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L'Italia rifiuta i "corridoi turistici" ma chiede coordinamento e unità europea

"Non accettiamo broker o accordi bilaterali, solo la libera circolazione, come raccomandato dalla Commissione europea nei suoi documenti" ha dichiarato il Ministro per gli affari europei Vincenzo Amendola


Vincenzo Amendola, lunedì ha respinto la proposta di "corridoi turistici" e accordi bilaterali che facilitano il turismo tra paesi europei con livelli simili di infezioni da coronavirus e ha dichiarato che l'Unione europea deve svolgere l'attività di coordinamento, così da migliorare i rapporti tra gli stati membri. 

"È necessario coordinarsi nel quadro dell'unità europea. Non accettiamo intermediari o accordi bilaterali, ma solo la libertà di movimento, come raccomandato dalla Commissione europea nei suoi documenti", ha dichiarato il ministro in una conferenza stampa telematica con i media internazionali.

Amendola ha anche chiesto l'unità nella risposta europea alla crisi da coronavirus e ha affermato che è essenziale che l'UE, si accordi su un fondo di risanamento con risorse finanziarie " ambiziose " per proteggere la competitività del mercato unico europeo. Per quanto riguarda il turismo, ha sottolineato che l'Italia aprirà i suoi confini con i paesi dell'UE dal 3 giugno senza la necessità di quarantene per cercare di rilanciare il turismo, e ha affermato che per ora, continueranno a essere chiusi ai cittadini al di fuori dell'area di Schengen, almeno fino al 15 Giugno, come indicato dalla Commissione.

Per quanto riguarda il fondo di risanamento che la Commissione deve presentare ai paesi partner il 27 maggio, il ministro ha sottolineato che deve essere un piano "coraggioso" e "ambizioso", con risorse sufficienti per sostenere i paesi più colpiti la pandemia, come l'Italia e la Spagna.

Ha ribadito che il fondo "non aiuterà solo l'Italia", ma l'UE nel suo insieme, perché la crisi sta colpendo i Ventisette, mettendo a rischio la competitività del mercato unico, penalizzando anche l'Austria e altri stati.

"Questo fondo deve servire a far fronte alla recessione, più è solido, più velocemente usciremo dalla crisi", ha affermato, giustificando che le risorse di questo fondo potrebbero essere utilizzate per "sostenere la solvibilità delle società europee. Questa non è una crisi di un paese, coinvolge i Ventisette, influisce sulle esportazioni e sulla produzione industriale di tutti", ha aggiunto.

Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Angela Merkel hanno proposto di creare un fondo europeo per la ricostruzione, da 500 miliardi di euro, un piano che Amendola ha apprezzato ma ritenuto "insufficiente", viste le richieste di almeno 1,5 trilioni di euro. Ha inoltre chiarito che nell'UE non esiste un "nord contro sud" o paesi più dispendiosi e altri più austeri, ma "un unico interesse nel salvare la competitività del mercato unico europeo".

In questo senso, ha sottolineato che la concessione di questi aiuti ai paesi più danneggiati sotto forma di prestiti sarebbe fatale, perché aumenterebbe ancora di più il loro debito, che nel caso dell'Italia supererebbe il 135% del prodotto interno lordo. Per quanto riguarda l'ipotesi di andare al meccanismo europeo di stabilità (ESM), che in Italia genera polemiche, ha sottolineato che "è una possibilità remota", che comunque il governo studierà, tenendo anche conto, di tutti gli strumenti fiscali messi a disposizione per i paesi europei più colpiti dalla pandemia. 

I paesi nordici e dell'Europa centrale riaprono scuole e negozi dopo le chiusure imposte dal Coronavirus

I governi di Austria, Repubblica Ceca, Danimarca e Norvegia stanno prendendo provvedimenti per tornare alla normalità. La Germania deciderà questo mercoledì se mantenere o meno le condizioni in vigore fino al 19 aprile


I governi europei non vogliono forzare più la resistenza della popolazione. Dopotutto, senza un vaccino e con trattamenti ancora sperimentali, l'intera popolazione entrerà in contatto con il virus e, man mano che le curve di contagio si ammorbidiranno, i sistemi sanitari riacquisteranno la loro efficacia. Inoltre, è necessario che la popolazione mantenga la speranza, il che è possibile solo se esiste un orizzonte con restrizioni a cui si sta avvicinando, come obiettivo. Ecco perché diversi paesi, in particolare i paesi nordici e dell'Europa centrale, sono già in fase di normalizzazione.

Germania

Mercoledì il cancelliere Angela Merkel deciderà, insieme ai presidenti regionali dei 16 Bundesländer, se mantenere le misure di confinamento approvate a metà marzo ed efficaci fino al 19 aprile. Il ministro della Sanità Jens Spahn ha già suggerito che saranno prese alcune misure che interessano gli 80 milioni di tedeschi e la loro economia. Dopo Pasqua, "sarà necessario vedere come torneremo a tappe a una vita più normale", ha detto il ministro, senza rivelare ancora quali settori romperanno il ghiaccio.

Nel caso della Germania, se aprire o meno le scuole è una decisione che gli stati federali prenderanno in base alla situazione sanitaria nel loro territorio, quindi ci saranno ancora scolari, come quelli in Baviera, che prolungheranno sicuramente le vacanze di Pasqua oltre 19 aprile, anche se gli esami di laurea e di selettività dovrebbero svolgersi il più possibile normalmente. I media tedeschi hanno pubblicato che negozi e ristoranti, nonché le amministrazioni, potrebbero riaprire a condizione che le istruzioni sanitarie, come lavarsi le mani e mantenere le distanze tra le persone, siano rispettate.

Repubblica ceca

Il principale epidemiologo e vice ministro della sanità, Roman Prymula, ha dichiarato che il sistema sanitario ceco "è riuscito a stabilizzare l'epidemia in modo che non abbia più un carattere esponenziale e possiamo dirlo con certezza", una sorta di autocelebrazione, mentre il governo di Praga consente già l'apertura di negozi di ferramenta e negozi per il tempo libero, materiali da costruzione, bricolage e biciclette.

