updated 5:02 PM UTC, Apr 1, 2020

Coronavirus, speculazione contro il latte italiano. La denuncia della Coldiretti che si mobilita: un indirizzo mail per segnalare gli attacchi. Si moltiplicano le adesioni alla campagna #MangioItaliano

Sono in atto manovre speculative su prodotti alimentari di prima necessità tra cui il latte: la Coldiretti denuncia il fenomeno e reagisce con forti iniziative. Prandini: "Alto tradimento nei confronti di famiglie e imprese". Piace la mobilitazione #MangioItaliano per invitare alla responsabilità e a sostenere la produzione nazionale. I lombardi: "Ognuno faccia la propria parte"


Con l’emergenza c’è chi come in guerra approfitta della situazione di difficoltà e arriva addirittura a speculare sui generi alimentari di prima necessità come il latte. È quanto denuncia il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini (nella foto sopra), nel segnalare “insostenibili richieste di riduzione del prezzo pagato agli allevatori proprio mentre i supermercati vengono presi d’assalto e nelle stalle si continua a mungere per garantire le produzioni e i rifornimenti nelle dispense degli italiani”.

Con i cittadini in fila proprio per acquistare gli alimenti base della dieta, il pretesto della chiusura di bar e ristoranti per disdire al ribasso unilateralmente i contratti “è inaccettabile in un momento in cui il Paese – sottolinea Coldiretti – ha bisogno del latte italiano. Un ricatto per lucrare sulle difficoltà proprio nel momento in cui si moltiplicano le adesioni alla mobilitazione #MangioItaliano per invitare alla responsabilità e a sostenere la produzione nazionale privilegiando negli approvvigionamenti delle industrie e della distribuzione commerciale il Made in Italy, preferendo le mozzarelle con il latte italiano al posto di quelle ottenute da cagliate straniere”.

“C’è purtroppo chi cerca di sfruttare il proprio potere contrattuale – sostiene Coldiretti – per pagare prezzi stracciati alimenti deperibili come latte, la cui produzione non può essere fermata nelle stalle. Una manovra vergognosa di chi, violando anche il principio base della solidarietà nazionale nei momenti di crisi, tenta di riempirsi le tasche approfittando delle difficoltà del Paese”. “Non lo permetteremo”, dichiara Prandini che parla di “alto tradimento nei confronti delle famiglie e delle imprese”.

Risultato immagini per latte italiano

“In gioco – rileva Coldiretti – c’è il futuro di un settore che produce ogni anno oltre 12 milioni di tonnellate di litri di latte di mucca grazie a circa 30mila allevamenti diffusi lungo tutta la Penisola che garantiscono il primato tricolore in Europa nella produzione di formaggi a denominazione di origine protetta (Dop)”. Per questo la Coldiretti ha già informato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova ed allertato tutte la rete organizzativa a livello nazionale, con uffici provinciali e locali, per monitorare gli attacchi contro le stalle attivando una casella di posta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per raccogliere informazioni e segnalazioni sulla base delle quali agire a livello giudiziario se non verranno fornite adeguate motivazioni.

LA LOMBARDIA - Paolo Voltini, presidente di Coldiretti Lombardia, chiede certezze: "L’impegno da parte del mondo agricolo c’è, ma serve responsabilità da parte di tutti i soggetti della filiera. Ognuno deve fare la propria parte nel rispetto degli accordi definiti, per salvaguardare un settore che solo in Lombardia conta più di 5 mila allevamenti con 500mila vacche da latte e produce oltre il 40% del latte italiano". Gli fa eco Alessandro Rota, presidente Coldiretti di Milano: "C’è purtroppo chi cerca di sfruttare il proprio potere contrattuale per pagare prezzi stracciati alimenti deperibili come il latte o altri prodotti come il riso. Una manovra vergognosa". Il presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, parla di "alto tradimento nei confronti delle famiglie e delle imprese". L’assessore regionale all’Agricoltura, Fabio Rolfi, svela: "Ho invitato i rappresentanti dell’industria della trasformazione a fare il possibile per sostituire i quantitativi di latte e di cagliate stranieri, ancora oggi utilizzati, con latte italiano. Si può fare in una logica di solidarietà nazionale. Per affrontare questa emergenza stiamo operando affinché almeno 500 tonnellate di materia prima vengano indirizzate alla produzione di siero in polvere di uso zootecnico".

