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updated 5:32 PM UTC, May 28, 2020

Sondaggi: vola Fratelli d'Italia, Lega sotto il 25 %. Stabili Pd e grillini, Renzi ai minimi. Tra i leader boom Meloni, l'astro nascente Zaia insegue Conte

Il partito di Matteo Salvini vede avvicinarsi quello guidato da Nicola Zingaretti. I Dem da qualche settimana sono al 22,9%, a soli due punti dal Carroccio (24,9%, in calo dello 0,7%), secondo il sondaggio di Osservatorio Politico Ixe' per la trasmissione Rai Cartabianca. M5S terzo al 16,8% (+0,4%) con Fratelli d'Italia che sale tanto sino al 13,8% e guadagna 1,8 punti. Tra gli altri partiti, Forza Italia perde lo 0,7% e va al 7,2%, La Sinistra arretra dello 0,4% e scende a 2,8%. In leggero calo (-0,3%) Italia Viva al 2,6%. Più Europa al 2,1%, Europa Verde al 2%, Azione di Calenda all'1,1%


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La Lega sotto quota 25. Balzo di Fratelli d'Italia e alto gradimento per Zaia. Sono i dati tratti dall’Osservatorio Politico Nazionale realizzato dall’Istituto Ixè per RAI 3 - Cartabianca. Le intenzioni di voto di questa settimana fotografano una situazione molto dinamica, con un'accentuazione di alcune tendenze ormai consolidate e altre variazioni meno attese, sottolinea l'Istituto Ixè. Accelera la flessione della Lega, che scende al 24,9%, ad appena 2 punti dal Pd, ormai stabile da qualche settimana al 22,9%. Nell'area di centro destra, sale di quasi due punti Fratelli d'Italia (13,8%), mentre la linea più moderata pare penalizzare Forza Italia, che dopo varie settimane di crescita perde lo 0,7 e si riporta al 7,2%. Si rafforza, invece, il Movimento 5 Stelle, toccando il 16,8%. Calo generale, infine, per le liste minori del centro sinistra.

Il quadro della fiducia nei politici, spiega l'Istituto Ixè, conferma il primato di Conte, che però questa settimana cede un punto, scendendo al 59%, molto distante dai leader dei principali partiti: Giorgia Meloni guida il gruppo degli inseguitori col 35% di gradimento, seguita da Salvini col 31%. Un altro esponente della Lega, però, presenta in questo momento un livello di gradimento molto maggiore di quello del suo segretario e si colloca a meno di 10 punti dal presidente del Consiglio: il governatore del Veneto, Luca Zaia, forte di una gestione dell'emergenza giudicata esemplare nella propria regione, riscuote la fiducia del 50% degli italiani.

Rispetto alla gestione dell'emergenza, con l'ingresso nella fase 2, risale il giudizio sull'operato del governo, ritenuto in qualche misura positivo dalla netta maggioranza degli italiani (18% molto positivo - 51% abbastanza positivo). In questa fase, rileva l'Istituto Ixè, dato anche il perdurante declino della curva dei contagi, metà della popolazione è più preoccupata per le ripercussioni dell'emergenza Covid sull'economia, che per i suoi effetti sulla salute.

Sul fronte sanitario, comunque, gli italiani non abbassano la guardia e guardano con una certa apprensione l'allentamento delle restrizioni, seppure contenuto: se il 51% ritiene che ci sarà una gestione responsabile da parte della popolazione, il 39% invece teme che ci sarà una ripresa dei contagi e conseguentemente si dovrà tornare al lockdown.

Zaia, l'uomo del momento, resta con i piedi per terra: "Astro nascente? Non mi interessa, abbiamo altro da fare". Poi chiede più autonomia sulla salute. E occhio ai trasporti che rischiano di implodere

"L'astro nascente di Venezia offusca Salvini". E' il titolo di un editoriale pubblicato oggi sul Financial Times e dedicato al governatore del Veneto Luca Zaia. Il quotidiano economico britannico dedica un editoriale al governatore leghista sottolineandone l'alto indice di gradimento e lodando il "modello Veneto".  Lui si schermisce: "E' solo un momento particolare, tenetemi fuori da questa storia"


"Io spero si possa portare a casa la delega alle Regioni di poter decidere sui propri territori. Questa 'autonomia' potrebbe essere utile visto che abbiamo avuto diverse regioni che hanno avuto risultati e servizi erogati a tutela della salute diversi da regione a regione. Perché ogni regione ha avuto la sua storia sanitaria e questo è importante ricordarlo". Lo ha sottolineato il presidente del veneto Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa.

