updated 8:32 AM UTC, Nov 16, 2018

Bruxelles sta preparando una procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti di Roma

La Commissione europea si sta preparando per una procedura nei confronti dell'Italia. Nel far ciò, risponde al rifiuto del governo di Roma di correggere il controverso bilancio per il 2019, che racchiude un nuovo debito del 2,4 per cento del PIL. Il processo potrebbe iniziare mercoledì e comportare pene severe.


Questa settimana è scaduto l'ultimatum dell'autorità di Bruxelles. Il governo Conte doveva presentare un nuovo bilancio e ridurre il deficit. Ma Roma è testarda. "Il bilancio non cambia", ha detto Luigi Di Maio, dopo un incontro del Gabinetto a Roma. "Riteniamo che questo sia il budget che il Paese deve riprendere", ha detto Di Maio. In una lettera, il ministro delle finanze Giovanni Tria ha invitato la Commissione europea a prendere in considerazione "eventi straordinari" come il crollo del ponte a Genova e il danno causato da giorni di temporali maltempo e alluvioni. Inoltre, il nuovo progetto italiano ipotizza un debito totale in calo. Questo obiettivo si raggiungerà attraverso la vendita di azioni statali. Secondo gli addetti ai lavori, il ministero delle Finanze sta studiando la vendita di blocchi di azioni governative, alla banca di proprietà statale Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. (CDP)  che è una rilevante istituzione finanziaria italiana. Nella realtà è una società per azioni, controllata per circa l'83% da parte Ministero dell'economia e delle finanze e per circa il 16% circa da diverse fondazioni bancarie. La CDP opera all'interno del sistema economico italiano essenzialmente come una banca di stato, con un'operatività in parte simile ormai a quella di una banca d'affari, avendo fra le sue diverse attività principali anche la partecipazione nel capitale di rischio delle medie e grandi imprese nazionali, quotate e non, profittevoli e ritenute strategiche per lo sviluppo del Paese. La principale fonte di raccolta delle risorse finanziarie è costituita da tutto il risparmio postale italiano che CDP gestisce dal 1875. A quest'ultimo, pari a circa 250 miliardi di euro, si aggiunge la raccolta obbligazionaria effettuata sui mercati, sia presso investitori istituzionali sia al dettaglio. Il principale impiego delle risorse finanziarie è rappresentato dai prestiti verso lo Stato e le amministrazioni locali, dall'investimento nel capitale di rischio di imprese italiane che operano anche all'estero e dalla partecipazione in progetti immobiliari, infrastrutturali e finanziari ritenuti strategici per lo sviluppo dell'economia nazionale. Cdp nel perseguire i suoi compiti collabora con le principali istituzioni economiche e finanziarie che operano a livello internazionale e si coordina con gli enti che svolgono un ruolo analogo in altri paesi europei. Sulla base del valore totale delle attività, pari a 410 miliardi di euro nel bilancio consolidato del 2016, CDP rappresenta la terza istituzione bancaria italiana più grande dopo UniCredit e Intesa Sanpaolo. (wikipedia)

Tornando al conflitto Italia vs Unione Europea, il debito del 130 percento è particolarmente preoccupante per Bruxelles, che vede una crescita troppo lenta e instabile, per pensare di riuscire a ridurre il debito pubblico. Ora, l'alto debito sembra essere anche una giustificazione per una procedura di deficit rapido, normalmente la Commissione europea si attiva solo quando, una proposta di bilancio di uno stato membro, potrebbe causare problemi all'intera stabilità economica europea. Il nuovo governo di Roma da poca fiducia e la commissione prevede nuove elezioni nell'Aprile del prossimo anno (2019), termine che la Commissione europea non vuole aspettare. Ecco il perchè di una procedura ai sensi dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato UE, in cui vengono idefinte le norme da applicare in caso di  "deficit eccessivo". Una procedura che porterebbe a multe fino allo 0,2 per cento del prodotto interno lordo. Nel caso dell'Italia, questo varrebbe un massimo di 3,4 miliardi di euro, pari a una manovra economica di alto livello.

Tuttavia, è discutibile se i vecchi debiti siano sufficienti per avviare una procedura di deficit. Dopo tutto, l'Italia è rimasta per anni seduta sulla sua montagna di debiti. che non si è ristretta anche quando il governo di Roma rispettava ancora i requisiti dettati da Bruxelles. 

