updated 5:02 PM UTC, Apr 1, 2020

Coronavirus, Paragone scatenato contro la Bce: "Lagarde folle, questi sfondano la nostra economia". E ne ha pure per governo e M5S (VIDEO)

Durissimo intervento del giornalista, ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, dopo le parole di Christine Lagarde presidente della Banca centrale europea sulla crisi in atto. La numero uno dell'Eurotower aveva detto: "Non siamo qui per ridurre gli spread, non è compito nostro" - (VIDEO)


 

 
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Cosa è successo, da finanzaonline.com

Deragliano le Borse europee dopo le misure annunciate dalla Banca centrale europea (Bce). Un fuoco di vendite che non risparmia nessun nel Vecchio continente: il Dax, e il Ftse 100 crollano del 9%, mentre il Cac40 fa meno 10,2% e il Ftse MIb lascia sul terreno quasi l’11% piombando sotto la soglia piscologica dei 16 mila punti. Vola anche lo spread Btp-Bund che continua a salire e dopo essersi spinto fino a quota 265 punti base ora viaggia a quota 252.

Pesanti perdite anche per Wall Street, con l’indice Dow Jones che precipita di oltre 8% dopo che la Borsa americana è stata sospesa al ribasso attraverso il meccanismo dei circuit breakers. E’ un panic selling generale sui mercati già traumatizzati dalla diffusione del coronavirus COVID-19 e ora scioccati dalla decisione della Bce di non toccare i tassi. L’istituto di Francoforte ha mantenuto il tasso di interesse sulle principali operazioni di rifinanziamento e i tassi di interesse sui prestiti marginali e sui depositi invariati rispettivamente allo 0,00%, 0,25% e -0,50%. La Bce ha varato altre operazioni di finanziamento e ha aumentato di 120 miliardi per il 2020 il piano di QE. In combinazione con l’attuale programma di acquisto di attività (APP) ciò sosterrà condizioni di finanziamento favorevoli per l’economia reale in tempi di maggiore incertezza”, rimarca la Bce. Il piano base di QE prevede acquisti per 20 miliardi al mese.

Bce: non all’altezza delle aspettative del mercato“. Questo il titolo del commento realizzato da Andrew Bosomworth, head of german portfolio Management di Pimco, dopo gli annunci odierni della Bce, che non lascia molto spazio alle interpretazioni di come in generale siano state accolte le novità in arrivo da Francoforte. “Come previsto, i principali elementi del pacchetto di allentamento della Bce si sono concentrati sulla fornitura di liquidità a un’economia reale attraverso ulteriori operazioni di finanziamento a termine a tassi di interesse agevolati, nonché sul supporto della domanda aggregata complessiva attraverso acquisti di asset netti aggiuntivi, de-enfatizzando la riduzione dei tassi di riferimento”, rimarca l’esperto spiegando che “lasciare invariato il tasso di deposito a -0,5% riflette implicitamente il fatto che il consiglio direttivo riconosce la limitata efficacia dei tagli dei tassi al di sotto dei livelli attuali”.

Per Andrew Bosomworth la Bce “cercherà un forte contributo dal programma di acquisto del settore privato quando implementerà gli acquisti di asset aggiuntivi. Questo suggerisce un’inclinazione degli acquisti verso le obbligazioni societarie”. La reazione iniziale sui mercati del credito è stata però negativa, con spread che si sono ulteriormente allargati, sottolineando sia le elevate aspettative riposte nella Bce sia la fragilità dell’attuale contesto di mercato.

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Il mercato passa al setaccio le dichiarazioni di Christine Lagarde che ha definito “Il coronavirus è un grande shock“. Già prima dell’emergenza coronavirus COVID-19, la Bce aveva rivisto al ribasso le stime sul Pil dell’Eurozona, nel 2020, a una crescita di appena +0,8%. “Il Covid-19 – ha detto Lagarde nella conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi – rappresenta un nuovo rischio al ribasso”.

