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updated 4:39 PM UTC, Sep 29, 2020

Maxi multe in vista con il nuovo Codice della strada. Riforma necessaria, ma è tutto giusto? Le critiche dell'Aci

Molte le novità previste nel nuovo Codice della strada contenute nel decreto Semplificazioni. Autovelox "sotto casa", botta sui divieti di sosta, multe dai netturbini, spazio alle bici. Tutto quello che sta elaborando il Parlamento e a cui dovremo stare molto attenti


Codice della Strada: le novità del 2019 - SAF Car Service

Maxi multe all'orizzonte per gli automobilisti indisciplinati. Con le modifiche al Codice della strada che il Parlamento sta elaborando, spiega il sito di informazione legale laleggepertutti.it, si prevede infatti un grosso giro di vite, con una maxi sanzione per i guidatori beccati con uno smartphone, un notebook o un tablet in mano. E non solo.

"Alla prima violazione - si legge - ci sarà una multa da 422 euro a 1.697 euro più la decurtazione di 5 punti sulla patente e la sospensione della patente stessa da 7 giorni a due mesi. Per i recidivi, coloro che compiono una seconda violazione nel biennio, la sanzione pecuniaria salirà da 644 a 2.588 euro, con la sospensione della patente da 1 a 3 mesi e la decurtazione di 10 punti. Insomma, le nuove e più severe regole prevedono che entrambe le mani vadano tenute sul volante (o sul manubrio, se si tratta di moto o bici) anziché sui display dei dispositivi, altrimenti si rischiano conseguenze molto serie".

Ma non è finita qui: "Quanto al semaforo - spiega ancora laleggepertutti.it -, la riforma del Codice porta la durata minima della luce gialla a 3 secondi prima che scatti il rosso: saranno così uniformate le regole per evitare il fenomeno del giallo di breve durata con variazioni da Comune a Comune o da strada a strada. Così chi sopraggiungerà a qualsiasi incrocio mentre il semaforo da verde diventa giallo saprà che avrà almeno 3 secondi per passare e potrà valutare se è meglio fermarsi subito. Ma 3 secondi sono un tempo forse ancora troppo breve per garantire i tempi di reazione del conducente e lo spazio di frenata; le associazioni specializzate suggeriscono una durata maggiore".

Previste altre importanti modifiche come, spiega laleggepertutti.it, l’uso obbligatorio del casco in bicicletta "che viene esteso a tutti i minori al di sotto dei 12 anni, multe più severe per chi usa indebitamente i parcheggi destinati ai disabili (i trasgressori saranno puniti con una sanzione da 168 a 673 euro, più 4 punti tolti dalla patente) o sosta nelle aree riservate alla ricarica dei veicoli elettrici".

Più sicurezza prevista anche per gli attraversamenti pedonali: "Le amministrazioni locali potranno prevedere sensori luminosi e rialzi della carreggiata. E il 'droga test' per verificare i conducenti che fanno uso di sostanze stupefacenti o psicotrope verrà effettuato con un prelievo salivare operato sul posto dagli agenti di polizia, senza necessità dell’intervento di un medico", conclude il sito di informazione legale.

Sulla riforma del codice della strada, sono dure le critiche che arrivano dal presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani, qui la nota ufficiale:

“ACI è sempre soddisfatta quando il Legislatore si occupa di sicurezza stradale – la nostra battaglia quotidiana – soprattutto, se interviene per semplificare il Codice della Strada, trasformandolo in un Codice dei Comportamenti, che indichi come ci si deve comportare quando ci si muove su una strada. In questa occasione, però, purtroppo così non è. Anzi: ci si muove nella direzione opposta”, è quanto ha dichiarato il Presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, commentando la nuova proposta di riforma del Codice della Strada.

“Riteniamo, ad esempio un errore – ha proseguito Sticchi Damiani – scrivere nel CdS che la durata del giallo debba essere almeno di 3 secondi, perché può creare malintesi e far tarare tutti i gialli semaforici sui 3 secondi, come se fossero tutti uguali. L’individuazione della giusta durata del giallo semaforico deriva, invece, da un calcolo complesso e unico per ogni incrocio”.