METEO / Pazzesco: arriva il gelo improvviso. Attila flagellerà l'Italia: crollo di 12°C e neve anche in pianura

Da venerdì l'anticiclone migrerà verso la Scandinavia favorendo l'arrivo di aria fredda direttamente dalla Russia con Attila che farà piombare l'Italia in pieno inverno. Il team de iLMeteo.it comunica che il clima sarà ancora piuttosto mite fino a giovedì con bel tempo prevalente e ultime nebbie sulla Pianura padana. Da venerdì, l'irruzione di aria fredda portata da Attila, sensibile diminuzione delle temperature e tempo che peggiorerà sulle regioni adriatiche con qualche pioggia o nevicata a 1200 metri, nubi e precipitazioni anche sulle Alpi piemontesi, mentre in Sicilia un ciclone nordafricano in avvicinamento all'isola provocherà nubifragi sul catanese - (LEGGI COSA DICONO GLI ESPERTI)


Meteo: WEEKEND dal sapore quasi invernale. Sabato e Domenica con FREDDO e qualche pioggia. I dettagl

Non solo l'aria fredda dalla Russia, ma anche la neve in pianura (anche se su questo punto al momento resta un buon margine di incertezza). Sulle previsioni meteo, sul quadro generale, non ci sono comunque più dubbi: il 'flusso gelido' comincerà a dirigersi verso l'Italia dando il via all'inverno. Fra l'altro oggi scatta l'obbligo dei pnemuatici invernali. Ilmeteo.it dice che da domani l'aria fredda investirà tutte le regioni provocando un calo termico di 10 gradi. Il freddo si accentuerà nel corso del weekend con valori termici sotto la media del periodo di 5-6 gradi.

Per quanto riguarda le precipitazioni l'aria fredda le favorirà sulle regioni adriatiche dove nevicherà sopra i 1.000 metri, sulla Sardegna orientale con neve a 1.500 metri, sui rilievi del Piemonte con neve a 8-900 metri. Altre piogge sono attese su Sicilia e Calabria ioniche, anche forti. Farà via via sempre più freddo. Antonio Sanò, direttore di ilmeteo.it avverte che nella mattinata di lunedì molte città si troveranno con gelate, come ad esempio Roma, Torino, Bergamo, e pochi gradi sopra lo zero sul resto d'Italia, mentre di giorno non si salirà oltre i 6-7 gradi a Nord, i 10-13 gradi al Centro Sud.

La prossima settimana sarà 'inverno che fa sul serio': tra lunedì e martedì - dicono gli esperti - un ciclone mediterraneo si abbatterà su tutte le regioni e a causa delle basse temperature porterà la neve fino in pianura al Nord Ovest.

3bmeteo.com in un articolo sul sito parla invece di "prognosi ancora incerta per il Nord", che potrebbe vedere comunque "precipitazioni sparse" che visto l'arrivo dell'aria fredda "potrebbero assumere carattere nevoso a quote basse". Su questo capitolo se ne saprà di più nei prossimi giorni.

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IL WEEKEND - Intanto un passo indietro, per concentrarci sul tempo del fine settimana. Sabato - secondo i dettagli di Meteo.it - tempo in prevalenza soleggiato al Nord Est, sulle riviere liguri e lungo il versante tirrenico della penisola. Nelle altre zone nuvolosità più o meno compatta accompagnata da alcune precipitazioni: si tratterà di piogge su Piemonte, settore del medio Adriatico e rovesci o temporali su Calabria ionica, Sardegna orientale e Sicilia. La quota neve si aggirerà intorno a 800-1000 metri sulle Alpi centro-occidentali al mattino, intorno ai 1000-1300 metri lungo l'Appennino centro-settentrionale. I venti orientali tenderanno a intensificarsi e le temperature subiranno un'ulteriore diminuzione quasi ovunque. Domenica il sole prevarrà su gran parte del Nord, a eccezione dell'Emilia Romagna, dove insisteranno le nubi, specialmente sulla Romagna, con qualche precipitazione sporadica. Abbastanza soleggiato anche sulle regioni tirreniche; nuvoloso sul resto del Paese, con qualche isolata pioggia o rovescio sul medio Adriatico, settore dell'alto Ionio e sulla Sardegna orientale. Venti sostenuti nord-orientali in gran parte dei mari e clima piuttosto freddo.