La Repubblica Ceca consente la pratica di sport all'aria aperta che possono essere praticati da soli, come la corsa o il ciclismo. Le quarantene di 14 giorni sono mantenute per le persone che arrivano dall'estero e continuerà a essere data grande importanza all'uso di una maschera negli spazi pubblici e dove la distanza di sicurezza non può essere sistematicamente rispettata.

Austria

Da mezzanotte è possibile riaprire piccoli negozi, negozi di bricolage e giardino. Le aziende più grandi hanno in programma di tornare alle attività dal 1 ° maggio e l'ospitalità, i saloni di bellezza e i lavasecco a fine maggio. I centri educativi rimarranno chiusi fino alla metà del prossimo mese e il completamento degli esami di fine corso è garantito. Tuttavia, i grandi eventi pubblici rimangono vietati, almeno fino alla fine di giugno.

Danimarca

I danesi non hanno quasi subito il confinamento perché non era obbligatorio e molti negozi sono rimasti aperti. Molte famiglie hanno scelto di trascorrere le vacanze di Pasqua in spiaggia e l'unica regola rigorosa rimane quella del rispetto della distanza e delle misure igieniche.

Il fattore principale nella sua particolare escalation inizierà il 15 aprile, data in cui gli asili e le scuole per bambini fino alla quinta elementare (11 anni) riprenderanno a funzionare. Progressivamente, le cliniche di ospitalità, parrucchiere e fisioterapia, verranno incorporate nell'economia di base e riaperte, ma la decisione finale dipenderà dall'evoluzione della pandemia. I grandi eventi culturali, continueranno ad essere vietati, almeno, fino alla fine di agosto.

Norvegia

A partire dal 20 aprile riapriranno i vivai e alcuni negozietti. Una settimana dopo sarà il momento del ritorno delle scuole per i bambini fino alla quarta elementare e degli istituti di istruzione superiore. Gli eventi con un grande afflusso di pubblico dovranno attendere in linea di principio fino al 15 giugno, sebbene a maggio le autorità norvegesi rivaluteranno la situazione per il proseguo dell'estate. Bar e ristoranti dovranno ancora aspettare e  le aziende potranno in modo graduale riprendere le attività.

Coronavirus; il decreto cura Italia attua nuove norme e bonus che in molti non conoscono

L'Avvocato Davide Pollastro fa chiarezza sulle norme introdotte nel mondo del lavoro dal Decreto Cura Italia, non tutti sanno che...


L’emergenza epidemiologica da virus COVID-19 determina immediati effetti sulle relazioni di lavoro e molti, sia lavoratori che datori di lavoro, si interrogano su come comportarsi e regolare il rapporto in tempo di Coronavirus. 

L'Avvocato Davide Pollastro ci aiuta a fare un po di luce in un mondo sempre più scuro:

Il lavoro ai tempi del coronavirus

1. Assenza volontaria dal lavoro per paura del contagio.

Pur in presenza di una intuibile paura di contagio, si sconsiglia di adottare misure di autoisolamento, con autonoma decisione di assenza dal posto di lavoro, al fine di evitare che tale comportamento possa essere trattato come ingiustificato.

Si consiglia invece di chiedere formalmente, eventualmente via Mail o Fax, al proprio datore di lavoro di assumere le necessarie misure, anche dichiarando la propria disponibilità a svolgere attività lavorativa da remoto.

2. Sospensione disposta dal datore di lavoro.

L’eventuale sospensione dell’attività disposta dal datore di lavoro, quale diretta applicazione delle disposizioni normative, suscita delicati problemi in ordine al diritto alla retribuzione. È di tutta evidenza che il datore di lavoro potrebbe giustificare la sospensione e conseguente mancata erogazione della retribuzione in forza di una impossibilità sopravvenuta per causa a lui non imputabile, ma è altrettanto vero che anche l’assenza del lavoratore non dipende dalla sua volontà. In tali casi, sarà onere e diritto del datore di lavoro, eventualmente anche con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, attivare forme di sostegno al salario, in particolare con ricorso alla cassa integrazione ordinaria, in ordine alla quale il governo sta predisponendo un apposita disciplina normativa.

Occorrerà pertanto esaminare le nuove disposizioni anche per valutare l’eventuale permanere del diritto alla retribuzione nella ipotesi di mancata attivazione da parte del datore di lavoro delle procedure di sostegno al salario.

3. Imposizione di ferie/ROL/permessi.

Pur in presenza di disposizioni normative che favoriscono l’utilizzo di ferie e ROL, l’eventuale imposizione del loro godimento può manifestare dubbi di legittimità.

Il periodo di ferie infatti non rappresenta solo il diritto ad un periodo di assenza dal lavoro, ma anche il diritto ad un recupero delle proprie energie psichiche e fisiche che l’attuale situazione sanitaria non è certo tale da consentire in modo adeguato.

Si consiglia pertanto di valutare ed eventualmente accettare l’utilizzo di ROL o altre disposizioni contrattuali di riduzione dell’orario, ma si ritiene che il lavoratore possa dichiarare la propria opposizione al godimento di ferie, richiamando piuttosto il datore di lavoro ad attivare le necessarie domande di intervento pubblico di sostegno al salario.

4. Lavoro agile.

Con l’espressione “lavoro agile” o “smart-working”, si intende la possibilità di svolgere la propria attività lavorativa da remoto, anche tramite collegamenti informatici, senza la necessaria presenza fisica sul luogo di lavoro.

È ben vero che lo smart-working secondo la Legge n. 81/2017 esigerebbe un preventivo accordo tra le parti, tuttavia l’attuale situazione e le disposizioni normative prescindono dalla effettiva stipula di un accordo tra le parti. Si ritiene pertanto che il lavoratore non possa rifiutarsi di accettare la possibilità di svolgere la propria attività da remoto e l’eventuale rifiuto potrebbe rappresentare ingiustificata assenza dal lavoro.

