Log in
updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Coronavirus, in Israele la situazione torna grave. Netanyahu: "A un passo dal lockdown". Lite con gli ultraortodossi, le sinagoghe restano paerte

Seconda ondata di contagi nello Stato ebraico. Il ministero della Sanità ha fatto sapere che casi positivi sono saliti ieri a 29.366, 6mila in più rispetto a una settimana fa e 1.800 in più rispetto a due giorni fa. I malati sono adesso 11.189. I decessi sono adesso 330. Nei test condotti fra ieri e oggi è stato rilevato un tasso di contagio di circa il 5%, due settimane fa era del 2%. Chiusi bar e palestre. Abu Mazen prolunga lo stato d'emergenza in Palestina


Coronavirus: 3.865 casi in Israele - Ultima Ora - ANSA

Il governo israeliano ha annunciato una serie di drastiche misure per ridurre il contagio da coronavirus dopo che l'epidemia ha ripreso a correre. E' stata ordinata la chiusura, "con effetto immediato", di bar, palestre, piscine, sale per eventi e ogni luogo di spettacolo. Sono vietate le riunioni pubbliche con più di venti persone, ma in ogni caso tutti devono indossare la mascherina e mantenere una distanza di almeno due metri. "Siamo ad un passo dal lockdown", ha detto il premier Benyamin Netanyahu durante il consiglio dei ministri che si è appositamente riunito oggi, riferiscono i media israeliani.

Le nuove misure sono un significativo passo indietro rispetto alla riapertura iniziata a maggio. I ristoranti rimangono aperti, ma possono avere un massimo di 20 clienti all'interno e 30 all'esterno, con tavoli ben distanziati. A bordo degli autobus non possono esserci più di venti passeggeri e si viaggia con i finestrini aperti, senza aria condizionata. Il 30 % degli impiegati pubblici deve lavorare a casa. Gli eventi sportivi si possono svolgere, ma senza pubblico. Le scuole sono già chiuse per le vacanze, ma sono stati aboliti campi e corsi estivi, ad eccezione di quelli per i bambini della materna e i primi quattro anni delle elementari.

Il governo, scrive Times of Israel, avrebbe voluto chiudere le sinagoghe. Ma il ministro dell'Interno Aryeh Deri, del partito ultraortodosso Shas, si è impuntato, ottenendo che rimangano aperte. Il numero massimo dei presenti sarà di 19 persone, un numero non casuale perché il quorum minimo per una preghiera ebraica (minian) è di dieci persone. Rimangono aperte anche le yeshiva, i seminari religiosi. Il partito ultraortodosso Torah unita nel giudaismo aveva minacciato l'uscita dal governo in caso contrario.

La nuova stretta arriva mentre Israele, come la vicina Cisgiordania, sta assistendo ad una forte ripresa del contagio. Dopo essere precipitati a poche decine al giorno in maggio, i nuovi casi positivi ormai saliti intorno ai mille ogni 24 ore. Attualmente i casi attivi sono 11.600, un record mai raggiunto in precedenza. Il governo aveva già deciso di porre un limite massimo di 50 persone ai raduni pubblici a partire da oggi, ma come si è visto ha dovuto poi prendere misure più restrittive. Entro 48 ore sarà varato un pacchetto di sostegno economico per quanti vengono colpiti dai nuovi provvedimenti.

 

 

  • Pubblicato in Esteri

Marò, il Tribunale internazionale dà ragione all'Italia: erano funzionari dello Stato, vanno giudicati in patria. Un calvario giudiziario iniziato nel 2012

l Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, ha stabilito che - in merito ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 nell'Oceano Indiano sulla nave "Enrica Lexie", battente bandiera italiana - i due fucilieri di Marina "godono della immunità" pertanto "viene precluso l’esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti"


due marò

Il Tribunale arbitrale internazionale sul caso dei marò ha dato ragione all'Italia. I giudici hanno riconosciuto "l'immunità" dei Fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in relazione ai fatti accaduti il 15 febbraio 2012 e all'India viene pertanto precluso l'esercizio della propria giurisdizione nei loro confronti.

Il Tribunale ha riconosciuto che i militari erano funzionari dello Stato italiano, impegnati nell'esercizio delle loro funzioni, ha reso la Farnesina. La giurisdizione del caso Lexie è dunque dell'Italia.

Inoltre, secondo il Tribunale "l'Italia ha violato la libertà di navigazione e dovrà pertanto compensare l'India per la perdita di vite umane, i danni fisici, il danno materiale all'imbarcazione e il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell'equipaggio del peschereccio indiano Saint Anthony", a bordo del quale morirono i due pescatori del Kerala. "Al riguardo, il Tribunale ha invitato le due Parti a raggiungere un accordo attraverso contatti diretti".

"Non abbiamo mai smesso di seguire questo caso, ma voglio ringraziare anche chi mi ha preceduto per la costanza e la determinazione impiegate su questa vicenda. L'Italia naturalmente rispetterà quanto stabilito dal Tribunale arbitrale, con spirito di collaborazione - ha scritto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio -. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie".

"Un risultato che accogliamo con soddisfazione, che mette fine a una vicenda che andava avanti da anni - ha commentato il ministro della Difesa Lorenzo Guerini -, particolarmente gravosa anche per i suoi aspetti umani. Per questo rivolgo un affettuoso pensiero ai nostri due marò e alle loro famiglie per i difficili momenti che hanno vissuto". 

Sulla vicenda dei marò "è stata riconosciuta giurisdizione all'Italia. Mi sembra una buona notizia", ha detto Conte. 

