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updated 8:34 AM UTC, Jul 5, 2020

Milano, il contrasto alle povertà e le misure di sostegno al reddito. Parla l'assessore Majorino

L'intervista al responsabile per le politiche sociali della giunta Sala, Pierfrancesco Majorino, a margine della presentazione di "Sostiene Milano - Risposte alla povertà", l'iniziativa che prevede una settimana di incontri tematici per mettere "al centro la persona e il suo diritto ad avere una opportunità di riscatto" - (VIDEO)


Dare una mano a chi ha più bisogno senza lasciare indietro nessuno. Dal 7 al 14 ottobre la città ne parlerà ogni giorno, con iniziative e momenti di intrattenimento, ospitando “Sostiene Milano – Risposte alla povertà”, realizzata dal Comune di Milano come momento di riflessione e confronto a più voci sul tema della povertà e del riscatto sociale.

Si discuterà di cosa è stato fatto finora ma, soprattutto, di cosa ancora manca ed è necessario fare per aiutare chi si trova in difficoltà a rimettersi in piedi. La settimana sarà aperta dalla grande festa dal titolo “L’importante è esagerare” nell’antico dormitorio comunale di viale Ortles, luogo simbolo dell’accoglienza milanese che dal 2014 è stato intitolato al cantautore Enzo Jannacci.

A Casa Jannacci torneranno gli amici di Smemoranda (Gino & Michele, Nico Colonna) e tanti artisti che dopo la prima edizione, nell’aprile del 2014, hanno sempre mantenuto la promessa di ritornare. Già confermata la presenza di Ale e Franz, Marta e Gianluca, Antonio Ornano, Fabio Treves, Alex Gariazzo, Mauro Pagani, Ricky Gianco, Folco Orselli, Claudio Sanfilippo e tanti altri. Insieme a loro ci saranno i bambini della Scuola Primaria Palmieri dello Stadera con lo strepitoso “Coro dei Leoni”.  L’appuntamento aperto a tutta la cittadinanza è alle ore 15. Non ci saranno solo canzoni e tante risate per i più grandi, ma anche giochi per i bambini con l’ ”Ospedale dei Pupazzi”, street food e l’esposizione dei lavori e manufatti a cura dei Centri Socio Ricreativi e dei laboratori di Casa Jannacci.

“Sostiene Milano” è una iniziativa nata per parlare di povertà e delle situazioni che da essa derivano, mettendo al centro la persona e il suo diritto ad avere una opportunità di riscatto. Una condizione che non riguarda solo i senza dimora, ma anche gli anziani, le famiglie e i bambini che sono sempre più drammaticamente coinvolti dalle condizioni di povertà dei propri genitori. E gli adulti, fragili e disoccupati, che non riescono a ritornare nel mondo del lavoro, perché troppo “vecchi” o senza una formazione adeguata.  È a loro che rivolge la sua attenzione “Sostiene Milano “ e a tutti coloro che a Milano compongono l’inesauribile rete di interventi, sostegno, presenza concreta, capacità di creare nuove opportunità, come dovere o vocazione, dalle istituzioni agli enti, al Terzo e Quarto settore, al volontariato. Una rete che comprende anche i privati, le piccole imprese come le grandi aziende, sempre più spesso al fianco del sociale, come accadrà nelle prossime settimane con le visite gratuite agli occhi a Casa Jannacci e in altre strutture.

Il primo grande momento di discussione sarà il 10 ottobre nell’Aula consiliare di Palazzo Marino con il dibattito “Le grandi città e la lotta alla povertà: strategie pubbliche. Vi parteciperanno rappresentanti di diverse città tra cui: Luca Decembrotto (Azienda servizi alla persona di Bologna), Marco Iazzolino e Chiara Avonto (fio.PSD – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) e la sociologa Chiara Saraceno.

