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updated 5:52 PM UTC, Apr 2, 2020

Salute in Lombardia, Gallera: "L'epilessia non deve far paura"

L'assessore al Welfare della giunta Maroni parla in occasione della Giornata internazionale dedicata a questa patologia: "In Italia colpisce 500.000 persone, soprattutto bambini; sono circa 32.000 i nuovi casi che si registrano all'anno e 90.000 sono i pazienti assistiti dal sistema sanitario lombardo". La nostra intervista e la conferenza stampa - (VIDEO)


"L'epilessia non e' una patologia che va tenuta nascosta, da cui rifuggire o avere paura. Questo, insieme al rilancio delle Rete regionale Epinetwork, il messaggio che, oggi, nella Giornata internazionale ad essa dedicata, Regione vuole trasmettere a tutti i cittadini lombardi". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa dopo Giunta, a Palazzo Lombardia, in occasione della 'Giornata internazionale per l'epilessia', alla quale erano presenti anche il direttore del Centro regionale per l'epilessia dell'ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano Antonino Romeo e la coordinatrice regionale della Lega italiana contro l'epilessia (Lice), Monica Lodi. 


90.000 I PAZIENTI ASSISTITI DA SSL - "In Italia - ha spiegato l'assessore - l'epilessia colpisce 500.000 persone, soprattutto bambini, sono circa 32.000 i nuovi casi che si registrano all'anno e 90.000 sono i pazienti assistiti dal sistema sanitario lombardo". 

RETE REGIONALE - "Da oggi - ha concluso l'assessore-, in virtu' anche dell'attuazione della legge di evoluzione del nostro sistema socio sanitario, che ha come fulcro la presa in carico dei pazienti, rilanciamo Epinetwork, la Rete dei Centri per l'Epilessia della Regione Lombardia, creata nel 2007. Si tratta di un modello organizzativo regionale di assistenza sanitaria, offerto secondo la logica di 'rete per patologia' con l'obiettivo di potenziare proprio lo scambio funzionale dei Centri per l'epilessia e di promuovere iniziative volte all'educazione della popolazione e all'aggiornamento degli operatori. Vogliamo che fra le nostre strutture ospedaliere e territoriali vengano definiti percorsi integrati affinche' i malati possano ricevere cure di massima qualita', omogenee ed efficaci". 

GIORNATA INTERNAZIONALE - La Giornata per l'epilessia, che dal 2016 da decreto del Consiglio dei ministri e' passata da evento nazionale a evento internazionale, e' organizzata in Italia dalla Lice. La Lice e' la societa' scientifica che in Italia riunisce i medici epilettologi e promuove da molti anni campagne informative su tutto il territorio nazionale ed una serie di iniziative volte a divulgare una corretta informazione. L'epilessia e' una malattia sociale che il Parlamento europeo e l'Assemblea mondiale della Sanita' (Wha) hanno indicato come una priorita' in campo della ricerca e dell'assistenza. Le persone con epilessia, oltre a presentare importanti problematiche di ordine diagnostico e terapeutico (il 30% dei casi sono resistenti ai farmaci oggi disponibili) sono spesso vittime di pregiudizi e discriminazioni a livello sociale e a limitazioni in vari ambiti come la scuola, il lavoro e lo sport.

Sicurezza sui treni, la Regione Lombardia chiede l'esercito nelle stazioni. Appello anche dai sindaci di Milano e Bergamo. Sorte attacca: "Governo da Zeru tituli"

L'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, esortando l'esecutivo a fare la sua parte, ha ricordato la convenzione sottoscritta con tutte le società che erogano i servizi di trasporto pubblico e che consente alle Forze dell'ordine e armate di viaggiare gratuitamente. E poi il recente stanziamento di 3 milioni di euro per finanziare il servizio di guardie giurate armate sui treni e nelle stazioni. C'è poi il fenomeno del vandalismo che, solo nel 2016, è costato oltre 10 milioni di euro: "Promuovere la cultura della legalità e del senso civico". La nostra intervista - (VIDEO)


"Chiediamo al Governo di istituire un presidio militare almeno in ogni stazione delle città capoluogo della Lombardia". Lo ha detto l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, riferendosi all'episodio di violenza verificatosi la scorsa settimana su un treno Milano-Mortara.

