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updated 12:16 PM UTC, Sep 25, 2020

Ibrahimovic positivo al Covid. Il Milan perde il suo uomo-simbolo per le prossime partite di Europa League e campionato. Lui "minaccia" il virus: "Ha avuto il coraggio di sfidarmi. Pessima idea"

Anche Zlatan Ibrahimovic ha contratto il coronavirus. La positività dello svedese è emersa in seguito al nuovo giro di tamponi effettuato dal club dopo il caso di Duarte, risultato positivo al test nella giornata di mercoledì. Ibra dovrà ora osservare un periodo di isolamento in attesa della negativizzazione e non potrà essere a disposizione di Pioli per la sfida di Europa League contro il Bodo/Glimt, valida per il terzo turno preliminare. Lo svedese salterà anche l'eventuale playoff EL e le gare di campionato con Crotone e Spezia


IL COMUNICATO DEL CLUB

"AC Milan comunica che Zlatan Ibrahimovic è risultato positivo al tampone effettuato per la partita odierna, Milan-Bodø/Glimt. Informate le autorità sanitarie competenti, il giocatore è stato prontamente posto in quarantena a domicilio. Tutti gli altri tamponi effettuati sul gruppo squadra sono risultati negativi".

IBRA SUI SOCIAL: "NESSUN SINTOMO, IL COVID HA AVUTO LA PESSIMA IDEA DI SFIDARMI"

"Sono risultato negativo al test ieri e positivo oggi - ha scritto Zlatan sui social - Non ho alcun tipo di sintomo. Il Covid ha avuto il coraggio di sfidarmi. Pessima idea".

Un brutto colpo comunque per i rossoneri, che dovranno rinunciare al loro uomo-simbolo in occasione di quella che il tecnico ha definito come "una finale". Ibra con tutta probabilità dovrà rinunciare anche alla trasferta di Crotone, in programma domenica alle 18, oltre che all'eventuale playoff di Europa League previsto tra una settimana.

Pirateria audiovisiva, sequestrati 58 siti web illegali e 18 canali Telegram con 80 milioni di accessi all'anno

La Guardia di Finanza di Gorizia, al termine di un'indagine contro i centri di diffusione illegale di contenuti multimediali e, più in generale, di prodotti editoriali coperti dal diritto d'autore, su ordine del Giudice per le Indagini Preliminari del locale Tribunale, ha oscurato 58 siti web illegali, oltre 250 domini web di 2/o e 3/o livello e 18 canali Telegram che, attraverso oltre 80 milioni di accessi annuali, rappresentano il 90 per cento della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia


Sequestrati 58 siti web illegali e 18 canali Telegram, che attraverso 80 milioni di accessi annuali rappresentano circa il 90% della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia. Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Gorizia ha dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo, disposto dal GIP del locale Tribunale su richiesta della Procura della Repubblica. Tra i siti oggetto del provvedimento vi è quello che per analisi di "traffico" e per contenuti divulgati è stato catalogato quale punto di riferimento in ambito nazionale per la diffusione di guide, software e metodologie informatiche utilizzabili per ottenere (su diverse piattaforme) l'accesso ai contenuti multimediali protetti dalle leggi sul diritto d'autore.

Le indagini, scaturite dagli approfondimenti svolti nei confronti di un soggetto, celato sotto il nickname di Diabolik, sono partite dal Friuli Venezia Giulia e si sono estese anche in Puglia, in Emilia Romagna e all'estero (Germania, Olanda e Stati Uniti). L'attenzione si è focalizzata sia sul mondo della pirateria audiovisiva ed editoriale, sia sul sistema illegale delle cosiddette IPTV, permettendo di individuare e deferire alla competente Autorità Giudiziaria quattro esperti informatici operanti nel web dietro nickname di fantasia  (Diabolik, Doc, Spongebob e Webflix) divenuti nel tempo veri e propri oracoli della rete dediti alla diffusione - anche con l'ausilio di servizi di messaggistica istantanea e broadcasting - di innumerevoli contenuti multimediali illegali (film di prima visione, prodotti audiovisivi appannaggio delle payTV, eventi sportivi di ogni genere, cartoni, pornografia, software, giornali, riviste, manuali, ecc.).

