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updated 2:27 PM UTC, Nov 10, 2019

Palazzo Lombardia contro Palazzo Chigi: E' falso dire che la regione boicotta l'assegno di ricollocazione

"Sono dispiaciuta di come ancora una volta i problemi dei disoccupati vengono affrontati nell'ottica del derby Stato-Regioni", commenta cosi' Valentina Aprea, assessore all'Istruzione Formazione e Lavoro di Regione Lombardia. 


ALCUNE DOVEROSE PRECISAZIONI: "Apprendo da un'intervista a Marco Leonardi, consigliere economico di Palazzo Chigi, pubblicata dal quotidiano La
Repubblica - prosegue l'assessore lombardo - che Regione Lombardia sarebbe responsabile del boicottaggio della sperimentazione dell'assegno di ricollocazione gestita dall'ANPAL". "Come assessore Regionale non posso che replicare con alcune precisazioni - aggiunge Aprea -, come donna delle istituzioni devo rilevare come si preferisca puntare il dito contro le regioni e la mancata riforma costituzionale piuttosto che riflettere con spirito critico e con responsabilita' sui problemi delle politiche attive del lavoro e dei Centri per l'impiego".
PRINCIPIO DI VOLONTARIETA' - "In primo luogo vorrei precisare che a livello nazionale l'assegno di ricollocazione e' stato costruito come una politica fondata sul principio di volontarieta' - rileva Aprea - cui si e' associata l'assoluta liberta' di poter scegliere quando piu' opportunamente o opportunisticamente fruire della politica. In sostanza, il beneficiario dell'assegno puo' aspettare di arrivare al limite di
scadenza della Naspi per utilizzare l'assegno, limitando cosi' il rischio di decadere dal sussidio di disoccupazione. E' questo meccanismo che ha comportato un'adesione timida da parte dei beneficiari della sperimentazione, e non il comportamento delle Regioni che hanno invece, piu' volte, chiesto l'applicazione di meccanismi di condizionalita' anche alla sperimentazione."
RILASCIO AUTOMATICO - "In secondo luogo - sottolinea ancora Aprea - vorrei precisare come le modalita' attuative dell'assegno di ricollocazione prevedono che l'assegno venga rilasciato automaticamente dal sistema informativo a coloro che ne facciano richiesta lasciando alle Regioni la facolta' di scegliere se costringere il beneficiario a recarsi preventivamente presso un centro per l'impiego per farselo rilasciare. Come Regione Lombardia non abbiamo fatto altro che aderire a una possibilita' offerta dall'ANPAL e dal suo portale preferendo non caricare sui centri per l'impiego questa
ulteriore, inutile, incombenza burocratica".
IL RUOLO DEI CENTRI PER L'IMPIEGO - "Una volta ottenuto l'assegno - chiarisce l'assessore - il beneficiario lombardo viene preso in carico da tutti i centri per l'impiego del territorio e anche dagli operatori privati accreditati. Quindi, smentisco la notizia per cui i centri per l'impiego non prendono in carico le persone. Semplicemente, il disoccupato non e' costretto a recarsi al centro per l'impiego per verificare se ha ancora i requisiti per ottenere l'assegno e per farsi dare il nulla osta ad avviare il percorso di ricollocazione."
IL RUOLO DELLE REGIONI - "Inoltre, vorrei precisare come le Regioni non hanno al momento alcun potere per non riconoscere gli accreditati a livello nazionale. Contestiamo le modalita' con cui questo accreditamento e' avvenuto e la mancata valutazione di come la costruzione di un sistema di accreditamento parallelo a quello regionale possa sovrapporsi a questo e creare difficolta' gestionali sul territorio. Questo e' un elemento sul quale riflettere anche in vista dell'elaborazione del DM che dovra' disciplinare i criteri di accreditamento comuni alle Regioni. Puntare il dito non e' l'atteggiamento piu' saggio quando si richiama la leale collaborazione istituzionale"
DIFFICOLTA' REALI E NON PROBLEMA POLITICO - "Infine, vorrei precisare come le difficolta' in cui versano i Centri per l'impiego siano un problema reale e non una questione politica - fa presente l'assessore -. L'assegno di ricollocazione avrebbe dovuto seguire quel piano di rafforzamento che non riesce a vedere la luce e che comunque non risolvera' gli attuali problemi. Si tratta di un piano che non affronta il tema del rafforzamento da un punto di vista qualitativo e che da un punto di vista quantitativo e' molto al di sotto dei reali fabbisognidei centri per l'impiego".
APERTI AL CONFRONTO - "Non smetto di ribadire che Regione Lombardia e' disponibile al confronto - spiega Aprea -. Ma Regione Lombardia non sara' mai disponibile a cedere alla strumentalizzazione del derby Stato-Regioni. Siamo abituati a confrontarci sui risultati e aspettiamo di conoscere quelli della sperimentazione. Tuttavia, se le premesse sono queste,          devo auspicare fortemente che ci sia un momento di valutazione critica ed oggettiva della sperimentazione, epurata da ogni pregiudizio o tentativo di giustificare modesti risultati addossando la responsabilita' alle Regioni." Conclude cosi'Valentina Aprea.

