updated 2:00 PM UTC, Oct 22, 2020

Citroen Ds, la rivoluzionaria auto-squalo nata dalla geniale matita di un italiano e amata da De Gaulle. Ecco la versione cabrio con Giorgio Bungaro (VIDEO)

L'automobile prodotta da Citroen dal 1955 al 1975, fu disegnata dall'italiano Flaminio Bertoni, artista che oggi chiameremmo designer, il quale, da responsabile del Centro Stile della casa francese, iniziò a lavorarci già dal 1938, su mandato degli ingegneri che volevano sostituire la Traction Avant. La "DS" ancora oggi non passa inosservata grazie alle sua linee estremamente anticonformiste e alle soluzioni tecniche e stilistiche a dir poco rivoluzionarie. Qui la versione cabriolet descritta dal giornalista Giorgio Bungaro a margine di "Autoclassica 2020"

Covid, il nemico oltre le Alpi: più di mezza Francia è zona rossa. E l'Oms loda l'Italia: "Un esempio nel contrasto alla pandemia"

Oltre la metà dei dipartimenti francesi è ormai dichiarato in "zona rossa" per allerta coronavirus. In particolare, 50 dipartimenti corrispondenti alla maggioranza del territorio nazionale sono stati dichiarati in "zona di circolazione attiva del virus". Una classificazione che permette, tra l'altro, ai prefetti di adottare misure supplementari per bloccare l'avanzata del nemico invisibile. Intanto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus ha detto: "L'Italia è stata un esempio scintillante, con unità nazionale e solidarietà, impegno comune e umiltà anche la situazione peggiore si può invertire"


Coronavirus, l'allarme dell'Oms: "Persone sulla 30ina muoiono. E non  avevano altre patologie" - IlGiornale.it

Nel contrasto della pandemia "l'Italia è stata un esempio scintillante, con unità nazionale e solidarietà, impegno comune e umiltà anche la situazione peggiore si può invertire", ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in videocollegamento con il forum ad Assisi 'Cortile di Francesco', esprimendo "apprezzamento al presidente Mattarella, il primo ministro Conte, il ministro Speranza, l'interno governo e il popolo italiano" per come hanno gestito la crisi.

"L'Italia - ha ricordato - ha preso decisioni difficili ed ha insistito su quelle, riducendo la trasmissione e salvando molte vite. L'Oms è fiera di aver lavorato con l'Italia a livello quotidiano creando una rete si fiducia reciproca". Ma bisogna non abbassare la guardia, perché "tutto quello che è stato raggiunto può essere perso e molte persone rimangono a rischio, la trasmissione del virus sta aumentando anche in Italia, come in molti paesi europei. Con l'inverno, l'apertura della scuole e le persone che tornano alla vita normale, ognuno deve condurre la propria parte, tenendo al sicuro se stesso e gli altri", ha aggiunto.

"La seconda ondata è nella nostre mani. Si può evitarla o tenerla sotto controllo", ma seguendo delle regole, secondo Ghebreyesus. "Bisogna fare 4 cose: primo, evitare gli assembramenti di massa. Secondo, proteggere i più vulnerabili, gli anziani e quelli con patologie pregresse. Terzo, le persone devono collaborare, ascoltare le raccomandazioni delle istituzioni, come abbiamo visto in Italia. Quarto, continuare a fare i test", ha sottolineato.

Coronavirus: la OMS advierte a los países que no han adoptado un enfoque  integral contra la Covid-19

"Non vanno adesso sottovalutati i rischi che avremo con la riapertura delle scuole e con l'ulteriore liberalizzazione degli spettacoli, in particolare quelli sportivi. Cosa accadrà lo vedremo al termine del periodo di incubazione", ha poi spiegato il direttore aggiunto dell'Oms, Ranieri Guerra, sempre ad Assisi, parlando dell'evoluzione del Covid a margine dell'evento organizzato dal "Cortile di Francesco".

