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Cara Milano, quanto ci costi! Multe e tariffe, il Comune fa cassa e si frega le mani pensando ai prossimi aumenti

Area B a Milano, la giunta Sala conta di incassare un milione e 800mila euro dalle multe. Raddoppiano le entrate per la sosta e per l'aumento dei passeggeri sui mezzi pubblici. E a luglio il biglietto sale da 1,5 a 2 euro. Il Bilancio di previsione illustrato in commissione da Marco Granelli, assessore alla Mobilità


"Da qui a dicembre Area B porterà nelle casse del Comune 1,85 milioni di euro. Questo l’ammontare delle multe che la Giunta di Palazzo Marino prevede siano comminate solo nel 2019, un importo inserito nel Bilancio di previsione relativo proprio all’anno in corso, presentato ieri in commissione da Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità". E' quanto si legge oggi sul Giorno in un articolo firmato da Giambattista Anastasio.

"Ogni trasgressione alle regole della zona a basse emissioni entrata in vigore lo scorso 25 febbraio - continua il pezzo - comporta una sanzione da 80 euro. Tradotto: il Comune prevede quindi di staccare poco più di 23mila verbali. Previsioni, come detto. Un importo non eccezionale, quello appena riferito, ed il motivo è presto detto: in questa prima fase solo 16 varchi di ingresso in Area B, sui 186 totali, sono dotati di telecamere. E per il primo anno di validità del provvedimento chiunque può contare su 50 giorni di libera circolazione. Due fattori che vanno ad ammorbidire l’impatto della zona anti-diesel e, quindi, a limitare il numero di multe. Almeno per il primo anno. Almeno fino a dicembre, quando si dovranno contare altri 78 varchi dotati di telecamere in aggiunta ai 16 di partenza. Quanto all’altra zona a traffico limitato, Area C, il Comune conta di incassare, tra tagliandi e sanzioni, 31,5 milioni di euro, un dato in linea con quello del Bilancio d’assestamento del 2018. Aumentano invece i proventi della sosta su strada. Anzi, raddoppiano: per il 2019 il Comune prevede di incassare dalle strisce blu 6 milioni di euro, sulla scia dei 5,8 milioni di euro incassati nel 2018 a dispetto di una previsione iniziale di soli 3 milioni.

Dato tutt’altro che secondario, - prosegue l'articolo del Giorno - è quello relativo agli introiti generati dalla vendita di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale. Per il 2019 il Comune ha messo in conto di ottenere dalla vendita dei titoli di viaggio 409 milioni di euro. Previsioni che non tengono ancora in considerazione l’aumento del biglietto singolo da 1,5 a 2 euro previsto a partire da luglio, salvo altre sorprese. Nel Bilancio di previsione del 2018, la somma attesa da tagliandi e abbonamenti Atm era stata indicata, invece, a 391 milioni di euro. Nel mezzo c’è stato, però, il riscontro del Bilancio d’assestamento del 2018: l’anno scorso dai titoli Atm si è incassato 401 milioni di euro, quindi 10 milioni in più del previsto. Da qui le stime ulteriormente positive per il 2019. Due i fattori che hanno generato questo aumento: «Nel 2018 i passeggeri dei mezzi pubblici sono aumentati del 6,4% e le multe comminate a chi è stato sorpreso a viaggiare senza biglietto sono aumentate del 30%: da qui il dato in crescendo» spiega Granelli. Lo stesso assessore anticipa che anche nei primi due mesi dell’anno in corso si riscontra un aumento, ulteriore, di passeggeri su metropolitane, tram e autobus, un aumento nell’ordine del 6%. E che «il Bilancio di previsione del 2019 prevede anche 4 milioni di euro per finanziare gli studi di fattibilità dei prolungamenti delle metropolitane nell’hinterland». Il gap tra le entrate del trasporto pubblico (689 milioni di euro) e le spese (825 milioni) è di 136 milioni".

