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updated 8:34 AM UTC, Jul 5, 2020

Centrodestra unito alle Regionali e nei Comuni: ecco i nomi dei candidati per le sfide locali

Nota congiunta dei tre leader del centrodestra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che, dopo settimane di trattativa e riunioni, hanno raggiunto l'accordo sui candidati governatori e sulla linea unitaria per le elezioni comunali. Le conferme di Zaia e Toti in Veneto e Liguria, le scelte di Fitto e Caldoro per strappare Puglia e Campania alla sinistra. Acquaroli nelle Marche e Ceccardi in Toscana


Regionali: Berlusconi, Salvini e Meloni trovano l'accordo sui nomi dei candidati 

"Il centrodestra ha individuato la squadra migliore per vincere le elezioni nelle Regioni che andranno al voto a settembre e, soprattutto, portare il buongoverno in quelle che oggi sono male amministrate dalla sinistra. I candidati del centrodestra saranno: Francesco Acquaroli per le Marche, Stefano Caldoro per la Campania, Susanna Ceccardi per la Toscana, Raffaele Fitto per la Puglia". Lo annunciano Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini in una nota congiunta.

I candidati individuati si "aggiungeranno alla squadra dei governatori uscenti che, dopo eccellenti prove di governo, sono stati confermati: Giovanni Toti in Liguria e Luca Zaia in Veneto", spiega la nota del centrodestra.

Il centrodestra esprimerà candidati unitari anche alle Comunali. L'accordo raggiunto, in un clima di grande collaborazione, prevede che la Lega indichi i candidati in alcune città del Centrosud fra cui Reggio Calabria, Andria, Chieti, Macerata, Matera, Nuoro, mentre Forza Italia e Fratelli d'Italia esprimeranno candidati in altre città al voto". "I partiti si sono impegnati a prestare grande attenzione al momento della compilazione delle liste a tutti i livelli: saranno di qualità sotto ogni aspetto", spiega la nota.

Centrodestra in piazza a Roma e Milano: "Ora tagliare le tasse. Non rabbia ma proposte". Bagno di folla per Salvini e parte la polemica sulle regole sanitarie. Meloni: "Nelle manifestazioni del 25 aprile nessuna sicurezza" (VIDEO)

E' partito da piazza del Popolo in direzione via del Corso il "corteo" del centrodestra a Roma. Decine i militanti con un enorme striscione tricolore, simbolo del flash mob organizzato da Salvini, Meloni e Tajani. I leader sono alla testa del serpentone, mentre centinaia di persone si accodano, tra inviti a mantenere le distanze e slogan "libertà-libertà". Il "capitano" leghista smorza la rabbia popolare: "Vogliamo raccogliere le proposte degli italiani dimenticati e che vogliono rialzarsi e portarle nel Palazzo" - (GUARDA LA DIRETTA)


Il centrodestra festeggia la Festa della Repubblica con manifestazioni simboliche contro il governo in oltre 70 città italiane, un modo per dare voce a quella che l'opposizione definisce "Italia che non si arrende", colpita dagli effetti del virus e che fa fatica a ripartire. L'appuntamento clou è a Roma, a Piazza del Popolo con i tre leader, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani.

Ressa di cameraman, fotografi e cronisti. Tricolore lungo 500 metri esposto nella manifestazione del centrodestra a Roma. 

La manifestazione del centrodestra, che doveva essere simbolica, con una presenza contingentata di appena 300 persone, s'è trasformata in un vero e proprio corteo, che purtroppo ha provocato un piccolo assembramento tra la ressa di troupe, servizio d'ordine della polizia, centinaia di militanti e curiosi, stretti stretti, nel budello di Via del Corso. 

Salvini, capisco rabbia ma ora proposte al governo
 "Capisco la voglia e la rabbia, ma dobbiamo costruire un percorso che porti l'Italia lontano senza dover aspettare aiuti esterni che tanto non arrivano. Ora dobbiamo trasformare queste proposte in emendamenti da suggerire al governo". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine della manifestazione del centrodestra a piazza de Popolo. "Siamo qui - prosegue Salvini - a nome degli italiani dimenticati in questi mesi e discriminati, c'è un pregiudizio nei confronti del privato, lavoratori autonomi e liberi professionisti, invece non ci possono essere lavoratori italiani dimenticati".

