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updated 2:08 PM UTC, Jul 8, 2020

Ora il Brescia sbatte la porta in faccia a Balotelli. SuperMario si presenta al campo, ma non lo fanno entrare: "Adesso dite che non voglio allenarmi..." (VIDEO)

Questa mattina, poco prima delle 9, Mario Balotelli si è presentato al centro di allenamento del Brescia a Torbole Casaglia. L'attaccante però non è potuto entrare perché la società glielo ha impedito. Dopo un colloquio con un dipendete delle Rondinelle SuperMario è tornato a casa e lasciando il centro tecnico si sarebbe lasciato sfuggire questa frase: "Adesso dite che non voglio allenarmi..." - (VIDEO)


Mario Balotelli si è presentato al centro sportivo di Torbole Casaglia, ma il Brescia non lo ha fatto entrare. L'attaccante è stato ...

Un'altra puntata dell'affaire Brescia-Balotelli. Mario si è ripresentato questa mattina al centro sportivo di Torbole Casaglia, ma sul cancello d'ingresso è stato bloccato e rimandato a casa con un giorno di riposo. Il club ha chiesto venerdì scorso la rescissione unilaterale del contratto. Sarà il collegio arbitrale a decidere e nel frattempo Balotelli era a casa in malattia con una diagnosi di gastroenterite acuta.
Ieri sera alle 21.30 - questa la ricostruzione del Brescia - l'attaccante ha inviato alla società una mail nella quale annunciava che oggi sarebbe stato pronto a tornare ad allenarsi (ne ha diritto essendo a tutti gli effetti sotto contratto) nonostante il certificato lo coprisse fino a oggi compreso. Il club solo questa mattina ha letto la mail di Balotelli che quando è arrivato al campo accompagnato dall'amico, si è visto passare un telefono da un membro dello staff della società: dopo un breve colloquio, nel quale gli è stato comunicato di restare a riposo anche oggi perché non c'erano stati i tempi tecnici per organizzare il lavoro per lui, ha fatto dietrofront. A questo punto dovrebbe ripresentarsi domani.

  • Pubblicato in Sport

Coronavirus, l'annuncio di Zaia: "Nessun malato in terapia intensiva". Nuove linee guida per locali e cerimonie, impegno per le fiere. "La Grecia riapre? Merito del casino che abbiamo fatto noi, non di Di Maio" (VIDEO)

Il punto stampa del governatore veneto: "Oggi nessun malato Covid in terapia intensiva. Ci sono solo 15 pazienti ex malati che si sono negativizzati. In magazzino abbiamo almeno 100 respiratori imballati. I morti di Coronavirus sono in totale 1961, più 6 decessi fuori dagli ospedali rispetto al bollettino di ieri. Il virus comunque resta in giro, questo bisogna ricordarselo bene" - (VIDEO)


"Con oggi cala il sipario sulle terapie intensive per i pazienti Covid, infatti non abbiamo più un solo malato Covid ricoverato. mentre sono solo 4 i nuovi casi positivi registrati  da ieri e 6 nuovi decessi, i dimessi sono stati in totale 3459, +12 da ieri". Lo ha annunciato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa, in cui ha fatto un bilancio ad oggi dell'epidemia in regione: "Che ha causato quasi 2 mila morti, 19 mila positivi al coronavirus, centinaia di persone ricoverate nelle terapie intensiva e 6.500 pazienti già guariti, che doneranno il loro sangue alla 'Banca del plasma'".

"Ma, al di là di possibili toni 'trionfalistici' ricordo a tutti che il virus c'è sempre, anche se non fa più i danni di prima, ma non è scomparso, e quindi raccomando ancora l'uso della mascherina al chiuso e all'aperto in presenza di assembramenti". "E per il prossimo autunno-inverno speriamo non ci sia una nuova ondata, anche se il Veneto è già pronto con l'artiglieria pesante: abbiamo infatti pronte poco meno di mille terapie intensive".