Il coronavirus alla fine definirà un'era, dando potere a nuovi comandanti

Quando tutto sarà finito, un confronto tra i risultati ottenuti dai governi decentralizzati e democratici e quelli autoritari e centralizzati, definirà chi comanderà nella nuova era


Ci sono fenomeni che definiscono un'era, nel momento in cui compaiono e nel tempo a seguire, non accade nulla che non si riferisca a loro o ai loro effetti. Modificano il mondo come da sempre lo abbiamo conosciuto e durante la loro trasformazione, ci raccontano un nuovo presente e un nuovo futuro.

Questo è il caso del coronavirus. All'inizio di gennaio, quando è apparso a Wuhan, 59 persone sono state infettate e ora, due mesi dopo, colpisce più di 100.000 persone in 110 paesi, ha mobilitato tutti i governi e le istituzioni, dal livello locale a quello internazionale, non lasciando spazio ad altre notizie dal mondo, dallo sport e dalla politica alla vita sociale e familiare, l'unica costante è un maledetto virus.

 Tutto ciò che accade dipende, in un modo o nell'altro, dall'evoluzione e dalla lotta contro la diffusione della malattia. A partire dall'economia, con un impatto multiplo sulla produzione, sul consumo e sui mercati. La catena di produzione globale è oggi spezzata, l'offerta e la domanda si stanno contraendo. In risposta al calo del consumo di petrolio, la Russia e l'Arabia Saudita hanno intrapreso una guerra commerciale al ribasso dei prezzi, con effetti destabilizzanti nelle economie, che vedono come principale fonte di ricchezza nazionale il petrolio e i gas instabili, parliamo di paesi come il Venezuela, l'Algeria o l'Angola.
 
Un'epidemia, come ogni crisi, è anche un'opportunità. Alcuni vinceranno e altri perderanno. È così che Vladimir Putin e Mohamed Bin Salman l'hanno affrontato, Putin con una riforma costituzionale per perpetuasse se stesso e il principe Salman con una nuova purga nel circolo principesco più vicino al suo gruppo di comando. Entrambi prolungano così la loro guerra per l'approvvigionamento di petrolio in Siria, un conflitto economico che non nasce solo a causa dei grandi problemi nella regione siriana, ma anche per definire il ruolo di leader nella gestione degli idrocarburi, sulla scena mondiale.               
Un conflitto che si gioca ormai a due, grazie al ritiro di Donald Trump, che si deve maggiormente concentrare sulla concorrenza strategica con la Cina. Un ritiro però pericoloso, perché chi per primo riuscirà ad impadronirsi (distruggendola prima per poi ricostruirla), dell'industria dell'estrazione di petrolio sciita, prenderà il posto degli Stati Uniti alla testa della produzione mondiale. La controversia sul virus tra i due produttori di petrolio sarà parte importante e chi uscirà prima o sconfiggerà prima il coronavirus, potrà diventare anche il prossimo leader dell'ambito mercato petrolifero.

Neanche le prossime elezioni presidenziali americane saranno immuni dall'influenza del coronavirus, il delicato processo elettorale non potrà sfuggire all'epidemia. I democratici dopo aver fallito il primo tentativo di rovesciare il governo Trump, potrebbero riprovarci giocando a loro favore gli effetti dell'epidemia da coronavirus sugli americani. Oggi Trump vacilla e i suoi punti deboli sono molti: ha minimizzato l'epidemia, non è un buon gestore di crisi (ricordiamo che alcune sue uscite sui social, hanno causato crisi diplomatiche) e ha reso molto precario il sistema sanitario che Obama aveva con molta fatica, riformato. Una recessione economica come quella che potrebbe scoppiare è il peggior nemico per un presidente in corsa per un secondo mandato.

Ogni epidemia mette davanti a tutti le proprie responsabilità, nel gestire una risposta immediata e proficua, dai governi locali a quelli nazionali, arrivando alla stessa Commissione europea. Mette alla prova sia i sistemi sanitari, sia i sistemi politici. Alla fine ci sarà un confronto tra i risultati ottenuti da tutti, dai governi decentralizzati e democratici a quelli autoritari e centralizzati, chi avrà ottenuto i migliori risultati, chi avrà aggiunto un miglior contributo e definito la fine della crisi, sarà il nuovo comandante e avrà il privilegio di dettare le linee politico economiche di una nuova era.