Seattle, nuova sparatoria nella zona autogestita dagli antirazzisti: ucciso un 16enne, grave un altro ragazzo. Trump: "Riprendere la città dai terroristi" (VIDEO)

Nuova sparatoria, la quarta in dieci giorni, nella "Chop zone" di Seattle, la zona vicino al Congresso occupata da gruppi di anarchici e "antifa" radicali che cavalcano le proteste per la morte dell'afroamericano George Floyd e dove la polizia non può entrare. Nella prima, il 20 giugno, un 19enne è stato ucciso e un 33enne ferito. Il giorno successivo, un 17enne è stato ferito, così come lo è stata due giorni dopo un'altra persona. Il sindaco sotto accusa per aver gestito male la situazione. Il presidente Donald Trump all'attacco


I'm Scared”: Seattle Residents Living Near CHOP Frightened For ...

Un ragazzo di 16 anni è stato ucciso e un altro è ricoverato in terapia intensiva dopo una sparatoria a Seattle, negli Stati Uniti. Il luogo dove è avvenuta la tragedia è la cosiddetta "Chop zone", vicino al Congresso, presidiata dai manifestanti del movimento Black Lives Matter che protestano per la morte di George Floyd. Si tratta della quarta sparatoria che si è verificata in città negli ultimi dieci giorni.

Autogestione - La zona "Capitol Hill Occupied Protest" è finita sotto l'autogestione dei manifestanti, dopo essere stata occupata pacificamente da centinaia di persone. Negli ultimi dieci giorni si sono però verificate quattro sparatorie.

I precedenti - Nella prima, il 20 giugno, un 19enne è stato ucciso e un 33enne ferito. Il giorno successivo, un 17enne è stato ferito, così come lo è stata due giorni dopo un'altra persona. A seguito dei ripetuti episodi di violenza, le autorità locali hanno dichiarato di valutare lo smantellamento della zona Chop e riaprire la stazione di polizia.

La polizia: "Zona non sicura" - La direttrice del Seattle Police Department, Carmen Best, ha accusato dimostranti e abitanti di "non essere collaborativi con le nostre richieste di aiuto" e ha descritto l'area come "non sicura, per nessuno". Nel frattempo si sollevano da varie parti del panorama politico richieste di dimissioni nei confronti del sindaco Jenny Durkan, accusata di aver gestito male la situazione.

Secondo i media locali la zona Chop è pacifica e tranquilla di giorno, con volontari che distribuiscono cibo gratuitamente e gente che si rilassa nei parchi, dove è stato anche creato un giardino comunitario. Di notte, tuttavia, la tensione sale quando i dimostranti marciano e persone armate controllano le strade.

Trump: "Riprendere Seattle dai terroristi" Il presidente Donald Trump ha più volte criticato la gestione della situazione da parte della sindaca e delle autorità statali, invitandoli a "riprendere Seattle" dai "terroristi", dagli "anarchici" e dai "democratici della sinistra radicale". Oggi, Trump ha scritto su Twitter: "Gli agitatori, gli anarchici, i saccheggiatori e i 'manifestanti" si rifiutano ora di lasciare la zona 'Chop'. Hanno zero rispetto per il governo, per la sindaca di Seattle o il governatore dello Stato di Washington. Non va bene!".

  • Pubblicato in Esteri

Coronavirus, l'annuncio di Zaia: "Nessun malato in terapia intensiva". Nuove linee guida per locali e cerimonie, impegno per le fiere. "La Grecia riapre? Merito del casino che abbiamo fatto noi, non di Di Maio" (VIDEO)

Il punto stampa del governatore veneto: "Oggi nessun malato Covid in terapia intensiva. Ci sono solo 15 pazienti ex malati che si sono negativizzati. In magazzino abbiamo almeno 100 respiratori imballati. I morti di Coronavirus sono in totale 1961, più 6 decessi fuori dagli ospedali rispetto al bollettino di ieri. Il virus comunque resta in giro, questo bisogna ricordarselo bene" - (VIDEO)


"Con oggi cala il sipario sulle terapie intensive per i pazienti Covid, infatti non abbiamo più un solo malato Covid ricoverato. mentre sono solo 4 i nuovi casi positivi registrati  da ieri e 6 nuovi decessi, i dimessi sono stati in totale 3459, +12 da ieri". Lo ha annunciato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa, in cui ha fatto un bilancio ad oggi dell'epidemia in regione: "Che ha causato quasi 2 mila morti, 19 mila positivi al coronavirus, centinaia di persone ricoverate nelle terapie intensiva e 6.500 pazienti già guariti, che doneranno il loro sangue alla 'Banca del plasma'".

"Ma, al di là di possibili toni 'trionfalistici' ricordo a tutti che il virus c'è sempre, anche se non fa più i danni di prima, ma non è scomparso, e quindi raccomando ancora l'uso della mascherina al chiuso e all'aperto in presenza di assembramenti". "E per il prossimo autunno-inverno speriamo non ci sia una nuova ondata, anche se il Veneto è già pronto con l'artiglieria pesante: abbiamo infatti pronte poco meno di mille terapie intensive".