"Il sistema fieristico italiano rischia il collasso. E per questo con il presidente Bonaccini entro un paio di giorni presenteremo un business plan alla Conferenza delle Regioni che poi andrà al governo: con delle linee guida perchè le fiere devono riaprire", ha sottolineato ancora il presidente del Veneto. "Ieri con il presidente Bonaccini abbiamo avuto un incontro in videoconferenza con il ministro dell'Economia Gualtieri. In Veneto abbiamo il polo fieristico d'eccellenza di Verona che ad oggi ha perso il 60% del Fatturato pari a 65 mln di euro, mentre l'indotto perso per l'economia veronese è di 700 mln di euro, e se non riapre per fine anno perderà il 90% del giro d'affari. Il dato nazionale per i grandi poli di Milano, Bologna e Verona è di 700 mln di euro per un indotto di 7 mld di euro".

"Le Fiere chiedono certezze e per programmare gli eventi di fine anno hanno bisogno di regole certe entro fine giugno e soprattutto un'iniezione di risorse - ha spiegato Zaia - ne ha convenuto lo stesso ministro dell'Economia, e quindi entro un paio di giorni gli presenteremo il business plan , una sorta di 'lista delle richieste'. In ogni caso, sarà fondamentale l'intervento della Cassa Depositi e Prestiti in questa partita", ha concluso Zaia.

Maltempo. «Abbiamo province massacrate da piogge e inondazioni, finito un problema ne inizia un altro, qui in Veneto non ci facciamo mancare niente». Il governatore ha firmato il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza.

Elezioni a settembre. Il governo va verso un accorpamento referendum sul taglio dei parlamentari, regionali e comunali in un election day, la data ipotizzata è il 20 settembre.
 «La finestra del governo andava dal 6 settembre, un emendamento di Forza Italia ci ha fatto sapientemente slittare a dopo il 15, cioè al 20 settembre. Ci è stata tolta la possibilità di decidere come Regione. Diveregenze con la segreteria della Lega? Ci sono valutazioni nazionali che tengono conto delle situazioni di tutte le regioni. Io però non sono assolutamente d'accordo con la soluzione del Parlamento. Ricordo che la data delle elezioni non è stata fissata. C'è solo una finestra dal 20 settembre al 15 dicembre. Chi indirà le eleziomi dovrà fare un decreto.  Ma voglio sapere: riapriamo le scuole a inizio settembre per chiuderle dopo una settimana il 20 settembre? Che pasticcio. Che casino. E poi nei comuni ci saranno anche i ballottaggi, i secondi turni. A luglio si poteva votare: spiagge aperte, tutto aperto tutto che funziona e ci dicono che non possiamo andare a votare? Perchè no?
La mia domanda è: quando andremo a votare? Ce lo possono dire di preciso? Lo chiedo al presidente Conte, lo dica lui non qualche sottosegretario».

Nuove linee guida. Sono al centro di un incontro della Conferenza delle Regioni convocata d'urgenza. «Le linee guida vanno aggiornate a mio avviso, ci sono parti che non vanno più bene. E poi c'è il problema dei centri estivi e del bonus baby sitter». Le linee guida saranno rese pubbliche nella giornata di oggi.

Ristoranti, discoteche, cerimonia. L'assessore Lanzarin ha confermato l'arrivo di nuove regole anche per ristorazione e discoteche e per le cerimonie: per le piste da ballo è stato studiato un indice di capienza della pista legato ad un distanziamento di 2 metri di una persona dall'altra, come per le piscine e l'attività sportiva. Resta il problema di chi controllerà. Nei ristoranti si potranno tenere cerimonie come battesimi, matrimoni ecc. Si potrà ballare solo all'esterno comunque.

Grecia, frontiere riaperte con l'Italia. «Hanno tolto il divieto oggi. Merito del casino che abbiamo fatto noi, non del ministro Di Maio. E' la dimostrazione che un problema c'era e non era stato risolto. Si vede che qualcuno non se n'era interessato».