Il secondo sarà sabato 14 ottobre presso la Fondazione Rubens in via Gonin 62 dove dopo il saluto del Presidente, Ernesto Pellegrini, si svolgerà la tavola rotonda “L’obiettivo del riscatto sociale: confronto a più voci” con la partecipazione tra gli altri di Magda Baietta (Presidente Associazione Ronda della Carità e Solidarietà), Giampaolo Barbetta (Responsabile Osservatorio Fondazione Cariplo), Giuseppe Orsi (Fondazione Pellegrini Onlus) Emanuele Ranci Ortigosa (Presidente Emerito dell’Istituto di Ricerca sociale). La tavola rotonda sarà seguita dalla presentazione dell’esperienza del “Ruben” luogo di inclusione sociale e osservatorio sulle povertà con la partecipazione di Università Bicocca, e Politecnico di Milano.

Giovedì 12 ottobre sarà il giorno della presentazione a Palazzo Marino del “reddito di maternità” e della “bebè card”, il nuovo intervento di sostegno al reddito tramite una carta elettronica per acquistare beni per la cura dei neonati e servizi come la baby-sitter.

La settimana riserverà tanti momenti importanti due dei quali legati alla celebrazioni di ricorrenze mondiali: il 10 ottobre sarà la Giornata mondiale della salute mentale, con la “Human Library” in Sala Alessi a Palazzo Marino e altre iniziative alla Rotonda della Besana e l’11 di ottobre sarà la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze a cura di Terres des Hommes. Per l’occasione, la sera del 10 ottobre alle ore 20.30 Palazzo Marino si tingerà di arancione.

Si ritornerà ancora a Casa Jannacci durante la settimana, per due serate di intrattenimento: giovedì 12 ottobre alle ore 20.30 con "Se me lo dicevi prima" Spettacolo musicale con “Intesi come Tram”, in memoria di Enzo Jannacci (sino esaurimento posti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.);  venerdì 13 ottobre con "Di fuoco e di terra", spettacolo teatrale con Teatro Officina, tratto dal libro “Inciampi di Vita” (sino esaurimento posti: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

“Sostiene Milano” terminerà con la “Notte dei senza dimora” il 14 ottobre in piazza Santo Stefano dalle ore 17 con un incontro, una cena e uno spettacolo.

L’evento è organizzato da: Insieme nelle Terre di mezzo onlus, Opera Cardinal Ferrari, Cena dell’amicizia, Papa Giovanni XXIII, Fondazione Fratelli di San Francesco, CAST, Croce Rossa Italiana – Comitato Provinciale di Milano, Fondazione Progetto Arca Onlus, Ronda Carità e Solidarietà ONLUS, Casa di Gastone, Fondazione Isacchi Samaja Onlus, Associazione MiRaggio, Avvocato di strada Onlus, Effatà, Voci - Avvocati per Niente, MIA – Milano in Azione, Fides Onlus-Casa degli Amici, Caritas Ambrosiana, Casa della Carità, Fiopsd e Associazione Artisti di strada di Milano. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Milano.

Stato unitario, stato federale e stato confusionale: Salvini e Meloni tra selfie, pugnalate e capriole

L'asse "sovranista" tra la Lega di Matteo e i Fratelli d'Italia di Giorgia non smette di stupire in quanto a contraddizioni e soprattutto paradossi. Mentre il leader del Carroccio post padano si barcamena tra aspirazioni "nazionali" e rendita nordista, la presidente degli eredi di An prima accoglie l'alleato ad Atreju con sorrisi e abbracci e poi boccia i referendum autonomisti di Lombardia e Veneto spinti dai leghisti. Il "Capitano" milanese simpatizza con l'indipendentismo catalano, ma si guarda bene dal riproporre la stessa via a casa sua: "Da Barcellona una forzatura, noi non vogliamo tornare indietro". La capa romana della destra, dichiarando che non voterebbe alla consultazione del 22 ottobre, fa infuriare Maroni che minaccia conseguenze sulla giunta regionale e subisce la presa di distanza dei rappresentanti lombardi del suo partito che stanno col governatore. Insomma un caos imbarazzante e i vertici populisti rischiano di perdere il popolo, qualunque accento abbia


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Rassegna stampa sull'argomento:

 

Patricia Tagliaferri  - ilGiornale

 

Prime crepe visibili sull'asse sovranista Lega-Fratelli d'Italia dopo le esternazioni di Giorgia Meloni sulla sua contrarietà al referendum per l'autonomia promosso dalla Lombardia.