"L'interlocuzione con il governo è assolutamente serena, il governo conosce la nostra posizione: non siamo irresponsabili, sappiamo che il virus c'è e bisogna fare in modo di non prenderselo, e quindi rilancio il mio appello: usate la mascherina", ha ammonito. "Ad oggi abbiamo fatto 392 mila tamponi, 9 mila in più da ieri, i positivi sono 18.402, 29 in più da ieri, le persone in isolamento sono scese a 6.353 (-426), 1024 i pazienti ricoverati, 32 in meno, 98 quelli in terapia intensiva, uno in meno da ieri, 2743 i dimessi, 1207 i decessi in ospedale 13 in più, mentre 1545 in totale", ha detto rendendo noti i dati.

"A me risulta che in Svezia ad una certa eta' non ti presenti nemmeno in ospedale. Se questo e' un buon modello di sanita'... A voi risulta che noi applichiamo questo modello? Noi abbiamo dimesso ultra 90enni dalle terapie intensive, pensate a cosa sarebbe accaduto se queste persone avessero avuto la sfortuna di essere nati in un paese diverso", ha aggiunto rispondendo a chi gli chiedeva del 'modello Svezia' per affrontare l'emergenza coronavirus nel corso del punto stampa.


TUTTO SUL PUNTO STAMPA DI LUCA ZAIA 

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha parlato dell'avvio della Fase 2 di ieri con 4,8 milioni di spostamenti e del rischio che i trasporti pubblici possano implodere.

Veneto, bollettino e conferenza stampa/ Video: 13.421 casi, Zaia ...

La ripresa di ieri

Il governatore del Veneto Luca Zaia durante il punto stampa quotidiano nella sede della Protezione civile ha parlato delle persone che ieri, giorno di avvio della Fase 2, si sono spostate: «In Veneto l'analisi in tempo reale ha segnalato nella giornata di ieri 4,8 milioni di spostamenti. È un dato in linea con quelli del 9 marzo. Rispetto al picco più basso del lockdown - ha aggiunto Zaia - l'aumento del traffico è del 61%. Per noi è quasi normalità».

Trasporto pubblico
«Nel trasporto pubblico locale sono state messe regole per cui temo che il sistema imploderà - afferma il presidente del Veneto Luca Zaia - Pensate al ritorno a regime è impossibile  ordinare il triplo dei bus e il doppio dei treni. Non arriveranno mai per tempo. C'è anche il tema fondamentale del rispetto delle regole di distanziamento, siamo molto preoccupati».

Le riaperture delle attività
«Stiamo lavorando con il governo sulle attività che non hanno ancora ripreso a lavorare - aggiunge Zaia -  confidiamo sull'ipotesi di poter avere un anticipo sulle riaperture rispetto alla data del 18 maggio. Potrebbe essere l'occasione - ha proseguito - di dare competenze in maniera differenziata alle Regioni sui propri territori. Se siamo responsabili della salute dei cittadini, è altrettanto vero che il presidente di una Regione possa decidere se aprire. Tutti abbiamo coscienza della messa in sicurezza, ma quando un operatore ha la protezione e il cliente ha la protezione siamo convinti che sia più che sufficiente a garantire la salute di entrambi».