Inoltre, relativamente alle IPTV illegali, sono in corso attività volte all'identificazione di circa un migliaio di abbonati al cd. "pezzotto" - anche dall'estero -, i quali verranno segnalati alla A.G. per la violazione dell'art. 171-octies della legge sul diritto d'autore, con pene previste fino a 3 anni di reclusione e oltre 25.000 euro di multa; gli stessi clienti potranno incorrere altresì nel reato di ricettazione punito dall'art. 648 del Codice penale.

 

Covid, ora la Gran Bretagna ha paura. Johnson annuncia nuove restrizioni: "Pub chiusi alle 22, stop allo sport e chi può lavori da casa"

Nel Regno Unito, l'emergenza coronavirus è di nuovo "in ascesa" per questo si impongono nuove misure restrittive che tuttavia "non sono in alcun modo un nuovo lockdown". Lo ha formalizzato il premier Boris Johnson in un intervento alla Camera dei Comuni, indicando la prospettiva di una seconda ondata come "reale" sulla scia di "Francia, Spagna e altri Paesi" 


"La prospettiva di una seconda ondata di coronavirus è reale", e la Gran Bretagna si trova a un "pericoloso punto di svolta: dobbiamo agire ora". Sono le parole del premier britannico Boris Johnson, annunciando l'introduzione di nuove misure restrittive nel Paese. Tra i provvedimenti, la chiusura dei pub alle 22, la sospensione di eventi sportivi e congressi, estensione dei luoghi dove sarà obbligatorio indossare la mascherina.

"Restrizioni in vigore per 6 mesi" - E' di "sei mesi" la durata prevista delle nuove restrizioni ripristinate oggi dal governo britannico sul fronte dell'emergenza coronavirus. Lo ha detto il premier Tory, Boris Johnson, alla Camera dei Comuni, precisando che la settimana prossima l'esecutivo sottoporrà al Parlamento un'estensione della legislazione di emergenza approvata in primavera nella fase più acuta della pandemia. Le misure includono anche la riduzione a 15 persone del numero massimo di
invitati ai matrimoni. Johnson ha definito la situazione attuale "un pericoloso punto di svolta" da affrontare subito. Il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer ha approvato le nuove misure, ma ha accusato il governo di non avere una strategia complessiva, ha criticato le falle nel sistema di test e tracciamento e ha detto che un eventuale lockdown nazionale bis rappresenterebbe il segno di "un fallimento" dell'esecutivo.

Stretta su orari pub, matrimoni e sport - L'emergenza coronavirus è di nuovo "in ascesa" nel Regno Unito per questo si impongono nuove misure restrittive che tuttavia "non sono in alcun modo un nuovo lockdown". Ha formalizzato Boris Johnson indicando la prospettiva di una seconda ondata come "reale" sulla scia di "Francia, Spagna e altri Paesi" e confermando la decisione del suo governo di ripristinare limiti da giovedì agli orari di pub, ristoranti e bar di tutta l'Inghilterra (con coprifuoco alle 22), di tornare a incoraggiare il lavoro da casa, di estendere l'obbligo legale della mascherina e di introdurre controlli stringenti sui tetto massimo delle 6 persone nei contatti sociali. Limitazioni anche per i matrimoni, il numero massimo degli invitati scende da 30 a 15. Rinviato inoltre il ritorno del pubblico negli eventi sportivi. Johnson ha notato che negli ultimi giorni i ricoveri in ospedale "sono raddoppiati", che il livello di allerta è salito a 4 (su un livello massimo di 5) e che "ora è il momento di agire" per evitare un lockdown generale e misure più pesanti. 

Smart working per chi può - "Agli impiegati viene chiesto di lavorare da casa", ma chi ha bisogno di svolgere il proprio incarico sul posto di lavoro "continuerà a farlo". Ha annunciato il premier britannico Boris Johnson confermando quanto già anticipato dai media e dal ministro dell'Ufficio governativo Michael Gove. Obbligo di mascherina in tutti i luoghi chiusi, compresi i mezzi pubblici (anche i taxi).

