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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Quando vale la pena acquistare un'auto a GPL?

ll gas di petrolio liquefatto (GPL o Autogas), costituito da una miscela di butano e propano, è un'alternativa ai combustibili tradizionali, è più economico, fornisce emissioni leggermente inferiori e rende il motore meno sporco. Tuttavia, questi vantaggi non sono economici. In media, le auto che utilizzano il GPL sono circa 1.500 euro più costose rispetto ai modelli a benzina di equivalente fascia. E costano all'incirca lo stesso del diesel.


Prima di decidere di passare a questo carburante, si dovrebbe riflettere sulla convenienza. Va tenuto presente che, in ogni caso, si tratterà di un investimento di medio-lungo termine, poiché occorreranno diversi anni per ammortizzarlo, a seconda del chilometraggio che viene effettuato.
 

Il nuovo pasticcio delle etichette ambientali DGT

La guida più completa alla scelta del carburante per la tua nuova auto

I vantaggi del GPL

1. Minor costo per chilometro. Argomento principale. Al 1 settembre il prezzo del GPL era di circa 0,68 euro al litro, contro un prezzo medio della benzina di  1,37 euro  e un costo del gasolio di 1,26 euro. Pertanto, il costo della guida con questo gas è inferiore del 50% rispetto alla benzina e circa il 35% rispetto al diesel. Più chilometri si percorrono all'anno, prima verrà ammortizzato il supplemento e inizierà il risparmio.

Il numero di chilometri all'anno da cui si può considerare l'acquisto di un'auto a GPL dipende dal sovrapprezzo del modello in questione, ma generalmente inizia ad essere interessante intorno ai 12.000 chilometri. Oltre a contare il numero di chilometri, è conveniente  valutare il consumo di carburante della stessa auto con motore a benzina o diesel, maggiore è il consumo, maggiore sarà il risparmio se alimentata a GPL.

2.  Manutenzione più economica. L'usura meccanica su un'auto a GPL è notevolmente inferiore. La combustione è più pulita, produce meno rifiuti e anche il consumo di olio può essere più contenuto. Tuttavia, il GPL ha un effetto lubrificante inferiore rispetto ai combustibili tradizionali e, negli anni, può provocare corrosione nei tubi che trasportano il gas dal serbatoio al motore.

3.  Rispetto per l'ambiente. Il GPL è più ecologico, perché emette il 15% in meno di CO2 rispetto alla benzina, il diesel emette dal 5% al 10% in meno. Decisamente inferiori invece sono le emissioni di ossidi di azoto (NOx), che sono tra il 70% e il 90% inferiori a quelle delle auto diesel tradizionali, la forbice si riduce invece con le auto moderne alimentate anche con AdBlue. I veicoli a GPL ottengono l'etichetta ECO dalla DGT, che si traduce in vantaggi come una riduzione del 75% della tassa di circolazione, la possibilità di guidare senza restrizioni in scenari in cui vengono bloccati i veicoli più inquinanti.

Il maggior potenziale ecologico del GPL è quello di essere un carburante green, è ottenuto come sottoprodotto nei processi di raffinazione del petrolio e quindi, la sua produzione non genera emissioni aggiuntive.

4.  Fornisce una maggiore autonomia. Un'auto a GPL incorpora due serbatoi, uno per la benzina e l'altro per il gas, potendo circolare con entrambi, l'autonomia in chilometri fornita dalla somma di entrambi può essere maggiore di quella di un'auto convenzionale, sebbene anche questo dipenda dal modello di auto, dalla sua efficienza e dalle dimensioni dei suoi serbatoi.

Gli svantaggi del GPL

1.  Sottrarre spazio nel bagagliaio o eliminare la ruota di scorta. Le auto a GPL necessitano di un serbatoio aggiuntivo per immagazzinare questo carburante, il che causa una perdita di spazio per i bagagli o, più comunemente, elimina la ruota di scorta.

2.  La rete di rifornimento è ancora limitata. Le stazioni di servizio che vendono GPL non sono molte. Inoltre, la distribuzione è irregolare a seconda del territorio. Il rifornimento, invece, non è particolarmente conveniente, perché richiede l'inserimento e la rimozione di un adattatore che deve essere posizionato sull'ugello del serbatoio ad ogni rifornimento, ed inoltre azionare contemporaneamente la pistola di caricamento e un pulsante sulla lancia, una manovra che non può essere effettuata in autonomia. 