Dichiarazioni per niente gradite dai leghisti, che provocano anche divisioni in Fdi. «Se fossi tra i chiamati al referendum non ci andrei, è solo propaganda», dice la Meloni invitando gli elettori ad astenersi e irritando parecchio il governatore lombardo Roberto Maroni, spinto a mettere in discussione la compattezza del centrodestra a partire proprio dall'alleanza con cui governa il Pirellone. «C'è un problema perché queste dichiarazioni sono negative, sbagliate e molto pesanti. E siccome il referendum è una cosa importante, sia sul piano politico sia su quello istituzionale, mi riservo di valutare queste dichiarazioni sul piano della lealtà dell'alleanza di governo. Non posso far finta di niente», attacca il presidente della Lombardia, seppur precisando che «Fdi ha sostenuto lealmente e sostiene il referendum in Lombardia».

Troppa alta la posta in gioco per la Lega per lasciar correre, soprattutto perché sarà il numero dei votanti a fare la differenza in questo referendum senza quorum. L'uscita della Meloni, così, fa esplodere una dicotomia che c'è sempre stata tra la Lega e le sue ambizioni federaliste e Fratelli d'Italia e la sua idea di patria, seppur sopita dalle reciproche ambizioni sulla leadership. Maroni, principale sponsor del referendum lombardo, non si trattiene, spalleggiato dal segretario della Lega, Matteo Salvini («la Meloni ha toppato»). Anche la base e i quadri leghisti insorgono, sfogandosi sui social contro l'alleata «franchista». Nella posizione della presidente di Fratelli d'Italia qualcuno vede un percorso di allontanamento da Salvini e di riavvicinamento a Berlusconi.

Si vedrà. Intanto, però, a parte Ignazio La Russa che la appoggia («non vorrei che la polemica nei confronti del leader di un partito alleato sia in realtà frutto di questioni tutte interne alla Lega sul significato e sulla valenza del referendum»), anche il partito della Meloni si spacca, con l'assessore lombardo al Territorio, Viviana Beccalossi, che si schiera con Maroni sottolineando che in Lombardia, così come in Veneto, il suo partito ha fornito un sostegno «convinto» al sì referendario votando nelle sedi istituzionali e in quelle degli organi di partito documenti ufficiali che lo certificano.

È chiaro, insomma, che al Nord Fdi avrebbe preferito da parte della loro leader un approccio più soft nei confronti di un tema così sentito. «Il referendum, come più volte abbiamo fatto presente a Giorgia Meloni e all'ufficio di presidenza di Fratelli d'Italia, mai mette in discussione l'unità nazionale», sottolinea la Beccalossi, ricordando che «lo scorso luglio al coordinamento nazionale Fdi duecento amministratori eletti hanno elaborato e votato all'unanimità un ordine del giorno a sostegno del Sì», trovando una sintesi tra i valori di un partito di destra con i principi federalista. «Se da allora qualcosa è cambiato a me non è stato comunicato», insiste l'assessore su Facebook.

Ma il «fuoco amico» arriva soprattutto dai leghisti. Tra i più critici l'assessore maroniano Gianni Fava: «Evitino di parlare a vanvera di ciò che non conoscono: il Nord. Se Fratelli d'Italia considera sinceramente la Lega un alleato, difetta della conoscenza della principale qualità di un'alleanza, il rispetto».


