La caduta dei capelli tra fake news e falsi miti. Facciamo chiarezza per non... perdere la testa

"Il gel fa cadere i capelli" e altri miti da sfatare. L'argomento caduta dei capelli può diventare per molti una fonte di imbarazzo e per questo motivo va sempre trattato con delicatezza. Quando si parla di capelli, infatti, entrano in ballo anche certe conseguenze psicologiche molto pesanti, che possono avere un forte impatto negativo sull'autostima di chi soffre di alopecia. Allo stesso tempo, però, è importante non alimentare né diffondere falsi miti sulla caduta dei capelli. 


I falsi miti sulla caduta dei capelli

 

Tagliare i capelli li rende più folti: uno dei miti in assoluto più falsi e diffusi. Tanti pensano che il taglio sia utile per rinforzarli e per aumentare il volume, invece serve per eliminare le zone danneggiate come le doppie punte.

 

Lavare i capelli massimo 3 volte a settimana: altro luogo comune da sfatare. In molti pensano che lavare la chioma più di tre volte in sette giorni possa indebolirla, quando non è affatto così. In realtà ciò che conta è la qualità del lavaggio e dei prodotti detergenti impiegati.

 

Il gel fa perdere i capelli: è assolutamente falso, non è vero che il gel fa male. Anzi: alcune volte può anche migliorare la salute dei capelli, come nel caso del gel anticaduta capelli, un prodotto pensato appositamente per rafforzarli.

 

Staccare un capello bianco ne fa crescere altri due: altra falsità senza alcun fondamento scientifico. Non c'è nessuna correlazione tra i capelli bianchi staccati oggi e quelli che cresceranno domani.

 

I caschi soffocano i capelli: uno dei miti più sconclusionati in circolazione. Indossare cappelli o caschi non danneggia in alcun modo la chioma, né tantomeno la soffoca. Al massimo la schiaccia, e questo da un punto di vista estetico può effettivamente somigliare ad una perdita di volume (ma non lo è).

 

Lo stress fa diventare calvi: qui bisogna specificare. Da un lato ansia e stress possono in effetti provocare la caduta dei capelli o accelerarla, ma mai al punto di arrivare alla calvizie. Questo perché la cosiddetta alopecia areata o totalis dipende sempre dal corredo genetico del soggetto.

 

Le tinte fanno cadere i capelli: spesso le donne hanno paura delle tinture, perché credono che queste possano provocare la caduta dei capelli. In realtà non è così, anche se è meglio lasciarle nelle mani dei professionisti, perché i residui di colore sul cuoio capelluto potrebbero danneggiarlo.

 

Quello della caduta dei capelli è un tema delicato, fatto di verità scientifiche ma anche di false credenze che possono peggiorare la situazione, e in questo senso è importantissimo conoscere i luoghi comuni. Per poi evitarli.

Salute e sessualità, il ministro Giulia Grillo: "Serve una corretta educazione nelle scuole"

"C'è un gap conoscitivo importante fra i giovani italiani relativamente alle tematiche della sessualità. Ci sono tante informazioni che ai ragazzi bisognerebbe dare e non si può demandare a internet la loro diffusione, anche se su questo voglio lavorare, mettendo a disposizione dati certificati sia per i giovani che per gli adulti. Credo che l'insegnamento nella scuola di temi legati alla sessualità e alla riproduzione possa fornire un punto fermo di informazioni certe e certificate". A dirlo il ministro della Salute, Giulia Grillo, intervenendo oggi a Roma alla presentazione dello Studio nazionale fertilità.

"E' tempo - ha aggiunto - di promuovere nelle scuole una corretta educazione ai temi di salute, facendo sì che diventino materia di insegnamento trasversale, attraverso un'alleanza tra scuola e Ssn, attraverso un approccio scolastico globale. Questo è il presupposto del documento messo appunto di recente dal ministero della Salute e ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) sugli 'Indirizzi di policy integrate per la scuola che promuove salute'. Speriamo che da questo protocollo nasca la strada per insegnare la salute nelle scuole, poi con un capitolo dedicato alla salute riproduttiva e alla sessualità".

