updated 1:38 PM UTC, Dec 10, 2018

L'ONU mette in guardia, fermiamo la perdita di biodiversità o potremmo affrontare la nostra stessa estinzione

Il mondo ha due anni per ottenere un accordo con la natura per fermare un 'killer silenzioso' pericoloso quanto il cambiamento climatico


Il mondo deve progettare un nuovo accordo per salvaguardare la natura nei prossimi due anni o l'umanità potrebbe essere la prima specie a documentare la sua stessa estinzione, avverte il responsabile scientifico delle Nazioni Unite che ha il controllo sullo sviluppo della biodiversità nel nostro ecosistema.

In vista di una conferenza internazionale per discutere del crollo degli ecosistemi, Cristiana Paşca Palmer responsabile scientifico delle Nazioni Unite, avverte le persone di tutti i paesi mondiali affinché facciano pressioni sui loro governi, per elaborare ambiziosi obiettivi globali (entro il 2020), atti a salvaguardare il nostro ormai fragile sistema, proteggere insetti, uccelli, piante e mammiferi, vitali per la produzione alimentare globale, acqua pulita e massa al bando del carbonio.

Cos'è la biodiversità e perché è importante?

La biodiversità è la varietà della vita sulla Terra, in tutte le sue forme e tutte le sue interazioni. "Senza biodiversità, non c'è futuro per l'umanità", afferma il prof David Macdonald, dell'Università di Oxford. Comprende diversi livelli, a partire dai geni, quindi da singole specie, poi comunità di creature e infine interi ecosistemi, come foreste o barriere coralline, in cui la vita interagisce con l'ambiente fisico. 

Senza piante non ci sarebbe ossigeno e senza le api da impollinazione non ci sarebbero frutta o noci. Si stima che i servizi forniti dagli ecosistemi valgano trilioni di dollari, il doppio del PIL mondiale. La continua perdita di biodiversità solo in Europa costa al continente circa il 3% del suo PIL, ovvero 450 milioni di euro all'anno.

Si ritiene che il pericolo di estinzione delle specie sia circa 1.000 volte più alto di prima che gli umani dominassero il pianeta, il che potrebbe presentarsi in in modo più veloce rispetto al tempo necessario per l'estinzione dei dinosauri, dopo che un gigantesco meteorite colpì la terra 65 milioni di anni fa. L'ONU avverte che lsesta estinzione di massa nella storia geologica potrebbe essere già iniziata. Miliardi di singole popolazioni sono andate perse, il numero di animali che vivevano sulla Terra in rapporto al 1970 è drasticamente crollato. I ricercatori definiscono la massiccia perdita di fauna selvatica un "annientamento biologico". 

L'abbattimento forestale è spesso la prima causa di tale disastro, pensiamo che nel 2016 si sono persi 30 milioni di ettari, pari all'area della Gran Bretagna e dell'Irlanda assieme. Un altro fattore importante sono il bracconaggio e la caccia insostenibile. Attenzione perchè i cambiamenti climatici sono reversibili, anche se ciò richiederà secoli o millenni,  ma una volta che una specie si estinguono, non si può tornare indietro è persa per sempre.

"La perdita di biodiversità è un killer silenzioso, è diverso dal cambiamento climatico, dove le persone sentono l'impatto nella vita di tutti i giorni. Con la biodiversità, non è così chiaro, ma nel momento in cui senti ciò che sta accadendo, potrebbe essere troppo tardi." Avverte Cristina Paşca Palmer che è direttore esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, l'organismo mondiale responsabile del mantenimento dei sistemi naturali di supporto vitale da cui dipende l'umanità.

I 196 stati membri dell'ONU si incontreranno a Sharm el Sheikh, in Egitto, questo mese per iniziare le discussioni su un nuovo quadro per la gestione degli ecosistemi e della fauna selvatica del mondo. Questo sarà l'inizio di due anni di frenetici negoziati, che Paşca Palmer spera culmineranno in un ambizioso nuovo accordo globale alla prossima conferenza a Pechino nel 2020.