Meloni, anche cortei 25 aprile non in sicurezza
 "Sono felicissima che con questa manifestazione la sinistra abbia scoperto che il 2 giugno è anche la nostra festa e abbiamo il diritto di manifestare anche noi in sicurezza. Stiamo facendo del nostro meglio per metterla in sicurezza ma vi segnalo che anche quando hanno fatto la manifestazione del 25 aprile non era in sicurezza". Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a margine della manifestazione del centrodestra a Piazza del Popolo e lungo Via del Corso, seguita da centinaia di persone senza alcun rispetto della distanza di sicurezza. "Per noi c'e' sempre una buona scusa per non manifestare mai. Ma il centrodestra esiste e farà le sue manifestazioni". 

Anche a Milano il centrodestra si è radunato in piazza Duomo per contestare il governo e chiedere di "ripartire insieme", come recita il titolo della manifestazione promossa da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Sono circa mille le persone radunate in piazza Duomo con il dovuto distanziamento, una piazza a numero chiuso per le misure anti Covid che urla "dimissioni, dimissioni" rivolta al governo. Al centro di piazza Duomo ci sono grandi strisce tricolore e tutti i manifestanti hanno bandierine, coccarde, bandiere con il tricolore. I manifestanti mostrano cartelli con le richieste per la ripartenza: "il tempo è scaduto è l'ora dei fatti", "pace fiscale stop alle cartelle", "aiuti veri per commercianti, artigiani e partite Iva", per citarne solo alcuni. In piazza Duomo è stato dedicato un minuto di silenzio alle vittime lombarde del Covid. Alla manifestazione ci sono i tre segretari Lombardi dei partiti: Daniela Santanchè per Fratelli D'Italia, Paolo Grimoldi per la Lega e Massimiliano Salini per Fratelli d'Italia. Piazza Duomo è transennata completamente e un gruppo di manifestanti formato da studenti ed esponenti dei centri sociali, circa una cinquantina, sta protestando contro la sanità lombarda al di fuori delle transenne da lato di Palazzo Reale, con la Polizia in tenuta antisommossa schierata. Al momento la situazione è tranquilla. 

Salvini e la piazza del 2 giugno: "Non sarà manifestazione di protesta ma di proposta". E sulla pandemia: "Tutto il mondo chiede spiegazioni alla Cina e l'Italia tace"

Il leader leghista al ligure Primocanale.it parla della mobilitazione delle forze di centrodestra a Roma e in altre città: "Una raccolta di idee". Quindi la sua posizione sul coronavirus e la necessità di avere chiarimenti da Pechino. Infine le considerazioni sui casi occupazionali di ArcelorMittal e Thyssenkrupp: "Non si può scherzare con un singolo posto di lavoro, è un problema che qualche multinazionale straniera ne stia approfittando per fare cassa e licenziare"


"Non sarà una manifestazione di protesta, ma di proposta, raccolta di idee, saremo in tante città, anche a Roma, a distanza, in sicurezza". Così Matteo Salvini, intervistato a 'Primocanale.it', riferendosi alla manifestazione delle forze del centrodestra del 2 giugno. "Ci stiamo autotassando dall'inizio dell'epidemia, sui nostri stipendi, useremo quei soldi anche per una iniziativa il 2 giugno, daremo il nostro piccolo, ma penso per molti, importante, contributo", ha aggiunto il leader della Lega.

Parlando della pandemia, Salvini ha ribadito la sua posizione sulla necessità di chiarimenti da Pechino. "Ci sono 120 Paesi al mondo, in tutto il mondo, in tutti i continenti, che chiedono spiegazioni alla Cina sui ritardi nell'allarme per la pandemia, su eventuali contagi, sugli esperimenti nei laboratori, e non sono tutti amici di Salvini, sovranisti leghisti o gente strana, ma l'Italia tace" ha detto il leader del Carroccio. Per Salvini "non è il momento in cui tacere, anche perché questa pandemia, oltre che migliaia e migliaia di morti a cui va il nostro quotidiano pensiero, rischia di portare a una crisi economica enorme".