"Il sistema fieristico italiano rischia il collasso. E per questo con il presidente Bonaccini entro un paio di giorni presenteremo un business plan alla Conferenza delle Regioni che poi andrà al governo: con delle linee guida perchè le fiere devono riaprire", ha sottolineato ancora il presidente del Veneto. "Ieri con il presidente Bonaccini abbiamo avuto un incontro in videoconferenza con il ministro dell'Economia Gualtieri. In Veneto abbiamo il polo fieristico d'eccellenza di Verona che ad oggi ha perso il 60% del Fatturato pari a 65 mln di euro, mentre l'indotto perso per l'economia veronese è di 700 mln di euro, e se non riapre per fine anno perderà il 90% del giro d'affari. Il dato nazionale per i grandi poli di Milano, Bologna e Verona è di 700 mln di euro per un indotto di 7 mld di euro".

"Le Fiere chiedono certezze e per programmare gli eventi di fine anno hanno bisogno di regole certe entro fine giugno e soprattutto un'iniezione di risorse - ha spiegato Zaia - ne ha convenuto lo stesso ministro dell'Economia, e quindi entro un paio di giorni gli presenteremo il business plan , una sorta di 'lista delle richieste'. In ogni caso, sarà fondamentale l'intervento della Cassa Depositi e Prestiti in questa partita", ha concluso Zaia.

Maltempo. «Abbiamo province massacrate da piogge e inondazioni, finito un problema ne inizia un altro, qui in Veneto non ci facciamo mancare niente». Il governatore ha firmato il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza.

Elezioni a settembre. Il governo va verso un accorpamento referendum sul taglio dei parlamentari, regionali e comunali in un election day, la data ipotizzata è il 20 settembre.
 «La finestra del governo andava dal 6 settembre, un emendamento di Forza Italia ci ha fatto sapientemente slittare a dopo il 15, cioè al 20 settembre. Ci è stata tolta la possibilità di decidere come Regione. Diveregenze con la segreteria della Lega? Ci sono valutazioni nazionali che tengono conto delle situazioni di tutte le regioni. Io però non sono assolutamente d'accordo con la soluzione del Parlamento. Ricordo che la data delle elezioni non è stata fissata. C'è solo una finestra dal 20 settembre al 15 dicembre. Chi indirà le eleziomi dovrà fare un decreto.  Ma voglio sapere: riapriamo le scuole a inizio settembre per chiuderle dopo una settimana il 20 settembre? Che pasticcio. Che casino. E poi nei comuni ci saranno anche i ballottaggi, i secondi turni. A luglio si poteva votare: spiagge aperte, tutto aperto tutto che funziona e ci dicono che non possiamo andare a votare? Perchè no?
La mia domanda è: quando andremo a votare? Ce lo possono dire di preciso? Lo chiedo al presidente Conte, lo dica lui non qualche sottosegretario».

Nuove linee guida. Sono al centro di un incontro della Conferenza delle Regioni convocata d'urgenza. «Le linee guida vanno aggiornate a mio avviso, ci sono parti che non vanno più bene. E poi c'è il problema dei centri estivi e del bonus baby sitter». Le linee guida saranno rese pubbliche nella giornata di oggi.

Ristoranti, discoteche, cerimonia. L'assessore Lanzarin ha confermato l'arrivo di nuove regole anche per ristorazione e discoteche e per le cerimonie: per le piste da ballo è stato studiato un indice di capienza della pista legato ad un distanziamento di 2 metri di una persona dall'altra, come per le piscine e l'attività sportiva. Resta il problema di chi controllerà. Nei ristoranti si potranno tenere cerimonie come battesimi, matrimoni ecc. Si potrà ballare solo all'esterno comunque.

Grecia, frontiere riaperte con l'Italia. «Hanno tolto il divieto oggi. Merito del casino che abbiamo fatto noi, non del ministro Di Maio. E' la dimostrazione che un problema c'era e non era stato risolto. Si vede che qualcuno non se n'era interessato».

Plexiglass negli autobus. «Costa un sacco di soldi, in giro non ce n'è. E inquina. Non vorrei che fosse la soluzione richiamata per ogni situazione».

Coronavirus, nuovi contagi, decessi e ricoveri: i dati nazionali aggiornati. In Lombardia cala la pressione sugli ospedali. Otto regioni senza vittime

Salgono ancora i nuovi positivi in Italia, sono ora 231.732 i contagiati totali, 593 più di ieri, quando se ne erano registrato 584. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile. Sono 70 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto alle 117 di ieri. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 20, mentre ieri erano state 58. I morti a livello nazionale salgono così a 33.142. Otto regioni - Sicilia, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Molise, Basilicata e Trentino Alto Adige - non fanno registrare vittime 


Il bollettino: i morti sono 70, meno di 500 persone in terapia intensiva  Tutti i dati

I DATI DELL'EPIDEMIA IN ITALIA - Altri 70 morti in Italia per coronavirus. In totale le vittime dall'inizio dell'emergenza sono 33.142, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. Il numero complessivo dei dimessi e guariti dal coronavirus sale invece a 150.604, con un incremento di 3.503 persone rispetto a ieri. In terapia intensiva sono ricoverate 489 persone: per la prima volta dal 6 marzo, si scende sotto la soglia di 500. Sono 7.379 le persone ricoverate con sintomi, con un decremento di 350 pazienti rispetto a ieri e 40.118 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. I casi attualmente positivi nel complesso sono 47.986.

