updated 9:39 PM UTC, Mar 28, 2020

Coronavirus, in Lombardia numero dei decessi ancora alto ma crolla quello dei ricoveri. Il punto dell'assessore Gallera che chiarisce di nuovo la questione tamponi (VIDEO)

Come ogni giorno l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, fa il punto della situazione sull'emergenza coronavirus: il numero di contagi, il trend della diffusione, la progressione dei lavori per la realizzazione degli ospedali da campo e la tenuta della struttura sanitaria lombarda - (VIDEO)


Oggi in Lombardia è ancora alto il numero dei decessi: sono 542 i morti nelle ultime 24 ore, quasi 6mila i decessi totali a 5.944. Sono gli ultimi dati dell'assessore Giulio Gallera. I contagiati sono diventati 39.415, con un aumento di 2.117 casi.

"A oggi abbiamo fatto in Lombardia 102mila tamponi, siamo la regione che fatto più tamponi di tutti", ha fatto sapere durante la videoconferenza quotidiana. "Non facciamo tamponi a tappeto", sottolinea aggiungendo: "La scienza dice che non devono essere fatti tamponi a tutti, quindi in regione non abbiamo mai pensato di farlo. Noi abbiamo fatto i tamponi a chi aveva una sintomatologia". Quello a cui sta lavorando la Regione è "migliorare la velocità nel processare questi tamponi". Il 20 febbraio, spiega Gallera, "avevamo tre laboratori che processavano tamponi, oggi ne abbiamo 22 con una capacità giornaliera di 5mila tamponi al giorno. Oggi riusciamo a processare 5mila tamponi al giorno". 

A Milano e provincia 'migliora' rispetto a ieri la situazione dei nuovi contagiati con 314 risultati positivi per un totale di 7.783. Ieri era +547. In città la situazione migliora con la giornata di oggi, dove i nuovi contagi sono 150, e ieri erano +261. C'è una "netta riduzione", dice Gallera. A Bergamo e Brescia, con +41 e +61 in città "ci sono dati che non stanno più crescendo in maniera esponenziale".

 

Ecco i dati forniti da Regione Lombardia sabato 28 marzo 2020
I casi per provincia /ieri/oggi:

BG    8060/8349 + 289
BS     7385/7678 + 373
CO    816/903 + 87
CR     3496/3605 + 109
LC   1210/1316 + 106
LO    2006/2029 + 23
MB    1948/2086 + 138
MI      7469/7783. + 314
MN    1398/1484 + 86
PV     1712/1877 + 165
SO    362/388 + 26
VA    711/768 + 57
e 1149 in fase di verifica

Bollettino odierno Ieri/oggi:

Contagi 37298/39415 + 2117
Ricoveri non TI 11137/11152 +15
Ricoveri TI 1292/1319 +27
Decessi 5402/5944 + 542
Tamponi effettuati
24 marzo 76695
25 marzo 81666 + 4971
26 marzo 87713 +6047
27 marzo 95860 +8147
28 marzo 102503 + 6643

Coronavirus, Renzi vuole riaprire entro Pasqua: "Consentire che la vita riprenda". Ma gli scienziati lo bocciano: "Prematuro, irrealistico" (VIDEO)

In una diretta pubblicata sul proprio profilo Facebook, Matteo Renzi torna sull'intervista pubblicata sulle pagine di Avvenire, in cui propone la riaperture delle fabbriche entro Pasqua, altrimenti "la gente morirà di fame" - (VIDEO)


"Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c’è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due...". Matteo Renzi in una lunga intervista ad 'Avvenire' vede tempi lunghi per fronteggiare l'emergenza coronavirus. "Riapriamo - chiede il leader di Italia Viva - Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus".

Per l’ex premier "bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione e si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate". Il leader di Italia Viva conclude: "Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le Chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire".

Le reazioni e risposte degli scenizati

"Pensare di riaprire le scuole è prematuro. E' giusto pensare al futuro ma serve molta attenzione. Dovremmo convivere con il fatto che pandemie come questa possono anche tornare, è accaduto con la Spagnola. Questo virus non ce lo toglieremo dai piedi velocemente, ma in questa fase è necessario agire per poter arginare la dimensione di morti che c'è stata in Lombardia". Cosi il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco ha commentato le dichiarazioni di Mattero Renzi a 'L'Avvenire'. Il leader di Iv chiede di "riaprire l'Italia, le fabbriche prima di Pasqua e le scuole il 4 maggio".