 

 

Tariffe: il Parlamento prova a fermare i furbetti del telefonino

La commissione telecomunicazioni segue l'Agcom e prova a fermare l'ultima invenzione del settore per spillare più soldi ai consumatori, la fatturazione ogni 4 settimane.

Meglio tardi che mai si potrebbe dire, ma finalmente anche in Parlamento qualcosa si muove in difesa dei consumatori, in balia dei giganti delle telecomunicazioni.

Oggi infatti la Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati ha dato il via libera all'unanimità alla risoluzione che impegna il Governo "ad assumere iniziative normative, nell'ambito della manovra di bilancio per il 2018, per impedire che gli operatori telefonici e di telecomunicazione adottino una cadenza di fatturazione che non abbia come base il mese o un suo multiplo'.

Ad annunciarlo in una nota lo stesso Michele Meta, presidente della Commissione che ha aggiunto: "Si tratta di un messaggio chiaro ai furbetti del telefonino, che  continuano a fare orecchie da mercante, e in difesa dei consumatori italiani nonostante la delibera dell'Agcom'.

Per ora certo rimangono solo parole, aspettando che si tramutino in fatti senza però i classici tempi biblici della burocrazia italiana. Il tema d'altronde è sotto gli occhi di tutti. I vari operatori telefonici si sono inventati la fatturazione con cadenza ogni 4 settimane invece che mensile, trucco perfetto per incassare tredici mensilità aumentando di fatto i propri prezzi senza dirlo chiaramente.

Le aziende di telecomunicazione intanto stanno prendendo tempo, in attesa che il Tar del Lazio accetti il ricorso: a loro discolpa affermano che i clienti sono stati opportunamente informati delle variazioni, ribadendo tra l’altro che la delibera dell’Agcom andrebbe contro la libertà d’impresa.

“Se la pratica non verrà fermata in tempo c’è il rischio che altri settori la mutuino in fretta, perché la furbizia è purtroppo contagiosa”, ha ribadito Meta. “Chi vuole aumentare le proprie tariffe lo faccia dunque alla luce del sole, sottoponendosi al giudizio del mercato, e non tramite accorgimenti ingannevoli che finiscono per danneggiare soprattutto i consumatori più indifesi”.

Non ci resta che aspettare fiduciosi.

Netflix aumenta le tariffe: ecco quanto costeranno i nuovi piani

La popolare piattaforma tv giustifica l'innalzamento dei prezzi con l'aggiunta di contenuti esclusivi, un catalogo sempre più vasto e l'introduzione di nuove funzionalità


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Netflix, la popolare piattaforma tv on demand, modifica le tariffe. A partire dal 9 ottobre, fa sapere l'azienda, in Italia cambierà il prezzo del piano Standard (che permette di poter vedere Netflix su due dispositivi contemporaneamente, incluso l’Hd dove disponibile), che passerà da 9,99 a 10,99 euro al mese, e del piano Premium (che permette di vedere fino a quattro schermi contemporaneamente, Hd e Uhd incluse dove disponibili), che da 11.99 passerà a 13.99 euro al mese. Nessun cambiamento invece nel piano base da uno schermo, che resta di 7.99 euro al mese. Netflix giustifica questi aumenti di prezzo con l'aggiunta di contenuti esclusivi come serie tv e film e un catalogo sempre maggiore (negli ultimi 2 anni, specifica l'azienda, il numero di titoli disponibili in Italia è aumentato del 207%) e con l'introduzione di nuove funzionalità che permettono agli utenti di trovare i propri contenuti più facilmente.