Plexiglass negli autobus. «Costa un sacco di soldi, in giro non ce n'è. E inquina. Non vorrei che fosse la soluzione richiamata per ogni situazione».

Centrodestra in piazza a Roma e Milano: "Ora tagliare le tasse. Non rabbia ma proposte". Bagno di folla per Salvini e parte la polemica sulle regole sanitarie. Meloni: "Nelle manifestazioni del 25 aprile nessuna sicurezza" (VIDEO)

E' partito da piazza del Popolo in direzione via del Corso il "corteo" del centrodestra a Roma. Decine i militanti con un enorme striscione tricolore, simbolo del flash mob organizzato da Salvini, Meloni e Tajani. I leader sono alla testa del serpentone, mentre centinaia di persone si accodano, tra inviti a mantenere le distanze e slogan "libertà-libertà". Il "capitano" leghista smorza la rabbia popolare: "Vogliamo raccogliere le proposte degli italiani dimenticati e che vogliono rialzarsi e portarle nel Palazzo" - (GUARDA LA DIRETTA)


Il centrodestra festeggia la Festa della Repubblica con manifestazioni simboliche contro il governo in oltre 70 città italiane, un modo per dare voce a quella che l'opposizione definisce "Italia che non si arrende", colpita dagli effetti del virus e che fa fatica a ripartire. L'appuntamento clou è a Roma, a Piazza del Popolo con i tre leader, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani.

Ressa di cameraman, fotografi e cronisti. Tricolore lungo 500 metri esposto nella manifestazione del centrodestra a Roma. 

La manifestazione del centrodestra, che doveva essere simbolica, con una presenza contingentata di appena 300 persone, s'è trasformata in un vero e proprio corteo, che purtroppo ha provocato un piccolo assembramento tra la ressa di troupe, servizio d'ordine della polizia, centinaia di militanti e curiosi, stretti stretti, nel budello di Via del Corso. 

Salvini, capisco rabbia ma ora proposte al governo
 "Capisco la voglia e la rabbia, ma dobbiamo costruire un percorso che porti l'Italia lontano senza dover aspettare aiuti esterni che tanto non arrivano. Ora dobbiamo trasformare queste proposte in emendamenti da suggerire al governo". Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, a margine della manifestazione del centrodestra a piazza de Popolo. "Siamo qui - prosegue Salvini - a nome degli italiani dimenticati in questi mesi e discriminati, c'è un pregiudizio nei confronti del privato, lavoratori autonomi e liberi professionisti, invece non ci possono essere lavoratori italiani dimenticati".

Meloni, anche cortei 25 aprile non in sicurezza
 "Sono felicissima che con questa manifestazione la sinistra abbia scoperto che il 2 giugno è anche la nostra festa e abbiamo il diritto di manifestare anche noi in sicurezza. Stiamo facendo del nostro meglio per metterla in sicurezza ma vi segnalo che anche quando hanno fatto la manifestazione del 25 aprile non era in sicurezza". Così la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, a margine della manifestazione del centrodestra a Piazza del Popolo e lungo Via del Corso, seguita da centinaia di persone senza alcun rispetto della distanza di sicurezza. "Per noi c'e' sempre una buona scusa per non manifestare mai. Ma il centrodestra esiste e farà le sue manifestazioni". 