(Fonte: Adnkronos)

Almeno quello... Il dato che sorprende: 3 italiani su 4 soddisfatti della loro vita sessuale. Ma gli uomini sono meno attenti delle donne alla salute. E parlare di sesso coi figli resta un tabù

Ecco i risultati della ricerca condotta dall'Ipsos su un campione di 1400 intervistati per conto della Fondazione Pro-Benessere al maschile, presieduta da Vincenzo Mirone che sottolinea: "Per ogni trenta donne che si prendono cura di sé, solo un uomo si sottopone a controlli. Per cambiare questo stato di cose abbiamo scelto di raccontare il benessere maschile uscendo dai temi legati esclusivamente all'oncologia e approfondendo, invece, stili di vita e ambiti apparentemente lontani dalla salute ma in realtà strettamente collegati"


Tre italiani su quattro sono soddisfatti della qualità della propria vita sessuale (23% molto soddisfatto, 53% abbastanza). La stabilità è uno dei fattori che favorisce questo tipo di benessere, che è più diffuso in coloro che risiedono nelle regioni meridionali e nelle isole (26% contro una media nazionale del 23%). Parlare con i propri figli di educazione sessuale resta invece un tabù. Due figli su tre (il 66%), infatti, sostengono che nella loro vita non è mai capitato di affrontare l'argomento. Chi ne ha parlato, inoltre, nel 47% dei casi lo ha fatto poche volte e solo in occasione di momenti particolari. La maggiore sensibilità al confronto genitore-figlio risulta qualcosa di 'ereditato' dal proprio vissuto: chi ha avuto occasione di parlarne con il padre è più facile che lo faccia con il figlio. È quanto emerge da una ricerca condotta dall'Ipsos su un campione di 1400 intervistati per conto della Fondazione Pro-Benessere al maschile, presieduta da Vincenzo Mirone.

I dati sono stati presentati a Napoli nel corso dell'evento "AndroDay. Percorsi di salute al maschile", promosso dalla Fondazione in occasione della Giornata Internazionale dell'Uomo, istituita dall'Onu nel 1999. "Quando si parla di prevenzione - sottolinea Mirone - gli uomini assumono quasi sempre un atteggiamento molto distaccato, dettato soprattutto dalla paura di scoprirsi vulnerabili. È da questa consapevolezza che nasce l'idea di AndroDay, un evento che si propone di analizzare le abitudini dell'uomo italiano per capire come queste impattino sulla salute. Per ogni trenta donne che si prendono cura di sé, solo un uomo si sottopone a controlli. Per cambiare questo stato di cose abbiamo scelto di raccontare il benessere maschile uscendo dai temi legati esclusivamente all'oncologia e approfondendo, invece, stili di vita e ambiti apparentemente lontani dalla salute ma in realtà strettamente collegati".

 

(Fonte: Ansa)

SALUTE / Fate sport? Attenzione al mollusco contagioso. Scopriamo il nemico invisibile e come combatterlo in palestra, in piscina e negli spogliatoi

L'attività sportiva è fondamentale per il nostro benessere fisico e psicologico. E' sempre bene però tenere presente che dobbiamo fare attenzione ad alcune piccole e grandi insidie che si nascondono nei luoghi e nei materiali che utilizziamo per allenarci - (LEGGI L'ARTICOLO)


Ogni individuo sa quanto sia importante la cura della propria pelle, un’autentica barriera che ci protegge dagli agenti patogeni esterni. Eppure la cute, per sua natura, può andare incontro ad un numero molto vasto di problemi: certe volte si tratta di semplici irritazioni o infiammazioni passeggere, altre volte di patologie che possono diventare davvero fastidiose. Queste ultime possono colpire sia gli adulti che i bambini, e spesso si legano irrimediabilmente all’attività sportiva: un momento che aumenta il tasso di umidità della pelle, che causa problemi legati al sudore e persino agli sfregamenti con materiali poco idonei. Oggi, infatti, parleremo di una di queste malattie cutanee, il mollusco contagioso.

Cos’è il mollusco contagioso

Il mollusco contagioso è una malattia di natura virale che può interessare gli individui di qualsiasi età, bimbi compresi. Si tratta dunque di un’infezione che colpisce la cute e dovuta all’azione di un virus appartenente alla famiglia delle Poxviridae, noto anche come Pox virus.
Questa infezione può attaccare le superfici esterne della cute e persino le mucose, ma non raggiunge mai gli organi interni. Per questo è sempre utile informarsi per individuare sin dall’inizio un possibile contagio da mollusco della pelle, magari leggendo delle guide online come quella di Trosyd. Infatti è fondamentale intervenire per tempo, potendo dunque risolvere il problema prima di un possibile peggioramento.
Per individuare una possibile infezione da Pox virus, esistono dei sintomi da tenere d’occhio: questa infezione, infatti, causa la formazione di papule e di lesioni diffuse sulla cute. Queste possono riguardare anche zone molto delicate come il pube, le natiche e le aree genitali. Raramente colpiscono gli adulti sul viso, sulle gambe, sul tronco, sul busto e sulle braccia: viceversa, spesso queste aree vengono colpite soprattutto nei bimbi.