LA SITUAZIONE ATTUALE - Intanto permangono condizioni di tempo stabile e cielo grigio. Oggi, giovedì - dice ancora Meteo.it -, insistono condizioni di tempo in prevalenza stabile. Al mattino nubi basse e nebbie sulla Val Padana, in Emilia Romagna e sul versante adriatico del Centro. Qualche banco di nebbia anche sulle valli del Centro. In giornata prevarrà il sole su quasi tutto il Paese, ma con qualche annuvolamento sulla Pianura Padana centro-occidentale con nubi a tratti compatte. Nuvole anche su regioni del medio Adriatico e Isole maggiori. Dalla sera torna a intensificarsi la nuvolosità al Nord Ovest, in Emilia, lungo l'Adriatico e sui settori ionici. I venti orientali in rinforzo impediranno la formazione di nebbie. Temperature stazionarie o in lieve calo, di nuovo oltre la media, specie le massime al Nord. Domani, venerdì, tempo in prevalenza soleggiato al Nord Est, in Liguria e sui settori tirrenici della penisola. Nubi sparse più o meno compatte nelle altre regioni con piogge o rovesci sul settore ionico. Sporadiche precipitazioni possibili anche su Sardegna orientale, regioni del medio Adriatico e Alpi occidentali, ma in intensificazione nella notte quando la quota neve tenderà ad abbassarsi fin verso i 1000-1200 metri sulle Alpi centro-occidentali. Temperature in calo a causa di freddi venti orientali. Mari in generale mossi. 

 

(Fonte quotidiano.net)

Stop ai diesel: 5 milioni di auto verso il blocco. Le differenze tra le regioni e passaggi delle limitazioni

Già dal 1 ottobre centinaia di migliaia di veicoli alimentati a gasolio hanno subito restrizioni. Per alcune regioni, in particolare, si è raggiunto un "accordo per il miglioramento della qualità dell'aria nel Bacino Padano": in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, è stata disposta "una limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, da applicare entro il 1 ottobre 2018, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 18,30, salve le eccezioni indispensabili, per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 ed N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale ad Euro 3". "La limitazione è estesa alla categoria Euro 4 entro il 1 ottobre 2020, alla categoria Euro 5 entro il 1 ottobre 2025". E' difficile però trovare uniformità nelle misure per il resto del Paese. Ecco cosa sta accadendo e chi rischia di restare a piedi


Sono quasi 5 milioni, circa il 12,9% del totale delle auto in circolazione, i veicoli diesel Euro 3 o inferiori a rischio stop. E' quanto emerge dall'analisi realizzata da Facile.it che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (aggiornati al 31 ottobre 2017), è riuscito a disegnare la mappa delle automobili diesel presenti sul territorio, quasi un terzo (29,89%) delle auto private alimentate a gasolio ancora potenzialmente in circolazione. Parte di questi veicoli però, anche se iscritti nei registri della motorizzazione, potrebbero non essere più in uso.

ANALISI TERRITORIALE - Dall'analisi di Facile.it in particolare è emerso che il peso percentuale delle auto diesel Euro 3 o inferiori varia sensibilmente da regione a regione, con una forbice compresa tra l'8,5% e il 22%. La diffusione di questo tipo di vetture risulta maggiore nelle regioni del Meridione, che occupano le prime otto posizioni della classifica nazionale. In vetta si trovano il Molise e la Basilicata, aree dove più di 1 auto privata su 5 è un diesel Euro 3 o inferiore (rispettivamente il 21,9% e il 21,7%); segue la Calabriacon una percentuale pari al 19% e la Puglia, con il 18,5%. Giù dal podio, ma con valori decisamente superiori alla media nazionale anche Sicilia (17,2%), Campania (16,7%) e Abruzzo (15,4%).

Osservando la graduatoria nel senso opposto, invece, è la Valle d'Aosta a risultare prima in quanto solo l'8,5% delle auto private appartiene alla categoria diesel Euro 3 o inferiore. A seguire si trovano Toscana (8,7%), Friuli Venezia Giulia(9,1%) e Liguria (9,4%). Al quinto posto si posiziona la Lombardia (9,5%), che precede solo di poco le altre due regioni che hanno recentemente introdotto lo stop ai diesel Euro 3: l'Emilia Romagna (9,7%) e il Piemonte (10%). Se si analizza la distribuzione delle automobili private diesel Euro 3 o inferiori in termini assoluti, invece, è la Lombardia, con i suoi 587.515 veicoli, a guadagnare il primo posto. Seguono la Campania, con 577.087 auto di questa categoria e la Sicilia (564.591).