"Il caso è comunque ben gestito - ha aggiunto Guerra - Bisogna perseguire adesso con la disciplina che gli italiani hanno già dimostrato: Il sistema di monitoraggio messo in atto dal governo sta funzionando molto bene e l'aumento dei posti letto di terapia intensiva e la capacità territoriale sono pilastri su cui il sistema sta tenendo bene". "Siamo di fronte a un aumento, anche se blando e controllato, della casistica dei positivi, dei malati gravi e dei ricoveri in terapia intensiva, anche se non siamo ancora ai livelli dei nostri vicini, come Spagna e Francia". "Questo - ha concluso - vuol dire che l'effetto del lockdown molto rigido sta permettendo all'Italia un effetto positivo". L'Italia è stato il Paese che ha reagito con maggiore fermezza rispetto a tutti gli altri Paesi", ha poi aggiunto facendo un confronto con gli altri Paesi, come ad esempio la Francia, "dove - ha detto - persistono a ritenere volontaria la possibilità di isolamento in caso di positività, mentre da noi la quarantena è obbligatoria". 

"La prima lezione del Covid è che ha reso evidente a tutti in modo più diretto e immediato quello che sarà il titolo della prossima enciclica, che aspettiamo con grande trepidazione, che siamo fratelli tutti, ha dato una percezione molto più netta di un dato che ora è ineludibile e non può che essere il punto di partenza per qualsiasi ricetta," cioè "che siamo fortemente interdipendenti, sulla stessa barca e che questo rafforza la necessità di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile". Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri intervenendo ad Assisi al 'Cortile di Francesco'. "L'Europa questa volta a differenza del passato ha mostrato questa capacità di tradurre l'interdipendenza in una più robusta azione comune improntata alla solidarietà". "La scelta di assegnare il primato alla vita, di salvare vite umane" anche a discapito dell'economia ha mostrato che "non era vero che le due cose fossero in contraddizione" e che "una risposta massiccia con scelte inedite" e "improntate alla solidarietà" si è "rivelata giusta anche dal punto di vista economico: chi ha contenuto di più il virus ha potuto poi ripartire in sicurezza, questo ha un impatto su un certo grado di ripresa". "Non possiamo limitarci a essere soddisfatti che l'Europa sia stata questa volta all'altezza della sfida, dobbiamo allargare lo sguardo ed essere consapevoli che è necessario lo stesso grado di innovazione per affrontare le conseguenze globali di questa pandemia che rischiano di essere molto pesanti", in particolare "per i Paesi a basso reddito", ha detto ancora Gualtieri. In Italia "abbiamo cercato di sostenere tutti, a partire dai più deboli con misure senza precedenti". Ora però l'Europa deve "dare un'indirizzo nuovo per uscire da questa crisi: non solo per tornare a dov'eravamo prima della pandemia ma per disegnare un mondo in linea con i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite". Anche il Fondo Monetario "deve aumentare la sua potenza di fuoco, deve avere il coraggio di aumentare i diritti di prelievo speciali, che sono una forma di capienza fiscale aggiuntiva, sulla base di un paniere di valute, che di fatto aumenta le riserve dei vari Paesi. Quindi, 1000 miliardi di diritti aggiuntivi darebbero solidità a Paesi che non ne hanno a sufficienza". 

 

(Fonte: Ansa)

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Francia, lo spettacolo indecente del big match tra Psg e Marsiglia. I parigini finiscono in 8, Neymar fa una figuraccia e tira in ballo il razzismo. L'Equipe: "Imbecilli" (VIDEO)

Il big match di Ligue 1 va al Marsiglia, al secondo successo consecutivo che vince sul campo del Psg per 1-0, grazie alla rete di Thauvin. Nel recupero un contrasto tra Paredes e Benedetto è la miccia che fa scoppiare una clamorosa rissa: 5 espulsi, tra cui anche Neymar, beccato dal Var. L'Equipe stamane è andata in edicola con un editoriale durissimo per commentare una gara che doveva fare da vetrina al campionato francese e invece si è conclusa con 14 ammonizioni e 5 cartellini rossi: "Imbecilli" - (VIDEO)


Momenti di tensione nel corso del big-match di Ligue 1 tra Psg Marsiglia. Al minuto 38', Angel Di Maria ha sputato (senza colpirlo) all'indirizzo di Alvaro Gonzalez, un bruttissimo gesto non ravvisato dall'arbitro e che crea maggiore sdegno in piena pandemia da coronavirus. Il difensore spagnolo dell'OM ha anche discusso con Neymar a cui avrebbe detto: "Chiudi la bocca, scimmia". "Il razzismo, no" la secca risposta dell'attaccante brasiliano del Psg.

Alla fine il Psg ha perso partita e testa, chiudendo la sfida in 8 per le espulsioni di Kurzawa, Paredes e Neymar dopo una clamorosa rissa in pieno recupero. Per la squadra di Villas Boas sono entrati direttamente negli spogliatoi Amavi e Benedetto.

