La sottoscrizione di questo Protocollo e' il punto di arrivo di un'attivita' di collaborazione fra gli uffici regionali ed il Ministero che costituisce la condizione per proseguire nel percorso di condivisione istituzionale sui contenuti del Piano paesaggistico lombardo in adeguamento al Codice dei beni culturali e del paesaggio. Sono onorata che anche il sottosegretario Borletti Buitoni abbia riconosciuto la specificita' e il contenuto innovativo del nostro modello". Cosi' l'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile di Regione Lombardia, Claudia Terzi, ha commentato la sottoscrizione con il sottosegretario del Mibact, Ilaria Borletti Buitoni, del Protocollo d'Intesa per il Piano paesaggistico regionale, avvenuta oggi a Palazzo Lombardia.

OBIETTIVI E FINALITA' - "L'accordo tra Regione Lombardia e il Mibact (Ministero dei Beni e delle Attivita' culturali e del Turismo) - ha ricordato Terzi - e' finalizzato a valorizzare le ricchezze uniche del territorio lombardo tramite l'elaborazione congiunta di regole per tutelare e valorizzare il paesaggio mediante un quadro di norme chiare ed efficaci che permettano di rendere piu' semplici le procedure di autorizzazione paesaggistica per gli interventi in aree vincolate". 

L'APPLICATIVO INFORMATICO MAPEL - "La proficua collaborazione tra le istituzioni - ha sottolineato l'assessore lombardo - ha gia' avuto un primo significativo momento con l'adozione, anche da parte della Soprintendenza, dell'applicativo informatico Mapel, che abbiamo messo a disposizione di tutti i soggetti: Comuni, Province, Parchi, Comunita' Montane, per il caricamento delle autorizzazioni paesaggistiche rilasciate. Cio' ha permesso la completa dematerializzazione degli atti - ha precisato Terzi -: ben 45.000 dal 2014 ad oggi, con un enorme risparmio di tempo, carta e oneri amministrativi". 

ULTERIORE PASSO AVANTI - "Il Protocollo di oggi rappresenta un altro importante passaggio - ha proseguito l'assessore regionale - perche' attiva la collaborazione che ci consentira' di procedere all'aggiornamento del Piano paesaggistico regionale vigente, lo strumento fondamentale di tutela e valorizzazione del nostro territorio. Il Piano, costruito in maniera condivisa, potra' essere riconosciuto adeguato al Codice del Paesaggio e sara' garanzia di una sempre piu' attenta pianificazione e cura del nostro patrimonio naturalistico e culturale". 

I NUMERI - "La nostra regione e' ricca di paesaggi, ma anche di vincoli, ben 891 - ha ammesso Terzi - e circa il 50 per cento del territorio assoggettato a tutela, con un patrimonio unico di laghi di fama mondiale, montagne, rete idrografica e siti Unesco. Con il recente riconoscimento delle mura venete di Bergamo, saliamo a 11 siti Unesco sui 53 a livello nazionale". 

STESSE TUTELE, MA GESTITE IN MODO NUOVO - "Il nuovo Piano - ha assicurato Terzi - ci consentira' di mantenere lo stesso livello di tutele, ma di gestirle in un modo nuovo, grazie all'introduzione di elementi innovativi che saranno fondamentali per l'attuazione del Piano stesso. Le parole d'ordine del Piano sono: efficacia nella tutela del paesaggio - ha spiegato l'assessore all'Ambiente - semplificazione della burocrazia e valorizzazione di un patrimonio unico a livello nazionale". LE NOVITA' - Tra le novita' introdotte dal Piano: la cartografia, sia conoscitiva sia di progetto, elaborata sulla base del Data Base Topografico aggiornato di Regione Lombardia in scala 1:10.000, contro il 1:300.000 del PPR vigente. Inoltre, i contenuti del Piano sono stati ridefiniti in coerenza con il Codice dei beni culturali. Il territorio regionale e' suddiviso in 57 ambiti paesaggistici omogenei, ambiti geografici di paesaggio, coerenti con gli ambiti territoriali omogeni della legge regionale sul consumo di suolo; tutti gli 891 vincoli, in Lombardia, sono ricondotti a sole 65 aggregazioni per i quali fornisce criteri di gestione omogenei, ricostruendo e semplificando la complessa stratificazione di tutele paesaggistiche vigenti. 

SNELLIMENTO AMMINISTRATIVO - "Al contempo - ha concluso l'assessore Terzi - accanto all'obiettivo primario di tutelare e valorizzare il paesaggio, il riconoscimento di conformita' al Codice da parte del Ministero del Piano Paesaggistico lombardo, consentira' di ridurre i tempi delle autorizzazioni paesaggistiche che in Lombardia sono circa 14.000 l'anno".

  • Pubblicato in Cultura

La Lombardia ricorda Paolo Borsellino a 25 anni dalla strage di via D'Amelio

Grande commozione a Palazzo Pirelli per la commemorazione del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992. Le riflessioni sul valore del suo sacrificio rimasto indelebile nella coscienza nazionale. Tutte le nostre interviste - (VIDEO)


“Quella strage è stato il punto più alto della potenza  della mafia contro lo Stato ma ha rappresentato anche un punto di svolta,  l’inizio di una presa di coscienza nazionale che ha portato poi alla sconfitta della piovra. Sta alle nostre coscienze oggi, e a tutti noi, portare avanti i valori che uomini come Paolo Borsellino ci hanno lasciato”. Così il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo ha aperto la cerimonia di commemorazione al 31esimo piano di Palazzo Pirelli, organizzato dalla Commissione regionale Antimafia, per ricordare i il 25esimo anniversario della strage di via D’Amelio, l’attentato mafioso nel quale persero la vita a Palermo, il 19 luglio del 1992, il magistrato Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta.  Per Cattaneo “la strage ha aiutato anche noi in Lombardia a prendere coscienza di quanto fosse imponente la forza della mafia. Una mafia che allora pensavamo lontana dal nostro territorio ma che poi abbiamo imparato a capire che aveva già intaccato le regole della convivenza anche qui da noi. Questo ci ha fatto alzare la guardia e ci fa fatto più consapevoli e più capaci di resistere”.