“Non ci sembra corretta anche la possibilità di istallare autovelox perfino sulle strade locali dove vige il limite orario di 30 Km/h. L’autovelox – ha rilevato il Presidente dell’ACI – è un utile strumento per controllare e limitare la velocità degli utenti nei punti più critici o pericolosi, nei quali è opportuno avere la certezza che la velocità venga ridotta, in modo da consentire di guidare in sicurezza. È, viceversa, diseducativo – quando non addirittura pericoloso – l’autovelox diffuso, magari installato per far cassa e nemmeno correttamente segnalato, secondo quanto previsto dalla normativa”.

“Una particolare attenzione meritano, inoltre – secondo Sticchi Damiani – tutti i provvedimenti riguardanti le biciclette. Restiamo fermamente contrari alle bici contromano ed alla possibilità che possano transitare sulle corsie riservate al trasporto pubblico. I dati di incidentalità ci dicono che si tratta di pratiche estremamente pericolose, anche in considerazione dell’esposizione al rischio del ciclista rispetto ai veicoli a quattro ruote: più di 50 volte superiore!”

“Inoltre – a leggere la proposta – sembrerebbe che, in città, basti imporre il limite di 30 km/h e la bicicletta possa fare tutto: avere la precedenza su tutti, procedere in senso di marcia opposto a quello dei veicoli, andare appaiati e magari sorpassare. Questa sorta di “deregulation” della mobilità ciclabile ha, secondo noi, un forte effetto diseducativo: alle biciclette tutto è permesso e, per conseguenza, anche ai monopattini elettrici, che sono equiparati ai velocipedi, mentre è evidente che, nella mobilità metropolitana, l’anarchia non va assolutamente d’accordo con la sicurezza stradale!”

“Infine, sembrerebbe che da domani anche gli operatori ecologici possano emettere multe o far rimuovere i veicoli. Ci auguriamo che le cose non stiano così e che la proposta riguardi solo l’ampliamento delle funzioni degli ausiliari del traffico che – ricordiamo – devono limitarsi a segnalare l’infrazione al Corpo di Polizia Municipale. Né vogliamo prendere in considerazione la possibilità che queste nuove figure si sostituiscano al Corpo di Polizia Municipale”.

“In conclusione, è positiva l’attenzione alla sicurezza in ambito urbano, dove ancora sono troppi numerosi gli incidenti ed i morti. Ma siamo preoccupati che l’applicazione alla realtà di tali norme, inserite nel CdS, risulti difforme e differenziata da Comune a Comune, creando confusione e comportamenti insicuri agli utenti della strada”.

Salvini lancia un messaggio a Conte: "Basta autocertificazioni, fiducia agli italiani. Polizia e Carabinieri tornino a inseguire i delinquenti" (VIDEO)

Il messaggio del leader leghista: "Autocertificazioni, adesso basta! Dopo 52 giorni di chiusura in cui gli italiani si sono dimostrati rispettosi, dignitosi e generosi, lo Stato non può continuare a inseguire i cittadini con moduli e burocrazia" - (VIDEO)


Matteo Salvini lancia un video con cui chiede al governo di abolire una volta per tutte le atocertificazioni. "Perché è l'ora che poliziotti e carabinieri tornino ad inseguire i delinquenti veri e non chi va a fare la spesa o una passeggiata". Il leader della Lega chiede al premier Giuseppe Conte di ridare "fiducia" agli italiani. La parola "fiducia" è quella su cui insiste maggiormente, perché gli italiani se la sono meritati in questi mesi di quarantena forzata.