  • Pubblicato in Esteri

Francia, lo spettacolo indecente del big match tra Psg e Marsiglia. I parigini finiscono in 8, Neymar fa una figuraccia e tira in ballo il razzismo. L'Equipe: "Imbecilli" (VIDEO)

Il big match di Ligue 1 va al Marsiglia, al secondo successo consecutivo che vince sul campo del Psg per 1-0, grazie alla rete di Thauvin. Nel recupero un contrasto tra Paredes e Benedetto è la miccia che fa scoppiare una clamorosa rissa: 5 espulsi, tra cui anche Neymar, beccato dal Var. L'Equipe stamane è andata in edicola con un editoriale durissimo per commentare una gara che doveva fare da vetrina al campionato francese e invece si è conclusa con 14 ammonizioni e 5 cartellini rossi: "Imbecilli" - (VIDEO)


Momenti di tensione nel corso del big-match di Ligue 1 tra Psg Marsiglia. Al minuto 38', Angel Di Maria ha sputato (senza colpirlo) all'indirizzo di Alvaro Gonzalez, un bruttissimo gesto non ravvisato dall'arbitro e che crea maggiore sdegno in piena pandemia da coronavirus. Il difensore spagnolo dell'OM ha anche discusso con Neymar a cui avrebbe detto: "Chiudi la bocca, scimmia". "Il razzismo, no" la secca risposta dell'attaccante brasiliano del Psg.

Alla fine il Psg ha perso partita e testa, chiudendo la sfida in 8 per le espulsioni di Kurzawa, Paredes e Neymar dopo una clamorosa rissa in pieno recupero. Per la squadra di Villas Boas sono entrati direttamente negli spogliatoi Amavi e Benedetto.

La tensione e le risse di Paris Saint-Germain-Marsiglia si trascinano anche dopo il 90', dove sono i social network a fare da campo di battaglia. Dopo le accuse di razzismo ad Alvaro Gonzalez, Neymar rincara la dose su Twitter: "Mi dispiace solo di non aver colpito in faccia quello str...o". E ancora: "Per il VAR è stato facile cogliere la mia aggressività (il brasiliano è tra i cinque espulsi del finale, ndr), ora voglio vedere anche l'immagine del razzista che mi ha chiamato 'scimmia figlio di put...a'. Io vengo espulso e a lui cosa succede?".

Il ds parigino Leonardo ha criticato l'arbitro Brisard: "La partita era fuori controllo, lo dimostrano i 14 cartellini gialli e i 5 rossi, questa sfida alla terza giornata è incomprensibile. Non capisco perché la Federazione non abbia mandato un arbitro come Turpin o Buquet, questo non aveva esperienza per una classica come Psg-Marsiglia".

GONZALEZ: "NON C'È POSTO PER IL RAZZISMO"
Dal canto suo, anche Gonzalez ha in qualche modo risposto indirettamente a O' Ney usando Twitter: "Non c'è posto per il razzismo. A volte devi imparare a perdere e assumerti le responsabilità sul campo"

 

 

PSG-MARSIGLIA 0-1
Il Marsiglia concede il bis: dopo la vittoria d’esordio contro il Brest, l’Olympique trova il secondo successo stagionale. Lo fa battendo il Psg, squadra che aveva già perso la partita iniziale del suo campionato contro il Lens. Dunque, la formazione di Villas-Boas interrompe il digiuno di vittorie contro i parigini, in grado di sconfiggere i marsigliesi nelle ultime 20 partite ufficiali giocate. La formazione di Tuchel crea molti tentativi in avvio gara, soprattutto grazie ai cross e a una conclusione insidiosa degli italiani Florenzi e Verratti. Il Psg fa possesso, costruisce, ma sotto rete non è preciso e non riesce a portarsi in vantaggio. Gol sbagliato, gol subito: al 31’ Payet calcia una punizione e trova Thauvin. Il francese tira di sinistro dalla destra dell’area piccola e trova l’angolino in basso a destra, mandando il Marsiglia sull’1-0. Dopo una fase di stallo fino all’intervallo, il Paris Saint-Germain entra in campo cercando di recuperare. Lo fa, però, con le stesse armi usate nel primo tempo: tanto possesso, una buona costruzione delle azioni, ma poca precisione al tiro. Inoltre, Mandanda è attento su molte conclusioni di Neymar e riesce a sventare il gol mettendoci i guantoni. Dunque, la squadra di Villas-Boas riesce a resistere agli assalti del Psg e a vincere il secondo match consecutivo. Un incontro che termina anche, purtroppo, con una rissa che coinvolge giocatori di entrambe le squadre: Amavi e Kurzawa arrivano alle mani, poi lo scontro si dilaga a macchia d’olio. Alla fine i due ricevono un rosso diretto e con loro vengono espulsi anche Benedetto e Paredes per doppio giallo, nonché Neymar, anche lui fuori direttamente per rissa. In attesa degli strascichi che avrà la zuffa finale, i biancoazzurri salgono a quota sei punti, a una lunghezza (e con un match in meno) dal terzetto in vetta formato da Nantes, Metz e Nimes. Al contrario, i campioni di Francia in carica incassano la seconda sconfitta consecutiva. Forse non si può ancora parlare di crisi, ma è chiaro che qualcosa non vada in casa Psg. 