Ospedali cambia tutto
«E' fondamentale il rispetto delle regole, se non usate la mascherina finite in ospedale - raccomanda Zaia - gli ospedali saranno diversi a tutela di tutti: possono accedere solo i pazienti, le visite sono contingentate e niente negozi come negli ospedali realizzati in passato». 
«Chi firma gli appelli sui tamponi di massa dovrebbe spiegare anche operativamente come si fanno e in che tempistica - afferma il governatore commentando l'appello di Lettera 150 - non lo dico per polemica - ha aggiunto - ma per dare la giusta informazione. Noi facciamo 10-15 mila tamponi al giorno, ma ci vogliono trasporti, operatori, macchine per processarli, neanche la macchina del professor Crisanti riesce a fare tutti i 9.000 tamponi al giorno. Abbiamo messo in rete tutte le microbiologhe, ci facciamo i reagenti in Veneto e dobbiamo spingere ancora per arrivare al piano da 20 mila».

Elezioni
«Sono convinto che il 12 luglio sia la data più utile per un election day. Ci sono sei Regioni da eleggere. A differenza dei Comuni, hanno l'incombenza dei bilanci, della salute. Dal governo ci sono segnali incoraggianti in questi termini, credo che sia assolutamente una data affrontabile. Credo che il governo punterà a una finestra, nulla vieta che il Governo o il relatore presenti un subemendamento alla legge».

Financial Time
«Astro nascente? È un'ossessione, stiamo parlando di sondaggi fatti in un momento particolare. Non me ne frega niente». Lo ha ribadito il presidente del Veneto Luca Zaia, rispondendo ai giornalisti sulle ipotesi di un impegno politico nazionale, fatta oggi anche sul Financial Times. «L'obiettività - ha aggiunto Zaia - porta a dire che nella classifica sono in testa tutti quelli che si sono occupati di Coronavirus, da Conte in giù. Poi la politica ha un corso diverso dal Coronavirus, non sono minimamente interessato, lasciatemi fuori da queste manfrine». Zaia ha infine sottolineato che «Sallustio diceva che il sentimento che viene dopo la gloria è l'invidia, dobbiamo governare una regione complessa e non abbiamo tempo da perdere con le distrazioni. E stavolta è vero - ha scherzato - non è Eracleonte da Gela».

Piscine
«Le piscine pubbliche o dei centri sportivi sono aperte solamente ad atleti che fanno agonismo - spiega il governatore - per quanto riguarda le piscine condominiali o degli alberghi possono essere utilizzate nel rispetto delle regole»

Il bollettino
In Veneto oggi sono saliti a 18.402 i casi positivi, solo 29 in più rispetto al pomeriggio di ieri. Sono stati fatti 392mila tamponi, soprattutto nei posti più a rischio come Rsa e ospedali. Le persone in isolamento domiciliare sono 6.353, 426 in meno rispetto a ieri; i ricoverati in ospedale sono 1.024 (-32), quelli in terapia intensiva 98 (-1); i dimessi sono 2.743, +40 rispetto a ieri, i morti in ospedale sono 1.207 (+13), in totale i decessi in Veneto sono 1.545.

Italia tecnologicamente spaccata in due. L'Istat: al Sud più di 4 famiglie su 10 non hanno pc o tablet. Per molti un problema in tempo di scuola a distanza e didattica online

La ricerca dell'Istituto di statistica sugli spazi in casa e la disponibilità di computer per bambini e ragazzi dice che nel Mezzogiorno arranca la trasformazione digitale: Calabria e Sicilia le regioni più indietro. In Trentino-Alto Adige, Lombardia e Lazio il 70% dei nuclei possiede almeno un dispositivo


Esplode la rabbia dei Pediatri Italiani: “Basta cellulari e tablet ...

Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie senza computer supera il 41%, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%), mentre è di circa il 30% nelle altre aree del Paese. A rilevarlo è l'Istat, che nella ricerca "Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi" sottolinea anche come al Sud sia più elevata anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti.

Nelle regioni del Nord, invece, la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un pc, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%.

Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a 2mila abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%). Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall'8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud. 

Dallo stesso rapporto è emerso che nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Questa condizione di disagio è piu' diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate. Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l'abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità.

 La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota, rileva l'Istat, scende al crescere dell'età fino ad arrivare all'1,8% fra le persone di 75 anni e più.