IL PARCO VEICOLI - Estendendo l'analisi a tutti i veicoli presenti nell'archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione, sempre stando all'analisi di Facile.it, emerge che in totale i mezzi diesel Euro 3 o inferiori ancora regolarmente immatricolati sono più di 8 milioni (8.268.179), pari al 15,8% del parco mezzi italiano potenzialmente circolante mentre, se si guarda al numero totale di veicoli alimentati a diesel (includendo quindi anche gli Euro 4, 5 e 6), i mezzi sono più di 22,3 milioni (il 42,9% del totale).

COSTO RC AUTO - Chi possiede una vettura di questo tipo, secondo gli analisti di Facile.it, è svantaggiato anche per il costo dell'assicurazione. Prendendo in considerazione due modelli uguali, infatti, emerge che assicurare l'auto più inquinante risulta superiore di oltre il 10% rispetto a quella con emissioni minori (277,81 euro per il diesel Euro 3 contro i 248,88 euro necessari pe il veicolo Euro 6). "Ad incidere sull'Rc auto non è, di per sé, la classe ambientale di appartenenza del veicolo quanto piuttosto la sua anzianità", spiega Diego Palano, responsabile BU assicurazioni di Facile.it. "Le auto diesel Euro 3 o inferiori, ormai da anni fuori produzione, hanno un'età media decisamente più alta rispetto a quella dei nuovi Euro 6 e per questo le compagnie assicurative applicano premi più cari".

 

(Fonte: Adnkronos)

Il caso dei terribili tramezzini serviti nelle scuole da Milano Ristorazione, il sindaco Sala: "Inaccettabile". La voce di un bambino molto tollerante: "Buoni, ma non li voglio mangiare più" (VIDEO)

A causa di assemblee sindacali dei lavoratori di Milano Ristorazione ai bambini delle scuole milanesi, lunedì 12 e martedì 13 novembre, sono stati serviti tramezzini al posto del solito pasto in mensa, di scarsa qualità secondo i genitori che hanno protestato con l'amministrazione. Il sindaco Giuseppe Sala si è scusato per il comportamento tenuto dalla partecipata del Comune che gestisce le mense scolastiche della città. L'azienda da parte sua ha riconosciuto di aver reso un servizio non all'altezza, giustificandolo con il poco tempo avuto a disposizione. Per sdrammatizzare abbiamo raccolto la testimonianza di un piccolo di prima elementare. Meno male che ci sono loro...

Festa del Torrone di Cremona dal 17 al 25 novembre. E quest'anno si celebrano anche i 60 anni di carriera di Mina. Parla l'assessore lombardo Lara Magoni (VIDEO)

FESTA TORRONE A CREMONA, PRESIDENTE FONTANA: EVENTO CHE SI SPOSA CON TURISMO, IMPRENDITORIA E PROMUOVE IL TERRITORIO. MAGONI:TRADIZIONE E QUALITA' PER GIORNATE DEL 'DOLCE STAR BENE'. DOMENICA 11 NOVEMBRE APERTURA STRAORDINARIA DI PALAZZO LOMBARDIA - (VIDEO)


Presentata a Palazzo Pirelli la nuova edizione della 'Festa del Torrone di Cremona', in programma dal 17 al 25 nel centro della città che, proprio quest'anno, celebrerà i 60 anni di carriera di Mina.

MINA, LA 'TIGRE DI CREMONA' -  La popolarissima cantante, conosciuta anche come 'La Tigre di Cremona', sarà al centro di iniziative, spettacoli, concerti, musical e infiorate che celebreranno la sua cifra artistica e evocheranno i suoi straordinari successi musicali per i quali è nota anche a livello internazionale.

All'incontro con la stampa sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Lara Magoni.