I NUMERI IN LOMBADIA - Aumentano i casi, diminuiscono ricoveri e decessi. Sono 382 i nuovi contagiati in Lombardia con 15.507 tamponi effettuati per un totale di 88.183 positivi in regione. Ieri c'erano stati 216 nuovi casi a cui andavano aggiunti 168 tamponi effettuati nel corso della settimana a Bergamo. Gli attualmente positivi ammontano a 22.913, il rapporto tamponi/positivi è al 2,5% (ieri era 1,7%). In calo i nuovi decessi che sono 20 (ieri 58) per un totale di 15.974 persone morte in regione. Buone notizie dal fronte ospedaliero: in calo sia i ricoveri in terapia intensiva (-2, 173) che negli altri reparti (-156, 3.470). Sempre secondo i dati forniti oggi dalla Regione sono 1486 i pazienti da coronavirus giudicati guariti, per un totale che sale a 49.296.

I CASI PROVINCIA PER PROVINCIA - I nuovi casi di coronavirus sono stati pari oggi a 39 a Milano e a 76 nell'intera provincia, con una sostanziale stabilità  rispetto a ieri, quando erano ammontati a 41 e 68.. Nelle altre province lombarde si registra una crescita dei casi a Brescia, da 33 a 90, mentre a Bergamo sono 69, a Como 31 e a Sondrio 23. Numeri più contenuti per Monza e Brianza (14), Lodi (13), Cremona (13), Varese (12), Pavia (9), Lecco (5) e Mantova (2)

FONTANA: DAL 3/6 LOMBARDI LIBERI DI CIRCOLARE OVUNQUE - "Sono molto confidente sul provvedimento che verrà emanato dal governo e sono praticamente convinto che dal 3 (giugno, ndr) i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia". Lo afferma il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in merito alla possibilità per i lombardi di potersi spostare sull'intero territorio nazionale. "Abbiamo esaminato i dati relativi alla Regione Lombardia, che abbiamo inviato all'Istituto Superiore di Sanità, e abbiamo potuto evidenziare come gli stessi siano tutti positivi e in miglioramento rispetto alle precedenti settimane, questo vuol dire che la situazione sta migliorando. Questo vuol dire che in previsione del provvedimento governativo con cui si stabilirà la riapertura delle regioni e la circolazione tra regioni, credo la Lombardia rientrerà sicuramente nelle regioni che avrà libertà di movimento", conclude Fontana.

LA LOMBARDIA QUERELA GIMBE - "Regione Lombardia, attraverso il proprio ufficio legale, ha deciso di presentare una querela contro la fondazione Gimbe e il suo presidente Nino Cartabellotta. Un atto inevitabile, il nostro, dopo quanto affermato dal presidente della fondazione che, parlando dei dati sanitari della Lombardia, ha dichiarato, fra l'altro, che 'si combinano anche dei magheggi sui numeri'". Lo comunica in una nota la Regione Lombardia. "Accuse intollerabili e prive di ogni fondamento - si legge nella nota - per le quali il presidente di Gimbe dovrà risponderne personalmente. I nostri dati, come da protocollo condiviso da tutte le Regioni, vengono trasmessi quotidianamente e con la massima trasparenza all'Istituto Superiore Sanità". 

Coronavirus a Milano già il 26 gennaio, quattro giorni dopo l'entrata in quarantena di Wuhan. Sintomi scambiati per coda dell'influenza

Lo studio della Regione Lombardia riportato dal Corriere della Sera. ll coronavirus circolava a Milano già il 26 gennaio. Quasi un mese prima della scoperta del "Paziente 1" a Codogno (Lodi), il 21 febbraio, almeno 160 persone avevano già contratto il Covid-19 tra il capoluogo lombardo e la sua provincia e circa 1200 in tutta la Lombardia. È quanto emerge da uno studio condotto dalla task-force sanitaria regionale su quella che è stata definita la "Fase 0" del contagio in Italia, ovvero quel periodo "oscuro" in cui la catena di trasmissione del virus si era già innescata ma nessuno se ne era ancora accorto perché i suoi sintomi venivano scambiati per quelli dell’influenza che proprio in quelle settimane concludeva il suo picco e così la malattia si diffondeva senza essere intercettata


Coronavirus, chiusure di scuole e università, manifestazioni e ...

Il Covid-19 circolava a Milano già il 26 gennaio, quasi un mese prima della scoperta del paziente 1 a Codogno (Lodi), il 21 febbraio. Secondo il Corriere della Sera almeno 160 persone prima del 21 febbraio avevano contratto il virus tra Milano e provincia (1.200 in Lombardia). E' un'analisi della task-force sanitaria della Regione secondo cui in quel periodo il contagio s'era già innescato e i sintomi vennero scambiati per la coda dell'influenza.

Invasione silenziosa - In quelle settimane, spiega il "Corriere della Sera", la malattia si diffondeva e nessuno ancora lo sapeva. Secondo l'analisi della task-force quel 26 gennaio, ribattezzato come "Giorno 0", c'erano già 46 casi di Covid-19 a Milano, mentre in Lombardia se ne contavano 543. Ma la "sveglia" viene data solo dal caso di Codogno, quando tutti si accorgono che il virus ci è entrato in casa e cominciano i tamponi alla ricerca dei contagiati. Comincia quindi quella corsa esponenziale che ci fa arrivare fino alla cifra in Lombardia dei 74.348 infettati, registrati il 28 aprile. 

La storia della malattia tra tamponi e racconti dei malati - In base alle analisi successive della storia della malattia, tra tamponi e sintomi, indicazioni dei malati e dei medici, oggi gli esperti sono riusciti a tracciare il trend dell'epidemia nella regione, a raccontare l'andamento della malattia in quel mese in cui il virus era ancora un oggetto quasi sconosciuto per tutti noi, che lo credevamo lontano, in Cina. 

