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updated 1:35 PM UTC, Jun 3, 2020

Alleati, ma non a Milano. M5S, che attacco a Sala: "C'è chi piange per la crisi, ma ai dirigenti del Comune aumenti fino a 23mila euro annui". La denuncia dei consiglieri grillini contro Palazzo Marino

I consiglieri pentastellati milanesi Patrizia Bedori e Gianluca Corrado tuonano: "Un pessimo segnale di cui nessun giornale, nessun sindacato osa parlare. Uno schiaffo in faccia a tutti quei cittadini che fanno fatica. Difficile da capire per chi magari con figli piccoli da mantenere, si è visto negare 350 euro per fare la spesa"


"Non tutti a Milano piangono". Lo affermano i consiglieri comunali del Movimento 5 stelle, Patrizia Bedori e Gianluca Corrado, che con una nota ufficiale hanno denunciato aumenti "sostanziosi a tutti i dirigenti" di Palazzo Marino in piena emergenza Coronavirus. 

I due politici grillini non usano particolari giri di parole: "La crisi economica colpisce duro a Milano. Nonostante la retorica dell'andrà tutto bene il virus ha già chiuso decine di negozi, imprese e ristoranti - scrivono nel comunicato -. La riapertura del 18 maggio ha visto molte saracinesche abbassate, la realtà vede migliaia di cittadini alle prese con la disoccupazione e non solo". 

E ancora, in una triste ricostruzione di questi mesi di emergenza sanitario e sociale, come l'ha definita più volte anche lo stesso sindaco Beppe Sala: "Si affaccia anche la fame, come le 35mila domande giunte alla task force dei buoni spesa del Comune di Milano testimoniano con forza - sottolineano Bedori e Corrado -. Solo un terzo dei richiedenti hanno ricevuto i buoni spesa, molte le difficoltà e la confusione sui requisiti come filtra dagli uffici coinvolti in via Larga". 

"Eppure non tutti, a Milano, piangono. Sull'albo pretorio del Comune spiccano alcuni aumenti, sostanziosi, a tutti i dirigenti del Comune di Milano, fino a 23.000 euro annui - rendono noto i due grillini -. A cascata aumenti economici a stipendi per dirigenti che già oggi guadagnano dai 77.000 ai 145.000 euro lordi annui". Nulla di illegale, chiaramente, ma - evidenziano i consiglieri del Movimento cinque stelle - "un pessimo segnale di cui nessun giornale, nessun sindacato osa parlare. Uno schiaffo in faccia a tutti quei cittadini che fanno fatica. Difficile da capire per chi - concludono i due - magari con figli piccoli da mantenere, si è visto negare 350 euro per fare la spesa". 

 

 

(Fonte: Milano Today)

In Lombardia il 22% degli immigrati presenti in Italia, la metà sono a Milano. L'analisi del fenomeno nel dettagliato rapporto Cisl

Presentato il dossier 2017 del sindacato cattolico alla presenza dell'assessore alle Politiche Sociali della Giunta Sala, Pierfrancesco Majorino. La nostra intervista a Gianfranco Valenti del Centro Studi e Ricerche IDOS - (VIDEO)


 

In base ai dati Istat, i residenti stranieri in Lombardia al 31 dicembre 2016 sono 1.139.463, pari al 22,6% degli stranieri residenti in Italia. Nel corso dell’anno, il loro numero è diminuito dello 0,8%, circa 10mila unità in meno, superando il dato negativo del 2015 (-0,3%). Le uniche province che nel corso del 2016 hanno registrato un aumento sono state quelle di Pavia (+2,7%), Sondrio (+0,8%) e Milano (+0,1%); mentre in tutte le altre i valori sono stati negativi, in particolare in provincia di Bergamo (-3,3%).

In regione Milano si conferma la provincia più attrattiva con 446.923 stranieri residenti, il 39,2% del totale regionale e l’8,9% di quello nazionale. Seguono le province di Brescia (158.585 residenti stranieri), Bergamo (121.252), Varese (74.740), Monza e Brianza (73.921), Pavia (60.431), Mantova (51.535), Como (48.164), Cremona (41.159), Lecco (26.986), Lodi (26.477) e Sondrio (9.290). L’incidenza dei residenti stranieri sul totale della popolazione regionale è pari all’11,4% (in linea con i valori degli ultimi tre anni). A livello provinciale, Milano registra la percentuale d’incidenza maggiore (13,9%), seguita da Brescia (12,6%), Mantova (12,5%), Lodi e Cremona (entrambe 11,5%); mentre nelle altre province i valori sono inferiori alla media regionale (Pavia 11,0%, Bergamo 10,9%, Monza e Brianza 8,5%, Varese 8,4%, Como e Lecco 8,0%, ed infine Sondrio 5,1%).