Sul fronte tassi, come sottolineano gli strategist di Mps Capital Services, Lagarde ha puntualizzato che il mancato taglio non vuol dire che la Bce è arrivata al “reversal rate”, ovvero al livello più basso oltre il quale non si possa andare. Riguardo alla possibilità di intervento se gli spread sui tassi governativi dovessero salire eccessivamente, la Lagarde ha puntualizzato che “la Bce non è qui per ridurre gli spread sui bond”.

Guardando alla reazione del mercato, gli esperti della banca senese scrivono: “La dichiarazione sugli spread sopra citata ha portato a forti vendite sui titoli periferici e corporate, con il tasso decennale italiano salito fino all’1,9%. La negatività sulla crescita dell’Eurozona nel breve termine e l’insieme di misure di liquidità implementate hanno invece portato l’euro/dollaro a scendere sotto 1,12”.

Coronavirus, Salvini: "Chieste a Conte misure drastiche subito, ma la risposta è stata no. Si sottovaluta l'emergenza sanitaria". Poi attacca l'Ue: "Ancora una volta lontana dagli italiani"

Incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e i leader dell'opposizione. Le parole di Matteo Salvini (il più deluso), Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Resta anche il nodo del commissario straordinario per l'emergenza covid-19


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SALVINI - "Esco preoccupato, abbiamo portato le voci di chi chiede misure drastiche subito, di chiudere tutto subito per ripartire sani. Ma la risposta è stata no, quindi totale incertezza". Così , Matteo Salvini uscendo da Palazzo Chigi, dopo l'incontro dei leader dell'opposizione con il premier Giuseppe Conte. "Sull'emergenza sanitaria, mi sembra che qualcuno non abbia chiaro che cosa sta succedendo nella metà degli ospedali italiani. Altre regioni non hanno numeri e strumenti del sistema sanitario lombardo. Qualcuno - aggiunge il leader della Lega - sta sottovalutando l'emergenza sanitaria. Sullo sfondo di tutto c'è il silenzio dell'Ue che dimostra ancora una volta la sua lontananza dagli italiani". 

MELONI - "Al governo abbiamo chiesto chiusura di tutte le attività per 2 settimane. Richiesta al momento non accettata, speriamo non serva in futuro. Abbiamo ribadito anche che il governo deve fare tutto il necessario per garantire salute di tutti e tutelare ogni attività e posto di lavoro", le parole di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "Pensiamo serva un commissario straordinario, una figura forte che possa occuparsi di tutta l'emergenza, che abbia anche poteri ordinamentali", le parole di Meloni. "Il presidente del Consiglio - sottolinea- ha aperto ad una nomina di un commissario, ma nulla di più".

TAJANI - "Serve un commissario straordinario per dare una comunicazione univoca, che possa coordinare tutti gli eventi. dal governo è arrivata un’apertura" sulla richiesta del centrodestra di un supercommissario per l’emergenza covid 19, le parole di Antonio Tajani, vicepresidente di Fi dopo l’incontro a palazzo Chigi. "Ci auguriamo che il governo decida in tempi rapidi per fare una zona rossa in tutta Italia. Non abbiamo avuto una risposta positiva ma non è escluso questo possa essere fatto più avanti. Bisogna fare presto, prima che sia troppo tardi", afferma. "La situazione -ha avvertito- è preoccupante è va affrontata in maniera proporzionale a rischio".

Imballate nelle piazze, le "Sardine" stanno manifestando contro un politico che non è al potere

Le sardine hanno sfondato, perché in modo molto chiaro rappresentano una cosa: contrastare Matteo Salvini 


Un mese fa, quattro amici hanno lanciato una chiamata sui social media per una protesta nella città di Bologna, contro il populismo della destra italiana rappresentata dalla Lega di Matteo Salvini e da Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Speravano che l'evento potesse attirare 6000 persone, invece, hanno raddoppiato, con tutti stipati nella piazza centrale della città, proprio come le sardine nella loro scatola di latta.

Le sardine, divenuto il nome proprio del movimento, sono diventate un fenomeno italiano a tutti gli effetti, attirando grandi folle da nord a sud, numeri che la maggior parte degli attuali partiti politici della nazione, non avrebbe alcuna possibilità di eguagliare.

