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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

La guerra contro TikTok: l'app cinese è un pericolo per l'Occidente?

Il governo degli Stati Uniti lancia una campagna contro l'applicazione, che ha oltre 2 miliardi di download in tutto il mondo. TikTok chiusa anche in Italia?


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato venerdì scorso, l'intenzione di bloccare TikTok, l'app cinese che permette agli utenti di creare veloci cortometraggi e di postarli sul social. Non è ancora chiaro se l'intenzione è quella di consentire a qualche azienda americana l'acquisizione della piattaforma, in modo che non appartenga più a una società cinese. Secondo la Reuters e il The New York Times, Microsoft sarebbe già in trattativa per farloMa ciò che è evidente è che l'applicazione è al centro dei dibattiti in cui Washington e Pechino risolvono l'egemonia tecnologica nel 21° secolo.

L'India a giugno a posto un veto contro 59 app cinesi, considerate pericolose per la sicurezza nazionale, tra queste vi è anche TikTok. A questo proposito, il segretario di Stato americano Mike Pompeo ha dichiarato di essere stato incaricato dal presidente, di considerare l'idea di attivare una campagna mediatica, che informi i cittadini americani sulla pericolosità dell'app TikTok e su come i dati privati presenti sui cellulari, possano finire nelle mani del "Partito comunista cinese". Il Pentagono ha notificato a dicembre che nessun appartenente alle forze militari americane, aveva accesso all'App. Amazon il mese scorso ha invitato un'e-mail (che in seguito ha corretto), ai suoi dipendenti per invitarli a cancellare l'app dai propri dispositivi mobile. Anche l'Agenzia europea per la protezione dei dati ha istituito una task force per effettuare degli studi su come TikTok gestisce dati sensibili degli utenti. 

Tutta questa paura di TikTok ha un'ovvia causa originale: il suo enorme successo. La breve app video è presenta in oltre 2 miliardi di telefoni in tutto il mondo. Tra aprile e giugno, ha ottenuto 300 milioni di download, una cifra superata da Zoom solo nel periodo di quarantena. Facebook e WhatsApp sono a poco  più di 150 milioni. 

TikTok è un sofisticato mix di video premium e Operation Triumph . Puoi creare un video per meno di un minuto in cui si danza e si canta, battute o messaggi sono combinati con piccole etichette. Il suo successo deriva in parte dalla capacità dell'algoritmo del paese in cui è meglio conosciuto, la Cina. 

Oltre al successo, l'altro grande problema di TikTok si unisce in una sola parola: la Cina. TikTok proviene dalla società cinese Bytedance, che ha fatto sforzi per prendere le distanze dal suo paese. Ha nominato un CEO americano che viene dalla Disney, Kevin Mayer. Dice che non ha un server TikTok in Cina e ha migrato a Hong Kong quando è stata emanata la nuova legge sulla sicurezza. La società nega di aver divulgato i dati degli utenti al governo di Pechino. Tuttavia, la controversia sopravvive e ha almeno tre fronti.

 

La Cina parte alla conquista di Marte

La missione Tianwen-1 sarà la prima nella storia a tentare di orbitare, atterrare ed esplorare la superficie allo stesso tempo. La sua destinazione è una pianura che nasconde un lago ghiacciato, con una superficie più ampia dell'Italia


La Cina vicino al primo posto nell'esplorazione del Pianeta Rosso, giovedì cercherà di orbitare attorno al pianeta e invierà un lander sulla superficie per  esplorarla con un piccolo robot, una esplorazione che nessuno ha mai provato prima. Marte è un vero cimitero di missioni fallite e in 60 anni di storia, solo gli Stati Uniti hanno battuto la superficie del Pianeta Rosso con veicoli di esplorazione mobili.

Questa volta però gli scienziati cinesi tenteranno di far atterrare su Marte una nave spaziale. Grandi nazioni con una lunga tradizione di esplorazione nello spazio hanno fallito in questo tentativo. L'ultima è stata l'Europa con la missione ExoMars nel 2016, il cui modulo è stato distrutto da un errore del computer.
All'inizio di agosto Marte e Terra saranno allineati, il che apre una finestra di lancio unica, anche l'Europa voleva sfruttare il momento per inviare la propria missione esplorativa, bloccata sul nascere a causa di problemi tecnici. 
Gli obiettivi scientifici della missione su Marte sono studiare la morfologia e geologia del pianeta, analizzare i suoi minerali, il suo ambiente, il suo campo magnetico e determinare la composizione dell'area esplorata, compreso il contenuto del lago ghiacciato. È anche il più grande spettacolo di potere del paese asiatico l'esplorazione spaziale robotica mai realizzata nella sua storia. Come possibile continuazione, la Cina potrebbe tentare missioni robotiche per raccogliere campioni di suolo lunare e marziano per portarle sulla Terra in pochi anni, un obiettivo in cui competerà con gli Stati Uniti.
 