Sulla stessa linea Pierluigi Lopalco, l'epidemiologo dell'università di Pisa e presidente del Patto trasversale per la Scienza (Pts). "Pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia e fare proclami in questo momento è sbagliato", ha detto all'Adnkronos Salute. "Dobbiamo essere cauti e dare illusioni se non abbiamo dati - rimarca Lopalco - oggi abbiamo solo una flebile speranza in Lombardia ma ad esempio a Milano la situazione non è ancora sotto controllo. Come facciamo a riaprire le scuole se non lo abbiamo certezze. Non diamo false aspettative e speranze".

"Dobbiamo cominciare pensare a una ripresa delle nostre vite: non possiamo pensare di stare in casa al fine di rimanere in casa per sempre. Però in questo momento la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve", ha scritto su Twitter il virologo Roberto Burioni.

Più cauto Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che spiega: "Come epidemiologo devo guardare la salute pubblica e ora occorre rallentare e arrestare l'epidemia, Non possiamo tenere l'Italia chiusa per sempre, ma occorre vedere prima vedere gli effetti delle misure importanti messe in campo dal Governo. In questo momento non si può dire nulla non prima della fine del mese. Poi si posso studiare provvedimenti magari 'stop and go' o misure complementari. Vedremo cosa accadrà", ha detto Rezza ospite di 'Coffe Break' su La7.

Coronavirus, più di 25mila morti nel mondo. L'allarme dell'Oms: "In Africa evoluzione drammatica". Prove di dialogo Usa-Cina

Sono oltre 25.000 le persone morte in tutto il mondo a causa del coronavirus, la maggior parte in Europa. Secondo l'ultimo bilancio della Johns Hopkins University, i casi globali di Covid-19 sono 553.244 in 176 Paesi e regioni


Coronavirus in Africa, cresce l'attenzione ma serve rafforzare la ...

La situazione dell'epidemia di coronavirus in Africa è "molto preoccupante, c'è un'evoluzione drammatica, con un aumento geografico del numero dei Paesi e anche del numero dei contagiati". E' l'allarme lanciato dalla direttrice regionale dell'Oms per l'Africa, Matshidiso Rebecca Moeti. Da qualche giorno, "ci sono 39 Paesi con circa 300 casi al giorno", per un totale di 2.234 casi, ha aggiunto, avvertendo che le misure di isolamento sono difficili da adottare dove "c'è una vita comunitaria molto forte. Dobbiamo trovare altri metodi di igiene per minimizzare la propagazione".

"Ho appena concluso un'ottima conversazione con il presidente Xi della Cina. Discusso in dettaglio il CoronaVirus che sta devastando gran parte del nostro Pianeta". Lo scrive su Twitter il presidente americano Donald Trump, secondo cui "la Cina ha molta esperienza e ha sviluppato una forte conoscenza del virus. Stiamo lavorando a stretto contatto insieme. Molto rispetto!

La Cina e gli Usa dovrebbero "unirsi nella lotta" contro la pandemia letale che sta avanzando a livello globale, le parole di Xi, che nella telefonata avuta con Trump Xi ha espresso anche l'auspicio che Washington prenda "azioni reali" per migliorare i rapporti bilaterali, in base a quanto riferito dalla tv statale Cctv. Le relazioni tra i due Paesi, ha aggiunto, "sono arrivate a una congiuntura importante". 

Gli Stati Uniti sono ora diventati il primo Paese al mondo per casi di coronavirus: secondo i dati del New York Times sono 81.488, più di Cina e Italia, con 1.178 morti in tutto il Paese. Si registra anche un focolaio, con 25 marinai contagiati, a bordo della portaerei americana 'Roosevelt' che naviga verso Guam, nel Pacifico.

