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updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Immigrazione, rissa tra extracomuntitari nel centro d'accoglienza di Alghero. Bastoni, cinghie e forchette come armi

Mentre si discute sull'intenzione del governo di approntare un Cie in ogni Regione italiana, in Sardegna scoppia una violenta lite tra un gruppo di marocchini e bengalesi che si erano già affrontati nei giorni scorsi


Cinghiate, colpi di bastone e forchette usate come armi bianche. Così ieri sera si sono affrontati una decina di extracomunitari ospiti del centro di accoglienza Vel Marì di Fertilia, in comune di Alghero (Ss). I protagonisti della rissa sono bengalesi e marocchini che sembra si fossero già affrontati nei giorni scorsi, senza però arrivare a gravi conseguenze. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Alghero che hanno inviato un rapporto alla procura ordinaria e a quella dei minori di Sassari, in quanto sei degli extracomunitari coinvolti sono minorenni. Alcuni sono stati medicati al pronto soccorso.

(Fonte: Adnkronos)

Immigrazione, Corrado (M5S): "I Cie non funzionano perché non si fanno le espulsioni"

Il consigliere comunale pentastellato a Milano commenta ai microfoni de ilComizio.it l'intenzione espressa dal ministro dell'Interno Minniti di aprire un centro di accoglienza in ogni regione italiana: "Il 70% dei richiedenti asilo non ha diritto a restare, ma noi li ospitiamo per anni. Bisogna cambiare prospettiva" - (VIDEO) 


"Evidentemente il sistema di accoglienza attuato in Italia non è stato idoneo a risolvere la questione così come si è presentata nella nostra società. I Cie non sono la soluzione, si deve rivedere integralmente il tutto. Perché si possa giungere a una vera accoglienza e una vera integrazione, bisogna destinare ingenti risorse ai rimpatri, così che chi ha diritto a rimanere nel nostro Paese possa essere realmente integrato, mentre chi non ne ha diritto non deve drenare risorse agli altri. Al momento è evidente che le espulsioni non si fanno. E' accertato che circa il 70% dei richiedenti asilo non ha il diritto allo status di profugo; quindi finché non si decide di rimpatriare chi non ha diritto a restare è inutile determinare altre questioni, spostando sempre in avanti il problema. Dobbiamo rivedere tutta la questione da un'altra prospettiva". 

Lo ha detto ai microfoni de ilComizio.it il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Milano, Gianluca Corrado, in merito all'intenzione espressa dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, di aprire un centro di accoglienza in ogni regione italiana.

Immigrazione, Maroni: "Sono favorevole ai Cie, anche perché li avevo istituiti io. Però che funzionino..."

Sulla questione il 19 gennaio le Regioni incontreranno il ministro dell'Interno, Marco Minniti; il governatore lombardo annuncia che prima, insieme ai suoi omologhi di Veneto e Liguria, Zaia e Toti, metterà a punto una posizione comune partendo dal documento che già era stato sottoscritto da tutti e tre i presidenti


"Le Regioni incontreranno il ministro Minniti il 19 gennaio. Prima di allora, faremo un vertice io, Giovanni Toti e Luca Zaia, per mettere a punto una posizione comune, partendo dal documento sull'immigrazione che avevamo gia' sottoscritto insieme". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, a margine della seduta del Consiglio regionale di oggi, rispondendo alle domande dei cronisti sulla questione immigrazione. 

"Io sono favorevole ai Cie", ha ribadito il governatore, ricordando di come li avesse istituiti proprio lui, nel maggio del 2008, quando era al vertice del Viminale. "A condizione - ha precisato - che funzionino davvero. Cioe' - ha spiegato - che siano luoghi chiusi, presidiati anche dai militari, dove si entra per essere identificati e se non si hanno i requisiti, si viene rimpatriati. Non solo 'espulsi' con il foglio di via. Chi non ha diritto a rimanere nel nostro Paese, deve essere messo su un aereo e rimpatriato. Se sono cosi', ben vengano. Ne discutemmo il 19 con il ministro dell'Interno".


"La Libia e' il luogo cruciale. Noi sosteniamo da tempo che sia li' il posto dove vanno realizzati dei campi di prima accoglienza sotto la gestione delle Nazioni Unite. Qui deve essere selezionato chi ha diritto alla protezione internazionale e deve essere portato in Europa e chi non ce l'ha e puo' essere assistito li'. Cosi' si salvano davvero le vite umane, il resto e' ipocrisia". 

Milano, Forza Italia incontra le parti sociali e presenta il suo Patto per il lavoro

A Palazzo Marino un tavolo con sindacati, Assolombarda e Camera di Commercio. Mariastella Gelmini: "Vogliamo dare il nostro contributo. Ecco gli impegni che prendiamo". Presenti l'assessore regionale Valentina Aprea e la responsabile azzurra per il Lavoro, Renata Polverini. La coordinatrice lombarda ha parlato anche di immigrazione: "Minniti serio e concreto sui Cie ma si proceda davvero alle espulsioni degli irregolari" - (VIDEO)


 

Un incontro sulle tematiche del lavoro si è tenuto oggi a Milano per iniziativa di Mariastella Gelmini, deputata e coordinatrice lombarda di Forza Italia.  Al tavolo i rappresentanti milanesi e lombardi delle principali sigle sindacali con i segretari locali e di Camera di Commercio e Assolombarda. Presenti anche l'assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Valentina Aprea e la parlamentare e responsabile per il Lavoro del partito, Renata Polverini.