La tensione e le risse di Paris Saint-Germain-Marsiglia si trascinano anche dopo il 90', dove sono i social network a fare da campo di battaglia. Dopo le accuse di razzismo ad Alvaro Gonzalez, Neymar rincara la dose su Twitter: "Mi dispiace solo di non aver colpito in faccia quello str...o". E ancora: "Per il VAR è stato facile cogliere la mia aggressività (il brasiliano è tra i cinque espulsi del finale, ndr), ora voglio vedere anche l'immagine del razzista che mi ha chiamato 'scimmia figlio di put...a'. Io vengo espulso e a lui cosa succede?".

Il ds parigino Leonardo ha criticato l'arbitro Brisard: "La partita era fuori controllo, lo dimostrano i 14 cartellini gialli e i 5 rossi, questa sfida alla terza giornata è incomprensibile. Non capisco perché la Federazione non abbia mandato un arbitro come Turpin o Buquet, questo non aveva esperienza per una classica come Psg-Marsiglia".

GONZALEZ: "NON C'È POSTO PER IL RAZZISMO"
Dal canto suo, anche Gonzalez ha in qualche modo risposto indirettamente a O' Ney usando Twitter: "Non c'è posto per il razzismo. A volte devi imparare a perdere e assumerti le responsabilità sul campo"

 

 

PSG-MARSIGLIA 0-1
Il Marsiglia concede il bis: dopo la vittoria d’esordio contro il Brest, l’Olympique trova il secondo successo stagionale. Lo fa battendo il Psg, squadra che aveva già perso la partita iniziale del suo campionato contro il Lens. Dunque, la formazione di Villas-Boas interrompe il digiuno di vittorie contro i parigini, in grado di sconfiggere i marsigliesi nelle ultime 20 partite ufficiali giocate. La formazione di Tuchel crea molti tentativi in avvio gara, soprattutto grazie ai cross e a una conclusione insidiosa degli italiani Florenzi e Verratti. Il Psg fa possesso, costruisce, ma sotto rete non è preciso e non riesce a portarsi in vantaggio. Gol sbagliato, gol subito: al 31’ Payet calcia una punizione e trova Thauvin. Il francese tira di sinistro dalla destra dell’area piccola e trova l’angolino in basso a destra, mandando il Marsiglia sull’1-0. Dopo una fase di stallo fino all’intervallo, il Paris Saint-Germain entra in campo cercando di recuperare. Lo fa, però, con le stesse armi usate nel primo tempo: tanto possesso, una buona costruzione delle azioni, ma poca precisione al tiro. Inoltre, Mandanda è attento su molte conclusioni di Neymar e riesce a sventare il gol mettendoci i guantoni. Dunque, la squadra di Villas-Boas riesce a resistere agli assalti del Psg e a vincere il secondo match consecutivo. Un incontro che termina anche, purtroppo, con una rissa che coinvolge giocatori di entrambe le squadre: Amavi e Kurzawa arrivano alle mani, poi lo scontro si dilaga a macchia d’olio. Alla fine i due ricevono un rosso diretto e con loro vengono espulsi anche Benedetto e Paredes per doppio giallo, nonché Neymar, anche lui fuori direttamente per rissa. In attesa degli strascichi che avrà la zuffa finale, i biancoazzurri salgono a quota sei punti, a una lunghezza (e con un match in meno) dal terzetto in vetta formato da Nantes, Metz e Nimes. Al contrario, i campioni di Francia in carica incassano la seconda sconfitta consecutiva. Forse non si può ancora parlare di crisi, ma è chiaro che qualcosa non vada in casa Psg. 

Covid, cosa succede nel mondo: il bilancio aggiornato e le nuove misure dei vari Paesi. Norme contro gli assembramenti in Inghilterra, la Francia riduce la quarantena, ma l'Oms è contraria

Sono 27.583.796 i casi di contagio da Coronavirus registrati nel mondo, stando al bilancio aggiornato dal Coronavirus Resource Center della Johns Hopkins University. I decessi attribuiti al Covid-19 sono nel mondo 897.614. Nuove misure anti-assembramenti in vigore in Inghilterra da lunedì. L'Organizzazione mondiale della Sanità ribadisce che la quarantena deve essere di quattordici giorni, dopo che la Francia l'ha ridotta a sette


Ecco come il Coronavirus sta cambiando il mondo: luci ed ombre del virus

Gli incontri sociali di più di sei persone saranno proibiti in Inghilterra a partire da lunedì - con alcune esenzioni - a causa del forte aumento dei casi di coronavirus, pena una multa che va da 100 sterline fino a un massimo di 3.200. Lo riferisce la Bbc la quale precisa che il premier Boris Johnson terrà una conferenza stampa in mattinata per fornire ulteriori dettagli.  