Anche a Milano il centrodestra si è radunato in piazza Duomo per contestare il governo e chiedere di "ripartire insieme", come recita il titolo della manifestazione promossa da Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. Sono circa mille le persone radunate in piazza Duomo con il dovuto distanziamento, una piazza a numero chiuso per le misure anti Covid che urla "dimissioni, dimissioni" rivolta al governo. Al centro di piazza Duomo ci sono grandi strisce tricolore e tutti i manifestanti hanno bandierine, coccarde, bandiere con il tricolore. I manifestanti mostrano cartelli con le richieste per la ripartenza: "il tempo è scaduto è l'ora dei fatti", "pace fiscale stop alle cartelle", "aiuti veri per commercianti, artigiani e partite Iva", per citarne solo alcuni. In piazza Duomo è stato dedicato un minuto di silenzio alle vittime lombarde del Covid. Alla manifestazione ci sono i tre segretari Lombardi dei partiti: Daniela Santanchè per Fratelli D'Italia, Paolo Grimoldi per la Lega e Massimiliano Salini per Fratelli d'Italia. Piazza Duomo è transennata completamente e un gruppo di manifestanti formato da studenti ed esponenti dei centri sociali, circa una cinquantina, sta protestando contro la sanità lombarda al di fuori delle transenne da lato di Palazzo Reale, con la Polizia in tenuta antisommossa schierata. Al momento la situazione è tranquilla. 

Decreto rilancio; il bonus per lavoratori domestici

Il decreto Rilancio introduce Il bonus per i lavoratori domestici


Un bonus importante e di aiuto a tutti quei lavoratori che rientrando in ufficio non sanno come gestire i propri figli. Con l'Avvocato Giuslavorista Davide Pollastro abbiamo cercato di far chiarezza, su questo bonus che consiste in un'indennità di 500 € per il mese di aprile e 500 € per il mese di maggio. Vediamo come funziona, a chi spetta e come richiederlo.

Vincenzo De Luca fa l'autonomista e tiene chiusi bar e ristoranti: "Non ho firmato alcun accordo col governo. In Italia c'è confusione". E attacca lo Stato centrale: "Campania rapinata" (VIDEO)

Il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, contro l'accordo sulle novità per la fase 2. La sua Regione, dice a In mezz'ora in più su Rai Tre, non ha siglato l'intesa raggiunta la notte scorsa con il governo: "Su alcune norme di sicurezza generale credo debba pronunciasi il ministero della Salute e non possibile che il governo e il ministro scarichino opportunisticamente sulle regioni" - (VIDEO)


De Luca: "Il Nord impari dal Sud invece di dire idiozie"

"Mi dicono, ho sentito ieri le dichiarazioni del presidente del Consiglio, dal 3 giugno liberi tutti. Io non lo so cosa succederà il 3 giugno, io cercherò di ragionare il 2 giugno per sapere qual è la situazione epidemiologica". Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, ospite di "In mezz'ora" su Rai3. "Che significa liberi tutti? Se il contagio viene contenuto va bene, ma se abbiamo ancora livelli elevati di contagio che significa liberi tutti?". "Voglio correggere un'informazione che è girata in queste ore sugli organi d'informazione sull'accordo raggiunto tra Regioni e Stato: la Campania non è d'accordo, non ha firmato nessun accordo". "Io ritengo - ha spiegato De Luca - che su alcune norme di sicurezza generale debba pronunciarsi il Ministero della Salute. Poi è chiaro che è necessaria una flessibilità regionale, ma sulle norme fondamentali non è possibile che il Ministero della Salute e il Governo scarichino opportunisticamente le decisioni sulle Regioni, questo non è accettabile".

LE RIAPERTURE - "C'è un clima di confusione in Italia, basti pensare che siamo a domenica pomeriggio e dovremmo riaprire lunedì mattina, così hanno comunicato all'Italia. Voglio chiarire che noi non apriamo lunedì mattina né i ristoranti, né i pub, né altro, per serietà". "Abbiamo deciso di avere un'interlocuzione con le categorie economiche per prepararli alla sanificazione, a procurarsi dei pannelli di divisione tra cliente e cliente e per agevolare l'apertura anche di piccoli ristoranti".