Tra gli stranieri residenti, le donne sono più degli uomini (51,4%). Analizzando la suddivisione per fasce di età, inoltre, si conferma la consistenza della componente attiva e dei giovani: il 23,2% dei residenti stranieri è infatti minorenne, il 40,0% ha meno di 30 anni e una grande maggioranza (74,7%) ha meno di 45 anni (solo il 3,2% ha 65 anni e più). Nel corso del 2016, sono nati 17.784 bambini da genitori entrambi stranieri. Di questi, oltre un terzo è nato in provincia di Milano (6.471), seguita da quelle di Brescia (2.679), Bergamo (2.140), Monza e Brianza (1.165) e Varese (1.066), mentre nelle altre province i nati stranieri non hanno superato le mille unità. Nello stesso anno gli iscritti in anagrafe dall’estero sono stati 47.446 (ossia il 18,0% del totale nazionale), di questi il 34,7% si è trasferito in provincia di Milano.

Ammontano invece a 54.374 i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana (nel 2015 erano 45.883, nel 2008 poco più di un quinto del numero attuale), si tratta di una cifra record che corrisponde a oltre un quarto (27,0%) delle acquisizioni avvenute complessivamente in Italia e che pone la Lombardia al primo posto tra le regioni per numero di “nuovi” italiani residenti. Più della metà delle acquisizioni (62,1%) sono state registrate nelle tre province di Milano (15.572), Brescia (9.376) e Bergamo (8.799), quest’ultima segna anche l’aumento sull’anno più consistente (+76,8%).

Tra il 2008 e il 2016 circa 230mila stranieri sono diventati cittadini italiani. Analizzando le aree di provenienza degli stranieri, il continente più rappresentato resta quello europeo con 439.084 residenti, il 38,5% del totale (media nazionale 51,7%). Tra gli europei il 51,8% è cittadino comunitario e in particolare della Romania, che da sola rappresenta il 73,8% delle presenze Ue. Al secondo posto si colloca il continente africano con 283.078 residenti (il 24,8% del totale), seguito da quello asiatico con 276.214 residenti (24,2%), quindi a distanza quello americano con 140.667 residenti (12,3% del totale regionale, di cui il 98,2% proveniente dall’America Latina) e infine l’Oceania con 344 persone.

Considerando più nel dettaglio le singole comunità, quella più numerosa rimane la romena che con 167.891 residenti incide per il 14,7% sul totale. Seguono, sostanzialmente in linea con il passato, quella marocchina (96.234 residenti) e albanese (95.102), a distanza quella egiziana (76.667), comunità fortemente concentrata in Lombardia (il 68,0% degli egiziani presenti in Italia risiede infatti in regione, in particolare nella provincia di Milano), quindi quella cinese (64.283 residenti, di cui 57,4% concentrato nella provincia di Milano), filippina (57.817, concentrata per l’83,7% sempre nella provincia del capoluogo), ucraina (52.386), indiana (47.743, presente in particolare nelle province di Brescia e Bergamo), peruviana (43.727) ed ecuadoriana (38.529). Rispetto a queste ultime due comunità la Lombardia concentra poco meno della metà (rispettivamente il 44,1% e il 46,4%) dei residenti complessivi registrati a livello nazionale (per la gran parte sempre nella provincia di Milano). Ad eccezione dei residenti romeni, egiziani, cinesi e ucraini, in lieve aumento, tutte le altre comunità citate hanno evidenziato un calo di residenti rispetto all’anno precedente.

Al 31 dicembre 2016, stando ai dati sui soggiornati forniti dal Ministero dell’Interno, i titolari di permessi di soggiorno (quindi non comunitari) sono 948.969. Di questi il 66,1% è titolare di un permesso di lungo soggiorno, mentre tra i titolari di un permesso soggetto a scadenza (33,9%), i motivi di soggiorno prevalenti sono, nell’ordine, quelli di famiglia (il 44,6% dei permessi a termine), seguiti da quelli per lavoro (43,9%). L’incidenza di questi ultimi è calata rispetto all’anno precedente, è cresciuto invece il peso dei permessi per motivi umanitari e di asilo, che incidono per il 6,8% sul totale dei permessi a termine (nel 2015 rappresentavano meno del 5,0%); tale percentuale rimane comunque ben al di sotto di quanto registrato in media a livello nazionale (13,9%). Il 3,3% dei permessi a termine è stato invece rilasciato per motivi di studio. Nel corso del 2016, i permessi di soggiorno rilasciati per la prima volta sono stati 44.683 (il 55,4% di questi per motivi di famiglia, il 5,0% per lavoro, il 25,3% per motivi umanitari e di asilo e il 9,4% per studio). Poco meno della metà (circa 21mila) sono stati rilasciati nella sola provincia di Milano.