Coronavirus, Donald Trump si è sottoposto al tampone - IlGiornale.it

Per l'Oms-Europa ci sono "segnali incoraggianti" sul fronte lotta al coronavirus nella regione. Citando i cali registrati in Italia, si avverte però che è troppo presto per dire che il peggio è passato. Nel Vecchio Continente, secondo i calcoli dell'Afp sono più di 250mila i casi ufficialmente dichiarati, ovvero più della metà di quelli in tutto il mondo. La sanità britannica teme uno tsunami di ricoveri.

Il numero dei morti torna ad aumentare in Spagna con 769 vittime indicate nelle ultime 24 ore. Il bilancio totale dei morti sale così a 4.858. Lo scrive el Pais. Si contano inoltre 64.059 contagi da coronavirus, mentre sono 9.357 i guariti, riferiscono i media spagnoli citando le cifre fornite dal ministero della Sanità. Ci sono già quasi 10.000 operatori sanitari contagiati in Spagna", riporta il sito di El Mundo sottolineando che, secondo gli ultimi dati, i casi del personale nella sanità positivo al coronavirus sono 9.444

In Turchia le autorità hanno evacuato diverse centinaia di migranti e rifugiati che da un mese si erano accampati alla frontiera con la Grecia, dopo che il governo di Erdogan aveva annunciato che non avrebbe più fermato chi voleva tentare di recarsi nell'Ue. Secondo Anadolu, i migranti sono stati condotti con il loro accordo in centri di accoglienza della provincia frontaliera di Edirne, dove resteranno in quarantena per evitare rischi di contagio.

In Romania accelera la velocità dei contagi da coronavirus. Come hanno riferito le autorità sanitarie, nelle ultime 24 ore sono stati accertati altri 263 casi, il doppio del giorno precedente, con il totale che sale a 1.292. Nel Paese balcanico si sono registrati al tempo stesso finora 24 decessi e 115 persone che sono invece guarite.

Profezia del predicatore: "Coronavirus e locuste segni della fine ...

Il contagio del coronavirus a Wuhan risulta attualmente "sostanzialmente bloccato": è la valutazione fatta nel pomeriggio in una conferenza stampa da Liu Dongru, vicedirettore del comitato sanitario dell'Hubei, la provincia epicentro dell'infezione. Liu, ha riportato il Quotidiano del Popolo, ha anche spiegato che la città focolaio della pandemia ha visto il giudizio sul livello di gravità del rischio ridotto da "alto" a "medio". I casi registrati giovedì in Cina sono stati 55, di cui 54 importati e uno interno nello Zhejiang. La Commissione sanitaria nazionale ha citato nei suoi aggiornamenti quotidiani 5 nuovi decessi tutti nell'Hubei e 49 nuovi casi sospetti.

La Corea del Sud ha registrato 91 nuovi casi di coronavirus alla fine di giovedì, in calo sui 104 del giorno precedente: le infezioni totali, ha riferito il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), sono salite a 9.332, contro decessi a 139 (+8). Sono 13 i contagi importati, per 144 totali, costituendo la minaccia di un'ondata di ritorno. A tal proposito, le autorità sanitarie locali hanno disposto la quarantena obbligatoria agli arrivi da Europa e Usa, mentre ai passeggeri con più di 37,5 gradi di febbre sarà negato l'imbarco.

Il governo russo ha ordinato la chiusura di tutti i bar e ristoranti nel Paese a partire da domani per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il governo di Mosca. Anche i negozi,  tranne gli alimentari e le farmacie, dovranno chiudere tra il 28 di marzo e il 5 aprile, ovvero la settimana di 'vacanza' nazionale decretata da Putin per combattere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il sindaco della capitale Serghei Sobyanin sul suo sito.  Sono oltre mille i casi di Covid-19 accertati in Russia, tre i decessi. 

Boom di casi di contagio e di morte per coronavirus nel Regno Unito, con i decessi che per la prima volta aumentano di oltre 100 in un giorno. Il numero censito delle persone infettate è cresciuto fino a 11.658 nelle ultime 24 ore, secondo i dati aggiornati a oggi del ministero britannico della Sanità, con un picco di 2.129 in più rispetto a ieri. Mentre il totale registrato dei morti è passato da 463 a 578, ossia un balzo di 115 in più. I test eseguiti nel Paese sono saliti intanto a quasi 105.000. 

