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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Lotta al bullismo e alle discriminazioni a scuola: Milano Popolare propone dei corsi, ma che non siano a senso unico. Parla Matteo Forte

Intervista al consigliere comunale Matteo Forte sulla proposta presentata a livello di Municipi da Milano Popolare sull'introduzione di corsi dedicati alla lotta al bullismo e a tutte le discriminazioni. Questi corsi però devono rispettare determinate condizioni, spiegate ai microfoni de ilComizio.it. Deborah Giovanati (Municipio 9): "Troppi messaggi politicizzati e di parte per i ragazzi" - (VIDEO)

Riaprire i Navigli, Biscardini: "Vi spiego perché non è un costo ma un investimento"

Ai microfoni de ilComizio.it il presidente dell'Associazione "Riaprire i Navigli", Roberto Biscardini, a margine del workshop che si è tenuto a Palazzo Pirelli. All'incontro sono intervenuti incontro l'ingegner Claudio Masi, l'architetto Giorgio Goggi, la ricercatrice Angela Airoldi, l'economista Remy Cohen e l'avvocato Monica Colombera, oltre a Roberto Tasca assessore al Bilancio del Comune di Milano e Massimo Garavaglia, assessore al bilancio della Regione Lombardia. La nostra intervista - (VIDEO)


"Con la ricerca che prende le mosse da questo primo incontro pubblico vogliamo aprire una pagina nuova sul tema ormai acquisito della riapertura dei Navigli a Milano.

Si perché abbiamo grosso modo alle spalle alcune certezze, e adesso bisogna affrontare questioni nuove. Dopo l’intuizione di 10 anni fa di riaprire a Milano quei Navigli che erano stati chiusi dopo il 1929, il consenso popolare si manifestò subito in maniera chiara con il referendum del 2011, quando più 450.000 cittadini milanesi, pari al 95% dei votanti, andarono a votare Si.

Successivamente a quella data la proposta di riaprire i Navigli è stata fatta propria dal Comune di Milano e dalla stessa Regione Lombardia trovando consensi in tutto il sistema istituzionale pubblico e privato della regione, confortati dalle prime verifiche di fattibilità sia quelle contenute nel libro pubblicato dalla nostra Associazione sia quelle successive e più dettagliate del Politecnico di Milano.

Oggi, quindi la questione non è più se riaprire o non riaprire gli otto chilometri di Navigli milanesi, dalla Cassina de Pomm alla Darsena, per riattivare l’intero sistema della rete navigabile di 140 km di Navigli lombardi,  ma come finanziare l’opera e come progettarla,  quantificando i benefici socioeconomici alla scala urbana e regionale,  verificando la possibilità di ”catturare” parte dei vantaggi economici che essa produrrà, per finanziare l’opera stessa e la sua gestione nel tempo, anche coinvolgendo nel finanziamento risorse private e riducendo al minimo quelle pubbliche e l’impatto sulla fiscalità generale.

Secondo un principio che le amministrazioni pubbliche, e cioè lo Stato, possano essere il motore dinamico  del nostro sviluppo in modo nuovo.

Questo è lo scopo della ricerca che presentiamo oggi e che svilupperemo nei prossimi sei mesi.

La nostra convinzione è che riaprire i Navigli a Milano possa rappresentare un grande investimento con importanti ricadute economiche, occupazionali, di riqualificazione urbana e ambientale, uscendo dalla logica che un’opera come questa sia un costo, anziché un investimento.

La ricerca che oggi presentiamo, il dibattito che vogliamo aprire, insieme ai contributi che ci auspichiamo possano arrivare nel corso dei prossimi mesi, lascia quindi alle spalle il tema della fattibilità, ormai data per certa (fattibilità d’ingegneria, idraulica, urbanistica e trasportistica), per affrontare il tema più stimolante del suo finanziamento, quali procedure e anche con quali livelli di innovazione finanziaria, quest’opera (ancorché di modesta entità economica) possa essere realizzata.

