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updated 12:24 PM UTC, Dec 8, 2019

Salute e lavoro, per le donne arriva il "congedo mestruale"

Tre giorni al mese di riposo senza riduzione di stipendio durante il ciclo per ci soffre di dismenorrea. Lo prevede la proposta di legge presentata alla Camera lo scorso 27 aprile e attualmente all'esame della Commissione competente. L'esempio di Giappone, Sud Corea e Taiwan e la scelta di una nota multinazionale delle scarpe


Tre giorni al mese di riposo durante il ciclo mestruale. È quanto prevede la proposta di legge presentata alla Camera lo scorso 27 aprile e attualmente all'esame della Commissione lavoro che mira all'istituzione del "congedo per le donne che soffrono di dismenorrea". "In Italia i dati sulla dismenorrea sono allarmanti", si legge nel testo di legge, "dal 60% al 90% delle donne soffrono durante il ciclo mestruale e questo causa tassi dal 13% al 51% di assenteismo a scuola e dal 5% al 15% di assenteismo nel lavoro".

Da qui la proposta, firmata dalle deputate Pd Romina Mura, Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato, che introduce il diritto per la donna lavoratrice che soffre di mestruazioni dolorose di astenersi dal lavoro per un massimo di tre giorni al mese senza riduzione dello stipendio. Alle donne che soffrono di dismenorrea infatti, spiega l'unico articolo della pdl, è dovuta un'indennità pari al 100 per cento della retribuzione giornaliera.

Il cosiddetto 'congedo mestruale'inoltre, si legge sulla proposta di legge, "non può essere equiparato alle altre cause di impossibilità della prestazione lavorativa e la relativa indennità che spetta alla donna lavoratrice non può essere computata economicamente, né a fini retributivi né contributivi, all'indennità per malattia". L'emendamento specifica anche che la donna che intende usufruire del congedo dovrà presentare al datore di lavoro una certificazione medica specialistica da rinnovare entro il 31 dicembre di ogni anno.

In Italia il dibattito sul tema si è riacceso dopo che la Coexist, un'azienda di Bristol, ha deciso di inserire nel codice di condotta l'esenzione dal lavoro per le impiegate con il ciclo mestruale. Esistono però alcuni precedenti: in Giappone sin dal 1947 alcune aziende hanno adottato il 'seirikyuuka', cioè il congedo, mentre un anno dopo è stato introdotto in Indonesia. La Nike invece ha inserito il congedo mestruale nel 2007 mentre, più recentemente, la pratica è stata adottata anche in Sud Corea (nel 2001) e a Taiwan (nel 2013). (Fonte: Adnkronos)

 

Marine Le Pen sfonda "a sinistra": donne e operai possono farla vincere. Intanto va in Libano e rifiuta il velo islamico: salta l'incontro col Muftì

I sondaggi sul primo turno delle elezioni presidenziali francesi danno in vantaggio la leader del Front National sui candidati di socialisti e popolari. Le indagini demoscopiche forniscono interessanti analisi sulle intenzioni di voto in base al sesso e alla condizione socio-economica. E la questione islamica continua a tenere banco - (VIDEO)


Marine Le Pen resta saldamente in testa nelle intenzioni di voto dei francesi, con il 26%, a poco più di due mesi dalle presidenziali: il suo è l'elettorato più sicuro della propria scelta, secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Sopra Steria per il Cevipof e Le Monde su un campione di quasi 16.000 persone.

Il quotidiano francese commenta: "Marine Le Pen più forte che mai". Inoltre viene confermata l’erosione del voto di classe: quelle popolari si allontanano dalla sinistra, fra gli operai domina l’astensione e in secondo luogo il voto per la leader del Front National.

Inoltre, come riporta termometropolitico.it, che cita una recente proiezione di lfop, madame La Pen sta guadagnando un forte consenso tra gli elettori di sesso femminile. Il suo "punto debole", dato che nell'ultima tornata elettorale solo il 17% delle donne aveva votato per lei, mentre era stata scelta dal 20% dei maschi. La corsa all'Eliseo del 2017 potrebbe andare in direzione opposta, visto che l'istituto demoscopico francese prevede un incremento di 2 milioni di voti grazie proprio alle donne che voterebbero per la "capa" populista nella misura del 26%, quota esattamente pari a quella che riguarda i votanti uomini al primo turno delle presidenziali.

Per quanto riguarda il ballottaggio bisognerà vedere se funzionerà ancora la carta della grande coalizione "repubblicana" composta da socialisti, popolari e quant'altro. O se invece la Francia deciderà di voltare pagina, a prescindere da sesso ed estrazione sociale e in barba ai vecchi schemi politico-ideologici.