 
"Se vuoi mettere una base su Marte in grado di ospitare molti astronauti, avere quel ghiaccio a pochi metri dal suolo può essere molto interessante", afferma Jorge Vago, uno scienziato del progetto ExoMars presso l'Agenzia spaziale europea. "Questo è un primo passo su Marte, molto ambizioso per la Cina, ma è stato un passo logico dopo i suoi ultimi due successi sulla Luna", afferma Vago. Il più grande di questi traguardi ha visto la Cina come il primo paese a sbarcare un veicolo robotico mobile sul lato opposto della Luna nel 2019, lo Yutu-2, che è ancora in servizio e che ha rivelato per la prima volta, di cosa è fatto questo volto inesplorato dal nostro satellite.
Saranno solo gli Stati Uniti e la Cina a lanciarsi nell'avventura, essere i primi a svelare il più grande mistero del pianeta rosso:
ospita la vita o l'ha ospitata nel passato?
 
 
 
 

Coronavirus, superati i 12 milioni di casi nel mondo. Il dramma degli Usa: 55mila nuovi contagiati nelle ultime 24 ore. Preoccupa Israele, fiammata ad Hong Kong

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Poco dopo l'ultimo aggiornamento dei casi in corso, con 55 mila nuovi contagi negli Stati Uniti, il totale mondiale è salito a 12.007.327. Di questi, 548.799 hanno avuto un esito fatale


STATI UNITI - I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000. E' quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che parla di 3.051.427 contagi e 132.195 morti.
Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell'Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno. La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì. "Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa", afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa. Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di "fare due più due" fra l'aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

Il coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato. E' quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la Cnn.

ISRAELE - Resta sempre alto il numero delle nuove infezioni in Israele: secondo il ministero della sanità ci sono stati 1.231 casi diagnosticati nelle ultime 24 ore per un totale, da inizio pandemia, di 33.947. Crescono anche le vittime con 2 nuovi morti che portano la somma complessiva a 346. I casi attivi della malattia sono 15.209 con 118 persone in gravi condizioni: due settimane fa erano 45. Un altro ministro Rafi Peretz - dopo il suo collega alla difesa Benny Gantz - si è messo in auto quarantena a seguito della scoperta di un suo consigliere risultato positivo al Covid 19. Non è migliore la situazione nei Territori Palestinesi dove un uomo è morto di complicazioni da coronavirus a Hebron in Cisgiordania portando il totale a 24: i casi accertati sono 5.567, con 23 pazienti in condizioni critiche. In tutti i Territori è in vigore il secondo lockdown.

IRAN - Nuovo record di vittime di Covid-19 in Iran. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 221 decessi, per un totale di 12.305 decessi confermati. I casi salgono a 250.458, con 2.079 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.324, mentre i pazienti guariti diventano 212.176. I test effettuati sono 1.897.803. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari.

HONG KONG - Le autorità di Hong Kong hanno messo in guardia la popolazione contro una potenziale "crescita esponenziale" di nuovi casi di coronavirus dopo una fiammata di contagi locali. Da domenica scorsa a oggi nella metropoli sono stati registrati 65 nuovi casi, inclusi 31 in cui l'infezione è stata trasmessa a livello locale. Si tratta per alcuni della "terza ondata" del virus nel centro finanziario asiatico, riporta la Cnn, che ha colpito tassisti, camerieri, infermieri e anziani ospiti di case di riposo. "E' possibile che ci sarà un grande focolaio", ha detto Chuang Shuk-kwan, il direttore del Centro per la protezione della salute: "Potrebbe esserci un'improvvisa crescita esponenziale dei casi". Dall'inizio della pandemia Hong Kong ha registrato 1.324 casi di coronavirus e solo sette decessi legati alla malattia. "Il virus troverà qualsiasi spiraglio nella vostra armatura", ha commentato da parte l'esperta di malattie infettive Sarah Borwein volendo sottolineare la facilità con cui il virus riesce a penetrare nell'organismo: "Lo abbiamo visto a Pechino, a Singapore, in Corea del Sud e adesso in Israele, in Australia e altrove".

