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updated 2:44 PM UTC, Jan 18, 2019

La battaglia di Daniela Reho per i disabili contro la burocrazia. Il caso di Vittoria e della sua famiglia

La giovane professionista, coordinatrice di Forza Italia a Bresso, sta seguendo diverse storie personali conosciute a seguito di segnalazioni di cittadini con parenti con disabilità che hanno ricevuto multe firmate dal Comune di Milano. Proprio dal popoloso centro alle porte del capoluogo arriva la vicenda di Vittoria, ragazza non vedente e costretta sulla sedia a rotelle, e del suo amorevole nucleo famigliare che, con grande dignità, chiede solo un pizzico di buon senso e meno rigore burocratico all'amministrazione del sindaco Beppe Sala - (VIDEO)

“Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili”: il racconto di un dramma che viene da lontano

Le nostre interviste all'autrice del cortometraggio (realizzato insieme alla fotoreporter Simona Ghizzoni), la giornalista Emanuela Zuccalà, e alla consigliera comunale milanese Diana De Marchi (Pd). L'indagine dell'Università degli Studi Milano-Bicocca descrive un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in 30 paesi e costituiscono una grave violazione dei loro diritti fondamentali. Un problema che riguarda anche l'Europa: secondo il Parlamento Europeo, sarebbero 500mila le donne che hanno subito mutilazioni che vivono nel continente e 180mila le donne a rischio. L'incontro organizzato da ActionAid a Palazzo Marino - (VIDEO)


Foto di Simona Ghizzoni

 

Nelle comunità migranti che vivono in Italia vi sono molte donne con mutilazioni genitali femminili. Secondo le stime aggiornate al 2016 il numero delle straniere maggiorenni si attesta tra le 46mila e le 57mila unità a cui si aggiungono le neocittadine italiane maggiorenni originarie di paesi dove la pratica esiste (quantificate tra le 11mila e le 14mila unità) e le richiedenti asilo. Oltre il 60% delle donne con mutilazioni genitali femminili presenti in Italia proviene da Nigeria ed Egitto. Se si considera invece la prevalenza all’interno delle principali comunità sono le donne somale ad essere più colpite (83,5%), seguite da quelle che provengono dalla Nigeria (79,4%) e dal Burkina Faso (71,6%).

Sono i risultati preliminari di un'indagine presentati oggi dall'Università degli Studi di Milano-Bicocca durante l'incontro organizzato nel capoluogo lombardo da ActionAid e dall'associazione culturale Zona in vista della Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili del 6 febbraio. Per altre nazionalità l'indagine, condotta nell'ambito del progetto Daphne MGF-Prev e realizzata con interviste face-to-face, rivela incidenze minori, ma comunque significative del fenomeno: al quarto posto per diffusione delle mutilazioni c’è la comunità egiziana (60,6%), seguita da quelle eritrea (52,1%), senegalese (31%) e ivoriana (11%).

Durante l'incontro, che ha avuto il patrocinio del Comune di Milano, è stato proiettato il cortometraggio 'Uncut. La lotta delle donne contro le mutilazioni genitali femminili', realizzato dalla giornalista Emanuela Zuccalà e dalla fotoreporter Simona Ghizzoni con il supporto di ActionAid e grazie al contributo dello European Journalism Centre e della Bill & Melinda Gates Foundation. "Incontrando donne combattive in Somaliland, Kenya e Etiopia", raccontano Zuccalà e Ghizzoni, "abbiamo scelto di dare voce, oltre che alla sofferenza provocata dalla mutilazione genitale, al loro coraggio di opporsi a una tradizione millenaria che le fa ingiustamente sfiorire nel corpo e nel ruolo sociale: Uncut è dunque una testimonianza d’impegno femminile, costante e testardo a dispetto di ogni ostacolo, per l'emancipazione".

In occasione della Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili del 6 febbraio, ActionAid promuove inoltre la mobilitazione online (hasthtag #endFGM). Testimonial, attivisti e influencer pubblicheranno sui loro profili social una foto con indosso il simbolo della campagna: un soffione viola, simbolo di libertà ed espressione del desiderio di lasciar andare il passato, permettere al presente di trasformarsi in un futuro libero da vincoli fisici ed emotivi. Aderiscono alla campagna di sensibilizzazione, tra gli altri, la Federazione Italiana Rugby.