Poi, a una domanda sulle prossime tornate elettorali in Liguria e Veneto, Salvini ha risposto: "Penso che Giovanni Toti e Luca Zaia siano stati due fra i più presenti, più concreti e più efficienti, sia in termine di emergenza sanitaria che in termini di risposta economica, hanno lavorato bene". "Noi - ha sottolineato - saremo a sostegno sia di Giovanni Toti in Liguria, che di Luca Zaia in Veneto".

Salvini ha parlato anche di ArcelorMittal e della Thyssen. "Non si può scherzare con un singolo posto di lavoro, è un problema che qualche multinazionale straniera ne stia approfittando per fare cassa e licenziare, non solo a Genova con ArcelorMittal ma anche a Terni con la Thyssenkrupp c'è lo stesso rischio" ha detto il leader della Lega. "Quindi non è possibile che qualcuno per business, per mera speculazione finanziaria, giochi sulla pelle dei lavoratori", ha concluso, sottolineando che deve essere il governo a muoversi, che "deve tirare su il telefono con i signori della Mittal e della Thyssen".

Sondaggi: vola Fratelli d'Italia, Lega sotto il 25 %. Stabili Pd e grillini, Renzi ai minimi. Tra i leader boom Meloni, l'astro nascente Zaia insegue Conte

Il partito di Matteo Salvini vede avvicinarsi quello guidato da Nicola Zingaretti. I Dem da qualche settimana sono al 22,9%, a soli due punti dal Carroccio (24,9%, in calo dello 0,7%), secondo il sondaggio di Osservatorio Politico Ixe' per la trasmissione Rai Cartabianca. M5S terzo al 16,8% (+0,4%) con Fratelli d'Italia che sale tanto sino al 13,8% e guadagna 1,8 punti. Tra gli altri partiti, Forza Italia perde lo 0,7% e va al 7,2%, La Sinistra arretra dello 0,4% e scende a 2,8%. In leggero calo (-0,3%) Italia Viva al 2,6%. Più Europa al 2,1%, Europa Verde al 2%, Azione di Calenda all'1,1%


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La Lega sotto quota 25. Balzo di Fratelli d'Italia e alto gradimento per Zaia. Sono i dati tratti dall’Osservatorio Politico Nazionale realizzato dall’Istituto Ixè per RAI 3 - Cartabianca. Le intenzioni di voto di questa settimana fotografano una situazione molto dinamica, con un'accentuazione di alcune tendenze ormai consolidate e altre variazioni meno attese, sottolinea l'Istituto Ixè. Accelera la flessione della Lega, che scende al 24,9%, ad appena 2 punti dal Pd, ormai stabile da qualche settimana al 22,9%. Nell'area di centro destra, sale di quasi due punti Fratelli d'Italia (13,8%), mentre la linea più moderata pare penalizzare Forza Italia, che dopo varie settimane di crescita perde lo 0,7 e si riporta al 7,2%. Si rafforza, invece, il Movimento 5 Stelle, toccando il 16,8%. Calo generale, infine, per le liste minori del centro sinistra.

Il quadro della fiducia nei politici, spiega l'Istituto Ixè, conferma il primato di Conte, che però questa settimana cede un punto, scendendo al 59%, molto distante dai leader dei principali partiti: Giorgia Meloni guida il gruppo degli inseguitori col 35% di gradimento, seguita da Salvini col 31%. Un altro esponente della Lega, però, presenta in questo momento un livello di gradimento molto maggiore di quello del suo segretario e si colloca a meno di 10 punti dal presidente del Consiglio: il governatore del Veneto, Luca Zaia, forte di una gestione dell'emergenza giudicata esemplare nella propria regione, riscuote la fiducia del 50% degli italiani.

Rispetto alla gestione dell'emergenza, con l'ingresso nella fase 2, risale il giudizio sull'operato del governo, ritenuto in qualche misura positivo dalla netta maggioranza degli italiani (18% molto positivo - 51% abbastanza positivo). In questa fase, rileva l'Istituto Ixè, dato anche il perdurante declino della curva dei contagi, metà della popolazione è più preoccupata per le ripercussioni dell'emergenza Covid sull'economia, che per i suoi effetti sulla salute.