5. Lavoratori in quarantena o quarantena volontaria.

Nei confronti dei lavoratori cui siano stati esplicitamente imposti divieti di spostamenti per essere risultati positivi al virus o per condizioni di particolare rischio (es: vicinanza con persone positive) la relativa assenza dal lavoro deve essere equiparata ad assenza per malattia con conseguente applicazione delle normative sia di fonte contrattuale che legislativa.

Più complessa la situazione di chi volontariamente si pone in stato di quarantena per la presenza di sintomi che potrebbero far sorgere il dubbio di un possibile contagio, in tali casi i lavoratori devono contattare il medico e, in particolare per le questioni lavorative, fare certificare, o anche autocertificare, le proprie condizioni di possibile rischio di contagio trasmettendo dette dichiarazioni all’istituto previdenziale, alle autorità sanitarie locali (ASL) e al datore di lavoro. In tali situazioni, purché giustificate da reali rischi sanitari e nell’attesa di provvedimenti restrittivi espliciti in argomento, si ritiene che debbano essere applicati i normali trattamenti previsti per i lavoratori malati.

Emergenza COVID-19, uno speciale congedo parentale

L’INPS ha emanato nella giornata del 20 marzo 2020 una prima scheda informativa relativa alle procedure da adottare per usufruire dei congedi parentali di cui all’articolo 23 del Decreto Legge “Cura Italia”.

In sintesi di cosa si tratta e chi può beneficiare di tali permessi.

Il Decreto Legge prevede la possibilità di assentarsi dal lavoro per un periodo massimo di 15 giorni a vantaggio dei genitori con figli in età scolare, come conseguenza della chiusura delle attività didattiche.

In particolare possono usufruire di tali congedi i lavoratori dipendenti da datori di lavoro privati, con figli fino a 16 anni di età.

I genitori con figli di età non superiore ai 12 anni hanno diritto ad un congedo di 15 giorni ed una indennità pari al 50% della retribuzione, inoltre tale periodo è interamente valido ai fini dei contributi previdenziali e pensionistici.

I genitori, invece, che hanno figli di età compresa tra i 13 e i 16 anni hanno diritto al congedo, ma non hanno diritto ad alcuna indennità e, come conseguenza, tale lasso di tempo non è valido ai fini contributivi.

Ancora, per quanto riguarda i genitori di figli in condizione di grave handicap, purché iscritti a qualsiasi istituto scolastico o ospitati in centri a carattere assistenziale, è previsto il congedo retribuito, senza alcun limite di età.

Pare opportuno precisare che la norma riguarda anche i genitori adottivi e i casi di affidamento o collocamento temporaneo di minori.

Allo stato, il Decreto Legge colloca il periodo di godimento di tali congedi tra il 5 marzo ed il 3 aprile 2020, ancorché appare presumibile che in sede di conversione ed in considerazione del prolungamento dei periodi di restrizione e chiusura delle scuole, detto periodo verrà prolungato.

Il congedo in oggetto può essere goduto alternativamente dal padre o dalla madre, ma comunque non superando i 15 giorni complessivi ed essendo calcolato sulla figura dei genitori non può essere moltiplicato per il numero dei figli.

Attenzione, vi è poi una norma che può apparire criticabile, il godimento del congedo è subordinato al fatto che nessuno dei due sia già beneficiario di forme di sostegno al reddito (Cassa Integrazione o NASPI) o sia disoccupato.

Come fare la domanda.

I genitori che hanno già in corso un periodo di congedo parentale ordinario, di cui al Decreto Legislativo n. 151/2001, non devono fare nulla, l’INPS automaticamente lo convertirà in congedo speciale COVID-19.

I lavoratori, invece, che non hanno in corso un congedo parentale secondo le norme ordinarie, ma che ne avrebbero i requisiti (figli fino a 12 anni) ed anche nella ipotesi in cui ne abbiano già usufruito integralmente, possono fare domanda per il congedo COVID-19 secondo le normali procedure di richiesta dei congedi parentali. In sintesi la domanda può essere fatta direttamente Online (ma occorre essere già in possesso del PIN dispositivo per l’accesso dei servizi informatici), oppure tramite patronato o anche telefonando al contact-center del INPS (803-164 da numeri fissi, 06-164164 da mobile). Copia della domanda andrà poi inoltrata al datore di lavoro.

Per quanto riguarda infine i genitori con figli tra i 12 e i 16 anni, non avendo diritto ad alcuna indennità, non devono inoltrare nulla all’INPS, ma fare domanda del congedo direttamente al datore di lavoro.

I datori di lavoro non si possono rifiutare di riconoscere il congedo e per tale periodo di assenza i lavoratori non possono essere licenziati, con diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Premio di 100 € per i lavoratori dipendenti.

L’Agenzia delle Entrate tramite la circolare n. 8/E del 3 aprile 2020 ha fornito alcune indicazioni operative per l’erogazione del premio di 100 € ai lavoratori dipendenti, previsto all’articolo 63 del Decreto “Cura Italia”, Decreto Legge n. 18/2020.

Il Decreto “Cura Italia” infatti, tra le altre misure, ha previsto un premio di 100 € a vantaggio dei lavoratori dipendenti che abbiano svolto attività lavorativa fisicamente all’interno dell’azienda nel corso del mese di marzo 2020.

L’intenzione del Governo è intuitivamente quella di riconoscere una forma di risarcimento per il disagio subito dal lavoratore chiamato a prestare comunque servizio anche in un periodo di rischio.

Va precisato che il premio è riservato ai lavoratori dipendenti e quindi con conseguente esclusione dei lavoratori che abbiamo un rapporto di mera collaborazione, ovvero un rapporto di natura libero professionale.

Vanno considerati lavoratori dipendenti anche i soci di cooperativa che unitamente al rapporto associativo abbiano in corso un contestuale rapporto di lavoro dipendente con la società.