Per il Presidente della Commissione Antimafia Gian Antonio Girelli “la commemorazione vuole sottolineare la volontà di tutta Regione Lombardia di essere presente nel dire no alla mafia e nel mettere in campo azioni di contrasto all’illegalità. Tanto è stato fatto, soprattutto nella consapevolezza e nella coscienza,  ma tanto resta ancora da fare. Momenti come questi servono per ribadire la volontà di esserci tutti assieme”. Alla commemorazione -  alle 16,58, nel momento esatto in cui 25 anni esplose a Palermo l’autobomba che uccise Borsellino e la sua scorta c’è stato un minuto di silenzio - hanno preso parte anche  don Virginio Colmegna,  il Sottosegretario di Regione Lombardia con delega alla Legalità Gustavo Cioppa, altre autorità civili e militari e tanti consiglieri regionali. Nel corso della manifestazione è intervenuto anche anche Nando Dalla Chiesa che ha presentato il suo libro “Una strage semplice”, un testo che ricostruisce il contesto in cui maturò la strage di Capaci e quella successiva di via D’Amelio. Ne è seguito un dibattito, moderato dal consigliere regionale del PD Fabio Pizzul.

Dimissioni Costa, Raffaele Cattaneo al Comizio: "Un segnale politico che condivido, unire i moderati nel centrodestra"

Il presidente del Consiglio regionale lombardo commenta ai nostri microfoni la decisione dell'esponente di Alternativa Popolare di lasciare la delega agli Affari Regionali: " Il giusto tentativo di ricostruire un’area di centro moderata deve però essere collocato con chiarezza dove stanno i popolari europei" - (VIDEO)


"Il segnale che Enrico Costa ha dato lo condivido. Il giusto tentativo di ricostruire un’area di centro moderata deve però essere collocato con chiarezza dove stanno i popolari europei, cioè nella coalizione moderna, nella coalizione di centrodestra. Deve essere, come dice Stefano Parisi, la quarta gamba del centrodestra, non un centrino indipendente e indifferente agli schieramenti perché così non è apprezzato dagli elettori e rischia di estinguersi per consunzione" ha detto Raffaele Cattaneo, presidente del Consiglio regionale della Lombardia.

"Serve una forza autonoma, nuova, capace di aggregare tutta quella la diaspora di forze di centro, oggi una quindicina di sigle che stanno tra Forza Italia e il Pd, ma che viene collocata con chiarezza nell’area della famiglia dei popolari europei, moderata, alternativa alla sinistra e su questo non ci devono essere dubbi",  ha aggiunto Cattaneo.

Lo ius soli fa traballare il governo. Si dimette il ministro Enrico Costa

Il deputato di Area popolare, lascia la delega agli Affari Regionali, che sarà assunta ad interim dal premier Gentiloni. Da tempo era in disaccordo con l'esecutivo sulla cittadinanza i figli degli stranieri e sul processo penale: "Non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero". Alfano: "Dimissioni inevitabili e tardive". Si parla di un ritorno in Forza Italia con cui il parlamentare fu eletto nel 2013


Il ministro per gli Affari Regionali, Enrico Costa, ha presentato in data odierna le proprie dimissioni al presidente del Consiglio dei Ministri. Lo fa sapere la stesso ministro in una nota.

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, che ha ricevuto questa mattina la lettera di dimissioni, ringraziando Costa per il contributo dato all'esecutivo, assume l'interim degli Affari Regionali. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

 "Ho avuto un'occasione unica ed ho fatto un'esperienza bellissima, sempre con il massimo impegno. Ora faccio un passo indietro, perché le convinzioni vengono prima delle posizioni. A chi mi consiglia di mantenere comodamente il ruolo di governo, dando un colpo al cerchio ed uno alla botte, rispondo che non voglio equivoci, né ambiguità", afferma Costa nella lettera di dimissioni al presidente del Consiglio.

''Caro presidente - è l'incipit della lettera - ho manifestato nei giorni scorsi la convinzione che sia il momento di lavorare ad un programma politico di ampio respiro che riunisca quelle forze liberali che per decenni hanno incarnato aspirazioni, ideali, valori, interessi di milioni di italiani che hanno sempre respinto soluzioni estremistiche e demagogiche".

"Sono opinioni politiche del tutto naturali, per chi ha una storia politica come la mia - continua - In questi mesi ho anche espresso il dissenso su alcuni provvedimenti (ius soli, processo penale), motivando dettagliatamente le mie posizioni. C'è chi ha ritenuto queste opinioni fonte di pregiudizio per il governo, ma anche chi le ha apprezzate perché hanno portato una interessante dialettica".

"Tu, caro presidente, hai sempre rispettato le mie idee. Non mi hai mai imposto il paraocchi e non mi hai chiesto di rinunciare alle mie convinzioni - prosegue - Lo apprezzo moltissimo. Ma non posso far finta di non vedere la schiera di coloro che scorgono un conflitto tra il mio ruolo ed il mio pensiero. E siccome non voglio creare problemi al governo rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero".

"Allungherò la lista, peraltro cortissima, di ministri che si sono dimessi spontaneamente - conclude - Rassegno, pertanto, con la presente, le mie dimissioni dall'incarico di ministro per gli Affari Regionali. Un caro saluto ed un augurio di buon lavoro a te ed a tutti i membri del governo".

(Fonte: Adnkronos)

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