Per combattere il fenomeno, ActionAid ha lanciato il progetto After. "Con questo progetto intendiamo sensibilizzare un più ampio pubblico in Europa sull’esistenza di un problema che spesso è percepito come lontano. Le parole chiave per contrastarlo sono servizi, informazione e prevenzione", spiega Beatrice Costa, responsabile Programmi di ActionAid Italia. Il progetto After è finanziato dal Programma Diritti, Uguaglianza e Cittadinanza dell’Unione Europea e si svolge in cinque stati: Italia, Spagna, Belgio, Svezia e Irlanda. Nel mondo le mutilazioni genitali femminili sono un fenomeno che coinvolge almeno 200 milioni di ragazze e donne in almeno 30 paesi e costituisce una grave violazione dei loro diritti fondamentali.

(Fonte Adnkronos)

Milano, dal Comune un pacco di benvenuto ai nuovi nati. Al via anche il reddito di maternità. Majorino: "Il sostegno alla natalità deve essere tra gli obiettivi di un'amministrazione di sinistra"

Nelle prossime settimane la giunta finalizzerà l'intervento riconoscendo 1800 euro da utilizzare per l'acquisto di beni e servizi per l'infanzia a famiglie con Isee inferiore ai 17 mila euro (già assegnatarie di assegno di maternità Inps). L'assessore alle Politiche sociali della squadra di Sala parla a margine della conferenza stampa di presentazione della mostra "Fotografia: la ricerca della felicità negli scatti dei ragazzi della pediatria dell’Istituto Nazionale Tumori", in programma dal 3 al 12 febbraio al Pac (Padiglione d'arte contemporanea) di via Palestro. Si tratta della terza edizione di  un'iniziativa ideata dalla Onlus "Riscatti" e promossa dal Comune con il supporto di Tod’s. Nelle prossime settimane l’amministrazione finalizzerà l’intervento riconoscendo a famiglie con Isee inferiore ai 17 mila euro (già assegnatarie di assegno di maternità Inps) 1800 euro da utilizzare per l’acquisto di beni e servizi per l’infanzia. La nostra intervista - (VIDEO)


Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano 

 

Le lettere di benvenuto inviate dall'inizio dell’anno ai primi seicento nuovi nati (330 maschietti e 288 femminucce) e residenti a Milano stanno arrivando in questi giorni nelle cassette della posta annunciando che è possibile ritirare uno speciale pacco dono. Uno di questi, il primo, è stato consegnato oggi a mamma Annalisa e papà Massimiliano e al piccolo Riccardo, un bel bambino di un mese e mezzo, nato a Milano il 17 dicembre. La scatola con i disegni a colori pastello contiene tanti prodotti per prendersi cura di lui.


L’iniziativa è nata da un’idea dell’Assessorato alle Politiche sociali ed è realizzata grazie al totale contributo dei privati che ne sostengono interamente i costi. È partita a metà novembre con l’avviso che tutte le nuove nate e i nuovi nati dal 15 dicembre avrebbero ricevuto un dono di benvenuto. Con la lettera inviata dal Settore Anagrafe i genitori potranno recarsi in una delle farmacie Lloyds della città e ritirare il pacco.

“Un bella iniziativa – dice l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino – che ci consente di dare il benvenuto alle nuove nate e ai nuovi nati donando una serie di prodotti utili per l’allattamento e la cura e il benessere, informazioni sui servizi del Comune di supporto all'infanzia e due meravigliosi libri illustrati di favole e fiabe. La nascita di un figlio è un momento straordinario per una famiglia ma anche per una città. Questo pacco dono ci è sembrato un bel modo per festeggiare insieme”.

Il pacco dono è destinato a tutti i nuclei familiari residenti a Milano senza limiti di reddito. Al suo interno mamme e papà troveranno una tutina, un bagnoschiuma, una confezione con due pannolini, una pasta protettiva, contenitori e vasetti per il latte materno, dischetti antibatterici, creme per il seno e altri prodotti. È l’avvio di una grande campagna di incoraggiamento e protezione dell’allattamento al seno con il sostegno di Unicef e Oms. All’interno ci saranno anche due libri illustrati e una guida ai servizi per l’infanzia e la famiglia.

Il 2017 non sarà solo l’anno del pacco dono ma anche del reddito di maternità. Nelle prossime settimane il Comune finalizzerà l’intervento riconoscendo a famiglie con Isee inferiore ai 17.000 euro (già assegnatarie di assegno di maternità Inps) 1.800 euro nell'arco dell’anno da utilizzare per l’acquisto di beni e servizi per l’infanzia. La comunicazione alle prime famiglie inizierà nel mese di marzo.