La modifica alla legge pone il divieto al maxi assembramento al chiuso e all'aperto, ma non si applicherà alle scuole, ai posti di lavoro e ai matrimoni, funerali e eventi sportivi organizzati che adottano le misure anti-Covid.  Le nuove regole segnano un cambiamento nell'attuale orientamento dell'Inghilterra. Al momento, due famiglie di qualsiasi dimensione possono incontrarsi all'interno o all'esterno, o fino a sei persone di famiglie diverse all'aperto. Fino ad ora la polizia non ha avuto il potere di fermare i raduni a meno che non superassero le 30 persone.

Sarà prorogata fino al 30 settembre l'indicazione del governo tedesco di evitare viaggi, che non siano indispensabili, nei 160 paesi ritenuti a rischio per il Coronavirus. Lo ha deciso oggi il gabinetto di Angela Merkel, secondo quanto ha riferito la portavoce del ministero degli esteri a Berlino in conferenza stampa. Subito dopo, ha spiegato la portavoce Marie Adebahr, si deciderà in base alla situazione della diffusione del virus dei singoli Paesi.

Parigi gli ospedali pubblici sperano di poter effettuare test rapidi "su larga scala" entro "metà settembre" per fronteggiare al meglio la seconda ondata del coronavirus. Due prototipi di tamponi rapidi, anche detti 'antigenici', sono già stati sperimentati durante l'estate. Questi permettono di conoscere il risultato entro trenta minuti. AP-HP, il consorzio che gestisce gli ospedali pubblici parigini, ne ha quindi ordinati "100.000 esemplari", attualmente in corso di consegna.  Il governo francese "sarà obbligato a prendere alcune decisioni difficili entro 8 o 10 giorni al massimo" ha detto oggi Jean-François Delfraissy, presidente del Consiglio scientifico che affianca i vertici del Paese nelle decisioni in tema di pandemia. Per Delfraissy, il livello di epidemia del Covid-19 in Francia è "preoccupante": "ci si può ingannevolmente rassicurare" perché l'aumento della circolazione del virus ha "attualmente poche ricadute" sul sistema sanitario, ma può verificarsi "un aumento rapidissimo, esponenziale, in un secondo tempo", ha precisato, citando "in particolare" la situazione della regione "Provenza-Alpi-Costa Azzurra". 

In Belgio tra il 30 agosto ed il 5 settembre c'è stata una media di 502,1 contagi al giorno, in aumento (+ 13%) rispetto a sette giorni prima. A fotografare la situazione sono i dati aggiornati dall'Istituto di Sanità Pubblica Sciensano. Il numero totale di infezioni dall'inizio dell'epidemia è ora di 89.141 casi. I ricoveri sono ancora in calo, del 4%, con una media di 18,4 al giorno. Anche i decessi, seguono una tendenza al ribasso. Sono stati 2,3 al giorno in media nel periodo di riferimento (-2%), per un totale di 9.912 dall'arrivo del coronavirus.

La Russia ha registrato 5.218 nuovi casi e 142 decessi nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato la sede operativa nella lotta al virus. La Russia ha visto un totale di 1.041.007 casi di coronavirus, tra cui 18.135 morti e 856.458 guarigioni (tra cui 6.409 pazienti dimessi nelle ultime 24 ore). Il numero di casi attivi è attualmente pari a 166.414. Lo riporta Interfax. 

Intanto il bilancio dei morti nella regione America Latina-Caraibi ha superato quota 300mila. E' quanto risulta da un conteggio dell'agenzia di stampa Afp. In particolare, il Perù ha superato i 30mila decessi.

L'Argentina ha superato oggi la soglia del mezzo milione di casi di coronavirus, è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Il Paese registra ora 500.034 contagi, inclusi 10.405 decessi. Finora sono guarite 366.590 persone.

Il Messico ha registrato ieri 5.351 nuovi casi e 703 ulteriori decessi: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 642.860 e quello dei morti a quota 68.484.

