updated 8:32 AM UTC, Nov 16, 2018
Fabio Pasini

Fabio Pasini

METEO / Pazzesco: arriva il gelo improvviso. Attila flagellerà l'Italia: crollo di 12°C e neve anche in pianura

Da venerdì l'anticiclone migrerà verso la Scandinavia favorendo l'arrivo di aria fredda direttamente dalla Russia con Attila che farà piombare l'Italia in pieno inverno. Il team de iLMeteo.it comunica che il clima sarà ancora piuttosto mite fino a giovedì con bel tempo prevalente e ultime nebbie sulla Pianura padana. Da venerdì, l'irruzione di aria fredda portata da Attila, sensibile diminuzione delle temperature e tempo che peggiorerà sulle regioni adriatiche con qualche pioggia o nevicata a 1200 metri, nubi e precipitazioni anche sulle Alpi piemontesi, mentre in Sicilia un ciclone nordafricano in avvicinamento all'isola provocherà nubifragi sul catanese - (LEGGI COSA DICONO GLI ESPERTI)


Meteo: WEEKEND dal sapore quasi invernale. Sabato e Domenica con FREDDO e qualche pioggia. I dettagl

Non solo l'aria fredda dalla Russia, ma anche la neve in pianura (anche se su questo punto al momento resta un buon margine di incertezza). Sulle previsioni meteo, sul quadro generale, non ci sono comunque più dubbi: il 'flusso gelido' comincerà a dirigersi verso l'Italia dando il via all'inverno. Fra l'altro oggi scatta l'obbligo dei pnemuatici invernali. Ilmeteo.it dice che da domani l'aria fredda investirà tutte le regioni provocando un calo termico di 10 gradi. Il freddo si accentuerà nel corso del weekend con valori termici sotto la media del periodo di 5-6 gradi.

Per quanto riguarda le precipitazioni l'aria fredda le favorirà sulle regioni adriatiche dove nevicherà sopra i 1.000 metri, sulla Sardegna orientale con neve a 1.500 metri, sui rilievi del Piemonte con neve a 8-900 metri. Altre piogge sono attese su Sicilia e Calabria ioniche, anche forti. Farà via via sempre più freddo. Antonio Sanò, direttore di ilmeteo.it avverte che nella mattinata di lunedì molte città si troveranno con gelate, come ad esempio Roma, Torino, Bergamo, e pochi gradi sopra lo zero sul resto d'Italia, mentre di giorno non si salirà oltre i 6-7 gradi a Nord, i 10-13 gradi al Centro Sud.

La prossima settimana sarà 'inverno che fa sul serio': tra lunedì e martedì - dicono gli esperti - un ciclone mediterraneo si abbatterà su tutte le regioni e a causa delle basse temperature porterà la neve fino in pianura al Nord Ovest.

3bmeteo.com in un articolo sul sito parla invece di "prognosi ancora incerta per il Nord", che potrebbe vedere comunque "precipitazioni sparse" che visto l'arrivo dell'aria fredda "potrebbero assumere carattere nevoso a quote basse". Su questo capitolo se ne saprà di più nei prossimi giorni.

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IL WEEKEND - Intanto un passo indietro, per concentrarci sul tempo del fine settimana. Sabato - secondo i dettagli di Meteo.it - tempo in prevalenza soleggiato al Nord Est, sulle riviere liguri e lungo il versante tirrenico della penisola. Nelle altre zone nuvolosità più o meno compatta accompagnata da alcune precipitazioni: si tratterà di piogge su Piemonte, settore del medio Adriatico e rovesci o temporali su Calabria ionica, Sardegna orientale e Sicilia. La quota neve si aggirerà intorno a 800-1000 metri sulle Alpi centro-occidentali al mattino, intorno ai 1000-1300 metri lungo l'Appennino centro-settentrionale. I venti orientali tenderanno a intensificarsi e le temperature subiranno un'ulteriore diminuzione quasi ovunque. Domenica il sole prevarrà su gran parte del Nord, a eccezione dell'Emilia Romagna, dove insisteranno le nubi, specialmente sulla Romagna, con qualche precipitazione sporadica. Abbastanza soleggiato anche sulle regioni tirreniche; nuvoloso sul resto del Paese, con qualche isolata pioggia o rovescio sul medio Adriatico, settore dell'alto Ionio e sulla Sardegna orientale. Venti sostenuti nord-orientali in gran parte dei mari e clima piuttosto freddo.

