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updated 10:26 AM UTC, Jul 3, 2020

Coronavirus, Salvini: "Chieste a Conte misure drastiche subito, ma la risposta è stata no. Si sottovaluta l'emergenza sanitaria". Poi attacca l'Ue: "Ancora una volta lontana dagli italiani"

Incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio e i leader dell'opposizione. Le parole di Matteo Salvini (il più deluso), Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Resta anche il nodo del commissario straordinario per l'emergenza covid-19


Risultato immagini per salvini meloni tajani

SALVINI - "Esco preoccupato, abbiamo portato le voci di chi chiede misure drastiche subito, di chiudere tutto subito per ripartire sani. Ma la risposta è stata no, quindi totale incertezza". Così , Matteo Salvini uscendo da Palazzo Chigi, dopo l'incontro dei leader dell'opposizione con il premier Giuseppe Conte. "Sull'emergenza sanitaria, mi sembra che qualcuno non abbia chiaro che cosa sta succedendo nella metà degli ospedali italiani. Altre regioni non hanno numeri e strumenti del sistema sanitario lombardo. Qualcuno - aggiunge il leader della Lega - sta sottovalutando l'emergenza sanitaria. Sullo sfondo di tutto c'è il silenzio dell'Ue che dimostra ancora una volta la sua lontananza dagli italiani". 

MELONI - "Al governo abbiamo chiesto chiusura di tutte le attività per 2 settimane. Richiesta al momento non accettata, speriamo non serva in futuro. Abbiamo ribadito anche che il governo deve fare tutto il necessario per garantire salute di tutti e tutelare ogni attività e posto di lavoro", le parole di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "Pensiamo serva un commissario straordinario, una figura forte che possa occuparsi di tutta l'emergenza, che abbia anche poteri ordinamentali", le parole di Meloni. "Il presidente del Consiglio - sottolinea- ha aperto ad una nomina di un commissario, ma nulla di più".

TAJANI - "Serve un commissario straordinario per dare una comunicazione univoca, che possa coordinare tutti gli eventi. dal governo è arrivata un’apertura" sulla richiesta del centrodestra di un supercommissario per l’emergenza covid 19, le parole di Antonio Tajani, vicepresidente di Fi dopo l’incontro a palazzo Chigi. "Ci auguriamo che il governo decida in tempi rapidi per fare una zona rossa in tutta Italia. Non abbiamo avuto una risposta positiva ma non è escluso questo possa essere fatto più avanti. Bisogna fare presto, prima che sia troppo tardi", afferma. "La situazione -ha avvertito- è preoccupante è va affrontata in maniera proporzionale a rischio".

Sondaggio Swg, i sovranisti mettono pressione al governo: Salvini continua a volare e sale ancora la Meloni. Per la maggioranza Pd sotto il 20%, M5S stabile, frena Italia viva di Renzi (VIDEO)

Nel centrodestra avanzano Lega e Fratelli d'Italia. Piccolo aumento per Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Male il centrosinistra con le flessioni sia di Pd sia di Italia Viva. Lo rileva il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. La Lega rispetto ad una settimana fa guadagna lo 0,9 per cento, arrivando al 33,2 dal 32,3. Il Pd invece perde lo 0,6, scendendo al 19,4 dal 20, mentre M5S si attesta al 18,6, più 0,1 in confronto a sette giorni fa. Il partito di Giorgia Meloni è al 7,6 e guadagna lo 0,5. Perde invece Italia Viva, dal 5,6 al 5,3, mentre Forza Italia, dal 5 passa al 5,1. Stazionario "Cambiamo" di Giovanni Toti all'1,6; meno 0,2 per Sinistra italiana-Articolo 1, dal 3,3 al 3,1. In calo anche i Verdi, che scendono all'1,9 dal 2,3, mentre +Europa passa dall'1,8 all'1,9

Alto Adige, Rampelli (Fratelli d'Italia) durissimo: "Disegno di pulizia etnica e linguistica degli austriaci"

E' scontro dopo la decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare l’espressione "altoatesino" e "Alto Adige" dalla legge relativa alle "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea". Il vicepresidente della Camera, esponente del partito di Giorgia Meloni, all'attacco con post su Facebook: "Sono dei prepotenti, Evidentemente siamo stati troppo generosi. Ora basta, la misura è colma". Ecco cosa può succedere


Consapevolmente Alto Adige

"Gli austriaci perseguono ancora il disegno della pulizia etnica e linguistica. Ora basta. L'Italia non può più accettare le prepotenze dei tedeschi dell'Alto Adige. La misura è colma". Lo scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli sulla sua bacheca Facebook.