SRADICARE CONCETTO CHE STAZIONI SONO "TERRA DI NESSUNO" - "E' importante sradicare il concetto che le stazioni non sono difese - ha continuato - e che quindi li' si può fare quello che si vuole perché sono terra di nessuno. Il primo passo, dunque, e' quello di poter disporre, entro sei mesi, di militari nei capoluoghi per poi estendere la sperimentazione oltre le principali città. Il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha fatto questa richiesta, ma ad oggi il Governo continua a tacere".

LA COMPETENZA E' DEL GOVERNO - "Voglio ricordare - ha continuato l'assessore - che il tema sicurezza è competenza del Governo che, purtroppo, continua ad essere latitante. Con grande senso di responsabilità noi continuiamo ad investire su questo tema e per il solo 2017 abbiamo investito più fondi che per l'anno di Expo". L'assessore ha ricordato la convenzione sottoscritta con tutte le società che erogano i servizi di trasporto pubblico e che consente alle Forze dell'ordine e armate di circolare gratuitamente sui treni. E poi il recente stanziamento di 3 milioni di euro per finanziare il servizio di guardie giurate armate sui treni e nelle stazioni. "Guardie - ha sottolineato Sorte - opportunamente addestrate e che devono avere seguito dei corsi ad hoc organizzati dalla Prefettura di Milano". Proprio nelle prossime settimane ci saranno 3 sessioni di esame per formare nuovo personale.

AIUTARE CHI GIA' STA LAVORANDO BENE, POTENZIARE POLFER - "Il punto di partenza pero' - ha continuato Sorte - non può che essere quello di potenziare il pattugliamento della Polfer. Sono uomini e donne che voglio ringraziare per il lavoro che fanno, ma purtroppo sono troppo pochi. E' necessario che queste pattuglie possano disporre di nuovo personale". Va infatti tenuto conto che, ogni giorno, in Lombardia, circolano 2.300 treni sui quali si spostano più di 720.000 pendolari. 

TUTTI I NUOVI TRENI SONO DOTATE DI TELECAMERE - Sorte ha anche ricordato che tutti gli ultimi treni acquistati dalla Regione, come pure quello che saranno consegnati in futuro, sono tutti dotati di telecamere per la sorveglianza. 

L'assessore ha poi voluto replicare a un affermazione polemica del consigliere regionale del Pd, Alessandro Alfieri che in merito agli annunci della giunta aveva parlato di meri "slogan". "Forse  Alfieri - ha dichiarato - dovrebbe dire ai 'suoi' sindaci Sala e Gori che chiedere il presidio dei militari è uno slogan".  "Capisco il suo imbarazzo - continua Sorte - visto che le prime richieste sono arrivate proprio dai sindaci di Milano e Bergamo. E gli faccio notare che sul tema sicurezza, come avrebbe detto un ex allenatore dell'Inter, il Governo e' a 'Zeru tituli'. Completamente non pervenuto". 

 

STAZIONI E TRENI: LA PIAGA DEL VANDALISMO COSTATA 10 MILIONI NELL'ULTIMO ANNO

 

Promuovere la cultura della legalità e del senso civico sui treni e nelle stazioni, cosi' da fronteggiare, il fenomeno del vandalismo che, solo nel 2016, è costato oltre 10 milioni di euro. E' questo l'obiettivo del progetto 'Scuola-Ferrovia. Lezioni di treno' presentato oggi dall'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, insieme all'amministratore delegato di Trenord, Cinzia Farise'; al direttore di produzione Lombardia di Rete Ferroviaria Italiana, Vincenzo Macello; al presidente di Ferrovienord, Andrea Gibelli e al presidente del Dopolavoro ferroviario, Pino Tuscano, anima dell'iniziativa.


Giunto alla sua tredicesima edizione, il progetto si propone di presentare ai ragazzi della scuole della Lombardia i vantaggi del treno. Gli alunni saranno accompagnati nelle officine dove si ripuliscono le vetture vandalizzate. Saranno, insomma, condotti in un percorso attraverso sale d'attesa, sottopassi, atri biglietteria, luoghi pubblici delle stazioni (con particolare riguardo alla stazione più vicina alla Scuola) che consentirà loro di rendersi concretamente conto di cosa significa deturpare i treni.