Il premio dei 100 € viene erogato in proporzione ai giorni di effettiva presenza in azienda nel corso del mese di marzo 2020, per l’effetto otterranno l’intero premio i lavoratori dipendenti che abbiano prestato servizio nel rispetto del loro normale orario lavorativo, all’interno della sede dell’azienda.

Ne consegue che il premio non verrà erogato in relazione a giorni di sospensione/assenza dal lavoro per ferie, malattia o congedo.

Neppure verrà erogato per il lavoratori che abbiano svolto la loro prestazione con modalità smart working, in quanto lo scopo della norma è proprio quello di compensare il disagio determinato dalla presenza fisica sul luogo di lavoro.

Va sottolineato che sono equiparati a lavoratori in azienda anche coloro che abbiano prestato lavoro in trasferta presso stabilimenti di clienti.

Essendo tale premio connesso alle giornate lavorative, hanno diritto al medesimo contributo anche i lavoratori part-time.

Nel caso in cui il lavoratore abbia in corso due rapporti di lavoro part-time, la richiesta del premio potrà essere inoltrata solo ad uno dei due datori di lavoro, indicativamente quello con rapporto di lavoro prevalente.

Il bonus è riservato ai lavoratori che abbiano percepito nel corso dell’anno 2019 un reddito da lavoro dipendente non superiore a 40.000 € lordi fiscale.

Come chiarito dall’Agenzia dell’Entrate, ai fini della individuazione della soglia dei 40.000 € non dovranno essere calcolate le somme percepite assoggettate a tassazione separata, in particolare eventuali TFR ricevuti nel 2019.

Per poter ottenere il premio il lavoratore dovrà presentare al proprio datore di lavoro una auto-dichiarazione che attesti il non superamento della soglia dei 40.000 €; mentre per quanto riguarda il calcolo dei giorni lavorati l’operazione verrà effettuata direttamente dal datore di lavoro.

Il premio, pur venendo erogato direttamente in busta dal datore di lavoro non andrà a formare il reddito annuale e come tale sarà esente da imposte.

Il Decreto Cura Italia e il bonus di € 600.

In data 30 marzo 2020 l’INPS ha pubblicato un’ampia circolare (Circolare n.49) in cui spiega come attivare e a chi spetta il bonus da € 600 previsto dal Decreto Legge n.18/2020 – Decreto Cura Italia.

Il sito dell’istituto è stato subito intasato da migliaia di domande e l’INPS ha anche comunicato l’esistenza di possibili attacchi informatici.

In attesa del recupero di operatività del sito è opportuno chiarire chi può chiedere il bonus e come fare.

 Categorie interessate:

I titolari di una Partita Iva attiva al 23 febbraio 2020. Possono chiedere il bonus anche i partecipanti a studi professionali e i collaboratori coordinati e continuativi iscritti alla gestione separata dell’INPS.

I lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’INPS, in particolare artigiani, commercianti, coltivatori diretti e imprenditori agricoli iscritti alla gestione speciale.

I lavoratori agricoli a tempo determinato che, nel 2019, abbiano effettuato almeno 50 giornate di effettivo lavoro agricolo dipendente.

I lavoratori stagionali del turismo e stabilimenti termali, a condizione che il relativo rapporto di lavoro sia involontariamente cessato tra il 1 gennaio 2019 e 17 marzo 2020.

I lavoratori dello spettacolo con almeno trenta contributi giornalieri versati nel 2019.

 Caratteristiche del bonus e cumulabilità con altre indennità:

Il bonus di € 600 non costituirà reddito e quindi non dovrà essere dichiarato ai fini fiscali, ma di conseguenza non darà diritto a contribuzione, neppure figurativa e non darà diritto agli assegni familiari.

Il bonus non è compatibile con le pensioni dirette e quindi non verrà erogato ai titolari di pensione di qualsiasi genere, compreso l’APE sociale e l’assegno ordinario di invalidità.

Il bonus non verrà neppure erogato a coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza.

Il bonus di € 600 è invece compatibile con la indennità di disoccupazione NASPI per i lavoratori dipendenti e con la DIS-Col per i collaboratori.

 Come fare domanda:

L’INPS ha chiarito che le domande dovranno essere fatte per via esclusivamente telematica e, a tal fine, è stata prevista l’utilizzazione non necessariamente di un PIN dispositivo.

Chi non fosse in possesso del PIN può richiederlo o tramite il sito web dell’istituto, ovvero telefonando al Contact-center.

Attenzione; il Decreto Legge prevede che l’INPS dovrà monitorare il numero di domande in rapporto ai fondi stanziati, il che vuol dire che se si dovessero superare i limiti di spesa l’INPS sarà tenuta a bloccare le domande. Si tratta di un meccanismo assai criticabile che rischia di tagliare fuori anche persone che avrebbero diritto, ma si ha notizia di un intervento dello stesso INPS e delle associazioni professionali per consentire la domanda e la conseguente erogazione del Bonus a tutti i titolari del diritto.

La sospensione delle procedure di licenziamento nel Decreto “Cura Italia”

Pubblicato il Decreto Legge 17 maggio 2020 n. 18, cd. Decreto “Cura Italia”, che introduce, tra le altre, specifiche disposizioni in materia di procedure di licenziamento.

 

L’articolo 46 prevede una disposizione eccezionale e mai in precedenza verificatasi; il Decreto infatti sospende per 60 giorni dalla sua pubblicazione e quindi fino al 17 maggio 2020, la possibilità per tutti i datori di lavoro, indipendente dal numero dei dipendenti, di licenziare per motivi di carattere oggettivo e quindi collegati ad esigenze di natura aziendale.

Restano invece possibili i licenziamenti per giusta causa, ovvero i licenziamenti conseguenti a comportamenti del lavoratore.

Per il medesimo periodo e quindi fino al 17 maggio 2020 è altresì impedita l’attivazione di licenziamenti collettivi e, se già iniziate, le procedure si intendono sospese.