Coronavirus, Salvini apprezza le misure economiche del governo ma vuole di più sull'emergenza sanitaria: "Chiudere tutto oggi per ripartire più forti domani" (VIDEO)

"Bene che il governo abbia accolto molte delle nostre proposte sul fronte economico. Ma sul fronte dell'emergenza sanitaria serve più coraggio. Si ascolti l'appello disperato dei medici e dei territori. Non è il tempo delle mezze misure, dei dubbi o delle paure". Lo ha detto il leader leghista, Matteo Salvini, in merito alle misure adottate dall'esecutivo di Giuseppe Conte per far fronte alle conseguenze della crisi sanitaria in atto - (VIDEO)


COSA HA DETTO SALVINI AL CORRIERE - "Se l' Europa esistesse, lunedì si costituirebbe una zona rossa europea. E guardi che non lo dico io, ma imprenditori con aziende dai fatturati miliardari". Lo fa sapere in una intervista al Corriere della sera, in edicola mercoledì 11 marzo, Matteo Salvini che non è soddisfatto dopo l'incontro con il premier Giuseppe Conte, proprio per "la mancanza di coraggio" nei confronti "degli italiani e dell' Unione europea. Una misura" spiega il leader della Lega, "per evitare lo squallore delle guerre commerciali che si stanno preparando. C' è chi dice che sui formaggi italiani servano controlli supplementari, chi vuole la disinfezione delle ruote dei tir, chi vuole lo stop all'importazione di mobili e macchinari italiani... 

E un commissario per l' emergenza virus?  "Guardi, a essere onesti, non ho insistito più di tanto. Conoscendo Conte, sappiamo che è facile incorrere nel reato di lesa maestà. E così, dato che non abbiamo nomi da suggerire, non abbiamo insistito. E invece, ci starebbe un commissario all'emergenza carceri. Commissariare Bonafede ci sta, non mi pare normale in un momento come questo l' avere 30 carceri in rivolta con morti, feriti ed evasi".

La Svezia mette alla prova una e-krona

Farà ricorso alla tecnologia bitcoin, ma difficilmente la moneta raggiungerà mai i portafogli dei cittadini.


Visto un utilizzo di moneta reale sempre minore, in Svezia le autorità hanno deciso di realizzare un progetto pilota per una valuta elettronica di stato, che un giorno potrebbe vivere parallelamente alla valuta tradizionale. La Riksbank, la banca centrale svedese, ha annunciato che testerà la tecnologia per supportare un'ipotetica moneta virtuale dal nome "e-krona". L'obiettivo è fornire allo Stato strumenti che gli consentano di svolgere un ruolo nel mercato dei pagamenti elettronici, un settore oggi dominato principalmente da società private, in questo modo invece, la Banca Centrale svedese avrà un ruolo primario.

"Il recente forte calo nell'uso del denaro fisico in Svezia ha reso più difficile l'uso del denaro in alcune aree della società svedese", ha osservato il portavoce della banca centrale svedese, "la Riksbank vede potenziali problemi nell'emarginazione di liquidità e ha quindi avviato un progetto pilota per sviluppare una proposta di soluzione tecnica, per una valuta digitale emessa direttamente da una banca centrale, la e-krona".

Nel documento che spiega il progetto, la banca nota che, "non esiste denaro digitale statale disponibile al pubblico" e che "i metodi di pagamento digitali disponibili, sono resi disponibili solo da agenti del mercato privato".

Il test, che verrà eseguito con il supporto di Accenture, utilizzerà la tecnologia blockchain , il database di distribuzione su cui si basano bitcoin e la miriade di valute digitali. A differenza del bitcoin e simili, la gestione di e-krona sarà solo della banca centrale che sarà responsabile dell'emissione della valuta (nel sistema bitcoin, le monete vengono emesse per premiare i partecipanti al sistema, che convalidano le transazioni realizzate in un modello decentralizzato).

La Riksbank ha dichiarato che per ora si tratta solo di un progetto sulla carta, che non esiste un piano per emettere veri e-kronas e che gli utilizzatori della tecnologia blockchain saranno limitati: “Al momento non esiste alcuna decisione di emettere un e-krona e su come e-krona potrà essere concepita o quale tecnologia verrà utilizzata ”.