Per l'ingegner Vincenzo Macello "La guerra al vandalismo si fa con la prevenzione. Se analizziamo i dati siamo in difficoltà. Nel 2016 nelle 291 stazioni di proprietà sono stati infatti 154 gli interventi di eliminazione dei graffiti e di ripristino degli arredi. Interventi per i quali abbiamo speso 1,5 milioni di euro. Il nostro impegno è continuare nel programma di miglioramento della percezione della sicurezza nelle stazioni a partire dalla installazione dei sistemi di video sorveglianza a circuito chiuso e collegati con le Forze dell'Ordine. La nostra attenzione, dunque, è dedicata anche al coinvolgimento degli enti locali, affinché le stazioni non siano solo un luogo di passaggio ma un luogo con degli spazi da vivere inseriti nel circuito delle attività sociali e culturali delle città".


er contrastare il fenomeno del vandalismo, per il presidente di Ferrovie Nord Andrea Gibelli, servono stazioni più vive e nuove tecnologie sui treni (già previste per i nuovi mezzi in esercizio dal 2019). Innanzitutto bisogna cambiare il concetto di stazione, che deve diventare un luogo sempre più vivo. Il secondo grande intervento riguarda l'acquisto dei nuovi treni (in servizio dal 2019), sui quali le tecnologie per la sicurezza saranno molto sviluppate con telecamere e sistemi di geolocalizzazione. Ferrovie Nord, che gestisce complessivamente oltre 120 stazioni, nel 2016 ha registrato 250 atti vandalici. Più della metà (il 57,5 per cento) sono stati danneggiamenti e rotture, circa un terzo (il 32,5) sporcizia, il restante 10 graffiti sui musi o nei sottopassi. Ogni intervento ha un costo medio di 600 euro (costo personale, costo del mezzo e costo dei materiali) per un totale di oltre 150.000 euro. A questa cifra vanno aggiunte le spese delle manutenzioni straordinarie.


"Sono numeri impressionanti, ha concluso Sorte ricordando che tutti gli ultimi treni acquistati dalla Regione sono dotati di impianti di video sorveglianza, e inaccettabili. I 10 milioni di euro che ogni anno spendiamo per il ripristino dei treni sono soldi che togliamo ad altro. Potremmo spenderli ad esempio per nuove iniziative di sicurezza. Ben vengano comunque iniziative volte a sensibilizzare i giovani alla cultura del rispetto".

L'amministratore delegato di Trenord, Cinzia Farisè, ad illustrare nel dettaglio quanto costano ogni anno gli atti vandalici sui treni del servizio ferroviario regionale.

In un anno Trenord  spende circa 10 milioni di euro a causa del vandalismo. Nel 2016 sui treni lombardi si è registrata una crescita significativa degli atti vandalici, con il 40 per cento degli episodi in più rispetto al 2015: un totale di 8.400 segnalazioni in un anno, per una media di 23 al giorno. A ciò si aggiungano i costi indiretti del vandalismo, che incidono pesantemente sulla qualità del servizio, generando ritardi e soppressioni".

Per questo l'adesione all'iniziativa del Dopolavoro Ferroviario, che risponde a un fenomeno che Trenord, grazie al Focal Point Security, monitora costantemente. Sono stati  adottati nuovi sistemi di pulitura automatica e ottenuto una riduzione del 30 per cento dei tempi di permanenza dei graffiti prima
della pulitura, che nell'ultimo anno è stata pari a quasi 130.000 metri quadrati, per una spesa di 1,5 milioni di euro. Cifre a cui si aggiungono altri 6 milioni spesi per la sicurezza sui convogli, 2 milioni in più rispetto a quanto è stato speso nel periodo di Expo".