In questo senso Milano, che innoverà se stessa con la riapertura dei Navigli, potrà essere anche un buon esempio nell’individuazione di procedure innovative per la realizzazione di opere pubbliche, allineandosi così alle esperienze più virtuose già in uso in altri paesi. Così i Navigli, che saranno percepiti, anche a livello internazionale, come un esempio eccezionale della riqualificazione ambientale e urbana della nostra città, potranno essere un “bell’esempio” di cosa significa un “buon” investimento pubblico. Cioè un investimento, che trascina e attiva nuovi investimenti privati, con un effetto moltiplicatore pari o superiore a 2 nell’arco di pochi anni.

E’ infatti attendibile che l’investimento della riapertura dei Navigli sia efficiente perché sono massimi i benefici socioeconomici che produce e minimi i costi di realizzazione dell’opera. Siamo sicuri che dimostrando questo semplice elemento, e cioè che la realizzazione di quest’opera ha ricadute economiche tali che tutti potranno averne un vantaggio, ogni residuo timore sarà superato e si potrà procedere con più convinzione ad una loro riapertura totale. 

Il desiderio di riappropriarsi di questa grande opera del passato per costruire nuova modernità, si coniugherà con la consapevolezza che riaprire i Navigli sarà la chiave di volta per un futuro in cui Milano sarà capofila delle città avanzate per un diverso sviluppo economico, innovazione e nuova qualità ambientale.  

Questo insieme di questioni fa giustizia non solo sulla discussione ormai quasi mortificante per cui un’opera di soli 200 milioni possa “preoccupare” una amministrazione come quella di Milano o della Regione Lombardia, ma fa giustizia anche di un dibattito che non cogliendo la dimensione innovativa ed economica della proposta si lascia fuorviare dal tema improprio delle priorità.

10 anni fa siamo stati bonariamente accusati di aver proposto un “sogno irrealizzabile” legato all’idea di una “città più bella”, non comprendendo che il nostro progetto della riapertura totale degli otto chilometri dei Navigli in Milano nulla ha a che fare con la riproposizione antiquaria di quelli vecchi, né con la ricostruzione “pittoresca” di alcune sue parti. Allora ci siamo assunti la responsabilità di affermare che il “sogno” si poteva realizzare, oggi ci assumiamo la responsabilità di dire che porterà benefici economici, sociali e ambientali sostanzialmente utili a tutti.

Utile alla scala urbana e alla scala regionale, nella profonda convinzione che  questi otto chilometri, ancorché dentro i confini di Milano, siano la riproposizione di quel “passante idraulico”  che consentiva all’acqua dell’Adda di trasportare persone e merci penetrando in città fino alla Darsena.

In questo senso la riqualificazione dell’intera Martesana, la realizzazione per intero del tratto di Via Melchiorre Gioia fino ai Bastioni di Porta Nuova e persino la rifunzionalizzazione del Naviglio di Paderno, sono una priorità, per la costruzione dell’itinerario navigabile dal lago di Lecco fino al Po.

Un progetto per la Grande Città di Lombardia verso una “città più naturale”, dopo quella industriale e terziaria, alla riscoperta moderna del valore delle vie d’acqua.

Con questa ulteriore ricerca, sostenuta da Fondazione Cariplo, da alcuni soggetti privati e da altri che ci auguriamo potranno aggiungersi per ridurre l’impegno finanziario della nostra Associazione, intendiamo offrire alla città e alle istituzioni lombarde, un materiale di riflessione nuovo. 

Affinché l’opera possa essere realizzata nei tempi più brevi possibili, ma anche con procedure certe, le più convenienti e innovative, oltre la dimensione della pura e semplice opera pubblica finanziata  unicamente in ragione delle sole disponibilità di cassa dell’Amministrazione Comunale". 