Il primo no del FC Barcelona a Leo Messi

Il padre di Leo Messi incontra il presidente Bartomeu, che gli nega di lasciare il Barça e si offre di rinnovare il contratto per altri due anni


L'addio di Leo Messi al Barça si sta trasformando in una lunga storia che ci invita a pensare a un finale incerto, perché nessuna delle due parti è disposta a cedere. Il padre di Leo, Jorge Messi , che gli fa da rappresentante, è atterrato martedì mattina a Barcellona, dopo un lungo viaggio con un jet privato e nel pomeriggio ha incontrato Josep Maria Bartomeu, presidente dello storico club di Barcellona, assistito da un avvocato di Cuatrecasas. L'incontro è avvenuto in totale serenità ma purtroppo senza raggiungere alcun accordo. Il presidente gli ha negato un'uscita concordata e si è offerto di rinnovare il suo contratto con il Barcellona per altri due anni.

Nell'incontro, che è durato quasi due ore, Bartomeu è rimasto fermo sulla posizione della società, ha confermato che Koeman contava ancora sul capitano e non ha lasciato spazio per la trattativa. Il presidente era accompagnato dall'allenatore Javier Bordas, mentre Jorge Messi era assistito dall'avvocato di Cuatrecasas Jorge Pecourt.

Non appena lasciato l'aeroporto, il padre di Messi aveva dichiarato alla valanga di giornalista che attendeva dichiarazioni, "Non so niente, ragazzi", una delle frasi regalate mentre saliva su un taxi. Giunti al palazzo dove ha sede la Fondazione Leo Messi, in Avenida Diagonal, vicino al Camp Nou, un team Mediaset è riuscito a carpire qualche parola in più. Parole molto significative della posizione di Messi,"È difficile per Leo restare al Barça", ha ribattuto, sottolineando di non aver parlato Guardiola o con nessuno del Manchester City, una delle principali squadre che sarebbero interessate ad assumere il giocatore del Barcellona.

Forse, Bartomeu ha cercato di mantenere la pretesa del padre di Messi ancora possibilista, "dopotutto, ha detto che è difficile per lui rimanere nel club, non impossibile". Successivamente, Jorge Messi ha incontrato i suoi avvocati per preparare la strategia da seguire davanti ai direttori del Club. Dopo essere stati insieme per circa sei ore, è uscito dall'incontro per mangiare con Rodrigo, il maggiore dei suoi figli, in un ristorante situato nel quartiere di Les Tres Torres, nel quartiere Sarrià-Sant Gervasi. Voci dicono che entrambi avrebbero poi partecipato all'incontro con il presidente del Barça.

In mattinata, intanto, Bartomeu era presente all'addio di Ivan Rakitic, che ha chiuso la trattativa e poi firmato con il Siviglia, un addio venuto dopo sei stagioni al Barcellona. Appena terminati i primi convenevoli di addio del croato è iniziata la conferenza stampa che non ha visto la presenza del presidente che avrebbe preferito lasciare solo il centrocampista a colloquio con i media presenti. Per ora, sia Bartomeu che lo stesso Messi sono riluttanti ad affrontare le domande dei giornalisti. E Rakitic sembrava persino inviare un piccolo messaggio a quello che è stato il suo compagno di guardaroba fino ad ora, "Ogni giocatore fa la sua analisi e prende le sue decisioni. Ho visto che questo era il mio momento. Cosa faranno lui o qualcun altro, non lo so. La mia partenza è andata bene. Non ho pensato a Messi, ho pensato alla mia situazione. La prima opzione per me è sempre il Barça, ma ognuno deve prendere la sua decisione", ha sottolineato il croato, che non faceva parte dei piani del nuovo allenatore del Barcellona, ​​Ronald Koeman. "Sono molto grato al presidente per il trattamento alla mia partenza. Abbiamo parlato di tutto, il consiglio mi conosce molto bene. L'importante era raggiungere un buon accordo per tutte le parti, ed è arrivato ora. Per me era importante tornare al Siviglia. Il Barça è il miglior club in cui essere. Ora, invece, quel momento è arrivato”, ha sottolineato.