"La perdita di biodiversità è un killer silenzioso", ha detto al Guardian. "È diverso dal cambiamento climatico, dove le persone sentono l'impatto nella vita di tutti i giorni. Con la biodiversità, non è così chiaro, ma nel momento in cui senti ciò che sta accadendo, potrebbe essere troppo tardi. "

 

La questione purtroppo occupa sempre il posto più basso nell'agenda politica, rispetto ai summit sul clima, pochi capi di stato partecipano ai colloqui sulla biodiversità, ancor prima di Donald Trump, gli Stati Uniti rifiutarono di ratificare il trattato e mandarono un solo un osservatore. Il Vaticano, è l'unico stato delle Nazioni Unite a non partecipare ai colloqui e non si capisce il perchè.

Nel complesso, l'immagine è preoccupante  i già elevati tassi di perdita di biodiversità derivanti dalla distruzione dell'habitat, dall'inquinamento chimico e dalle specie invasive accelereranno nei prossimi 30 anni a seguito del cambiamento climatico e della crescita della popolazione umana. Entro il 2050, ci si aspetta che l'Africa perda il 50% dei suoi uccelli e mammiferi e che la pesca in Asia crolli completamente. La perdita di piante e vita marina ridurrà la capacità della Terra di assorbire il carbonio, creando un circolo vizioso.

Il mese scorso, le principali istituzioni per il clima e la biodiversità e gli scienziati delle Nazioni Unite hanno tenuto la loro prima riunione congiunta. Hanno scoperto che le soluzioni basate sulla natura, come protezione delle foreste, piantagione di alberi, ripristino dei terreni e gestione del suolo, alla fine potrebbero fornire fino a un terzo dell'assorbimento di carbonio necessario per mantenere il riscaldamento globale entro i parametri dell'accordo di Parigi.

A fronte di tutto questo però dobbiamo anche dire che le cose si stanno muovendo. Nel mondo c'è molta buona volontà, dovremmo essere consapevoli dei pericoli ma non paralizzati dall'inazione. Riuscire a fermare questo tragico processo è una corda ancora nelle nostre mani, ma la finestra per l'azione si sta restringendo. Abbiamo bisogno di livelli più alti di volontà politica e cittadina per sostenere la natura.

Partiamo noi cittadini e poi... 

 

  • Pubblicato in Cultura

Follow JC Go: il Vaticano lancia un’applicazione per “catturare” i Santi

Il gioco che si chiama Follow JC Go, in Italia è già disponibile per iOS e Android, ma solo in lingua spagnola. Cattura i tuoi Santi e forma un Team paradisiaco.


L'app è stata sviluppata in Spagna dalla Fundación Ramón Pané, in occasione della Giornata mondiale della gioventù, prevista per il prossimo 22 gennaio a Panama. Sicuramente non andrà a sostituire la più famosa Pokemon GO che fino a qualche tempo fa spopolava fra i giovani, ma anche fra i meno giovani. Un’applicazione per smartphone, Android e iOS che, grazie alla realtà aumentata geolocalizzata con Gps, consentiva di cercare e catturare i Santi in giro per il mondo. Il funzionamento è lo stesso della gemella, la fotocamera dello smartphone inquadra ciò che si ha di fornte e l'app vi aggiunge digitalmente i Santi e i Beati, permettendo così di vederli sparsi nelle case, nelle piazze delle città, a scuola. Oggi, la Fundaciòn Ramòn Pané, scrive che il suo obiettivo è quello di imparare le nuove lingue della società di oggi, le nuove forme di espressione, comprensione e comunicazione, per presentare il Vangelo, il messaggio di Dio attraverso la Sacra Scrittura, rispondendo alle reali necessità delle persone". Quindi da oggi avremo il nostro avatar in sandali che girando il mondo avrà la possibilità di “catturare” santi e beati attraverso la fotocamera del cellulare. Non ha bisogno di lottare contro il santo per riuscire a prenderlo, ma solo di rispondere ad alcune domande sul suo conto. Dimostrare di conoscere il personaggio biblico, gli basta infatti per includerlo nel proprio “JC-team”, ossia nella propria squadra di evangelizzazione.
Durante la ricerca dei santi, il giocatore si occupa inoltre della salute del proprio avatar: tra i valori da tenere d'occhio, per un benessere non solo fisico, ma anche spirituale, ovvero quelli relativi alla preghiera. Infine, nel gioco è presente una valuta, i “denarios”, che possono essere conquistati in tre modi: si può donare qualcosa in beneficenza e trasformare la donazione in valuta virtuale, vedere della ADS (pubblicità) oppure cercarlo sulla mappa. La fondazione cerca in questo modo di mettersi al passo con i tempi, i giovani di oggi interagiscono soprattutto tramite app e social media, “Sarebbe una negligenza, da parte della Chiesa, non cercare di incontrarli proprio lì, nei luoghi e nei gusti che gli appartengono” dichiara a Vatican News Miriam Diez Bosch, direttore del Blanquerna Observatory on Media, Religion and Culture alla Ramon Llull University di Barcellona, che ha da poco terminato uno studio sulla religione dei giovani nei social network. Dallo studio emerge che solo il 4% dei giovani nel mondo condividono contenuti legati alla religione cattolica. “E’ inutile pensare di sostituirsi ai loro influencers" – afferma Mirima Diez Bosch - "Sarebbe intelligente invece servirsi di loro, cercare di influenzare gli influencers stessi, affinché si facciano portavoce di realtà di fede e religione”. Ed è quello che si potrebbe fare proprio attraverso la promozione di questa app, un gioco che parla la lingua dei giovani, ma che racconta qualcosa di diverso dal solito: "la religione". Lo scopo principale dell’applicazione infatti è di tipo didattico. "Con questa app ci si può divertire, ma anche imparare ed essere evangelizzati” - sottolinea il cardinal Oscar Rodrìguez Maradiaga, presidente del comitato consultivo della Fundaciòn Ramòn Pané, "infatti, un ragazzo può apprendere molto sui santi, sui beati, sulla loro vita e sulla Bibbia stessa. "Catturare" i santi attraverso un’app. potrebbe quindi rappresentare un nuovo modo di evangelizzare, Follow JC Go potrebbe essere una delle soluzioni per avvicinare più persone alla fede e invogliarle a diffonderla.