Sul fronte sanitario, comunque, gli italiani non abbassano la guardia e guardano con una certa apprensione l'allentamento delle restrizioni, seppure contenuto: se il 51% ritiene che ci sarà una gestione responsabile da parte della popolazione, il 39% invece teme che ci sarà una ripresa dei contagi e conseguentemente si dovrà tornare al lockdown.

Coronavirus, Zaia replica a De Luca: "Se alcune regioni chiudono i confini è Sud contro Nord". Ecco perché l'indecisione e l'assenza del governo sul territorio minano l'Unità nazionale

luca zaia, personaggi"Se alcuni governatori chiudono i confini regionali allora la fanno loro l'autonomia, non è Nord contro Sud ma Sud contro Nord". E' tensione tra il presidente del Veneto Luca Zaia e De Luca dopo l'intenzione di chiudere la Campania. "Se si chiudono i confini regionali, nessun tipo di trasporto verrà autorizzato. Che proposta è?", si chiede Zaia. La polemica segue quelle che hanno coinvolto la Lombardia, oggetto di un attacco concentrico, certo di natura politica, ma che ha anche risvegliato rancori localistici che sembravano appartenere a stagioni ormai superate. Non un bel risultato per il il governo nazionale, percepito come assente nelle aree più colpite dall'emergenza. E sono in molti a non capacitarsi del fatto che il presidente del Consiglio Conte non si sia mai fatto vedere nelle terre martoriate dal Covid: un premier lontano fisicamente e distante nei fatti è tutt'altro che incoraggiante per il futuro dell'Italia


Coronavirus, Zaia contro De Luca: «Vorrei sapere quanti tamponi ...

Ancora lite tra Regioni sulla questione delle riaperture e della Fase 2. Ad andare all'attacco è il governatore del Veneto Luca Zaia dopo che nei giorni scorsi il governatore della Campania Vincenzo De Luca aveva parlato della possibilità di chiudere i confini della Regione.

"Se alcuni presidenti chiudono i confini regionali allora fanno loro l'autonomia, non è Nord contro Sud, è Sud contro Nord". Lo ha sottolineato stamani il presidente del Veneto, Luca Zaia.

"Mettetevi nei panni - ha aggiunto Zaia - di un cittadino che sale in treno. Se si chiudono i confini regionali verranno tutti soppressi, il Frecciarossa sarà fermo, nessun tipo di trasporto verrà autorizzato, che proposta è? Se poi c'è qualcuno che vuole preservare un'area delicata, ad altissima popolosità o con persone a rischio, è comprensibile, ma se dicono che chiudono i confini regionali mi dicano come fare. E io - ha concluso - non ho mai firmato ordinanze per chiudere".

Intanto è scontro anche tra il governatore della Lombardia Attilio Fontana e quello del Lazio Zingaretti. Una delibera simile a quella della Lombardia sulle rsa "era stata presa dal Lazio. Ma al governatore del Lazio non è stato fatto alcun tipo di contestazione", ha detto Fontana a Radio Padania tornando sulla vicenda. Secondo Fontana, "si cerca di attaccare l'organizzazione lombarda. C'è un attacco nel confronto mio in quanto rappresentante di una certa parte politica. Si sta facendo quel fuoco incrociato - ha aggiunto - che è sempre stato fatto quando al governo c'era un rappresentante del centrodestra. Qui al governo c'è un rappresentante non del centrodestra, ma in Lombardia c'è un rappresentante del centrodestra".

E anche il presidente della Toscana va all'attacco: "Decidere quando riaprire le imprese spetta al governo che dice che non è ora. Benissimo. Ma c'è una grande contraddizione con il fatto che con una semplice comunicazione alle prefetture stanno riaprendo centinaia di migliaia di aziende senza protocolli per la sicurezza, che solo in pochi casi sono stati elaborati. Non è corretto dire in un modo e poi lasciare che avvenga in un altro". Lo ha scritto su Facebook il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.