Continua a salire il numero dei contagi in Israele ma anche la quantità di tamponi. Nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della sanità, le nuove infezioni sono state 3.496 portando il totale, da inizio pandemia, a 139.013 casi. I tamponi sono stati circa 43 mila con un tasso di infezione dell'8.1%. Del totale dei casi, quelli attivi, per la prima volta hanno superato la soglia dei 30mila (30.366) con 472 in serie condizioni e 140 in ventilazione. I decessi, con altre 5 morti, sono saliti a 1.048. Da ieri sera 40 tra città e quartieri (in prevalenza arabe ed ortodosse) in tutto il Paese sono stati posti sotto coprifuoco notturno nel tentativo di rallentare le infezioni laddove i contagi sono più alti.

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Macron lancia il suo piano di rilancio nazionale, del valore di 100.000 milioni di euro e l'Italia?

35.000 milioni di euro saranno destinati, tra il 2021 e il 2022, a sostenere la creazione di posti di lavoro e il miglioramento delle competenze lavorative


Jean Castex, il capo del governo di Emmanuel Macron, ha presentato oggi un piano di rilancio nazionale, per un importo di 100.000 milioni di euro e questa filosofia di fondo: "stimoli per la produzione e la conversione, riduzione delle tasse per favorire la produzione di ricchezza".

Il presidente Macron ha presieduto oggi il consiglio dei ministri proprio per incentivare l'approvazione del piano, 35.000 milioni di euro saranno destinati, tra il 2021 e il 2022, a sostenere la creazione di posti di lavoro e il miglioramento delle competenze lavorative. Sono previsti, tra gli altri capitoli, un "piano giovani", nuovi tipi di contratti, borse di studio, nuovi modelli di formazione e lavoro part-time. " Questi 35.000 milioni saranno destinati al rafforzamento della "sovranità e competitività" delle imprese , nei prossimi due anni, accompagnando la ripresa del patrimonio e il sostegno agli investimenti.

Nel capitolo sul rilancio della produzione economica, nelle imprese e nel commercio, il piano prevede una riduzione del carico fiscale, con una riduzione delle imposte che gravano sulle imprese per un importo di circa 10 miliardi di euro. Dal punto di vista governativo, la riduzione della pressione fiscale e degli stimoli dovrebbero favorire la produzione di ricchezza e la crescita occupazionale per tutto il prossimo biennio.

30.000 milioni di euro, investiti tra il 2021 e il 2022, saranno dedicati ad "accelerare" la "transizione ecologica", favorendo la ristrutturazione degli edifici, favorendo nuove modalità di produzione, trasporto, consumo, abbattimento delle emissioni gassose tossiche, favorendo la costruzione di nuove infrastrutture ecocompatibili.

Questi tre grandi capitoli avranno un lungo campo di applicazione pratica in campi diversi, come la cultura, la riconversione industriale, i nuovi modelli agricoli e la sovranità aziendale e nazionale francese.

Tre grandi sfide

I portavoce di Emmanuel Macron e del suo primo ministro, Jean Castex, affermano che il piano di rilancio della Francia risponde a tre grandi sfide storiche: "rendere più verde l'economia nazionale" (favorire la transizione ecologica), "ritrovare competitività e re-industrializzazione" e conferma della “coesione sociale e territoriale”, diventando la matrice di tutti i progetti politici, economici e culturali presenti e futuri in Francia.

Emmanuel Macron stima che il suo piano di rilancio nazionale creerà nel 2021, 160.000 posti di lavoro e recupererà la ricchezza nazionale prima della crisi del coronavirus entro il 2022.

40.000 dei 100.000 milioni del piano nazionale di rilancio dovrebbero essere crediti e aiuti del Fondo europeo per il rilancio, in arrivo dall'Unione Europea (Ue), progetto di origine franco-tedesca, che avrà un importo di 750.000 milioni di euro.