Foibe: il Giorno del Ricordo visto dagli esuli, tra rabbia, disincanto e tanto orgoglio italiano

In occasione delle celebrazioni del 10 febbraio ilComizio.it ha raccolto le voci di coloro che quella tragedia l'hanno vissuta sulla propria pelle. Era la fine della Seconda guerra mondiale quando si scatenò la furia criminale dei partigiani comunisti agli ordini del maresciallo Tito; 10 mila italiani furono trucidati e gettati, spesso ancora vivi, nelle cavità carsiche, mentre altri 350 mila, tra istriani, fiumani e dalmati furono costretti ad abbandonare le proprie terre per sottrarsi alle persecuzioni jugoslave. Le testimonianze raccontano di come si sentono oggi e di come furono trattati allora, quando i profughi (veri) non erano certo ben accolti in quella che, peraltro, era la loro patria - (VIDEO)


 

I fatti - Che cosa furono le foibe

Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. E, in gran parte, furono gettate (molte ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso, le "foibe", appunto.
La parola foiba deriva dal latino fovea, fossa: si tratta di profonde voragini rocciose che le popolazioni slovene e croate del carso triestino utilizzavano come discariche, gettandovi rifiuti quali carcasse di animali, scarti di lavorazione, oggetti rotti. Ecco allora che le foibe non vengono scelte a caso come luogo per lo sterminio degli italiani: gettare gli italiani nelle voragini significa mostrare loro tutto il disprezzo possibile, trattandoli come rifiuti. I partigiani titini facevano irruzione di notte nelle case dei civili, caricando decine di persone alla volta sui camion. Le vittime predestinate, quindi, venivano legate una all'altra con corde, fil di ferro, filo spinato: qualsiasi mezzo che impedisse loro di fuggire. A questo punto, disposti sull'orlo del precipizio, i primi venivano fucilati, trascinando con sé nel baratro anche tutti gli altri, ancora vivi. Alcuni avevano la fortuna di morire subito nella caduta, altri resistevano per ore e ore, feriti, agonizzando circondati da cadaveri in putrefazione. Ma l'orrore poteva essere ancora peggiore, perché prima della morte potevano esserci le torture e le sevizie: nelle fosse carsiche sono state trovate donne stuprate o con il ventre reciso per estrarre il feto che portavano in grembo, uomini evirati che, prima di essere gettati nelle foibe, venivano costretti a mangiare i propri genitali, cadaveri decapitati, con la testa dei quali i titini improvvisavano partite a pallone...
Gli infoibamenti erano iniziati nel '43, dal 9 settembre al 13 ottobre, quando, dopo l'armistizio, i partigiani titini si erano impadroniti di gran parte dell'Istria iniziando con la loro sistematica opera di pulizia etnica. E proseguirono dal 1945 al '47, ben oltre la fine della guerra, spingendo all'esodo migliaia di italiani d'Istria e sterminando coloro che si rifiutavano di andarsene.


L'esodo dei giuliano-dalmati

La firma del Trattato di Parigi sancì anche l'inizio dell'esodo di migliaia di italiani dopo l'occupazione militare jugoslava di Fiume, di Zara e di gran parte dell'Istria: dalle 250 alle 350mila persone (la cifra, anche in questo caso, varia molto a seconda delle fonti) preferirono la fuga alla dominazione dei titini, i quali, peraltro, avevano instaurato un vero e proprio regime di terrore per spingere gli italiani ad andarsene.
La maggior parte degli esuli, arrivati in Italia, furono distribuiti in oltre 50 campi profughi, e mentre circa 60mila persone si fermarono nella zona di Trieste, moltissimi, aderendo al programma dell'International Refugee Organisation (Iro), si rifugiarono all'estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada. La fuga degli italiani terminò il 20 marzo 1947, quando l'ultimo traghetto, il piroscafo "Toscana", partì da Pola diretto verso l'Italia.