App su GOOGLE PLAY

FONTE: (Vaticans News)

Il papa paragona l'aborto con "la chiamata di un sicario"

Papa Francesco, nella sua omelia durante la tradizionale udienza in Piazza San Pietro a Roma, ha volontariamente detto che praticare o accettare l'aborto è come assoldare un sicario


"Termina una gravidanza con un aborto, è come eliminare qualcuno, secondo voi è giustificato eliminare un corpo umano per risolvere un problema?", questa è la domanda che il Pontefice ha rivolto ai fedeli che seguivano la sua omelia in Piazza San Pietro.

"È giustificato fare ricorso a un sicario per risolvere un problema?", ha poi aggiunto Francis, oltre a parlare a lungo di come andrebbe seguito il comandamento "non uccidere", il Papa ha aggiunto in tono molto severo e inquisitorio che,  "Liberarsi, anche in modo giustificato, di un essere umano, è come chiamare un sicario per risolvere un problema!".

Il Papa ha attirato l'attenzione sul "deprezzamento della vita umana", attraverso le guerre, lo sfruttamento dell'uomo e l'esclusione. Ha poi aggiunto l'aborto a questa lista. "Come può un atto che rimuove una vita innocente essere umano o terapeutico, civile e molto comune?". Con queste parole Francesco chiude la sua omelia, spostando in modo molto sensibile l'opinione della chiesa cattolica, verso la scomunica di tutti quelli che usufruiscono di una pratica che troppe volte non è terapeutica ma solo di comodo.

Papa Francesco vuole cambiare, il "Padre Nostro"

Papa Francesco ha suggerito di voler apportare un cambiamento alla preghiera del Signore, ampiamente conosciuta tra i fedeli come il "Padre nostro".


In un'intervista mercoledì il Pontefice ha detto che preferirebbe sostituire la frase "non ci indurre in tentazione", che secondo il papa è troppo forte, con "non lasciarmi cadere in tentazione". Secondo Bergoglio questa traduzione porta a pensare che Dio conduca le persone a peccare, - "Non è una buona traduzione, è meglio dire: "Non lasciarmi cadere nella tentazione" ha detto Papa Francesco. Jorge Mario Bergoglio sollecita quindi una nuova traduzione, come avvenuto in Francia dal 3 dicembre scorso. E come in realtà già fatto dalla nuova versione della Bibbia della Cei, dal 2008 (un'innovazione non ancora recepita nella Messa). La preghiera ha origine dalla lingua di Gesù, l'aramaico, fu poi tradotta in greco antico e infine in latino. 