Rom su un furgone semina il panico, i cittadini si ribellano e scendono in strada: notte di guerriglia alle porte di Roma

Ore di tensione, la notte scorsa, nella zona dell'Albuccione, a Guidonia (Roma), nei pressi di un campo rom abusivo. Cittadini sono scesi in strada dando vita a una protesta dopo che un furgone rosso, guidato da un rom, aveva scatenato il panico con manovre spericolate. E' partito così un passaparola e un centinaio di residenti hanno bloccato alcune strade di accesso al quartiere creando barricate con sacchi di plastica riempiti di pietre e materiali di risulta. Si è scatenata poi una sassaiola tra i cittadini e i rom del campo nel quale un romano di 31 anni è rimasto lievemente ferito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la polizia (Adnk)


Notte di guerriglia urbana alla periferia est della Capitale, nei pressi di Guidonia, dove un centinaio di residenti di Albuccione hanno inscenato una protesta contro un campo rom degenerata in botte e sassaiole. Tutto è partito dalla guida spericolata di un abitante del campo, rom 46enne di origini bosniache. Secondo alcuni testimoni l'uomo, ubriaco, procedeva a forte velocità zigzagando per le strade del quartiere e avrebbe tentato di investire alcune persone.

L'uomo, dopo aver seminato il panico per le strade del quartiere si è dato alla fuga e dai cittadini accorsi in strada è scattata una caccia all'uomo presto degenerata con sacchetti pieni di pietre sistemati in terra per fare barricate e lanci di sassi e altri oggetti nelle strade adiacenti alla baraccopoli. Durante la guerriglia, andata avanti per oltre quattro ore, è stato dato alle fiamme il box dove l'uomo del furgone era solito dormire.

Uno dei partecipanti alla protesta, di 31 anni, ha riportato la frattura del setto nasale ed e stato medicato presso l'ospedale di Tivoli e sul posto, oltre a carabinieri, polizia e vigili del fuoco, sono intervenuti anche il sindaco di Guidonia, Michel Barbet, e il parlamentare M5S Michele Gianrusso, nel tentativo di calmare gli animi. Dopo ore di ricerca è stato fermato l'uomo con il furgone che aveva contribuito a scatenare l'aggressione: a bordo del suo mezzo, i carabinieri hanno trovato un'accetta, un manganello e un tira pugni. Il 46enne è stato denunciato per porto illegale di armi. Proseguono le indagini per identificare gli altri responsabili della vicenda.
 
(Fonte: iltempo.it)

Milano, straniero armato di coltelli semina il terrore in strada. La polizia costretta a sparargli alle gambe per fermarlo

L'uomo, un nordafricano, intorno alle 7 di questa mattina lui sarebbe entrato e uscito da un kebab aperto 24 ore e avrebbe cominciato a urlare parole come "bastardo" in modo scomposto, brandendo dei coltellacci da macellaio, pare al termine di una lite davanti al locale. La chiamata di un passante alle forze dell'ordine. Vani i tentativi degli agenti di farlo calmare spruzzando spray al peperoncino. Il questore: "Importanti i tempi di reazione dopo quando accaduto a Stoccolma". Un cittadino ha ripreso la scena dalla sua abitazione con uno smartphone - (VIDEO)


Armato di due coltelli, un africano si è scagliato contro un poliziotto che gli ha sparato ferendolo a una gamba. E' accaduto alle 7.30 di sabato in viale Monza, a Milano. Gli agenti, che stavano procedendo a un controllo dopo che i passanti avevano segnalato la presenza di un uomo armato che seminava il panico per strada, hanno provato a fermarlo utilizzando lo spray al peperoncino, ma non è bastato e hanno dovuto ricorrere alla pistola.

L'uomo, che aveva assunto oppiacei, marijuana e cocaina, è stato trasportato e ricoverato all'ospedale Niguarda con una prognosi di 15 giorni.

La ricostruzione di quanto avvenuto - La prima chiamata è arrivata alle 7.30, a telefonare è stato un extracomunitario che poi ha chiesto aiuto a una donna italiana. Quest'ultima ha parlato di una lite tra tre stranieri davanti a un kebab. All'arrivo delle volanti, pochi minuti dopo, l'africano era da solo e urlava frasi senza senso in preda agli effetti della droga. Non riuscendo a riportarlo alla calma, un poliziotto gli ha spruzzato lo spray che però non ha sortito effetto. A quel punto un altro agente ha esploso 4 colpi verso le gambe e uno lo ha centrato.