La Lega e la svolta sovranista di Salvini, Boni: "Non c'è contraddizione, restiamo federalisti e vogliamo cambiare lo Stato"

Intervista de ilComizio.it al segretario milanese del Carroccio: "Si vada al voto il prima possibile per dare una risposta alla domanda di cambiamento che si è sentita forte con l'esito del referendum costituzionale. L'obiettivo è mandare a casa il governo di centrosinistra, ma anche modificare l'assetto istituzionale del Paese. Il nostro leader sa come muoversi e che più siamo forti sul territorio, portando avanti l'idea federalista, maggiori sono le possibilità di successo" - (VIDEO)

Milano per quattro giorni sarà la capitale del cioccolato. Tanta golosità, ma non solo: design, moda e food styling in onore del "Cibo degli Dei"

Dal 9 al 12 febbraio a Mi.Co si terrà il Salon du Chocolat, il massimo evento mondiale della dolce prelibatezza quasi venerata da eserciti di consumatori. Per l'occasione Enst Knam, grande maitre chocolatier realizzerà una scultura in cioccolato che accoglierà i visitatori all'ingresso. Grandi protagonisti altri grandi pasticceri e chef stellati. IlComizio.it ha intervistato l'assessore alle Attività produttive, Cristina Tajani e il curatore della kermesse, Pietro Cerretani - (VIDEO)


Milano, da giovedì 9 a domenica 12 febbraio, ospita il Salon du Chocolat, il più importante evento mondiale dedicato al cioccolato e alle sue eccellenze. I migliori chef e maître chocolatier si danno appuntamento sui palchi della manifestazione con show cooking, presentazioni di libri e incontri con il pubblico. Oltre adegustazioni guidate dei migliori prodotti legati al Cibo degli dei, sono in programma eventi di design, moda e food styling rigorosamente al cioccolato, spettacoli, gadget dedicati agli innamorati e iniziative rivolte ai bambini.

Gli 8.400 metri quadrati di superficie espositiva del MiCo, in viale Eginardo (MMPortelllo), gli spazi degli dei produttori, con artigiani, maestri cioccolatieri, pasticceri, artisti che mettono la loro abilità a disposizione del pubblico per guidarlo alla scoperta della bontà del cioccolato e del cacao in tutte le sue forme. Sono presenti al Salone i due Paesi principali produttori di cacao, il Perù e il Camerum, con stand informativi e didattici e con una selezione dei loro prodotti. C’è poi l’area “Villaggio Bean to Bar”, uno spazio a cura di Fermento Cacao con la collaborazione di Compagnia del Cioccolato, per raccontare come si produce il cioccolato, dal seme di cacao alla tavoletta. Qui si possono incontrare i protagonisti delle piantagioni dei diversi Paesi produttori che spiegano le qualità, l’attenzione e la lavorazione della materia prima che portano alla trasformazione del cacao in cioccolato. Presso l’area “ChocoFocus” La Compagnia del Cioccolato offre la possibilità di degustare diverse tipologie di cioccolato in percorsi esperienziali, Domenica 12 febbraio sul palco centrale viene consegnato il premio Tavoletta d’Oro, gli oscar al cioccolato italiano di qualità.

Ampio spazio è dedicato alle aree Chocoshopping, con le proposte dei migliori produttori di cioccolato, e Showcooking, con tre palchi e tanti posti a sedere per assistere alle esibizioni dei grandi pasticceri e chef. Qui si possono ammirare all’opera personaggi del calibro di Ernst Knam, Gualtiero Marchesi, Carlo Cracco, Iginio Massari, Davide Oldani, Davide Comaschi, Andrea Besuschio e altri ancora.

Giovedì 9 febbraio, l’apertura della kermesse è celebrata in una golosa Opening Night: dopo il taglio del nastro alle ore 18.00, è possibile visitare in anteprima il Salone e gli stand con tutti degli espositori. Tra le novità di questa edizione spicca la partecipazione del Re del Cioccolato, il Maître Chocolatier Ernst Knam il quale realizza, in esclusiva, una scultura in cioccolato che riprende uno dei più famosi masterpiece dell’arte classica, lavorata e cesellata a mano in tutti i suoi dettagli, che sarà svelata al pubblico la sera dell’inaugurazione del Salone. Il maestro Knam è anche protagonista di alcune spettacolari masterclass, la prima della quali è in programma alle ore 21.00 ed è dedicata a “Dolce - Acido – Piccante”. Alle 19.15 è in programma la “Chocolate Gallery”, una grande sfilata di abiti di cioccolato firmati dell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani (AMPI) e realizzati in collaborazione con 12 stilisti internazionali, studenti della NABA-Nuova Accademia di Belle Arti Milano.

