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updated 10:43 AM UTC, Feb 17, 2020

"Patto per Milano", Maroni: "Ecco che cosa possiamo fare subito"

Incontro in Prefettura a Milano tra il governatore lombardo, il sindaco della metropoli, Giuseppe Sala e il ministro della Coesione Sociale, Claudio De Vincenzi. Il presidente leghista: "Sessanta progetti previsti, di cui 21 immediatamente cantierabili, per un importo di circa 5 milardi di euro. La nostra priorità è finire la Pedemontana" - (VIDEO)


"E' stata una riunione molto operativa, come nel nostro stile". Cosi' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha sintetizzato il lungo incontro tenutosi in Prefettura a Milano con il ministro della Coesione Territoriale, Claudio De Vincenti e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. "E' stato costituito - ha raccontato - il comitato di indirizzo e controllo previsto dal 'Patto per la Lombardia', che quindi da oggi e' pienamente operativo. Al ministro abbiamo consegnato una scheda che fa da sintesi agli oltre 60 progetti previsti, di questi 21 sono immediatamente cantierabili, per un importo di circa 5 miliardi di euro. Serve ancora la conclusione di alcune formalita', presso ministeri e Cipe, ma reputo si possano sbrogliare rapidamente".

GLI ALTRI PROGETTI - "39 progetti non sono ancora cantierabili, ma sono nella fase di progettazione, studio di fattibilita', progettazione preliminare o definitiva o esecutiva. Quindi, stanno procedendo. Tre invece sono ancora da definire, in particolare il capitolo di circa 47 milioni per la messa in sicurezza degli itinerari regionali e provinciali, interventi di depurazione dei laghi prealpini per 10 milioni e interventi in campo infrastrutturale e ambientale per 80 milioni", ha proseguito il Governatore, spiegando di aver fatto sapere al ministro e al comitato di controllo, che "l'iniziativa sara' della Regione Lombardia, che dovra' fare una consultazione dei territori, raccogliere i progetti piu' significativi e poi sottoporli al comitato di indirizzo e controllo".

CONDIVISIONE CON MILANO - Inoltre, ha aggiunto Maroni, "abbiamo condiviso con il ministro e il sindaco di Milano, progetti che sono nel 'Patto per la Lombardia', ma riguardano anche Milano, come la metropolitana per Monza, le politiche abitative dell'Aler, dove tenere sotto controllo i costi con la finalita' sociale di dare una casa a chi non ce l'ha, il sito di interesse nazionale di Pioltello-Rodano e il campus per l'Universita' statale di Milano. Su tutti questi temi - ha assicurato - ci sara' una forte collaborazione istituzionale fra Governo, Regione e Comune".

COMPLETAMENTO PEDEMONTANA - Infine, ha concluso il Presidente Lombardo, "ho fatto presente al ministro la nostra priorita': la conclusione della realizzazione, progettuale e pratica, della Pedemontana, finanziata con 2 miliardi e 700 milioni nel Patto per la Lombardia. Ci sono una serie di questioni aperte sulle quali stiamo lavorando, ma ho voluto ribadire che per noi rappresenta una priorita' e su questo il ministro De Vincenti ha garantito la piena collaborazione del Governo".

Maryan Ismail: "Una parte dell'islam che ha rapporti col Pd è antisemita. Lo dicevo ma non mi hanno ascoltato"

L'antropologa, musulmana sufi, denuncia le scelte del Partito democratico, di cui ha fatto parte per poi lasciarlo proprio per divergenze sul tema, sulle relazioni con persone, associazioni e comunità che fanno riferimento a interpretazioni politico-religiose, come quella wahabita, che esprimono posizioni spesso odiose e intolleranti - (VIDEO)


Maryan Ismail era membro della segreteria metropolitana del Pd milanese, ma ne uscì pochi mesi fa per via delle scelte operate in materia di rapporti con una parte minoritaria, quanto potente e per alcuni estremista, dell'islam politico. Una delle cause del dissenso fu la decisione del segretario metropolitano Pietro Bussolati e dell'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino di privilegiare la candidatura di Sumaya Abdel Qader, ritenuta vicina ai Fratelli Musulmani, poi eletta nel Consiglio comunale. Ismail denuncia oggi come allora le posizioni del mondo islamico con cui il Pd ha scelto un canale preferenziale, posizioni che sono quelle dell'islam wahabita, per cui la religione è parte egemonica nella vita pubblica e che non fa mistero di perseguire l'antisemitismo, anche se mascherato da antsionismo. Parole forti quelle dell'antropologa musulmana sufi che ilComizio.it ha raccolto a margine della conferenza stampa che ha tenuto insieme al consigliere comunale di Milano Popolare, Matteo Forte.  