GIAPPONE - Tokyo aggiorna nuovamente il record dei casi giornalieri di coronavirus fino a raggiungere quota 224 nelle ultime 24 ore, il massimo livello da metà aprile. Lo ha annunciato il governo metropolitano dopo un temporaneo rallentamento registrato nelle 24 ore precedenti con 75 casi, e confermando la presenza dei maggiori focolai nel distretto a luci rosse della capitale, l'area di Kabukicho (nord ovest), malgrado i recenti inviti delle autorità locali a ridurre le visite e l'assistenza finanziaria promessa alle attività commerciali in presenza di una riduzione degli orari di apertura. Con circa 7.200 casi, Tokyo rappresenta oltre un terzo dei contagi complessivi a livello nazionale.

LIBIA - La Libia registra nelle ultime 24 ore altri 86 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 1.268 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina Facebook, precisando che i morti salgono a 36, i guariti a 306, e le persone attualmente positive da 852 a 906. La maggior parte dei casi si registra al Sud, con molti contagi anche tra il personale sanitario. L'ospedale di Ubari, nella Libia meridionale, ha sospeso le sue attività per 48 ore dopo che un membro dello staff è risultato positivo al coronavirus, come annunciato dal suo direttore, Suleiman Alwa. I dati sugli infettati da coronavirus, secondo alcune agenzie Onu, potrebbero tuttavia essere più alti, considerata la scarsa capacità del Paese di condurre test su larga scala per via della difficile situazione politica e del conflitto in corso.

PAKISTAN - Il Pakistan ha registrato 3.359 casi di coronavirus e 61 decessi provocati dalla malattia nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 240.848 e quello dei morti a quota 4.983. Sempre nelle ultime 24 ore sono guarite 4.346 persone, per un totale di 145.311 dall'inizio della pandemia. Attualmente 2.193 pazienti sono in condizioni critiche, 43 in più rispetto alle 24 ore precedenti.

RUSSIA - In Russia sono stati registrati 6.509 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 707.301. I decessi provocati dal virus sono ufficialmente 10.843, di cui 176 nel corso dell'ultima giornata. I guariti sono 8.805 nelle ultime 24 ore e 481.316 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

 

(Fonte: Ansa)

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Cina, torna la peste bubbonica e si teme una nuova epidemia. Paura in Mongolia: "Non mangiate marmotte"

Le autorità sanitarie della regione cinese della Mongolia interna hanno registrato un nuovo sospetto caso di peste bubbonica. Il paziente, un pastore della città di Bayannur, è in quarantena ed è in condizioni stabili. In tutto il distretto, il comitato sanitario ha emesso un allarme di terzo livello, in una scala da uno a quattro. L'allerta vieta la caccia e il consumo di animali selvatici, in particolare marmotte


Le autorità cinesi hanno intensificato le precauzioni, dopo che una città nella regione autonoma della Mongolia interna ha confermato un caso di peste bubbonica. Secondo le autorità il paziente di Bayannur - un pastore - è in quarantena e in condizioni stabili. I funzionari hanno detto che stanno indagando su un secondo caso sospetto, secondo il 'Global Times' cinese. La peste bubbonica era una volta la malattia più temuta al mondo, ma ora può essere facilmente curata con antibiotici, ricorda la Bbc.

Il primo caso è stato segnalato in un ospedale di Urad Middle Banner, nella città di Bayannur. Non è ancora chiaro come o perché il paziente possa essere stato infettato. Il secondo caso sospetto riguarda un quindicenne, che apparentemente era venuto in contatto con una marmotta cacciata da un cane, secondo un tweet del Global Times. Un allarme di livello 3, che proibisce la caccia e il consumo di animali che potrebbero portare la peste e invita il pubblico a denunciare casi sospetti, è stato diramato fino alla fine dell'anno.