Adatta la tua auto al GPL

Sebbene sempre più produttori di auto includano il GPL come opzione di motorizzazione, non tutte le case madri considerano questo carburante e quindi non producono modelli ibridi, GPL/BENZINA. Se, nonostante tutto, non si vuole rinunciare a questa tecnologia, c'è sempre la possibilità di adattare l'auto dopo l'acquisto. La trasformazione deve essere sempre eseguita in un'officina specializzata e su una vettura con motore a benzina. Il suo prezzo parte dai 1.200 euro.

Il metano è lo stesso?

Il gas naturale compresso (CNG) meglio conosciuto come Metano, ha poco a che fare con il GPL, anche se entrambi sono gas. Il Metano proviene da serbatoi naturali il che significa che per estrarlo vengono generate emissioni nocive, ma una volta ottenuto è molto più ecologico del GPL, che è pur sempre gas proveniente da petrolio sporco o poco raffinato.

Quindi, una volta in macchina, riduce le emissioni di CO2, rispetto a benzina e diesel, e migliora anche l'inquinamento da NOx, anche rispetto ad entrambi i combustibili tradizionali. E mantiene i vantaggi economici, perché è anche più economico, intorno a 0,9 euro al chilo (sì, il metano si misura in chili, non in litri) e ogni unità di volume tende a fornire più autonomia del GPL, perché ha maggiore potenziale energetico. In altre parole, con un chilo di metano si percorrono più Km che con un litro di GPL.  Le successive trasformazioni di veicoli in ibridi a metano sono sconsigliate, e quasi nessuna officina le esegue, a causa della maggiore complessità tecnica dei serbatoi.

Clima, buone notizie: l'agenzia Ue per l'ambiente dice che le emissioni nel 2019 sono scese del 4% rispetto all'anno precedente

"La tendenza al ribasso riflette la forte e costante crescita delle energie rinnovabili in Europa e lʼabbandono del carbone"


Nel 2019 le emissioni di gas serra nell'Ue sono diminuite del 4% rispetto al 2018, e del 24% sul 1990 (26% se si include il Regno Unito). E' quanto emerge dai dati preliminari sulle emissioni 2019 dell'Agenzia europea per l'ambiente. Se confermata, sarebbe la diminuzione più significativa in 10 anni, e risulterebbe già superato l'obiettivo Ue di riduzione delle emissioni del 20%, rispetto ai livelli del 1990, entro il 2020.

La tendenza al ribasso, scrive in una nota l'agenzia, riflette la forte e costante crescita delle energie rinnovabili in Europa e l'abbandono del carbone, motivato in particolare dall'aumento dei prezzi delle emissioni di carbonio nel mercato.

Il calo si è verificato in un periodo di crescita economica e "dimostra che è chiaramente possibile raggiungere obiettivi di riduzione più ambiziosi entro il 2030, aprendo la strada alla neutralità climatica dell'Ue entro il 2050". In un altro dossier, l'Aea conferma che l'Ue sta raggiungendo i suoi obiettivi per eliminare gradualmente le sostanze che riducono lo strato di ozono. Nel 2019, per il settimo anno consecutivo, l'Ue ha distrutto o esportato più sostanze dannose per l'ozono di quante ne ha prodotto o importato. 

Disastro Ferrari, parla Montezemolo. Anzi no: "Meglio tacere". Cosa è successo nel folle Gp di Monza: Gasly trionfa a sorpresa, l'incubo rosso e la penalizzazione di Hamilton

Il Gran Premio d'Italia a Monza ha offerto uno spettacolo ricco di imprevisti e colpi di scena, suggellando la prima vittoria in F.1 di Pierre Gasly, sull'AlphaTauri, nel giorno delle sviste dei big e della crisi della Ferrari, con entrambi i suoi piloti ritirati: Sebastian Vettel per un guasto all'impianto frenante e Charles Leclerc per un'uscita di pista a forte velocità alla Parabolica. Puniti Lewis Hamilton e Antonio Giovinazzi per un ingresso "proibito" ai box


La Ferrari si spacca: Leclerc si riduce lo stipendio del 25%, Vettel dice  no - Eurosport

Per chi vuole bene alla Ferrari, e io gliene voglio molto, questo è il momento in cui è meglio tacere". Lo dice Luca di Montezemolo, al telefono con l'ANSA, all'indomani dell'ennesimo disastro delle Rosse nella stagione della Formula 1, al Gp di Monza. Per l'ex presidente di Maranello e' anche il momento di "sperare, alla vigila del millesimo gran premio, che come è successo alcune volte in passato, la Ferrari sia in grado di fare affidamento alle sue capacità, per superare momenti difficili come questo".

Pierre Gasly, su AlphaTauri, ha vinto per un soffio il 71/o Gp d'Italia, sul circuito di Monza. Il francese ha preceduto lo spagnolo Carlos Sainz, a bordo di una McLaren. Fuori le Ferrari di Charles Leclerc, per incidente, e di Sebastian Vettel, per un problema ai freni.

