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updated 2:31 PM UTC, Mar 21, 2019

Agricoltura lombarda, Fava: "Il biologico è in forte crescita. E vi spiego come stanno i nostri allevamenti, tra innovazione, tradizione e identità"

L'assessore regionale parla ai microfoni de ilComizio.it a margine di un incontro tenutosi a Unioncamere con gli operatori del settore Bio in cui sono statati illustrati i risultati del progetto "Sme Organics", finalizzato ad aumentare la sostenibilità e la competitività nei mercati delle aziende specializzate. Ne abbiamo approfittato per fare il punto sullo stato di salute di un comparto che, pur tra numerose difficoltà, vanta livelli d'eccellenza. La bella storia della Borozzi Holstein di Canneto sull'Oglio (MN), premiata negli Stati Uniti per le sue altissime performance nell'ambito della fertilità bovina - (VIDEO)



BIOLOGICO, FAVA "NUMERI IMPORTANTI IN CRESCITA, DESTINATI AD AUMENTARE NEL 2017"

"In Lombardia si produce la maggior percentuale di biologico del paese, visto che il 2% lombardo vale molto di piu' delle superfici coltivate in altre regioni. Per agevolarne la conversione abbiamo sfruttato gli strumenti a disposizione, finanziando in modo significativo le aziende. La domanda e' positiva, abbiamo bisogno di accompagnare il settore facendo crescere le aziende che lavorano seriamente". Lo ha spiegato l'assessore regionale all'Agricoltura Gianni Fava, intervenendo questo pomeriggio a Unioncamere a un incontro di presentazione delle prime risultanze del progetto "Sme Organics", iniziativa di Interreg Europe finalizzata ad aumentare la sostenibilita' e la competitivita' delle aziende del biologico nei mercati, internazionali, nazionali e regionali. 

LE MISURE DEL PSR - Nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale della Lombardia per il periodo di programmazione comunitaria 2014-2020 e' stata attivata la Misura 11 "Agricoltura biologica".
Con tale Misura Regione Lombardia promuove e sostiene l'introduzione e lo sviluppo di sistemi di coltivazione ambientalmente sostenibili per conservare e aumentare la fertilita' dei suoli agricoli e la qualita' dell'acqua, contribuendo alla diversificazione colturale e al mantenimento della biodiversita' nell'ambiente agricolo.

2014, PRIMO BILANCIO - "Nel 2014 il tentativo era stato modesto - ha ricordato Fava - ma nei due anni successivi abbiamo scelto di aumentare la dotazione e di rendere le risorse disponibili per chi avesse scelto di convertire o mantenere la produzione". "L'impegno richiesto e' di sei anni complessivi, nel quale con l'operazione 11.1.01 finanziamo in modo articolato con contributi per ettaro che vanno dai 375 dei seminativi, ai 600 delle foraggere per aziende zootecniche e delle colture orticole fino ai 900 per le colture arboree - per la fase di conversione -, per passare ai 345 euro per i seminativi, 540 per le  orticole e le foraggere, 810 per le arboree e 110 per i prati permanenti, per la fase di mantenimento"

I RISULTATI, NUMERI IMPORTANTI - Il primo bando della Misura 11 e' stato pubblicato nell'anno 2015 ed ha raccolto 517 domande di cui 457 ammesse per un totale di contributo annuo pari a 4.433.543 euro. "Nel 2016 - ha ricordato l'assessore - siamo passati a 657 domande, a fronte di una superficie sotto impegno di quasi 14.268 ettari per un contributo annuo pari a 6.938.561 euro". Numeri importanti finanziati dal sistema Lombardia. Un incremento del 18% su base annua, numeri destinati ad aumentareper il 2017. Il bando dell'anno 2017 prevede la possibilita' di presentare domanda a partire dal 3 aprile 2017, sia per confermare gli impegni gia' assunti, sia per aderire ex novo alla Misura. La chiusura dei termini di presentazione delle domande e' fissata da regolamento comunitario al 15 maggio, con penalita' fino al 9 giugno 2017, termine oltre il quale le domande non saranno piu' ricevibili.

ALTA PROPENSIONE LOMBARDA AL BIO - "Volevamo intercettare questo cambiamento in modo adeguato - ha commentato Fava - perche' la Lombardia e' una delle regioni con la piu' alta propensione al
consumo di prodotti bio, non originati pero' all'interno del nostro territorio. Una filiera non certo corta, quindi, con un bilancio ambientale non proprio positivo. Per questo siamo intervenuti con la misura di finanziamento, che prevediamo abbastanza capiente per soddisfare le domande previste".

