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updated 3:31 PM UTC, Jul 2, 2020

Coronavirus, gli Usa indagano su origine in laboratorio? Cnn e Fox News: "Intelligence ipotizza che sia nato in struttura militare di Wuhan e diffuso a causa di un incidente"

Secondo la Cnn dirigenti dell'intelligence Usa e della sicurezza nazionale americana avrebbero aperto un fascicolo sull'origine del nuovo coronavirus e tra le ipotesi al vaglio starebbero esaminando la possibilità che, più che in un mercato, sia nato in un laboratorio di Wuhan e che si sia diffuso a causa di un incidente. La rete allnews cita varie fonti a conoscenza del dossier, che ritengono però prematuro trarre qualsiasi conclusione. Anche la Fox News ha riportato la notizia, citando fonti bene informate, secondo cui il nuovo coronavirus abbia avuto origine nel laboratorio militare di Wuhan, ma non come arma biologica


Germania, la quarantena dei bambini - IlGiornale.it

Gli Stati Uniti indagano sulla possibilità che il coronavirus, che si è inizialmente manifestato in Cina e che ha fatto più di 137.000 morti nel mondo secondo la Johns Hopkins University, sia 'nato' in un laboratorio di Wuhan, non in un mercato, e che si sia poi diffuso per un incidente. Lo riporta la Cnn, che cita varie fonti ben informate che invitano comunque alla cautela. E' prematuro trarre conclusioni. Gli Stati Uniti, riporta la Cnn citando una fonte dell'intelligence, non ritengono che il virus sia associato a ricerche su armi biologiche.

Secondo altre fonti interpellate dalla Cnn, l'intelligence americana non è stata sinora in grado di confermare la teoria della nascita del virus in laboratorio, ma si sta cercando di capire se qualcuno sia stato infettato in laboratorio a causa di un incidente o negligenze nella gestione dei materiali. Altre persone potrebbero poi essere state contagiate.

L'origine reale della pandemia, avvertono alcuni funzionari dell'intelligence, potrebbe comunque non essere mai accertata. Ieri Donald Trump ha confermato che è in corso un "esame molto approfondito di questa orribile situazione".

La notizia arriva dopo che due giorni fa il Washington Post scriveva di cablogrammi diplomatici che nel 2018 avevano già nero su bianco i timori per le misure di sicurezza e la gestione dell'Istituto di virologia di Wuhan.

L'appello cadde nel vuoto. L'autore dell'articolo del Wp scrive che un alto dirigente dell'amministrazione Usa gli ha riferito che i cable forniscono un ulteriore elemento di prova della possibilità che la pandemia sia frutto di un incidente nel laboratorio di Wuhan. E sostiene che la versione di Pechino che il virus è emerso dal wet market di Wuhan è debole, citando ricerche di esperti cinesi su Lancet secondo cui il primo paziente noto di coronavirus, identificato il primo dicembre, non aveva legami col mercato e neppure oltre un terzo dei contagiati nel primo grande cluster. Il mercato inoltre non vendeva pipistrelli.

  • Pubblicato in Esteri

Commercio: Donald Trump critica la politica monetaria dell'UE e dalla Cina

Nuova escalation commerciale di Donald Trump che ha accusato la Cina e l'Unione Europea di manipolare le rispettive valute per colpire gli Usa e minacciato Pechino di tassare duramente tutte le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti. 


"La Cina, l'Unione europea e gli altri manipolano le loro valute abbassando i loro tassi di interesse mentre gli Stati Uniti aumentano i loro tassi con un dollaro che diventa più forte, giorno dopo giorno, tutto questo degrada la nostra competitività" così il presidente degli Stati Uniti in un tweet, criticando anche la politica monetaria della Banca Centrale degli Stati Uniti che ha permesso alla polita monetaria cinese di ottenere grossi vantaggi da una moneta di basso peso.

Dal mese di aprile, lo yuan, biglietto rosso con l'immagine di Mao Tse-tung, ha perso quasi l'8% del suo valore nei confronti del dollaro, dando grossi benefici all'esportazione di merci cinesi sul mercato statunitense compensando in parte, le tasse punitive negli Stati Uniti.

Molte le critiche rivolte anche alla Banca Centrale Europea che ha indebolito l'euro rafforzando il dollaro che è arrivato ad un cambio di circa 1,17 dollari per comprare un euro, contro gli 1,23 dollari necessari ad aprile.

In un altro tweet sulla Fed, Donald Trump ha dichiarato che "gli Stati Uniti non dovrebbero essere penalizzati per aver fatto molto bene, l'inasprimento della politica monetaria interna, ora ferisce tutto ciò che abbiamo fatto" ha scritto, riferendosi a un'economia fiorente spinta dalla riforma fiscale, che ha drasticamente ridotto le tasse per le famiglie e le imprese.

Né la BCE, né la Fed, hanno reagito ai tweet di Trump, la Fed, che ha iniziato l'uscita dalla politica monetaria a tasso zero due anni fa, prevede di aumentare gradualmente il suo tasso di riferimento due volte quest'anno per avvicinarsi al 2,50%, anziché al 2% oggi, così da controllare l'inflazione ed evitare il surriscaldamento dopo il massiccio stimolo fiscale che, tra l'altro, potrebbe favorire l'aumento dei prezzi.

In precedenza, Donald Trump ha attaccato Pechino, dicendo che era pronto ad imporre tasse punitive su tutte le importazioni cinesi - "Sono pronto a salire fino a 500", ha detto alla CNBC, chiara allusione ai $ 505,5 miliardi di beni cinesi importati dagli Stati Uniti nel 2017. "Io non non lo faccio per scopi politici, lo faccio per fare ciò che è buono per il nostro paese ", ha detto, accusando la Cina di "truffare"gli Stati Uniti da molto tempo.