Nel pomeriggio ha dominato il segreto più assoluto sull'incontro, rotto per un momento surreale: l'auto del presidente è passata davanti alla casa di quest'ultimo, senza fermarsi ma subito a cambiato strada e si è volatilizzata. Una falsa pista per destabilizzare i giornalisti che lo attendevano, alla guida dell'auto c'era il figlio, Bartomeu era altrove sempre fermo nel suo NO all'addio di Messi al Barça.

Calcio, ecco il calendario di serie A: botti all'inizio e alla fine. Derby di Milano alla quarta giornata e Inter-Juve alla penultima. Subito dura per Pirlo e Conte, avvio morbido per Pioli

Stilato il calendario della Serie A 2020/21 e Andrea Pirlo farà il suo debutto alla guida della Juventus contro la Sampdoria. Il Napoli giocherà a Parma, mentre il Milan di Pioli ospiterà il Bologna. Avvio in salita per i bianconeri con Roma e Napoli alla seconda e alla terza giornata. Alla quarta, 18 ottobre dopo la sosta per le nazionali, il derby di Milano Inter-Milan. Chiusura con il botto con il derby d'Italia in calendario alla penultima giornata, mentre all'ultima il Milan sfiderà l'Atalanta


Varato il calendario di Serie A. Si parte... con il botto rimandato. Perché Lazio-Atalanta, il big match della prima giornata, sarà rinviato per gli scorsi impegni europei dei nerazzurri di Gasp. Stesso destino per Benevento-Inter. Si giocheranno regolarmente invece Fiorentina-Torino, Genoa-Crotone, Juve-Sampdoria, Milan-Bologna, Parma-Napoli, Sassuolo-Cagliari, Udinese-Spezia (a meno che i liguri, impegnati nei playoff promozione, non chiedano il rinvio) e Verona-Roma.

FINALE SPETTACOLO - Ma l'attenzione inevitabilmente la strappano i big match e i derby. E se in tanti pronosticano un duello tra Juve e Inter, il computer ha piazzato la grande sfida alla penultima giornata. Andata a San Siro il 17 gennaio, ritorno il 16 maggio allo Stadium. Stesse date per il derby di Roma.

I BIG MATCH - Il primo vero big match si giocherà il 26 o 27 settembre (in attesa che vengano stabiliti anticipi e posticipi), con la Roma che ospita la Juve. L'Inter farà invece l'esordio in casa contro la Fiorentina, mentre l'Atalanta andrà a Torino. Non male anche il menù della terza, prima della sosta per le nazionali, con Juve-Napoli e Lazio-Inter. Alla ripresa, il 18 ottobre, ecco il derby di Milano (ritorno il 21 febbraio) e un croccante Napoli-Atalanta. In generale, la Juve non affronterà in quest'anno solare nemmeno l'altra milanese. Milan-Juve infatti si giocherà il 6 gennaio, mentre il ritorno è previsto il 9 maggio. Juve-Lazio sarà il piatto forte della settima giornata.

I DERBY - Detto di Inter-Milan e Lazio-Roma, vediamo gli altri due derby. Juventus-Torino si terrà alla decima giornata il 6 dicembre, il ritorno il 3 aprile. Il derby della Lanterna tra Sampdoria e Genoa si terrà invece alla sesta giornata, il primo novembre, con ritorno il 3 marzo.

