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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Coronavirus, Fontana: "La cura con il plasma accende una grandissima speranza". La sperimentazione portata avanti dagli ospedali di Pavia e Mantova: sanità lombarda ancora una volta eccellenza e avanguardia (VIDEO)

La cura del Covid19 con il plasma dei guariti "è qualcosa di importante perché accende veramente una grandissima speranza per la cura di questo virus". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, parlando della terapia con il plasma. "Voglio formalmente e pubblicamente ringraziare le persone che hanno partecipato e hanno dato il loro contributo per questa proposta, perché hanno aperto una strada che adesso è seguita anche in altre parti del mondo. Il protocollo predisposto da Pavia è richiesto e seguito da altre realtà nel mondo", ha aggiunto il governatore. "Sono molto orgoglioso di questa conferenza stampa dove si darà atto della sperimentazione portata avanti dal San Matteo e dall'ospedale di Mantova per la cura con il plasma. Questa mattina - ha detto Fontana - ho avuto un colloquio telefonico con il ministro Speranza, mi ha confermato che il Governo ha dimostrato particolare interesse per proseguire su questa iniziativa e che a sua volta ha indicato come i due punti di riferimento sperimentatori l'Università di Pavia e quella di Pisa, con ulteriori secondari ma non meno importanti sperimentatori Mantova, Brescia e Bergamo". Per la sperimentazione della cura, conclude il presidente della Regione, "il merito va riconosciuto in modo unico a Pavia e a Mantova, che sono stati primi ospedali a iniziare la sperimentazione e l'hanno portata a compimento"- (VIDEO)


Sulla sperimentazione della cura con il plasma contro il coronavirus, il governo "ha mostrato interesse per proseguire su questa iniziativa e ha indicato come due principali sperimentatori l'Università di Pavia e di Pisa, con ulteriori sperimentatori l'ospedale di Mantova, Brescia e Bergamo". Il governatore Attilio Fontana ha spiegato di avere avuto "un colloquio con il ministro Speranza che mi ha confermato" l'interesse del governo. La sperimentazione della cura con il plasma, ha ricordato Fontana, "è stata portata avanti dal San Matteo e dall'Università di Pavia e dall'ospedale di Mantova". Una cura che "accende grandissima speranza per la cura di questo virus".

Secondo quanto riferito la terapia con il plasma iperimmune, sperimentata con uno studio pilota dal Policlinico San Matteo di Pavia sui pazienti ricoverati per Covid-19 in terapia intensiva con ventilazione assistita, ha dato risultati importanti: la mortalità tra questi pazienti, in media fissata al 15%, si è abbassata fino al 6%. "Da un decesso atteso ogni 6 pazienti si è passati a un decesso atteso ogni 16 pazienti", ha spiegato il professor Fausto Baldanti, virologo del San Matteo.  Gli altri due parametri presi in considerazione dallo studio pilota sono stati il miglioramento dei parametri respiratori e di quelli dell'infezione.

I parametri respiratori misurati - ha aggiunto il professor Baldanti - sono migliorati drammaticamente al termine della prima settimana, così come i casi di polmonite bilaterale entro la prima settimana e contestualmente i parametri dell'infezione sono diminuiti in maniera altrettanto drastica al termine della prima settimana di terapia".  Il progetto pilota è stato testato, con plasma ricavato dai pazienti guariti e con una misurazione omogenea del "titolo", ossia della potenzialità di annullamento del virus, fin dalle prime settimane del contagio, su 46 pazienti reclutati tra Pavia e Mantova, più un paziente proveniente da Novara.