Il contagio veloce - Tutti credevamo che fossero gli aeroporti i canali di trasmissione, tutti si concentravano sulle rotte continentali. E invece c'erano già quei 46 milanesi che avevano contratto il virus a fine gennaio, e che lo hanno trasmesso velocemente ad altri. L'analisi dice che in nove accusano i sintomi il 12 febbraio, in 13 il 15, in 10 il 18, in 35 il 20 febbraio. Poi, dal 21, con il paziente "1" di Codogno comincia una nuova era. "Per tutti i pazienti certificati Covid a fine febbraio e che nella loro memoria, collocavano l'inizio dei sintomi molto indietro nel tempo, sarebbe stata identificata quella data, il 26 gennaio, come termine massimo oltre il quale non era possibile retrocedere i primi sintomi", spiega il Corriere. Il conteggio dei contagi procede poi in base all'analisi dei tamponi in laboratorio: a Milano un caso il 21 febbraio, 2 il 22, 2 il 23, 9 il 24, 25 il 29 e 778 il 10 marzo. L'analisi evidenzia quindi due epidemie, quella nascosta prima di Codogno e quella successiva.

Da Wuhan a Milano - Solo il 22 gennaio Wuhan era entrata in quarantena, dopo che il 31 dicembre si erano definiti "polmoniti anomale" quegli strani casi nella città cinese, e dopo la conferma, il 7 gennaio, da parte delle autorità di Pechino, dell'identificazione di un nuovo ceppo di coronavirus. Il 10 gennaio l'Organizzazione mondiale della sanità parla della diffusione di una nuova epidemia. Quella stessa epidemia che, adesso lo sappiamo, ci era arrivata in casa ancora prima della fine di quello stesso mese. 

  • Pubblicato in Salute

Coronavirus, il bilancio mondiale: 170mila morti e 2,4 milioni di contagiati. Annullate l'Oktoberfest e la corsa dei tori di Pamplona. E Trump annuncia: "Stop immigrazione negli Usa"

Ad oggi il Covid-19 nel mondo ha causato 170.418 decessi, mentre le persone contagiate 2.480.749. Secondo i dai aggiornati della Johns Hopkins University, 42.335 casi sono negli Stati Uniti, che si confermano il Paese col più alto numero di vittime, seguiti da Spagna e Italia. Impennata nel Regno Unito nelle ultime 24 ore. Il quadro globale della pandemia, le misure e i provvedimenti di questi giorni


Coronavirus Mondo: più di 145.000 morti, 2.158.594 i contagi ...
Il bilancio dei morti per coronavirus NEL MONDO ha raggiunto quota 170.418. Sono oltre 2.500.000 i casi secondo i dati della John Hopkins University

GERMANIA - Il presidente della Baviera, Markus Soeder, ha annunciato che "l'Oktoberfest quest'anno non si terrà". "Fa male, dispiace molto, ma quest'anno non è un anno normale", ha spiegato Soeder. Ai tempi del coronavirus "sarebbe irresponsabile" tenere una festa popolare del genere, ha sottolineato. Intantok, il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas, rispondendo a una domanda sulle vacanze estive, ha detto che continueranno ad esserci "limitazioni di movimento" a causa del coronavirus, e su questo "è meglio non farsi illusioni". Maas ha auspicato anche un ripristino delle frontiere aperte e di Schengen il prima possible, ma secondo lui non ci sarà "una normale stagione estiva con spiagge e rifugi di montagna pieni". Berlino, come la maggioranza degli altri Land tedeschi, rende "obbligatoria" la mascherina per salire sui mezzi pubblici dal 27 aprile. Lo ha annunciato il sindaco Michael Mueller. La misura si rende necessaria, ha spiegato, perché "non è possibile garantire la distanza di alcuni metri tra le persone". Dieci Stati regionali sui 16 hanno deciso questo obbligo per contrastare la diffusione del coronavirus.

SPAGNA - A causa della pandemia la città di Pamplona ha deciso di annullare le famose celebrazioni di San Fermin, previste a luglio, dove la corsa di tori di solito attira decine di migliaia di turisti. 'Il consiglio comunale ha preso questa decisione unanimemente, tenendo conto che la lotta contro il Covid-19 è diventata una priorità globale e che non vi è altra eventuale possibilità per eventi internazionali', si legge in una nota del municipio. In Spagna sono 430 i morti nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Sanità. In totale le persone decedute sono 21.282, mentre i contagiati sono 204.178 e i guariti 82.514. Lunedì prossimo verranno ridotte ulteriormente le misure di isolamento per il coronavirus. Il governo - rende noto El Pais - ha annunciato che dal 27 aprile i minori di 14 anni potranno uscire con un genitore per le "attività essenziali" come andare al supermercato, in farmacia o in banca. Nel Paese, in lockdown almeno fino al 9 maggio, la settimana scorsa il governo ha avviato una prima fase di allentamento delle restrizioni, consentendo la riapertura di alcune attività produttive.

La FRANCIA ha superato nelle ultime 24 ore quota 20.000 morti, raggiungendo il numero di 20.265 decessi tra ospedali, case di riposo e istituti per disabili. Lo ha annunciato il direttore generale della Sanità, Jerome Salomon.

In BELGIO nelle ultime 24 ore sono stati segnalati 170 morti a causa del coronavirus. Lo ha annunciato oggi il virologo Emmanuel Andre. Le persone morte negli ospedali sono state 89, mentre 80 nelle case di riposo. Tuttavia, ''i decessi sia nelle case di riposo sia negli ospedali stanno calando'', ha detto.