Continuano ad aumentare velocemente i contagiati da Coronavirus in Germania: sono saliti a 43.646 i casi postivi segnalati dall'Hopkins University, secondo la quale il bilancio delle vittime è di 239. Stamattina i positivi registrati erano 37.323 e le vittime 206: dato che segnala che solo oltre 6000 i nuovi casi registrati. Il ministro della Salute Jens Spahn ha affermato oggi che i tedeschi sono davanti "alla quiete prima della tempesta".

Il Sudafrica ha annunciato i suoi primi due decessi per coronavirus e il superamento della soglia dei mille casi di contagio. "Due persone sono morte nella provincia del Capo occidentale", il "Western Cape", ha reso noto in un comunicato il ministro della Salute sudafricano Zweli Mkhize sottolineando che si tratta dei "nostri primi morti di Covid-19" e che il numero dei casi "ha superato la soglia dei mille".

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Coronavirus, Brusaferro (Iss): "La curva del contagio sembra rallentare, ma non allentiamo le misure. In alcune aree Covid-19 ancora forte" (VIDEO)

Si cominciano a vedere gli effetti delle misure di contenimento sull'andamento dell'infezione di coronavirus in Italia. Lo hanno detto oggi a Roma il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, nell'incontro con la stampa organizzato dall'Iss.  Il picco dell'epidemia di coronavirus in Italia si sta avvicinando, ma non ci siamo ancora ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Dal 20 marzo si nota un'apparente riduzione della curva contagi, ma "non siamo in una fase calante, ma di rallentamento della crescita" - (VIDEO)


"C'è un dato rilevante negli ultimi giorni: dal 19-20 marzo la curva dei nuovi casi sembra attenuarsi leggermente nella sua ascesa e stiamo monitorando quanto sta avvenendo". Lo ha affermato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), oggi a Roma, durante una conferenza stampa organizzata dall'Istituto, trasmessa anche in streaming. Ma "non illudiamoci di poter allentare le misure di contenimento - ha aggiunto subito dopo - Ci sono aree del Paese dove la circolazione del virus è forte. In Lombardia, una parte del Piemonte e del Veneto".

"Non abbiamo raggiunto il picco e non l'abbiamo superato - sottolinea l'esperto - Ci sono segnali di rallentamento. Le misure adottate stanno facendo i loro effetti e ci aspettiamo che potremmo arrivare al picco in questi gironi. Quando ci arriveremo lo censiremo insieme. Non siamo in fase calante ma c'è rallentamento della crescita".

"Dai dati che oggi possiamo mettere in campo, emerge che le misure stanno tenendo e questa è la notizia buona -prosegue Brusaferro - Dovremmo conviverci per le prossime settimane. Come? Dovremmo trovare delle modalità di convivenza: proteggendo le figure più fragili che vanno salvaguardate. Siamo il Paese pilota, stiamo mettendo a punto metodologie con evidenze scientifiche che stiamo acquisendo. Dobbiamo prendere atto che le misure adottate da noi sono state seguite anche da altri Paesi".

"Ad oggi i test che vanno alla ricerca dell'Rna sono affidabili, ma sono anche lunghi, complicati. Tutti gli altri test rapidi o sierologioci ad oggi non hanno raggiunto livelli di affidabilità tali da esser usati. Non vengono raccomandati all'uso, questo non vuole dire che quelle tecnologie non si svilupperanno rapidamente ma ad oggi non è così", ha concluso.

