updated 1:37 PM UTC, Oct 16, 2019

"Battisti libero", lo striscione dei compagni e la richiesta di Scalzone: "Amnistia". Quelli che non stanno con Salvini e accusano pure la "sinistra manettara"

Lo striscione a favore di Cesare Battisti in via degli Annibaldi a Roma, vicino al Colosseo ilComizio.it Lo striscione a favore di Cesare Battisti in via degli Annibaldi a Roma, vicino al Colosseo

A Roma scritta di solidarietà al terrorista rosso che ha terminato la sua latitanza dopo l'arresto in Bolivia e l'estradizione in Italia. Intanto l'ex leader di Potere Operaio, che ha speso una vita a difendere i "rifugiati" in Francia con cui ha condiviso sorti giudiziarie, rilancia l'idea di una soluzione che metta la parola fine ai processi per i fatti degli anni di piombo. In un'intervista all'Adnkronos parole che faranno storcere la bocca a molti e riflettere altrettanti


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                                               Oreste Scalzone

La solidarietà

Uno striscione pro Battisti è stato affisso ieri sera in via degli Annibaldi, nei pressi del Colosseo, a Roma. Sul posto è intervenuta una volante della polizia. Sullo striscione, attaccato sul ponte, c’era la scritta ‘Battisti libero, amnistia per i compagni, noi restiamo’ e una stella cinque punte rossa. Lo striscione è stato rimosso dalla polizia. Indaga la Digos.

L'affissione è stata rivendicata sul profilo Facebook Noi Restiamo: "L'asse Salvini-Bolsonaro arresta Cesare Battisti, capro espiatorio utilizzato per condannare un periodo storico di forte cambiamento sociale e aspra lotta politica - si legge nel post - Con gli applausi della sinistra manettara il movimento reazionario a livello mondiale continua la sua macelleria sociale tentando l'annichilimento di una storia non pacificata. Come sempre nella storia i padroni e i servi coprono i loro crimini condannando chi ha reagito alla loro violenza".

I social

"Tieni duro, Cesare. Con quella gente ci spazziamo il posteriore. Ti tireremo fuori. Solidarity forever!". Si chiude così un lungo intervento che sta facendo il giro di Facebook per spiegare le ragioni di Cesare Battisti. Nel post ripreso in occasione dell'arresto dell'ex leader dei Pac si ricostruisce tutta la vicenda, mettendo in rilievo le incongruenze dei vari processi e si definisce Battisti "un uomo solo, spaventato e imprigionato, ogni tanto condannato e ogni tanto assolto", che "si vede indicare, in Italia e nelle parti più marce del mondo, quale pericolo universale".

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Intanto, secondo quanto riferisce il quotidiano Folha de Sau Paulo, amici e sostenitori di Battisti in Brasile hanno avviato una mobilitazione su Internet perché la Bolivia gli conceda l'asilo politico. Fra loro vi è il sociologo Carlos Lungarzo, autore di un libro su Battisti e sostenitore della sua innocenza, che chiede di inviare mail all'ambasciata boliviana in favore dell'asilo. "E' fondamentale tener conto, che se Battisti sarà riportato in Brasile o consegnato all'Italia, andrà incontro ad una morte orribile", ha detto, citato dal quotidiano.
 
(Fonte: Adnkronos)
Ultima modifica ilLunedì, 14 Gennaio 2019 16:23

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