Ma mentre le sardine hanno sfruttato una parte della frustrazione di base comune in così tante proteste politiche globali quest'anno, rimangono sole sotto un aspetto: l'obiettivo della loro protesta non sono i politici tecnicamente al potere, ma piuttosto quelli all'opposizione.

L'emergere di un tale gruppo è possibile solo nel mondo "off-kilt" della politica italiana, in cui due partiti deboli, stanchi, in perenne contrapposizione gestiscono il paese, rivendicando azioni che diano loro una maggiore energia politica. Invece, è il partito più popolare del paese la Lega di Matteo Salvini che, nel bene o nel male, rimane il centro di un vortice di energia della politica italiana, pur essendo oggi all'opposizione. Gli italiani vedono la Lega come il "governo in attesa", con Salvini probabile futuro primo ministro. 

E mentre il successo delle idee populiste di Salvini ha allarmato molti italiani liberali, l'establishment politico di sinistra del paese, come tanti altri partiti "mainstream" in tutto il mondo, continua a lottare per contrastare l'emozione del populismo, continua a lottare organizzando manifestazioni di protesta sui social e nelle piazze, invece di generare nuove idee, nuove spinte di energia che possano far rivalutare in modo positivo l'operato di governo. 

Da quando sono partite a Bologna, le sardine hanno organizzato quasi 100 eventi in tutta Italia, riempiendo di sardine le piazze di Roma, Torino, Milano e altre città: sardine disegnate a mano, sardine ritagliate dipinte con la bandiera dell'Unione europea, bandiere dell'UE decorate con sardine che denunciano il fascismo e l'odio al canto di "Bella Ciao". Le sardine hanno fatto così tanto tanto scalpore, perché così chiaramente rappresentano una cosa, contrastare Salvini. Non sono un partito politico (non ancora). Sono diventati, invece, un punto di incontro per le persone che erano state respinte dalla politica e che non si sentiva più rappresentate da essa, ma che rimanevano preoccupate di come un politico di destra potesse rifare il paese.

"Quante volte hai sentito mal di stomaco durante la lettura dei commenti sotto i post della Lega?", Afferma il manifesto ufficiale delle Sardine. “Quante volte ti sei detto, non può essere vero? Bene, è giunto il momento di cambiare l'inerzia della retorica populista”. In un editoriale del Corriere della Sera, abbiamo letto: "Le Sardine sono rapidamente cresciute fino a occupare un posto importante nella scena politica italiana, che altrimenti sarebbe rimasta desolata". In un'intervista, Mattia Santori, 32 anni, uno dei fondatori del gruppo, ha dichiarato che il primo evento "ha sollevato il coperchio da una pentola a pressione che bolle da molto tempo e ha dato alla gente uno sbocco per respingere ciò che chiamava La deriva dell'Italia verso la "destra xenofoba". "Salvini riempie piazze, giornali, social network", ha detto Santori, "Noi abbiamo completamente distrutto la percezione di coloro che lo vedevano come unico maestro italiano".

Secondo Massimiliano Panarari, che ha scritto un libro sul Movimento a Cinque Stelle, "Riempiono le piazze nel nome di una piattaforma molto generica, ma c'è una chiara richiesta di un'organizzazione politica innovativa a sinistra". Sebbene le sardine da una parte abbiano messo in luce i punti deboli della sinistra italiana,dall'altra la stanno anche aiutando. Il movimento sostiene un candidato democratico in Emilia-Romagna, un'area che costituisce il cuore liberale dell'Italia. Con le elezioni regionali a un mese di distanza, i sondaggi mostrano che la Lega e il PD viaggiano appaiati. 

"Se il centrosinistra dovesse perdere, sarebbe una valanga e avremmo elezioni anticipate", ha dichiarato Ilvo Diamanti, professore di scienze politiche nelle università di Parigi e Urbino, "Salvini è partito alla conquista dell'Emilia-Romagna proprio dalla roccaforte Bologna, non è un caso che le sardine siano nate lì e da lì si siano diffuse".