Coronavirus, la Lombardia torna a preoccuparsi: oggi 2.500 casi in più. Polemica sui tamponi, Fontana: "Speculazioni vergognose e infondate a danno dei cittadini" (VIDEO)

Il punto stampa del governatore Attilio Fontana: "Noi speravamo non si verificasse un aumento di questo genere ma dovremo ora valutare e capire se si è trattato di un fatto eccezionale o se invece il trend dell'aumento ricomincia e in questo caso sarebbe abbastanza imbarazzante". E in merito alla questione dei tamponi: "Si fanno speculazioni vergognose per i cittadini. La Regione Lombardia, e il ministro Roberto Speranza l'ha ribadito oggi, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall'Istituto superiore di sanità e dall'organismo scientifico che collabora con il Ministero" - (VIDEO)


"Oggi i numeri non sono belli, il numero di contagiati è aumentato un po' troppo rispetto alla linea dei giorni scorsi, siamo sui 2.500". Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, durante il punto stampa sull'emergenza coronavirus. "Noi speravamo non si verificasse un aumento di questo genere ma dovremo ora valutare e capire se si è trattato di un fatto eccezionale o se invece il trend dell'aumento ricomincia e in questo caso sarebbe abbastanza imbarazzante". Rispondendo a chi gli chiedeva se i dati indicano che Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, durante il punto stampa sull'emergenza coronavirus., Fontana ha precisato: "Non sono in grado di dare valutazioni, devono essere date dai tecnici, io personalmente sono preoccupato. Non so se ci è sfuggito qualcosa". Quanto alla zone lombarde maggiormente colpire dai nuovi contagi, Fontana ha precisato che "il lavoro di analisi non è ancora concluso" e che i dati odierni verranno comunicati stasera dall'assessore al Welfare, Giulio Gallera.

"Qualcuno sta sollevando una serie di polemiche assolutamente infondate, che contribuiscono ad alimentare insicurezza e angoscia nei cittadini. Questo non mi va bene e non è accettabile. Faccio riferimento alla questione dei tamponi sui quali si stanno facendo delle speculazioni vergognose". "La Regione Lombardia - ha sottolineato Fontana - e oggi il ministro Speranza lo ha ribadito, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall'Iss e dall'organismo scientifico che collabora col ministero. Il 27 febbraio hanno mandato un'indicazione su come ci si doveva comportare e questa indicazione conclude che 'in assenza di sintomi il test non appare al momento sostenuto da un reazionale scientifico in quanto non fornisce un’informazione indicativa ai fini clinici e potrebbe essere addirittura fuorviante. Qualora dovessero emergere nuovi dati si procederà a una revisione del documento elaborato'". "Questo - ha rimarcato il governatore lombardo - ha un significato assolutamente univoco: la disposizione è che i tamponi devono essere riservati ai sintomatici. Tutti gli altri tamponi sono ritenuti addirittura fuorvianti. La Lombardia è stata la regione che ha fatto il maggior numero di tamponi nel nostro Paese e abbiamo rispettato rigorosamente quello che ci è stato dettato dai massimi istituti di sanità italiani".

Il numero dei test che vengono effettuati ai sanitari in Lombardia "è già aumentato". "Da lunedì abbiamo iniziato con i provvedimenti ad aumentare il numero dei tamponi ed esami da fare - ha sottolineato - e sempre lunedì abbiamo mandato all’organismo tecnico un’indicazione proprio perché dovevamo rispettare le indicazioni che ci avevano dato". "Visto però che c’è questo movimento tellurico in Lombardia - ha aggiunto Fontana - gli abbiamo chiesto se dobbiamo cambiare le regole. Se ci diranno di sì noi lo faremo, ribadendo che siamo la regione che ha fatto i maggior numero di tamponi in Italia". Sui tamponi, ha precisato Fontana, "siamo certamente pronti a cambiare strategia" ricordando che "noi ci siamo sempre attenuti alle indicazioni dell’Iss". Il governatore lombardo si è quindi detto "assolutamente pronto a fare quello che mi dice l’Iss" ma "a due condizioni: la prima è che mi dia tutto il necessario per eseguire le tamponature. La seconda è che si tenga che conto del fatto che i laboratori della Regione, che lavorano a tempo pieno, riescono a processare come massimo 5mila tamponi al giorno". "Tenendo conto che in Lombardia siamo più di 5mila persone - ha fatto notare Fontana - mi si deve mettere nelle condizioni di effettuare i tamponi. Perché farne 5mila al giorno per cinque milioni di persone richiede almeno 3 anni di tempo".

