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updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

"Ministro? Ministra, please". (La) Fedeli bacchetta il giornalista. E lui si scusa...

La titolale del dicastero dell'Istruzione infastidita per il maschile utilizzato da un cronista durante la conferenza stampa che si è tenuta nei giorni scorsi al termine del Cdm che ha approvato i decreti legislativi sulla "Buona scuola". Il professionista rettifica prontamente e procede con la domanda - (VIDEO)


 

''Riesco a dirle di chiamarmi ministra o è complicato?". Così il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli a margine della conferenza stampa tenutasi nei giorni scorsi a Palazzo Chigi al termine del Cdm che ha approvato i decreti legislativi sulla "Buona scuola". La (ci perdoni...) Fedeli sale in cattedra e bacchetta il giornalista Claudio Tucci del Sole24Ore, che le rivolge una domanda sul provvedimento appena varato chiamandola "ministro". Dopo un moto di stizza, l'esponente del governo Gentiloni, chiede "gentilmente" di declinare la femminile la sua carica. Quindi il cronista si scusa e rettifica, prima di procedere col quesito.

Calcetto vs curriculum, Sallusti "assolve" Poletti e bacchetta la Lega indignata: "Meglio un burlone di un onesto cretino"

Il direttore del Giornale commenta nel suo editoriale le polemiche seguite alle dichiarazioni del ministro del Lavoro sul metodo migliore per trovare un'occupazione e boccia la protesta dei parlamentari leghisti: "Non diventino un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno per scimmiottare i Cinque Stelle. Restino politicamente scorretti senza snaturarsi". E sul membro del governo non va comunque leggero: "Piuttosto avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale"


"Quando ieri ho visto gli amici parlamentari della Lega inscenare una vigorosa protesta contro il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per la frase da lui pronunciata sui giovani disoccupati: Meglio giocare a calcetto che inviare curriculum, mi sono cadute le braccia. Sia chiaro: Poletti è stato un pessimo ministro (più delle Coop rosse che del Lavoro) e casomai avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale". 

Alessandro Sallusti, nel suo editoriale sul Giornale, attacca il Carroccio e accusa i lumbard di scimmiottare i Cinque Stelle: "Che a indignarsi per quella frase politicamente scorretta sia il partito, la Lega, che ha fatto e fa del politicamente scorretto la sua ragione sociale è una forzatura incomprensibile". "Se anche la Lega diventa un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno - continua Sallusti - si snatura e perde quell'alone di simpatia che da sempre l'accompagna, almeno in un certa parte dell' opinione pubblica". Un'ultima nota: "Inseguire i grillini sulla strada dell'integralismo moralista non potrà mai essere vincente. Perché è una corsa infinita verso la stupidità", "ecco, meglio un burlone di un onesto cretino". 

Protocollo Antismog, l'accordo delle Regioni del Bacino Padano. Parla il ministro Galletti: "La posizione comune ci rafforza in Europa. La qualità dell'aria è già migliorata"

La nostra intervista al titolare dell'Ambiente del governo Gentiloni al termine del tavolo tecnico a Palazzo Lombardia con il presidente Roberto Maroni e gli assessori competenti di Lombardia (Claudia Terzi), Emilia-Romagna (Paola Gazzolo), Piemonte (Alberto Valmaggia) e Veneto (Gianpaolo Bottacin) - (VIDEO)


Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte, a breve approveranno i piani per combattere l'inquinamento e saranno sempre piu' integrati. "Oggi sono emerse novita' - dice il ministro - la prima e' che entro breve tutte e quattro le regioni avranno approvato il piano aria, perche' i quattro piani, non dico che sono integrati ma parlano tra di loro e sono organizzati". Il ministro dell'ambiente Gian Luca Galletti, lo spiega al termine del tavolo tecnico che si e' riunito questa mattina in Regione Lombardia con il presidente Roberto Maroni, l'assessore all'Ambiente, Claudia Terzi e gli assessori all'Ambiente delle Regioni Emilia-Romagna (Paola Gazzolo), Piemonte, (Alberto Valmaggia) e Veneto (Gianpaolo Bottacin). Tema dei lavori l'attuazione dell'accordo del Bacino Padano e del Protocollo Antismog affrontando le misure di mitigazione proposte dalle Regioni Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. "Oggi sono emerse alcune novita' - dice il ministro - la prima e' che entro breve tutte e quattro le regioni avranno approvato il piano aria, ancora piu' importante, perche' i quattro piani, non dico che sono integrati ma parlano tra di loro e sono organizzati". "L'accordo per il bacino padano - aggiunge - ha dato frutti e vogliamo ampliare ancora di piu' questa esperienza per inserire alcune modifiche che abbiamo condiviso a partire dal tema delle caldaiette e dell'efficienza energetica. L'intenzione e' di arrivare alla firma di questa integrazione entro giugno. Lo vorremmo fare al g7 ambiente di Bologna". "Il percorso e' ancora lungo - sottolinea - perche' nessuno ha la bacchetta magica ma in questi anni la qualita' dell'aria e' migliorata anche nel bacino padano, anche se non dico che tutto va bene. Ma qualche passo si e' fatto e questo ci consente anche di avere una posizione comune, rafforzata a Bruxelles". Quanto alla possibilita' di ulteriori blocchi alla circolazione per ridurre lo smog, Galletti spiega che "la strada e' di continuare gli interventi che abbiamo messo in campo finora. Come il decreto 'caldaiette'. Dobbiamo continuare sulla strada dell'efficienza energetica spingendo ancora sull'ecobonus anche con una campagna informativa. Si stanno facendo sentire anche gli effetti del cambiamento climatico. Gli ultimi due anni sono stati piu' caldi e questo influisce anche sulla concentrazione di polveri sottili". Blocchi al traffico non sono esclusi "ma ogni cosa va condivisa con le Regioni - conclude Galletti - . Ma non servono misure che fanno vedere solo che si fa qualcosa, servono misure serie".