Lo ha detto Roberto Biscardini nella sua introduzione al workshop "RIAPRIRE I NAVIGLI. UN INVESTIMENTO. NON UN COSTO.", tenutosi a Palazzo Pirelli lo scorso 22 gennaio

#STEMinTheCity Aprile 2018 il mese delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali

Dopo la prima grande edizione torna #STEMintheCity, l'iniziativa promossa dal Comune di Milano in collaborazione con importanti realtà del settore pubblico e privato e il sostegno delle Nazioni Unite, che affronta il tema del divario di genere nel campo delle materie scientifiche (Science-Technology-Engineering-Mathematics).


L'obiettivo del progetto è stimolare le  bambine, ragazze e studentesse universitarie milanesi e dell’area metropolitana, a intraprendere percorsi di studio e di carriera nell'ambito tecnologico e scientifico, per abbattere gli stereotipi e contribuire a diffondere una cultura di parità e di innovazione presso l'opinione pubblica. 

Il programma dell’evento, aperto a ragazze e ragazzi, si articolerà lungo tutto il mese di Aprile 2018 con iniziative previste in tutta la città. 

Dal 10 al 13 aprile si terrà la maratona delle STEM a cura del Comune di Milano con eventi pubblici, momenti dedicati alla formazione, workshop, occasioni di dibattito e riflessione sulle strategie e le politiche necessarie per operare un vero cambiamento sociale e culturale.

Tra le novità di quest'anno "STEM-A", un focus su quanto la tecnologia sia oggi fondamentale anche nelle professioni artistiche e creative

Fino al 2 marzo la possibilità di offrire sponsorizzazioni e progetti per animare la maratona delle STEM. Assolombarda, Valore D e Politecnico di Milano annunciano la loro partnership.

STEMinTheCity 2018

 

Milano, 17 gennaio 2018 – Presentata oggi la seconda edizione di #STEMintheCity, la manifestazione organizzata dal Comune di Milano per promuovere la diffusione delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali come base formativa necessaria ad assicurare un futuro professionale alle nuove generazioni.

Attraverso incontri, eventi e percorsi di formazione che coinvolgono il sistema educativo della Città metropolitana, dalle scuole dell’Infanzia fino all’Università, #STEMintheCity si pone l’obiettivo di abbattere gli stereotipi di genere che allontanano bambine e ragazze dai percorsi tecnico-scientifici, creando le condizioni per avvicinare le giovani donne alle “carriere STEM”. Inoltre, nuove occasioni di incontro con le imprese favoriranno le opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. 

I numeri del 2017 raccontano il successo dell’iniziativa: sono stati 3.000 i partecipanti ai numerosi eventi realizzati anche grazie al contributo dei 50 partner. La prima edizione ha visto alternarsi sul palco 138 speaker, 84 le attività di formazione organizzate, molte delle quali indirizzate alle oltre 50 scuole coinvolte. Cinque Università milanesi hanno aderito all’iniziativa e sono state 45 le location, tra il centro e la periferia, dove si sono svolti eventi e workshop. 

A partire da questi risultati il Comune di Milano si prepara alla prossima edizione, invitando organizzazioni pubbliche e private a comporre una proposta articolata di attività formative durante tutto il mese di aprile fino ad arrivare alla “Maratona delle STEM”, che si terrà dal 10 al 13 aprile e sarà organizzata e gestita direttamente dall’Amministrazione.

Le prime adesioni importanti sono state annunciate questa mattina, nel corso della presentazione nella Sala Conferenze di Palazzo Reale: Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, Sandra Mori, presidente di Valore D e Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano hanno infatti dichiarato il loro pieno sostegno all'iniziativa e il coinvolgimento di queste tre importanti realtà del territorio nel progetto “STEMintheCity” 2018.
 