Tra gli altri eventi della Opening Night segnaliamo inoltre lo show cooking “Cuore di San Valentino 2017”, un cioccolatino ideato e realizzato per LILT (Lega Italiana per la Lotta ai Tumori), e “Back to school”, una degustazione guidata che insegna a riconoscere il cioccolato di qualità. Sempre alle 21.00 al Chocosphere lo chef Fabio Ferrarini presenta lo show cooking “Il Camerunino” dedicato al Camerun.

Per tutta la durata del Salone, gli innamorati che vogliono festeggiare San Valentino trovano il Giardino dell’Amore, realizzato dalla Chocolate Academy Milano; qui le coppie possono immortalare il loro sentimento con uno scatto fotografico professionale e gustare un gelato al cioccolato offerto dai gelatai della prima accademia italiana dedicata al cioccolato.

Il cioccolato è un alimento sano e se consumato in maniera corretta può essere considerato un SuperFood. Per spiegarne tutti i segreti alle famiglie e ai bambini, nell’area ChocoLand si può vivere una divertente esperienza alla scoperta di questo prezioso alimento con laboratori di manipolazione e di cucina, attività ludiche a tema e realizzazione di personaggi fantastici attraverso materiali di recupero.
Il cioccolato come alimento prezioso e importante per il benessere è poi protagonista dello spazio dedicato al mondo vegan: in calendario tre show cooking dedicati alla cucina vegana. Non manca un’area dedicata agli spirits e ai vermuth che meglio si accompagnano al cioccolato e un appuntamento dedicato ai cocktail a base di cacao.

L’evento è patrocinato da Comune di Milano e Ampi, realizzato in collaborazione con Compagnia del Cioccolato, Grand Hotel et de Milan, Eataly, Naba, Wella e Pixartprinting. Orari: Opening Night - giovedì 9 febbraio 2017 ore 18.00 – 23.00
Da venerdì 10 a domenica 12 febbraio 2017 - ore 09.30 – 19.30
Biglietti - Euro 15 - Ingressi ridotti per famiglie e gruppi. Per tutte le informazioni, sito Internet www.salonduchocolat.it

Matteo Forte (Milano Popolare): "Ecco cosa fare contro la povertà e il disagio sociale"

Il consigliere comunale di centrodestra presenta le proposte del suo gruppo per il contrasto del disagio economico che nella metropoli lombarda è vissuto da larghe fette della popolazione, nonostante il cosiddetto "welfare ambrosiano" sia comunque un modello all'avanguardia per le capacità di una realtà civili presenti e dinamiche. L'intervista de il Comizio.it. Ai nostri microfoni anche Alessandro Bramati (presidente del Municipio 5) e Deborah Giovanati (assessore del Municipio 9) - (VIDEO)


 

 "Un albo dei soggetti accreditati, una fase triennale degli interventi sperimentale e monitorata, servizi erogati rimborsati a risultato, audizione semestrale dell'assessore alle Politiche sociali per informare la Commissione consiliare competente sull'andamento dell'operato in corso. Questi in sintesi i punti in cui si articola la proposta di delibera di Milano Popolare a Palazzo Marino, per contrastare la povertà e l'esclusione sociale, non una forma di assistenzialismo, ma "un percorso di accompagnamento allo sviluppo della persona", come sottolinea il capogruppo Matteo Forte, per il quale bisogna valorizzare ancora di più le realtà che già operano in quest'ambito, rendendo più efficente sia il loro lavoro che la spesa pubblica. Del resto, nel corso degli anni è cresciuto il numero delle persone in difficoltà e bisognosi non solo di generi alimentari ma anche medicinali, come rilevato da Banco Alimentare, Caritas Ambrosiana e Osservatorio sulla donazione dei farmaci, non a caso, già da tempo ci si è attrezzati per fronteggiare i bisogni emergenti. Sentiamo cosa si è fatto, per esempio, nei Municipi 5 e 9, rispettivamente dalle parole di Alessandro Bramati e Deborah Giovanati.

“Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili”: il racconto di un dramma che viene da lontano

Le nostre interviste all'autrice del cortometraggio (realizzato insieme alla fotoreporter Simona Ghizzoni), la giornalista Emanuela Zuccalà, e alla consigliera comunale milanese Diana De Marchi (Pd). L'indagine dell'Università degli Studi Milano-Bicocca descrive un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in 30 paesi e costituiscono una grave violazione dei loro diritti fondamentali. Un problema che riguarda anche l'Europa: secondo il Parlamento Europeo, sarebbero 500mila le donne che hanno subito mutilazioni che vivono nel continente e 180mila le donne a rischio. L'incontro organizzato da ActionAid a Palazzo Marino - (VIDEO)


Foto di Simona Ghizzoni

 

Nelle comunità migranti che vivono in Italia vi sono molte donne con mutilazioni genitali femminili. Secondo le stime aggiornate al 2016 il numero delle straniere maggiorenni si attesta tra le 46mila e le 57mila unità a cui si aggiungono le neocittadine italiane maggiorenni originarie di paesi dove la pratica esiste (quantificate tra le 11mila e le 14mila unità) e le richiedenti asilo. Oltre il 60% delle donne con mutilazioni genitali femminili presenti in Italia proviene da Nigeria ed Egitto. Se si considera invece la prevalenza all’interno delle principali comunità sono le donne somale ad essere più colpite (83,5%), seguite da quelle che provengono dalla Nigeria (79,4%) e dal Burkina Faso (71,6%).

Sono i risultati preliminari di un'indagine presentati oggi dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca durante l'incontro organizzato nel capoluogo lombardo da ActionAid e dall'associazione culturale Zona in vista della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili del 6 febbraio. Per altre nazionalità l'indagine, condotta nell'ambito del progetto Daphne MGF-Prev e realizzata con interviste face-to-face, rivela incidenze minori, ma comunque significative del fenomeno: al quarto posto per diffusione delle mutilazioni c’è la comunità egiziana (60,6%), seguita da quelle eritrea (52,1%), senegalese (31%) e ivoriana (11%).

Durante l'incontro, che ha avuto il patrocinio del Comune di Milano, è stato proiettato il cortometraggio 'Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili', realizzato dalla giornalista Emanuela Zuccalà e dalla fotoreporter Simona Ghizzoni con il supporto di ActionAid e grazie al contributo dello European Journalism Centre e della Bill & Melinda Gates Foundation. "Incontrando donne combattive in Somaliland, Kenya e Etiopia", raccontano Zuccalà e Ghizzoni, "abbiamo scelto di dare voce, oltre che alla sofferenza provocata dalla mutilazione genitale, al loro coraggio di opporsi a una tradizione millenaria che le fa ingiustamente sfiorire nel corpo e nel ruolo sociale: Uncut è dunque una testimonianza d’impegno femminile, costante e testardo a dispetto di ogni ostacolo, per l'emancipazione".

In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili del 6 febbraio, ActionAid promuove inoltre la mobilitazione online (hasthtag #endFGM). Testimonial, attivisti e influencer pubblicheranno sui loro profili social una foto con indosso il simbolo della campagna: un soffione viola, simbolo di libertà ed espressione del desiderio di lasciar andare il passato, permettere al presente di trasformarsi in un futuro libero da vincoli fisici ed emotivi. Aderiscono alla campagna di sensibilizzazione, tra gli altri, la Federazione Italiana Rugby.

Per combattere il fenomeno, ActionAid ha lanciato il progetto After. "Con questo progetto intendiamo sensibilizzare un più ampio pubblico in Europa sull’esistenza di un problema che spesso è percepito come lontano. Le parole chiave per contrastarlo sono servizi, informazione e prevenzione", spiega Beatrice Costa, responsabile Programmi di ActionAid Italia. Il progetto After è finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea e si svolge in cinque stati: Italia, Spagna, Belgio, Svezia e Irlanda. Nel mondo le mutilazioni genitali femminili sono un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in almeno 30 paesi e costituisce una grave violazione dei loro diritti fondamentali.