Sondaggio Swg, i sovranisti mettono pressione al governo: Salvini continua a volare e sale ancora la Meloni. Per la maggioranza Pd sotto il 20%, M5S stabile, frena Italia viva di Renzi (VIDEO)

Nel centrodestra avanzano Lega e Fratelli d'Italia. Piccolo aumento per Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Male il centrosinistra con le flessioni sia di Pd sia di Italia Viva. Lo rileva il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. La Lega rispetto ad una settimana fa guadagna lo 0,9 per cento, arrivando al 33,2 dal 32,3. Il Pd invece perde lo 0,6, scendendo al 19,4 dal 20, mentre M5S si attesta al 18,6, più 0,1 in confronto a sette giorni fa. Il partito di Giorgia Meloni è al 7,6 e guadagna lo 0,5. Perde invece Italia Viva, dal 5,6 al 5,3, mentre Forza Italia, dal 5 passa al 5,1. Stazionario "Cambiamo" di Giovanni Toti all'1,6; meno 0,2 per Sinistra italiana-Articolo 1, dal 3,3 al 3,1. In calo anche i Verdi, che scendono all'1,9 dal 2,3, mentre +Europa passa dall'1,8 all'1,9

EVOLUTION … O ... REVOLUTION ?

EVOLUZIONE O RIVOLUZIONE? IL CAMBIAMENTO DEI TONI E DELLA SOSTANZA NELLA POLITICA ITALIANA


Il movimento Cinque Stelle ha in questi ultimi anni ribaltato completamente la visione della politica in Italia e ha man mano ricevuto sempre più consensi tra i cittadini oramai stufi dell’immobilismo politico ed economico che si era radicato nelle nostre aule parlamentari.
Se andiamo ad analizzare le ragioni di questo sempre più crescente rifiuto, notiamo che la motivazione regina è la litigiosità che si era diffusa tra i partiti tradizionali che non riuscivano più ad esprimere dei contenuti di ragionevolezza e stabilità.
Sicuramente il maggior peso di questo fallimento si evince nel PD che in tutte le sue trasformazioni ha perso sempre molti suoi seguaci a favore dei Cinque Stelle, ed all'aumento dei non votanti che raccolgono i delusi sia di destra, sia di centro o di sinistra che, non riconoscendosi più nelle scelte fatte, non vogliono, per loro conformazione mentale e sociale esprimere una nuova scelta. Una sorta di coerenza continua nella loro vita, per la delusione cocente che la loro scelta precedente ha prodotto.
I Cinque Stelle, hanno senza dubbio raccolto molte adesioni su di un parterre di votanti che si sentiva orfano dalla vecchia politica e voleva ancora contare sulle scelte future.
Non sono da sottovalutare anche i messaggi che il loro fondatore (Grillo) lanciava ed al seguito che è riuscito a raccogliere e a moltiplicare man mano che il movimento cresceva.
Poi ad un certo punto sono andati al potere insieme con Salvini, inutile dire che la Lega, molto più radicata sul territorio e molto abile nell'uso dei social, ha fatto una politica distruttiva verso i suoi compagni di percorso minando alla base l’alleanza.
Ma le frequentazioni di Palazzo, il trovarsi di fronte alla realtà dei fatti, alle analisi concrete, alle reali possibilità di incidere nella vita dei cittadini, ha sicuramente prodotto una maturazione profonda tra questo movimento che forse pensava in modo troppo semplicistico alla conduzione del Paese.
Messo di fronte alla realtà, il Movimento ha capito che doveva cambiare alleati e il modo di fare Politica, bisogna dare atto di un’umiltà nell'analisi e nelle scelte successive per il bene del Paese che fa onore a questi nuovi politici.
Renzi con la sua parte politica, hanno capito di essere entrati in una nuova era e hanno spinto per questa soluzione. Lui e molti del suo staff, attaccati e sbeffeggiati in precedenza, hanno saputo scegliere per l’interesse del Paese e andare oltre al rancore personale che poteva indirizzarli verso altre scelte.
Quando si dice da parte di Salvini “Gli Italiani prima di tutto”, non ci si deve fermare a delle mere enunciazioni, ma si deve pensare ai disastri che le nostre posizioni, le nostre parole, i nostri modi di fare provocano sui mercati Internazionali e conseguentemente nella vita di quegli italiani che menzioniamo.
Oggi Renzi, Di Maio, Zingaretti con le loro compagini politiche, uniti al Primo Ministro Conte, hanno dimostrato a differenza di Salvini , che per loro “gli interessi degli Italiani vengono prima di tutto”
Arch. Giuseppe De Gaetano