LA SITUAZIONE ATTUALE - Intanto permangono condizioni di tempo stabile e cielo grigio. Oggi, giovedì - dice ancora Meteo.it -, insistono condizioni di tempo in prevalenza stabile. Al mattino nubi basse e nebbie sulla Val Padana, in Emilia Romagna e sul versante adriatico del Centro. Qualche banco di nebbia anche sulle valli del Centro. In giornata prevarrà il sole su quasi tutto il Paese, ma con qualche annuvolamento sulla Pianura Padana centro-occidentale con nubi a tratti compatte. Nuvole anche su regioni del medio Adriatico e Isole maggiori. Dalla sera torna a intensificarsi la nuvolosità al Nord Ovest, in Emilia, lungo l'Adriatico e sui settori ionici. I venti orientali in rinforzo impediranno la formazione di nebbie. Temperature stazionarie o in lieve calo, di nuovo oltre la media, specie le massime al Nord. Domani, venerdì, tempo in prevalenza soleggiato al Nord Est, in Liguria e sui settori tirrenici della penisola. Nubi sparse più o meno compatte nelle altre regioni con piogge o rovesci sul settore ionico. Sporadiche precipitazioni possibili anche su Sardegna orientale, regioni del medio Adriatico e Alpi occidentali, ma in intensificazione nella notte quando la quota neve tenderà ad abbassarsi fin verso i 1000-1200 metri sulle Alpi centro-occidentali. Temperature in calo a causa di freddi venti orientali. Mari in generale mossi. 

 

(Fonte quotidiano.net)

Stop ai diesel: 5 milioni di auto verso il blocco. Le differenze tra le regioni e passaggi delle limitazioni

Già dal 1 ottobre centinaia di migliaia di veicoli alimentati a gasolio hanno subito restrizioni. Per alcune regioni, in particolare, si è raggiunto un "accordo per il miglioramento della qualità dell'aria nel Bacino Padano": in Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto, è stata disposta "una limitazione della circolazione dal 1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, da applicare entro il 1 ottobre 2018, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8,30 alle ore 18,30, salve le eccezioni indispensabili, per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2 ed N3 ad alimentazione diesel, di categoria inferiore o uguale ad Euro 3". "La limitazione è estesa alla categoria Euro 4 entro il 1 ottobre 2020, alla categoria Euro 5 entro il 1 ottobre 2025". E' difficile però trovare uniformità nelle misure per il resto del Paese. Ecco cosa sta accadendo e chi rischia di restare a piedi


Sono quasi 5 milioni, circa il 12,9% del totale delle auto in circolazione, i veicoli diesel Euro 3 o inferiori a rischio stop. E' quanto emerge dall'analisi realizzata da Facile.it che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (aggiornati al 31 ottobre 2017), è riuscito a disegnare la mappa delle automobili diesel presenti sul territorio, quasi un terzo (29,89%) delle auto private alimentate a gasolio ancora potenzialmente in circolazione. Parte di questi veicoli però, anche se iscritti nei registri della motorizzazione, potrebbero non essere più in uso.

ANALISI TERRITORIALE - Dall'analisi di Facile.it in particolare è emerso che il peso percentuale delle auto diesel Euro 3 o inferiori varia sensibilmente da regione a regione, con una forbice compresa tra l'8,5% e il 22%. La diffusione di questo tipo di vetture risulta maggiore nelle regioni del Meridione, che occupano le prime otto posizioni della classifica nazionale. In vetta si trovano il Molise e la Basilicata, aree dove più di 1 auto privata su 5 è un diesel Euro 3 o inferiore (rispettivamente il 21,9% e il 21,7%); segue la Calabriacon una percentuale pari al 19% e la Puglia, con il 18,5%. Giù dal podio, ma con valori decisamente superiori alla media nazionale anche Sicilia (17,2%), Campania (16,7%) e Abruzzo (15,4%).

Osservando la graduatoria nel senso opposto, invece, è la Valle d'Aosta a risultare prima in quanto solo l'8,5% delle auto private appartiene alla categoria diesel Euro 3 o inferiore. A seguire si trovano Toscana (8,7%), Friuli Venezia Giulia(9,1%) e Liguria (9,4%). Al quinto posto si posiziona la Lombardia (9,5%), che precede solo di poco le altre due regioni che hanno recentemente introdotto lo stop ai diesel Euro 3: l'Emilia Romagna (9,7%) e il Piemonte (10%). Se si analizza la distribuzione delle automobili private diesel Euro 3 o inferiori in termini assoluti, invece, è la Lombardia, con i suoi 587.515 veicoli, a guadagnare il primo posto. Seguono la Campania, con 577.087 auto di questa categoria e la Sicilia (564.591).

IL PARCO VEICOLI - Estendendo l'analisi a tutti i veicoli presenti nell'archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione, sempre stando all'analisi di Facile.it, emerge che in totale i mezzi diesel Euro 3 o inferiori ancora regolarmente immatricolati sono più di 8 milioni (8.268.179), pari al 15,8% del parco mezzi italiano potenzialmente circolante mentre, se si guarda al numero totale di veicoli alimentati a diesel (includendo quindi anche gli Euro 4, 5 e 6), i mezzi sono più di 22,3 milioni (il 42,9% del totale).