Occorre tuttavia sottolineare che malgrado l’articolo venga rubricato quale sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti, in effetti non si legge alcuna disposizione di sospensione dei meccanismi di impugnazione; pertanto in attesa di chiarimento, o nuove disposizioni, si consiglia vivamente ai lavoratori che abbiano già ricevuto una lettera di licenziamento di impugnarla rispettando i normali termini di decadenza di 60 giorni.

È ben vero che è stata altresì disposta una sospensione dei termini processuali, tuttavia non essendo la lettera di impugnazione al licenziamento un atto “processuale”, chi scrive ritiene che allo stato rimangono validi i termini ordinari di decadenza di 60 giorni.

Estensione dei permessi retribuiti di cui all’articolo 33 della Legge n. 104/1992

L’INPS in data 25 marzo 2020 ha emanato una circolare di chiarimenti in ordine all’aumento del numero dei permessi retribuiti, cui alla Legge n. 104/1992, previsto dall’articolo 24 del Decreto Legge “Cura Italia”.

Si tratta dei permessi retribuiti di tre giorni al mese, previsti dalla Legge n. 104/1992, a vantaggio dei lavoratori cui è stata riconosciuta una disabilità grave, ovvero ai lavoratori dipendenti che assistono un famigliare con disabilità grave.

Come è noto la disposizione di cui alla Legge n. 104/1992 si riferisce sia ai dipendenti da datori di lavoro privati, che pubblici dipendenti.

Il recente Decreto governativo aumenta i permessi di ulteriori 12 giorni da godersi nel mese di marzo e di aprile 2020. Ne consegue che, in totale, i lavoratori interessati potranno godere di 18 giorni di permesso dal lavoro e cioè i 3 di marzo, i 3 di aprile, oltre ai 12 di cui al citato Decreto Legge.

L’INPS con la circolare sopra richiamata ha opportunamente chiarito che i giorni relativi al marzo 2020 non scadono, ma possono essere interamente usufruiti anche nel mese di aprile.

L’INPS ha altresì chiarito che, anche i 12 permessi aggiuntivi, come i permessi ordinari della Legge n. 104/1992, potranno essere usufruiti in modo frazionato, anche con articolazione in ore.

Come chiedere i permessi.

Se il lavoratore ha già un provvedimento di autorizzazione ai permessi di cui alla Legge n. 104/1992, relativamente ai mesi di marzo e aprile non deve fare alcuna domanda; il proprio datore di lavoro sarà è automaticamente tenuto a considerare ed autorizzare anche i 12 giorni aggiuntivi.

Se invece il lavoratore non ha già in corso un provvedimento relativo ai mesi di marzo e aprile, deve fare domanda all’INPS, o se pubblico dipendente alla propria amministrazione, utilizzando le medesime procedure ordinarie previste per i normali permessi di cui alla Legge n. 104/1992.

Attenzione, i lavoratori per i quali è invece previsto il pagamento diretto dall’INPS, in particolare i lavoratori agricoli e i lavoratori a termine del mondo dello spettacolo, devono comunque presentare una nuova domanda all’istituto previdenziale.

Ci è stato chiesto se sia possibile moltiplicare i 12 giorni aggiuntivi del Decreto Legge “Cura Italia” per il numero di famigliari assistiti con disabilità grave.

La risposta è da ritenersi positiva nel rispetto tuttavia delle norme già in precedenza in vigore per avere la possibilità di cumulare i permessi della Legge n. 104/1992.

Si rammenta che le domande all’INPS possono essere inoltrate con le modalità consuete, ovvero tramite sito web, ma a condizione di essere in possesso del PIN, cd. dispositivo, che è quello che consente di interloquire con la Pubblica Amministrazione e non solo di visionare il proprio “cassetto previdenziale”, oppure tramite un patronato o, ancora, telefonicamente contattando il Contact-center dell’INPS.

Indennità per collaboratori sportivi.

In data 6 aprile 2020 il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha emanato di concerto con il Ministro per le Politiche giovanili e lo Sport il Decreto riguardante la presentazione delle domande per l’ottenimento del Bonus di 600 € a vantaggio dei collaboratori sportivi.

 

I destinatari di questa indennità sono i titolari di rapporti di collaborazione sportiva in essere alla data del 23 febbraio 2020 e ancora in corso al 17 marzo 2020, data di entrata in vigore del Decreto “Cura Italia”.

Per poter ottenere l’indennità, la collaborazione deve intercorrere con le Federazioni Sportive Nazionali, gli enti di promozione sportiva e le Associazioni sportive dilettantistiche, purché iscritte al Registro CONI.

Va chiarito che l’indennità di cui si tratta non riguarda gli sportivi che siano titolari di Partita Iva, ovvero che abbiano in corso un rapporto di Collaborazione Coordinata e Continuativa con iscrizione alla gestione separata INPS; in tali ipotesi i collaboratori sportivi potranno fare domanda all’INPS secondo le modalità previste dal decreto “Cura Italia” e non con la specifica modalità prevista dal Decreto del 6 aprile 2020.

L’indennità per collaboratori sportivi è incompatibile con le altre indennità previste dal Decreto “Cura Italia”, in modo particolare la Cassa Integrazione.

Tale indennità risulta esclusa anche per gli sportivi che percepiscano un reddito da lavoro dipendente o che abbiano percepito per il mese di marzo 2020 il reddito di cittadinanza.

La procedura per ottenere il Bonus di 600 € va esclusivamente inoltrata tramite la piattaforma informatica Sport e Salute S.p.a e si articola in 3 fasi:

· La prenotazione va effettuata inviando un SMS con proprio Codice Fiscale al numero 339.9940875. Si riceverà un codice di prenotazione con indicazione del giorno e della fascia oraria in cui sarà possibile compilare la domanda.

· Accreditamento attraverso le indicazioni ottenute successivamente alla prenotazione.

· Compilazione e invio della domanda allegando la fotocopia del proprio documento di identità e copia del contratto di collaborazione. In caso di mancanza della copia del contratto è sufficiente copia della quietanza o del bonifico bancario relativo all’avvenuto pagamento del compenso relativo al febbraio 2020.