“Il digitale sta cambiando la nostra vita e la realtà che ci circonda, le nuove generazioni sono quindi chiamate a guidare queste trasformazioni, non a subirle. Intraprendere percorsi STEM e migliorare le loro competenze digitali diventa di fondamentale importanza per il loro futuro, personale e professionale. Questa è la ragione per cui organizziamo #STEMintheCity - dichiara Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici -. Dopo la prima edizione che ha registrato numeri importanti, quest’anno lanciamo anche un’altra sfida, aggiungendo la “A” di “Arts” accanto all’acronimo STEM, perché il digitale investe ogni settore, anche le professioni artistiche e creative. Insieme a chi vorrà sostenerci comporremo un programma ricco e articolato per aiutare le giovani e giovanissime studentesse milanesi a scoprire le reali possibilità offerte dalle materie tecnico-scientifiche nel mondo del lavoro”.

“Affrontare percorsi formativi ed esperienze di alternanza Scuola - Lavoro che pongono al centro del percorso didattico dei ragazzi un primo contatto con le materie tecnico-scientifiche, oggi sempre più indispensabili per approcciarsi in maniera efficace al mercato del lavoro, credo rappresenti una grande opportunità di crescita per tutti i giovani studenti milanesi - commenta l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani -. La conoscenza e la padronanza di moderni tools come i linguaggi di programmazione o l’utilizzo delle stampanti 3D costituiranno, a breve, elementi essenziali del bagaglio formativo di ogni studente come la conoscenza delle lingue. Strumenti obbligatori per esprimere al meglio le proprie capacità e competenze in un mercato sempre più globalizzato e internazionale”.

STEMintheCity_educazione_digitale
 
“Mi piace sottolineare un’altra novità di quest’anno - conclude la vicesindaco e assessore all’Educazione Anna Scavuzzo -, che abbiamo voluto far partire in via sperimentale, ma che speriamo diventi caposaldo delle prossime edizioni: ci apriamo a un più deciso coinvolgimento della fascia d’età 0-6. Siamo pronti dunque ad accogliere idee e proposte per rendere anche i più piccoli e le loro educatrici parte attiva di una diffusione di cultura tecnico-scientifica, attraverso iniziative che possono poi diventare un filo conduttore nel passaggio tra nidi e scuole dell’infanzia e spunti per progetti più ampi da sviluppare nel corso degli anni scolastici".
 
Tutte le candidature come sponsor e partner per realizzare la maratona delle STEM, in programma dal 10 al 13 aprile, dovranno essere presentate entro il 2 marzo 2018. Saranno valutate iniziative formative, educative, ludiche, laboratoriali, artistiche in linea con l’obiettivo del progetto proposte e organizzate direttamente da associazioni, fondazioni, aziende, scuole da realizzarsi durante il mese delle STEM a titolo gratuito o le cui quote di partecipazione siano da intendersi a copertura dei costi. 

FONTE (Comune di Milano)

 

 

#STEMinTheCity Aprile 2018 il mese delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali STEMintheCity - Turismo Milano #STEMintheCity, l'iniziativa promossa dal Comune di Milano in collaborazione con importanti realtà del settore pubblico e privato e il sostegno delle Nazioni Unite, che affronta il tema del divario di genere nel campo delle materie scientifiche Al via #STEMintheCity progetto #STEMintheCity, in partenza nel mese di aprile, presentato questa mattina a Palazzo Marino, con il patrocinio delle Nazioni Unite ( ITU e UNRIC), del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e dell'Ufficio scolastico regionale, con la regia del Comune di Milano “Girls in ICTDay”, un'iniziativa promossa dall'International Telecommunications Union della Nazioni Unite STEMINTHECITY 2018 Scuole, docenti e genitori – finalizzato a sensibilizzare i giovani alla cultura digitale ed avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche. Contenuto in Comunicazioni, Dal Territorio, Progetti e iniziative per le scuole #STEMintheCity fa la sua comparsa la A di Arte, a rappresentare il connubio di tecnologia e creatività #STEMintheCity Stem in the City, a Milano il digitale si colora di rosa Diffondere la cultura digitale tra i giovani e incoraggiare le ragazze a intraprendere carriere di studio e di lavoro negli ambiti più dinamici dell'economia digitale. Con questo obiettivo è nato #STEMintheCity, evento promosso durante tutto il mese di aprile dal Comune di Milano con il patrocinio delle Nazioni #STEMinthecity: Come Affrontare il Mondo del Lavoro Cariplo Factory all'interno del percorso #STEMintheCity, #STEMintheCity | Milano - Startupitalia STEMINTHECITY 2018: il Comune di Milano Il Rischiatutto Della Matematica - STEMinthecity matematica è accessibile a tutti Notizie di #STEMintheCity EDUCAZIONE DIGITALE: AL VIA #STEMintheCity Scienza  Under 18 “STEM”, acronimo per indicare le materie tecnico-scientifiche e le competenze digitali #StemintheCity Mondo Digitale ultima ora primo piano evidenza comune di Milano 2018 Aprile 2018