Il Big Bang della politica italiana potrà esplodere solo tra poco meno di un mese, quando a urne chiuse scopriremo le questo è un movimento nato da un popolo senza partito, oppure l'ultimo colpo di remi di una sinistra liberale ormai alla deriva, allora vedremo i gattini di Salvini (il mese scorso su Twitter ha chiesto: "Cos'è più carino e più dolce dei gattini?"), cibarsi delle succulente sardine del PD.

 

 

 

 

FONTE: washingtonpost

 

Lorenzo Fioramonti, il parlamentare annoiato

Lorenzo Fioramonti era una figura abbagliante nella politica italiana, ma questo giustifica tanto caos e tante luci della ribalta, sul governo italiano?


Le dimissioni di un ministro della pubblica istruzione di solito non causano un terremoto politico, ma nel caso di Lorenzo Fioramonti, che giovedì ha annunciato le sue dimissioni dal gabinetto del Primo Ministro Giuseppe Conte, la sensazione è insolitamente molto vicina alla realtà. Si possono trovare diverse ragioni, il politico del movimento cinque stelle era una delle figure con le idee più a sinistra e più controverse del governo Conte. Fioramonti stava inoltre cercando i riflettori, inclusi quelli internazionali. In una intervista con il "New York Times" dichiarò che la protezione del clima sarebbe dovuta diventare una materia di studio nelle scuole italiane nel prossimo futuro. Una perfetta strategia di comunicazione che a trasformato Fioramonti da un giorno all'altro, nel Ministro della Pubblica Istruzione più noto a livello internazionale, da quando la Repubblica Italiana è stata fondata nel 1946.

In precedenza Fioramonti, aveva già suscitato scalpore a con una lettera a tutti i dirigenti scolastici, chiedendo loro di giustificare d'ufficio, tutti gli studenti che avessero partecipato alle manifestazioni del movimento "Venerdì per il futuro".

L'ex professore di economia politica presso l'Università di Pretoria godeva di notorietà non solo per le sue iniziative verso la protezione del clima, ma anche per aver chiesto di sostituire tutti i crocifissi e le foto del Presidente della Repubblica, appesi in tutti gli uffici pubblici, con una mappa del mondo ed estratti della costituzione italiana. 

Fin dall'inizio, Fioramonti aveva interpretato il ruolo del bambino terribile. Quando il "Corriere della Sera" gli chiese delle sue condizioni poco dopo essere entrato nel parlamento italiano, la sua risposta fu, - " sono annoiato, come docente all'università hai poco da fare, ma come membro del parlamento non hai assolutamente nulla da fare".

Ma non tutte le sue dichiarazioni furono innocue, prima di entrare nel parlamento italiano in quota al Movimento cinque Stelle, fu il promotore di un'iniziativa per un boicottaggio dei beni israeliani, ma ancor prima di aver prestato giuramento come ministro, Fioramonti a settembre, annunciò che avrebbe rassegnato le dimissioni se non avesse ricevuto altri tre miliardi di euro per le scuole e le università. E ora ha mantenuto la parola. 

Le dimissioni di Fioramonti  hanno indebolito la coalizione di governo, rischiando di rompere il così fragile legame tra il movimento a cinque stelle e il Partito Democratico, che finora ha governato con poca fortuna. Il movimento a cinque stelle ha dimostrato ancora una volta di essere un giocatore insicuro. Le dimissioni del Ministro della Pubblica Istruzione hanno nuovamente chiarito che la crisi d'identità del movimento e le lotte interne al potere, rappresentano il rischio maggiore per la continua esistenza della coalizione sotto il nome di Governo Conte bis.

Fioramonti si era da tempo allontanato dal suo partito e l'aveva accusato di aver ceduto alle responsabilità di governo, rinnegando gli ideali originali, compresa la protezione dell'ambiente. A seconda di quanti sostenitori del partito lo seguiranno si potrebbe generare un'ulteriore grave salasso per la coalizione di governo, dopo la dipartita di alcuni senatori dal movimento e la separazione del nuovo partito di Matteo Renzi "Viva Italia", dal Partito Democratico.