  • Pubblicato in Salute

Shopping online, precauzioni, rischi e diritti dei consumatori: l'avvocato Carlo Bortolotti ci spiega tutto (VIDEO)

L'emergenza coronavirus, sia nel lockdown sia nella fase 2, ha generato un notevole incremento del ricorso agli acquisti in rete. Un terreno quello del commercio online che può riservare brutte sorprese. Non sempre, infatti, siamo a conoscenza dei rischi, delle controindicazioni e degli stessi diritti dei consumatori in tale ambito. Per saperne di più abbiamo richiesto l'intervento di un esperto della materia, l'avvocato Carlo Bortolotti, civilista di Milano. Il risultato è stato un interessante approfondimento di diversi aspetti legati alle compravendite via Internet

"Faccio Sanremo e chiudo la carriera". Fiorello vuole già andare in pensione? (VIDEO)

"È pesante, non ho il carattere giusto. Ti misurano tutto, le parole, le battute". Con le mani tra i capelli e l'aria abbattuta Fiorello commenta una scelta difficile. Ad Amadeus sono serviti più di 40 minuti di diretta Instagram per convincere Rosario Fiorello a prendere in considerazione la possibilità di replicare l'esperienza sanremese che tanto successo ha avuto nella passata edizione. Alla fine Amadeus sembra averla spuntata, ma Fiorello, rimasto collegato si mostra scoraggiato e preoccupato all'idea di affrontare di nuovo l'Ariston.  Poi, dopo un lungo silenzio, la soluzione (forse): "Ho avuto un'idea: faccio Sanremo e chiudo la carriera. Mica devo arrivare a 80 anni. Largo ai giovani" - (VIDEO)


Fiorello dice no ad un “Sanremo bis” | Radio Bruno 

"Che faccio? E' pesante fare Sanremo... Te ne dicono di tutti i colori... Non ho il carattere giusto, eppure l'ho fatto. Amadeus mi ha convinto e mi convincerà pure stavolta... Potrebbe essere l'ultima cosa. Faccio Sanremo, come va va, e chiudo la carriera": con la testa tra le mani, dopo aver chiuso una lunga diretta su Instagram con Amadeus, Fiorello si lascia andare a questa riflessione e aggiunge: "Mica devo andare avanti fino ad 80 anni. Ho fatto pure troppo. Largo ai giovani. Chiudo e basta".

E Fiorello annuncia: "L'ultimo Sanremo con lui poi stop"

Riflessioni da clausura forzata per l'emergenza coronavirus, pensieri intorno ai 60 anni imminenti (il compleanno sarà il 16 maggio) o una delle sue boutade? A Fiorello piace sorprendere e cambiare continuamente le carte in tavola. Già nel 2017, in un'intervista esclusiva, annunciò la chiusura di Edicola Fiore su Sky e il ritorno in Rai parlando dell'idea di fare "un ultimo show", un varietà di seconda serata intitolato 'L'Ora del Rosario'. Poi il progetto saltò e nacque una nuova idea sperimentale, "Viva RaiPlay", prima del Sanremo dei record al fianco di Amadeus.

E su Instagram Fiorello e Ama scherzano sugli ospiti

Ora il palco dell'Ariston potrebbe rivedere i due amici ancora insieme per il Festival 2021. A sentirli su Instagram sembra già cosa fatta. Fiore chiede una promozione all'Ariston: "Tu sei il presidente del Consiglio, io sono il Di Maio del festival". E poi: "Sarebbe bellissimo avere Vasco Rossi la prima sera che fa un'irruzione sul palco con 'Vita spericolata'" ma anche "richiamare Bugo e Morgan", dice Fiorello, prima di lanciare, dopo la reunion dei Ricchi e Poveri, la proposta di "ricongiungere Benji & Fede, gli 883 e i Lunapop". Anche Vincenzo Mollica non potrà mancare con il suo "balconcino", si dicono i due amici, pronti a candidare al ritorno all'Ariston il giornalista del Tg1, decano del Festival, in pensione da poco.

Amadeus racconta di avere partecipato ieri ad una riunione per presentare l'inaugurazione del Ponte di Genova a luglio. La metafora del ponte è il 'la' per iniziare a parlare del Festival, "un ideale collegamento - dice Ama - tra l'ultimo momento felice di aggregazione e il prossimo". 