 

 

"A buon Fine", meno sprechi alimentari, più risorse per la solidarietà

Un progetto che diventa un libro, un obbiettivo - meno sprechi alimentari, più risorse per la solidarietà - che Coop persegue ormai da dodici anni. Si è partiti da lontano e ora l’iniziativa coinvolge tutta la Lombardia


Se l’Italia con la legge del buon samaritano è stata nel 2003 uno dei primi paesi a occuparsi delle donazioni alimentari, anche da un punto di vista normativo, un vero salto di qualità si è avuto soltanto con EXPO 2015. L'esposizione universale ha riacceso l'attenzione sul tema e dato vita a una nuova legge - la cui prima firmataria è la deputata Varesina Maria Chiara Gadda - che ha portato a una vera rivoluzione. 

E così per presentare "A Buon fine" - titolo scelto per il libro di Zita Dazzi - non poteva esserci cornice migliore di Palazzo Marino, dove il progetto Expo ha mosso i primi passi e dove ancora si investe molto sul tema dell'alimentazione e delle eccedenze. Molte le tante realtà attive sul territorio come la Caritas Ambrosiana, che tutti i giorni incontra migliaia di persone e dà loro una mano concreta e dove con i 7 empori raccogliamo 1600 tonnellate di generi alimentari all'anno.  Raccolte con cui cercano di fornire centri ascolto e mense con cibo trasformato, da spazzatura in cibo buono e giusto che evita lo spreco. In circa 10 anni Coop ha recuperato 35 tonnellate di cibo e consegnato a diverse onlus sparse sul territorio lombardo, il progetto A Buon Fine è cresciuto negli anni fino a coinvolgere 53 tra supermercati e ipermercati. Tanto che nel 2016 Coop ha donato 900 tonnellate di ottimo cibo a 80 associazioni: numeri enormi, raggiunti in dieci anni di questa straordinaria esperienza di responsabilità sociale e ambientale.

 

Inquinamento atmosferico, il blocco delle auto e le verità nascoste

Da ieri in molte città del Nord Italia è scattato il blocco delle auto, dalle 8.30 alle 18.30 è vietata la circolazione ai veicoli per il trasporto persone alimentati a gasolio fino alla classe 4 inclusa. Vietati anche, dalle 8.30 alle 12.30, i veicoli per il trasporto merci a gasolio fino alla classe 3 compresa. Ma nelle nostre città vengono solo misurate le PM10 e non le pericolosissime PM2,5 perchè?