LA REAZIONE DELLA CAMPANIA - "La Campania ha dato una prova straordinaria di efficienza e concretezza amministrativa e nessuno in Italia si sarebbe aspettato che la Campania reggesse come ha retto l'onda d'urto dell'epidemia". "Questo - ha aggiunto - è accaduto perché abbiamo fatto 2 anni di lavoro straordinario, essendoci liberati dei commissari esterni, abbiamo preparato pronto soccorsi, rete dell'emergenza che non c'era, abbiamo fatto in tempo ad assumere 800 infermieri 2 mesi prima che scattasse la vicenda dell'epidemia e, soprattutto, abbiamo preso all'inizio del contagio delle decisioni anticipate rispetto al Governo nazionale, in qualche caso di 15 giorni". De Luca ha spiegato che la Campania "è partita da una consapevolezza: è la regione più difficile d'Italia perché abbiamo la più alta densità abitativa d'Italia, nell'area metropolitana di Napoli e nella fascia costiera la più alta d'Europa. Se perdiamo il controllo del contagio in Campania viene un'ecatombe, questo è il motivo per cui abbiamo fatto quello che abbiamo fatto. Oggi - ha ricordato De Luca -abbiamo il tasso più basso di decessi per coronavirus in relazione alla popolazione, abbiamo il tasso più basso di positivi in relazione alla popolazione e un tasso molto basso di morti per la percentuale di persone contagiate. Credo che siano risultati importanti che vanno a merito delle migliaia di persone del sistema sanitario e dei nostri concittadini".

LE RISORSE - "La Campania è la Regione d'Italia che ha meno risorse fra tutte le Regioni nel fondo sanitario nazionale". "Non tutti sanno - ha spiegato De Luca - che la Campania riceve pro capite ogni anno 45 euro in meno rispetto a un cittadino del Veneto, 40 euro in meno della Lombardia, 60 euro in meno rispetto all'Emilia Romagna, 30 euro in meno rispetto al Lazio. La Campania viene rapinata ogni anno di 300 milioni di euro dallo Stato centrale". Anche a proposito dei tamponi, ha aggiunto De Luca, "la Campania ha ricevuto da Consip un quarto dei tamponi arrivati in Veneto e un terzo di quelli arrivati nel resto d'Italia. In queste condizioni, produrre i risultati raggiunti dalla Campania è stato un risultato straordinario".

TURISMO - "Stiamo preparando una bella campagna di promozione turistica, questa volta cercheremo di utilizzare il fatto che non abbiamo una regione rovinata dal punto di vista della pandemia". "Sfrutteremo anche le nostre bellezze, cercheremo di giocarcela anche dal punto di vista turistico", ha aggiunto.

IMPRESE - "Abbiamo approvato in Campania un Piano economico-sociale che vale un miliardo e che veramente ci inorgoglisce. Abbiamo deciso di dare a 104mila piccole imprese 2mila euro di contributo a fondo perduto, il Piano lo abbiamo approvato 3 settimane fa e i soldi sono già arrivati agli imprenditori". "Diamo mille euro agli autonomi e ai professionisti - ha aggiunto De Luca - ed entro la prossima settimana completiamo i mandati di pagamento per altri 70mila professioni. Diamo 2mila euro ai tassisti e agli autisti di Ncc che sono stati penalizzati, e soprattutto abbiamo deciso di fare un'operazione di cui siamo orgogliosi, cioè aumentiamo le pensioni al minimo a mille euro per i mesi di maggio e giugno". De Luca ha definito quest'ultima misura "un'operazione di grande valore sociale ma anche ideale, perché un Paese che si consente ancora di avere pensioni di 450 euro non è un paese civile".

Scuola, Azzolina: "Maturità il 17 giugno con colloquio orale di un'ora al massimo. Esami di terza media, solo elaborato scritto discusso on line". E sulle bocciature... (VIDEO)

Nessun 6 politico, "le valutazioni ci saranno, le insufficienze saranno riportate nei documenti di valutazione, ma gli studenti hanno il diritto di recuperare" e lo potranno fare "all'inizio dell'anno prossimo". La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, illustra in diretta i dettagli delle tre circolari relative al futuro della scuola sottolineando che "solo in casi che non hanno nulla a che fare con il coronavirus" ci saranno bocciature, come ad esempio per "la mancata frequenza nel primo periodo didattico". E c'è un piano B se la situazione sanitaria dovesse peggiorare - (VIDEO)


Via libera al Dl Scuola, Azzolina: “Tutti promossi, per la ...