Se non trattata, oggi la malattia - che di solito viene trasmessa dagli animali all'uomo dalle pulci - ha un tasso di mortalità del 30-60%. I sintomi della peste comprendono febbre alta, brividi, nausea, debolezza e linfonodi ingrossati su collo, ascella o inguine. Nel maggio dell'anno scorso, due persone in Mongolia sono morte a causa della peste, contratta dopo aver mangiato la carne cruda di una marmotta - lo stesso tipo di roditore con cui sarebbe entrato in contatto il secondo caso sospetto.

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Lega contro la Cina per Hong Kong, Salvini: "Il silenzio del governo italiano? Spero non a pagamento". L'ambasciata non ci sta: "Forte disappunto. Sono affari nostri"

"Libertà per Hong Kong", è il testo dello striscione che Matteo Salvini ha srotolato ieri di fronte agli ingressi dell'ambasciata cinese a Roma. Il leader della Lega sottolinea come "I diritti umani vanno difesi in tutto il mondo, come abbiamo criticato gli Usa facciamo lo stesso oggi a difesa di Hong Kong. Viva la libertà in Cina come in tutto il mondo". Per Salvini "quando la violenza viene dal regime cinese nessuno dalla maggioranza apre bocca. Trovo imbarazzante - conclude Salvini - il silenzio del governo su violenze e menzogne del regime cinese, spero non sia a pagamento"


Il partito comunista cinese si prepara al congresso - Il Post

La Lega di Salvini contro la Cina per Hong Kong. Dura la reazione (con lezione di sovranismo): "Gli affari di Hong Kong - ha detto l'ambasciata cinese - sono politica interna cinese, su cui i paesi esteri non hanno diritto di ingerenza. Nessuno deve sottovalutare la ferma determinazione del governo cinese e di 1,4 miliardi di cittadini cinesi nel tutelare la sovranità, la sicurezza e lo sviluppo nazionale"

"Il 2 luglio, alcuni politici italiani hanno inscenato un cosiddetto "Flash Mob" davanti all'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, pronunciando accuse gratuite contro la Cina. Le respingiamo esprimendo il nostro forte scontento e disappunto". Così l'ambasciata cinese in Italia critica in una nota il flash mob organizzato ieri dalla Lega davanti alla sede diplomatica di Pechino in segno di solidarietà con Hong Kong e al quale ha partecipato anche il leader Matteo Salvini. La nuova legge entrata in vigore a Hong Kong, si legge nella nota, "mira a punire un gruppo estremamente piccolo di elementi criminali che minacciano gravemente la sicurezza nazionale" e allo stesso tempo "permette di tutelare meglio i legittimi diritti dei cittadini e delle aziende straniere presenti ad Hong Kong"

"Salvaguardare la sicurezza nazionale è una sacrosanta responsabilità di cui il governo centrale di ogni paese deve farsi carico. Al mondo non c'è Paese, Italia e Cina comprese, che, di fronte a gravi crimini che ne minacciano la sicurezza nazionale, rimarrebbe seduto a guardare senza far niente", prosegue l'ambasciata.

"Tali politici, che avevano denunciato gli atti di violenza e criminalità che hanno avuto luogo sul territorio italiano e avanzato proposte volte a rafforzare le misure legislative in materia di ordine pubblico, di fronte alle deliberate violazioni della legge da parte dei violenti di Hong Kong, che sfociano persino in crimini di separatismo, fingono invece di non vedere e non sentire", sottolinea l'ambasciata cinese.

"Il governo centrale cinese tutela la sicurezza nazionale attraverso una legislazione e garantisce la stabilità e la durata nel tempo del principio 'un Paese, due Sistemi', mantenendo la prosperità e la stabilità di Hong Kong. I suddetti politici, invece, applicano due pesi e due misure rispetto a quanto sta avvenendo a Hong Kong, mettendo in scena lo spettacolo cui abbiamo assistito con dispiacere", si aggiunge nella nota.

"Gli affari di Hong Kong - conclude l'ambasciata - sono politica interna cinese, su cui i paesi esteri non hanno diritto di ingerenza. Nessuno deve sottovalutare la ferma determinazione del governo cinese e di 1,4 miliardi di cittadini cinesi nel tutelare la sovranità, la sicurezza e lo sviluppo nazionale".

L'Ue riapre le frontiere, ma non a tutti: sì ai cinesi, no agli americani. Fuori anche Russia, Brasile, Turchia e Israele. Elenco, metodo e condizioni

Il Consiglio europeo ha adottato con procedura scritta una "Raccomandazione" agli Stati membri sull'eliminazione graduale delle restrizioni temporanee ai viaggi non essenziali nell'Unione per chi proviene dai paesi elencati in una lista che verrà aggiornata ogni due settimane. Speranza: "Per arrivi extra-Schengen resta la quarantena"


Tutti i nemici di ripresa e coesione europea | Siderweb - La ...