BIO E NON, I CONTROLLI - Per la prima volta sono possibili dinamiche miste di produzione, scegliendo di diversificare tra bio e non. "Cio' complica piu' la vita in tema di controlli - ha evidenziato l'assessore Fava - ma per quanto ci riguarda non temiamo confronti, in quanto a serieta', con altri territori". Se il sistema delle verifiche non e' efficace, credibile, non garantisce origine, sicurezza e serieta' del ciclo produttivo, quindi la reputazione del prodotto. Questa e' la missione del biologico, su cui regione Lombardia e' impegnata; obiettivo che si ottiene tenendo il livello di attenzione elevato che premia chi lavora seriamente".

FILIERA DEVE ESSERE TRASPARENTE - "Tutto il sistema deve interrogarsi - ha concluso Fava, illustrando l'azione di Regione Lombardia sul biologico - , abbiamo bisogno di rendere trasparente la filiera, per dimostraste che e' fatta di gente serie; continuando a finanziarla, intercettando una domanda di mercato positiva per il bio, e accompagnando la crescita del settore con fermezza e serieta'".

Marine Le Pen sfonda "a sinistra": donne e operai possono farla vincere. Intanto va in Libano e rifiuta il velo islamico: salta l'incontro col Muftì

I sondaggi sul primo turno delle elezioni presidenziali francesi danno in vantaggio la leader del Front National sui candidati di socialisti e popolari. Le indagini demoscopiche forniscono interessanti analisi sulle intenzioni di voto in base al sesso e alla condizione socio-economica. E la questione islamica continua a tenere banco - (VIDEO)


Marine Le Pen resta saldamente in testa nelle intenzioni di voto dei francesi, con il 26%, a poco più di due mesi dalle presidenziali: il suo è l'elettorato più sicuro della propria scelta, secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Sopra Steria per il Cevipof e Le Monde su un campione di quasi 16.000 persone.

Il quotidiano francese commenta: "Marine Le Pen più forte che mai". Inoltre viene confermata l’erosione del voto di classe: quelle popolari si allontanano dalla sinistra, fra gli operai domina l’astensione e in secondo luogo il voto per la leader del Front National.

Inoltre, come riporta termometropolitico.it, che cita una recente proiezione di lfop, madame La Pen sta guadagnando un forte consenso tra gli elettori di sesso femminile. Il suo "punto debole", dato che nell'ultima tornata elettorale solo il 17% delle donne aveva votato per lei, mentre era stata scelta dal 20% dei maschi. La corsa all'Eliseo del 2017 potrebbe andare in direzione opposta, visto che l'istituto demoscopico francese prevede un incremento di 2 milioni di voti grazie proprio alle donne che voterebbero per la "capa" populista nella misura del 26%, quota esattamente pari a quella che riguarda i votanti uomini al primo turno delle presidenziali.

Per quanto riguarda il ballottaggio bisognerà vedere se funzionerà ancora la carta della grande coalizione "repubblicana" composta da socialisti, popolari e quant'altro. O se invece la Francia deciderà di voltare pagina, a prescindere da sesso ed estrazione sociale e in barba ai vecchi schemi politico-ideologici.


 

  • Pubblicato in Esteri

Crozza diventa Emiliano e spiega la sua volontà di restare nel Pd: "Una parte del mio corpo ama Renzi"

Imitazione del governatore della Puglia che ha annunciato di volersi candidare alla segreteria, dopo la spaccatura che porterà con una buona probabilità a una scissione con una parte della minoranza interna. Il video è un’anticipazione del nuovo show del comico genovese "Fratelli di Crozza" che andrà in onda sul canale Nove a partire da venerdì 3 marzo. Crozza, da gennaio, ha lasciato La7 per approdare a Discovery - (VIDEO)


"Una parte del mio corpo ama Renzi", e poi fa il gesto dell'ombrello. Così Maurizio Crozza, si è calato per la prima volta nei panni del governatore della Puglia, Michele Emiliano, che ieri ha annunciato la decisione di candidarsi alla segreteria del Pd, sfidando così Renzi.