Gasly, alla prima vittoria in carriera, ha preceduto sul traguardo del Gp d'Italia, oltre a Carlos Sainz junior, il canadese Lance Stroll su Racing Point, terzo. Quarto Lando Norris su McLaren, quinto il finlandese Valtteri Bottas su Mercedes. La Renault di Daniel Ricciardo ha ottenuto la sesta piazza, la Mercedes di Lewis Hamilton si è collocata al settimo posto, dopo una rimonta in seguito alla penalizzazione di 10" con partenza dai box.

"La Ferrari è molto difficile da guidare, ho dato il massimo ma ho fatto un errore. Non so se ho chiesto troppo alla macchina, forse, ma ho preso il muro". E' amaro Charles Leclerc dopo l'incidente alla Parabolica che lo ha costretto al ritiro al Gran Premio di Monza. Settimana prossima la Ferrari festeggerà le 1000 gare al Mugello. "Sulla carta è un circuito migliore per noi - aggiunge Leclerc a Sky -, ora ho qualche giorno per recuperare dalla botta. Sto bene? Più o meno".

Gara pazza a Monza. 
Il francese Pierre Gasly guida dopo 44 dei 53 giri, inseguito dallo spagnolo Carlos Sainz. Lewis Hamilton è 12/o, ma in grande rimonta dopo la penalizzazione di 10" e il rientro a box. L'iridato su Mercedes punta a questo punto a rientrare nelle posizioni, in modo da intascare qualche punto. Le Ferrari sono fuori. L'ultimo ritiro è quello di Max Verstappen, fermato da un problema alla 'power-unit'.

Seconda partenza per il Gp d'Italia, a Monza, con Lewis Hamilton che dovrà rientrare ai box entro tre giri per scontare la penalizzazione di 10" e le due Ferrari fuori per diversi motivi. La gara era stata interrotta al 27/o giro ed è rimasta ferma per una ventina di minuti.

Il Gp d'Italia, a Monza, è ancora fermo: bandiera rossa dopo il brutto incidente a Charles Leclerc. Si attende il nuovo via della corsa, al rientro Lewis Hamilton dovrà scontare 10" di penalità per essere entrato in pit-lane quando non si poteva. Le due Ferrari ritirate.

"E' stato un weekend da incubo, peggiore del previsto. Meglio che non ci siano i tifosi a guardarci". E' durissimo Sebastian Vettel, costretto al ritiro all'ottavo giro per un guasto ai freni della Ferrari nel Gran Premio di Monza. "Tenere la testa alta è difficile - spiega il quattro volte campione del mondo a Sky -, ma cerchiamo un finale di stagione degno".

Dopo Giovinazzi anche Lewis Hamilton è stato penalizzato dai giudici, al Gp d'Italia, a Monza. Il britannico è stato punito per l'ingresso ai box con la pit-lane chiusa.

Lewis Hamilton è sotto investigazione per non aver rispettato la bandiera rossa: i commissari verificheranno, anche se l'iridato rischia la squalifica. Dal replay non si nota nulla al momento del transito della Mercedes in pit-lane. Stesso discorso per Giovinazzi, cui sono stati inflitti 10" di penalità. Safety car in pista al giro n.23 del Gp di Monza.

Brutto incidente per Charles Leclerc al 25/o giro del Gp di Monza. Gran botta per la Ferrari e per il monegasco, che è uscito con le proprie gambe dall'abitacolo. Caos in pista, bandiera rossa e monoposto ai box prima della ripartenza.

Sebastian Vettel è rientrato ai box e si ritira dal Gp d'Italia, a Monza, dopo che sulla sua vettura si è sono notate delle fiamme. Probabilmente c'è stato un problema al sistema frenante della Ferrari nel corso del sesto giro. Il tedesco, che si mise in luce proprio a Monza nel 2008, conclude mestamente l'ultimo Gp a Monza da pilota del Cavallino rampante. 

Lewis Hamilton scatta subito in testa al 71/o Gp d'Italia, che si disputa sulla pista di Monza. Il britannico della Mercedes, che è partito per la 44/a volta in carriera dalla pole, ha preso subito la testa della gara: ottimo spunto al via delle McLaren di Carlos Sainz e di Lando Norris che hanno scavalcato la Mercedes di Valtteri Bottas. Le vetture dovranno percorrere i 5.793 metri del circuito per 53 volte.

 

(Fonte: Ansa)

Traffico, le date critiche e le strade più complicate dell'esodo estivo. Occhio a quel bollino nero!