L'Italia si sta avvicinando alla crisi?

Lo scoppio del problema Coronavirus rappresenta una sfida enorme non solo per il sistema sanitario italiano, ma anche per la politica e l'economia del paese


L'Italia è il primo paese europeo ad avere un'epidemia di Coronavirus. Finora, 880 persone sono state infettate e 21 sono decedute. Il focolaio è nel nord Italia, da lì, la malattia infettiva si è diffusa in altre regioni del paese.  Anche un governo forte potrebbe sopraffare in uno scenario così orribile. L'attuale coalizione guidata da Giuseppe Conte è debole e controversa, il movimento dei Cinque Stelle e il Partito Democratico, in agosto avevano unito le loro forze per mantenere il leader della Lega Matteo Salvini, fuori dal potere. Due partiti che non hanno molto in comune e che non sono riusciti a far decollare il paese, facendolo uscire da un preoccupante stallo economico.

Il paese è stato politicamente paralizzato negli ultimi mesi. I partner della coalizione hanno trovato difficoltà nell'accordarsi, su molte delle decisioni importanti e le lotte interne al potere politico si sono quasi sempre sviluppare nelle piazze o sui social media. L'ex primo ministro Matteo Renzi, legato alla maggioranza con il suo partito Italia Viva, è diventato l'ago della bilancia di un'instabile maggioranza. Più volte ha velatamente minacciato di abbandonare il carro, cosa che avrebbe portato alla fine del governo.

Tutto questo fino all'apparizione del virus corona e come al solito in Italia in casi di emergenza eccezionali, i ranghi delle truppe si sono chiusi, i battibecchi sono cessati, tutti hanno dato sostegno a Conte nella lotta contro l'epidemia da Coronavirus. Anche politici dell'opposizione come Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno dato a Conte il loro sostegno, pur con velate critiche. Non è senza ironia che il secondo gabinetto Conte, per la prima volta da quando è entrato in carica, sembra essere all'altezza del compito. Dopo che i primi decessi si sono registrati la scorsa settimana, ha subito approvato un decreto con misure drastiche. I primi comuni colpiti in Lombardia e Veneto messi in quarantena, bloccati dalle forze di polizia e da oggi dall'Esercito. Scuole, università, musei chiusi, fiere e altri eventi importanti cancellati. 

In situazioni così estreme, è facile criticare le azioni delle autorità, soprattutto qui in Italia, dove molte cose non vanno come dovrebbero, le critiche alle autorità fanno parte dello sport nazionale. Mentre alcuni accusano lo stato, le autorità regionali, di aver reagito troppo tardi o di fare troppo poco, altri parlano di azioni eccessive, perché "le gite scolastiche sono state annullate", anche nelle regioni non interessate. Visto però in modo oggettivo, Conte, i ministri responsabili e i governatori delle regioni colpite, hanno reagito in modo sorprendentemente rapido e deciso.

Solo nei primi giorni di crisi, un conflitto di poteri tra il governo a Roma e i presidenti regionali del nord, ha causato polemiche, subito rientrate e raggiunto un accordo su come agire insieme, da allora la cooperazione tra le autorità sembra funzionare a tutti i livelli e oltre i confini dei partiti.

Negli ultimi giorni sono stati condotti test antivirali su migliaia di persone attorno ai due focolai conosciuti. In Europa la situazione non è diversa e questo non colpa dei "caotici e incapaci italiani", il virus scoppiato in Cina si sta ora diffondendo in Europa, perchè difficilmente una malattia infettiva può essere fermata nelle società aperte, anche con adeguate misure precauzionali. I virus si muovono liberamente in un mondo globalizzato.

L'Italia mantiene stretti legami economici con la Cina ed è sede di una grande comunità cinese con oltre 300.000 membri censiti. Il numero di visitatori dal Medio Oriente è salito alle stelle negli ultimi anni. Per questi motivi, il governo di Roma aveva cancellato i voli da e per la Cina, già dalla fine di gennaio. Pur sembrando una misura cautelativa corretta, oggi sappiamo che la misura ha avuto un effetto negativo. Poiché la maggior parte dei paesi europei ha continuato i voli, i viaggiatori dalla Cina potevano entrare in Italia, facendo scalo nei diversi stati in cui non esistevano limitazioni. E mentre gli arrivi dalla Cina potevano essere facilmente controllati ed esaminati, le provenienze da altri aeroporti internazionali su Milano e Roma continuava senza precauzioni.