"Io rimango nel Pd a sfidare Renzi, il Pd è casa mia - dice Crozza-Emiliano - ci sono nato qui, io Renzi l'ho sostenuto, ve lo ricordate? Ma con commozione, c'era un trasporto e una commozione. Ora lo sfido, sono un ex magistrato, la lealtà è il mio simbolo, la mia bandiera".

Il nuovo personaggio, presentato sulla pagina Facebook di Crozza, entrerà a far parte del suo repertorio a partire dal 3 marzo prossimo, quando il comico tornerà in tv con il nuovo show in onda sul canale Nove.

Salvini senza filtri sui Navigli: le primarie del centrodestra, il congresso del Pd, le elezioni e... il Papa

Appuntamento alla Darsena di Milano per parlare del progetto di riapertura dei Navigli, idea tanto cara all'esponente socialista Roberto Biscardini, che ha incontrato il favore della Lega in Regione Lombardia, in particolare per iniziativa del vicepresidente del Consiglio, Fabrizio Cecchetti. Il leader leghista parla a ruota libera sui temi caldi dell'agenda politica. Il tono è decisamente informale e le battute, anche sopra le righe, non mancano, ma le "notizie" sono serie. Per gli utenti ortodossi abbiamo anche l'intervista ufficiale... - (VIDEO)

Parcheggi e "strisce blu", se il Comune ha torto: ecco quando la multa è nulla

L'amministrazione comunale non può ampliare il numero delle strisce blu a proprio piacimento, solo per far cassa. Lo chiarisce la sentenza 11 gennaio - 10 febbraio 2017, n. 95 emessa dalla seconda sezione del Tar Liguria.

Per aumentare i parcheggi a pagamento, spiega la sentenza, occorrono ragioni ben precise, ponderate sulla base di particolari esigenze urbanistiche o di traffico (come ad esempio la viabilità nei centri storici).

Se invece tale motivazione non sussiste e la decisione del Comune è dettata dalla mera volontà di rimpinguare le casse cittadine, allora l'ordinanza è da considerarsi illegittima e, conseguentemente, anche la sanzione amministrativa comminata a chi ha parcheggiato sulle strisce blu.

Nel testo della sentenza si legge inoltre che, nonostante fosse stata commissionata all'Università degli Studi di Genova un'analisi dei flussi di traffico con l'obiettivo di pianificare al meglio l'uso e la destinazione degli spazi pubblici per la viabilità, il Comune aveva optato per un aumento dei parcheggi a pagamento senza aspettare l'esito dello studio

(Fonte: Adnkronos)


 

Brutte notizie per i Comuni che piazzano continuamente strisce blu con il solo obbiettivo di fare cassa, tra tagliandi di parcheggio e multe: a ‘intimare l’alt’ a questa brutta abitudine di tante giunte di città italiane è stata la seconda sezione del Tar della Liguria con la sentenza numero 95 dell’11 gennaio – 10 febbraio 2017.

La sentenza sottolinea infatti che servono ragioni ben specifiche per aumentare il numero dei parcheggi a pagamento, ragioni che devono essere dettate da chiare esigenze, urbanistiche o di traffico – come può capitare per i centri storici – ed essere dunque ben documentate.

Qualora invece tale motivazione non sussista, è evidente che la decisione del Comune sia legata unicamente all’obbiettivo di incassare più denaro possibile ai danni della cittadinanza. In questi casi, allora, l’ordinanza che stabilisce il parcheggio a pagamento è illegittima e di conseguenza lo è anche la multa basata sull’ordinanza stessa. Detto altrimenti: se avete preso la multa su strisce blu che non avevano reali motivi di esistere, potete farvela annullare.

A dimostrazione di come spesso i Comuni adottino strategie meramente speculative nello stabilire ove piazzare i parcheggi a pagamento, il Tar ligure ha riportato proprio il caso di Genova. Qui, il Comune aveva commissionato all’Università degli studi del capoluogo ligure un’analisi dei flussi di traffico con l’obbiettivo di pianificare nel modo migliore possibile l’uso e la destinazione degli spazi pubblici per la viabilità e quindi anche dove localizzare eventuali parcheggi a pagamento.

Tuttavia, ancor prima che l’Ateneo fornisse il risultato dello studio, il Comune aveva deciso di aumentare i parcheggi a pagamento, decisione che il Tar ha quindi sostanzialmente bocciato ritenendola non adeguatamente motivata e quindi illegittima. E chi ha parcheggiato in queste zone con strisce blu ed è stato multato, può quindi farsi annullare la sanzione amministrativa.