Renzi aveva annunciato che avrebbe continuato a sostenere la coalizione di governo, ma questo ha il un prezzo politico, come è dimostrato dalle dure reazioni dei componenti di "Viva Italia" alle dimissioni di Fioramonti, che sembravano più un'opposizione che un partner della coalizione. il governo sta perdendo i suoi ministri "come un albero delle sue foglie d'autunno", hanno detto i senatori di Renzi. Mentre per Davide Faraone uno dei senatori più vicini a Renzi, il Partito Democratico come sempre è rimasto in silenzio!

Al di là di tutti gli aspetti personali e politici del partito, le dimissioni di Fioramonti hanno anche attirato l'attenzione sulla miseria della politica educativa italiana. Fioramonti lamentava che il governo aveva bisogno di più coraggio, specialmente in settori cruciali come l'università e la ricerca. I tre miliardi di euro che il Ministro dell'istruzione desiderava anche per le scuole e le università erano davvero urgenti. Nessun paese industrializzato occidentale, spende così poco per l'istruzione, in relazione alla sua forza economica quanto l'Italia; nel 2019, secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la spesa per l'istruzione del paese rappresentava solo il 3,9 per cento del prodotto interno lordo. Ciò pone l'Italia chiaramente dietro la media OCSE che è del cinque percento. 

Gli insegnanti di italiano sono meno istruiti e guadagnano molto meno rispetto ai loro omologhi nella maggior parte degli altri paesi dell'Europa occidentale. Gli studi di Pisa mostrano ancora una profonda divisione del paese. Mentre alcune regioni del nord Italia sono le migliori in termini di istruzione nei campi della letteratura e della matematica scientifica, la Sicilia e la Sardegna sono molto indietro, quasi al livello di Turchia e Grecia.

L'Italia rinnova il contratto con la Libia per il blocco dei migranti sulle coste africane

L'Italia ha rinnovato il controverso accordo firmato nel 2017 con la Libia, per bloccare i migranti illegali che cercano di lasciare dalla costa partendo del paese nordafricano.


La Libia, devastata dai conflitti dall'insurrezione del 2011 che hanno ucciso il dittatore Moamer Kadhafi, è una delle principali coste di partenza per i migranti, in particolare quelli provenienti dall'Africa sub-sahariana, diretti spesso verso l'Italia attraverso il Mediterraneo.

Il ministro degli Esteri italiano Luigi di Maio ha dichiarato al parlamento che l'accordo del 2017 con la Libia, sarebbe automaticamente stato prorogato in modo tacito, per altri tre anni a partire da novembre. "Una riduzione dell'assistenza italiana potrebbe significare una sospensione delle attività della guardia costiera libica con gravi conseguenze, più partenze, tragedie in mare e un deterioramento delle condizioni per i migranti nei centri di detenzione", ha dichiarato nel suo intervento.

I gruppi per i diritti umani (ONG), temono che questo accordo che vede l'obbligo dell'Italia di intercettare i migranti prima che raggiungano le acque internazionali, potrebbe mettere a grave rischio migliaia di persone con diritto di asilo. I critici sono anche preoccupati per il destino dei migranti nei campi di detenzione della Libia, dove le condizioni sono spesso squallide.

Di Maio ha affermato che il governo lavorerà per migliorare l'accordo, ma ha notato che l'accordo ha contribuito a ridurre drasticamente le partenze dei migranti, portando da 170.000 persone l'anno, nel 2016, a 2.200 di oggi. Ha inoltre aggiunto, che il governo lavorerà con le Nazioni Unite per migliorare le condizioni nei campi di immigrazione libici e per aumentare i fondi per il rimpatrio dei migranti nei loro paesi.

Marco Bertotto, un rappresentante italiano di Medici senza frontiere (MSF), ha definito le modifiche all'accordo solo "trucco umanitario" che sarebbe difficile da raggiungere, l'unica soluzione umanitaria era porre fine alle detenzioni arbitrarie in condizioni disumane in Libia, ed evacuare rifugiati e migranti.