Zaia e la riapertura

"Se c'è un'anteprima della fase due si dovrà consolidare con un nuovo Dpcm, che autorizzi nuovi codici Ateco". Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia n conferenza stampa. "Speravo - ha aggiunto - che ci fosse qualche segnale su questo limbo che ci separa dal 4 maggio, spero che arrivi prima, dopodiché credo che il 4 maggio sarà la deadline oltre la quale usciranno i provvedimenti per le riaperture".  "I colleghi presidenti in cabina di regia con il Governo mi dicono che la discussione è stata interlocutoria, tranquilla e serena", ha riferito il presidente del Veneto Luca Zaia. "C'è ancora qualche giorno di tempo - ha proseguito Zaia - ed è probabile che ci siano decisioni in via sperimentale da prendere, ma mi sembra di capire che il 4 maggio rappresenti una data importante per la ripartenza.Vedremo qualità e quantità della ripartenza, spero che il tema si affronti altrimenti è difficile da affrontare con i cittadini", ha concluso. 

Mascherine conditio sine qua non per riapertura

Per quanto riguarda il futuro, ieri c'è stata una videoconferenza con i colleghi delle altre Regioni e poi la riunione con la cabina di regia guidata da Conte per definire la ripartenza. Noi abbiamo portato delle richieste chiare, dalle quali risulta fondamentale che la mascherina sia una conditio sine qua non. La riapertura parte proprio dalle mascherine". Lo ha detto, in conferenza stampa, il governatore del Veneto, Luca Zaia. E sulle mascherine il governatore dice: "Una persona che esce di casa e non indossa la mascherina non ha coscienza che mette a repentaglio non solo la sua salute ma anche quella degli altri. E' un irresponsabile".  

Chiudere regioni? "È sud contro nord"

"E' difficile pensare allo stop di spostamento tra Regioni se le imprese rimangono aperte", ha osservato Zaia. "Se alcuni presidenti chiudono i confini regionali allora fanno loro l'autonomia, non è Nord contro Sud, è Sud contro Nord", ha sottolineato stamani il presidente del Veneto.  "Mettetevi nei panni - ha aggiunto Zaia - di un cittadino che sale in treno. Se si chiudono i confini regionali verranno tutti soppressi, il Frecciarossa sarà fermo, nessun tipo di trasporto verrà autorizzato, che proposta è? Se poi c'è qualcuno che vuole preservare un'area delicata, ad altissima popolosità o con persone a rischio, è comprensibile, ma se dicono che chiudono i confini regionali mi dicano come fare. E io - ha concluso - non ho mai firmato ordinanze per chiudere". 

La questione fasce di età

Riapertura a scaglioni per età? "Lavoriamo per una soluzione sostenibile e rispettosa della libertà", dice Zaia.

Il problema della gestione di bimbi e ragazzi

Con la riapertura "il vero tema è la gestione dei bimbi e dei ragazzi. Serve un provvedimento a livello nazionale. Alcuni genitori sono disposti a prendere part-time oppure a incentivi. L'alternativa sono i nonni, con tutti gli annessi e connessi..". 

I dati: calano ricoverati e pazienti in terapia intensiva

Cala in Veneto il numero dei ricoverati e soprattutto di coloro che si trovano in terapia intensiva. E' quanto si evince dai dati forniti questa mattina, in conferenza stampa, dal governatore del Veneto, Luca Zaia. I ricoverati sono 1.448, 23 in meno rispetto a ieri; nelle terapie intensive ci sono 184 pazienti, in calo rispetto ai 196 di ieri. "E' il secondo giorno in cui le terapie intensive non Coronavirus superano quelle riservate ai casi di Coronavirus", ha spiegato Zaia. Il numero totale dei positivi e' di 15.935, i dimessi sono 2.089; mentre il totale dei decessi a oggi e' pari a 1.087.

120mila test a personale sanitario

"Abbiamo testato tutti i dipendenti della sanità in Veneto per un totale di 120mila persone di cui 60mila nelle case di riposo: 30mila gli ospiti e 30mila i lavoratori. "Il piano di sanità pubblica prevede che si vadano a testare le case di riposo, tutti i giorni si entrerà nelle Rsa per continuare a fare test in un'operazione di mantenimento", dice il governatore. 