 

Leggi il testo della sentenza:


 

 

 

TAR Liguria, sez. II, sentenza 11 gennaio – 10 febbraio 2017, n. 95
Presidente Papilella – Estensore Morbelli

 

Fatto

Con ricorso notificato il 23 marzo 2016 al Comune di Recco e depositato il successivo 30 marzo 2016 i ricorrenti in epigrafe residenti e commercianti del Comune di Recco nonché il comitato “Comitato Volontariato per la Tutela dei Cittadini di Recco”, hanno impugnato, chiedendone l’annullamento, previa sospensione dell’esecuzione, i provvedimenti in epigrafe.
In particolare i ricorrenti lamentano che con i provvedimenti impugnati l’amministrazione comunale abbia aumentato in maniera eccessiva il numero dei parcheggi a pagamento.
Avverso i provvedimenti impugnati i ricorrenti hanno dedotto i seguenti motivi:
violazione degli artt. 5, 6 e 7 codice della strada e dell’art. 3 l. 241/90, difetto di motivazione di istruttoria, sviamento in quanto gli atti impugnati non motivano in alcun modo la sussistenza dell’interesse pubblico che giustificherebbe l’aumento del numero dei parcheggi a pagamento, non solo il Comune si sarebbe risolto ad aumentare il numero dei parcheggi in seguito all’indizione di una gara per la gestione di un numero di parcheggi superiore a quello esistente e nonostante nelle more avesse commissionato all’Università degli studi di Genova l’analisi del traffico cittadino e del conseguente fabbisogno di parcheggi;
violazione dell’art. 7 del codice della strada, difetto di presupposto, in quanto il Comune non avrebbe individuato nella zona oggetto dell’istituzione dei nuovi parcheggi un numero sufficiente di parcheggi liberi;
violazione dell’art. 7 del codice della strada in quanto gli atti impugnati non contengono il vincolo di destinazione dei proventi dei parcheggi a pagamento al miglioramento dei parcheggi esistenti e della viabilità;
violazione dell’art. 7 del codice della strada in relazione ai principi costituzionali della libertà di circolazione e dei principi generali sulla destinazione dei beni demaniali, in quanto, non essendo la misura dell’istituzione di nuovi parcheggi a pagamento finalizzata al soddisfacimento di interessi pubblici si risolve in una illegittima limitazione della fruizione dei beni demaniali.
I ricorrenti concludevano per l’accoglimento del ricorso e l’annullamento, previa sospensiva, del provvedimento impugnato con vittoria delle spese di giudizio.
Si costituiva in giudizio l’amministrazione intimata.
All’udienza pubblica dell’11 gennaio 2017 il ricorso è passato in decisione.

 