 

  • Pubblicato in Esteri

Sicurezza, ma quale sesso debole... Daniela Reho: "Fate come me, imparate anche a difendervi da sole"

La coordinatrice di Forza Italia a Bresso (Milano) ha scelto di seguire un corso di difesa personale dedicato alle donne, organizzato dalla M.M. Investigazioni e dal suo responsabile Francesco D'Auria. Ecco perché è importante, soprattutto da parte femminile, saper fronteggiare le minacce di violenza che sempre più spesso si incontrano nelle strade delle nostre città

 

Le interviste de ilComizio.it

“Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili”: il racconto di un dramma che viene da lontano

Le nostre interviste all'autrice del cortometraggio (realizzato insieme alla fotoreporter Simona Ghizzoni), la giornalista Emanuela Zuccalà, e alla consigliera comunale milanese Diana De Marchi (Pd). L'indagine dell'Università degli Studi Milano-Bicocca descrive un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in 30 paesi e costituiscono una grave violazione dei loro diritti fondamentali. Un problema che riguarda anche l'Europa: secondo il Parlamento Europeo, sarebbero 500mila le donne che hanno subito mutilazioni che vivono nel continente e 180mila le donne a rischio. L'incontro organizzato da ActionAid a Palazzo Marino - (VIDEO)


Foto di Simona Ghizzoni

 

Nelle comunità migranti che vivono in Italia vi sono molte donne con mutilazioni genitali femminili. Secondo le stime aggiornate al 2016 il numero delle straniere maggiorenni si attesta tra le 46mila e le 57mila unità a cui si aggiungono le neocittadine italiane maggiorenni originarie di paesi dove la pratica esiste (quantificate tra le 11mila e le 14mila unità) e le richiedenti asilo. Oltre il 60% delle donne con mutilazioni genitali femminili presenti in Italia proviene da Nigeria ed Egitto. Se si considera invece la prevalenza all’interno delle principali comunità sono le donne somale ad essere più colpite (83,5%), seguite da quelle che provengono dalla Nigeria (79,4%) e dal Burkina Faso (71,6%).

Sono i risultati preliminari di un'indagine presentati oggi dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca durante l'incontro organizzato nel capoluogo lombardo da ActionAid e dall'associazione culturale Zona in vista della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili del 6 febbraio. Per altre nazionalità l'indagine, condotta nell'ambito del progetto Daphne MGF-Prev e realizzata con interviste face-to-face, rivela incidenze minori, ma comunque significative del fenomeno: al quarto posto per diffusione delle mutilazioni c’è la comunità egiziana (60,6%), seguita da quelle eritrea (52,1%), senegalese (31%) e ivoriana (11%).

Durante l'incontro, che ha avuto il patrocinio del Comune di Milano, è stato proiettato il cortometraggio 'Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili', realizzato dalla giornalista Emanuela Zuccalà e dalla fotoreporter Simona Ghizzoni con il supporto di ActionAid e grazie al contributo dello European Journalism Centre e della Bill & Melinda Gates Foundation. "Incontrando donne combattive in Somaliland, Kenya e Etiopia", raccontano Zuccalà e Ghizzoni, "abbiamo scelto di dare voce, oltre che alla sofferenza provocata dalla mutilazione genitale, al loro coraggio di opporsi a una tradizione millenaria che le fa ingiustamente sfiorire nel corpo e nel ruolo sociale: Uncut è dunque una testimonianza d’impegno femminile, costante e testardo a dispetto di ogni ostacolo, per l'emancipazione".

In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili del 6 febbraio, ActionAid promuove inoltre la mobilitazione online (hasthtag #endFGM). Testimonial, attivisti e influencer pubblicheranno sui loro profili social una foto con indosso il simbolo della campagna: un soffione viola, simbolo di libertà ed espressione del desiderio di lasciar andare il passato, permettere al presente di trasformarsi in un futuro libero da vincoli fisici ed emotivi. Aderiscono alla campagna di sensibilizzazione, tra gli altri, la Federazione Italiana Rugby.

Per combattere il fenomeno, ActionAid ha lanciato il progetto After. "Con questo progetto intendiamo sensibilizzare un più ampio pubblico in Europa sull’esistenza di un problema che spesso è percepito come lontano. Le parole chiave per contrastarlo sono servizi, informazione e prevenzione", spiega Beatrice Costa, responsabile Programmi di ActionAid Italia. Il progetto After è finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea e si svolge in cinque stati: Italia, Spagna, Belgio, Svezia e Irlanda. Nel mondo le mutilazioni genitali femminili sono un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in almeno 30 paesi e costituisce una grave violazione dei loro diritti fondamentali.

(Fonte Adnkronos)

Un'altra donna uccisa a Milano, Majorino: "Dobbiamo fare ancora di più"

L'assessore alle Politiche sociali della giunta Sala ricorda l'impegno dell'amministrazione per contrastare la violenza di genere ma dice: "Non dobbiamo accontentarci di quanto abbiamo fatto. I femminicidi sono solo la punta atroce dell'iceberg"


"Di fronte all'ennesimo e atroce episodio di violenza che ha portato ad un'altra donna uccisa dal marito non possiamo che esprimere cordoglio e rabbia. Ed anche la consapevolezza di dover fare tutti ancora di più. Non vogliamo infatti accontentarci di aver più che quadruplicato in questi anni le risorse, passate da 389 mila euro nel 2011 a 1,6 milioni di euro quest’anno a sostegno dei centri antiviolenza. Crediamo di dover intensificare ulteriormente le attività e le iniziative affinché le ragazze e le donne milanesi non si sentano sole. Ci sono infatti operatrici, operatori e luoghi a cui potersi rivolgere per rifiutare la logica dell’abuso, dei maltrattamenti e della sopraffazione. I femminicidi sono solo la punta atroce dell'iceberg". Questo l’appello dell’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino.

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