Iniziata a rilento, tra lockdown e parziali aperture, l'estate degli italiani sembra prendere il via da questa settimana. Bollino rosso domani e domenica, ma già da stasera via ai primi incolonnamenti. Secondo il piano dei servizi per l'esodo estivo 2020 di Viabilità Italia la giornata peggiore sarà l'8 agosto per chi dovrà spostarsi sulle strade e autostrade italiane in direzione Sud


Giornata da bollino nero sulle autostrade italiane il prossimo otto agosto. E' quanto prevdde il Piano dei servizi per lïesodo estivo 2020 di Viabilità Italia. I dati di traffico riferiti a questi ultimi due mesi hanno suggerito di contrassegnare con il "bollino rosso" i fine settimana del 24 - 26 luglio e del 31 luglio - 2 agosto prossimi. Il fine settimana del 7 - 9 agosto è quello in cui si prevedono i maggiori volumi di traffico, con una previsione di criticità da bollino nero per la mattina di sabato 8 agosto. 
   

I dati di traffico riferiti a questi ultimi due mesi hanno invece suggerito di contrassegnare con il 'bollino rosso' i fine settimana del 24 - 26 luglio e del 31 luglio - 2 agosto prossimi. Il fine settimana del 7 - 9 agosto e' quello in cui si prevedono i maggiori volumi di traffico.

Viabilità Italia segnala anche che il tratto della A10 tra Genova e Ventimiglia, quello della A12 tra Genova e Viareggio e della A15 tra Parma e La Spezia sono tra le direttrici che saranno maggiormente interessate dai flussi di traffico turistico nelle prossime settimane.

Viabilita' Italia segnala anche la A22, lungo l'intera tratta e in particolare in prossimita' delle uscite per le localita' di montagna; A4, in uscita da Milano, tra Sommacampagna e lïallacciamento con la A22, tra Padova e Quarto dïAltino, e piu' generalmente lungo lïintero tratto veneto e friulano fino alla Barriera di Lisert; A6 tra Torino e Savona; A8/A9, in prossimita' del confine di Stato con la Svizzera.

Sara' molto trafficata anche la A1, tra Piacenza e il bivio con la A15, nel nodo bolognese e in quello fiorentino, tra Roma e Cassino e tra Caserta e lïallacciamento con la A30; A3, tra Napoli e Salerno; A14, tra Bologna e Cattolica e tra Ancona e Vasto; A30 tra lïallacciamento con la A1 e il raccordo Salerno-Avellino; A23, in prossimita' del confine di Stato con lïAustria dallïintersezione con la A4.

Le Prefetture hanno inoltre elaborato piani di intervento e di gestione delle emergenze che prevedono da un lato il presidio h24 in punti strategici di mezzi di soccorso meccanico e sanitario, dallïaltro un rafforzamento dei servizi di polizia stradale e di protezione civile, sia lungo gli itinerari autostradali principali che lungo la viabilita' ordinaria alternativa, dove opereranno le forze di polizia.

 

 

Auto, a maggio calo del 52,3% delle immatricolazioni in Europa: "Dati catastrofici. Recupero spontaneo impensabile, privati e aziende non possono spendere"

Brusca frenata nonostante l'allentamento delle misure anti-Covid in diverse nazioni. La Spagna registra il declino maggiore nell'area Ue: -72,7%. In Italia la discesa è stata del 49,6% a 99.711 unità.  Fca perde il 57%. Lo rende noto l'Acea, l'associazione dei costruttori europei. Il Centro Studi Promotor, sostiene che non sia pensabile "un rapido recupero spontaneo perché la ripresa delle attività economiche dopo la quarantena è lenta, l’economia è stata colpita pesantemente, la capacità di spesa dei privati e delle aziende ha subito forti contrazioni, interi comparti della domanda di auto sono in profonda crisi, come, ad esempio, quello del noleggio a breve termine"


Mercato auto, a novembre vendite in calo del 6,3%. Crolla il ...

A maggio, in piena pandemia crollano le immatricolazioni di autovetture in Europa, con un calo del 52,3% rispetto allo stesso mese del 2019. Lo comunica Acea, l'associazione dei costruttori europei evidenziando come nonostante un allentamento delle misure di lockdown legate al Covid-19 in molti paesi il mese scorso il numero di autovetture nuove vendute in tutta l'Unione Europea sia sceso ad appena 581.161 autovetture dalle 1.217.259 unità di maggio 2019 .