Alberto Mattioli - La Stampa

 

Matteo Salvini, che differenza c’è fra il referendum della Catalogna e quello prossimo venturo, il 22, di Lombardia e Veneto?  

 «Totale. Il voto catalano è stato una forzatura. Quello lombardo e veneto è previsto dalla Costituzione. Si chiede semplicemente di applicare un articolo della Carta, il 116, che prevede che si possano affidare in toto alle Regioni venti competenze, e altre tre in maniera parziale».  

Tipo?  

«Tipo la scuola, così avremmo una buona volta dei concorsi per insegnanti su base regionale. E, per dire, nella classe di mio figlio non si sarebbe ancora una cattedra scoperta come succede attualmente». 

Però il referendum è solo consultivo. Se anche doveste vincerlo, potrebbe non cambiare nulla.  

«Anche il voto sulla Brexit era consultivo, però ha fatto la storia. Se vinceremo, il segnale politico sarà fortissimo. Vuol dire che dal giorno dopo Maroni e Zaia avranno il mandato di trattare con Roma. E non a nome degli elettori leghisti, ma di tutti i lombardi e i veneti». 

Bene: mettiamo allora che Roma, com’è molto probabile, di trattare non abbia alcuna intenzione. Che fareste?  

«Io non mi illudo certo che dal 23 ottobre cambi tutto. Il governo, che già conta poco, a quella data conterà ancor meno, anche perché sarà alle prese con la legge di bilancio. Non sarà Gentiloni a trattare. Sarà chi verrà dopo di lui, a febbraio-marzo. E non potrà ignorare il voto popolare». 

Sembra molto ottimista.  

«In Veneto è richiesto il quorum del 50% più uno dei votanti, in Lombardia no. A tutti ripeto: andate a votare. Anche perché, a differenza di quel che è successo a Barcellona, la polizia aiuterà la gente a entrare nei seggi, non la prenderà a manganellate». 

 L’effetto Catalogna non rischia di rilanciare dentro la Lega la vecchia anima separatista?  

«Io giro molto, in tutta Italia e in tutto il Nord. E mi sembra che sia chiaro a tutti che l’assetto migliore per il Paese sia quello federale. Insomma, non ci sono nostalgie per la Padania. Portiamo a casa questi referendum, intanto. È una partita importante anche dal punto di vista economico. Il residuo fiscale della Catalogna è di otto miliardi. Otto miliardi che manda a Madrid più di quelli che le tornano indietro. E sa qual è quello di Lombardia e Veneto?» 

 Scommetto che vuol dirmelo lei.  

«Settanta miliardi: settanta. Occupiamoci di obiettivi concreti e possibili. E il modo migliore di arrivarci è per via pacifica e democratica». 

 In Catalogna come finirà?  

«Che si troverà un accordo. O almeno lo spero, anche se al solito la Ue non conta nulla e non fa nulla. Potrebbero chiedere una mediazione a Putin. In Catalogna ci sono state due forzature. E certo, il comportamento del governo spagnolo è stato indegno. Le bastonate e i proiettili di gomma sulla gente inerme che voleva solo votare mi hanno disgustato. A Madrid sono o pazzi o sbronzi». 

 Insomma, lei tifa per i catalani.  

«Io tifo perché la gente possa scegliere. Anche in Lombardia e in Veneto». 


Americo Mascarucci - Intelligonews

 

Sovranismo contro autonomismo, ora il centrodestra deve affrontare e risolvere anche lo scontro interno innescato dalle dichiarazioni della leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che ha invitato all'astensione sui referendum autonomisti di Lombardia e Veneto del 22 ottobre. Il Governatore lombardo Roberto Maroni ha minacciato la rottura dell'alleanza con FdI alla Regione, anche in vista delle elezioni di primavera. E anche fra i dirigenti lombardi e veneti del partito della Meloni si è registrata nelle ultime ore una levata di scusi nei confronti della leader nazionale, come dimostrano anche le dichiarazioni rilasciate ieri ad Intelligonews da Viviana Beccalossi assessore della giunta Maroni. La quale a invitato la Meloni ad un confronto per poterle spiegare i motivi per cui lei e i dirigenti regionali del partito voteranno sì al referendum.