Maroni: "I sindaci non vogliono gli immigrati? Fanno bene. La Lombardia è satura e al ministro dell'Interno ho detto basta"

Il governatore a ilComizio.it dichiara di aver dato a Minniti la disponibilità per individuare insieme un sito sul territorio regionale un sito per allestire un centro di identificazione ed espulsione, ma anche di avergli ribadito la sua contrarietà ad accogliere ulteriori stranieri: "Non sono profughi, sono clandestini, pardon, irregolari...". La nostra intervista - (VIDEO)


"I sindaci che non vogliono altri immigrati fanno bene. Non sono profughi, ma irregolari. Io ho parlato con il ministro dell'Interno e mi sono dato disponibilità a individuare con lui un sito in Lombardia per fare il centro di indentificazione ed espulsione, ma gli ho ribadito anche la mia contrarietà ad accogliere ulteriori immigrati, perché nella nostra regione ne abbiamo già accolti tanti e ormai il territorio è saturo". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti al suo arrivo all'inaugurazione di "Made Expo".

"Visto che in governo ha detto no alla nostra richiesta di 'election day', deciderò insieme al collega Luca Zaia la data per celebrare il referendum sull'autonomiaEntro quest'anno il Lombardo-Veneto voterà per la sua autonomia", ha poi dichiarato Maroni, rispondendo a una domanda in proposito de ilComizio.it. E sul ministro Orlando candidato alla segreteria del Pd, sempre rispondendo a noi, il governatore ha detto "Lo stimo, ma non entro in casa d'altri".

Pd, la scissione non parla milanese. Barberis: "Qui si resta nel partito e personalmente sosterrò ancora Renzi"

I rappresentanti dem di Milano hanno deciso di non abbandonare la maggiore formazione politica del centrosinistra. Il capogruppo a Palazzo Marino ne spiega le ragioni ai microfoni de ilComizio.it: "Chi rimane avrà la possibilità di confrontarsi, di discutere, di differenziarsi, all'interno di una leale battaglia congressuale. In ogni caso cominciamo da subito a parlare un po' più dell'Italia e dei problemi degli italiani e un po' meno delle situazioni interne" - (VIDEO)


MARTINA: "SCISSIONE DOLOROSA E SBAGLIATA" - "Questa scissione è stata dolorosa, sbagliata. Molto sbagliata, per le ragioni del centrosinistra perché più ci si divide, più ci si indebolisce". Così il ministro per le Politiche agricole ed esponente del Pd, Maurizio Martina, ha parlato della scissione interna al suo partito a margine di un evento dedicato alla legalità nel lavoro agricolo a Milano. Martina in particolare ha risposto a chi gli ha chiesto di commentare le parole dell'ex premier Matteo Renzi, secondo il quale la scissione è stata "ideata e prodotta da D'Alema". "Gli elettori non capiscono la scissione, per loro la scelta compiuta da alcuni è incomprensibile o comunque è legata a giudizi sulle leadership, che però non portano con sé un'analisi profonda del progetto". Per Martina, il Congresso "è il modo giusto con cui affrontare questo tema e abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti ma soprattutto dei nostri elettori e dei nostri iscritti".

L'intervista de ilComizio.it a Filippo Barberis, capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Milano

Salvini senza filtri sui Navigli: le primarie del centrodestra, il congresso del Pd, le elezioni e... il Papa

Appuntamento alla Darsena di Milano per parlare del progetto di riapertura dei Navigli, idea tanto cara all'esponente socialista Roberto Biscardini, che ha incontrato il favore della Lega in Regione Lombardia, in particolare per iniziativa del vicepresidente del Consiglio, Fabrizio Cecchetti. Il leader leghista parla a ruota libera sui temi caldi dell'agenda politica. Il tono è decisamente informale e le battute, anche sopra le righe, non mancano, ma le "notizie" sono serie. Per gli utenti ortodossi abbiamo anche l'intervista ufficiale... - (VIDEO)

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