Salvini lancia un messaggio a Conte: "Basta autocertificazioni, fiducia agli italiani. Polizia e Carabinieri tornino a inseguire i delinquenti" (VIDEO)

Il messaggio del leader leghista: "Autocertificazioni, adesso basta! Dopo 52 giorni di chiusura in cui gli italiani si sono dimostrati rispettosi, dignitosi e generosi, lo Stato non può continuare a inseguire i cittadini con moduli e burocrazia" - (VIDEO)


Matteo Salvini lancia un video con cui chiede al governo di abolire una volta per tutte le atocertificazioni. "Perché è l'ora che poliziotti e carabinieri tornino ad inseguire i delinquenti veri e non chi va a fare la spesa o una passeggiata". Il leader della Lega chiede al premier Giuseppe Conte di ridare "fiducia" agli italiani. La parola "fiducia" è quella su cui insiste maggiormente, perché gli italiani se la sono meritati in questi mesi di quarantena forzata.

"Adesso basta!  - dice Salvini  - Dopo 52 giorni di chiusura in cui gli italiani si sono dimostrati rispettosi, dignitosi e generosi, lo Stato non può continuare a inseguire i cittadini con moduli e burocrazia". Il segretario della Lega ha spiegato anche che "gli italiani ormai hanno capito che occorrono distanze, buon senso e attenzione, non c’è bisogno di costringerli ad autocertificare ancora il loro diritto a vivere. Lavoro, mamma e papà, amici, passeggiata col cagnolino, una corsetta, due passi col bimbo o la spesa: basta moduli, blocchi stradali o droni, fiducia agli italiani! Che il governo dia ai cittadini le mascherine, non altra carta".

DCPM 26 aprile; vediamo tutte e nuove regole per le discipline sportive (VIDEO)

La dott.ssa Francesca Petra Pollastro ci illustra quali saranno le nuove regole che porteranno tutte le attività sportive verso una "nuova normalità"


Per le attività sportive e motorie saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento degli atleti a porte chiuse, con il rispetto delle norme di distanziamento sociale. Sport di squadra possibile invece dal 18 maggio. Dal 4 maggio vi sarà pertanto una graduale ripresa delle attività sportive, le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti. (VIDEO)

Decreto salva Italia; le nuove regole per richiedere il congedo parentale (video)

Il Decreto salva Italia ha introdotto nuove regole nel mondo del lavoro.


Riprende oggi la rubrica di pubblica utilità "Avvocati Rispondono".

L'Avvocato Davide Pollastro ci parla del Congedo Parentale, mettendo in luce i nuovi aspetti e le regole introdotte dal Decreto salva Italia. In particolare analizzeremo i requisiti necessari per richiederlo e come fare domanda. 

I nostri avvocati cercheranno di chiarirvi i dubbi e le perplessità di questo difficile momento. La "fase 2" ci accompagnerà verso una "nuova normalità", la nostra intenzione è quella di aiutare a capire le nuove norme introdotte dai decreti ministeriali. (VIDEO)

 

 

Fase 2 e lavoro, flash mob di Giorgia Meloni davanti a Palazzo Chigi: "Diamo voce agli innocenti dimenticati da Conte" (VIDEO)

La protesta di Giorgia Meloni contro il premier Giuseppe Conte per le incertezze e le mancate risposte sulla la fase 2: "Fratelli d'Italia davanti Palazzo Chigi (rispettando le normative) per rappresentare il dissenso delle migliaia di italiani che rischiano il lavoro. La pazienza è colma", dice la leader sovranista. "Migliaia di italiani - spiega - nelle ultime ore ci hanno chiesto di scendere in piazza, di avere la possibilità di raccontare il proprio dissenso, le loro paure". Ecco dunque il flash mob muto dei parlamentari e dei consiglieri regionali del Lazio di Fratelli d'Italia: "Ognuno di loro rappresenta simbolicamente una delle categorie che oggi soffrono, che oggi hanno paura, che oggi rischiano di non avere un futuro, che vogliono risposte dalla politica, risposte che siano più chiare, non decine di conferenze stampa per non dire nulla. Questi parlamentari - spiega ancora la Meloni - sono in silenzio, per noi è il silenzio degli innocenti, quelle centinaia di migliaia di persone innocenti che fino a ieri vivevano del loro lavoro, che da un giorno all'altro hanno avuto le loro aziende chiuse per decreto e oggi rischiano di non avere niente che non sia la paura di quello che accadrà domani. Noi vogliamo dare voce a questi innocenti" - (VIDEO)