“Insieme al bonus per le badante o la baby-sitter da quest'anno introdurremo anche il reddito di maternità – spiega l'assessore Majorino – un nuovo contributo destinato ai nuclei familiari che con un reddito medio-basso e la nascita di un figlio possono aver bisogno di un sostegno economico per affrontare le nuove spese. Stimiamo che potrà essere richiesto da circa 1.800 famiglie. Milano, come attestato dall'Istituto di Ricerca Sociale, è la città che ha impiegato di più negli ultimi anni in misure di sostegno al reddito. Queste due nuove misure, nate per sostenere le famiglie, sono una ulteriore dimostrazione dell’impegno del Comune su questo tema”.

Negli ultimi due mesi del 2016 ha avuto luogo la sperimentazione di un primo contributo di 300 euro (una tantum) in buoni acquisto, assegnati alle famiglie segnalate dai Caf al Comune tra quelle che da settembre hanno fatto domanda di assegno di maternità Inps.

Elezioni anticipate, Napolitano contrario: "Nei Paesi civili si vota a scadenza naturale". Salvini lo massacra: "Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita"

Il leader leghista, rilancia l'accusa di tradimento della Nazione nei confronti dell'ex Presidente della Repubblica che sul quadro politico attuale aveva detto: "Per togliere le fiducia a un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno". Reagisce anche Giorgia Meloni: "Vergogna! Basta con gli inciuci di palazzo, coi voltagabbana e i prestanome di qualcuno: il popolo sovrano vuole votare ora e scegliere un governo che faccia i suoi interessi #elezionisubito"


 

Nel dibattito sulla fine prima del tempo della legislatura, con conseguente ritorno alle urne, entra anche l'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si dice contrario al voto anticipato.

"Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno", ha detto il senatore a vita. "Per togliere le fiducia a un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno".

Parole che hanno scatenato la veemente reazione dei fautori della necessità del ritorno urgente alle urne, a cominciare da Matteo Salvini. "Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita", ha scritto su Twitter il leader leghista.

  

Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita.pic.twitter.com/dOGXFKfdMh

Il post di Salvini

 

 

A fargli eco, anche Giorgia Meloni: "Vergogna! Basta con gli inciuci di palazzo, coi voltagabbana e i prestanome di qualcuno: il popolo sovrano vuole votare ora e scegliere un governo che faccia i suoi interessi #elezionisubito".

 

Pd nella bufera, Scalfarotto: "Scissione? Se qualcuno vuole perdere..."

Il sottosegretario allo Sviluppo Economico parla della legge elettorale e delle frizioni all'interno del suo partito che negli ultimi giorni sono aumentate con le prese di posizione molto critiche nei confronti del segretario Renzi di Bersani, che ipotizza la nascita di un "nuovo Ulivo", di D'Alema, Emiliano ed altri: "Ci sono personaggi della nostra politica che hanno servito il Paese per lunghi decenni che dovrebbero prendere atto che la realtà è cambiata e che si sta costruendo una sinistra di governo che si assume le sue responsabilità e non fa solo testimonianza di principi che senza i voti non diventeranno mai realtà". L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


Matteo Renzi con Pier Luigi Bersani

 

"Se Renzi forza, rifiutando il congresso e una qualunque altra forma di confronto e di contendibilità della linea politica e della leadership per andare al voto, è finito il Pd. E non nasce la cosa 3 di D'Alema, di Bersani o di altri, ma un soggetto ulivista, largo plurale, democratico”. Lo dice Pier Luigi Bersani all'Huffington Post.

L'ex segretario chiede il congresso anticipato e una nuova legge elettorale, altrimenti la strada non potrà che essere quella di una rottura. "Io lavoro per evitarla", sottolinea ma serve un cambio di rotta altrimenti "la sconfitta, andando avanti così, non è evitabile. Napolitano ha ragione, ma io non sto dicendo che non si può votare prima della scadenza naturale. Sto dicendo: andiamoci con ordine, dopo un Congresso e con una legge elettorale decente".

"C’è Renzi nel Pd, ma anche tanti altri. È ora che dicano qualcosa perché così si va a sbattere e si dissolve il Pd. Chiedo che qualcuno apra bocca". Un accenno poi alla polemica sui vitalizi scatenata dalle parole di Matteo Renzi: "Non può insultare il Parlamento. I vitalizi non ci sono più dal 2012 e ci sono qui dentro deputati 30enni che non sono qui ad aspettare i 65 anni per avere qualche euro di contributi. Non so se siano bersaniani o renziani: oggi ne ho visto qualcuno che piangeva".

Replica Matteo Orfini a Carta Bianca su Rai 3: "Bersani vuole rifare l'Ulivo, Rossi parla di socialismo. A questo punto rifacciamo il Pci... Questo gioco dell'oca non funziona molto. Abbiamo fatto il Pd proprio per superare quei partiti che non funzionavano più".