FONTE: (Lnews)

 

Malattie Rare, Gallera: Ampliata e aggiornata la rete regionale lombarda che garantisce cure mirate

 In regione Lombardia ci sono 59.000 cittadini colpiti da malattie rare, è un obbligo di tutte le amministrazioni occuparsi del problema per non lasciarli soli


Così l'assessore lombardo Giulio Gallera commentando la delibera, approvata, su sua proposta, dalla Giunta regionale, che prevede l'aggiornamento della Rete regionale per le Malattie Rarein merito alle nuove manovre che la regione Lombardia ha messo in pratica per aiutare i cittadini colpiti da patalogie rare: - "Grazie all'aggiornamento della Rete regionale per le Malattie Rare, approvato dalla Giunta, un nuovo Presidio, l'ospedale Montichiari di Brescia, andra' adaggiungersi ai 45 gia' appartenenti al sistema che consente ai medici di avere un riferimento qualificato cui indirizzare i pazienti e ai pazienti la garanzia di essere curati in un contesto che assicura la continuita' di assistenza e l'appropriatezza dei trattamenti". 
NATA NEL 2001 (Rete regionale per le malattie rare) - "In Lombardia - ha spiegato l'assessore - sono 59.000 i cittadini affetti da patologie rare. Nel 2001, con l'obiettivo di promuovere azioni di prevenzione, di sorveglianza, informazione e formazione, e di migliorare gli interventi volti alla diagnosi e alla terapia, e' stata istituita la Rete regionale per le Malattie rare che, oltre ai 46 Presidi sanitari, e' composta di un Centro di Coordinamento con sede a Ranica (in provincia di Bergamo), presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare Aldo e Cele Dacco' dell'IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri'".
COINVOLTE ASSOCIAZIONI E FEDERAZIONI PAZIENTI - "Imprescindibile e di fondamentale importanza per la condivisione delle strategie comuni da adottare - ha aggiunto - il ruolo svolto dalle 33 associazioni e dalle due federazioni dei pazienti FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare- UNIAMO) e FLMR (Federazione Lombarda Malattie Rare), che Regione ha coinvolto, e oggi rilancia ulteriormente, nelle attivita' di coordinamento operativo, realizzate dai competenti uffici della D.G. Welfare, con il supporto dei referenti di ciascun presidio della rete regionale delle malattie rare, di ciascuna ATS, e del Centro di coordinamento regionale".
109 PDTA - "Insieme a 632 specialisti e ai referenti delle ATS regionali - ha proseguito - negli ultimi anni, infatti, anche loro hanno contribuito all'elaborazione di 109 Percorsi Diagnostico Terapeutici e Assistenziali (PDTA)che consentono di gestire in modo condiviso e standardizzato l'80% dei malati rari". 
REQUISITI PRESIDI - I Presidi che costituiscono la Rete sono individuati tra quelli in possesso di documentata esperienza in attivita' diagnostica e terapeutica specifica per le malattie o per i gruppi di malattie rare, di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari e di servizi per l'emergenza e per la diagnostica biochimica e genetico-molecolare. A livello regionale le candidature sono
state valutate valorizzando, inoltre, la casistica trattata, la competenza multidisciplinare, l'assistenza nelle diverse fasce d'eta', la consulenza alle famiglie ed ai professionisti sanitari, la ricerca e la produzione scientifica sull'argomento, la collaborazione con gli altri Presidi della Rete, la necessita' di assicurare una omogenea copertura territoriale. 
FONTE (Lnews)

LOMBARDIA, FABRIZIO SALA: MONZA INVESTE ANCHE SUL SOCIALE E POSA LA PRIMA PIETRA DE "IL PAESE RITROVATO" IL NUOVO CENTRO ALZHEIMER

"UNA EFFICACE RETE DI WELFARE E' FONDATA SU VICINANZA E AIUTO" 'IL PAESE RITROVATO' PRONTO NEL 2018, OSPITERA' 8 APPARTAMENTI.