 

Coronavirus, la Lombardia sospende le tasse regionali fino al 31 maggio. L'assessore Caparini spiega tutto

Proroga al 30 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi, del bollo auto e dell'Irap, la tassa che riguarda le imprese. La delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta del presidente Attilio Fontana di concerto con l'assessore regionale al Bilancio, Finanza e Semplificazione Davide Caparini


È sospeso fino al 31 maggio in Lombardia il pagamento delle tasse regionali, comprese bollo auto e Irap. È quanto prevede la delibera approvata dalla giunta su proposta del governatore Attilio Fontana di concerto con l'assessore al Bilancio Davide Caparini. I pagamenti e i versamenti sospesi potranno essere effettuati in un'unica soluzione entro il 30 giugno 2020, senza l'applicazione di sanzioni ed interessi, salvo ulteriori proroghe legate allo sviluppo dell'emergenza coronavirus.

"Il provvedimento - specifica Caparini - riguarda gli adempimenti tributari e i termini dei versamenti che scadono nel periodo compreso tra l'8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020 per chi ha il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa in Lombardia, limitatamente all'Irap, addizionale regionale Irpef, Bollo Auto, Ecotassa e Tassa sulle Concessioni (tributi regionali non amministrati in Convenzione con l'Agenzia delle Entrate). In caso l'emergenza si protrarrà prenderemo nuovi provvedimenti di proroga. Come sempre troverete tutte le informazioni sulla pagina Tributi del Portale di Regione Lombardia www.tributi.regione.lombardia.it". La delibera, chiarisce l'assessore, "sospende il pagamento dei tributi fino al 31 maggio mettendo al riparo dalla decadenza della eventuale rateizzazione degli importi dovuti"

Coronavirus, Fontana: "In Lombardia rallentamento costante dei contagi, ma non molliamo la presa". E oggi a Bergamo arrivano 150 operatori sanitari russi (VIDEO)

L'ordinanza della Regione Lombardia che prevede misure più restrittive rispetto a quelle contenute nell'ultimo Decreto della Presidenza del consiglio dei ministri "resterà in vigore per 10 giorni a partire da domenica scorsa", giorno della sua approvazione da parte della giunta regionale. Lo ha sottolineato oggi il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana facendo il punto sull'emergenza coronavirus. Il governatore ha aggiunto: "Poi deciderà il presidente del consiglio se intende confermarli o revocarli" - (VIDEO)


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I numeri del coronavirus in Lombardia sembrano continuare a rallentare. Lo ha detto il governatore Attilio Fontana, al punto stampa di oggi. "Questa sensazione di rallentamento della crescita nei numeri è costante, ma non dobbiamo assolutamente mollare la presa, anzi diamo una motivazione in più ai cittadini a restare in casa", ha spiegato. "Con queste misure i risultati si portano, se dovessimo alzare il piede sarebbe un disastro", ha aggiunto.

Fontana ha spiegato che i divieti più stringenti dell'ordinanza della Regione Lombardia valgono per dieci giorni, a partire da domenica scorsa, quando sono stati emanati. "Non abbiamo ricevuto ancora - ha detto - formalmente il decreto, è inutile fare valutazione su testi che sono bozze e non si sa quanto fondati siano, l'unica cosa certa che risulta da tutte le bozze è che i provvedimenti già in essere alla data di entrata in vigore del dpcm rimangono in vigore per dieci giorni". Dunque, "l'ordinanza della Regione di domenica per dieci giorni è in vigore, salvo che poi venga confermata e revocata dal presidente del consiglio. Tutti i divieti aggiuntivi rispetto al Governo, dalla chiusura degli alberghi a quella degli studi professionali, sono validi per altri dieci giorni, a partire da domenica".

"Oggi alle 19 arrivano un gruppo di medici e di operatori sanitari inviati dalla Russia", ha detto Fontana. "Arriveranno a Bergamo, sono in tutto circa 150 uomini che daranno una mano in una serie di attività di sostegno: ci sono medici, infermieri, persone destinate alla sanificazione". Andranno all'ospedale da campo che stanno costruendo gli alpini: "Sono tutti specialisti, anestesisti, epidemiologi, persone molto qualificate che potranno sgravare i nostri medici".