L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stimato che le polveri sottili siano responsabili di circa 2 milioni di morti nel mondo, ogni anno. Secondo i dati più recenti, solo in Europa, i decessi legati all’inquinamento da polveri sottili causa annualmente circa 400.000 morti. Con questa tragica premessa, è doveroso domandarsi cosa sono le polveri sottili e in particolare interrogarsi sui livelli e la definizione del PM10.
Il PM10 è un insieme di sostanze inquinanti costituito da polveri, fumo, microgocce e altre sostanze liquide che in gergo tecnico sono chiamate “aerosol”. Queste sostanze, disperse nell’aria, riescono a raggiungere diverse parti dell’apparato respiratorio causando seri danni.
La sigla PM10 identifica una delle tante sostanze in cui viene classificato il particolato, quel materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche. La pericolosità delle polveri sottili è direttamente proporzionale alla dimensione: più piccole sono le particelle e più in profondità potranno permeare in nostro apparato respiratorio.
Se particelle microscopiche dal diametro di 7 µm possono raggiungere la cavità orale, nasale e la laringe, particelle dal diametro di 1,1 µm possono raggiungere e danneggiare addirittura gli alveoli polmonari.

Tra le principali fonti di PM10 non ci sono solo i motori diesel soprattutto fino ad Euro 5 ma anche quelli a benzina.
Le polveri sottili PM 10 hanno un diametro di 10 micron, così come le polveri sottili PM 2,5, misurano solo 2,5 micron. Per comprendere queste dimensioni, vi basterà immaginare lo spessore di un capello, le polveri sottili hanno un diametro 30 volte inferiore rispetto a quello di un nostro capello!
Quindi se le polveri sottili da un diametro di 10 micron sono inalabili e si accumulano nei polmoni, quelle da un diametro da 2,5 micron sono addirittura respirabili, ciò significa che possono penetrare nei nostri polmoni fino ad accumularsi nel sangue e raggiungere varie parti del nostro organismo. Così, se i danni legati alle polveri sottili di PM 10 sono circoscritti al sistema respiratorio, quelli legati alle polveri sottili PM 2,5 potrebbero estendersi anche ad altri tessuti. Sorgenti del particolato fine sono un po’ tutti i tipi di combustione, inclusi quelli dei motori di auto e motoveicoli, degli impianti per la produzione di energia, della legna per il riscaldamento domestico, degli incendi boschivi e di molti altri processi industriali. Come per il PM10, queste particelle sono caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera e, rispetto alle particelle grossolane, sono in grado di penetrare più in profondità nell’albero respiratorio umano. Anche il particolato PM2,5 è in parte emesso come tale direttamente dalle sorgenti in atmosfera (PM2,5 primario) ed è in parte formato attraverso reazioni chimiche fra altre specie inquinanti (PM2,5 secondario), anzi si può sostenere senza troppa approssimazione che tutto il particolato secondario all’interno del PM10 (e che ne rappresenta spesso la quota dominante) sia costituito in realtà da particelle di PM2,5. (FONTE http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_paginaRelazione_1438_listaFile_itemName_2_file.pdf)

Altro aspetto molto importante è quello che le polveri sottili PM10 tendono a depositarsi sul terreno e ad alzarsi in aria ogni volta che il vento o un veicolo di passaggio crea un movimento, quindo potremmo pensare che la loro concentrazione si di molto maggiore a livello terreno che invece alle altezze in cui sono poste le centraline di monitoraggio. Le polveri sottili Pm 2,5 invece permangono più all'ungo nell'aria e sicuramente la loro concentrazione dovrebbe risultare più elevata alle stesse altezze delle centraline di monitoraggio, che però non sono pronte alla loro misurazione.

Il 14 dicembre 2016 il Parlamento europeo, su proposta della Commissione, ha votato la nuova Direttiva sui limiti nazionali di emissione (NEC) che entrerà in vigore il 31 dicembre 2016 e con la quale si impongono limiti più rigorosi per i cinque principali inquinanti atmosferici (SO2, NOx, NMVOC, NH3, and PM2.5 ) in Europa.