 

(Fonte: gazzetta.it)

Calcio, riaprire gli stadi? Malagò: "Far entrare solo gli abbonati possibile soluzione". Le proposte e le pressioni di Figc e Lega di Serie A

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine del premio internazionale Fair Play Menarini. Il tema è quello della riapertura degli stadi al pubblico. L'idea della Federcalcio di consentire l'entrata negli impianti limitando la capienza massima al 30% e le pressioni del presidente Gabriele Gravina sul ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora


Stadi sempre più vuoti. Il numero di presenze annuali è il peggiore  dell'ultimo quinquennio

Anche Giovanni Malagò sostiene la ripresa del campionato il 19 settembre. A margine della presentazione del premio internazionale Fair Play Menarini a Roma, il presidente del Coni ha infatti così commentato la questione: "La Federcalcio ha fatto bene a dare l'ok alla ripartenza dei campionati. Tutti i grandi eventi si stanno rincorrendo l'uno con l'altro, dalla Formula 1 al MotoGp, gli Internazionali di tennis e il Golden Gala".

SOLO GLI ABBONATI? - Malagò parla anche dell'atteso ritorno dei tifosi negli stadi: "Riaprire ai soli abbonati? Potrebbe essere una soluzione. Anche perché, salvo qualche squadra che ne ha un po' tanti, si può trovare un giusto equilibrio nel rapporto con la capienza degli impianti. Tanto in trasferta non possono andare, quindi questo potrebbe essere un punto di equilibrio. Vediamo che succede. Dipende tutto dal Cts". E ancora: "Penso non sia giusto identificare solo col pianeta calcio questo tipo di problema, che invece è centrale per tanti sport di squadra. Senza pubblico è tutta un'altra atmosfera e per certe discipline diventa anche un problema economico. È anche vero che bisogna fare di necessità virtù e piuttosto che non fare nulla è meglio adeguarsi".

GRAVINA PREME, SI ATTENDE IL PARERE DEL GOVERNO - La pressione di Gabriele Gravina sul ministro Spadafora e sul comitato tecnico-scientifico è quotidiana per riaprire, anche parzialmente, gli stadi. Chiamate, sms, colloqui e attività di lobbying persino durante le vacanze, scrive il Corriere Dello Sport. Si spera nella svolta, con la consapevolezza che almeno inizialmente non arriverà una vittoria su tutta la linea bensì un compromesso accettabile.

L'ultima proposta della Federcalcio, in linea con il documento prodotto a luglio dalla Lega Serie A, è la seguente: togliere i lucchetti e consentire l’entrata limitata fino a un 30% della capienza massima di ogni stadio, distribuendo e distanziando i tifosi tra i vari settori allo scopo di evitare assembramenti; si entrerebbe nell'impianto, con la mascherina e previa misurazione della temperatura, a orari scaglionati a seconda del settore e si uscirebbe con le stesse modalità per gestire il deflusso.

Calcio, la Lega di Serie A vuole riportare i tifosi negli stadi: quasi pronto il protocollo. Intanto niente stop alle partite su Sky

I club della Serie A, riuniti in Assemblea, hanno ribadito "la necessità di favorire al più presto, nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza, la riapertura parziale degli stadi al pubblico". Lo si legge in una nota della Lega di A. "A tal proposito è in fase di finalizzazione un articolato protocollo che sarà inviato nelle prossime ore al Presidente della Figc Gabriele Gravina affinché possa utilizzarlo nelle interlocuzioni con le istituzioni governative competenti - prosegue il comunicato - La Lega Serie A, già nelle ultime gare di questa stagione, auspica che venga consentita a ciascuna Società, secondo le specificità di ogni realtà e impianto, la possibilità di riaprire i propri stadi ad un numero limitato di tifosi"


Intanto scongiurato l'oscuramento di Sky

eSerieA, in arrivo il campionato italiano di calcio virtuale ...

La Lega Serie A ha dato mandato al prof. Vaccarella di reiterare a Sky l'intimazione al pagamento della rata scaduta a maggio in considerazione del decreto ingiuntivo emesso dal Tribunale di Milano. Lo hanno deciso in assemblea all'unanimità i venti club che comunque, come spiega una nota della Lega, "a tutela e nel pieno rispetto dei propri tifosi, degli sponsor e di tutti gli stakeholders, hanno deciso di non sospendere l'esecuzione del contratto di licenza dei diritti audiovisivi nonostante il mancato versamento, da parte di Sky, dell'ultima rata del corrispettivo dovuto". Quindi non verrà oscurato il segnale delle partite. 

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