Coronavirus, la Lombardia tra luce in fondo al tunnel e battaglia quotidiana. Gallera: "Arginare lo tsunami. Chi fa polemiche gratuite sui nostri sforzi evidenzia il proprio essere" (VIDEO)

L'assessore al Welfare della Regione Lombardia: "Magari non giorno per giorno, ma il trend di rallentamento c'è e quindi ora ancora più mai dobbiamo essere determinati a resistere, a stare casa perché vuol dire che il traguardo non è lontano. Tutti i giorni mi chiedo quando finirà questo incubo, tutte le mattine quando vedo i dati spero di vedere la luce in fondo al tunnel - ha aggiunto - l'incubo finirà, l'alba arriverà, dobbiamo continuare a essere molto rigorosi nei nostri comportamenti" - (VIDEO)


Risultato immagini per giulio gallera

"Siamo molto contenti che molti ci seguano, e altri evidenziano le cose che possono esser fatte meglio, ieri le mie parole mie erano state chiare sul domicilio ma sono state deformate, hanno creato fake news per attaccarmi, e chi in questo momento vuole fare polemica sugli sforzi che facciamo evidenzia la misura del proprio essere". Lo ha detto l'assessore della Lombardia, Giulio Gallera, in videoconferenza sull'emergenza coronavirus. "Compiremo errori ma con l'obiettivo di provare ad arginare questo tsunami che ci è venuto addosso: stiamo parlando di una moltitudine di persone che è stata colpita, è giusto sollecitarci ma le polemiche gratuite, coloro che provano a cambiare il senso alle mie parole le lascio giudicare a voi".

I NUMERI - "Ieri i numeri forse erano anche fin troppo positivi". Nelle ultime 24 ore i decessi sono stati 402, per un totale di 4178 dall'inizio dell'emergenza. "Continuano a crescere in maniera importante, purtroppo questa è una infezione per la quale oggi non c'è una cura e non c'è un vaccino", ha evidenziato l'assessore al Welfare Giulio Gallera nella consueta diretta facebook. I positivi sono 30703, più 1942 rispetto a ieri, mentre le persone ricoverate sono 9711 (+455) e quelle in terapia intensiva 1.194. Tra i dati positivi vi è quello che riguarda le persone dimesse dall'ospedale: sono 6.657, di cui 600 in un solo giorno. "Probabilmente, e io l'ho sempre detto, i numeri non vanno guardati giorno per giorno, ci sono dei laboratori che rassegnano i loro risultati in ritardo e quindi non entrano nei conteggi". Conta, però, dice l'assessore, "ascoltare la voce di chi è in trincea, se ci sono degli ospedali che ci dicono che ci sono delle riduzioni quello vale di più del dato numerico". In 24 ore i contagiati da coronavirus in Lombardia salgono a 30.703 casi, con +1.942 infettati in più. "E' un po' più alto rispetto a ieri, che erano saliti di +1.555 ma più basso di quello di due giorni fa, che era di 3mila". Il dato è probabilmente "dato da un'anomalia di Monza, con dati caricati oggi rispetto a ieri".

TAMPONI - La delibera approvata oggi dalla Giunta regionale della Lombardia ha anche un capitolo che "prevede un monitoraggio clinico anche degli operatori sanitari". Ad annunciarlo l'assessore al Welfare Giulio Gallera. "Prima del turno di lavoro - spiega - sarà rilevata la temperatura corporea e qualora questa superi i 37,5 verrà richiesto il tampone naso-faringeo per ricerca di Sars-CoV-2 e l'allontanamento dal luogo di lavoro con sospensione dell'attività lavorativa". Anche per gli operatori sanitari "è prevista la possibilità di usufruire di strutture ricettive messe a disposizione dalla Regione, qualora non potessero effettuare l'autoisolamento al proprio domicilio".

BERTOLASO - "Guido Bertolaso si è buttato così tanto in questo lavoro, che ieri aveva qualche linea di febbre e oggi è risultato positivo" al Covid-19. "Ma oggi l'ho già sentito tre volte e non l'ho mai sentito così determinato". "Ora è a riposo dal punto di vista fisico, ma lo stimolo a lavorare è ancora più grande. Sta bene e continua a lavorare per consegnare quest'opera importante. Forza Guido".

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