Parla il questore - "Questo episodio ci ha permesso di analizzare il concetto dei tempi di reazione, molto importante anche a seguito di quanto è accaduto a Stoccolma ieri", è stato il commento del questore di Milano Marcello Cardona - ogni particolare di questo intervento particolare di stamattina sarà sottolineato ed evidenziato. Oggi, in pochi minuti, il soggetto è stato neutralizzato e abbiamo avuto la sicurezza che non si tratta di un evento terroristico. Se questa persona risulterà irregolare - ha proseguito - ho dato indicazioni che non deve restare in Italia. Ritengo che chi commette reato non debba stare qui, proprio come penso che l'accoglienza fatta in modo intelligente e organizzato sia un valore in più per la sicurezza".

Chiamate moleste e truffe telefoniche? Puoi difenderti, ecco come

Il fenomeno sempre più frequente degli assalti commerciali, o peggio, dei tentati (e spesso riusciti) raggiri a utenti ignari che rispondono a numeri nascosti o comunque sconosciuti. L'Unione nazionale consumatori ha stilato un decalogo che indica gli strumenti a disposizione dei cittadini per tutelarsi di fronte a queste persecuzioni quotidiane - (LEGGI TUTTO)


Quante volte vi sarà successo di ricevere una telefonata da un numero sconosciuto? In quel momento sono molti i pensieri che passano per la testa: chi sarà? Un amico con una nuova sim? Qualcuno che ha sbagliato a digitare il numero o l'operatore di un call center che cercherà di convincerci ad accettare un'irripetibile offerta promozionale?

L'Unione nazionale consumatori ha stilato un decalogo per difendersi dalle chiamate indesiderate. Ecco nel dettaglio i 10 punti:

 
1) "Non date mai il vostro consenso al trattamento dei dati, senza aver letto cosa state firmando.

2) Firmate solo il consenso obbligatorio, quello cioè necessario per fruire del servizio che vi interessa, evitando accuratamente di mettere altre firme (o flaggare caselle) per fini commerciali o per la cessione di dati a terzi che non devono essere obbligatori.

3) E’ nostro diritto sapere dove è stato reperito il nostro numero (cioè il soggetto a cui abbiamo ceduto i dati per usi pubblicitari). Il nostro consenso può essere revocato inviando una raccomanda A/R con la richiesta di cancellazione. Inoltre si può fare una segnalazione al Garante della Privacy o alla Polizia Postale.

4) Iscrivetevi al registro delle opposizioni. E' gratis.

5) Se quando alzate la cornetta, non sentite parlare (chiamate mute), riattaccate. Si tratta, solitamente, di un call center (la chiamata è effettuata da sistemi automatizzati e solo dopo che avete risposto viene passata all'operatore, sempre che ce ne sia uno libero). Nel dubbio, quindi, riattaccate.

6) Mai accettare l’attivazione di un contratto al telefono, anche se vi sembra conveniente e l’operatore non intende ingannarvi. Non è possibile, infatti, che in così breve tempo possano illustrarvi l’offerta in modo esaustivo. Se volete cambiare fornitore, insomma, meglio andarselo a cercare. Anche se il contratto che vi viene offerto al telefono è effettivamente migliore di quello che avete attualmente, è assai probabile che, cercando, se ne trovi uno ancora più conveniente. Per luce e gas, ad esempio, è bene andare sul Trova offerte dell’Autorità per l’energia ed il gas. Potrete così confrontare tutte le offerte disponibili.

7) Se vi chiamano al telefono per vendervi qualcosa, non sempre purtroppo l'educazione viene ripagata. Potreste ritrovarvi abbonato vostro malgrado. Se vi siete iscritti al registro delle opposizioni, potete, se volete, interrompere il discorsetto dell'operatore e chiedere il nome della società per conto della quale vi sta chiamando. Poi, dopo aver fatto presente che siete iscritti al registro delle opposizioni e che quindi non potevano chiamarvi, fare una segnalazione al Garante della privacy segnalando il trasgressore. E se dall'altra parte trovate un operatore troppo insistente (e in alcuni casi maleducato), riattaccate.

8) Attenti alle truffe. Se vi annunciano una vincita al telefono, non credeteci. Un classico è la truffa degli alberghi. Vi dicono che avete vinto una vacanza e che non dovete far altro che andare a ritirare il premio in un albergo, solitamente di lusso e prestigioso. Scoprirete, troppo tardi, che si tratta della vendita di una multiproprietà.

9) Mai dare i vostri dati al telefono. Mai dare, ad esempio, il Pod della luce o il Pdr del gas che trovate sulla fattura oppure il vostro codice fiscale. Se vi hanno detto che sono i vostri gestori, ma vi chiedono il Pod e Pdr, vi stanno truffando. I nostri venditori questi dati li sanno già e non hanno alcun bisogno di chiederveli.

10) Mai dire “Si” al telefono, perché potrebbero tagliare la registrazione della telefonata e far risultare che avete voluto accettare il contratto".

(Fonte: Adnkronos)

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