È ancora impossibile stimare le conseguenze dell'epidemia e quantificare il danno. Il numero di infetti e vittime potrebbe sicuramente aumentare in modo significativo nelle prossime settimane. Allo stesso tempo, l'Italia è minacciata dalla turbolenza economica. Le aree più colpite nel nord sono il cuore produttivo del paese. Un grande numero di aziende potrebbero chiudere e decine di migliaia di lavoratori potrebbero perdere il lavoro. L'industria del turismo sta già vivendo drammatiche cadute in tutto il paese. L'Italia, che non si è ancora completamente ripresa dalla crisi finanziaria globale, potrebbe rischiare di precipitare nella recessione.

Conte sta cercando soprattutto di calmare la gente e prevenire il panico, così come i governatori delle regioni colpite nel nord stanno cercando di fermare l'allarmismo. L'unica voce fuori dal coro in questo fronte nazionale unito, è Matteo Salvini. Il capo della Lega ha bombardato l'odiato ex alleato Conte con messaggi video, sperando di beneficiare dell'incertezza generale. Proprio all'inizio dell'epidemia di Corona in Cina, Salvini aveva fatto la richiesta (impraticabile) che l'Italia chiudesse i suoi confini. Ora con lo svilupparsi dell'epidemia, rende il capo del governo personalmente responsabile delle infezioni nel paese e chiede le sue dimissioni.

L'ex ministro degli interni 46enne dimostra così poca propensione verso un'unione di stato. I suoi fan più agguerriti potranno anche apprezzare una condotta più mordente, tuttavia, se Salvini vuole davvero governare il paese, ha bisogno dell'approvazione sia dei circoli di destra più moderati che dei circoli del centro politico e questo dovrebbe verosimilmente, scoraggiare alcune uscite mediatiche, vista la situazione di emergenza.

Le conseguenze politiche a lungo termine della crisi Coronavirus, sono attualmente difficili da valutare, molto dipenderà da ulteriori sviluppi. Se il virus arrivasse a causare un'emergenza medica ed economica, il fronte unito si sbriciolerebbe rapidamente e il governo difficilmente potrebbe sopravvivere.

 

A più lungo termine, un esito più o meno infruttuoso della crisi difficilmente stabilizzerebbe la politica italiana. Una volta risolto il problema, la vecchia guerra di trincea potrebbe ricominciare. La paura di nuove elezioni potrebbe tenere insieme la coalizione Conte, ma per quanto tempo? È probabile che la paralisi politica continui in entrambi i modi. Tutto questo diventa devastante per un paese che sta perdendo il contatto con il resto dell'Europa e non ha riforme strutturali di vasta portata, che lo possano far risale i gradini di quella graduatoria, che dovrebbe vederlo nei primi posti.

La Banca centrale europea ammette che il coronavirus è "fonte di preoccupazione"

Christine Lagarde avverte dell'incertezza sull'impatto economico dell'espansione del virus


La Banca centrale europea (BCE) ha ammesso che il coronavirus è "fonte di preoccupazione". La sua presidente Christine Lagarde ha affermato durante un dibattito, che esiste "incertezza" sull'impatto che potrebbe avere sia sull'economia cinese, sia su quella del resto del mondo. Tuttavia, ha sottolineato che, "quando questo tipo di pandemie vengono circoscritte e contenute, l'economia recupera". "Dobbiamo essere attenti, attenti e pazienti", ha concluso. Pertanto, ha scelto di monitorare attentamente l'evoluzione e la diffusione di questo virus.

Manovra fiscale 2020; il governo aumenta le tasse, la Lombardia invece migliora la qualità della vita

Nuovo passo avanti in Lombardia con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei lombardi, grandi investimenti per sanità, trasporti e per chi vive in difficoltà economiche. 