LA MELONI REPLICA
 
A chi accusa la leader di Fratelli d'Italia di mettere a rischio l'unità del centrodestra, la Meloni risponde secca: "Una cosa fatta così, rischia di disgregare piuttosto che riaggregare. Non penso a una rottura col centrodestra - ha risposto intervistata da Agorà, il programma di RaiTre - ai dirigenti di Fratelli d'Italia in Lombardia e Veneto ho lasciato libertà di muoversi come ritengono ma io devo porre il problema di cosa questo generi a livello nazionale. La posizione che ho tenuto sul tema dell'autonomia  è coerente con la storia della destra italiana che ha sempre difeso il valore della patria e dell'unità nazionale". Sul rischio che i referendum in Lombardia e Veneto possano essere accomunati a quanto sta accadendo in Catalogna, Meloni ribadisce la posizione del suo partito, opposta a quella del Carroccio. " In Catalogna non c'è una spinta sovranista. Io non sono mai stata una sostenitrice delle spinte indipendentiste che sono un modo per indebolire le libertà dei popoli. La Catalogna indipendente sarebbe più debole".
 
L'ASSE CON SALVINI
 
C'è chi vede dietro l'intervento della Meloni una spinta ad occupare lo spazio di Salvini e quindi sottrarre al Carroccio i voti dei sovranisi. Non è certamente un mistero il fatto che la linea autonomista di Maroni-Zaia si presenti per certi versi alternativa a quella sovranista di Salvini che non a caso sta cercando di trasformare la Lega in movimento nazionalista e non più soltanto nordista come era invece la Lega di Bossi. Salvini si trova costretto a sostenere il referendum per non compromettere la tenuta del partito e dare linfa alla fronda settentrionale capeggiata proprio da Maroni e Zaia ma in cuor suo forse è consapevole di come questi referendum mettano in difficoltà la sua svolta sovranista. La Meloni forse lo ha capito e sta approfittando del caos interno al Carroccio per rafforzarsi all'interno del centrodestra? 
 

Economia, Regione Lombardia azzera l'Irap per le nuove attività commerciali e artigiane

Il provvedimento annunciato nella conferenza stampa dopo giunta dall'assessore allo Sviluppo economico della giunta Maroni: "Con questo misura andiamo a sostenere concretamente il rilancio del tessuto produttivo lombardo, contrastando la delocalizzazione attraverso azioni di fiscalita' di vantaggio e altri opportuni interventi atti ad agevolare le imprese, in particolar modo, quelle che si impegnano a mantenere in Lombardia la loro presenza, salvaguardando l'occupazione e il lavoro" - (VIDEO)


"Regione Lombardia azzera la sua quota di Irap per sostenere quanti decidono di intraprendere una nuova attività". Lo ha detto, in conferenza stampa dopo Giunta, l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia presentando la misura 'Zero Irap'. 

OBIETTIVO - "L'obiettivo - ha rimarcato l'assessore - e' quello di favorire la creazione di nuove imprese e contrastare la desertificazione commerciale attraverso una fiscalita' i vantaggio. Concretamente, vogliamo favorire l'apertura di nuovi negozi, punti di riferimento ed elementi di attrattivita' e vitalita' per i centri urbani, ma anche presidi di sicurezza per i centri abitati". 

"Questo provvedimento - ha aggiunto l'assessore - si inserisce e completa in modo virtuoso il nostro impegno in favore del commercio di vicinato: impegno contraddistinto da misure molto significative contro la desertificazione o quelle di sostengo piu' specifico dedicate alla riqualificazione degli esercizi commerciali e per la sicurezza dei negozi rilanciato oggi". 