Cali a due cifre sono stati registrati in ciascuno dei 27 mercati dell'Ue il mese scorso, anche se meno 'drammatici' rispetto ad aprile (mese di lockdown praticamente totale). La Spagna ha visto il più grande calo tra i quattro principali mercati dell'UE (-72,7%), mentre le vendite sono diminuite di circa la metà in Francia (-50,3%), Italia (-49,6%) e Germania (-49,5%). Il calo è ancora più forte se ai dati Ue si aggiungono i paesi Efta e il Regno Unito: le vendite scendono su base annua del 57,2% a 558.502 unità contro 1.305.755 di maggio 2019.

Da gennaio a maggio 2020, la domanda dell'UE di nuove autovetture si è contratta del 41,5%, dopo tre mesi di declino senza precedenti in tutta la regione. Nei primi cinque mesi le immatricolazioni di automobili sono scese del 54,2% in Spagna, del 50,4% in Italia e del 48,5% in Francia. La contrazione del mercato tedesco è stata leggermente meno grave, con le registrazioni in calo del 35,0% nei primi cinque mesi del 2020.

FCA - Per quanto riguarda Fiat Chrysler Automobiles nel mese ha raggiunto una quota del 7,1%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto all’anno scorso. Sui principali mercati, a maggio in Germania Fiat Chrysler Automobiles, e Fiat in particolare, con il programma commerciale ‘Di più’ hanno raggiunto la quota più alta dall’aprile: Fca ottiene una quota del 5,7% (+2,2 punti percentuali) e 5,1% per Fiat in crescita di 2,1 punti percentuali. Anche nel Regno Unito, Fca incrementa la quota di 0,2 punti percentuali ottenendo il 2,3% del mercato. Infine, positivo risultato in Polonia dove Fca incrementa la quota di 0,2 punti percentuali e ottenendo il 3,7%.
Nel dettaglio dei brand, a maggio, Jeep ottiene un risultato migliore rispetto alla media del mercato e aumenta quindi la propria quota (1,2%, +0,1 punti percentuali) mentre sono agli stessi livelli di quota Fiat (5,2%, +0,1 punti percentuali), Alfa Romeo (0,3%) e Lancia (0,4%). Nei primi cinque mesi dell’anno Fiat Chrysler Automobiles ha ottenuto una quota del 5,7%. In merito ai brand, Fiat raggiunge una quota del 4,1%, Jeep dello 0,9%, Lancia dello 0,4% e Alfa Romeo dello 0,3%. In particolare, in Germania Fca ha raggiunto il 3,6% di quota, in crescita di 0,3 punti percentuali. Bene anche Fiat: 3%, +0,3 punti percentuali.

Ztl, parcheggi, pedaggi: cosa cambia a giugno nelle città italiane

Stanno per finire i piccoli vantaggi per gli automobilisti, lievi consolazioni nella terribile fase dell'emergenza coronavirus. Rassegna stampa: un articolo che aiuta a chiarire cosa ci attende in materia di mobilità privata nelle principali città. Zone a traffico limitato, aree interne ed esterne, pedonalizzazioni notturne, strisce blu: la situazione alla luce delle nuove disposizioni dei comuni


Avanti, adagio. Ma anche nei centri urbani si sta tornando alla (quasi) normalità. Zone a traffico limitato e parcheggi a pagamento (strisce blu) riprendono a funzionare in maniera ordinaria con tempi differenti. Ecco com’è la situazione città per città.

MILANO

A Milano, dal 3 giugno saranno riaccese le telecamere che gestiscono e controllano gli accessi di tutte le Ztl, nonché le telecamere e i dissuasori mobili delle aree pedonali istituite all'interno della città. Restano derogati dal divieto di accesso nelle Zone a traffico limitato, fino a nuova norma, i veicoli utilizzati da medici, infermieri, farmacisti e tutti gli operatori sanitari. In considerazione degli attuali livelli di traffico, è stata decisa la proroga della sospensione di Area C fino al 14 giugno 2020 compreso, “quando il riavvio della disciplina si renderà necessario a contenere i crescenti livelli di congestione” come si legge nella nota ufficiale di Palazzo Marino. È stata prorogata anche la sospensione di Area B: in questo caso ogni decisione sulla data di ripristino è stata rimandata a un provvedimento successivo che terrà conto di vari dati. Per quanto riguarda la regolamentazione della sosta viene prorogata fino al 14 giugno compreso la sosta libera e gratuita negli spazi di sosta riservati ai residenti (le strisce gialle) e negli spazi di sosta a pagamento (le strisce blu) su tutto il territorio cittadino. Successivamente, a decorrere dal 15 giugno, la sosta resterà libera ma esclusivamente all'esterno della cerchia filotranviaria. All'interno, invece, viene ripristinata la sosta riservata ai residenti negli stalli contrassegnati dalla riga gialla e a pagamento sulle strisce blu.