  • Pubblicato in Politica

Elezioni europee, i sondaggi prevedono un terremoto: avanzano i sovranisti, popolari e socialisti senza maggioranza. Il boom di Salvini insieme all'eurodestra dell'Enf

Popolari e Socialisti non avranno la maggioranza dei seggi alla prossima Eurocamera dopo il voto di maggio per le Europee. Lo dicono le prime proiezioni raccolte dal Parlamento Ue, basate su sondaggi nazionali. Il Ppe scenderebbe dagli attuali 217 seggi a 183, i Socialisti (S&D) da 186 a 135, i Conservatori (Ecr) da 75 a 51, i Verdi da 52 a 45. Salgono i Liberali da 68 a 75, l'Efdd (dove c'è M5S) da 41 a 43, l'Enf (dove c'è la Lega) da 37 a 59. Nelle proiezioni i partiti nazionali sono assegnati nei gruppi politici esistenti. La Lega sarebbe il primo partito italiano con più eletti, passando dagli attuali 6 eurodeputati a 27, ed il secondo dopo i tedeschi della Csu/Cdu che ne avrebbero invece 29


 

Salgono i Liberali e l'estrema destra dell'Enf, perdono terreno i Popolari, ma restano di gran lunga il primo gruppo nel Parlamento europeo, e soprattutto i Socialisti, che tuttavia dovrebbero restare il secondo gruppo, ma anche i Verdi, che erano considerati in crescita. Il quadro che emerge dal sondaggio diffuso oggi dal Parlamento europeo, con le proiezioni dei seggi, in vista delle prossime elezioni europee, realizzato da Kantar Public sulla base delle intenzioni di voto rilevate all'inizio di febbraio, prevede un'Aula in cui i Socialisti e i Popolari non avranno più la maggioranza. Ma già un'alleanza tra Socialisti, Popolari e Liberali avrebbe una maggioranza confortevole, che diverrebbe inattaccabile se imbarcasse anche i Verdi.

Per quanto riguarda l'Italia, secondo l'indagine realizzata da Kantar Public, la Lega è prima al 32,4% nelle intenzioni di voto, con 27 seggi. Secondo il Movimento Cinque Stelle al 25,7%, con 22 seggi. Terzo il Partito democratico al 17,3%, con 15 seggi, poi Forza Italia all'8,7%, con 7 seggi e Fratelli d'Italia al 4,4%, con 4 seggi. L'indagine è stata realizzata sulla base di otto sondaggi di istituti italiani tra il 19 gennaio e l'8 febbraio (due di Ipsos, due di Emg Acqua, due di Swg, uno dell'Istituto Piepoli e uno di Euromedia Research). Sotto la soglia di sbarramento, e quindi con zero seggi, sono Più Europa (3,3%), Potere al Popolo (2,2%), Articolo 1-Mdp (1,9%) e altri partiti (4,1%).

Il gruppo che guadagna più seggi è dunque quello dell'Enf, in cui siede la Lega, il partito che in Europa, secondo queste proiezioni, dovrebbe fare il salto maggiore. Nel dettaglio: il Ppe è previsto passare da 217 seggi, quanti ne ha oggi (in un'Aula con 751 seggi, che dovrebbero diventare 705 nella prossima legislatura per via della Brexit) a 183, scendendo da 28 a 23 delegazioni nazionali; l'Italia passa da 13 a 8 seggi nel gruppo Ppe. Il gruppo dei Socialisti e Democratici, S&D, passa da 186 a 135, perdendo 51 seggi (con 26 delegazioni nazionali, ne perde due); l'Italia qui è più che dimezzata, passando da 31 a 15 seggi e cedendo lo 'scettro' di delegazione più numerosa ai Socialisti.