"Adesso basta!  - dice Salvini  - Dopo 52 giorni di chiusura in cui gli italiani si sono dimostrati rispettosi, dignitosi e generosi, lo Stato non può continuare a inseguire i cittadini con moduli e burocrazia". Il segretario della Lega ha spiegato anche che "gli italiani ormai hanno capito che occorrono distanze, buon senso e attenzione, non c’è bisogno di costringerli ad autocertificare ancora il loro diritto a vivere. Lavoro, mamma e papà, amici, passeggiata col cagnolino, una corsetta, due passi col bimbo o la spesa: basta moduli, blocchi stradali o droni, fiducia agli italiani! Che il governo dia ai cittadini le mascherine, non altra carta".

Cara Milano, quanto ci costi! Multe e tariffe, il Comune fa cassa e si frega le mani pensando ai prossimi aumenti

Area B a Milano, la giunta Sala conta di incassare un milione e 800mila euro dalle multe. Raddoppiano le entrate per la sosta e per l'aumento dei passeggeri sui mezzi pubblici. E a luglio il biglietto sale da 1,5 a 2 euro. Il Bilancio di previsione illustrato in commissione da Marco Granelli, assessore alla Mobilità


"Da qui a dicembre Area B porterà nelle casse del Comune 1,85 milioni di euro. Questo l’ammontare delle multe che la Giunta di Palazzo Marino prevede siano comminate solo nel 2019, un importo inserito nel Bilancio di previsione relativo proprio all’anno in corso, presentato ieri in commissione da Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità". E' quanto si legge oggi sul Giorno in un articolo firmato da Giambattista Anastasio.

"Ogni trasgressione alle regole della zona a basse emissioni entrata in vigore lo scorso 25 febbraio - continua il pezzo - comporta una sanzione da 80 euro. Tradotto: il Comune prevede quindi di staccare poco più di 23mila verbali. Previsioni, come detto. Un importo non eccezionale, quello appena riferito, ed il motivo è presto detto: in questa prima fase solo 16 varchi di ingresso in Area B, sui 186 totali, sono dotati di telecamere. E per il primo anno di validità del provvedimento chiunque può contare su 50 giorni di libera circolazione. Due fattori che vanno ad ammorbidire l’impatto della zona anti-diesel e, quindi, a limitare il numero di multe. Almeno per il primo anno. Almeno fino a dicembre, quando si dovranno contare altri 78 varchi dotati di telecamere in aggiunta ai 16 di partenza. Quanto all’altra zona a traffico limitato, Area C, il Comune conta di incassare, tra tagliandi e sanzioni, 31,5 milioni di euro, un dato in linea con quello del Bilancio d’assestamento del 2018. Aumentano invece i proventi della sosta su strada. Anzi, raddoppiano: per il 2019 il Comune prevede di incassare dalle strisce blu 6 milioni di euro, sulla scia dei 5,8 milioni di euro incassati nel 2018 a dispetto di una previsione iniziale di soli 3 milioni.

Dato tutt’altro che secondario, - prosegue l'articolo del Giorno - è quello relativo agli introiti generati dalla vendita di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale. Per il 2019 il Comune ha messo in conto di ottenere dalla vendita dei titoli di viaggio 409 milioni di euro. Previsioni che non tengono ancora in considerazione l’aumento del biglietto singolo da 1,5 a 2 euro previsto a partire da luglio, salvo altre sorprese. Nel Bilancio di previsione del 2018, la somma attesa da tagliandi e abbonamenti Atm era stata indicata, invece, a 391 milioni di euro. Nel mezzo c’è stato, però, il riscontro del Bilancio d’assestamento del 2018: l’anno scorso dai titoli Atm si è incassato 401 milioni di euro, quindi 10 milioni in più del previsto. Da qui le stime ulteriormente positive per il 2019. Due i fattori che hanno generato questo aumento: «Nel 2018 i passeggeri dei mezzi pubblici sono aumentati del 6,4% e le multe comminate a chi è stato sorpreso a viaggiare senza biglietto sono aumentate del 30%: da qui il dato in crescendo» spiega Granelli. Lo stesso assessore anticipa che anche nei primi due mesi dell’anno in corso si riscontra un aumento, ulteriore, di passeggeri su metropolitane, tram e autobus, un aumento nell’ordine del 6%. E che «il Bilancio di previsione del 2019 prevede anche 4 milioni di euro per finanziare gli studi di fattibilità dei prolungamenti delle metropolitane nell’hinterland». Il gap tra le entrate del trasporto pubblico (689 milioni di euro) e le spese (825 milioni) è di 136 milioni".