Diritto

Il ricorso è rivolto avverso i provvedimenti che hanno ampliato in maniera significativa il numero dei parcheggi a pagamento nel Comune di Recco (112 su un totale di 258 per un incremento del 44%).
Deve essere respinta l’eccezione di inammissibilità del ricorso sollevata dalla difesa del Comune.
Il “Comitato Volontariato per la Tutela dei Cittadini di Recco”, appare privo dei requisiti individuati dalla giurisprudenza per la azionabilità degli interessi diffusi. Deve, infatti, osservarsi che, per giurisprudenza consolidata, ai fini del riconoscimento giurisdizionale della legittimazione ad impugnare atti amministrativi, occorre che il comitato spontaneo di cittadini sia munito di un adeguato grado di rappresentatività, di un collegamento stabile con il territorio di riferimento, e di un’azione dotata di apprezzabile consistenza, anche tenuto conto del numero e della qualità degli associati. Inoltre, occorre che l’attività del comitato si sia protratta nel tempo e che, quindi, il comitato non nasca in funzione dell’impugnativa di singoli atti e provvedimenti (in tal seno, T.A.R. Toscana, sez. II, 25 agosto 2010, n. 4892). Del resto, anche con riferimento alle associazioni che si fanno portatrici di interessi diffusi, la giurisprudenza ne ammette la legittimazione ad agire dinanzi al giudice amministrativo per l’impugnazione di atti ritenuti lesivi dei predetti interessi a condizione che esse posseggano i seguenti requisiti: a) perseguano statutariamente in modo non occasionale obiettivi di protezione degli interessi dedotti nel giudizio; b) abbiano un adeguato grado di rappresentatività e stabilità; c) abbiano un’area di afferenza ricollegabile alla zona in cui è situato il bene a fruizione collettiva che si assume leso. Ciò in quanto lo scopo associativo non è di per sé sufficiente a rendere differenziato un interesse diffuso o adespota facente capo ad un parte più o meno ampia della popolazione. (in tal senso, Consiglio di Stato sez. V, 14 giugno 2007 n. 3192; T.A.R. Lombardia, Milano, sez. III, 9 luglio 2012, n. 1914).
Se il Comitato è privo di legittimazione processale la circostanza che gli altri ricorrenti siano cittadini e commercianti di un Comune di ridotte dimensioni rende indubitabile la loro legittimazione.
Il ricorso è fondato avuto riguardo al difetto di motivazione dedotte con il primo motivo.
Deve premettersi che, ai sensi dell’art. 7 codice della strada, i provvedimenti per la regolamentazione della circolazione sono emessi con ordinanze motivate. L’ampia discrezionalità di cui gode l’amministrazione in subiecta materia, pertanto, non impedisce il sindacato del giudice amministrativo ricorrendone i relativi presupposti.
Nella specie una serie di elementi evidenziano come il difetto di motivazione non si risolva esclusivamente in un dato formale ma attinga il profilo sostanziale della vicenda per cui è causa.
In particolare la deliberazione di Giunta comunale 12 gennaio 2016 n. 3 non contiene alcuna motivazione della scelta di aumentare il numero dei parcheggi a pagamento. Né la motivazione può rinvenirsi nel passo della delibera in cui si fa riferimento all’argomento di Giunta 1 dicembre 2015: “richiamate le considerazioni di cui all’argomento di Giunta n. 599 discusso il 1.12.2015 e legate ad incentivare in ogni modo una zona commerciale che risulta parzialmente decentrata, preservando altresì le esigenze dei residenti di tale zona” (doc n. 3 prod. ricorrenti 30 marzo 2016).
Da un primo punto di vista non si comprende come tale accenno possa avere giustificato un aumento considerevole del numero dei parcheggi a pagamento, aumento che neppure è menzionato.
Da altro punto di vista la difesa dei ricorrenti ha chiarito come le esigenze menzionate sopra sono riferite allo spostamento del parcheggio a pagamento da via XXV Aprile a Via Marconi ma non fanno riferimento al numero di parcheggi.
All’assenza di motivazione del provvedimento impugnato corrispondono altri elementi sintomatici dello sviamento.
In primo luogo il Comune, nella direttiva 6 agosto 2015 n. 23, aveva stabilito di bandire una gara per la gestione di un numero di parcheggi a pagamento significativamente superiore a quello esistente (doc n. 11 prod. Comune 19 aprile 2016). Tale circostanza induce a ritenere che la reale giustificazione dell’aumento del numero dei parcheggi a pagamento fosse da rinvenirsi nell’esigenza di porre a gara la gestione di un numero di parcheggi che presentasse un minimo di interesse da parte di potenziali concorrenti piuttosto che nelle esigenze della regolamentazione del traffico e della sosta.
In secondo luogo il Comune, con deliberazione 29 ottobre 2015 n. 127, aveva affidato all’Università degli studi di Genova una analisi dei flussi di traffico al fine, tra l’altro, di disporre degli strumenti necessari per una corretta pianificazione della propria attività decisoria afferente l’uso e la destinazione degli spazi pubblici utilizzati per la viabilità urbana (doc n. 1 prod. ricorrenti 30 marzo 2016). Evidenti ragioni di opportunità avrebbero dovuto indurre l’amministrazione ad attendere gli esiti dello studio dell’Università di Genova senza alterare significativamente il numero dei parcheggi a pagamento nel territorio comunale.
La circostanza che l’amministrazione non abbia inteso attendere gli esiti dello studio commissionato ma abbia proceduto all’aumento del numero dei parcheggi a pagamento, pertanto, consente di ritenere che ciò sia avvenuto in ossequio all’esigenza di dare corso alla gara per l’affidamento della gestione, piuttosto che per soddisfare reali esigenze relative al traffico e alla circolazione.
Con ciò, tuttavia, realizzando una illegittima inversione procedimentale.
Da ultimo occorre rilevare come lo studio dell’Università di Genova abbia evidenziato l’opportunità di istituire un numero di parcheggi a pagamento, se pure superiore a quello attuale, inferiore a quello istituito dal Comune con gli atti impugnati.
Donde la conferma della sussistenza dei vizi denunciati.
Gli altri motivi restano assorbiti.
La spese possono essere compensate stante l’inammissibilità del ricorso del Comitato.