TORINO 

Nella città della Mole è stata prorogata la sospensione della Ztl centrale sino al 30 agosto (eccezion fatta per l’area romana e quella del trasporto pubblico) mentre dal 3 giugno si torna a pagare per le strisce blu. Il comune ha pensato a una serie di agevolazioni per chi lascerà l’auto nei parcheggi in struttura: cioè carnet con tariffe giornaliere scontate (nei parking Porta Palazzo, Stati Uniti, Palestro, Emanuele Filiberto), abbonamenti settimanali (Galileo Ferraris, Bolzano, Vittorio) e prezzi speciali per i ticket settimanali e giornalieri (negli altri 16 parcheggi).

BOLOGNA

Bologna, la sospensione del pagamento era finita il 18 maggio ma dal 1° giugno sono cambiate le norme per accedere temporaneamente alla Ztl: sarà necessario acquistare i ticket elettronici (sul sito https://www.tper.it/, presso i punti T per o all'ufficio contrassegni di via San Donato 25) e non saranno più venduti titoli cartacei giornalieri o quadrigiornalieri. Nell’occasione è stato attivato un nuovo titolo di accesso al centro storico riservato ai soli titolari di un contrassegno “R” e “PA”, revocato perché associato a un veicolo con caratteristiche incompatibili alla Ztl ambientale. In particolare si tratta dei veicoli Euro 0 per il 2020, Euro 1 per il 2021, e così via per gli anni successivi. Il carnet, anche questo acquistabile online, comprende 36 accessi giornalieri che potranno essere liberamente utilizzati nel corso di un anno, a partire dalla data di acquisto.

FIRENZE

Infine, Firenze, dove non è stata mai sospesa la Ztl ma sono stati prorogati i permessi sino al 15 giugno e sospese le multe nei parcheggi. Tra qualche giorno, il punto della situazione.

ROMA

Nella capitale, i varchi di Trastevere, Tridente e Centro Storico resteranno aperti come durante il lockdown, quindi sino al 30 agosto non ci saranno problemi a entrare nella Ztl. Quanto ai parcheggi nelle strisce blu, fonte di grandi polemiche, ovviamente si conferma il pagamento in caso di utilizzo.

NAPOLI

Sotto il Vesuvio invece, grande novità: dal 6 giugno al 31 ottobre tre Ztl (Centro Antico, Mezzocannone e Piazza del Gesù) saranno convertite in aree pedonali dalle 19.00 alle 7.00 del mattino di ogni giorno della settimana. In più saranno istituite le aree pedonali dei Quartieri Spagnoli e di via Rodinò. A queste aree già deliberate si aggiungeranno successive proposte da parte delle Municipalità - sulla base della domanda e delle esigenze territoriali, di ulteriori spazi, strade, piazze e slarghi da poter destinare alle occupazioni di suolo pubblico. Da ieri, inoltre, non è più possibile sostare gratuitamente entro le strisce blu per le categorie esentate: pagano tutti.

BARI

Bari, dal 18 maggio, si è tornati al pre-lockdown: si possono rinnovare i permessi per la Ztl e bisogna pagare il parcheggio.

PALERMO

Infine, Palermo dove sulla riapertura della Ztl e sulle strisce blu è nata una bagarre politica non indifferente. La giunta, guidata dal sindaco Leoluca Orlando, aveva chiesto di tornare alla situazione normale già dal 18 maggio, ma è stato beffato dalla decisione del consiglio comunale, dove alcuni membri della sua maggioranza hanno votato contro. Risultato, stop prorogato al 31 luglio tra mille polemiche.

 

(Fonte. gazzetta.it)

Coronavirus, auto ferma? I consigli dell'Aci per batteria, gomme e veicoli elettrici

L’Automobile Club d'Italia ha stilato dei semplici consigli, che possono essere messi in pratica anche al tempo del Coronavirus, per non incorrere in spiacevoli sorprese al momento di girare la chiave di accensione. Si tratta di suggerimenti validi anche nel caso di una lunga inattività del veicolo per motivi indipendenti da emergenze come quella che stiamo vivendo


ACI - AUTOMOBILE CLUB VICENZA - Confartigianato Vicenza ...

#IORESTOACASA è l’imperativo per sopravvivere alla pandemia da Coronavirus. Un imperativo che costringe anche la maggior parte delle nostre auto a rimanere parcheggiate o chiuse in garage, da oltre un mese, senza distinzioni di categoria o cilindrata: dalle city-car alle potenti sportive, dai Suv alle cabriolet.