 

 

Milano, quando le multe degli ausiliari della sosta Atm sono illegittime e non andrebbero pagate. L'avvocato Carlo Bortolotti fa chiarezza

Le contravvenzioni per divieto di sosta elevate dal personale dell'Atm (l'azienda dei trasporti di Milano) dovrebbero riguardare solamente le infrazioni nelle aree di loro competenza, ossia le cosiddette "strisce blu" e le zone di transito dei mezzi pubblici. Nella quotidianità meneghina però così non è, in quanto tale personale ausiliario è utilizzato anche per multare veicoli parcheggiati, sia pur impropriamente, sulle "strisce gialle" (riservate ai residenti di una specifica zona) e in aree con divieto di sosta. Molti non sono al corrente di questa irregolarità e pagano l'importo delle contravvenzioni. Coloro che, invece, ne sono consapevoli spesso presentano ricorso davanti al Giudice di Pace ottenendo l'annullamento delle contestazioni con tanto di condanna del Comune di Milano al pagamento delle spese legali. 

Una questione delicata quanto poco nota al grande pubblico, su cui l'avvocato Carlo Bortolotti ci aiuta a fare chiarezza, in attesa di una presa di posizione da parte dell'amministrazione comunale - (VIDEO)

Milano capitale delle multe: nel 2016 il Comune ha incassato 157 milioni, in media 117 euro per ogni abitante. E col nuovo anno ecco i nuovi autovelox...

Lo studio di "Quattroruote" rivela il poco invidiabile primato italiano della metropoli lombarda. Torino seconda per distacco (47,1 milioni in contravvenzioni), terza Firenze (34,6), Roma, evidentemente molto più disciplinata, solo quinta, ma con un dato da aggiornare. A fronte di un calo degli incassi derivanti dalle contravvenzioni rispetto al 2015 (-21%), la giunta di Beppe Sala ha provveduto a piazzare nuovi temibili rilevatori di velocità. E i milanesi "pagheranno caro, pagheranno tutto"


Divieti di sosta, eccessi di velocità e molto altro. Di verbale in verbale, Milano si conferma capitale italiana delle multe. Anche nel 2016, infatti, Palazzo Marino mantiene il primato delle sanzioni con un incasso di 157 milioni di euro. Al secondo posto c’è Torino (47,1 milioni), seguita da Firenze (34,6 milioni). È quanto emerge da un’elaborazione realizzata da Quattroruote realizzata su dati del Sistema informativo degli enti pubblici e pubblicata sul numero di marzo, in edicola dal 25 febbraio.  

Milano, rispetto al 2015, registra comunque un calo del 21,6 per cento, e “forse è proprio per questo motivo che la giunta guidata da Giuseppe Sala ha deciso un’altra infornata di autovelox fissi in città”, commenta il mensile sul proprio sito internet (clicca qui). Roma è solo quinta in Italia con 31,4 milioni incassati e un calo rispetto all’anno precedente del 78 per cento. In realtà, il dato della Capitale è provvisorio. “I dati definitivi dell’anno 2016, per cui sono in corso di completamento gli atti, si attesteranno sulla media dello scorso anno o in misura leggermente superiore, e saranno disponibili dopo l’approvazione del rendiconto (entro il mese di aprile 2017)”, ha spiegato il Comune di Roma a Quattroruote. Milano primeggia anche nella classifica delle multe pro capite. “Prendendo a riferimento la popolazione residente nelle rispettive città l’1 gennaio 2016”, spiega Quattroruote, “i milanesi hanno versato nelle casse di Palazzo Marino, l’anno scorso, quasi 117 euro a testa. Seguono Padova (92,30), Parma (90,78), Firenze (90,30) e Bologna (89,08)”. (Da Tgcom24)

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