"Con questo misura andiamo a sostenere concretamente il rilancio del tessuto produttivo lombardo, contrastando la delocalizzazione attraverso azioni di fiscalita' di vantaggio e altri opportuni interventi atti ad agevolare le imprese, in particolar modo, quelle che si impegnano a mantenere in Lombardia la loro presenza, salvaguardando l'occupazione e il lavoro".

PROSEGUE IL LAVORO DI REGIONE - "Prosegue cosi' il lavoro di Regione Lombardia - conclude l'Assessore all'Economia - per dare risposte concrete ai bisogni dei cittadini, individuando soluzioni in grado di sostenere la ripresa, ponendo particolare attenzione a quelle categorie, come il mondo del commercio e le attivita' artigianali, che piu' hanno sofferto la crisi in questi anni. Cosi' facendo, infatti, Regione da' un segnale forte anche a sostegno dei nostri centri commerciali naturali e dei negozi di vicinato che rappresentano il vero cuore pulsante delle nostre citta'".

I DESTINATARI - Il provvedimento riguarda le attivita' commerciali aperte dal primo gennaio al 31 dicembre 2018 e quelle artigianali, purche' prevedano la vendita nei locali di produzione o nei locali a questi adiacenti dei beni di produzione e siano in possesso dell'annotazione della qualifica artigiana nel registro delle imprese. (*ad esempio: sono ammesse pasticcerie, gelaterie e panifici ma non possono beneficiare dell'agevolazione le attivita' commerciali di servizi). Mentre l'agevolazione, in coerenza con l'impegno di Regione Lombardia in materia di prevenzione del gioco d'azzardo patologico, non si applica agli esercizi nei quali risultino installati apparecchi di gioco.

MISURA PER CAPOLUOGHI E CENTRI SOPRA I 50.000 ABITANTI - "La misura - ha concluso l'assessore allo Sviluppo economico - si rivolge ai 12 Comuni capoluogo e a quelli con piu' di 50.000 abitanti come Busto Arsizio (Varese), Cinisello Balsamo (Milano), Gallarate (Varese), Legnano (Milano), Rho (Milano), Sesto San Giovanni (Milano) e Vigevano (Pavia)". 

Salvini, milanista inquieto, boccia Montella: "Squadra senza palle. Avrei voluto Sarri". E per lo scudetto vota Napoli

Ai microfoni di TMW il leader leghista, noto e sfegatato tifoso rossonero, dopo la sconfitta di Genova, ha criticato le prove e l'atteggiamento dei giocatori, senza risparmiare il tecnico: "La prestazione contro la Sampdoria è stata imbarazzante. Doppiamente imbarazzante vedendo le reazioni in panchina. Una squadra davvero moscia. Potevo essere anche io il mister e non sarebbe cambiato nulla. Perché tenere in panchina tutti i nuovi acquisti? E non si può pensare che influisca, ad esempio, se i giocatori mangino carne o pesce. Contro Samp e Lazio non abbiamo visto palla e se continua così contro la Roma dovremmo andare allo stadio con il pallottoliere. Mi auguro soltanto che, se queste criticità dovessero continuare, già a novembre si prendano provvedimenti seri"


Matteo Salvini, politico e tifosissimmo del Milan, ha parlato ai microfoni di TMW Radio su Tribuna Stampa per commentare le recenti prestazioni dei rossoneri di Montella.