"Vogliamo intraprendere ogni utile ed opportuna iniziativa, volta a coniugare le istanze di flessibilità delle imprese, con le esigenze di tutela dei lavoratori, attraverso la definizione di accordo territoriale che valorizzi le specifiche esigenze del contesto produttivo milanese - ha detto la Gelmini - Vogliamo sostenere i progetti post Expo di Human Technopole, il trasferimento dell'università a Rho e l'insediamento di laboratori di ricerca da parte delle imprese".

"I giovani devono diventare imprenditori di se stessi - ha spiegato la parlamentare azzurra - Purtroppo l'autoimprenditorialità è stata dimenticata dal Jobs act. Serve ripartire da politiche attive come quelle di Regione Lombardia, che vorremmo esportare come esempio a livello nazionale". Quindi un'esortazione energica sul tema al sindaco di Milano Beppe Sala: "Vogliamo che il sindaco dialoghi con il consiglio comunale sul piano di assunzioni, valorizzando prima di tutto le risorse interne. Sala, nel suo duplice ruolo sindaco e primo cittadino metropolitano, può fare molto. Vogliamo dare il nostro contributo".

 

A margine dell'incontro Mariastella Gelmini ha parlato anche di immigrazione e della decisione del governo di potenziare i Cie e di aprirne uno in ogni Regione. "L'identificazione degli immigrati è importante e da questo punto di vista osserviamo le prime mosse del ministro Minniti che mi sembrano improntate alla serietà e alla concretezza. Non vogliamo dare una mano al governo, vogliamo che le persone siano identificate. È chiaro  - ha aggiunto - che il passaggio nei Cie ha senso nella misura in cui poi si pratichino serie misure di espulsione per chi è migrante economico e non ha diritto a rimanere in Italia".

"L'identificazione celere è un primo importante punto, ma è chiaro che non basta perché occorre uscire dall'ipocrisia delle porte aperte per tutti e occorre praticare serie politiche di espulsione di chi non ha diritto a rimane anche perché c'è un problema grande di risorse che riguarda anche gli italiani. L'Italia - ha concluso l'ex ministro - è da sempre è un Paese accogliente e solidale, ma lo può essere solo nei confronti d chi ne ha diritto".

Immigrazione, Maullu (FI): ora anche per il Ministro Pinotti il blocco Navale va fatto in acque libiche

Maullu: “E improvvisamente anche il Ministro Pinotti si sveglia e dice quello che, inascoltati, noi andiamo dicendo da tempo.


La lotta agli scafisti va fatta nelle acque libiche. Non è un concetto particolarmente complicato da capire - i problemi si risolvono sempre a monte, dove vedono la propria genesi – ma a Sinistra e in qualche stanza dei bottoni dell'Europa dei burocrati  anche i concetti semplici sembrano difficili da comprendere. O forse non si vogliono comprendere. Da tempo invochiamo un blocco navale, convinti che le nostre forze speciali Comsubin e Col Moschin ormai in Libia da quasi due anni siano perfettamente in grado di avere sotto controllo la situazione e intervenire preventivamente ove necessario. Tutto ciò è possibile ovviamente solo con un'azione politica intelligente e in questo senso l'unico rammarico, oggi, è aver subito l'iniziativa francese appoggiata dalla politica americana di stampo obamiano che ha destabilizzato la Libia e che oggi il nostro governo, incapace di leggere gli scenari mediorientali, non riesce a eliminare. Ecco perciò che l'Italia ha puntato su Al Serraj e non su Haftar, risultando marginalizzata per il futuro della Libia dove, è il caso di ricordare, la nostra principale industria, ENI, ha una parte importante dei suoi giacimenti”.

Immigrazione, Maullu (FI): “Questione globale che coinvolge tutta l'Europa"

"Gli stati che si affacciano sul Mediterraneo non siano lasciati soli in balia dei trafficanti di esseri umani”


Nel 2017 per l'Europa l'imperativo primario è riuscire a contrastare l'immigrazione incontrollata che gli Stati che si affacciano sul Mediterraneo hanno dovuto subire negli ultimi anni. I numeri, con 175.000 sbarchi nel 2016 solo in Italia – record assoluto – dicono questo e lo dicono anche i fenomeni di terrorismo che hanno colpito e colpiscono l'Europa, perché il terrorismo è un tema strettamente legato all'immigrazione e al Mediterraneo. L'Europa, appunto, non i singoli Stati: l'immigrazione è un fenomeno che non riguarda solo alcuni Paesi del Mediterraneo, bensì l'Europa tutta che deve finalmente impostare una politica di contrasto, passando inevitabilmente per un piano per il Mediterraneo che parta dalle relazioni con i Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente con i quali è possibile avviare politiche e azioni comuni in questo senso. Da Europarlamentare ho visitato diversi Paesi nordafricani e mediorientali, viaggi istituzionali dai quali ho avuto nette conferme: immigrazione, sicurezza, lotta al terrorismo sono sfide che si vincono partendo proprio da lì, dalla cooperazione intelligente per un'azione comune che sconfigga finalmente i trafficanti di esseri umani nel Mediterraneo”.

 

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