"L'elevatissimo tenore sociale raggiunto dai sedicenti sudtirolesi - sottolinea l'esponente FdI - è dovuto ai finanziamenti dello Stato, cioè ai soldi versati da tutti i cittadini italiani e trasferiti in abbondanza a Bolzano e nella sua provincia, al turismo, italiano per il 90% del totale, al consumo di prodotti locali distribuiti nel mercato italiano, alla costosa tutela della salute gentilmente pagata dall'Italia, esattamente come le forze dell'ordine, la forestale, le forze armate, gli uffici postali, le infrastrutture. Inutile ricordare assurde decisioni subite supinamente dai governi centrali che prevedono che un cittadino italiano che si trasferisce a Bolzano non abbia diritto di voto o le norme che di fatto escludono gli imprenditori italiani dalle agevolazioni o la guerra frontale alla lingua italiana con tanto di rimozione di cartelli bilingue sui percorsi montani".

"Se vogliono mettere in discussione l'esito del primo conflitto mondiale tirassero fuori le palle e ci dichiarassero guerra. Il nostro percorso d'integrazione è stato lungo, comprensivo e molto remunerativo per loro. Ma evidentemente siamo stati troppo generosi... Che s'inizi a rivedere lo Statuto della provincia autonoma di Bolzano. Noi non siamo degli idioti al loro servizio, né una mucca da mungere per satollare le loro viscere. Sappiamo essere cortesi e disponibili, ma anche cinici e spregiudicati, se ci fanno imbestialire", conclude Rampelli. 

(Fonte: Agi)

Salvini ha un problema che si chiama Berlusconi. In Sardegna Forza Italia va bene e l'Udc sorprende: così il centrodestra frena le ambizioni del "Capitano"

Il leader leghista, giustamente, canta vittoria dopo aver conquistato un'altra regione grazie a un uomo suo. Ma, fermandosi sotto il 12%, non fa il pieno e gli alleati "storici", che insieme ottengono un bel risultato, lo costringono a fare i conti con la tradizionale idea di coalizione moderata. Lui giura che non tornerà mai indietro e si tiene stretti i compagni di governo grillini, ma intanto il Cav gongola: "Senza di noi non va da nessuna parte"


Ho ragione io, il centrodestra è la maggioranza naturale del Paese e Forza Italia resta una sua componente essenziale... Ogni giorno dico a Salvini di staccare la spina a questo governo, ora che i Cinque stelle vengono sempre più abbandonati dagli italiani, è arrivato il momento di farlo...Dopo la vittoria in Abruzzo, Silvio Berlusconi considera il bis in Sardegna un risultato positivo, soprattutto per la sua creatura politica lanciata nel '94 e la sua leadership. Il crollo dei Cinque stelle e la Lega che non sfonda, secondo il Cav, gli consentono di restare in carreggiata e di marcare stretto Matteo Salvini. E nello stesso tempo, sono due fattori che rappresentano un segnale molto incoraggiante per le europee. Della serie: Matteo non può fare a meno di noi, i voti di Fi restano determinanti. "Senza Fi e il centrodestra la Lega non va da nessuna parte", esultano gli azzurri.

Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari, lo dice chiaramente: ''Il voto in Sardegna offre innanzitutto un dato preciso e chiarissimo: alla maggioranza parlamentare non corrisponde più la maggioranza elettorale. Nella coalizione di centrodestra nessuna forza politica è autosufficiente...''. Prima di mandare un lunga nota a fine giornata, dove definirà il ''centrodestra maggioranza naturale degli italiani'', parlerà del ''declino irreversibile dei Cinque stelle'' e di un ''centrosinistra in crisi'' senza mai citare direttamente Salvini, il leader azzurro si congratula con tutti i vertici forzisti nell'isola, a cominciare dal coordinatore regionale Ugo Cappellacci.

Berlusconi cita anche l'importanza delle liste apparentate (civiche e non), in primis quelle centriste, che ancora una volta hanno portato voti alla causa e che, sommate, di fatto, permettono a Fi di raggiungere quota 16%, come fa notare Cappellacci che scrive: "Se consideriamo anche il contributo delle liste collegate e riconducibili al nostro movimento a livello nazionale, i voti del popolo di Fi nel complesso arrivano al 16%". Nel dettaglio, all'8% circa portato in dote da Forza Italia vanno aggiunti il 4% di 'Sardegna 2020' del senatore azzurro Emilio Floris e il 4% dell'Udc. Numeri, spiegano fonti forziste, che ''fanno ben sperare per le europee e le prossime politiche''.