Nuova impennata del numero di morti da coronavirus registrati nel REGNO UNITO nelle ultime 24 ore, dopo il consistente calo dei due giorni scorsi: lo rende noto il ministero della Sanità, con altri 823 decessi nei soli ospedali, quasi il doppio di ieri, appena una cinquantina meno di venerdì e 160 meno rispetto al record assoluto giornaliero - britannico ed europeo - del 10 aprile. Il totale censito dei decessi sale a 17.337, mentre i contagi diagnosticati sfiorano 130.000, con una curva d'incremento in flessione attorno a 4300 al giorno.

Un nuovo omaggio a quanti in Italia (e nel mondo) sono impegnati nella lotta contro il coronavirus arriva dai pompieri britannici. La Fire Brigades Union, sindacato che riunisce circa 45 mila vigili del fuoco nel REGNO UNITO, ha realizzato un video in cui il personale sparso in tutto il Paese canta 'Bella Ciao' in italiano: un montaggio di voci e suoni con un messaggio di solidarietà, "siamo con voi", rivolto in primo luogo ai "fratelli e sorelle" pompieri in Italia. "La nostra è una famiglia senza confini", spiega il vigile del fuoco che parla all'inizio, in un breve messaggio introduttivo che riassume le ragioni di questa iniziativa fatta per incoraggiare anche la Gran Bretagna alle prese con l'epidemia. La canzone dei 'firefighters' si chiude con un invito: "Siate forti, abbiate cura di voi, prendetevi cura l'uno dell'altro e prendetevi cura delle nostre comunità".

Il presidente della REPUBBLICA CECA, Milos Zeman, si è detto favorevole alla chiusura delle frontiere per un anno. 'Desideriamo che la gente eviti di recarsi nei paesi dove il virus non è ancora sotto controllo', ha detto lunedì.

In DANIMARCA ieri lunedì è scattato un ulteriore allentamento delle restrizioni per il coronavirus ed hanno riaperto parrucchieri, dentisti, scuole guida, ma anche saloni di massaggi e di tatuaggi. Nei saloni da parrucchiere, i clienti dovranno disinfettarsi le mani all'ingresso e indossare un camice monouso.

La SVEZIA ha riportato il numero più alto di vittime in 24 ore, 185, a causa del coronavirus. In totale i decessi sono 1.765, oltre 15.300 i contagiati. Lo rende noto il Guardian. I dati confermano che la Svezia è il Paese del Nord Europa più colpito dall'epidemia. Ciononostante, le autorità continuano a tenere il Paese sostanzialmente aperto, affidandosi alla responsabilità dei cittadini per il rispetto del distanziamento sociale.

Negli STATI UNITI nelle ultime 24 ore sono morte altre 1.433 persone a causa del coronavirus, secondo gli ultimi dati della Johns Hopkins University. I decessi complessivamente da quando e' esplosa l'epidemia sono oltre 42 mila nel Paese. I contagi sono oltre 784 mila.  Una prigione dell'Ohio sta diventando il più grande focolaio di coronavirus degli Stati Uniti: al Marion Correctional Institution sono risultati positivi 109 dipendenti e 1828 detenuti (tre quarti della popolazione carceraria dello Stato), un numero piu' alto di quello di una industria della lavorazioni delle carni in South Dakota e della portaerei Roosevelt a Guam. Complessivamente nei penitenziari dell'Ohio ci sono 2400 casi tra i reclusi e 244 tra lo staff, ossia il 20% del totale. 

Una firma per sospendere nuovi ingressi di migranti in America e "proteggere" i posti di lavoro dei cittadini contro il coronavirus, definito "nemico invisibile". Questo quanto annunciato dal presidente Usa Donald Trump su Twitter. "Alla luce dell'attacco del nemico invisibile, nonché della necessità di proteggere i posti di lavoro dei nostri GRANDI cittadini americani, firmerò - ha scritto Trump - un ordine esecutivo per sospendere temporaneamente l'immigrazione negli Stati Uniti!".

In RUSSIA tornano a salire i casi di coronavirus, con 5.642 nuovi contagi individuali nelle ultime 24 ore, arrivando a un totale di 52.763. Lo fa sapere la task force nazionale. Ieri i casi registrati erano stati infatti 4.268.

ISRAELE - I casi positivi di coronavirus in Israele sono saliti oggi a 13.883, mentre i decessi hanno raggiunto la cifra di 181. Lo ha reso noto il ministero della sanità. I malati gravi sono 142 (5 per cento in meno rispetto a ieri), e 113 di essi sono in rianimazione. Le guarigioni sono adesso salite a 4.353. Anche oggi, come negli ultimi giorni, il numero dei nuovi contagi è stato inferiore a quello delle guarigioni.

La CINA registra 11 nuovi casi, di cui 4 importanti e 7 domestici, individuati nelle province di Heilongjiang e Guangdong. Secondo i dati aggiornati all'intera giornata di lunedì, la Commissione sanitaria nazionale ha riferito che non sci sono stati nuovi decessi.

SINGAPORE estende le misure anti-Covid19 dal 4 maggio al primo giugno. E' quanto ha annunciato il premier Lee Hsien Loong sul lockdown parziale, che prevede lo stop temporaneo a scuole e molti luoghi di lavoro. Il ministero della Salute ha annunciato oggi altri 1.111 casi di coronavirus, a 9.125 totali, per il secondo giorno di fila sopra quota 1.000, dopo i 1.426 record di ieri.