Mollusco contagioso e sport

Come anticipato durante l’introduzione, esiste una correlazione molto forte fra mollusco contagioso e attività sportiva. Soprattutto se si parla di sport e attività al chiuso come ad esempio le palestre e il nuoto, dove il tasso di umidità molto alto crea un habitat perfetto per organismi quali i virus, i batteri e i funghi.
Anche se è praticamente impossibile mettersi al riparo al 100%, è comunque opportuno cercare di prevenire questo problema: come prima cosa, dunque, si consiglia di indossare sempre le ciabatte o infradito a bordo-piscina, negli spogliatoi e nelle docce. È anche il caso di asciugarsi per bene, soprattutto in aree quali quelle genitali e le estremità, per abbattere il tasso di umidità del corpo.
Inoltre va ricordato che non bisogna mantenere la guardia alta solo in estate, e solo quando si frequentano questi luoghi, anche per via del fatto che persino gli sport di squadra sono soggetti al rischio di infezione da Pox virus. Non si parla solo di spogliatoi e di docce, ma anche di elementi come l’erba sintetica, che con il caldo e l’umidità favorisce la proliferazione di questi organismi. In conclusione, è meglio informarsi attentamente sul mollusco e cercare di prevenirlo, soprattutto perché si tratta di un organismo ad alto potere infettivo.

Celiachia, i dati in Lombardia dove arriva una nuova app: l'intervista all'assessore al Welfare, Giulio Gallera (VIDEO)

E' 'Lombardia Gluten Free' il grande evento organizzato in Piazza Lombardia in collaborazione con la DG Welfare per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle tematiche relative alla celiachia. Hanno fatto gli onori di casa il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. Nell'occasione è stata presentata anche "Salutile NoGlutine" la nuova app dedicata ai celiaci realizzata in collaborazione con Lombardia Informatica. La nostra intervista - (VIDEO)


FONTANA: GRANDE ATTENZIONE ANCHE A PATOLOGIE FINO A POCO FA CONSIDERATE 'MINORI' - "Un'ottima iniziativa - ha commentato Fontana - che dimostra l'attenzione che la Regione riserva anche a quelle patologie che fino a qualche anno fa erano considerate minori e che invece vanno affrontate con la massima attenzione. La collaborazione fra più regioni, inoltre, garantisce alle persone affette da celiachia un servizio molto importante".

GALLERA: IN LOMBARDIA 37.000 CELIACI DIAGNOSTICATI - "In Lombardia ci sono oltre 37.000 celiaci diagnosticati - ha detto Gallera - e circa 70.000 che non sanno di esserlo. Regione Lombardia ha messo in campo un sistema di grande valore per la diagnosi, la cura e per la presa in carico di queste persone cui è stata diagnosticata una malattia che li accompagnerà per tutta la vita, e per migliorare la loro qualità della vita. Abbiamo dematerializzato il bonus cui hanno diritto mensilmente per l'acquisto di prodotti senza glutine e abbiamo collegato il nostro sistema non solo alle farmacie ma anche ai negozi specializzati e alla grande distribuzione. Grazie alla nuova App di Regione 'Salutile No Glutine', sarà tutto a portata di smartphone. A breve sarà disponibile anche l'acquisto online dei prodotti".

TEST GRATUITI - Con il supporto degli esperti dell'ASST FBF-Sacco, è stata offerta ai cittadini presenti l'opportunità di effettuare test gratuiti di screening per la scoperta degli anticorpi nel sangue (IgA e IgG anti-transglutaminasi) che evidenziano la predisposizione genetica al manifestarsi della patologia. Durante l'evento si è tenuto anche uno 'show cooking&tasting' con la preparazione di vivande senza glutine, pasta fresca e biscotti, e successiva degustazione libera.

200 TEST EFFETTUATI - "Gli specialisti del Fatebenefratelli - ha spiegato Gallera - oltre a fornire informazioni riguardanti la malattia celiaca, sia in età adulta che pediatrica, hanno eseguito un test di screening su sangue capillare. Abbiamo messo a disposizione dei cittadini 200 kit del test Xeliac Test Pro che va a misurare la presenza di anticorpi specifici per la celiachia. Tutti i 200 test a disposizione sono stati eseguiti attraverso la puntura sul dito simile a quella per il controllo del diabete. Sono state riscontrate 2 positività e 7 casi da approfondire, tutte queste persone sono state indirizzate in uno dei centri dell'ASST per la conferma della diagnosi".

DEMATERIALIZZAZIONE - "Grazie al progetto 'Nuova Celiachia' - ha spiegato Gallera - Regione Lombardia ha realizzato un servizio completamente dematerializzato di gestione e controllo dell'erogazione di prodotti senza glutine con onere a carico del SSR. Tale sistema oggi è unico a livello nazionale e garantisce la libera circolazione dei cittadini sul territorio regionale (indipendentemente dalla ASL/ATS di residenza) e la libertà di scelta del punto vendita includendo, oltre alle tradizionali Farmacie e Negozi Specializzati, anche i principali marchi della Grande Distribuzione Organizzata (ad oggi più di 15 marchi attivi sul circuito).