 

Fonte: (Adnkronos)

 

Ecco Lombardia Ideale, il movimento salviniano del territorio che apre le porte ai non leghisti. Tutte le nostre interviste (VIDEO)

(VIDEO) - Un'iniziativa per valorizzare ciò che già c'è e favorire qualcosa che ci sarà domani, un progetto pragmatico ma ambizioso, anche se lo stesso Attilio Fontana, il governatore lombardo attorno alla cui figura è sorto, per spiegarlo utilizza lo stile sobrio che lo caratterizza. "Oggi non nasce un nuovo movimento - ha spiegato durante la presentazione a Palazzo Pirelli -, Lombardia Ideale è piuttosto l'evoluzione della Lista Fontana, fatta da tanta gente che, dopo le elezioni, pur non riconoscendosi nei partiti tradizionali, ha manifestato la volontà di proseguire quel percorso politico amministrativo. Gente che condivide i valori di fondo della Lega e di Salvini che sono anche quelli che stiamo portando avanti in Regione". I temi sono molto concreti e tipicamente lombardi: "Vicinanza al mondo imprenditoriale, sostegno all'innovazione, rilancio della ricerca e della formazione continua, ma anche realizzazione delle infrastrutture necessarie al nostro territorio", ha detto Fontana per poi ricordare l'importante partita dell'Autonomia, "della Regione dallo Stato, ma anche delle Province e dei Comuni che devono poter avere le risorse necessarie per promuovere lo sviluppo dei territori".

Le nostre interviste al presidente Attilio Fontana, Giacomo Cosentino, Paolo Grimoldi e Roberto Anelli

L'ultima partita di Berlusconi: "Mi candido alle Europee, per senso di responsabilità". I tormenti di Forza Italia e le manovre di Toti: il centrodestra esisterà ancora?

"Alla bella età che ho, ho deciso per senso di responsabilità di andare in Europa dove manca il pensiero profondo del mondo". Lo ha detto Silvio Berlusconi a Quartu, prima tappa del suo tour elettorale in Sardegna, annunciando la sua candidatura alle Europee del 26 maggio. "C'è bisogno di cambiare questo governo - ha aggiunto-, dove una parte è rappresentata dal Movimento Cinquestelle guidato da persone con nessuna esperienza e nessuna competenza. Sono come quei signori della sinistra comunista del '94. In più hanno questo grande difetto"


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Silvio Berlusconi si candiderà alle Europee per ''senso di responsabilità''. Ad annunciarlo è stato lo stesso leader di Forza Italia, in Sardegna per le suppletive della Camera. "Ho deciso di presentarmi alle Europee per portare la mia voce in un'Europa che va cambiata".

Berlusconi ha motivato così la sua decisione, spiegando si tratta di una nuova discesa in campo dopo quelle del '94 ''per fermare i comunisti''. Per il Cav ''bisogna cambiare questo governo: nel Movimento 5 Stelle ci sono persone che non hanno esperienza, non hanno competenze. Sono come quei signori della sinistra comunista nel '94, non vedo nessuno a cui poter dare la fiducia...".

TOTI - Intanto, in vista delle Europee, Giovanni Toti ha riunito mercoledì sera i suoi per parlare del futuro di Forza Italia. Il governatore ligure, a quanto apprende l'AdnKronos, avrebbe cenato in un ristorante del centro di Roma vicino a Piazza del Popolo, con una ventina di persone.

Menu della serata le strategie politiche: nel mirino di Toti e dei suoi commensali la linea politica azzurra, troppo appiattita sul filo-europeismo caro ad Antonio Tajani e sconfessata pure da Jean Claude Juncker, senza contare la frattura sempre più netta con la Lega per un modello di opposizione che accomuna Forza Italia al Pd e che, alla fine, senza un vero rinnovamento, rischia di portare Matteo Salvini a non considerare più Forza Italia un interlocutore possibile.