 

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Liguria (Sezione Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, dichiara inammissibile l’impugnazione del “Comitato Volontariato per la Tutela dei Cittadini di Recco”, accoglie l’impugnazione degli altri ricorrenti e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.


 

 

Renzi allontana le sofferenze politiche e guarda all'innovazione: "Il futuro prima o poi torna. Non si può vivere sempre nella paura di tutto"

L'ex presidente del Consiglio e segretario dimissionario del Pd, sul suo blog racconta il suo viaggio in California ed esprime considerazioni in tema di nuove tecnologie, energia, economia sostenibile e lavoro e dà appuntamento al Lingotto (10–12 marzo): "Anziché litigare sul niente, proviamo a imparare da chi sta costruendo il domani prima degli altri"


"Mentre la politica italiana post-referendaria litiga su tutto o quasi, il mondo fuori continua a correre. Ho deciso di staccare qualche ora û mentre il Pd scrive le regole per il congresso û e di dedicarmi ad alcuni incontri di qualità in California. Il futuro, prima o poi, torna. E allora facciamoci trovare pronti: anziché litigare sul niente, proviamo a imparare da chi sta costruendo il domani prima degli altri". Lo scrive l'ex premier e segretario uscente del Pd, Matteo Renzi sul suo blog, raccontando il primo giorno del suo viaggio in California, durante il quale "mi ha colpito – tra l’altro – la visita a Tesla, l’innovativa azienda di auto elettriche che ha il quartier generale a Palo Alto".

"Ho incontrato il vulcanico fondatore, Elon Musk, una personalità che mi aveva sempre incuriosito molto e che non avevo mai conosciuto prima di oggi. Difficile sintetizzare in breve i contenuti della chiacchierata. La scommessa sulle energie alternative per la mobilità, ma anche per la casa, il sogno di rendere possibile la vita su Marte, il super treno chiamato HyperLoop che sta facendo i primi esperimenti proprio in questi mesi, il design, l’Europa, la sostenibilità".

"Vi segnalo solo due argomenti, uno di merito e uno di metodo. Nel merito. La questione ambientale, legata alla sostenibilità e alla green economy, è sempre più centrale nel mondo. Durante i mille giorni -ricorda l'ex premier- abbiamo fatto molto per questo settore ma ne abbiamo parlato poco. E ad ogni modo quello che abbiamo fatto ancora non basta. Tutto il tema del rapporto tra energia, fonti alternative, digitalizzazione pone degli scenari molto interessanti, su cui in tanti stanno lavorando a cominciare dall’Enel di Francesco Starace, che mi ha spesso evidenziato le concrete possibilità date all’Italia dal rapporto tra energia e nuove tecnologie. Ci torneremo sopra a cominciare dall’appuntamento del Lingotto (10–12 marzo) dove discuteremo a lungo anche di questo".

"Nel metodo. Lo so, lo so: va di moda il pessimismo cosmico. Quelli bravi ti suggeriscono di non essere ottimista e di assumere un tono corrucciato quando si parla di innovazione. Il rischio che lo sviluppo delle nuove tecnologie crei problemi occupazionali più seri di quanto immaginato fino a qualche anno fa è preoccupazione vera e tangibile. Ma è anche vero che nel corso della storia da sempre le rivoluzioni tecnologiche creano nuove opportunità di lavoro, non solo problemi. Non credo, insomma, ai profeti della società senza lavoro: credo nell’uomo, nella sua intelligenza, nei suoi valori. E credo che non si possa vivere nella paura di tutto, sempre".

"Certo, dovremo trovare nuove forme di protezione sociale per chi non ce la fa (e anche su questo vi rimando al Lingotto). Dovremo studiare forme diverse di welfare, più vicine alle esigenze dei nostri ragazzi. Ma dobbiamo anche educare specie i più giovani a provarci, a mettersi in gioco, a coltivare idee e sogni. Non tutti diventeranno Elon Musk, è ovvio. Ma dobbiamo costruire un Paese in cui almeno sia possibile coltivare l’idea di provarci. E ancora c’è molto da fare. Scegliere l’innovazione contro la rendita, insomma. Tema tutt’altro che semplice - conclude Renzi - da declinare concretamente. Ma tema cruciale.