"Viviamo in una societa' che premia chi produce reddito. Talvolta, purtroppo, chi ha necessita' di assistenza viene considerato solo un costo. Per fortuna c'e' qualcuno che corregge queste distorsioni e recupera anche chi, con una lungimiranza storica e imprenditoriale tutta brianzola, decide di investire non solo su fattori economici ma anche su quelli sociali". PRIMO VILLAGGIO DEL GENERE IN ITALIA - Cosi' il vice presidente di Regione Lombardia e assessore alla Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese Fabrizio Sala intervenuto, a Monza (MB), alla cerimonia di posa della prima pietra de 'Il paese ritrovato', il primo 'villaggio' in Italia dedicato alla cura delle persone con malattia di Alzheimer e altre forme di demenza. LA STRUTTURA - La realizzazione ha un costo di 8.729.000 euro, in grande parte coperto da donazioni. La struttura, i cui lavori si concluderanno nei primi mesi del 2018, sara' intitolata a Ezio Piovan. Il 'villaggio' occupa 13.800 mq con spazi individuali e di piccola socializzazione e un'ampia area verde. Ospitera' 8 appartamenti per 8 anziani con demenza, un centro diurno, bar, minimarket, parrucchiere, cappella, sala teatro, palestra, club di musica, laboratori di hobbistica e sartoria, un ufficio informazioni tramite il quale le persone potranno accedere alle attivita' proposte insieme ai familiari che visiteranno 'Il Paese ritrovato'. CURA E ATTENZIONE ALLE PERSONE FRAGILI - "La definizione data a questo progetto, un'iniziativa di 'Dignita' sociale', mi piace - ha aggiunto Fabrizio Sala-; la nostra idea e' portare dignita' sociale con elementi di innovazione. Abbiamo studiato, anche in occasione di missioni istituzionali all'estero, i metodi migliori di abitare e dobbiamo constatare che una rete di welfare fondata sulla vicinanza sull'aiuto reciproco e' il metodo piu' efficace per offrire cura e attenzione alle persone fragili".  La cerimonia di posa della prima pietra, curata dalla Cooperativa 'La Meridiana', e' stata presentata presso il Centro Geriatrico San Pietro di Viale Cesare Battisti. I PRESENTI - Oltre al vice presidente Fabrizio Sala erano presenti, tra gli altri, anche Massimo Giupponi, direttore Agenzia Tutela della Salute (ATS) di Monza e Brianza e Matteo Stocco direttore generale dell'Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) di Monza, Roberto Mauri, Direttore Cooperativa La Meridiana.

Simpatico video dedicato a Salvini: "Vedrà le piacerà Napoli"

Il video che spopola sul web, pubblicato sulla pagina facebook della trasmissione Rai "Gazebo", aveva letto nel futuro.  


Il finale di questo fantastico video che, sulla sola pagina social della trasmissione Rai, ha raggiunto più di 1,5 ml di visualizzazioni e quasi 22.000 condivisioni, rispecchia esattamente la reazione di una città nei confronti di chi non le dedica il giusto tempo e rispetto.

"vede dottore (Salvini ndr) questo caffè è come questa città, non è qualcosa di cui ci si toglie il pensiero buttandola giù in modo frettoloso e occasionale - Altrimenti ci si scotta e basta!"

                                                                        GUARDA IL VIDEO

Infatti bombe carta e petardi contro cannoni ad acqua e gas lacrimogeni hanno animato la giornata napoletana di ieri: gli scontri sono scoppiati a margine di una protesta contro la venuta del segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini a Napoli. Circa 3000 manifestanti anti-Salvini, armati di cartelli e con maschere di carnevale, volevano interrompere lo svolgimento della riunione del leader della Lega Nord nel sud d'Italia. Una protesta iniziata pacificamente, ma subito sfociata in vera e propria violenta contestazione, petardi e bombe carta sono stati rapidamente gettati contro la polizia e bidoni della spazzatura sono stati dati alle fiamme. La polizia ha risposto i cannoni ad acqua e il lancio di gas lacrimogeni contro i manifestanti. 