Coronavirus, Giorgia Meloni protesta contro la fase 2: migliaia di italiani a rischio

La presidente Giorgia Meloni e i parlamentari di Fratelli d'Italia hanno organizzato oggi una manifestazione davanti a palazzo Chigi per "dare voce agli innocenti". Ossia per esprimere il malcontento di tante categorie per le misure decise dal governo per la fase due. Cartelli in mano, mascherine tricolori, guanti e distanza di sicurezza, Meloni alla testa della protesta Fdi ha spiegato così il senso dell'iniziativa: "Migliaia di italiani nelle ultime ore ci hanno chiesto di scendere in piazza, per raccontare il loro dissenso e le loro parure, ci rendiamo conto che portare il popolo in piazza in questi giorni, rischiando di mettere a repentaglio la salute di chi avrebbe partecipato, rischiando problemi di ordine pubblico e di vanificare gli sforzi che abbiamo fatto fin qui come italiani per impedire che il virus corresse di più, sarebbe stato non adeguato ma siamo un partito politico e la nostra responsabilità è dare voce a quello che la gente pensa. Abbiamo promesso che avremmo trovato un modo per raccontare, pur rispettando le regole, quel dissenso, e allora siamo qui davanti a palazzo Chigi con i parlamentari di Fratelli d'Italia e i consiglieri regionali del Lazio, rigorosamente ciascuno a due metri di distanza dall'altro, con mascherine, guanti e con un cartello in mano, ognuno rappresenta una delle categorie che oggi soffrono, hanno paura e rischiano di non avere un futuro, ognuno di loro rappresenta molti italiani che avrebbero voluto venire qui a dire che hanno paura e vogliono risposte dalla politica non decine di conferenza stampa inutili per non dire nulla. Sono in silenzio - dice Meloni -: è il silenzio degli innocenti che da un giorno all'altro hanno avuto le loro imprese chiuse per decreto e oggi rischiano di non avere nulla".

Su ognuno dei cartelli è riportata una categoria "artigiani", "tassisti", "addetti alle mense", "ballerini", "gestori di pizzerie", "geometri", "ambulanti", "balneari", "agenti di commercio", " ristoratori", "giostrai", "commercialisti", "fisioterapisti", e tanti altri ancora."Vogliamo dare voce a questi innocenti, siamo qui per loro, per dire che non siamo d'accordo con il modo in cui si sta gestendo la fase due, la cosiddetta ripartenza che ripartenza non è, non siamo d'accordo a ripartire per settori, chi stabilisce che interi settori debbano morire per decreto - chiede la leader di Fratelli d'Italia- lo stato deve assumersi la responsabilità di dare le regole per impedire il contagio, chi è in grado di garantire protocolli di sicurezza riapre, non sulla base dei codici. Perché non devono ripartire bar, ristornati, parrucchieri se sono in grado di garantire la distanza?".E ancora, ha detto Meloni "Vogliamo sapere perché al ventotto del mese ancora non è stata pagata la cassa integrazione, si parla di un decreto aprile quando aprile è finito, ci sono esperti che non sappiamo cosa stiano facendo"."Non siamo d'accordo su molte cose ma siamo pronti a fare la nostra parte, per ognuno di queste categorie abbiamo una proposta alternativa ma non c'è un luogo dove discuterla, vogliamo dare una mano agli italiani. Ma il Parlamento non decide niente - denuncia - solo quattro persone in una stanza decidono del destino di milioni di persone, noi la fase due la vogliamo discutere e votare in Parlamento. Forse il Parlamento sarebbe più ragionevole. Qualcuno deve darci la possibilità di contribuire ad aiutare la nostra nazione, non resteremo a guardare continueremo con iniziative di questo tipo . Magari da quei palazzi si affaccia qualcuno e legge nomine e problemi delle tante risposte che fin qui non sono state date".