L'Unione europea riapre, dal primo luglio, le sue frontiere esterne a 15 Paesi terzi, con previsto aggiornamento della lista ogni due settimane. I governi dei 27 hanno approvato infatti un elenco di paesi la cui situazione epidemiologica legata al Covid-19 è considerata sufficientemente sicura. La competenza sulla riapertura dei confini resta comunque in mano a ciascuno Stato membro e quella di Bruxelles è solo una indicazione orientativa e non vincolante giuridicamente. L'Italia ha votato a favore, mentre secondo alcune fonti Svezia e Polonia si sarebbero astenute. 

Si tratta di Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Rwanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, UruguayCina (quest'ultima a condizione di reciprocità). Fuori dall'elenco gli Stati Uniti. Secondo Bruxelles non potranno arrivare in Europa nemmeno i cittadini di Brasile, Russia, India, Turchia e Israele. Il Regno Unito non è stato interessato dalle restrizioni ai viaggi deciso dalla Ue a marzo.

I residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano, secondo la raccomandazione adottata dal Consiglio, sono considerati residenti nell'UE. I criteri per determinare i paesi terzi per i quali l'attuale limitazione di viaggio dovrebbe essere revocata riguardano in particolare la situazione epidemiologica e le misure di contenimento, comprese le distanze fisiche, nonché le considerazioni economiche e sociali. 

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, i paesi terzi elencati dovrebbero soddisfare i seguenti criteri: numero di nuovi casi COVID-19 negli ultimi 14 giorni e per 100.000 abitanti vicini o al di sotto della media UE, tendenza stabile o decrescente di nuovi casi in questo periodo rispetto ai 14 giorni precedenti, risposta globale a COVID-19 tenendo conto delle informazioni disponibili, compresi aspetti quali test, sorveglianza, tracciabilità dei contatti, contenimento, trattamento nonché l'affidabilità delle informazioni. La reciprocità dovrebbe anche essere presa in considerazione regolarmente e caso per caso. 

Per i paesi in cui le restrizioni ai viaggi continuano ad applicarsi, saranno esentati i cittadini dell'UE e loro familiari, residenti nell'UE a lungo termine e loro familiari viaggiatori con una funzione o necessità essenziali. Il Consiglio precisa, infine, che la raccomandazione non è uno strumento giuridicamente vincolante. Le autorità degli Stati membri restano responsabili dell'attuazione del contenuto della raccomandazione. Possono, in piena trasparenza, eliminare solo progressivamente le restrizioni di viaggio verso i paesi elencati. Tuttavia i 27 hanno concordato che uno Stato membro non dovrebbe decidere di revocare le restrizioni di viaggio per i paesi terzi non elencati prima che ciò sia stato deciso in modo coordinato. L'elenco dovrebbe essere rivisto ogni due settimane e può essere aggiornato dal Consiglio, a seconda dei casi, previa stretta consultazione con la Commissione e le agenzie e i servizi dell'UE pertinenti a seguito di una valutazione globale basata sui criteri di cui sopra.    Le restrizioni di viaggio possono essere revocate o reintrodotte in tutto o in parte per un determinato paese terzo già elencato in base ai cambiamenti di alcune condizioni e, di conseguenza, nella valutazione della situazione epidemiologica. Se la situazione in un paese terzo elencato peggiora rapidamente, è necessario applicare un processo decisionale rapido.

Speranza: "Per arrivi extra-Schengen resta la quarantena"

L’Italia sceglie la linea della prudenza e mantiene in vigore l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti dai Paesi extra Schengen. La misura si applica nel nostro Paese anche ai cittadini dei 14 Paesi individuati dall’Ue nella “lista verde”, da e per i quali ci si può muovere liberamente da domani. È questo il contenuto dell’ordinanza firmata oggi dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Nel testo si aggiunge anche la comprovata ragione di studio ai motivi che consentono l’ingresso nel territorio nazionale. Le altre motivazioni per l’arrivo in Italia sono le comprovate esigenze lavorative, i motivi di salute e l’assoluta urgenza. “La situazione a livello globale resta molto complessa. Dobbiamo evitare che vengano vanificati i sacrifici degli italiani negli ultimi mesi”. Queste le parole del ministro Speranza dopo la firma dell’ordinanza.