Cosa sta succedendo al Milan, viste le ultime debacle?
"Non so cosa ci sia dietro le quinte, soprattutto dopo la decisione dell'esonero del preparatore. La prestazione contro la Sampdoria è stata imbarazzante. Doppiamente imbarazzante vedendo le reazioni in panchina. Una squadra davvero moscia. Potevo essere anche io il mister e non sarebbe cambiato nulla. Perché tenere in panchina tutti i nuovi acquisti? E non si può pensare che influisca, ad esempio, se i giocatori mangino carne o pesce. Contro Samp e Lazio non abbiamo visto palla e se continua così contro la Roma dovremmo andare allo stadio con il pallottoliere. Mi auguro soltanto che, se queste criticità dovessero continuare, già a novembre si prendano provvedimenti seri".

L'ha convinta l'onerosa campagna acquisti estiva?
"Negli anni scorsi la campagna acquisti è stata ridicola. Sono stati presi giocatori che mio figlio al Fantacalcio avrebbe pagato -1! Fortunatamente quest'estate la situazione è stata migliore, ma allo stesso tempo le responsabilità sono aumentate vedendo il livello dei nuovi. Abbiamo fatto bene contro squadre da terza categoria, mentre contro gruppi organizzati non abbiamo visto palla".

Come vede la classifica a fine anno?
"Lì davanti vedo favorito il Napoli, soprattutto se l'ambiente reggerà le pressioni e se aiuterà la squadra. Sarebbe un disastro per noi arrivare settimi o ottavi. Sarri al Milan? Mi sarebbe piaciuto moltissimo. Sono cresciuto a pane, Baresi e Van Basten quindi il confronto tra lui e Sacchi ci sta. Magari Sarri non è imbellettato, ma è efficace e in panchina sa leggere le situazioni".

Le è piaciuta l'uscita di Fassone nel post partita di Genova?
"Senza fare demagogia, i giocatori devono tirare fuori le palle! Fassone ha fatto benissimo ad ammonire tutti quanti, dal mister ai ragazzi che vanno in campo. Prendono stipendi da capogiro e non possono permettersi certe figure".

(Fonte: tuttomercatoweb.com)

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Usa, Trump all'attacco di Obama: "Travolto dalla Russia per otto anni. E ha liberato feroci detenuti da Guantanamo"

Il presidente americano su Twitter lancia dure accuse politiche al suo predecessore: "Debole! Prese decisioni orribili"


"122 feroci detenuti, rilasciati dall'Amministrazione Obama da Gitmo (la base di Guantanamo a Cuba, ndr) sono tornati sul campo di battaglia. Solo un'altra decisione orribile!": così il presidente americano Donald Trump in un tweet.

Trump ha attaccato Obama anche su un altro fronte, quello della Russia. Sempre su Twitter ha scritto: ''Per otto anni la Russia ha travolto Obama, diventando sempre più forte, prendendo la Crimea e aumentando i missili. Debole!''. (Ansa)

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Elezioni anticipate, Napolitano contrario: "Nei Paesi civili si vota a scadenza naturale". Salvini lo massacra: "Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita"

Il leader leghista, rilancia l'accusa di tradimento della Nazione nei confronti dell'ex Presidente della Repubblica che sul quadro politico attuale aveva detto: "Per togliere le fiducia a un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno". Reagisce anche Giorgia Meloni: "Vergogna! Basta con gli inciuci di palazzo, coi voltagabbana e i prestanome di qualcuno: il popolo sovrano vuole votare ora e scegliere un governo che faccia i suoi interessi #elezionisubito"


 

Nel dibattito sulla fine prima del tempo della legislatura, con conseguente ritorno alle urne, entra anche l'ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che si dice contrario al voto anticipato.

"Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno", ha detto il senatore a vita. "Per togliere le fiducia a un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno".

Parole che hanno scatenato la veemente reazione dei fautori della necessità del ritorno urgente alle urne, a cominciare da Matteo Salvini. "Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita", ha scritto su Twitter il leader leghista.

  

Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita.pic.twitter.com/dOGXFKfdMh

Il post di Salvini

 

 

A fargli eco, anche Giorgia Meloni: "Vergogna! Basta con gli inciuci di palazzo, coi voltagabbana e i prestanome di qualcuno: il popolo sovrano vuole votare ora e scegliere un governo che faccia i suoi interessi #elezionisubito".