"Qualora ci dovesse essere una accelerazione sul voto non faremo in tempo a fare il Congresso, ma se c'è l'esigenza di ridiscutere con quale candidato andiamo alle elezioni, come chiede Bersani, potremmo tranquillamente trovare il modo di fare le primarie prima delle elezioni" aggiunge Orfini, specificando che "il segretario del partito non ha intenzione di sottrarsi".

A rispondere è anche Arturo Parisi, tra i fondatori dell'Ulivo con Romano Prodi. "Io so una cosa sola - dice Parisi all'Adnkronos - Che nel campo del centrosinistra il segno dell'Ulivo è stato dall'inizio il segno dell'unità. Unità contro ogni separazione e oltre ogni distinzione e provenienza passata".

"Anche quando nel '98 gli ulivisti furono costretti a prendere atto della rottura dell'Ulivo imposta da Cossiga, lo fecero - spiega Parisi - per riprendere con più forza la loro battaglia per l'unità". "Ripeto: dire Ulivo significa dire unità, dirsi ulivisti equivale a dirsi impegnati a frenare e ricucire ogni divisione, e a lavorare per il consolidamento e l'allargamento dell'unità presente", conclude.

(Fonte Adnkronos)

Basta sprecare cibo: in Lombardia c'è già una legge. E a Cremona arriva un appuntamento mondiale

Il 4 e 5 marzo si terrà un convegno che vedrà la presenza di rappresentanti di tutti i Continenti. Il consigliere regionale Carlo Malvezzi, cremonese, spiega: "Non è un caso che l'incontro si svolga nella nostra città, perché si tratta di un territorio che detiene il record nazionale nella produzione di latte; qui hanno sede le maggiori aziende di trasformazione agroalimentare e nell'ambito del settore agricolo e alimentare sono stati premiati e finanziati in questi ultimi mesi ben 8 progetti di cooperazione transazionale". Tutte le nostre interviste e gli interventi della presentazione a Palazzo Pirelli - (VIDEO)


 

Dopo la Carta di Milano di Expo 2015, rappresentati di tutti i Continenti il 3 e 4 marzo si confronteranno a Cremona per fare il punto sulle azioni da promuovere e sugli strumenti concreti da adottare per contrastare lo spreco alimentare, con l’obiettivo di condividere nella Carta di Cremona un documento finale che riprenda e prosegua in modo efficace il percorso avviato a Expo Milano 2015.

L’evento è stato presentato oggi a Palazzo Pirelli, alla presenza del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo. “Questa iniziativa ha una duplice valenza – ha detto Cattaneo -. Innanzitutto è la testimonianza concreta di come, soprattutto dopo Expo 2015, la Lombardia stia lavorando concretamente per facilitare il dialogo, il confronto e lo scambio di esperienze tra i popoli. Dobbiamo costruire i ponti, non i muri – ha proseguito Cattaneo -, condizione indispensabile per non alimentare lo scontro e le guerre ma per mantenere la pace nel mondo. L’appuntamento cremonese ha però anche il merito di porre nuovamente l’attenzione sulla necessità di contenere lo spreco alimentare: la Lombardia ha approvato prima fra tutte una legge che riconosce il diritto al cibo per tutti e dedica una articolo specifico alle misure di contenimento dello spreco degli alimenti. Oggi – ha concluso Cattaneo - nel mondo esistono un miliardo di obesi a fronte di un miliardo di denutriti: serve una forte azione culturale, educativa e formativa perché entrambe le cifre possano ridursi sensibilmente”.

Il convegno “Sprechi alimentari: fattori contaminati, incidenza sulla mortalità e gestione del rischio”, che vedrà Cremona al centro del panorama alimentare mondiale i prossimi 3 e 4 marzo, coinvolge oltre 30 Paesi in rappresentanza di tutti i Continenti. L’evento, che si terrà presso la Sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona, è stato organizzato dal Centro Incontri Diplomatici, in partnership con la Federazione Nazionale Consoli Esteri e sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo. Hanno assicurato il loro patrocinio, oltre al Consiglio Regionale della Lombardia, anche la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dell’Agricoltura, il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia e le principali istituzioni territoriali.

Alla presentazione questa mattina in Consiglio regionale erano presenti, oltre al Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo, il Presidente della Commissione Affari istituzionali Carlo Malvezzi, il Console Generale di Slovenia dottor Gianvico Camisasca in qualità di Vice Presidente della Federazione Nazionale dei Consoli Esteri,  il Presidente del Centro Incontri Diplomatici Emanuele BettiniFabrizio Pizzamiglio in rappresentanza della Provincia di Cremona e il Presidente della Commissione Cultura del Comune di Cremona Luca Burgazzi. Il convegno è organizzato in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano e l’Università del Cattolica Sacro Cuore di Piacenza e Cremona.