Medici senza frontiere da sempre contrasta sia l'Italia che la comunità internazionale, dichiarando che queste dovrebbero da subito interrompere tutti gli accordi con lo stato libico perchè questi "aumentano solo le sofferenze e le violazioni dei diritti umani, incentivando la tratta degli schiavi". Con il sostegno dell'Unione Europea, l'Italia fornisce supporto tecnico alla guardia costiera libica e informazioni sulle navi migranti.

Sondaggio Swg, i sovranisti mettono pressione al governo: Salvini continua a volare e sale ancora la Meloni. Per la maggioranza Pd sotto il 20%, M5S stabile, frena Italia viva di Renzi (VIDEO)

Nel centrodestra avanzano Lega e Fratelli d'Italia. Piccolo aumento per Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Male il centrosinistra con le flessioni sia di Pd sia di Italia Viva. Lo rileva il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. La Lega rispetto ad una settimana fa guadagna lo 0,9 per cento, arrivando al 33,2 dal 32,3. Il Pd invece perde lo 0,6, scendendo al 19,4 dal 20, mentre M5S si attesta al 18,6, più 0,1 in confronto a sette giorni fa. Il partito di Giorgia Meloni è al 7,6 e guadagna lo 0,5. Perde invece Italia Viva, dal 5,6 al 5,3, mentre Forza Italia, dal 5 passa al 5,1. Stazionario "Cambiamo" di Giovanni Toti all'1,6; meno 0,2 per Sinistra italiana-Articolo 1, dal 3,3 al 3,1. In calo anche i Verdi, che scendono all'1,9 dal 2,3, mentre +Europa passa dall'1,8 all'1,9

-6 giorni alle Elezioni europee: forti timori per i cambiamenti portati dall'attesa spinta dei populisti

Più di 400 milioni di elettori nei paesi dell'UE saranno chiamati alle urne dal 23 al 26 maggio, per eleggere un nuovo Parlamento europeo


Saranno le elezioni dei partiti populisti che dovrebbero registrare una nuova spinta verso l'alto grazie al problema scottante dell'immigrazione. Queste forze ostili all'Unione europea, tuttavia secondo i sondaggi, saranno ben lontane dall'ottenere la maggioranza, ma sicuramente contribuiranno allo sconvolgimento degli equilibri ormai storici dell'emiciclo europeo, dominato quasi ininterrottamente dal 1979 dai due maggiori partiti della destra e della sinistra europeista.

Ironia della sorte, il voto inizierà nel Regno Unito, costretto a votare perché il suo accordo sul distacco dell'UE non è ancora stato ratificato e si concluderà domenica, con il passaggio nella cabina elettorale degli elettori di paesi importanti come Germania, Francia, Italia e Spagna.

Verranno esaminati in particolare i voti dei partiti di estrema destra del National Rally di Marine Le Pen in Francia, della Lega di Matteo Salvini in Italia e del partito pro-Brexit di Nigel Farage nel Regno Unito.

Considerate dagli studiosi politici come le "elezioni per il run-off ", il rinnovo dei 751 membri eletti del Parlamento è anche tradizionalmente segnato da una forte astensione, grazie alla poca informazione e alla grande disinformazione, che non pongono questo voto come un ingranaggio essenziale nello sviluppo delle leggi europee.

Questo disinteresse degli elettori è aumentato costantemente dalle prime elezioni del 1979, l'astensione è aumentata dal 38% di quell'anno al 57,4% nel 2014 data delle ultime elezioni.

Secondo un sondaggio condotto da YouGov su 8.021 persone in otto paesi (Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia, Ungheria, Svezia), pubblicato a maggio, l'immigrazione e la protezione dell'ambiente, due temi emersi in ambito locale, sono considerati le principali sfide per il futuro dell'UE.  