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Macron e Merkel mettono in scena la forza dell'asse franco-tedesco di fronte alle nuove "sfide"

I due leader assicurano che c'è "convergenza" nell'agenda internazionale, anche se differiscono nella strategia nel Mediterraneo orientale


Tra il coronavirus e la lotta alla crisi economica che sta comportando, la crisi in Bielorussia, la Brexit, le tensioni nel Mediterraneo orientale, il colpo di stato in Mali o, proprio giovedì, l'avvelenamento del principale oppositore russo, Alexei Navalni, l'agenda, sia bilaterale che internazionale, era ben piena. Ma soprattutto quello che ha destato più interesse è stato il gesto di Angela Merkel che giovedì è diventato il primo cancelliere tedesco in 35 anni a visitare un presidente francese. L'incontro tra Emmanuel Macron e Angela Merkel è avvenuto a Fort Brégançon, "l'Eliseo dell'estate", dove il presidente trascorre le vacanze e dove, nei suoi tre lunghi anni di governo, aveva ospitato solo la britannica Theresa May e il russo Vladimir Putin. Una visita "eccezionale", aveva sottolineato l'Eliseo, che dovrebbe evidenziare quel rapporto speciale dell'asse franco-tedescoil . Va ricordato che il primo viaggio di Macron da presidente è stato a Berlino, nonostante i suoi alti e bassi, il rapporto tra i due è stato fondamentale nella politica bilaterale ed europea degli ultimi tre anni, un rapporto che dovrà essere ancora più stretto in quest'ultimo anno di vita politica del veterano cancelliere tedesco.

“Stiamo vivendo tempi difficili, la crisi Covid è la prima, ma ci troviamo anche di fronte a un mondo che si sta ricostruendo, compresi i cicli economici americani e cinesi, abbiamo la profonda convinzione della necessità di un'Europa che prenda il suo posto completamente, che difenda la sua sovranità strategica e l'indipendenza nel quadro della cooperazione e nel rispetto degli equilibri internazionali e del multilateralismo, ma che sappia difendere la sua agenda", ha sintetizzato Macron dopo le due ore di riunione, seguite da una" cena di lavoro ".

Era la prima volta che Merkel e Macron si vedevano di persona dopo l'interminabile Consiglio europeo di fine luglio a Bruxelles, in cui era stato approvato il fondo per la ricostruzione, non senza grandi difficoltà. L'Unione Europea darà 750.000 milioni di euro per aiutare i Paesi più colpiti dal coronavirus per far fronte alla crisi economica. L'iniziativa è stata possibile grazie alla spinta decisa di Parigi e Berlino, che insieme hanno presentato il piano multimilionario che ritengono fondamentale per salvaguardare lo stesso progetto europeo. Ma c'è ancora tanto da fare per Macron e Merkel che hanno approfittato di questo incontro in Costa Azzurra, per mettere a punto i dettagli prima della fase critica che inizierà con il ritorno delle vacanze e l'inizio del corso politico che dovrà validare la ratifica del fondo da parte del Parlamento europeo e dei 27 Stati membri, preferibilmente entro la fine dell'anno (e il mandato europeo tedesco).
Entrambi hanno concordato il desiderio di un "migliore coordinamento europeo" sia per l'approvazione finale dei fondi e la loro distribuzione a livello sanitario, sia per la risposta di ciascun paese a una pandemia che si ripercuote in Tutta l'Europa.

"Ora più che mai, dobbiamo avere un'azione europea contro il coronavirus, non possiamo limitarci a risposte nazionali, confinare nuovamente i Paesi, dobbiamo lavorare sul piano europeo, dobbiamo coordinare la nostra azione per combattere insieme l'epidemia" ha ribadito Angela Merkel.

Durante l'incontro si è parlato anche della crisi elettorale in Bielorussia, Macron ha accusato Lukashenko di "resistere" alla proposta di mediazione dell'OSCE a cui il presidente russo Vladimir Putin è già stato "favorevole", secondo il presidente francese, che allo stesso tempo ha ammonito sia Mosca sia l'Europa, si aspetta un "dialogo franco" sull'ex repubblica sovietica, perché "anche in questo caso sono in gioco la stabilità e la possibilità di un rapporto tra Ue e Russia". "Non vogliamo vedere una replica con quello che abbiamo visto negli anni passati, specialmente con l'Ucraina, e siamo stati molto chiari con Putin". "Quello che ci aspettiamo dalla Russia è davvero un dialogo franco e sincero con l'UE, in particolare con Germania e Francia, una cooperazione per una mediazione efficace che contribuisca ad evitare qualsiasi escalation e, soprattutto, vietare assolutamente qualsiasi violenza aggiuntiva alla situazione bielorussa. ".