(Fonte: agenzie di stampa)

Nuova tassa sugli asili, Anguissola (Forza Italia): "Il Comune di Milano fa cassa alle spese delle famiglie milanesi"

Il consigliere del Municipio 8 commenta la decisione della giunta Sala di inserire nella manovra finanziaria aumenti sulle iscrizioni alle scuole dell'infanzia, sulle mense e sui servizi. Presa di posizione anche in materia di sicurezza attorno agli istituti scolastici in seguito a diverse segnalazioni da parte di genitori preoccupanti da situazioni di degrado. La nostra intervista - (VIDEO)


Come ha riportato nei giorni scorsi ilComizio.it (leggi qui), a Milano arriva la tassa sull'asilo comunale; lo ha annunciato l'amministrazione guidata dal sindaco, Giuseppe Sala. Si tratta di una quota fissa di 52 euro all'anno per l'iscrizione alle scuole per l'infanzia, come già avviene per i nidi. Le brutte notizie però non finiscono qui, perché sono pronti anche gli aumenti su mense scolastiche, i centri estivi, i pre e post scuola, scuole vacanza e i servizi educativi del Comune. Sono i frutti di di una manovra complessiva da circa 3 milioni di euro, presentata dalla vicesindaca e assessore all'Educazione, Anna Scavuzzo, durante la seduta congiunta delle commissioni Bilancio ed Educazione sul bilancio di previsione 2017. 

Abbiamo chiesto un parere a Marco Anguissola di San Damiano, consigliere di Forza Italia al Municipio 8. Ai nostri microfoni l'esponente azzurro ha richiamato l'attenzione anche su situazioni di insicurezza e degrado nei pressi di diversi edifici scolastici in seguito a numerose segnalazioni che gli sono giunte da numerosi genitori preoccupati.

Milano, arriva la tassa sugli asili: 52 euro all'anno per l'iscrizione. Aumentano mense, dopo scuola, centri estivi e servizi educativi

Annunciata la manovra da tre milioni che prevede anche tagli alle spese. Coinvolte circa 20 mila famiglie. La vicesindaca e assessore all'Educazione, Anna Scavuzzo: "L'aumento ci sarà ma non sarà indiscriminato, bisogna trovare uno schema perché sia più equo".  Nel bilancio previsionale congelati i fondi per 200-250 posti nei nidi paritari convenzionati, per una stima di circa un milione


Milano arriva la tassa sull'asilo comunale, lo ha annunciato l'amministrazione guidata dal sindaco, Giuseppe Sala. Si tratta di una quota fissa di 52 euro all'anno per l'iscrizione alle scuole per l'infanzia, come già avviene per i nidi. Le brutte notizie però non finiscono qui, perché sono pronti anche gli aumenti su mense scolastiche, i centri estivi, i pre e post scuola, scuole vacanza e i servizi educativi del Comune. Sono i frutti di di una manovra complessiva da circa 3 milioni di euro, presentata dalla vicesindaca e assessore all'Educazione, Anna Scavuzzo, durante la seduta congiunta delle commissioni Bilancio ed Educazione sul bilancio di previsione 2017.
 
Per le scuole materne, si tratta di un costo di 52 euro all'anno per circa 20mila famiglie, che porterà nelle casse di Palazzo Marino un'entrata stimata di circa un milione di euro. "La valutazione che abbiamo fatto va nel senso dell'equiparazione", ha detto Scavuzzo spiegando le motivazioni della scelta di estendere la quota di contribuzione. A questa si aggiunge la revisione delle tariffe per i servizi educativi: circa 2 milioni di euro, che saranno frutto della rimodulazione e dell'introduzione di una maggiore diversificazione delle fasce Isee.
 
"L'aumento ci sarà - spiega la vice di Sala - ma non sarà indiscriminato, bisogna trovare uno schema perché sia più equo". Per questo motivo ci sarà una convenzione con l'università Bicocca. Basterà? "I gradoni diventeranno gradini", aggiunge riferendosi al fatto che per alcuni servizi le fasce Isee sono molto ampie e a volte addirittura esiste l'esenzione totale per i redditi inferiori ai 6.500 euro, mentre prevede il pagamento della quota intera per i redditi immediatamente superiori, in assenza di ulteriori fasce.

La via dunque è quella dei tagli alle spese e dell'aumento delle tariffe. Nel bilancio previsionale poi sono stati congelati i fondi per 200-250 posti nei nidi paritari convezionati, per una stima di circa un milione di euro.

 
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