Quattro anni dopo la crisi migratoria del 2015 e sebbene il flusso degli arrivi abbia cessato la sua veloce corsa, la destra politica continua a focalizzare il suo discorso su questo tema, un tema che diventerà una linea di faglia sul continente europeo. Intanto i vertici della Lega Italiana con Matteo Salvini e i francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen stanno tentando di creare un fronte comune delle forze nazionaliste che combatta l'immigrazione e la forte vocazione centralista dell'attuale Unione Europea.

Secondo le ultime proiezioni pubblicate da Parlamento europeo, sulla base di indagini nei 28 paesi, nella nuova Camera, il gruppo attuale, ENL salirebbe a 62 eletti (25 in più rispetto ad oggi), tra cui 26 italiani (20 Lega) e 20 francesi (5 RN). Aggiungendo gli anti-europeisti e l'ELDD (dove siedono il Movimento Cinque Stelle italiana o pro-Brexit britannico Nigel Farage), gli euroscettici CRE (costituiti dai conservatori britannici e del partito polacco PiS al potere Varsavia), questa proiezione dà un totale di 173 eletti.

"Attualmente, il Parlamento conta quasi il 25% di euroscettici e potrebbe arrivare al 35%", ha dichiarato Jean-Dominique Giuliani, presidente della Robert Schuman Foundation, "Non bloccherà il Parlamento, ma ci sarà un'irradiazione, un'influenza dei partiti di destra e di estrema sinistra nei temi che il nuovo parlamento metterà in discussione".

Inoltre, se questi partiti, che vogliono cambiare l'Unione europea dall'interno, possono avere intenti comuni in materia di immigrazione, sono ben lungi dall'essere d'accordo su altre importanti questioni, come ad esempio l'atteggiamento da avere sulla La Russia di Vladimir Putin o il rispetto delle regole in merito di stabilità economica.

Sempre secondo le ultime proiezioni pubblicate dal Parlamento europeo, le due grandi famiglie tradizionali, il PPE e i socialdemocratici (S&D) a sinistra, si potranno vedere depauperate di ben 37 poltrone, perdendo così la loro maggioranza. I verdi, che potrebbero beneficiare del movimento pro-clima, in particolare in Belgio e in Germania, otterrebbero 5 seggi. Quindi si potrebbero creare 3 macro gruppi che andrebbero a determinare la maggioranza a seconda del tema trattato.

Questo insieme di alleanze sarà cruciale per i futuri dirigenti europei, incluso il successore di Jean-Claude Juncker a capo della Commissione, che vedra chiudersi il suo mandato subito dopo le elezioni.

Via della Seta, Tajani attacca il governo: "I sovranisti si arrendono all'invasione cinese". Timori anche da Salvini: "No a colonizzazione. Nessun pregiudizio, ma serve prudenza". Tria: "Tempesta in un bicchier d'acqua"

"Sono un sovranista europeo. Per quanto riguarda il tentativo di invasione cinese di porti, infrastrutture e reti in Europa e Italia, mi pare singolare che chi si dice sovranista alzi le mani e si arrenda all'invasione cinese". E' quanto ha detto il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, a Strasburgo, durante un punto stampa con il premier slovacco Peter Pellegrini. "Non condivido affatto - continua Tajani - le scelte del governo italiano che si arrende all'invasione della Cina. Non possiamo accettarlo: la Cina fa i suoi interessi, ma l'Italia e l'Europa devono fare i propri". Per questo, oggi il Parlamento Europeo "voterà un testo molto significativo" su questa materia. Tajani, "per essere ancora più chiaro", precisa di non essere "favorevole a cedere il 5G ai cinesi e ho anche molte perplessità sugli accordi che l'Italia intende sottoscrivere sulla Via della Seta".

(Fonte: Adnkronos)


I timori della Lega - Non è solo l'aspetto della sicurezza informatica a preoccupare Matteo Salvini che, da Milano, avverte: "Se si tratta di colonizzare l'Italia e le sue imprese da parte di potenze straniere, allora no" all'intesa. Già domenica sia il vicepremier sia Giancarlo Giorgetti avevano espresso le loro perplessità sulla tenuta della difesa degli interessi nazionali, a cominciare da quelli della cibernetica.