(Fonte Adnkronos)

Basta sprecare cibo: in Lombardia c'è già una legge. E a Cremona arriva un appuntamento mondiale

Il 4 e 5 marzo si terrà un convegno che vedrà la presenza di rappresentanti di tutti i Continenti. Il consigliere regionale Carlo Malvezzi, cremonese, spiega: "Non è un caso che l'incontro si svolga nella nostra città, perché si tratta di un territorio che detiene il record nazionale nella produzione di latte; qui hanno sede le maggiori aziende di trasformazione agroalimentare e nell'ambito del settore agricolo e alimentare sono stati premiati e finanziati in questi ultimi mesi ben 8 progetti di cooperazione transazionale". Tutte le nostre interviste e gli interventi della presentazione a Palazzo Pirelli - (VIDEO)


 

Dopo la Carta di Milano di Expo 2015, rappresentati di tutti i Continenti il 3 e 4 marzo si confronteranno a Cremona per fare il punto sulle azioni da promuovere e sugli strumenti concreti da adottare per contrastare lo spreco alimentare, con l’obiettivo di condividere nella Carta di Cremona un documento finale che riprenda e prosegua in modo efficace il percorso avviato a Expo Milano 2015.

L’evento è stato presentato oggi a Palazzo Pirelli, alla presenza del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo. “Questa iniziativa ha una duplice valenza – ha detto Cattaneo -. Innanzitutto è la testimonianza concreta di come, soprattutto dopo Expo 2015, la Lombardia stia lavorando concretamente per facilitare il dialogo, il confronto e lo scambio di esperienze tra i popoli. Dobbiamo costruire i ponti, non i muri – ha proseguito Cattaneo -, condizione indispensabile per non alimentare lo scontro e le guerre ma per mantenere la pace nel mondo. L’appuntamento cremonese ha però anche il merito di porre nuovamente l’attenzione sulla necessità di contenere lo spreco alimentare: la Lombardia ha approvato prima fra tutte una legge che riconosce il diritto al cibo per tutti e dedica una articolo specifico alle misure di contenimento dello spreco degli alimenti. Oggi – ha concluso Cattaneo - nel mondo esistono un miliardo di obesi a fronte di un miliardo di denutriti: serve una forte azione culturale, educativa e formativa perché entrambe le cifre possano ridursi sensibilmente”.

Il convegno “Sprechi alimentari: fattori contaminati, incidenza sulla mortalità e gestione del rischio”, che vedrà Cremona al centro del panorama alimentare mondiale i prossimi 3 e 4 marzo, coinvolge oltre 30 Paesi in rappresentanza di tutti i Continenti. L’evento, che si terrà presso la Sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona, è stato organizzato dal Centro Incontri Diplomatici, in partnership con la Federazione Nazionale Consoli Esteri e sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo. Hanno assicurato il loro patrocinio, oltre al Consiglio Regionale della Lombardia, anche la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dell’Agricoltura, il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia e le principali istituzioni territoriali.

Alla presentazione questa mattina in Consiglio regionale erano presenti, oltre al Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo, il Presidente della Commissione Affari istituzionali Carlo Malvezzi, il Console Generale di Slovenia dottor Gianvico Camisasca in qualità di Vice Presidente della Federazione Nazionale dei Consoli Esteri,  il Presidente del Centro Incontri Diplomatici Emanuele BettiniFabrizio Pizzamiglio in rappresentanza della Provincia di Cremona e il Presidente della Commissione Cultura del Comune di Cremona Luca Burgazzi. Il convegno è organizzato in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano e l’Università del Cattolica Sacro Cuore di Piacenza e Cremona.

Non è un caso che ad ospitare un simile evento sia proprio Cremona – ha sottolineato Carlo Malvezzi-: il territorio cremonese detiene il record nazionale nella produzione di latte, qui hanno sede le maggiori aziende di trasformazione agroalimentare e nell’ambito del settore agricolo e alimentare sono stati premiati e finanziati in questi ultimi mesi ben 8 progetti di cooperazione transazionale. L’evento di inizio marzo sarà pertanto anche una occasione utile e importante per il territorio per favorire incontri BtoB e sviluppare nuovi accordi commerciali e produttivi con i Paesi esteri presenti, grazie anche alla presenza e al sostegno diretto delle rappresentanze diplomatiche

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