MELONI - Per Toti la casa dei sovranisti lanciata da Giorgia Meloni potrebbe essere un'idea per uscire dallo stallo, ma linea di destra spinta di Fdi convince poco ed escluderebbe una parte importante dell'elettorato moderato. Il governatore, comunque, non si ferma: la prossima settimana vedrà il presidente della Sicilia Nello Musumeci, per discutere del futuro della coalizione e della gamba non leghista dell'alleanza. Il colloquio tra i due ci sarà giovedì, in occasione di un vertice tra le due Regioni, a Roma.

 

(Fonti: Ansa, Adnkronos)

Benvenuti nel "club" europeo per i populisti

Populisti d'Europa, unitevi - nella periferia di Bruxelles!


Questo è quello che una coppia improbabile, formata da un avvocato belga e l'ex capo stratega di Donald Trump, spera che possa accadere con "The Movement", il primo "club" per gli euroscettici e i populisti, d'Europa. 

"Stiamo costruendo un club che riunirà tutti gli euroscettici, formato da persone che avranno l'obbligo di aiutarsi... come fratelli d'armi", ha detto Mischaël Modrikamen in un'intervista nel salotto della sua casa nel quartiere residenziale di Watermael-Boitsfort, nel a sud della capitale belga. "E se un fratello in armi ha bisogno di aiuto, il club sarà lì per dare una mano."

Modrikamen ha lanciato il Partito Populista di estrema destra in Belgio nel 2009 e ha fondato The Movement nel 2016. Pochi lo avevano notato, almeno fino al 2018, quando ha unito le forze con l'ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, per trasformare il Movimento in una fondazione per sostenere gruppi di destra e anti-establishment in tutta Europa e fungere da fonte centrale dei sondaggi, consigli per la messaggistica, targeting dei dati e ricerca, mantenendo la gestione dei famigerati "think tank", letteralmente, "serbatoi di pensiero" del movimento.

Bannon e Modrikamen hanno affermato in diverse interviste che il successo dei partiti populisti in Italia, in Austria e l'attesa ondata di estrema destra nelle elezioni del Parlamento europeo del prossimo anno, sono stati gli spunti che hanno più incoraggiato a formazione di questo nuovo club. "Ci sono differenze tra noi e queste differenze saranno forse più forti in un futuro, comunque sempre un potenziale futuro euroscettico" così l'eurodeputato italiano, ENF, Marco Zanni, in una recente intervista.

Steve Bannon afferma di essere stato invitato dai leader dei principali partiti "anti Europa" a un dialogo più stretto e afferma, "Quando queste persone, hanno iniziato a invitarmi a parlare, ho chiesto loro: - Ehi, quale tema vorresti toccare nel discorso? Cosa ti piacerebbe io dicessi? - E ogni testa mi ha dato la stessa risposta: - Dicci che non siamo soli".

Per ora, il movimento è finanziato principalmente dalle tasche di Bannon e dai donatori europei. Ci sono sette o otto persone a pieno regime che lavorano dalla casa di Modrikamen, a cui si andranno presto ad aggiungere "da tre a quattro persone a tempo pieno" a Bruxelles. 

Una volta che il club avrà un numero sufficiente di membri, Modrikamen ha in programma di organizzare incontri informali e formali nella sua spaziosa casa, utilizzandola per riunioni di dirigenti euroscettici in vista dei vertici UE. Dichiara anche di voler tenere un "summit dei leader euroscettici", che potrebbe aver luogo "a gennaio".

Matteo Salvini, ha dichiarato pubblicamente che si unirà al Movimento, così come ha fatto Giorgia Meloni. Per Bannon l'Italia è e rimarrà ancora per lungo tempo, il "centro dell'universo politico".

Queste alcuni dichiarazioni di alcuni Europarlamentari di destra, a cui è stato chiesto cosa ne pensassero di "THE MOVEMENT"

"Non tutti sono così acuti, sia dentro che fuori dal campo populista. Ci sono differenze tra noi e queste saranno forse più forti in un futuro più euroscettico", ha dichiarato Marco Zanni, eurodeputato ENF. "Ma ci sono differenze in tutti i gruppi, e rendere questo fronte più omogeneo può essere distruttivo per questa Europa". 

Sophie In't Veld, eurodeputata liberale olandese, dichiara che molti politici sono "preoccupati" per come gli euroscettici si stanno organizzando. "I partiti nazionalisti sono piuttosto bravi a lavorare insieme, molto da vicino, [mentre] le forze europeiste sono troppo disperse e ancora troppo divise".