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Pandemia e frontiere Ue, si cerca un accordo sulla riapertura: verso il sì alla Cina, fuori gli Usa. Ecco i criteri per entrare in Europa dal primo luglio

Si cerca l'accordo a Bruxelles per la riapertura delle frontiere ai Paesi extra Ue. Entro il primo luglio l'Europa dovrà decidere se allentare o estendere le restrizioni in entrata, sulla base del quadro epidemiologico dei singoli Stati (meno di 16 positivi ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni). Una condizione che, allo stato attuale, confermerebbe l’esclusione dalla lista dei Paesi ammessi di Usa, Russia e Brasile


Ue per apertura graduale frontiere Paesi - Ultima Ora - ANSA

La presidenza del Consiglio Ue ha lanciato la procedura scritta sulla raccomandazione approvata venerdì scorso sulla riapertura dei confini con alcuni Paesi extra europei a partire dal primo luglio. Lo si apprende da fonti diplomatiche Ue. La scadenza è fissata per domani a mezzogiorno. Per approvare la raccomandazione occorre la maggioranza qualificata.

Gli Stati membri discutono sulla lista e sui criteri almeno da venerdì scorso, quando, dopo una lunga riunione del Coreper, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti degli Stati Ue, è stata fatta circolare tra le capitali una bozza di raccomandazione, con una lista di Paesi che comprende la Cina, a patto che conceda piena reciprocità, ma non gli Usa, dove, in alcuni Stati, la diffusione del coronavirus Sars-Cov-2 è ancora in fase uno. Inizialmente era stata indicata come scadenza per la decisione le 18 di sabato, ma le trattative si sono protratte per tutto il fine settimana e non si sono ancora concluse, visto la delicatezza della materia. "Attendiamo i risultati della discussione in Consiglio, stiamo aspettando", aveva spiegato il portavoce della Commissione Europea per gli Affari Interni Adalbert Jahnz, durante il briefing on line con la stampa a Bruxelles.

Gli ammessi


La Cina si aggiungerebbe a un elenco di altri 14 ammessi: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

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Coronavirus, in Cina torna la paura: a Pechino oltre 100 casi in pochi giorni. Scattano chiusure e misure restrittive

Per il portavoce della municipalità della capitale cinese, Xu Hejian, la situazione a Pechino è "estremamente grave". La scoperta del nuovo focolaio nel mercato di Xinfadi, il più grande nella capitale, ha portato il numero dei contagiati a 106, di cui 27 solo nelle ultime 24 ore. In pratica, il record di infetti da due mesi a questa parte


A Pechino si registrano 27 nuovi contagi da coronavirus, portando a 106 il numero dei casi registrati negli ultimi giorni, tanto da far parlare di una situazione "estremamente grave". In un incontro con i giornalisti, il portavoce della municipalità della capitale cinese, Xu Hejian, ha detto che Pechino è impegnata "in una lotta contro il tempo" per fermare il contagio, attraverso "le misure più strette, decisive e determinate".

Il China Daily scrive della "sospensione parziale" dei collegamenti con città e regioni in altre province. Secondo Beijing News, domani scatterà lo stop alle partenze verso altre province dalla stazione dei bus a lunga percorrenza di Liuliqiao, nel distretto di Fengtai, dove si trova il mercato di Xinfadi che si è trasformato in un nuovo focolaio. Continueranno il servizio, si legge, solo "poche" linee.

Stando al Beijing Daily, è sospeso già da oggi il servizio shuttle dal Beijing Capital International Airport verso le città in altre province del gigante asiatico. Per ora, si legge sul China Daily, restano assicurati solo due collegamenti al giorno dall'aeroporto a Yanjiao, nella provincia di Hebei, a 30 km da Pechino. Sospesi, riporta ancora il giornale, anche i bus che portano dal Beijing Daxing International Airport a Tangshan e Langfang, nella provincia di Hebei.

In totale, secondo quanto riferito dal ministero della Sanità cinese, in tutto il Paese si registrano 40 nuovi casi di coronavirus, di cui otto importati. Salgono così a 83.221 i contagi in Cina, mentre il numero dei decessi resta fermo a 4.634.

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