SIERRA LEONE - Una guardia del corpo del presidente del Paese, Julius Maada Bio, è risultata positiva al coronavirus. Lo ha detto lo stesso presidente in un messaggio alla nazione, aggiungendo di essere in buona salute assieme ai suoi familiari, nessuno dei quali ha mostrato sintomi del virus. Il Paese conferma a oggi 43 casi di Covid-19.

TANZANIA - Un parlamentare della Tanzania di cui non è stato specificato il nome è risultato positivo al coronavirus, causando richieste di sospensione delle sedute in corso. Lo riportano i media locali.

In BRASILE almeno 7 indios sono morti in Amazzonia a causa del coronavirus, una malattia che può causare conseguenze 'molto gravi' se continuano le invasioni di gruppi illegalli nelle riserve, hanno affermato rappresentanti delle entità legale alle popolazioni indigene.

  • Pubblicato in Esteri

Coronavirus, aggiornamento del bilancio mondiale: 34.000 morti, 25.000 in Europa. Disastro Spagna: più casi della Cina. A Gerusalemme niente Via Crucis

I decessi provocati dal coronavirus nel mondo hanno superato quota 34mila su un totale di oltre 723mila casi: lo riporta l'ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University. Le persone finora guarite sono 151.991. I casi di contagio sono 723.328 ed i decessi 34.005. La rivista Lancet, nel frattempo, indica che il virus si abbatterà ora su Africa e America Latina, dove le conseguenze sarebbero assai più devastanti di quanto visto finora in Asia, Europa e Nordamerica. Questo a causa della penuria di ventilatori e del fatto che molte strutture sanitarie non hanno nemmeno le terapie di base, come l'ossigeno. L'infezione, quindi, troverà facilmente strada tra gli strati più poveri della popolazione, costretti a vivere in aree urbane spesso sovraffollate. Contro questa minaccia, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha lanciato il programma di finanziamento Covid-19 Solidarity Response, che finora ha raccolto circa 70 milioni di dollari, e sta continuando nell'opera di sensibilizzazione dei singoli Paesi


Coronavirus, Spagna fuori controllo: quasi 5000 morti, 769 in 24 ...

In Europa sono oltre 25.000 i morti per coronavirus. E' il risultato di un conteggio dell'agenzia France Presse.

Né processione delle Palme, né Via Crucis a Gerusalemme. Netanyahu in quarantena volontaria - Niente processione della Domenica delle palme, né Via Crucis, a Gerusalemme, almeno nelle forme tradizionali finora applicate. Lo ha deciso l'amministratore apostolico di Terra Santa padre Pierbattista Pizzaballa in adesione alle restrizioni imposte dalla lotta al coronavirus. Il cuore della Settimana resta il Santo Sepolcro in Città Vecchia ma, a seguito alle direttive civili, le celebrazioni "saranno necessariamente ridotte". Saranno tuttavia tenute le funzioni del Triduo (giovedì, venerdì e sabato santo), ma alla presenza dei sacerdoti nel numero consentito dalle disposizioni. Rinviata anche la Messa Crismale, che sarà celebrata verso la Pentecoste se la situazione lo permetterà. In Israele sono salite a 16 le vittime provocate dal coronavirus, mentre i positivi, con altri circa 100 casi, sono arrivati a quota a 4.347. Lo ha reso noto il ministero della Sanità. Nel frattempo, il premier Benyamin Netanyahu è entrato in quarantena volontaria in attesa degli esami epidemiologici sulla consigliera per le questioni degli ebrei ortodossi Rivka Paloch, risultata positiva. Giovedì scorso la donna, che sarebbe stata contagiata dal marito, era stata alla Knesset dove ha incontrato un certo numero di ministri e di deputati. Adesso vengono esaminate le telecamere di sorveglianza per stabilire con certezza se abbia avuto contatti ravvicinati anche con Netanyahu.


Oltre 1.000 morti nello Stato di New York - I decessi provocati dal coronavirus nello Stato di New York hanno superato ieri, in meno di un mese, quota 1.000: lo riporta il New York Times sottolineando che gran parte dei decessi sono stati registrati negli ultimi giorni. Il bilancio aggiornato in questo Stato verrà reso noto oggi, ma secondo alcuni calcoli dovrebbe essere di almeno 1.026. Ieri il governatore dello Stato, Andrew Cuomo, aveva annunciato che le persone contagiate sono 59.513, di cui 8.503 in ospedale e 2.037 in terapia intensiva. I casi di coronavirus negli Stati Uniti sono 143.055, le vittime 2.513. E' quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. E Donald Trump annuncia che parlerà a breve con il presidente russo Vladimir Putin. Al centro del colloquio ci sarà l'energia e il petrolio, ma anche gli scambi commerciali e il coronavirus. Le quotazioni del greggio sono in caduta libera, con il Wti crollato sotto i 20 dollari al barile.

Sospiro di sollievo per il principe Carlo, testato positivo al coronavirus una settimana fa: l'erede al trono britannico, 71 anni, non è più in auto-isolamento nella tenuta di Balmoral, in Scozia ed è ora "in buona salute". Lo riferisce una nota di Clarence House, sua residenza ufficiale londinese, precisando che il principe di Galles ha terminato la quarantena prevista dalle direttive delle autorità sanitarie britanniche "dopo aver consultato il suo medico".