Approvato dal Consiglio regionale il Bilancio di Previsione 2020-2022, la Legge di Stabilità e il Collegato che contiene le norme per gestire la programmazione e la contabilità regionale. “Tra gli elementi che lo caratterizzano – ha commentato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – la cancellazione del superticket sanitario, la diminuzione del carico fiscale su cittadini e imprese, l’incremento delle risorse per la sanità, nel 2020 pari a 19.867,3 milioni di euro. Tutti segnali di grande attenzione per i cittadini ai quali vogliamo continuare ad offrire risposte concrete, rapide e in grado di soddisfare le esigenze che ci manifestano. Non si tratta di un punto di arrivo ma della prosecuzione di un percorso che ha un solo obiettivo, quello di migliorare, a tutti i livelli, la qualità della vita dei lombardi”.

In materia di Salute e sociale, inoltre il bilancio prevede ulteriori 200 milioni in più per il programma pluriennale di ristrutturazione di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico, il contributo di solidarietà regionale per il fabbisogno abitativo destinato ai nuclei familiari in condizioni di indigenza o di temporanea difficoltà economica (23,5 milioni per ciascun anno del triennio) oltre alle misure premiali sui canoni di locazione – con l’obiettivo di azzerarli – per gli inquilini ultrasettantenni delle ALER e ERP in regola con i pagamenti (12,7 milioni nel biennio 2020-2021).

“Pur dovendo rispettare i vincoli statali che impongono un taglio di 147 milioni di euro quale concorso della Lombardia al mantenimento degli equilibri di finanza pubblica – ha commentato l’assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini – garantiamo investimenti aggiuntivi per 159 milioni nel 2020 e 181 annui nel 2021 e 2022″.

“Grazie all’innovativo accordo con il Governo – ha detto ancora – abbiamo garantito l’incremento delle risorse per la sanità che nel 2020 saranno pari a 19.867,3 milioni di euro con ulteriori 200 milioni in più per il programma pluriennale di ristrutturazione di edilizia sanitaria e ammodernamento tecnologico”.

“Anche per quest’anno  – ha proseguito – abbiamo garantito la salvaguardia integrale delle risorse per le politiche sociali e un rifinanziamento pluriennale per le funzioni in materia di assistenza degli alunni con disabilità. Quindi sono assicurati i servizi e gli interventi sociali a favore dei minori, anziani e fragilità erogati attraverso il fondo sociale regionale (54 milioni per ciascun anno del triennio); gli interventi per iniziative sperimentali a favore delle famiglie (circa 11 milioni per ciascun anno del triennio); i servizi prima infanzia e nidi gratis (oltre 35 milioni anno); l’inclusione scolastica dei disabili sensoriali (12 milioni annui); le azioni a favore dei disabili, degli non autosufficienti o delle famiglie (10 milioni annui); i parchi gioco inclusivi (7 milioni 2020-2021); gli interventi a favore dell’assistenza svolta dagli assistenti familiari agli anziani (1,5 milioni annui)”.

Confermato il buono scuola (previsti 24 milioni per ciascun anno del triennio), il sostegno al reddito della dote scuola (previsti 2,6 milioni in ciascun anno del triennio) e per gli assegni di studio a studenti meritevoli (2 milioni per ciascun anno del triennio), i percorsi triennali d'Istruzione e Formazione Professionale (102 milioni per ciascun anno) e le scuole dell’infanzia (previsti 9 milioni per ciascun anno del triennio). Inoltre, seppur confermando il finanziamento al diritto allo Studio Universitario con 36 milioni in ciascun anno del triennio le risorse non sono comunque sufficienti a garantire la copertura dell’ingente flusso di studenti da fuori regione a cui viene garantito il diritto ma per cui lo Stato non corrisponde alcuna risorsa.

La Regione si fa anche carico dei trasferimenti ai Comuni per servizi di integrazione scolastica alunni disabili (10,5 milioni per ciascun anno del triennio) e del cofinanziamento per i centri per l’impiego (4 milioni annui) per cui si procederà all’assunzione di oltre 1.378 profili a tempo indeterminato entro il 2021, la maggior parte sarà assegnato alle provincie per un impegno di 111 milioni per formazione e sistemi informativi.

Per quanto concerne il carico fiscale, Caparini considera di grande rilevanza oltre all’eliminazione del superticket anche l’esenzione IRAP per le imprese nei centri storici e per le nuove aziende che iniziano la loro attività nelle aree urbane rigenerate e i due mesi di sconto l’anno per i lombardi che sceglieranno la domiciliazione bancaria per il pagamento del bollo. Confermate l’esenzione IRPEF e proroga degli ecoincentivi per i veicoli ecologici e contributo alla rottamazione.