 

Wanda Nara e quel balletto sexy quando ancora non era l'agente di Icardi. Immagini sconsigliate... agli invidiosi

La moglie del bomber dell'Inter posta su Instagram la foto di una piccantissima esibizione alla tv argentina. E quando la premiavano per il suo topless da top ten... - (GUARDA IL VIDEO COMPLETO)


Wanda Nara stuzzica ancora i suoi follower. La moglie-agente di Mauro Icardi, dopo aver postato una copertina del 2013 che la ritrae in topless tra le 10 ragazze più mediatiche (GUARDA QUI), oggi ha replicato postando su Instagram una foto che la ritrae al termine di un balletto fatto durante una trasmissione argentina di anni fa. Ecco il video completo del balletto, un’esibizione decisamente hot per Wanda. (fcinter1908.it)

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Nina Moric attacca Allegri e la butta in politica: "Livornese comunista!". E' rissa sul web

La showgirl croata durante Fiorentina-Juventus su Facebook si è scagliata contro il tecnico bianconero, reo di non decidersi a far giocare i suoi connazionali Pjaca e Mandzukic. Sul web scoppia la bufera, lei tenta - diciamo così - di rimediare: "Non ho mica detto che Livorno puzza di pesce...". E i pisani la adottano: "Vieni in curva con noi"


"Senza Pjaca e Mandzukic la Juve sarebbe da terzo posto, mettili in campo livornese comunista!!!". Lo sfogo di domenica scorsa di Nina Moric contro Mister Allegri su Facebook - reo di aver tenuto in panchina i connazionali croati durante Fiorentina-Juventus - scatena il polverone e costringe la showgirl a un chiarimento con i cittadini livornesi che, sentendosi offesi, sono giunti a commentare a valanga sulla fan page della modella.

"Qualcuno - scrive oggi Moric su Facebook dopo le polemiche - mi può spiegare gentilmente e senza offese come mai molti si sono sentiti offesi dalle mie parole " LIVORNESE COMUNISTA " riferito ad Allegri? Non è livornese l'allenatore della Juve ? Non è forse vero che Livorno è la città d'Italia con la più alta concentrazione di comunisti? Manco avessi scritto che Livorno puzza di pesce, o che a Pisa hanno paesaggi bellissimi e la torre che attira milioni di turisti ogni anno, mentre a Livorno l'unica cosa che viene attirata sono le sardine che seguono i pescherecci".

"Roba da Matti", conclude Nina, che in risposta a un fan tuttavia ammette: "Livorno non è fra le mie città preferite a causa dell'alta presenza di comunisti".

Un chiarimento che però non ottiene l'effetto sperato. Inferociti, i commentatori di Livorno rincarano infatti la dose, alzando i toni: "Ma poi lei è croata, lo sapete cosa hanno fatto i croati alleati dei nazisti? Vatti a rileggere la storia prima anche solo di nominare Livorno", scrive ad esempio Gabriele, al quale fa eco Aaron: "Perché magari hai generalizzato? magari se ti dicessero "croata nazista" oppure "ustascia" ti andrebbe? Magari nn sono cose carine, cosa dici? Non tutti i Livornesi son comunisti e non tutti i comunisti son Livornesi.. Battuta o meno che fosse la tua devi aver capito anche che a qualcuno piace speculare. Dovresti fare più attenzione alle parole che usi forse..".

Ma, come dice l'antico proverbio, "tra i due litiganti, il terzo gode". E' il caso dei fan pisani che, elettrizzati dall'attacco frontale a Livorno, propongono cariche di rappresentanza (e partite da guardare in curva) per la modella: "Nina Moric sindaco di Pisa subito! vieni in gradinata all'Arena, se inizi non smetti piu'! Fidati". (Fonte Adnkronos)

 

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