Maturità al via il 17 giugno, niente prove scritte ma un colloquio orale "di presenza" che durerà al massimo un'ora. La ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, illustra le ordinanze relative alla valutazione degli studenti, agli esami del primo ciclo e a quelli del secondo ciclo. "Ho qui sul tavolo 3 ordinanze: una sulla valutazione, una sugli esami del primo ciclo, la cosiddetta scuola media, e un'altra sugli esami del secondo ciclo, gli esami di maturità. Abbiamo lavorato con il Comitato tecnico scientifico per redigere un documento sugli esami di stato, grazie anche al contributo delle parti sociali, con cui ci incontreremo la prossima settimana per redigere un documento complessivo che ci porti agli esami di Stato", dice la ministra.

"Come governo abbiamo ritenuto opportuno fosse importante fare gli esami di stato in presenza, è una decisione che va inquadrato in un lungo periodo. Il governo ha deciso di tenere chiuse le scuole, una scelta molto sofferta. E' una delle decisioni peggiori che un ministro dell'Istruzione, soprattutto se proveniente dalla scuola, possa prendere. E' una decisione difficile, presa nell'interesse comune. So che l'Italia vuole ripartire e ritrovare un senso di normalità, avremmo potuto riaprire e venire incontro anche alle famiglie, ma abbiamo preso una decisione politica con senso di responsabilità", aggiunge.

"Abbiamo deciso non al buio, ma sulla base di dati scientifici: tenere le scuole chiuse ha permesso di salvare vite umane. Ora inizia una fase diversa, nuova, che riguarderà anche la scuola. Il primo passo sono gli esami di stato. Abbiamo lavorato con il comitato tecnico scientifico per esami in presenza e in massima sicurezza. Tengo a rassicurare studenti, personale docente e non docente: esami in presenza compatibilmente con il monitoraggio epidemiologico nelle varie aree del paese", afferma ancora.

"Serviva tempo per scrivere le ordinanze, atti complessi anche quando non c'è il coronavirus. Immaginiamo quanto diventi complesso" in una pandemia. "Non potevamo che prevedere un sistema diverso di valutazione. Nessuno poteva essere lasciato indietro, abbiamo deciso di ripartire a settembre con una valutazioni serie: le insufficienze saranno riportate nei documenti, ma gli studenti hanno il diritto di recuperare perché negli ultimi 3 mesi abbiamo attraversato una tempesta. Resta la possibilità di non ammettere all'anno successivo, ma in casi molto circoscritti che non hanno a che fare col coronavirus: la mancata frequenza quando non c'era il coronavirus e l'adozione di provvedimenti disciplinari gravi", spiega la ministra.

Capitolo esami di terza media: "Le scuole ci hanno chiesto di dilatare nel tempo le procedure di quest'esame. Gli studenti scriveranno un elaborato, lo discuteranno on line con il consiglio di classe e ci sarà lo scrutinio finale. Per queste operazioni ci sarà tempo fino al 30 giugno".

Per quanto riguarda la maturità, "le misure sono chiare. Le scuole hanno sempre sofferto che dal ministero dell'Istruzione arrivassero documenti complessi. Ho fortemente voluto che si scrivessero ordinanze agili, in particolare questa. Un documento celere, facilmente comprensibile. Gli esami iniziano il 17 giugno, non ci saranno più le prove scritte. Ci sarà un colloquio orale della durata massima di un'ora. Abbiamo insistito affinché gli esami di stato fossero fatti in presenza perché è un momento importantissimo, di passaggio dall'adolescenza all'età adulta".