Capitolo a parte per i trasporti e la mobilità. La Regione ha investito 1,6 miliardi di euro per il rinnovo del materiale rotabile ferroviario (112,4 milioni nel 2020, 80,7 milioni nel 2021, 112,4 milioni nel 2022) che consentirà di avere 176 nuovi treni operanti entro il 2024.

Inoltre, sono state destinate risorse per la realizzazione metrotranvie (3,5 milioni nel 2020, 19 milioni nel 2020 e 2,9 milioni nel 2022), interventi per la mobilità ciclistica (0,2 milioni nel 2020, 5,9 milioni nel 2021, 5 milioni nel 2022) e interventi per il miglioramento della viabilità (27,4 milioni nel 2020, 30,3 milioni nel 2021 e 21,2 milioni nel 2022).

“Il fondo nazionale per il trasporto locale – ha sottolineato l’assessore Caparini – non è sufficiente a coprire le necessità di tutta la regione al punto che la Lombardia aggiunge oltre 400 milioni di risorse proprio per garantire i servizi. Al fondo così costituito (un terzo Regione Lombardia, due terzi lo Stato) le agenzie del TPL accedono con una percentuale definita dopo una lunga trattativa e mancano almeno 100 milioni di euro che equivalgono a 300 milioni a livello nazionale. Il Governo è ancora in tempo per porvi rimedio”.

Per quanto riguarda lo sviluppo economico e la competitività nel triennio sono previsti 54,7 milioni di euro per progetti di riqualificazione urbana e il sostegno nel settore del commercio. Per le iniziative e i programmi di ricerca e innovazione previsti oltre 30 milioni nel triennio. Sono state confermate tutte le misure a favore delle imprese che in questi anni hanno riscosso un notevole successo.

In agricoltura saranno finanziati progetti di ricerca e innovazione per 9 milioni ed erogati contributi alle imprese per facilitare l’accesso al credito per 6 milioni di euro sempre nel triennio.

Per promuovere Lombardia regione Olimpica 2026 per la promozione del nostro sistema turistico sono previsti 19,4 milioni nonché risorse per interventi in capitale per circa 7,2 milioni nel triennio. Ad essi si aggiungono 25 milioni per la ristrutturazione e l’ampliamento degli impianti sportivi, strutture alpinistiche e rifugi e 19 milioni per favorire la diffusione della pratica sportiva per tutti, con misure come lo Skipass gratuito per i minori. Inoltre, è di questi giorni in manovra statale del finanziamento per un miliardo delle infrastrutture viarie necessarie per le Olimpiadi.

Nel quadro dell’attrattività internazionale della nostra regione sono stati finanziati numerosi interventi per la valorizzazione del patrimonio, dello spettacolo, di attività e servizi culturali (81 milioni nel triennio).

Nonostante il differimento al 2020 deciso dal governo centrale del fondo per gli investimenti degli Enti territoriali, istituito su richiesta della Lombardia a vantaggio di tutte le regioni, continua l’ impegno della Regione per lo sviluppo delle valli prealpine (11,7 milioni nel triennio); previsti in bilancio interventi speciali a favore della montagna (10 milioni per ciascun anno del triennio), la tutela delle aree protette, parchi naturali protezione naturalistica e forestazione (50 milioni nel triennio),  risorse per la tutela della qualità dell’aria e Piano Regionale Inquinamento Atmosferico (7 milioni nel triennio). Assicurati gli interventi di efficientamento energetico (24 milioni nel triennio) e le risorse in materia di difesa del suolo e tutela delle acque pubbliche (110,5 milioni nel triennio)

 

 

FONTE: Lnonline

Plastic tax, una tassa nazionale che mette a rischio le imprese lombarde

Anche Regione Lombardia valuta con preoccupazione la decisione del Governo di inserire una tassa sulla plastica monouso, la cosiddetta ‘Plastic Tax’.


"È l’esempio dell’approccio ideologico e inadeguato di questo Governo alla soluzione dei problemi più difficili che colpiscono i nostri territori”, così l’assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, durante un'intervista che vedeva in primo piano la decisione del Governo di mettere una tassa sulla plastica monouso.