Ecco quanto dice a Repubblica Matteo Salvini a margine del suo intervento a Napoli: "che io possa fare battaglie scomode per qualcuno ci può stare. Ma continuo a fare ciò in cui credo ed è facile che venga accusato di islamofobia o altro da sinistra. Ma quello che è successo a Napoli non l'avevo mai visto. E la cosa più grave è l'appoggio dato dal sindaco, che non ha preso le distanze e ha detto di stare al fianco dei cosiddetti insorgenti. La prossima volta vado a piazza Plebiscito, così si vede chiaramente chi ha la testa più dura". (Fonte TGcom24)

Immediata la replica di De Magistris che in una intervista all'Ansa dice: "le immagini mostrano un fiume di diecimila persone che partecipavano ad una manifestazione pacifica, dove prevalevano unicamente l'orgoglio dei napoletani, l'ironia e il forte contenuto politico dell'iniziativa. Le immagini finali feriscono la potenza politica di quella manifestazione, dagli alti contenuti democratici. Prendo le distanze dai violenti che non incarnano lo spirito autentico, pacifico, della città che io rappresento" e ancora "la colpa è di chi ostinatamente non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso del sindaco e dell'amministrazione. Noi non abbiamo mai detto 'no Salvini a Napoli'. Il sindaco ha semplicemente espresso la contrarietà ad un'iniziativa assolutamente inopportuna: la presenza alla Mostra d'Oltremare, in un luogo dell'amministrazione o comunque riconducibile all'amministrazione, di un esponente politico, Salvini appunto, che si è distinto per apologia del fascismo, atteggiamenti xenofobi e razzisti. E che, all'insegna dello slogan 'Napoli colera', ha fatto della sua vita politica un atto di fede contro Napoli e il sud. Ma qualcuno non ha voluto sentire ed ha alzato a dismisura il livello dello scontro. Salvini avrebbe potuto benissimo essere a Napoli e fare la sua propaganda politica xenofoba e razzista in un altro luogo privato, non riconducibile all'amministrazione. Non ci sarebbe stata l'imposizione nei miei confronti, che ho solo difeso la città". Rispondendo alla affermazione di Salvini che faceva presente la non partecipazione del sindaco alla manifestazione, De Magistris risponde: "Non era il corteo del sindaco. Era stato indetto da pezzi della città vera, ed è stato un corteo molto bello. Fino a quando episodi violenti hanno sporcato la forza politica di quell'iniziativa. E' assolutamente necessario distinguere tra i veri napoletani e i violenti che nulla a che fare con Napoli e la sua storia" (FONTE: Ansa.it)

 

 

Auto, moto e cicli d'epoca, passione e romanticismo in scena a Novegro. La festa per i 70 anni della Lambretta, splendida signora milanese

Al Parco Esposizioni, dal 17 al 19 febbraio, si è tenuta la 69esima edizione della Mostra Scambio. Così abbiamo voluto fare un giro tra stand e bancarelle di un appuntamento caro a tanti appassionati delle due o quattro ruote vintage. Tra grandi marchi e piccole realtà, tra mezzi fatti e finiti e miriadi di ricambi ed accessori, ci siamo fermati a chiacchierare con alcuni espositori. Ecco allora il racconto tutto da seguire di Fabio di "Casa Lambretta", la meravigliosa realtà che consente al mito di continuare a vivere; ma anche le spiegazioni di chi produce rivestimenti artigianali per caschi stile Cafè Race (DBR) e chi vende prodotti per far risplendere i gioielli da strada (NolineItalia) - (VIDEO)