Salvini: "Non pregiudizi, ma prudenza" - Il ministro dell'Interno sottolinea che l'Italia "non nutre pregiudizi" sulla Cina, ma vuole usare "molta prudenza". "Siamo favorevoli al sostegno e all'apertura dei mercati per le nostre imprese. Altre però sono le valutazioni, sempre attente, che occorre fare in settori strategici per il nostro Paese come telecomunicazioni e infrastrutture", afferma il leader del Carroccio.

I Cinquestelle: "Lavoriamo per le imprese" - Nelle ultime ore lo scontro con il M5S emerge in tutta la sua forza "elettorale". "Sorprende la spaccatura della Lega sulla via della seta", sottolineano dal Movimento ricordando come tra i primi promotori dell'adesione alla Bri ci sia proprio Michele Geraci, sottosegretario al Mise in quota Lega. "Questa frattura interna fa male alle nostre imprese e al Made in Italy. Stiamo lavorando perché le imprese ci chiedono uno sforzo per portare l'Italia nel mercato cinese e non subirlo", sottolinea il Movimento.

Di Maio: "Non è l'occasione per nuove alleanze" - Per il vicepremier Luigi Di Maio, la Via della Seta "non è assolutamente l'occasione per noi per stabilire nuove alleanze a livello mondiale e geopolitico, ma il modo per dire che dobbiamo riequilibrare le esportazioni di più sul nostro lato, un rapporto ora sbilanciato sulla Cina".

Tria: "Una tempesta in un bicchier d'acqua" - Per il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, "si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo, che non è un accordo, è un Memorandum of understanding", "si ribadiscono i principi di cooperazione economico e commerciali presenti in tutti i documenti europei, nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata". Cambiare le regole commerciali "non sarebbe nelle possibilità italiane visto che è una competenza europea, credo che si stia facendo un po' una tempesta in un bicchier d'acqua".

Conte prova a rassicurare - Anche il premier Conte tenta di smorzare i toni, ricordando che il Memorandum non costituisce un accordo internazionale e "può rappresentare un'opportunità per l'Italia e per la Ue e l'occasione per introdurre i nostri criteri e standard di sostenibilità finanziaria, economica e ambientale", spiegano fonti di Palazzo Chigi rimarcando due concetti. Il primo è una replica indiretta ai timori di Donald Trump: l'intesa è meramente economica e commerciale non "ridisegna il quadro dei rapporti politici e la collocazione euro-atlantica del nostro Paese". Il secondo concetto sembra invece essere diretto proprio alla Lega: "Poniamo massima attenzione alla difesa dei nostri interessi nazionali, alla protezione delle infrastrutture strategiche, incluse quelle delle telecomunicazioni, e quindi alla sicurezza cibernetica".

L'allarme di Bruxelles - Ai timori di Washington si aggiungono anche quelli di Bruxelles. Per l'Ue, scrive il Corriere della Sera, la Cina è "un avversario sistemico che ha modelli di governance diversi" da quelli comunemente accettati in sede internazionale, che obbligano il Vecchio Continente a "difendere i propri principi e valori". L'auspicio è quello di un'Europa unita in grado di adottare politiche e accordi più stringenti con Pechino "per rafforzare le proprie politiche" e difendere "la propria base industriale".

L'Italia sarebbe il primo Paese del G7 ad aprire a Pechino - Al momento, tuttavia, il governo pare intenzionato a firmare l'accordo. L'Italia sarebbe così il primo Paese del G7 ad aderire ad una iniziativa che potrebbe aprire ulteriormente, dal punto di vista commerciale, il Belpaese ai colossi economici cinesi. Con particolare attenzione al settore marittimo e ai porti di Genova e Trieste dove le imprese cinesi sono già da tempo impegnate ad ultimare accordi con gli interlocutori italiani. Ma, salvo poche eccezioni (Grecia e Portogallo) la nuova Via della Seta continua a non convincere i Paesi Ue. Iniziativa che si innesca, inoltre, nella grande guerra tra Usa e Cina sui dazi e sul caso 5G-Huawei.

(Fonte: Tgcom24)

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