Una volta inviata si riceverà via mail una ricevuta di corretto inoltro della domanda e il contributo dovrebbe arrivare nei successivi 30 giorni.

 

Covid-19: "The Queen" parla agli inglesi per chiedere una "nuova speranza"

Con un inaspettato messaggio, la Regina Elisabetta si rivolge nuovamente agli inglesi, questa volta per celebrare la Pasqua


Se la gravità di un momento storico può essere misurata dalle dichiarazioni della Regina d'Inghilterra, che fino a una settimana fa aveva affrontato gli inglesi in sole cinque occasioni in 68 anni di regno, allora la pandemia a causa del Coronavirus desta preoccupazioni davvero alte a Buckingham Palace

In una dichiarazione audio, Elisabetta II ha dichiarato che "il coronavirus non vincerà, serve una nuova speranza e uno scopo rinnovato per affrontare i prossimi tempi".

“Per quanto possa essere nera la morte, in particolare per coloro che soffrono di dolore, la luce e la vita sono superiori. Possa la fiamma viva della speranza per la Pasqua essere una guida ferma mentre affrontiamo il futuro ”, ha detto la regina d'Inghilterra.

Domenica scorsa, Elisabetta II aveva fatto una dichiarazione televisiva in cui tracciava parallelismi tra i tempi attuali e la seconda guerra mondiale, lasciando un messaggio di speranza, garantendo che "verranno tempi migliori e ci incontreremo di nuovo" , ha detto.

È la prima volta che la Regina d'Inghilterra fa una dichiarazione a Pasqua, ogni anno parla solo a Natale e secondo il Guardian, questo è il suo contributo a coloro che passeranno da soli a casa o in ospedale le festività pasquali. Buckingham Palace è stato ben attento a diffondere il messaggio della regina sabato e non la domenica di Pasqua, per non oscurare i tradizionali discorsi dei leader religiosi.

Il Regno Unito sta affrontando i giorni più difficili, finora a causa del coronavirus, solo negli ultimi due giorni, sono morte quasi duemila persone e in totale, il bilancio delle vittime è vicino a diecimila.

Tra quelli infetti c'è il primo ministro Boris Johnson, che si sta riprendendo in ospedale, dopo aver trascorso tre notti in terapia intensiva. L'ultimo bollettino di Downing Street indicava che le condizioni mediche di Johnson stanno facendo "progressi molto buoni".

CORONAVIRUS IN LOMBARDIA, ASSESSORE GALLERA: OGGI DIMEZZAMENTO CRESCITA DEI POSITIVI

"I dati sono in chiaro-scuro, ma oggi sono piu' in chiaro. Non possiamo cantare vittoria, pero', perche' i dati vanno visti in un arco temporale piu' ampio" (video)


"Continuiamo a resistere e per garantire a tutti la possibilita' di curarsi". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, durante la quotidiana diretta Facebook sulla pagina di LombardiaNotizieOnline per fare il punto sull'emergenza Coronavirus. "Oltre all'arrivo dei medici cubani (che andranno a Crema dove negli "ultimi due giorni si e' ridotto in maniera significativa il numero di afflussi giornalieri") - ha detto l'assessore - oggi possiamo annunciare anche l'arrivo di medici russi che andranno a dare un aiuto a Sondalo dove la terapia intensiva puo' raddoppiare i posti letto per arrivare fino a 16 dove potranno essere ampliati anche i posti di degenza".
L'assessore ha anche ringraziato la ONG Hope Onlus che ha acquistato e donato 16 ventilatori polmonari e che sono gia' arrivati a Sondalo, Monza e Policlinico.
Intanto sono 500 le persone in piu' che stanno lavorando negli ospedali lombardi e 1300 i posti in terapia intensiva. E sono state piu' di 3.000 le persone tra specialisti, specializzandi e medici laureati che hanno risposto all'appello: di questi 526 sono gia' stati assegnati alle varie aziende sanitarie lombarde in difficolta'.

I DATI 

Ecco i dati dei contagi odierni e quelli dei giorni precedenti:

- i casi positivi sono: 27.206 (+1.691)
ieri: 25.515 (+3.251)
l'altro ieri: 22.264(+2.380)
e nei giorni precedenti:
19.884/17.713/16.220/14.649/13.2729/11.685/9.820/8.725/7.280/5.791/5.469/4.189/3.420/2.612

- i deceduti: 3.456 (+361)
ieri: 3.095 (+546)
l'altro ieri: 2.549 (+381)
e nei giorni precedenti: 2.168/1.959/1.640/1.420/1.218//966/
890/744/617/468/333/267/154

- i dimessi e in isolamento domiciliare: 13.069 di cui 5.050 con
almeno un passaggio in ospedale (anche solo pronto soccorso) e
8.019 persone per le quali non si rileva nessun passaggio in
ospedale 
4.057/4.265/3.867/3.427/2.650/2.044/1.351/1.248/756/722

- in terapia intensiva: 1.142 (+49)
ieri: 1.093 (+43)
l'altro ieri: 1.050(+44)
e nei giorni precedenti:
1.006/924/879/823/767/732/650/605/560/466/440/399/359

- i ricoverati non in terapia intensiva: 9.439 (+1.181)
ieri: 8.258 (+523)
l'altro ieri: 7.735(+348)
e nei giorni precedenti:
7.387/7.285/6.953/6.171/5.550/4.898/4.435/4.247/3.852/3319/2.802/2.217/1.661

- 5800 persone sono uscite e guarite

- i tamponi effettuati: 70.598
ieri:
66.730/57.174/52.244/48.983/46.449/43.565/40.369/37.138/32.700/29.534/25.629/21.479/20.135/18.534/15.778


I casi per provincia con l'aggiornamento rispetto agli ultimi
giorni

BG: 6.216 (+347)
ieri: 5.869 (+715)
l'altro ieri: 5.154 (+509)
e nei giorni precedenti:
4.645(+340)/4.305/3.993/3.760/3.416/2.864/2.368/2.136/1.815/1.472/1.245/997/761/623/537


BS: 5.317 (+289)
ieri: 5.028 (+380)
l'altro ieri: 4.648(+401)
e nei giorni precedenti:
4.247(+463)/3.784/3.300/2.918/2.473/2.122/1.784/1.598/1.351/790/739/501/413/182/155


CO: 512 (+60)
ieri: 452 (+72)
l'altro ieri: 380(+42)
e nei giorni precedenti:
338(+52)286/256/220/184/154/118/98/77/46/40/27/23/11/11

CR: 2.895 (+162)
ieri: 2.733 (+341)
l'altro ieri: 2.392(+106)
e nei giorni precedenti:
2.286(+119)/2.167/2.073/1.881/1.792/1.565/1.344/1.302/1.061/957/916/665/562/452/406

LC: 872 (+54)
ieri: 818 (+142)
l'altro ieri: 676(+146)
e nei giorni precedenti:
530(+64)/466/440386/344/287/237/199/113/89/66/53/35/11/8

LO: 1.772 (+79)
ieri: 1.693 (+96)
l'altro ieri: 1.597(+69)
e nei giorni precedenti:
1.528(+83)/1.445/1.418/1.362/1320/1.276/1.133/1.123/1.035/963/928/853/811/739/658

MB: 1.108 (+24)
ieri: 1.084 (+268)
l'altro ieri: 816(+321)
e nei giorni precedenti:
495(+94)/401/376/346/339/224/143/130/85/65/64/59/61/20/19

MI: 5.096 (+424) di cui 2.039 a Milano citta' (+210)
ieri: 4.672 (+868) di cui 1.829 a Milano citta' (+279)
l'altro ieri: 3.804 (+526) di cui 1.550 a Milano citta' (+172)
e nei giorni precedenti: 3.278 (+634) di cui 1378 a Milano citta'
(+287)/2.644/2.326/1.983/1.750/1.551/1.307/1.146/925/592/506/406/361

MN: 905 (+63)
ieri: 842 (+119)
l'altro ieri: 723 (+87)
e nei giorni precedenti:
636(+122)/514/465/382/327/261/187/169/137/119/102/56/46/32/26

PV: 1.306 (+112)
ieri: 1.194 (+89)
l'altro ieri: 1.105(+94)
e nei giorni precedenti:
1.011(+33)/978/884/801/722/622/482/468/403/324/296/243/221/180/151

SO: 205 (+26)
ieri: 179 (+16)
l'altro ieri: 163 (+8)
e nei giorni precedenti:
155(+80)/75/74/46/45/45/23/23/13/7/7/6/6/4/4

VA: 386 (+27)
ieri: 359 (+21)
l'altro ieri: 338(+28)
310/+45)/265/232/202/184/158/125/98/75/50/44/32/27/23/17

e 616 in corso di verifica. 

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CORONAVIRUS, ASSESSORE GALLERA: OGGI SONO ARRIVATI 44 RESPIRATORI, DOMANI A MILANO DELEGAZIONE DI MEDICI CINESI

Oggi sono arrivati 14 respiratori dalla Protezione civile e 30 da terapia sub intensiva dalla Cina. Questi sono i dati Sanitari aggiornati alle ore 18.00


Lo ha fatto sapere l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, durante la quotidiana diretta Facebook per fare il punto sul Coronavirus ringraziando "chi continua a dare dimostrazioni di grande solidarietà tramite un lavoro incredibile h24". 
Domani, inoltre, il vicepresidente Fabrizio Sala e il sottosegretario Alan Christian Rizzi accoglieranno a Malpensa medici e personale sanitario in arrivo dalla Cina e dagli Stati Uniti.

La delegazione cinese e' composta da 7 medici fra specializzati in terapia intensiva e immunologi e 3 tecnici e infermieri. Se ne prevede ne possano arrivare "circa 300". Sono gia' arrivati anche "i primi medici dagli Stati Uniti che domani cominceranno ad allestire l'ospedale da campo a Cremona.

Da domani, inoltre, all'ospedale San Carlo di Milano, ci saranno "16 nuovi posti di terapia intensiva che raddoppieranno in una settimana circa".


I DATI - Ecco i dati dei contagi odierni e quelli dei giorni
precedenti

- i casi positivi sono 16.220 (+1.571 rispetto a ieri)
14.649/13.2729/11.685/9.820/8.725/7.280/5.791/5.469/4.189/3.420/2.612

- i deceduti 1.640 (+220)
/1.420/1.218//966/ 890/744/617/468/333/267/154

- in isolamento domiciliare 4.265 (+398)
3.867/3.427/2.650/2.044/1.351/1.248/756/722

- in terapia intensiva 879 (+56)
823/767/732/650/605/560/466/440/399/359

- i ricoverati non in terapia intensiva sono 6953(+782)
6.171/5.550/4.898/4.435/4.247/3.852/3319/2.802/2.217/1.661

- i tamponi effettuati 46.449
43.565/40.369/37.138/32.700/29.534/25.629/21.479/20.135/18.534/15.778

- i dimessi 2.485 (+117)
2.368/2011/1.660/1.198/1.085

I casi per provincia con l'aggiornamento rispetto agli ultimi
giorni

BG 3.993 (+233)
3.760/3.416/2.864/2.368/2.136/1.815/1.472/1.245/997/761/623/537

BS 3.300 (+382)
2.918/2.473)/2.122/1.784/1.598/1.351/790/739/501/413/182/155


CO 256 (+36)
220/184)/154)/118/98/77/46/40/27/23/11/11

CR 2.073 (+192)
1.881/1.792/1.565/1.344/1.302/1.061/957/916/665/562/452/406

LC 440(+54)
386/344/287/237/199/113/89/66/53/35/11/8

LO 1418 (+56)
1.362/1320/1.276/1.133/1.123/1.035/963/928/853/811/739/658

MB 376 (+30)
346/339/224/143/130/85/65/64/59/61/20/19

MI 2.326 (di cui 964 a Milano citta') (+343)
1.983/1.750/1.551/1.307/1.146/925/592/506/406/361

MN 465 (+83)
382/327/261/187/169/137/119/102/56/46/32/26

PV 884 (+83)
801/722/622/482/468/403/324/296/243/221/180/151

SO 74 (+28)
46/45/45/23/23/13/7/7/6/6/4/4

VA 232 (+32)
202/184)/158/125/98/75/50/44/32/27/23/17

e 381 in corso di verifica.

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Il Rettore dell'Università Statale scrive alle matricole

Il Rettore dell'Università Statale di Milano Elio Franzini, invia una lettera alle matricole, per informarle sul cambiamento del modello didattico, imposto dal dilagarsi dei contagi da coronavirus in Lombardia.


Care Studentesse, cari Studenti,

mi rivolgo a voi direttamente per condividere un momento difficile. Mai, infatti, nella storia dell’Università italiana si sono sospese le lezioni in presenza per un periodo così lungo. È triste vedere i cortili e le nostre aule vuote. Rimpiango persino le feste di laurea rumorose.

La nostra non è un’università on line: non lo sarà mai. Siamo un grande ateneo internazionale, orgoglioso del lavoro che svolge, consapevole che l’attività didattica è ricca e complessa, ed implica un rapporto diretto con i docenti, una frequentazione irrinunciabile delle aule e dei laboratori.

Siamo ora tuttavia costretti a cambiare provvisoriamente direzione, esplorando strade sino a pochi giorni fa solo integrative: lo facciamo perché queste strade vanno percorse e sono utili, lo facciamo per reagire e continuare il nostro lavoro comune.

Vi prego dunque di consultare i siti del portale della didattica Ariel e quelli dei vostri corsi di studio, dove dalle prossime ore convergeranno tutte le indicazioni sulle soluzioni adottate da ogni singolo insegnamento per proseguire la didattica in modalità “a distanza”, in linea di massima nei medesimi giorni e orari delle lezioni. Presto vi daremo anche indicazioni per gli esami di profitto e di laurea.

Oltre che agli avvisi in home page, in continuo aggiornamento, vi ricordo che potete fare riferimento ai referenti dei vostri corsi di studio, i cui contatti si trovano nei siti dei corsi di laurea. Vi raccomando inoltre di prestare sempre attenzione alla vostra casella di posta unimi.

Non tutto potrà funzionare in modo perfetto, e ce ne scusiamo in anticipo: abbiamo 136 corsi di studio e più di 4000 eventi formativi al giorno. Ma ce la stiamo mettendo tutta e, con il vostro aiuto, potremo farcela.

Concludo dedicando il mio più solidale incoraggiamento agli oltre duecento studenti della nostra Università residenti nelle zone rosse: faremo tutto quanto necessario per ridurre al minimo l’impatto delle tante difficoltà che state vivendo sul vostro percorso di studio.

Con i miei saluti più cari

Elio Franzini

CORONAVIRUS LOMBARDIA, ULTIME NOTIZIE IN TEMPO REALE

- A Milano università chiuse per una settimana ed eventi o manifestazioni con presenza di pubblico sospesi.

- Il Presidente della repubblica Sergio Mattarella chiama il governatore della Lombardia per informarsi sui casi di contagio e verificare le misure messe in atto per arginare il virus


- Il primo ministro Conte:" impediremo a chiunque di lasciare le zone focolaio colpite dal Coronavirus", mentre si cerca una famiglia di un paese in quarantena partita per il sud Italia

- Elenco dei comuni in cui è in vigore il provvedimento di isolamento: Vò Euganeo, Codogno, Castiglione d'Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano. Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206.

- Chiuse tutte le facoltà universitarie in Lombardia per i prossimi 7 giorni, in attesa di situazioni più favorevoli.

- Sono migliorate le condizioni del paziente 1 di anni 38, mentre dagli ultimi tamponi risulta che il presunto paziente 0, ovvero l'uomo tornato dalla Cina a fine gennaio, non abbia generato gli anticorpi al coronavirus. Questa notizia farebbe pensare che non abbia mai contratto il virus e non sia da lui partito il contagio. 

- Il CdM tenutosi in serata a varato una serie di norme per la tutela delle persone e il contenimento del contagio. Norme che vanno dalla sospensione degli avvenimenti sportivi anche nelle zone dove vi sia solo il sospetto di un contagio, alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado. Comuni in isolamento e l'uso dell'esercito per l'ordine pubblico nelle zone isolate.

- SALE A 47 NUMERO PERSONE CONTAGIATE. UN CASO AL SAN RAFFAELE, E' UN UOMO DI SESTO SAN GIOVANNI, UN NUOVO CASO A MEDIGLIA SEMPRE IN PROVINCIA DI MILANO. "Un cittadino residente a Mediglia (MI) e' risultato positivo al test del Coronavirus. Si tratta del secondo caso in provincia di Milano, il 47esimo in Lombardia". Lo rende noto l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Sono salite a 47 le persone risultate positive al Coronavirus in Lombardia. Lo fa sapere il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che sta presiedendo, insieme all'assessore al Welfare, Giulio Gallera, l'Unita' di crisi e che, in mattinata, ha partecipato ad un vertice in video conferenza con il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Nel computo delle 46 persone infettate rientra anche la donna di 76 anni deceduta al proprio domicilio a Casalpusterlengo e che e' stata sottoposta a tampone post mortem.
In particolare, degli 8 nuovi casi appena confermati rispetto ai 39 gia' comunicati questa mattina (due dei quali in provincia di Pavia e altrettanti in provincia di Cremona), uno e' residente a Sesto San Giovanni (MI) ed e' attualmente ricoverato all'Ospedale San Raffaele e uno a Mediglia (MI). Gli altri 6 provengono dalle zone gia' interessate dall'infezione.

Areu ha inoltre attivato un numero verde riservato agli abitanti dei 10 comuni ricompresi nell'ordinanza firmata ieri dal presidente Fontana e dal ministro Speranza.

Il numero e' 800894545.

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