La domanda che ci facciamo e che rivolgiamo agli assessori Comunali e Regionali competenti è... "perchè in Lombardia si blocca il traffico ma non si misurano le PM 2,5?", "perchè non si adottano misure che impediscano alle PM10 depositate sul terreno di alzarsi in atmosfera se sollecitate?" 

 

 

In questa tabella pubblicata ieri da AMAT e dal comune di Milano si evidenzia come non vi sia alcun dato riferito al misuramento delle pericolosissime PM2,5. 

Per ora ci fermiamo quì, ma tanti dubbi rimangono, compreso quello sulla reale funzionalità del FAP nelle auto più moderne. Riduce del 95% l'emissione delle PM10 (in massa), trasformandole in volatili (Fonte www.mit.gov.it), questa ultima parola cosa vuole significare?

 

Milano, quando le multe degli ausiliari della sosta Atm sono illegittime e non andrebbero pagate. L'avvocato Carlo Bortolotti fa chiarezza

Le contravvenzioni per divieto di sosta elevate dal personale dell'Atm (l'azienda dei trasporti di Milano) dovrebbero riguardare solamente le infrazioni nelle aree di loro competenza, ossia le cosiddette "strisce blu" e le zone di transito dei mezzi pubblici. Nella quotidianità meneghina però così non è, in quanto tale personale ausiliario è utilizzato anche per multare veicoli parcheggiati, sia pur impropriamente, sulle "strisce gialle" (riservate ai residenti di una specifica zona) e in aree con divieto di sosta. Molti non sono al corrente di questa irregolarità e pagano l'importo delle contravvenzioni. Coloro che, invece, ne sono consapevoli spesso presentano ricorso davanti al Giudice di Pace ottenendo l'annullamento delle contestazioni con tanto di condanna del Comune di Milano al pagamento delle spese legali. 

Una questione delicata quanto poco nota al grande pubblico, su cui l'avvocato Carlo Bortolotti ci aiuta a fare chiarezza, in attesa di una presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale - (VIDEO)

Milano, prigionieri in casa all'ottavo piano

Aggiustare un ascensore? Nel 2017 ci vuole più di un mese...

Può succedere anche questo nel 21° secolo. L'ascensore si rompe e la risposta dell'azienda è un cartello che invita ad aspettare... almeno un mese.

Via Rizzoli 17, periferia est di Milano, uno dei classici palazzoni di almeno 8 piani che riempiono questa parte della città di proprietà del Comune e gestito da MM casa. Non una casa popolare dunque ma problemi e disservizi sembrano invece farlo precipitare proprio in questa categoria. 

L'ultimo riguarda l'ascensore, dettaglio non da poco in un edificio dei questa altezza. E' guasto già da 4 giorni e gli inquilini sono in grosse difficoltà. L'azienda di manutenzione, la Padana ascensori, ha appeso un cartello avvisando che verrà aggiustato ma solo dopo un mese. Un'attesa davvero troppo lunga per non protestare ufficialmente.

All'ultimo piano una famiglia con 4 bimbi, di cui uno disabile, è praticamente bloccata in casa, ma è solo il caso più eclatante delle difficoltà dell'intero stabile abitato anche da anziani con difficoltà deambulatorie.

La speranza dei condomini è che la riparazione possa essere anticipata e per questo hanno scelto di rivolgersi a ilComizio.it per raccontare la loro storia.

 

Assistenza ai malati di Alzheimer e attenzione alle categorie fragili, che cosa fa il Comune di Milano. Parla l'assessore Majorino

In occasione della XXIV Giornata Mondiale sull'Alzheimer, a margine di un convegno a Palazzo Marino dedicato a questo tema, l'assessore alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino, parla di come è articolata la Rete Alzheimer del Comune e degli ulteriori interventi necessari per far fronte alle problematiche legate ai casi di demenza, circa 20mila quelli stimati nel capoluogo lombardo. Intanto, a sostegno di altre categorie fragili a fine settembre prende il via uno sportello sul "Dopo di Noi". La nostra intervista

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