TURISMO E VALORIZZAZIONE BELLEZZA TERRITORI - "Questa manifestazione va nella direzione giusta - ha commentato il presidente Fontana - ed è una delle occasioni in cui la tradizione si sposa con il turismo, con l'imprenditoria e la bellezza del nostro territorio. La sosteniamo con convinzione e siamo certi sarà un successo".

PRESIDENTE A CHIUSURA MANIFESTAZIONE IL 25 NOVEMBRE - "Mi farà molto piacere partecipare - ha aggiunto il presidente Fontana, che sarà presente domenica 25 novembre sul palco allestito in piazza del Comune a Cremona per la chiusura dell'evento - perché il torrone è uno dei prodotti storici che vogliamo conservare, tutelare e promuovere nel mondo, visto che è così buono".

APERTURA PALAZZO LOMBARDIA CON ALLESTIMENTO A TEMA - Per far conoscere Cremona e la sua 'Festa del torrone' domenica 11 novembre dalle ore 10 apertura eccezionale del Belvedere di Palazzo Lombardia che, in questo caso, sarà allestito con cartonati che rappresentano alcuni edifici storici di Cremona, l'arte liutaria e i violini oltre a consentire ai visitatori che lo desidereranno la possibilità di farsi fotografare accanto a due comparse, vestite con abiti d'epoca, per rievocare il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. Chi salirà al 39esimo piano potrà ascoltare in sottofondo brani musicali interpretati da Mina.

A sottolineare l'eccezionalità dell'evento, saranno presenti in viale Restelli sbandieratori

PRODOTTO APPREZZATO IN TUTTO IL MONDO - "La Festa del Torrone è un evento importante per l'enogastronomia cremonese e lombarda - ha sottolineato l'assessore Magoni - in grado di valorizzare le eccellenze del territorio, volano eccezionale per il turismo.

D'altronde ogni località della nostra Lombardia, dalle città sino ai piccoli borghi, sono degli scrigni preziosi di gusti e prodotti tipici di elevata qualità, che rispecchiano perfettamente il lavoro, le tradizioni e la cultura del saper fare tipicamente lombardo. In questo contesto così variegato, la città di Cremona non fa eccezione: il suo torrone è un prodotto apprezzato in tutto il mondo, un'eccellenza del nostro territorio, che permette al Made in Italy di essere ancora una volta la scelta preferita di milioni consumatori in tutto il mondo, che amano i nostri prodotti non solo per il loro gusto e sapore inimitabile, ma anche e soprattutto per la loro qualità e per la trasparenza della nostra filiera".

"L'edizione di quest'anno dedicata al Novecento e in particolare alla Tigre di Cremona, Mina - ha proseguito - sarà sicuramente una vetrina d'eccellenza che accrescerà l'interesse e l'attrattività per una rassegna di sicuro successo".

FESTA DEL 'DOLCE STAR BENE' - "La kermesse cremonese è dunque un evento internazionale - ha concluso - e per questo mi piace definire i nove giorni in cui si svolgerà la Festa come le 'Giornate del dolce star bene' degustando dell'ottimo torrone".

BIGLIETTO SPECIALE TRENORD - Per raggiungere Cremona in maniera comoda e sostenibile, e visitare la 'Festa del Torrone', Trenord ha predisposto un biglietto speciale che rientra nelle proposte 'Discovery Train': nei weekend del 17-18 e del 24-25 novembre, il titolo di viaggio avrà validità giornaliera e, al prezzo speciale di 21 euro, comprende il viaggio di andata e ritorno da tutte le stazioni della Lombardia a Cremona, una visita guidata della città (da prenotare almeno un giorno prima del viaggio al numero 338.8071208) e uno sconto sul pranzo all'Area Torrone Street Food.

ACCADDE OGGI / 9 Novembre 1989: cade il Muro di Berlino. Il comunismo si sbriciola, la Germania verso la riunificazione, l'Europa ricomincia a sognare (per poco)

Per 28 anni una barriera di cemento armato lunga 155 chilometri divise fisicamente la capitale tedesca in due parti: la Berlino Est, controllata dall'Unione Sovietica e la Berlino Ovest, zona di occupazione americana, britannica e francese. La costruzione iniziò nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 per bloccare il flusso di cittadini che dall'est emigravano verso ovest, in cerca di condizioni di vita migliori. Ventinove anni fa si scrisse una pagina di storia straordinaria per l'Europa e per la nostra civiltà. Molte speranze però furono tradite tra globalizzazione, ingiustizia sociale e l'insensibilità delle istituzioni comunitarie