Coronabond, a Bruxelles è tutti contro tutti. Lega e Fi votano no a emendamento, Fratelli d'Italia a favore. Pd e 5 Stelle divisi sul Mes. E ora Conte si deve preoccupare

Al Parlamento europeo Pd e M5S si sono divisi nella votazione della legge a favore dell’attivazione del Mes, contenuto nella risoluzione sull’azione coordinata dell'Ue contro il Covid-19. Il Pd ha votato a favore del paragrafo 23 che invita i Paesi dell'Eurozona ad attivare il Mes. Contrari invece i grillini. Si sono espressi contro anche Lega e Fratelli d’Italia. Hanno invece votato a favore Italia Viva e Forza Italia. Il paragrafo è passato con 523 sì, 145 contrari e 17 astensioni


E' polemica a Bruxelles sul voto di Lega e Forza Italia al Parlamento europeo contro gli eurobond. L'emendamento dei Verdi sulla condivisione del debito tra i Paesi Ue alla risoluzione comune di Ppe, S&D, Renew Europe e Verdi, è stato respinto ieri con 326 voti contrari, 282 sì e 74 astensioni. Favorevoli Pd, M5s e Fratelli d'Italia, contrari la Lega e Forza Italia, mentre gli eurodeputati di Italia Viva si sono astenuti.

"L'ennesimo tradimento ai danni dell'Italia da parte della Lega e di Forza Italia è servito: in aula, al Parlamento Ue, hanno votato contro gli eurobond", scrive in una nota l'europarlamentare M5s e vicepresidente del Parlamento Ue, Fabio Massimo Castaldo. "Se avessero votato a favore, l'emendamento sarebbe stato approvato! Eccoli i signorotti ultranazionalisti e sovranisti: prima sventolano il tricolore in ogni selfie, poi quando il loro voto può salvare il Paese si allineano all'Olanda", attacca Castaldo. "Complimenti! Almeno adesso tutti gli italiani potranno conoscere il loro vero volto".

E sul voto in plenaria a favore dell'attivazione del Mes, contenuto nella risoluzione sull'azione coordinata dell'Ue contro il Covid-19, Pd e M5s si dividono al Parlamento Ue. Il Pd ha votato a favore del paragrafo 23 che invita i Paesi dell'eurozona ad attivare il Mes, mentre il M5s si è espresso contro. Contrarie anche Lega e Fratelli d'Italia. Hanno votato a favore Italia Viva e Forza Italia. Il paragrafo è passato con 523 sì, 145 contrari e 17 astensioni. La risoluzione nella sua interezza - depositata da Ppe, S&D, Renew Europe e Verdi - sarà votata oggi in plenaria.

La delegazione del M5S al Parlamento Ue annuncia che oggi si asterrà al voto finale sulla risoluzione in quanto "presenta tante luci ma anche troppe ombre. Ci saremmo aspettati un chiaro e forte riferimento ai Coronabond grazie ai quali l'Ue potrebbe finanziare la ripartenza economica una volta superata l'emergenza, ma per colpa dell'irresponsabilità di Lega e Fi l'emendamento che li inseriva nel testo è stato rigettato", precisa la nota. "Registriamo l'impegno a trovare strumenti nuovi per superare la crisi e ribadiamo la nostra contrarietà al Mes".

 

(Fonte: Ansa)

Coronavirus, l'amarezza di Gallera per lo sciacallaggio politico e mediatico: "Assisto disgustato a una gigantesca deformazione della realtà. Ho sempre agito per salvare la vita alle persone"

Nessuna critica al governo Conte, dimostratosi inadeguato e insensibile su molti fronti, e contemporanea aggressione alla Lombardia investita dall'emergenza. E' questa la percezione che ha in questi giorni la Regione retta da Attilio Fontana. Le reazioni da parte dell'amministrazione lombarda sono state finora molto contenute e sobrie, stante una situazione ancora tutta da risolvere in una quasi assoluta solitudine, ma ora si fa intendere che la misura è colma. Lo sfogo social dell'assessore al Welfare, "omaggiato" di un tiro al bersaglio personale che non si aspettava e che crede in cuor suo di non meritare


 Bollettino Lombardia Coronavirus 22 marzo/ Diretta video: 27206 ...

"Leggo stupito e molto amareggiato gli articoli che appaiono in questi giorni su importanti giornali. Assisto poi disgustato a molteplici azioni di gigantesca deformazione della realta' e di sciacallaggio politico e mediatico". A scriverlo su Facebook l'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera.