Non è un caso che ad ospitare un simile evento sia proprio Cremona – ha sottolineato Carlo Malvezzi-: il territorio cremonese detiene il record nazionale nella produzione di latte, qui hanno sede le maggiori aziende di trasformazione agroalimentare e nell’ambito del settore agricolo e alimentare sono stati premiati e finanziati in questi ultimi mesi ben 8 progetti di cooperazione transazionale. L’evento di inizio marzo sarà pertanto anche una occasione utile e importante per il territorio per favorire incontri BtoB e sviluppare nuovi accordi commerciali e produttivi con i Paesi esteri presenti, grazie anche alla presenza e al sostegno diretto delle rappresentanze diplomatiche

L'Isola dei famosi al posto di Matrix: Porro si arrabbia e punge Mediaset

Rimandata la puntata del talk show per lasciare spazio al reality, interrotto ieri sera a causa di una tempesta tropicale. Il giornalista polemizza con l'azienda e scherza: "dovrò spiegare a Vittorio Feltri che non può venire perché al suo posto c'è la Marcuzzi" - (VIDEO)


 

Alessia Marcuzzi conduce l'Isola dei Famosi

 "Questa sera purtroppo 'Matrix' non andrà in onda perché ci sarà l''Isola dei famosi'". Nicola Porro, in un video su Facebook, annuncia stizzito il cambiamento del palinsesto di Canale 5 che andrà a discapito della messa in onda di 'Matrix'. Il giornalista sembra infatti non aver preso molto bene la notizia che la puntata della sua trasmissione d'attualità verrà rimandata per lasciare spazio, in prima serata, al reality condotto da Alessia Marcuzzi, interrotto ieri sera a causa di una tempesta tropicale.

 Porro, nel filmato social, si lascia così scappare una serie di commenti ironici sul fatto che la produzione Mediaset preferisca mandare in onda al suo posto l''Isola dei famosi' che, a suo dire, "quest'anno tanto famosi non sono". "Io non l'ho mai vista", ammette il giornalista, "ma pare che tutti gli anni durante la prima puntata i famosi non riescano a scendere sull'isola. E quindi cosa si fa? Si riprova il giorno dopo".

Vittorio Feltri in trasmissione

 "Devo avvertire dodici persone, dodici ospiti che questa sera non potranno venire in trasmissione", afferma poi il giornalista, visibilmente infastidito, "dovrò spiegare a Vittorio Feltri che non può venire perché al suo posto c'è la Marcuzzi". Infine conclude il suo intervento con una battuta ironica: "'Matrix' è un tesoro. Bisogna scovarlo nel palinsesto di Mediaset, chi lo trova prende un premio: la partecipazione l'anno prossimo all''Isola dei famosi'".

 

 

CasaPound e quegli striscioni "choc" che dicono una verità fuori moda. Uno schiaffo alla nostra ipocrisia che ci farebbe bene, se non fossimo in coma....

"Chi scappa dalla guerra, abbandonando genitori, moglie e figli non merita rispetto!". I messaggi, comparsi in 100 città italiane, fanno riflettere, al di là dei dogmi del politicamente corretto. Continuare a recitare le solite litanie della religione buonista dà la rassicurante sensazione di avere la coscienza a posto, ma non è così, anzi. Altrettanto inutile è sputare sentenze sul "voto di pancia" ai populismi galoppanti. Certo è rischioso farsi qualche domanda in più; potremmo scoprire che i "cattivi" non hanno tutti i torti...


Lo striscione esposto da CasaPound a Milano (Foto Facebook)

 
"Chi scappa dalla guerra, abbandonando genitori, moglie e figli non merita rispetto!". E’ questo il testo degli striscioni a firma CasaPound Italia spuntati questa mattina in un centinaio di città italiane dal nord al sud del paese. "In tanti potranno giudicare il nostro un messaggio 'choc' – spiega Cpi in una nota -, ma chi non ha fatto dell’ipocrisia la propria bandiera sa che non è possibile mettere sullo stesso piano chi abbandona paese e famiglia al proprio destino per scappare in Europa in cerca di benessere e chi sceglie di resistere e combattere per la libertà del suo popolo. E' per questo che il nostro rispetto va ai siriani che vediamo combattere ogni giorno nell'esercito regolare del presidente Bashar al Assad per difendere la loro Nazione dall'oscurantismo dell’Isis più che ai tanti 'migranti' in fuga in Italia alla ricerca di sussidi e assistenza che nel loro paese non hanno lottato per ottenere".

 

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