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Per 28 anni anni è stato il simbolo della divisione del mondo tra l'Urss e i Paesi del blocco occidentale capeggiati dagli Stati Uniti, oltreché una barriera fisica inviolabile, protetta da militari autorizzati a sparare, almeno fino al momento in cui l'Unione sovietica non ha iniziato a mostrare tutte le proprie debolezze, politiche ed economiche. 
È l'epoca del leader Mikhail Gorbaciov, delle prime riforme e aperture verso l'esterno sotto la pressione internazionale, ma soprattutto della spinta interna per una svolta democratica, che il 9 novembre sfocerà in un vero e proprio assalto contro il Muro di Berlino. 
L'autunno che segnerà per sempre la fine della Guerra Fredda, con il crollo della barriera creata per dividere la città simbolo della Germania. 
A scatenare un evento di portata epocale è stata una scintilla, o per meglio dire una gaffe dell'allora ministro della Propaganda della Ddr Gunter Schabowski, che, incalzato dal corrispondente dell'Ansa Riccardo Ehrman circa la possibilità attraversare il Muro, si è lasciato sfuggire queste parole: "Se sono stato informato correttamente, quest'ordine diventa efficace immediatamente». 
Di lì a poco una folla di berlinesi inizierà a marciare verso il Muro sotto lo sguardo impotente dei militari e dei poliziotti della Ddr, mentre sul versante Ovest i picconi iniziano a colpire e distruggere la barriera, finché un mattone dopo l'altro i berlinesi divisi da quasi un trentennio possono riabbracciarsi in mondovisione. 
Poi, il 3 ottobre dell'anno successivo, finirà ufficialmente anche la parabola della Ddr, entrata a far parte della Repubblica Federale Tedesca.

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Una lunga e drammatica pagina di storia iniziata la mattina del 13 agosto 1961, quando i berlinesi si svegliano scoprendo che sono iniziati i lavori di costruzione di una barriera che taglierà in due la città, le strade, le piazze, le scuole e persino i palazzi, dividendo in modo brutale gli spazi e le persone, e creando due mondi a sé stanti, senza possibilità di scambio o comunicazione. 
Una spaccatura fisica e visibile, ma soprattutto simbolica, di quella rottura tra blocchi dominati dalle due super potenze occidentale e sovietica; un'opera difensiva, come diranno le autorità della Ddr, che in realtà serve a bloccare il flusso continuo di tedeschi verso Ovest. Flusso che verrà ridotto drasticamente dal Muro, dal filo spinato e dalle guardie armate, ma che continuerà fino al 1989, lasciandosi dietro una lunga scia di vittime e 5mila tentativi riusciti di fuga verso ovest.

 

(Fonte Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

METEO / Ancora piogge nel weekend ma poi arriva l'Estate di San Martino. Ecco cos'è e perché si chiama così

Il maltempo cede il passo all'Estate di San Martino. Dopo l'ennesima perturbazione atlantica, infatti, nei prossimi giorni l'alta pressione comincerà ad avanzare dal Nord Africa verso il nostro Paese - (LEGGI TUTTO)


Sabato, stando alle previsioni del team del sito www.iLMeteo.it, le piogge continueranno a bagnare, seppure in maniera meno intensa, il Nordovest, qualche temporale potrà interessare la Sardegna e sarà ancora una volta la Sicilia ad essere raggiunta da nubifragi e forti precipitazioni che potrebbero causare frane, allagamenti e esondazioni di fiumi o torrenti. Sul resto delle regioni però il tempo sarà sempre più stabile e soleggiato. Ancora una parentesi di maltempo domenica 11, quando le piogge colpiranno ancora debolmente il Nordest mentre rovesci e temporali localmente forti interesseranno ancora la Sicilia ionica e la Calabria meridionale. Ma la svolta è proprio dietro l'angolo. Da lunedì 12, infatti, l'alta pressione comincerà ad avanzare decisa su gran parte del Paese facendo iniziare un lungo periodo di tempo stabile, soleggiato e con clima caldo, ma con il forte rischio della nebbia in Pianura padana. La cosiddetta estate di San Martino, che durerà almeno 6-8 giorni.