Coronavirus, lavoro, famiglie, trasporto pubblico: tutte le domande su cui la Lombardia aspetta risposte da Conte. Fontana: "Serve cautela in tutte le regioni" (VIDEO)

Attilio Fontana conferma che sono diversi i problemi da affrontare prima della ripartenza. All'indomani della visita a Milano del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il governatore della Lombardia, in collegamento con Mattino Cinque, spiega che si è discusso delle molte necessità della Fase 2. Dal trovare soluzioni per le famiglie (data la chiusura delle scuole e degli asili) alla possibilità di "spalmare l'inizio dell'orario dei lavoratori" in fasce più distribuite nella giornata, per evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici. Fontana spiega di aver discusso col premier anche dei controlli che dovranno essere eseguiti nel trasporto pubblico: "Se qualcuno deve decidere di impedire a qualcuno di salire sul mezzo deve avere titolo per farlo" - (VIDEO)


Lombardia chiusa coronavirus?/ Fontana “fate presto”: verso nuovo ...

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è per l'obbligatorietà della mascherina, per l'utilizzo anche all'esterno e ha posto il problema al premier Giuseppe Conte, ieri sera. "Io sono per usarla sempre", ha detto a Mattino Cinque.

Il presidente del Consiglio "si è impegnato a darmi risposte a tutti i vari quesiti che gli ho posto, legati anche all'uso delle mascherine, se siano obbligatorie nei locali chiusi o all'aperto" ha riferito il presidente della Lombardia. "Gli ho fatto presente che gli ultimi studi dicono che il virus galleggia nell'aria e che forse sarebbe opportuno usarla sempre". Il governatore ha spiegato di cosa hanno parlato, ossia "di trovare soluzioni per le famiglie" con la chiusura delle scuole e dei "problemi attinenti ai controlli sui mezzi pubblici". "Se qualcuno - ha detto - deve impedire a qualcun altro di salire su un mezzo, deve avere titolo per farlo, i dipendenti di Trenord non hanno titolo".

Che il Sud debba riaprire perché il grosso dei contagi è in Lombardia non trova d'accordo Fontana, convinto che ci si debba muovere insieme. "Io credo che la cosa debba essere valutata con attenzione, il virus è ovunque, non soltanto in Lombardia, c'è anche per esempio in Sardegna". Quindi, "bisogna andare cauti ovunque", ha sottolineato il governatore.

Secondo Fontana, "ci sono delle realtà che possono essere modificate come l'apertura di un eventuale bar in un paesino del Sud, ma le interconnessioni in Italia sono tali che non si può pensare che la vita inizi da una parte e da un'altra sia ferma". E ancora: "E' importante capire tutti che fintantoché non ci sarà un vaccino o una medicina dovremo convivere con il virus".

Quanto a Milano, "mi preoccupa sempre ma mi sembra che siamo in un momento in cui il virus sta rallentando, il contenimento ha avuto successo, i numeri stanno lentamente scendendo". "Io speravo scendessero più rapidamente ma credo che siamo nella fase calante dell'infezione", aggiunge.

Sulle zone rosse il presidente della Lombardia è "assolutamente convinto che sarebbe opportuno" dare il potere di farle ai governatori delle regioni. Nella bergamasca, "non voglio ergermi a difensore di nessuno, ma io credo che lì ormai il focolaio fosse già partito. Quando si è pensato di chiudere quella zona forse era ormai troppo tardi, ma questa è una valutazione mia. Sono convinto che in quella zona della Lombardia, il virus circolava già da più di un mese e fosse già diffuso in maniera capillare, questa è la mia convinzione. Tanto è vero che non è tanto un caso Lombardia, ma un caso Lodi, Cremona, Bergamo, Brescia e Piacenza, dove c'è stata una diffusione anomala".

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