L'Ecr, Conservatori e Riformisti, cala da 75 a 51 seggi, con gli italiani stabili a 4 (il gruppo ben 8 delegazioni nazionali, scendendo a 11). L'Alde, i Liberaldemocratici, cresce da 68 a 75 seggi, con gli italiani assenti (perde tre delegazioni nazionali, a 18). I Verdi, che erano considerati in ascesa, perdono 7 seggi, da 52 a 45; l'Italia passa da un seggio a zero all'interno del gruppo (il gruppo passa da 18 a 10 delegazioni nazionali). L'estrema sinistra della Gue/Ngl cala da 52 a 46 seggi; l'Italia passa da 3 seggi a zero (il gruppo perde una delegazione nazionale, scendendo a 13). L'Efdd, il gruppo in cui siedono oggi i Cinque Stelle, cresce da 41 a 43 seggi; l'Italia sale da 14 a 22 seggi, assumendo che i Cinque Stelle restino nell'Efdd, cosa che non è detta dato che hanno dichiarato l'intenzione di creare un nuovo gruppo.

Il gruppo Efdd sulla carta è a rischio, perché, secondo queste proiezioni, perderebbe due delegazioni nazionali, passando a 5, sotto la soglia minima necessaria per costituire un gruppo. La destra dell'Enf è il gruppo che aumenta di più, da 37 a 59 seggi; l'Italia passa da 6 a 27 seggi, l'aumento di gran lunga maggiore in tutta l'Unione europea. Sulla carta il gruppo è però a rischio, perché è sul filo per il numero di delegazioni nazionali (da 8 passa a 6). I non iscritti scendono da 22 a 10; gli altri, cioè i gruppi che per ora non hanno una precisa affiliazione politica (tra cui la Lrem di Emmanuel Macron) sono 58; di essi 18 sono francesi, nessuno è italiano.

 

(Fonte: Ansa, Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Più di un italiano su due vuole uscire dall'Unione Europea. Il nostro Paese il più critico con Bruxelles dei 27 Stati membri. Un segnale in vista del voto di maggio

Cresce l'apprezzamento per l'Unione europea nella maggior parte degli Stati europei. Non in Italia, però, che si piazza in fondo all'elenco dei paesi che ritengono che l'Ue sia stata vantaggiosa per loro, preceduta dal Regno Unito. Lo rivela l’ultimo sondaggio Eurobarometro condotto tra l'8 e il 26 settembre scorso da Kantar Public tra 27.474 cittadini europei di 16 anni e oltre, in tutti e 28 gli Stati membri  - (LEGGI TUTTO)


Secondo i dati del sondaggio è il 68% degli europei a pensare che il proprio Paese abbia tratto beneficio dall’appartenenza all’Ue. E se si dovesse votare per restare in Europa il 66% direbbe di sì. Ma non è così per gli italiani: solo il 44% voterebbe sì. Una percentuale che si piazza all'ultimo posto della classifica tra i 27, con l'Irlanda al 92%, la Grecia al 54% e i britannici, dove oggi il 53% è per restare. E solo il 43% dei nostri connazionali  pensa che abbiamo beneficiato dall'essere in Europa. Mentre per quanto riguarda coloro che hanno una visione neutrale, cioè "non è né una buona né una cattiva cosa", ci piazziamo sul terzo gradino del podio con il 37%. Quanto alla moneta unica, il 65% degli italiani si dichiara favorevole all'euro.

Tra coloro che credono che l'adesione all'Ue sia stata utile, il più delle volte il motivo è che "l'Ue contribuisce alla crescita economica nel loro paese".

Ma nonostante il sostegno significativo e crescente all'Ue in generale, metà degli intervistati non è soddisfatta della direzione in cui si sta dirigendo l'Unione, con un risultato simile per quanto riguarda il proprio Paese. Anche l'opinione pubblica sembra abbastanza stabile in termini di aspettative sul ruolo dell'Ue in futuro, con il 48% che vuole che giochi un ruolo più importante, mentre il 27% preferisce meno.