Insieme alla Merkel, il presidente francese ha anche passato in rassegna la situazione in Libia, il colpo di stato in Mali e la crisi nel Mediterraneo orientale. Sebbene entrambi abbiano assicurato che vi sia "convergenza" su tutte le questioni, era chiaro che, almeno per quanto riguarda le strategie, quando si tratta di conflitti con la Turchia, le strade divergono, mentre Berlino sostiene il dialogo, Parigi ha inviato rinforzi militari nell'area a sostegno di Grecia e Cipro, anche se perseguono lo stesso obiettivo.

"Il nostro obiettivo strategico sul Mediterraneo orientale è lo stesso: la sovranità e la stabilità europee", ha detto Macron, anche se ha continuato precisando: "Ognuno di noi ha un modo per farlo, ognuno di noi ha la sua storia. Ci deve essere una complementarità per un obiettivo comune che agli stessi risultati ". "Ci sono diversi modi di agire", ha ammesso la Merkel. “Possiamo sostenere i nostri alleati europei, possiamo anche inviare navi, ma stiamo anche lavorando per riprendere il dialogo tra Grecia e Turchia. È difficile dire quale sia la strategia migliore, ecco perché lavoriamo insieme, penso ci siano molte possibilità di lavoro", ha aggiunto in tono conciliante.

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Francia, un 14 luglio diverso: la festa nazionale dedicata alle vittime del Covid e al personale sanitario. La Marsigliese risuona per loro. Polemiche sulle mascherine e mini contestazione a Macron

Quest'anno la manifestazione per la festa nazionale si è svolta in formato ridotto e senza pubblico, a causa delle restrizioni legate all'epidemia da Covid-19. Il presidente Macron ha voluto confermare la cerimonia anche se soltanto con 2500 militari presenti e 1400 operatori della sanità, eroi della battaglia contro l'emergenza invitati in tribuna, unico pubblico ammesso alla celebrazione


Conducenti di ambulanze, cassieri di supermercati, postini, medici che hanno curato pazienti affetti da Covid-19. La Francia celebra i 'lavoratori essenziali' nel 14 luglio segnato dalla pandemia, in una festività nazionale ricalibrata senza la consueta grandiosa parata militare.

Cerimonia ristretta a Place de la Concorde e niente sfilata sugli Champs Elysees con la pattuglia acrobatica di Francia che, dopo il classico tricolore che attraversa il cielo sopra l'Arco di Trionfo e la Torre Eiffel, effettua anche un secondo sorvolo su Parigi lasciandosi dietro un fumo bianco in onore degli operatori sanitari e di tutti i lavoratori essenziali.

Il presidente Emmanuel Macron ha passato in rivista le truppe e sfilato brevemente in place de la Concorde a Parigi, mentre sugli spalti si distinguevano i camici bianchi degli operatori sanitari, disposti rispettando il distanziamento sociale. "Questa cerimonia sarà il simbolo dell'impegno di un'intera nazione" e "della nostra resilienza", ha detto Macron alla vigilia delle celebrazioni, facendo riferimento alla gestione della crisi sanitaria. La Francia è un dei Paesi più colpiti in Europa dalla pandemia con più di 200.000 contagi e 30.000 decessi.

La Marsigliese per gli operatori sanitari

Momento di commozione durante la celebrazione quando, davanti alla tribuna con Emmanuel Macron e tutti i membri del governo, si sono presentati tutti i rappresentanti civili e militari del personale sanitario impegnato contro l'epidemia di coronavirus. 

È risuonata la Marsigliese e l'omaggio al personale sanitario si è concluso con un lunghissimo applauso di tutte le autorità presenti, in piedi nella tribuna. Mentre si svolgeva la cerimonia, ritrasmessa in diretta tv, molti francesi sono intervenuti sui social network e nei blog dei vari media per criticare il fatto che quasi nessuno, a place de la Concorde, indossasse la mascherina.

Macron l'ha indossata soltanto scendendo a stringere le mani a fine cerimonia. In Francia, dove la mascherina non è stata mai né obbligatoria né consigliata all'aperto, le autorità sanitarie, di fronte all'allentamento del rispetto delle regole sanitarie, pensano di rendere "obbligatoria e non più strettamente consigliata" la mascherina nei luoghi chiusi.