"Dal 20 febbraio - ha aggiunto - viviamo la piu' grande emergenza sanitaria che la Lombardia abbia mai vissuto. Nel mio ruolo di assessore al Welfare dal primo momento ho dedicato tutto le mie forze, le mie capacita', le mie energie fisiche e psichiche a fronteggiarla e a combatterla. Sono stati e sono ancora momenti pieni di tensione, rabbia, frustrazione e sofferenza. Abbiamo dovuto prendere decisioni difficili in tempi ristretti ma bisognava salvare la vita alle persone. Trovare un respiratore o una CPAP per far respirare chi non ce la faceva piu', recuperare mascherine e camici per i nostri operatori sanitari, fare in modo che le autoambulanze trovassero un pronto soccorso dove portare i pazienti e una barella su cui sdraiare chi soffriva, organizzare le visite domiciliare delle unita' speciali di continuita' assistenziale, attivare il telemonitoraggio dei pazienti a domicilio, cercare di ampliare il piu' possibile la capacita' di fare tamponi per soddisfare al massimo le tantissimi esigenze diagnostiche". 

I dati "sono in miglioramento" ma non è finita. "Io continuo il mio lavoro con immutata determinazione e motivazione - ha aggiunto - e guardo con distacco a quanti 'col senno di poi' dalle comode scrivanie o dai divani di casa sputano sentenze e veleno. Noi siamo stati e siamo in trincea e non agiamo ne abbiamo mai agito per compiacere i 'professori del giorno dopo' ma sempre e solo per soffocare la diffusione del Coronavirus e salvare la vita ai lombardi".

Coronavirus, Salvini: "Chieste a Conte misure drastiche subito, ma la risposta è stata no. Si sottovaluta l'emergenza sanitaria". Poi attacca l'Ue: "Ancora una volta lontana dagli italiani"

Incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e i leader dell'opposizione. Le parole di Matteo Salvini (il più deluso), Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Resta anche il nodo del commissario straordinario per l'emergenza covid-19


Risultato immagini per salvini meloni tajani

SALVINI - "Esco preoccupato, abbiamo portato le voci di chi chiede misure drastiche subito, di chiudere tutto subito per ripartire sani. Ma la risposta è stata no, quindi totale incertezza". Così , Matteo Salvini uscendo da Palazzo Chigi, dopo l'incontro dei leader dell'opposizione con il premier Giuseppe Conte. "Sull'emergenza sanitaria, mi sembra che qualcuno non abbia chiaro che cosa sta succedendo nella metà degli ospedali italiani. Altre regioni non hanno numeri e strumenti del sistema sanitario lombardo. Qualcuno - aggiunge il leader della Lega - sta sottovalutando l'emergenza sanitaria. Sullo sfondo di tutto c'è il silenzio dell'Ue che dimostra ancora una volta la sua lontananza dagli italiani". 

MELONI - "Al governo abbiamo chiesto chiusura di tutte le attività per 2 settimane. Richiesta al momento non accettata, speriamo non serva in futuro. Abbiamo ribadito anche che il governo deve fare tutto il necessario per garantire salute di tutti e tutelare ogni attività e posto di lavoro", le parole di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "Pensiamo serva un commissario straordinario, una figura forte che possa occuparsi di tutta l'emergenza, che abbia anche poteri ordinamentali", le parole di Meloni. "Il presidente del Consiglio - sottolinea- ha aperto ad una nomina di un commissario, ma nulla di più".

TAJANI - "Serve un commissario straordinario per dare una comunicazione univoca, che possa coordinare tutti gli eventi. dal governo è arrivata un’apertura" sulla richiesta del centrodestra di un supercommissario per l’emergenza covid 19, le parole di Antonio Tajani, vicepresidente di Fi dopo l’incontro a palazzo Chigi. "Ci auguriamo che il governo decida in tempi rapidi per fare una zona rossa in tutta Italia. Non abbiamo avuto una risposta positiva ma non è escluso questo possa essere fatto più avanti. Bisogna fare presto, prima che sia troppo tardi", afferma. "La situazione -ha avvertito- è preoccupante è va affrontata in maniera proporzionale a rischio".

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