Perché si chiama "Estate di San Martino"

Estate di San Martino, ecco perché si chiama così

L'origine del nome deriva dalla cosiddetta tradizione del mantello di San Martino di Tours: il santo, vedendo un mendicante patire il freddo durante l'acquazzone, gli cede metà del suo mantello, poi fa altrettanto con un altro mendicante. Dopo che San Martino si denuda per far riscaldare gli altri, il cielo si schiarisce e le temperature aumentano vistosamente. Probabilmente, è anche sulla base di questa tradizione che la ricorrenza di San Martino accade proprio in questo periodo dell'anno, per la precisione l'11 novembre. Al di là della tradizione cristiana, gli aumenti di temperatura in autunno hanno un nome specifico in varie culture. Nei paesi anglosassoni, ad esempio, si parla di estate indiana (Indian Summer), mentre in Russia esiste la cosiddetta estate delle nonne (Bab'e leto).

Alzare il limite di velocità in autostrada a 150 km/h. Così la Lega sorpassa i 5 Stelle?

Quasi una metafora della partita politica (e presto elettorale) in corso nel governo gialloverde. Ma la proposta è reale e viene da Alessandro Morelli, salviniano di ferro, presidente della commissione Trasporti della Camera. I vantaggi? "Traffico più scorrevole, tempi di percorrenza più rapidi per tutti… e poi, vogliamo dirlo? La libertà di muoversi, fatta salva la sicurezza, in maniera meno legata". Ma i grillini frenano: "Dicono che poi ogni incidente verrebbe messo in conto a noi". La corsa è iniziata da tempo, ma il casello si avvicina e toccherà pagare. A chi?


La proposta viene direttamente dalla Lega, in particolare dal presidente della commissione Trasporti della Camera, Alessandro Morelli e prevede di aumentare il limite di velocità in autostrada fino a 150 chilometri all’ora. “Il ragionamento”, spiega il leghista al Corriere della Sera, “è che gli strumenti di sicurezza stradale, attivi e passivi, hanno fatto tanti e tali passi avanti negli ultimi decenni per cui ha poco senso mantenere in vigore quei limiti oggi che i rischi sono connessi a comportamenti diversissimi”.

"Il taffico sarebbe più scorrevole" - Morelli aggiunge: “Vogliamo consentire di arrivare a 150 km all’ora sulle tratte autostradali di massima sicurezza, e cioè quelle coperte da tutor, con tre corsie per ciascun senso di marcia e asfalto drenante". I vantaggi? ”Traffico più scorrevole, tempi di percorrenza più rapidi per tutti... e poi, vogliamo dirlo? La libertà di muoversi, fatta salva la sicurezza, in maniera meno legata”.

"Vero problema la distrazione alla guida" - ”Il punto vero è che oggi il problema è diventato la distrazione alla guida”, spiega Morelli, “in nove casi su dieci significa l’utilizzo di cellulari. In realtà, ne ero già convinto: da motociclista ogni santo giorno mi tocca mandare a quel paese qualcuno che al volante fa stranezze pericolose con in mano il cellulare. C’è persino gente che guidando guarda i film sui tablet. Per questo stiamo studiando misure della massima incisività”.

M5s scettico sulla proposta - Il leghista dice di averne già parlato con il Movimento Cinque Stelle: “Loro sostengono che una cosa del genere si presterebbe a grandi strumentalizzazioni. In pratica, dicono, ogni incidente ci verrebbe messo in conto, a dispetto delle buone ragioni del provvedimento”. In verità, la legge consentirebbe già la possibilità di aumentare il limita a 150 chilometri orari in tratte caratterizzate dalla massima sicurezza e da certe condizioni, ma le autostrade non hanno considerato questa possibilità.

Emendamento su Imu e Tasi - La Lega ha anche proposto di estendere la sanatoria del decreto fiscale alle entrate comunali, quindi ad Imu e Tasi. In un emendamento, presentato dal Carroccio in Commissione Finanze a Palazzo Madama, si prevede che gli enti locali "possono stabilire, entro il termine fissato per la deliberazione del bilancio annuale di previsione, l'esclusione delle sanzioni" con "riferimento alle entrate, anche tributarie, dei comuni, non riscosse a seguito di provvedimenti di ingiunzione fiscale, notificati, negli anni dal 2000 al 2017, dagli enti stessi e dai concessionari della riscossione".

 

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