Accordo con i sindacati per l'aumento degli stipendi al personale sanitario

Alla viglia il governo ha annunciato un pacchetto di 8 miliardi di euro per aumentare gli stipendi a medici, infermieri e paramedici. L'accordo è stato  firmato con i sindacati ieri dopo settimane di trattative e vedrà un incremento medio degli stipendi di 183 euro al mese. Gli operatori sanitari sono stati elogiati durante la pandemia con manifestazioni quotidiane di apprezzamento da parte del pubblico. Ma da tempo chiedevano migliori stipendi e maggiori risorse finanziarie per gli ospedali. Nonostante l'intesa, durante la cerimonia c'è chi ha voluto esprimere il suo dissenso levando in volo con dei palloncini uno striscione in cui era scritto: "Dietro gli omaggi Macron strangola gli ospedali".

Una festa in tono minore: niente folla intorno alla Torre Eiffel per i fuochi d'artificio

La commemorazione ha reso omaggio anche all'ex presidente Charles de Gaulle, 80 anni dopo il suo appello alla resistenza contro i nazisti. La festa nazionale francese ricorda un momento decisivo della rivoluzione del 1789. In quel giorno, i cittadini assalirono la Bastiglia, usata allora come luogo di detenzione e diventata l'emblema del regime monarchico. 

Tradizionalmente, la festa nazionale si concludeva con i fuochi d'artificio, con migliaia di persone riunite intorno alla Torre Eiffel per osservare lo spettacolo pirotecnico che è confermato anche se il parco intorno alla torre sarà chiuso al pubblico.

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Francia, Macron riapre le scuole per due settimane. A maggio il ritorno in classe era facoltativo. Il ministro dell'Istruzione: "Non potevamo lasciare lontani i ragazzi da marzo a settembre"

A due settimane dall'inizio delle vacanze estive, la Francia ripristina l'obbligo di frequenza delle scuole, ad eccezione dei licei. Nessun distanziamento sociale alle materne. Alle elementari il metro di separazione tra gli alunni è semplicemente raccomandato. Alle medie, quando non si possono mantenere le distanze, i ragazzi devono portare la mascherina. Il ministro dell'Istruzione Blanquer spiega i motivi della decisione


Nelle scuole francesi si studierà sempre meno l'italiano

Tutti i bambini francesi sono tornati a scuola. Dopo più di tre mesi di confinamento e sei settimane di riavvio graduale, oggi è suonata la campanella per materne, elementari e medie. Si tratta solo di due settimane, ma il governo francese lo ha ritenuto un passo importante per far ripartire l'istruzione dopo mesi di corsi online per fermare il contagio del Covid-19.

"Due settimane contano, due settimane non è poco, sia sul piano pedagogico che psicologico per gli allievi", ha spiegato nei giorni scorsi il ministro dell'Istruzione Jean Michel Blanquer. Oggi sono "felice", ha aggiunto stamattina a France Inter, sottolineando che non era possibile lasciare i ragazzi "senza scuola da marzo a settembre". Non si tratta solo di riprendere il lavoro scolastico, ma anche "di ritrovare gli amici, i professori, sono cose importanti, cose che contano". "Esorto i genitori ad aver fiducia nelle istituzione della scuola pubblica", ha detto ieri la portavoce del governo Sibeth Ndiaye, dopo che il presidente Emmanuel Macron avea sottolineato che la frequenza scolastica torna obbligatoria.

Le scuole francesi sono state riaperte l'11 maggio, ma non a pieno regime. Secondo dati ufficiali, riportati da Le Figaro, soltanto 1,6 dei 6,7 milioni di allievi delle elementari erano tornati sui banchi e raramente in orario pieno. Per quanto riguarda le medie erano 600mila su 3,3 milioni. Oggi invece tutti a scuola - anche negli asili nido e le materne - con un orario normale.

Il ministero dell'Istruzione ha intanto rivisto i protocolli sanitari. Alla materna non è prevista una distanza fisica minima, ritenuta inapplicabile dal punto di vista pratico. Alle elementari la distanza di un metro è solo raccomandata, mentre alle medie gli allievi dovranno indossare la mascherina se non si potranno rispettare le distanze.

Licei e università restano esclusi dalla riapertura. Le autorità citano gli esperti secondo i quali il contagio "è quasi inesistente sotto i 15 anni", ma poi diventa più probabile, tanto più che i liceali interagiscono molto fra loro. Le superiori sono state comunque riaperte già da maggio, con alcuni corsi in presenza per le scuole professionali, mentre nei licei sono stati organizzati incontri singoli fra studenti e professori. I corsi in presenza riprenderanno a settembre. Il ministro dell'Istruzione ha assicurato oggi che, a tutti i livelli di studio, vi saranno programmi speciali di recupero per quanti sono rimasti indietro.

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