RIUSO BEST PRACTICE - "Il progetto implementato da Regione Lombardia - ha sottolineato l'assessore - ha suscitato attenzione da parte di altre Regioni Italiane che hanno esplicitamente richiesto il riuso della buona pratica. Il progetto di riuso ha avuto inizio a giugno 2018 ed ha una durata di 3 anni. Al termine del periodo indicato, le Regioni potranno concordare ulteriori 3 anni di erogazione del Servizio. Abbiamo un unico sistema informativo posizionato in Regione Lombardia che garantirà ai cittadini la mobilità anche inter regionale. Le Regioni che hanno già aderito al progetto sono Toscana, Veneto e Lazio, mentre le Regioni che hanno mostrato interesse al progetto sono Sicilia, Friuli Venezia Giulia e Liguria.

I DATI LOMBARDI - Gli assistiti celiaci fruitori del servizio in Lombardia sono: 37.270 nel 2018; 36.529 nel 2017 (11.019 maschi, 25.510 femmine); 34.254 nel 2016 (10.322 maschi, 23.932 femmine); 32.408 nel 2015 (9.723, 22.685 femmine); 30.541 nel 2014 (9.124 maschi, 21.417 femmine). Sono, inoltre, 2.884 le farmacie collegate al sistema; 156 i negozi specializzati; 713 i punti di vendita della Grande Distribuzione Organizzata.

APP SALUTILE - Nel corso dell'evento è stata presentata l'app Salutile NoGlutine scaricabile dagli store di Apple e Android che permette all'utente di ricercare i rivenditori di prodotti dietetici senza glutine erogabili in regime di Sistema Sanitario Nazionale (SSN), e individuare se un prodotto è erogato da quest'ultimo, oppure non lo è. Tra le altre funzionalità il monitoraggio del proprio budget e l'accesso all'identificativo celiachia per l'erogazione dei prodotti. Entrambi i servizi sono disponibili per sé o per i propri figli.

Salute, la Lombardia mantiene la promessa: la primo luglio dimezzato il ticket sanitario regionale. L'assessore Gallera al Comizio: "Benefici concreti per un milione e mezzo di concittadini" (VIDEO)

Novità importante per i cittadini lombardi. Dal primo luglio si dimezza il ticket sanitario regionale. Il costo massimo scende quindi da 66 a 51 euro. E' infatti di 36 euro la quota statale, invariata, mentre scende da 30 a 15 quella regionale. La nostra intervista all'assessore al Welfare della giunta Fontana, Giulio Gallera - (VIDEO)


"Con l'inizio di luglio, 1 milione e mezzo di lombardi potranno usufruire del dimezzamento del ticket sanitario regionale che passerà da un massimo di 30 a un massimo di 15 euro. Tutti gli erogatori hanno aggiornato i propri sistemi informativi pertanto le prestazioni prenotate dal 1 luglio e quelle che possono effettuarsi con presentazione diretta avranno diritto allo sconto del 50%. Dopo lo stanziamento di 20 milioni di euro che ci ha consentito di finanziare il taglio del ticket, ora lavoriamo per eliminarlo completamente, grazie all'Autonomia". Lo ricorda in una nota l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera.

"Il milione e mezzo di lombardi che avranno diritto alla riduzione del 50% del ticket regionale - sottolinea l'assessore - andrà ad aggiungersi al 62% dei 7.666.615 assistiti che usufruiscono del 70% delle prescrizioni di specialistica e del 74% del valore economico delle prestazioni erogate, che sono già totalmente esenti dal pagamento del ticket".

"Ricordo - aggiunge - che Il ticket sanitario regionale passerà da un massimo di 30 euro a un massimo di 15. Il costo massimo del ticket sarà quindi 36(ticket nazionale) +15 (ticket regionale) = 51 e non più 66 euro (36+30) come finora sostenuto per chi richiedeva ad esempio prestazioni come Tac del torace o Risonanza magnetica della colonna vertebrale. Sempre 51 euro (36+15) si pagherà anche per la colonscopia oggi effettuata al costo di 36 euro di ticket nazionale e 22,8 di ticket regionale (58,8 euro). Cosi' facendo nel complesso il superticket mediamente pagato per ricetta sarà su base regionale di 7,8 euro invece dei 10 applicati a livello nazionale".

"Il criterio utilizzato per il taglio delle prestazioni più costose - prosegue Gallera - è stato adottato per venire incontro a chi è costretto a sottoporsi ad esami diagnostici richiesti per accertare la presenza o il controllo di gravi patologie o per importanti attività di prevenzione".

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C