Sull'eventualità che la situazione sanitaria possa peggiorare prima degli esami di maturità, Azzolina precisa:"Faremo un monitoraggio costante e abbiamo già previsto nell'ordinanza un piano B nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare. In quel caso gli esami si svolgeranno a distanza, in videoconferenza".

Coronavirus, Fontana: "La cura con il plasma accende una grandissima speranza". La sperimentazione portata avanti dagli ospedali di Pavia e Mantova: sanità lombarda ancora una volta eccellenza e avanguardia (VIDEO)

La cura del Covid19 con il plasma dei guariti "è qualcosa di importante perché accende veramente una grandissima speranza per la cura di questo virus". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, parlando della terapia con il plasma. "Voglio formalmente e pubblicamente ringraziare le persone che hanno partecipato e hanno dato il loro contributo per questa proposta, perché hanno aperto una strada che adesso è seguita anche in altre parti del mondo. Il protocollo predisposto da Pavia è richiesto e seguito da altre realtà nel mondo", ha aggiunto il governatore. "Sono molto orgoglioso di questa conferenza stampa dove si darà atto della sperimentazione portata avanti dal San Matteo e dall'ospedale di Mantova per la cura con il plasma. Questa mattina - ha detto Fontana - ho avuto un colloquio telefonico con il ministro Speranza, mi ha confermato che il Governo ha dimostrato particolare interesse per proseguire su questa iniziativa e che a sua volta ha indicato come i due punti di riferimento sperimentatori l'Università di Pavia e quella di Pisa, con ulteriori secondari ma non meno importanti sperimentatori Mantova, Brescia e Bergamo". Per la sperimentazione della cura, conclude il presidente della Regione, "il merito va riconosciuto in modo unico a Pavia e a Mantova, che sono stati primi ospedali a iniziare la sperimentazione e l'hanno portata a compimento"- (VIDEO)


Sulla sperimentazione della cura con il plasma contro il coronavirus, il governo "ha mostrato interesse per proseguire su questa iniziativa e ha indicato come due principali sperimentatori l'Università di Pavia e di Pisa, con ulteriori sperimentatori l'ospedale di Mantova, Brescia e Bergamo". Il governatore Attilio Fontana ha spiegato di avere avuto "un colloquio con il ministro Speranza che mi ha confermato" l'interesse del governo. La sperimentazione della cura con il plasma, ha ricordato Fontana, "è stata portata avanti dal San Matteo e dall'Università di Pavia e dall'ospedale di Mantova". Una cura che "accende grandissima speranza per la cura di questo virus".

Secondo quanto riferito la terapia con il plasma iperimmune, sperimentata con uno studio pilota dal Policlinico San Matteo di Pavia sui pazienti ricoverati per Covid-19 in terapia intensiva con ventilazione assistita, ha dato risultati importanti: la mortalità tra questi pazienti, in media fissata al 15%, si è abbassata fino al 6%. "Da un decesso atteso ogni 6 pazienti si è passati a un decesso atteso ogni 16 pazienti", ha spiegato il professor Fausto Baldanti, virologo del San Matteo.  Gli altri due parametri presi in considerazione dallo studio pilota sono stati il miglioramento dei parametri respiratori e di quelli dell'infezione.

I parametri respiratori misurati - ha aggiunto il professor Baldanti - sono migliorati drammaticamente al termine della prima settimana, così come i casi di polmonite bilaterale entro la prima settimana e contestualmente i parametri dell'infezione sono diminuiti in maniera altrettanto drastica al termine della prima settimana di terapia".  Il progetto pilota è stato testato, con plasma ricavato dai pazienti guariti e con una misurazione omogenea del "titolo", ossia della potenzialità di annullamento del virus, fin dalle prime settimane del contagio, su 46 pazienti reclutati tra Pavia e Mantova, più un paziente proveniente da Novara.

  • Pubblicato in Salute
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