Commentando i risultati del sondaggio, il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ha dichiarato: "Poiché i dettagli dell'accordo di ritiro del Regno Unito sono in via di definizione, queste cifre evidenziano un crescente apprezzamento dei benefici dell'adesione all'Ue in tutto il continente. Tuttavia, c'è molto lavoro da fare: la cooperazione e la solidarietà a livello europeo sono essenziali per fornire risposte alle preoccupazioni dei comuni cittadini europei".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Politici sui social: trionfa Salvini che stacca Di Maio, Berlusconi e Renzi. Tra i movimenti clamoroso terzo posto di CasaPound. Ecco il Parlamento di Facebook

Riproponiamo l'interessante analisi dell'Agi sul seguito web dei leader, dei partiti e delle possibili coalizioni: successo di follower e like per il "capitano" leghista, Grillo e il Movimento 5 Stelle. Male la sinistra, boom dell'estrema destra. Tutti i numeri di un fenomeno che fa riflettere  


Se ne facessimo una questione di seguaci su Facebook, Matteo Salvini non avrebbe rivali. Mentre scriviamo questo articolo, il leader della Lega Nord è a un passo dal raggiungere il traguardo dei 2 milioni di follower. Quasi il doppio rispetto ai diretti “concorrenti” che aspirano a vincere le prossime elezioni del 4 marzo. Luigi Di Maio, Matteo Renzi e Silvio Berlusconi, infatti, hanno di poco superato il milione e si contendono le posizioni meno nobili di questo podio “social”. In quinta posizione, con un gradimento assai elevato, c’è Giorgia Meloni con quasi 750mila like. Più staccati tutti gli altri: dal candidato di CasaPound​, Simone Di Stefano, a quello di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, da Angelino Alfano a Raffaele Fitto, fino ad arrivare ad Emma Bonino che ha circa 65mila like. L’unico che potrebbe scalfire il primato del segretario della Lega Nord sarebbe Beppe Grillo, anche lui vicino ai 2 milioni di fan. Ma, come sappiamo, il padre spirituale del Movimento non può essere annoverato tra le pedine di questa già complicata scacchiera politica.

E i partiti?

Qui la partita si ribalta. In Italia, non è una novità, sono le singole figure, con la forza della loro personalità, a conquistare i propri fedelissimi. Almeno sui social. Difficilmente sono i partiti a smuovere like e condivisioni. Eppure in questo discorso ci sono due eccezioni. La prima non è difficile da individuare e riguarda quello che, ancora oggi, rifiuta l’etichetta di partito: il MoVimento 5 Stelle. Su Facebook la pagina ufficiale registra un numero di follower che, più o meno, equivale a quelli del suo candidato premier, Luigi Di Maio. La seconda, molto meno pronosticabile è data dalle due realtà che rappresentano l’estrema destra in Italia. In termini assoluti CasaPound e Forza Nuova sono al terzo e al quarto posto in questa particolare classifica. Entrambe hanno superato di gran lunga i 200mila seguaci. Molto più di Forza Italia e sullo stesso livello del Partito Democratico.

 
Il gioco delle coalizioni

Forziamo ulteriormente la mano. Se considerassimo invece le coalizioni e gli apparentamenti che risultato avremmo? I 5 partiti che rappresentano, ad oggi, il centrosinistra  (Pd, + Europa, Insieme, Civica Popolare Lorenzin, Svp) raggiungerebbero i 243mila like. Le quattro realtà del centrodestra (FI, Lega, FdI, Noi con l’Italia-Udc) insieme si fermerebbero a 682mila like. Il Movimento 5 Stelle non avrebbe rivali con il suo abbondante milione di follower mentre Liberi & Uguali, considerando anche MDP-Articolo 1, non supererebbe i 50mila “pollici in sù”. Ma il dato più impressionante resta quello della destra neo-fascista: se CasaPound e Forza Nuova decidessero di correre insieme, almeno su Facebook, avrebbero un’eredità di oltre 470mila like. Un numero davvero impressionante. 

(Fonte: Agi, articolo di Alessandro Frau)

 
 
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