Molto conosciuta dagli stranieri, in particolare tedeschi e francesi, il cui numero aumenta di anno in anno conferendo alla Rassegna un profilo decisamente europeo, la Mostra-Scambio racchiude nel modo più composito e colorato le tradizioni motoristiche, ormai più che trentennali, del Parco Esposizioni. La felice ubicazione del Centro fieristico in un’area strategica come quella milanese e la comodità degli spazi inseriti in una gradevole cornice di verde hanno fatto il resto. Oggi sono più di 600 gli espositori che stabilmente frequentano la Mostra-Scambio e più di 30.000 persone quelle che ogni volta la visitano. Della Mostra-Scambio di Auto, Moto e Ciclo d’Epoca si tengono all’anno tre edizioni: due, a febbraio e a novembre, maggiormente rivolte alla moto e una, a maggio, in concomitanza con Autocollection, prevalentemente indirizzata all’auto. Quanto alla bicicletta, che si è conquistata uno spazio significativo a febbraio, sta crescendo in attenzione ed interesse di edizione in edizione. Nell’ambito della Mostra-Scambio, che ogni volta occupa una superficie di 15.000mq. al coperto e più di 60.000 mq. all’aperto, viene tradizionalmente allestita una tematica di grande richiamo storico avente oggetto i miti del passato.

 

 

Enrico Lucci: "Denunciate i bulli, avrete sempre un futuro migliore"

Dalla Pagina facebook della iena che ha intrapreso una vera e propria battaglia: "Ho sempre detestato i prepotenti che se la prendono con i più deboli agendo in gruppo" 


Una vera campagna di sprono a denunciare il bullismo quella intrapresa dalla iena Enrico Lucci, che rivolgendosi ai ragazzi vittime del bullismo attraverso un video dice: - "Se qualche stronzetto fa il prepotente con te, colpendo alle spalle come i vigliacchi, non avere mai paura. Dillo subito alla maestra, ai professori o ai tuoi genitori. I bulletti prepotenti hanno sempre vita breve. I coraggiosi che denunciano il bullismo hanno sempre un futuro bellissimo". Parola della Iena Enrico Lucci, che fa parte della squadra messa su da Telefono Azzurro per dire no al bullismo sui social, al grido di #nonstiamozitti. Insieme a Lucci ci sono capitan Francesco Totti, l'olimpionico Andrea Zanardi e il pallavolista Ivan Zaytsev, i conduttori Amadeus, Alvin, Fabio Caressa ed Elisabetta Gregoraci. https://twitter.com/telefonoazzurro

Direttiva Armi UE, Maullu (FI): “Disarmare i cittadini onesti non rende l'Europa più sicura”

Chiara presa di posizione dell'eurodeputato di Forza Italia: "La Direttiva Armi avrebbe dovuto - queste sono le esatte parole di Juncker - difenderci dal terrorismo, rendere l'Europa più sicura e proteggere la libertà dei cittadini. No, no e no. I terroristi cercano armi sul deep web, quello sì un universo parallelo e critico da monitorare senza indugi: altrimenti è come cercare di usare in modo scoordinato una clava mentre i terroristi usano i droni. Non aumenta la sicurezza, perché colpisce solo i legali possessori, cioè persone attentamente controllate, che hanno dovuto dimostrare di avere i requisiti per poter detenere le armi".


"L'Europa non ci difende dal terrorismo, perché i terroristi non usano armi prodotte nei nostri paesi, addirittura ormai arrivano a non utilizzare più armi, ma camion pesanti, bombe, oppure armi bianche, come avvenuto a Bruxelles. I terroristi cercano armi sul deep web, quello sì un universo parallelo e critico da monitorare senza indugi: altrimenti è come cercare di usare in modo scoordinato una clava mentre i terroristi usano i droni. Non aumenta la sicurezza, perché colpisce solo i legali possessori, cioè persone attentamente controllate, che hanno dovuto dimostrare di avere i requisiti per poter detenere le armi. E non rende più libero nessuno addirittura costringere chi fa rievocazioni storiche di battaglie Rinascimentali a prendere il porto d'armi. No, i fucili a pietra focaia non possono essere usati per compiere stragi. Per questo, in ossequio a vent'anni di coerente azione politica nelle istituzioni volta sempre a difendere la libertà degli individui di poter detenere legalmente armi, io non condivido questa direttiva. La libertà di una nazione si misura su quanto i cittadini non sono vessati e impotenti nel potersi difendere. E la serietà di chi governa dalla capacità di non prendere decisioni liberticide e ideologiche sull'onda delle reazioni emotive, come quella scatenata dai fatti di Parigi”. Lo ha dichiarato Stefano Maullu, eurodeputato di Forza Italia (Ppe).

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