No al raddoppio del costo della plastica, in pericolo migliaia di posti di lavoro

“Si rincorre una finta propensione all’ambiente e all’economia circolare e lo si fa con uno strumento che otterrà l’effetto opposto. La plastic tax, cioè la tassa di 1 euro al kg sulla plastica riciclata, in cui il polimero più caro costa 94 centesimi" – prosegue Cattaneo – "significa raddoppiare il costo di questa plastica e per i polimeri meno cari triplicarlo, quadruplicarlo, decuplicarlo. Tutto questo avrà l’effetto di mettere fuori dal mercato le nostre imprese, farà perdere migliaia di posti di lavoro e non favorirà il percorso di transizione verso l’economia circolare che invece in Italia e, in particolare in Lombardia, sta funzionando molto bene”.

Con la plastic tax le nostre aziende potrebbero finire fuori dal mercato

“Abbiamo già avuto i primi riscontri concreti da parte di imprese lombarde che operano nella produzione e recupero della plastica. Non potranno più essere in condizioni di operare se procederà questa iniziativa del Governo. Questa non è la strada giusta. Invece di tassare chi lavora bisogna sostenere il riciclo. Si deve favorire una norma sull”End of Waste’ più adeguata e insistere perché si sviluppino le plastiche più compatibili con l’ambiente. La sostenibilità e la custodia dell’ambiente sono gli obiettivi del millennio. Con politiche mirate e attraverso l’impegno di ciascuno dovremo invertire la rotta anche per quanto riguarda la produzione dei rifiuti e intervenire in maniera decisa per cercare di recuperare tutte le materia che possono essere riciclate ed essere immesse nuovamente nel ciclo produttivo”.

La plastica è “uno dei nemici più duri da sconfiggere perché ha costi alti ed è difficile da smaltire: in Lombardia la raccolta è aumentata del 33%. Bene ha fatto l’Onu a ricordare questa criticità che investe tutto il pianeta e non solo la nostra Regione”. In Lombardia vengono raccolte in modo differenziato 186.500 tonnellate di plastica, i comuni che hanno attivato la raccolta differenziata sono 1351 pari all’ 88% del totale. La plastica rappresenta l’8% in peso del totale delle frazioni raccolte in modo differenziato. La raccolta differenziata pro capite della plastica è aumentata negli ultimi anni passando da meno del 15 kg abitante anno nel 2008 a quasi 20 kg abitante anno nel 2016 (+33%).

La raccolta differenziata cresce in tutta la Lombardia fino a raggiungere in provincia di Mantova l’81,8%; ben 7 altre province superano il 60% (e la percentuale media regionale), con Cremona e Varese che si attestano al 68,4% e al 67,4% rispettivamente. Seguono Como, con il 58,7% e Milano con il 57,6%, e chiudono Sondrio (46,6%), che negli ultimi anni si mantiene pressoché invariata, e Pavia (44,5%) che nonostante notevoli incrementi registrati recentemente (+10,8% nel 2012, +7,4% nel 2014 e +11,5% nel 2016) deve ancora colmare un notevole gap rispetto alle altre province (nel 2011 era appena al 30% di percentuale di raccolta differenziata). Incrementi maggiori per Pavia, che registra addirittura un +11,5%, passando dal 39,9% al 44,5%, seguita da Brescia, con un incremento di +8,2% (dal 57,5% al 62,2%) e Lodi, con il +7,4% (dal 58,9% al 63,2%). Incrementi in linea con quello regionale, nell’ordine del +3%, per le province di Cremona, Bergamo, Mantova, Como e Varese, e di circa il +1,5% per Milano. In diminuzione invece le province di Monza, Sondrio e Lecco, con -1,1%, -0,8% e -0,6% rispettivamente. L’obiettivo fissato entro il 2020 è il raggiungimento del 67% in tutti i territori. In Lombardia vengono prodotti 4.8 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e 12.6 milioni di tonnellate di rifiuti speciali. Dalle elaborazioni effettuate a livello comunale si segnala che nell’anno 2016 i Comuni che hanno superato la percentuale di raccolta differenziata regionale (60,8%) sono stati complessivamente 839 su 1.527, pari al 54,9%.

Doveroso ricordare che il Consiglio regionale della Lombardia è la prima amministrazione pubblica italiana ad aderire formalmente alla campagna “#IoSonoAMBIENTE” promossa dal Ministero dell’Ambiente e ad attivare così misure concrete per la riduzione del consumo di materia plastica.

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C