L'ufficio del governo, le orge e la prostituzione gay: il presidente dell'Unar si dimette, ma non si piega: "Mi hanno messo in mezzo"

Dopo il servizio di denuncia delle Iene, Francesco Spano lascia l'Ufficio nazionale anti-discriminazioni razziali del Dipartimento Pari opportunità di Palazzo Chigi, ma polemizza: "E' una bufala, i fondi non sono stati ancora spesi e non ho violato la legge. Contro di me una macchina del fango, tutelerò la mia onorabilità". E sulla tessera dell'associazione Anddos al centro del presunto scandalo: "Non ho capito come è successo, non so perché ce l'ho". Il mondo Lgbt in rivolta: "Montatura cavalcata da omofobi" - (VIDEO)


Lo scandalo creato intorno al giro di prostituzione gay finanziato con fondi pubblici "è infondato, mi hanno messo in mezzo". E' quanto ha dichiarato Francesco Spano, l'ex direttore dell'Unar (Ufficio antidiscriminazioni razziali) dimessosi dopo la video inchiesta de "Le Iene" sull'uso improprio di 55mila euro statali. "Non ho violato la legge: la procedura è trasparente, quei soldi si trovano in cassa e non sono stati ancora spesi", ha aggiunto.

"Non so perché ho la tessera di quel circolo gay" - In un'intervista al Corriere, Spano ha affermato che le sue dimissioni non erano "dovute, ma opportune nel rispetto del lavoro che ho svolto con passione e abnegazione. L'incontro con il ministro Boschi l'ho chiesto io stesso". E sulla tessera dell'associazione gay Anddos ha rivelato: "Non ho capito come è successo, non so perché ho quella tessera. Potrei aver fornito i miei dati per l'ingresso in un locale di tutt'altro tipo, ma associato a quel circuito".

"Macchina del fango contro di me, valuterò difesa" - Francesco Spano ha poi annunciato possibili azioni di difesa legale. "Per quanto mi riguarda valuterò nelle prossime settimane come procedere a tutela della mia onorabilità - ha dichiarato -. Resta la spaventosa considerazione su come la cosiddetta 'macchina del fango' resti l'arma di persone vigliacche che non esitano a denigrare chi compie con lealtà e correttezza il proprio dovere, come sarà presto totalmente evidente anche in questa vicenda".

Per quanto riguarda la procedura di distribuzione dei fondi, l'ex direttore dell'Unar ha spiegato che "il finanziamento viene concesso in base al progetto" e che "funziona come rimborso spese". Il progetto presentato da Anddos "prevedeva la realizzazione di centri di ascolto e supporto contro la violenza omofobica" e si era "classificato tra i primi 31 su 297, se non ricordo male".

L'Unar dovrebbe promuovere la parità tra i sessi e le etnie e per realizzare questo obiettivo elargisce contributi anche ad associazioni no profit terze. Dopo aver scoperto l'effettivo utilizzo dei fondi pubblici da parte dell'associazione, Spano ha detto di aver denunciato il fatto presso il posto di polizia di Palazzo Chigi. Dalla "parte" di Spano si è schierata anche l'Arcigay, che tramite il suo segretario nazionale, Gabriele Piazzoni, ha accusato "Le Iene" di aver "montato il servizio in malafede".

"Riaprire i Navigli", ora il sogno di Biscardini è più vicino: "Un'idea di bellezza che non ha colore politico, moderna, proficua e senza costi pubblici"

Riaprire i Navigli, mozione in regione Lombardia
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La nostra intervista all'esponente socialista, già parlamentare e consigliere comunale milanese e presidente dell'associazione "Riaprire i Navigli", che oggi ha tenuto una conferenza stampa alla Darsena insieme al segretario leghista Matteo Salvini e al vicepresidente del Consiglio regionale lombardo, Fabrizio Cecchetti. Quest' ultimo ha depositato una mozione al Pirellone in cui si chiede al governatore Roberto Maroni di avviare un accordo di programma con il Comune del capoluogo. Ieri il sindaco Giuseppe Sala, che in campagna elettorale ne aveva fatto un punto del suo programma, ha rilanciato l'ipotesi di un referendum vincolante per la realizzazione dell'opera

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