Il papa all'inizio di questa settimana ha anche fatto un inciso sull'annuncio del presidente Trump, in cui diceva che gli Stati Uniti avrebbero riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele e avrebbero mirato a trasferirvi la propria ambasciata, oggi a Tel Aviv.

Papa Francesco ha detto di essere "profondamente interessato da questa questione, non solo strategica e politica" e ha fatto appello affinché "tutti rispettino lo status quo della città". 

ultima ora × ultime news× ultime notizie× papa Francesco news× papa Francesco × Vaticano× padre nostro× preghiera padre nostro× «questa preghiera contiene tutte le domande possibili, non se ne può concepire una sola che non via sia racchiusa». Eppure, spiega Francesco, «ci vuole coraggio per pregare il Padre nostro». In un mondo «malato di orfanezza», ...× Il testo in italiano della preghiera più nota, il 'Padre Nostro' , potrebbe presto cambiare. A farlo intendere è lo stesso papa Francesco: "Dio che ci induce in tentazione non è una buona traduzione. × Papa Francesco "corregge" il Padre Nostro: «Dio non induce in tentazione». 07/12/2017 E' meglio dire: «Non lasciarmi cadere nella tentazione». Jorge Mario Bergoglio sollecita una nuova traduzione. Come avvenuto in Francia dal 3 dicembre scorso.× video×

 

Abusi sessuali, tolleranza zero anche per Papa Francesco

Il santo Padre conferma la linea di "tolleranza zero" intrapresa dalla Chiesa contro i responsabili di abusi sessuali nei confronti dei più piccoli.


Questo il discorso di Papa Francesco di oggi, divulgato dalla sala stampa della santa sede. 

Una linea che "la Chiesa irrevocabilmente e a tutti i livelli intende applicare", ha ribadito nel corso dell’udienza ai membri della Pontificia commissione per la tutela dei minori, ricevuti in Vaticano giovedì mattina, 21 settembre.

"Lo scandalo dell’abuso sessuale", ha denunciato il Pontefice nel discorso preparato e consegnato ai presenti, "è davvero una rovina terribile per tutta l’umanità, e tocca tanti bambini, giovani e adulti vulnerabili in tutti i paesi e in tutte le società". Per la Chiesa, in particolare, la presa di coscienza di questo fenomeno è stata un’esperienza molto dolorosa, perché ha messo in luce le responsabilità di «tutti coloro che hanno tradito la propria chiamata e hanno abusato dei figli di Dio».

Il Papa torna a manifestare "profondo dolore vergogna per gli abusi commessi da ministri sacri, che dovrebbero essere le persone più degne di fiducia", ribadendo "in tutta chiarezza che l’abuso sessuale è un peccato orribile, completamente opposto e in contraddizione con ciò che Cristo e la Chiesa ci insegnano. Ecco perché la Chiesa, a tutti i livelli, risponderà con l’applicazione delle misure più severe nei confronti dei colpevoli".

!Le misure disciplinari che le Chiese particolari hanno adottato si devono applicare a tutti coloro che lavorano nelle istituzioni della Chiesa". Tuttavia, aggiunge, "la responsabilità primordiale è dei vescovi, dei sacerdoti e dei religiosi, di quanti hanno ricevuto dal Signore la vocazione di offrire la loro vita al servizio, includendo la vigile protezione di tutti".

Nel suo discorso Francesco non manca di evidenziare l’importante lavoro svolto dalla commissione negli ultimi tre anni. Lavoro scandito anche da alcuni incontri con "le vittime e i sopravvissuti di abusi", che hanno visto la partecipazione dello stesso Pontefice e hanno confermato l’impegno «a fare tutto il possibile per combattere questo male ed eliminare questa rovina tra noi». Particolarmente «preziosa» è stata l’azione «per condividere le pratiche migliori soprattutto per quelle Chiese che hanno meno risorse per questo cruciale lavoro di protezione». E a tale scopo il Papa incoraggia la commissione a proseguire nella collaborazione con le Congregazioni per la dottrina della fede e per l’evangelizzazione dei popoli «affinché tali pratiche siano inculturate nelle diverse Chiese di tutto il mondo».

 

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

8°C

Milano

Sunny

Humidity: 32%

Wind: 24.14 km/h

  • 10 Dec 2018 7°C 0°C
  • 11 Dec 2018 5°C -3°C