I rapporti pericolosi tra Pd e islamismo politico: la denuncia di Matteo Forte (Milano Popolare)

Il consigliere comunale ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Marino insieme all'antropologa Maryan Ismail per richiamare l'attenzione sulle relazioni del principale partito del centrosinistra con personalità, associazioni e gruppi religiosi che sono espressione di quella parte del mondo musulmano che in molti casi si dimostra vicina a posizioni estremiste. Il caso di Sumaya Abdel Qader - (VIDEO)


"Pd e islamismo politico: un rapporto non occasionale". Hanno voluto intitolare così la propria denuncia il consigliere comunale di Milano Popolare, Matteo Forte, e l'antropologa musulmana Sufi, Maryan Ismail, uscita dallo stesso Pd, di cui era membro della segreteria metropolitana, proprio per divergenze sulle relazioni tra il partito e ambienti minoritari quanto influenti e discutibili, del mondo islamico. 

A margine della conferenza stampa, il consigliere Forte ha spiegato ai nostri microfoni le ragioni di una preoccupazione che è stata condivisa anche da esponenti dello stesso Partito democratico per scelte che, a suo dire, sembrano dettate da un calcolo elettoralistico che rischia di dare ulteriore forza a gruppi ed elementi che si sono dimostrati vicini all'estremismo e al fanatismo islamico.

Terrorismo: ecco la prima bandiera dell'Isis in Italia. L'ha portata un tunisino sposato con un'italiana convertita all'Islam...

Il vessillo del Califfato ritrovata a casa di un nordafricano affiliato al gruppo terroristico Ansar al-Sharia, già in cella per detenzione abusiva di armi da fuoco. In carcere faceva reclutamento per la jihad, minacciava gli agenti e compiva spedizioni punitive contro detenuti cattolici - (VIDEO)


Nella casa a Ciampino di Hmidi Saber, il 34enne tunisino arrestato dalla Polizia, è stata trovata una bandiera dell'Isis. E' la prima volta che un vessillo originale viene trovato a casa di un musulmano in Italia.

L'uomo, secondo gli inquirenti, sarebbe collegato all'Ansar al-Sharia (un gruppo terroristico jihadista attivo in Tunisia dal 2011). Padre di una bimba e marito di un'italiana convertita all'Islam, si trova già in carcere per una condanna a 3 anni e 8 mesi di reclusione per porto e detenzione di arma da fuoco.

Sulla bandiera ci sono le scritte della "Shaada", ossia la professione di fede: "non vi è altro Dio oltre Allah". Mentre al centro compare il sigillo di Maometto che si traduce in: "Mohamed è il suo profeta". Sotto il logo centrale c'è la scritta "Ansar al Shari-a", simbolo dell'organizzazione terroristica operativa in Tunisia e Libia.

 "Una volta libero andrò in Siria a combattere con i fratelli musulmani". E' quanto avrebbe detto ai compagni di cella il tunisino Saber Hmidi. Descritto come una persona "violenta" nei periodi di reclusione in carcere avrebbe urlato anche agli agenti: "Vi taglio la testa se non mi accontentate". Inoltre avrebbe reclutato adepti in carcere e sarebbe stata riscontrata la sua "particolare capacita' di indottrinamento dei compagni di detenzione". In carcere avrebbe dato vita a spedizioni punitive nei confronti dei cattolici. L'uomo si trovava attualmente nel carcere romano di Rebibbia per altra causa dove gli è stata notificata l'ordinanza di custodia cautelare.

 

La storia di Hmidi Saber, tra carcere, Islam e violenza 

  • Carcere di Velletri, 2011 - Inizia la "radicalizzazione religiosa" di Hmidi finito in prigione dopo essere stato arrestato per droga.

  • Uscito dal carcere Saber comincia a praticare l'Islam frequentando le moschee. Sempre a questo periodo risalgono i primi contatti con i tunisini di Ansar al-Sharia.

  • 9 novembre 2014 - Saber è fermato insierme con un'altra persona a Roma, in via dei Sette Metri, zona Malafede. Sula Golf che stava guidando gli agenti trovano una bomboletta spray anti aggressione, un passamontagna e un paio di guanti in lattice. Punta una pistola contro gli agenti che gli chiedono spiegazioni e dopo una colluttazione riesce a fuggire insieme al complice. Qualche ora dopo durante una perquisizione in casa sua vengono sequestrati anche 33 telefoni cellulari, 8 pc portatili, 2 Ipad, 1 hard disk esterno ed una bandiera nera.

  • 10 novembre 2014 - Viene arrestato nel quartiere romano di San Basilio. Processato, è condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione che sta ancora scontando.

  • Febbraio 2015 - Hmidi Saber si autoproclama capo di un gruppo di preghiera in carcere.

  • Carcere di Civitavecchia, giugno 2015 - E' il mandante di una spedizione punitiva contro un detenuto che si era lamentato delle preghiere notturne.

  • Carcere di Frosinone, luglio 2015 - Si fa notare per una violenta aggressione nei confronti di un detenuto italiano che aveva contestato i continui ed insistenti discorsi inneggianti all'Islam.

  • Agosto 2015 - Un suo compagno di preghiera denuncia di aver subito soprusi e imposizioni.

  • Carcere di Napoli, maggio 2016 - Nuovo episodio di violenza ai danni di un detenuto nigeriano di fede cristiana.

  • Carcere di Salerno - Saber urla agli agenti che avrebbe tagliato la testa a chi non avesse accontentato le sue richieste.

  • Carcere di Viterbo, settembre 2016 -  Hmidi aggredisce i secondini

    (Fonte: Agi)
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