La preoccupazione di molti non è solo “quando tornerò a lavorare?” o “quest’estate potrò andare in vacanza al mare?”, ma anche: “cosa devo fare per mantenere l’auto ferma efficiente fino a quando si potrà tornare a circolare liberamente?”

Una lunga inattività, infatti, se da una parte fa risparmiare carburante, dall’altra può nuocere a batteria o pneumatici oppure creare problemi al riavvio del motore.
L’Automobile Club d’Italia ha stilato dei semplici consigli, che possono essere messi in pratica anche al tempo del Coronavirus, per non incorrere in spiacevoli sorprese al momento di girare la chiave di accensione. Si tratta di suggerimenti validi anche nel caso di una lunga inattività del veicolo per motivi indipendenti da emergenze come quella che stiamo vivendo.

Se da una parte è sempre fondamentale mantenere la propria auto in perfetta efficienza, sottoponendola ai controlli periodici e avvalendosi di officine autorizzate, dall’altra in caso di guasti improvvisi o accidentali si può fare affidamento sul soccorso stradale ACI 803116, disponibile 24 su 24, 365 giorni all’anno.
Dalle prime analisi risulta che sarà proprio l’automobile il mezzo più usato dagli italiani per andare in vacanza la prossima estate, quindi è bene iniziare da subito a riservare al nostro veicolo quelle piccole attenzioni in grado di assicurare un viaggio sicuro e sereno.

CONSIGLI ACI – QUANDO L’AUTO RIMANE FERMA A LUNGO


Batteria auto – Cosa fare per evitare che si scarichi?
In previsione di un fermo superiore alle 4 settimane:
● Utilizzare il veicolo almeno una volta ogni 7 o 14 giorni;
● Acquistare i dispositivi “salva batteria” o “mantieni batteria”;
● Scollegare, eventualmente, il polo negativo della batteria e isolarlo*.
*In questo caso consultare sempre il libretto d’istruzioni.

Pneumatici – Cosa fare per preservarli?In caso di soste superiori ai 2 mesi, utilizzare l’accortezza adottata anche per i veicoli storici: muovere di tanto in tanto il veicolo per evitare deformazioni dello pneumatico o sospenderlo sui cavalletti (se si dispone di un garage al chiuso).

Accorgimenti – Cosa fare appena messo in moto il veicolo?Le auto immatricolate negli ultimi anni possono essere riavviate senza accorgimenti particolari anche dopo essere state ferme per 1 mese. Finito questo periodo, in occasione dei controlli di manutenzione, si consiglia di effettuare un check-up completo del veicolo.

Auto elettriche – Cosa fare in caso di inutilizzo? Fare riferimento al libretto di manutenzione e verificare se:
● È presente una “elettronica” di controllo che può consumare corrente anche a veicolo spento;
● È prevista una modalità ‘sleep’ da attivare in caso di veicolo fermo.

Le batterie al litio non dovrebbero essere né troppo cariche né troppo scariche: meglio lasciare l’auto elettrica ferma con una carica intorno al 60-70%.
Nel caso di una lunga sosta, poi, indipendentemente dall’alimentazione, è bene coprire il veicolo con un telo idoneo ed attenersi a quanto prevede il libretto di uso e manutenzione in questi casi.

Coronavirus, il lockdown fa crollare i consumi. Turismo, auto, abbigliamento e calzature: i numeri del disastro

Consumi in picchiata del 31,7% a marzo rispetto allo stesso periodo del 2019 e per il primo trimestre di quest'anno si stima una riduzione tendenziale del 10,4%. E' quanto emerge dallo studio di Confcommercio sugli effetti del lockdown imposto per l'emergenza coronavirus. Un crollo che fa prevedere per il solo mese di aprile una contrazione del Pil del 13% a fronte di un calo tendenziale del -3,5% atteso per il primo trimestre 2020


 L'impatto del coronavirus sul turismo italiano. La mappa, regione ...

Crollano i consumi in Italia sotto la pressione dell'emergenza dettata dal nuovo coronavirus. Secondo il primo consuntivo sui consumi di marzo diffusi oggi da Confcommercio, per il primo trimestre dell’anno in corso l'Ufficio studi dell'associazione stima una riduzione dei consumi del 10,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il mese di marzo, evidenzia Confcommercio, è completamente responsabile della suddetta caduta (-31,7%).

"Siamo in presenza di dinamiche inedite sotto il profilo statistico-contabile, che esibiscono tassi di variazione negativi in doppia cifra non presenti nella memoria storica di qualunque analista". "Con qualche ritardo rispetto al depotenziamento repentino della domanda, la produzione si è adeguata. Fiducia e indici di attività produttiva sono crollati in marzo, sommandosi alla scomparsa della domanda per consumi" segnalano gli analisti di Confcommercio.