"È una persona interessante, naturalmente, che per ora non abbiamo aggiunto al nostro programma attuale e non vedo alcuna possibilità di incontrarlo a breve termine." , ha detto a Bloomberg all'inizio di quest'anno Jimmie Åkesson, leader dei democratici svedesi di estrema destra in rapida crescita. 

 

Nella ricerca di supporto, Bannon e Modrikamen sono stati in tournée in Europa, dove hanno incontrato anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán. "Stiamo andando a vedere i danesi, poi vedremo i veri finlandesi. Ci sono molte persone che non sono lontane dalle nostre convinzioni, come il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz e anche il leader del Partito Popolare Spagnolo Pablo Casado in Spagna" ha detto Modrikamen in una recente intervista.

In Francia, Bannon ha gli occhi puntati su Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, che ha definito "una figura incredibile, in poco tempo ha raggiunto ha raggiunto la popolarità della zia e raggiunto i consensi del National Rally di Le Pen.

Marion Marechal, la nipote di Marine Le Pen, leader francese del National Rally, è stata scoperta come potenziale sostenitrice di The Movement 

The Movement viene definito un'insurrezione a livello mondiale

Infatti Modrikamen è, non sorprendentemente, un fan di Trump. Il belga, quando Trump è emerso come candidato alla presidenza, ha pubblicato un video su YouTube, rivolgendosi direttamente all'americano, in cui diceva, "Sig. Trump, abbiamo questo in comune; diciamo la verità e chiamiamo le cose con il loro vero nome. Rendi di nuovo grande l'America, sei un esempio per noi in Europa". Dopo l'elezione di Trump, Modrikamen ha chiesto al Brexiteer Nigel Farage, di passare un memo di una pagina all'amministrazione statunitense. "Ho detto loro: c'è stata la Brexit, c'è Trump, l'insurrezione populista è mondiale, THE MOVEMENT sarà in tutto il mondo, dobbiamo organizzarlo in tutto il mondo".

 Bannon e Modrikamen hanno dichiarato che intendono formare un nuovo gruppo populista al Parlamento europeo dopo le elezioni del maggio 2019. Non difendono i paesi che si allontanano dall'UE o abbandonano la valuta dell'euro (almeno non ancora), ma dicono che più potere dovrebbe essere restituito da Bruxelles alle capitali nazionali.

"Tutto qui in Europa è diverso", ha detto Bannon. "Onestamente, il nostro obiettivo non è di andare al governo, ma ottenere almeno il 33% dei voti..., una specie di minoranza in grado di bloccare un potere politico troppo radicato sul "potere" e poco sui "territori".

Bannon ha anche detto di essere concentrato sul trasformare il Movimento in una "infrastruttura di vittoria", con operazioni di sondaggio, analisi dei dati,  assumendo imprese per l'analisi del targeting. "Il Movimento dovrebbe fornire, la capacità tecnica di realizzare "stanze di guerra", in grado di dare delle risposte rapide". Oltre a ciò, Bannon si prefigge di raggiungere, nel breve, l'obiettivo più arduo, quello di unire  "populisti di sinistra e nazionalisti di destra". Durante il  suo viaggio a Roma, ha incontrato Luigi Di Maio, per cercare di entrare a far parte del Movimento M5S. 

"In tutto il mondo, non troverai due politici che hanno lavorato duramente come Salvini e Di Maio, senza soldi, portando le loro parti a queste incredibili vittorie, poi si sono fatti indietro e hanno lasciato che qualcun altro fosse "il ragazzo" (CONTE ndr) a sedersi ai tavoli dei potenti al G7, G20 e nello Studio Ovale con Trump ... Nessuno lo farebbe".

BANNON il futuro di un nuovo populismo anche in Italia?

Fatturazione elettronica, il no di Fratelli d'Italia. Giorgia Meloni: "Il governo la ritiri subito. Non metta i bastoni tra le ruote a chi lavora" (VIDEO)

"Fratelli d’Italia è sceso oggi in piazza al fianco degli artigiani, dei commercianti, dei professionisti, delle partite iva e degli imprenditori che dicono no all’obbligo della fatturazione elettronica". Chiediamo al governo di ritirare l’obbligo da gennaio 2019 tagliando la spesa pubblica e di schierarsi a fianco delle imprese invece di fare di tutto per mettere i bastoni fra le ruote a chi vuole semplicemente lavorare". Queste le parole di Giorgia Meloni dopo la manifestazione del suo partito a Roma per contestare una recenti delle scelte del governo che preoccupano diverse categorie.

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