updated 3:05 PM UTC, Nov 23, 2019

Salute e sessualità, il ministro Giulia Grillo: "Serve una corretta educazione nelle scuole"

"C'è un gap conoscitivo importante fra i giovani italiani relativamente alle tematiche della sessualità. Ci sono tante informazioni che ai ragazzi bisognerebbe dare e non si può demandare a internet la loro diffusione, anche se su questo voglio lavorare, mettendo a disposizione dati certificati sia per i giovani che per gli adulti. Credo che l'insegnamento nella scuola di temi legati alla sessualità e alla riproduzione possa fornire un punto fermo di informazioni certe e certificate". A dirlo il ministro della Salute, Giulia Grillo, intervenendo oggi a Roma alla presentazione dello Studio nazionale fertilità.

"E' tempo - ha aggiunto - di promuovere nelle scuole una corretta educazione ai temi di salute, facendo sì che diventino materia di insegnamento trasversale, attraverso un'alleanza tra scuola e Ssn, attraverso un approccio scolastico globale. Questo è il presupposto del documento messo appunto di recente dal ministero della Salute e ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) sugli 'Indirizzi di policy integrate per la scuola che promuove salute'. Speriamo che da questo protocollo nasca la strada per insegnare la salute nelle scuole, poi con un capitolo dedicato alla salute riproduttiva e alla sessualità".

(Fonte: Adnkronos)

SALUTE / L'allarme dei medici: nel 2025 emergenza personale in pronto soccorso e pediatria

I preoccupanti risultati di uno studio del sindacato Anaao Assomed sulla carenza di specialisti, destinata ad aggravarsi nei prossimi anni, fotografano la crisi profonda del Servizio sanitario nazionale


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Pronto soccorso del futuro senza medici, con un Ssn "nel pieno di una grave crisi delle proprie risorse professionali, che rischia di accentuarsi nei prossimi anni". A 'fotografare' la situazione è uno studio dell'Anaao Assomed, che torna a puntare il dito sulla mancanza di specialisti all’interno del Ssn e sull'accelerazione del loro pensionamento: realtà "che stanno assumendo i contorni di una vera emergenza nazionale, cui vanno posti correttivi rapidi ed adeguati per evitare il collasso del sistema". L'esodo di medici dagli ospedali italiani, secondo un nuovo studio del sindacato, si tradurrà nel 2025 in una carenza di 16.500 specialisti. E al top delle specialità più sofferenti figurano Medicina d'emergenza-urgenza e Pediatria: le stime indicano un ammanco rispettivamente di 4.180 e 3.323 specialisti.

"Abbiamo calcolato un dato, incrociando la proiezione del numero di specialisti che, a programmazione invariata, potrebbero uscire dalle scuole universitarie nei prossimi otto anni, con una previsione dei possibili pensionamenti di specialisti attivi nel Ssn - spiega l'Anaao - e abbiamo stimato che solo il 75% degli specialisti formati scelga di lavorare per il Ssn". Dall'analisi si evince che la gran parte delle discipline andranno in deficit di specialisti, ma per alcune la carenza sarà drammatica. Dopo Medicina d'emergenza e Pediatria, a soffrire di più saranno Medicina interna (-1828 specialisti nel 2025), Anestesia e rianimazione (-1395), Chirurgia generale (-1274), Psichiatria (-932), Malattie dell'apparato cardiovascolare (-709), Ginecologia e ostetricia (-644), Radiodiagnostica (-604), Ortopedia e traumatologia (-409).

"Gli organici dei reparti ospedalieri e dei servizi territoriali, negli anni precedenti al 2018 considerato per il nostro censimento, hanno già sofferto il mancato turnover conseguente al vincolo nazionale della spesa per il personale a partire dal 2007. Pertanto, le nuove carenze andranno a incidere su una condizione organizzativa fortemente degradata", sottolinea il sindacato.

L’Anaao Assomed ha più volte sollecitato il Governo, anche quello precedente, a porre dei correttivi per far fronte a questa emergenza. "Un primo risultato è stato ottenuto nella Legge di Bilancio per il 2019 con la previsione della partecipazione degli specializzandi dell’ultimo anno a concorsi per dirigenti medici del Ssn". Un'iniziativa "condivisibile, in quanto permetterebbe di anticipare l’entrata nel mondo del lavoro rendendo più rapido il già macchinoso sistema concorsuale previsto per garantire il turnover nei reparti ospedalieri". Sarebbe comunque auspicabile, per il sindacato, una previsione più esplicita di assunzione in servizio a tempo determinato degli specializzandi, anche prima del conseguimento del titolo.

"Soprattutto, manca nella legge appena approvata dal Parlamento una decisa svolta che superi l’anacronistico blocco introdotto con la Legge Finanziaria 2006. Anche l’incremento previsto del numero dei contratti di formazione, circa 900 a partire dal 2019, è largamente insufficiente - si legge nello studio - per ridurre il deficit di specialisti che ci attende nell’immediato futuro". Le condizioni di lavoro nei reparti ospedalieri e nei servizi territoriali stanno rapidamente degradando. Il blocco del turnover, introdotto con la Legge n.296 del 2006, ha determinato, ad oggi, una carenza nelle dotazioni organiche di circa 10 mila medici. "I piani di lavoro, i turni di guardia e di reperibilità vengono coperti con crescenti difficoltà e una volta occupate le varie caselle si incrociano le dita sperando che nessuno si ammali buttando all’aria il complicato puzzle che bisogna comporre ogni mese", ricorda il report, citando "quindici milioni di ore di straordinario non pagate".

Non basta "sbloccare il turnover, ma incrementare anche il finanziamento per le assunzione e attivare i diversi miliardi di risparmi effettuati dalle Regioni nell’ultimo decennio. Per quanto attiene la formazione post laurea, oltre a incrementare ad almeno 9.500/10.000 i contratti annuali, è arrivato il momento - conclude l'Anaao - di una riforma globale passando a un contratto di formazione/lavoro da svolgere fin dal primo anno in una rete di ospedali di insegnamento in modo da mettere a disposizione degli specializzandi l’immensa casistica e il patrimonio culturale e professionale del Ssn". Una riforma "'difficile da fare ma impossibile da non fare', come disse Giovanni Berlinguer riferendosi alla istituzione 40 anni fa del Ssn", conclude l'Anaao.

(Fonte: Adnkronos)

 
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