Confcommercio rileva che il crollo dei consumi del 31,7% è sintesi di un rallentamento nei primi 10 giorni del mese, quando non era ancora in atto la chiusura di gran parte delle attività, e di un sostanziale blocco della domanda, ad eccezione di alcune voci, nei giorni successivi. I più penalizzati sono risultati i servizi ed in particolare quelli relativi al tempo libero.

SANGALLI: "SERVE LIQUIDITÀ IMMEDIATA SENZA BUROCRAZIA" - "I dati di marzo confermano il crollo dei consumi e del fatturato delle imprese. Serve liquidità immediata senza burocrazia integrando le garanzie dello Stato con indennizzi e contributi a fondo perduto" scandisce il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. E "va pianificata attentamente la riapertura delle attività preparando i livelli sanitari, tecnologici e organizzativi perché il Paese appena possibile deve riaccendere i motori e ripartire in assoluta sicurezza".

CROLLO VENDITE FINO AL 100% IN ALCUNI SETTORI - L'emergenza coronavirus che ha colpito il nostro Paese ha fatto registrare un vero crollo delle vendite pari fino al 100% in alcuni settori del commercio. Stando al primo consuntivo sui consumi di marzo diffusi da Confcommercio, "purtroppo sono profili declinanti molto prossimi alla realtà: i dati 'veri' sull’accoglienza turistica (-95% degli stranieri a partire dall’ultima settimana di marzo), sulle immatricolazioni di auto (-82% nei confronti dei privati), sulle vendite di abbigliamento e calzature (attualmente -100% per la maggior parte delle aziende, precisamente quelle non attive su piattaforme virtuali)" danno uno spaccato della realtà italiana. Confcommercio inoltre stima che per i bar e la ristorazione il dato sia pari a -68% considerando anche le coraggiose attività di delivery presso il domicilio dei consumatori. Insomma, gli analisti di Confcommercio parlano di "sconcertante evidenza".

PRECIPITA PIL DI APRILE - Nei primi 4 mesi del 2020 il Pil è andato giù del 3,5%, stima Confcommercio, e ad aprile 2020 il Pil del nostro Paese precipita del 13%. "I provvedimenti delle autorità nazionali e internazionali non possono modificare il profilo delle perdite di prodotto. Possono, però, mitigare notevolmente le perdite di reddito disponibile connesse alla riduzione dell’attività, trasformandole in larga misura in deficit pubblico e quindi debito sovrano" sottolineano gli analisti dell'associazione.

INFLAZIONE - Quanto all'inflazione, "sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di aprile 2020 si stima una riduzione dello 0,6% in termini congiunturali e dello 0,7% nel confronto con lo stesso mese del 2019". "La caduta dei prezzi - commentano gli analisti di Confcommercio - riflette la riduzione registrata dagli energetici regolamentati e non, che cominciano a risentire della caduta del prezzo del petrolio, le cui quotazioni nominali in dollari sono tornate ai valori dei primi mesi del 2004".

OK LIQUIDITA' MA ANCHE 'TRASFERIMENTI A FONDO PERDUTO' - "La strada prevalente in Italia è la riduzione degli impatti della crisi attraverso la concessione di abbondante liquidità a costi molto esigui. Sarebbe opportuno affiancare a questi provvedimenti una serie di indennizzi proporzionali alle perdite (al netto delle imposte potenzialmente dovute) subite dagli imprenditori e dai lavoratori" evidenzia Confcommercio. "Senza lo strumento dei 'trasferimenti a fondo perduto' - argomenta la Confederazione - si corre il rischio che l’eccezionale liquidità non sarà realmente domandata, almeno dai soggetti più deboli, lasciando ferite permanenti nel tessuto produttivo e rendendo meno vivace la ripartenza".

"Il tema della ripresa quando l’Italia riaprirà è denso di incognite. Infatti, al termine dello scorso anno, non erano stati ancora recuperati i livelli di reddito disponibile e consumi - in termini reali - sperimentati nel 2007: le perdite ammontavano ancora rispettivamente a 1.700 e 800 euro per abitante. Insomma, detto senza giri di parole, oggi è necessario evitare che, dopo il coronavirus, la ricostruzione dei livelli di benessere economico, già depressi, del 2019, duri troppi anni" sottolinea Confcommercio avvertendo che "il rischio è la marginalizzazione strutturale del Paese rispetto alle dinamiche internazionali dell’integrazione, dell’innovazione tecnologica, della sostenibilità e, in definitiva, della crescita di lungo termine" e che "a pagarne il prezzo più alto sarebbero le generazioni più giovani".

 

 

 

 

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