Il presidente degli Stati Uniti, che accusa Pechino di pratiche "ingiuste" e "furto di proprietà intellettuale" e chiede al gigante asiatico di ridurre il deficit di 200 miliardi di dollari. Ma dopo una breve tregua in primavera, la Casa Bianca ha implementato il 6 luglio, ulteriori dazi doganali pari al 25% su 34 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Altre importazioni peri sedici miliardi di dollari saranno tassate a breve.

"La Grande Guerra Commerciale" -

Le autorità cinesi, che denunciano atti "irrazionali" del presidente degli Stati Uniti, ritengono che Washington abbia innescato "la più grande guerra commerciale nella storia economica".

A metà aprile, il Tesoro degli Stati Uniti stimando che la Cina non stesse gestendo la sua valuta, ha posto il paese sotto sorveglianza, così come la Corea del Sud, la Germania, il Giappone, la Svizzera e l'India.

A questo punto gli economisti sono allarmati dalla politica commerciale aggressiva degli Stati Uniti. Questa settimana, il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha mantenuto le sue previsioni di crescita globale al 3,9% per il 2018 e il 2019, ma il suo CEO, Christine Lagarde, ha detto che probabilmente questo è solo un picco. E Maurice Obstfeld, capo economista del Fondo, ha anche affermato che le tensioni commerciali sono "la più grande minaccia a breve termine per la crescita globale". Soprattutto da quando la Casa Bianca ha avviato una disputa commerciale non solo con Pechino ma anche con i suoi principali partner come l'Unione Europea, il Canada o il Messico.

L'amministrazione Trump sta prendendo in considerazione le tasse punitive sul settore strategico dell'automobile, causando grande preoccupazione sia all'estero sia negli Stati Uniti, dove industria e sindacati temono tagli massicci di posti di lavoro.

 

Fonte: AFP

 

Il Politecnico di Milano, eccellenza italiana ormai internazionale. Grandi numeri su occupazione ed economia, ma il rettore vuole di più: "Incentiviamo la presenza femminile"

Inaugurato il 155esimo anno accademico del prestigioso ateneo che presenta dati importanti. Dal 2010 sono raddoppiati gli studenti stranieri; a 12 mesi dal titolo è impiegato l'85% degli architetti, l'88% dei designer e il 97% degli ingegneri. Le donne però rappresentano ancora solo un terzo degli iscritti. Ferruccio Resta: "Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell'innovazione del Paese". L'intervista a margine della cerimonia e il commento dell'assessore all'Università, Ricerca e Open Innovation di Regione Lombardia, Luca Del Gobbo - (VIDEO) 


"Abbiamo dimostrato di avere le competenze tecniche e di disporre del miglior capitale umano, di essere ambiziosi e allo stesso tempo pragmatici. Chiediamo a istituzioni e mondo produttivo di proporre le prossime sfide a cui lavorare insieme. Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell’innovazione del Paese”.

Con queste parole, nel corso del suo discorso all'inaugurazione del 155esimo anno accademico del Politecnico di Milano, il magnifico rettore dell'ateneo, Ferruccio Resta, ha chiamato a raccolta mondo produttivo e istituzioni per dare, in una logica di sistema, una spinta innovativa per l'Italia.

"E' necessario allineare il numero dei dottorandi italiani a quello degli altri paesi europei - ha aggiunto Resta - e se si vuole un modello da seguire in Italia bisogna guardare al Politecnico, che dal 2010 ha visto un aumento del 35% dei laureati e il raddoppio degli studenti stranieri a conferma della nostra crescente attrattività internazionale. Chi si laurea al Politecnico ha più possibilità di inserirsi velocemente nel mondo del lavoro e abbiamo guadagnato 100 posizioni nel ranking internazionale delle università".

"Artefici di questi traguardi sono i 42mila studenti, i 3mila docenti e i 1.200 tecnici che rappresentano la nostra anima - ha detto ancora Resta -. Anche nel futuro puntiamo al rinnovamento didattico, puntando su figure professionali più vicine ai bisogni delle imprese e, in generale, del mercato del lavoro, incentivando anche scambi internazionali e progetti interdisciplinari con altri atenei, insomma il Politecnico di Milano è un vero e proprio investimento per i nostri studenti".

Secondo Resta però, il Politecnico può e deve essere ancora più ambizioso. "Vogliamo puntare su corsi di dottorato che siano più attrattivi per il settore produttivo, per i bisogni dell'impresa e per farlo sono necessarie misure forti di investimento sul numero di posti e di defiscalizzazione delle assunzioni. Dobbiamo continuare a investire nei laboratori e nei campus come quello ideato da Renzo Piano. E’ necessario unire le nostre forze, promuovere partnership con istituzioni e imprese, affinché le grandi trasformazioni urbane, i piani industriali e i programmi di innovazione pubblici e privati diventino loro stessi laboratori condivisi: veri e propri cantieri aperti all'innovazione. Penso alle opportunità offerte dalla tecnologia 5G, alla realizzazione di un distretto per le applicazioni delle tecnologie di industria 4.0, al recupero delle periferie e al servizio che stiamo svolgendo con il Duomo di Milano al servizio della conservazione del nostro patrimonio artistico".

"L'ateneo si sta impegnando con azioni concrete a incentivare la presenza femminile all'interno delle sue aule, soprattutto in alcuni rami di ingegneria. Le donne rappresentano solo un terzo del totale - ha aggiunto -, una percentuale ancora poco rappresentativa". (Fonte Itlapress)

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