La Spagna supera la Cina per contagi - La Spagna ha superato questa mattina la Cina per numero di casi confermati di coronavirus: è quanto emerge dal quadro aggiornato reso noto dal governo di Madrid. I contagi nel Paese iberico sono ora 85.195 contro gli 82.156 della Cina (fonte John Hopkins University), che lo fanno così salire al terzo posto della classifica mondiale dopo gli Stati Uniti e l'Italia. Sempre in Spagna, i morti hanno raggiunto quota 7.340, mentre le persone guarite sono 16.780. Tra i contagiati, 12.298 sono operatori sanitari.

In Russia 302 nuovi casi, 1.836 in totale - In Russia si registrano 302 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore, per un totale di 1.836 infettati. In totale, i morti sono ufficialmente 9 e le persone dimesse dagli ospedali perché guarite 66. Lo riferisce il centro operativo russo anticoronavirus. Domani, intanto, la Duma potrà approvare il disegno di legge che conferisce al governo il potere di dichiarare l'allarme e lo stato di emergenza nel Paese.

Brasile: 4.256 casi (+352) e 136 morti (+22). Twitter rimuove due video di Bolsonaro - I casi confermati di coronavirus in Brasile sono ora 4.256 e i morti 136, il che equivale ad un tasso di mortalità del 3,2%, secondo l'ultimo bilancio ufficiale diffuso domenica dal ministero della Sanità. Queste cifre indicano un aumento di 22 morti (+19%) da sabato a domenica - identico a quello registrato da venerdì a sabato - e 352 nuovi casi confermati durante il weekend, con un aumento di 352 casi (+9%), inferiore a quello registrato da venerdì a sabato, che era stato di 487 casi. Lo Stato di San Paolo, il più popoloso del Paese, resta l'epicentro dell'epidemia, con 1.451 casi e 96 decessi. Ieri, intanto, Twitter ha eliminato due video pubblicati sull'account di Jair Bolsonaro in cui si vedeva il presidente brasiliano incontrare e salutare vari cittadini per le vie di Brasilia, in palese violazione delle norme di isolamento sociale ribadite appena il giorno prima dal suo stesso ministro della Sanità, Luiz Henrique Mandetta. Sono state "infrante le regole" di questo social network, è stato spiegato dopo la rimozione di due video su tre. Non solo. Un tribunale federale di Rio de Janeiro, su richiesta della Procura locale, ha vietato al governo di diffondere nuovi contenuti nel quadro della sua campagna 'Il Brasile non si può fermare', lanciata venerdì scorso per opporsi alle misure di restrizione delle attività economiche e di isolamento sociale adottate nella lotta contro il coronavirus. La segreteria di
comunicazione dell'Esecutivo ha risposto che questa campagna non è mai esistita. Ma si tratterebbe di quella lanciata su Facebook dal senatore Flavio Bolsonaro, figlio del presidente, e accompagnata dall'hashtag #oBrasilNaoPodeParar.

In Iran oltre 40mila casi, 3mila in 24 ore - Altre 117 persone che avevano contratto il coronavirus sono decedute nelle ultime 24 ore in Iran, portando il totale delle vittime a 2.757. I casi accertati di Covid-19 salgono a 41.495, con 3.186 nuovi contagi in un giorno. Le persone guarite sono invece 13.911. Lo rende noto il ministero della Salute iraniano.

Fra i palestinesi 115 casi positivi, un morto - Con la rilevazione di 6 nuovi casi di coronavirus a Biddo, un villaggio della Cisgiordania, il totale dei palestinesi risultati finora positivi è salito a 115, nove dei quali si trovano nella Striscia di Gaza. Lo ha reso noto il portavoce del ministero degli Interni palestinese Ghassan Nimer. Fra i palestinesi si conta finora un solo decesso, una donna di 65 anni. Intanto, per impedire la diffusione del contagio, il governatore di Hebron ha ordinato il totale isolamento della città: nessuno può entrarvi o uscirne e i negozi di alimentari vengono tenuti aperti per il tempo minimo necessario per i rifornimenti della popolazione. Ad allarmare le Autorità palestinesi locali è stato il timore che in città, dove risiedono oltre 150mila abitanti, si stia sviluppando un nuovo focolaio di contagio, che sarebbe il secondo di una certa rilevanza dopo quello registrato a Betlemme nelle settimane scorse.

Corea del Sud, i nuovi casi scendono a 78 - La Corea del Sud ha avuto domenica 78 contagi da coronavirus, meno dei 105 di sabato, quando erano stati motivo di preoccupazione i focolai a Seul (16 casi legati ad una chiesa), le aree limitrofe e le infezioni importate, per le quali era stata disposta la quarantena di 14 giorni per tutte le persone arrivate nel Paese. Il Korea Centers for Disease Control and Prevention ha reso noto che i decessi sono saliti a 158 (+6). Le infezioni sono salite a 9.661, di cui 4.275 casi sotto cure mediche e 5.228 dimessi dagli ospedali, con un tasso di guarigione al 54%.

Cina, 30 casi importati e uno interno - La Cina ha registrato domenica 31 nuovi casi di contagi da coronavirus, di cui 30 importati e uno interno nella provincia del Gansu. La Commissione sanitaria nazionale (Nhc) ha reso noto che i decessi sono saliti a 3.304 con i 4 nuovi casi riferibili all'Hubei, la provincia epicentro della pandemia. I contagi di ritorno sono adesso 723, di cui 93 risoltisi con la guarigione e 630 sotto trattamento ospedaliero (19 i casi gravi). Le infezioni sono 81.470 nel complesso, di cui 2.396 sono pazienti in cura e 75.770 guariti.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS