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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Energia, anche Eni paga il conto Covid: semestre in rosso, ma porta a casa risultati sopra le attese. L'ottimismo di Descalzi e gli investimenti green: il Cane a sei zampe non molla l'osso

Claudio Descalzi, amministratore delegato dell'Eni ilComizio.it Claudio Descalzi, amministratore delegato dell'Eni

Eni ha comunicato i risultati del primo semestre 2020, che hanno risentito della forte volatilità registrata dal prezzo del petrolio nella prima metà dell’anno e della drastica riduzione della domanda, in conseguenza al lockdown deciso per frenare l pandemia da Covid-19. Il Cane a sei zampe ha deciso di modificare la politica dei dividendi, a fronte del mutato scenario di riferimento. Scelta non gradita dal mercato. I conti sono stati in calo anno su anno ma nettamente sopra le attese degli analisti. L'ad Claudio Descalzi ottimista: "Considero estremamente positiva la reattività mostrata da Eni nel semestre probabilmente più difficile che l’industria oil&gas abbia dovuto superare nella sua storia". E si gioca la carta degli investimenti "green" che aumentano di 800 milioni e saliranno al 26% del totale


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L'Eni chiude i primi sei mesi del 2020 con una perdita netta pari a 7,34 miliardi di euro (contro un utile di 1,516 dello stesso periodo dello scorso anno) e una perdita netta di adjusted di 0,66 miliardi. Lo comunica il gruppo petrolifero dopo il cda. A fronte del mutato contesto, della sua elevata volatilità e delle azioni messe in atto per fronteggiarne gli effetti, Eni rivede la politica di remunerazione degli azionisti al fine di dare loro la massima visibilità sulla distribuzione di dividendi e piani di buy back futuri. Nel periodo che definisco il peggiore nella storia dell'industria Oil&Gas, colpita dagli effetti della pandemia e della "guerra dei prezzi", la reazione di Eni è stata pronta e radicale". Questo il commento dell'Ad di Eni Claudio Descalzi ai risultati semestrali e alle nuove strategie messe in atto dal gruppo per far fronte alla crisi. "Abbiamo predisposto una revisione della nostra strategia di breve/medio termine riducendo di 8 miliardi di euro gli esborsi per costi ed investimenti nel biennio 2020-21 che ci aspettiamo sarà il più critico"

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