COSTO RC AUTO - Chi possiede una vettura di questo tipo, secondo gli analisti di Facile.it, è svantaggiato anche per il costo dell'assicurazione. Prendendo in considerazione due modelli uguali, infatti, emerge che assicurare l'auto più inquinante risulta superiore di oltre il 10% rispetto a quella con emissioni minori (277,81 euro per il diesel Euro 3 contro i 248,88 euro necessari pe il veicolo Euro 6). "Ad incidere sull'Rc auto non è, di per sé, la classe ambientale di appartenenza del veicolo quanto piuttosto la sua anzianità", spiega Diego Palano, responsabile BU assicurazioni di Facile.it. "Le auto diesel Euro 3 o inferiori, ormai da anni fuori produzione, hanno un'età media decisamente più alta rispetto a quella dei nuovi Euro 6 e per questo le compagnie assicurative applicano premi più cari".

 

(Fonte: Adnkronos)

Festa del Torrone di Cremona dal 17 al 25 novembre. E quest'anno si celebrano anche i 60 anni di carriera di Mina. Parla l'assessore lombardo Lara Magoni (VIDEO)

FESTA TORRONE A CREMONA, PRESIDENTE FONTANA: EVENTO CHE SI SPOSA CON TURISMO, IMPRENDITORIA E PROMUOVE IL TERRITORIO. MAGONI:TRADIZIONE E QUALITA' PER GIORNATE DEL 'DOLCE STAR BENE'. DOMENICA 11 NOVEMBRE APERTURA STRAORDINARIA DI PALAZZO LOMBARDIA - (VIDEO)


Presentata a Palazzo Pirelli la nuova edizione della 'Festa del Torrone di Cremona', in programma dal 17 al 25 nel centro della città che, proprio quest'anno, celebrerà i 60 anni di carriera di Mina.

MINA, LA 'TIGRE DI CREMONA' -  La popolarissima cantante, conosciuta anche come 'La Tigre di Cremona', sarà al centro di iniziative, spettacoli, concerti, musical e infiorate che celebreranno la sua cifra artistica e evocheranno i suoi straordinari successi musicali per i quali è nota anche a livello internazionale.

All'incontro con la stampa sono intervenuti il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e l'assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda Lara Magoni.

TURISMO E VALORIZZAZIONE BELLEZZA TERRITORI - "Questa manifestazione va nella direzione giusta - ha commentato il presidente Fontana - ed è una delle occasioni in cui la tradizione si sposa con il turismo, con l'imprenditoria e la bellezza del nostro territorio. La sosteniamo con convinzione e siamo certi sarà un successo".

PRESIDENTE A CHIUSURA MANIFESTAZIONE IL 25 NOVEMBRE - "Mi farà molto piacere partecipare - ha aggiunto il presidente Fontana, che sarà presente domenica 25 novembre sul palco allestito in piazza del Comune a Cremona per la chiusura dell'evento - perché il torrone è uno dei prodotti storici che vogliamo conservare, tutelare e promuovere nel mondo, visto che è così buono".

APERTURA PALAZZO LOMBARDIA CON ALLESTIMENTO A TEMA - Per far conoscere Cremona e la sua 'Festa del torrone' domenica 11 novembre dalle ore 10 apertura eccezionale del Belvedere di Palazzo Lombardia che, in questo caso, sarà allestito con cartonati che rappresentano alcuni edifici storici di Cremona, l'arte liutaria e i violini oltre a consentire ai visitatori che lo desidereranno la possibilità di farsi fotografare accanto a due comparse, vestite con abiti d'epoca, per rievocare il matrimonio tra Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti. Chi salirà al 39esimo piano potrà ascoltare in sottofondo brani musicali interpretati da Mina.

A sottolineare l'eccezionalità dell'evento, saranno presenti in viale Restelli sbandieratori

PRODOTTO APPREZZATO IN TUTTO IL MONDO - "La Festa del Torrone è un evento importante per l'enogastronomia cremonese e lombarda - ha sottolineato l'assessore Magoni - in grado di valorizzare le eccellenze del territorio, volano eccezionale per il turismo.

D'altronde ogni località della nostra Lombardia, dalle città sino ai piccoli borghi, sono degli scrigni preziosi di gusti e prodotti tipici di elevata qualità, che rispecchiano perfettamente il lavoro, le tradizioni e la cultura del saper fare tipicamente lombardo. In questo contesto così variegato, la città di Cremona non fa eccezione: il suo torrone è un prodotto apprezzato in tutto il mondo, un'eccellenza del nostro territorio, che permette al Made in Italy di essere ancora una volta la scelta preferita di milioni consumatori in tutto il mondo, che amano i nostri prodotti non solo per il loro gusto e sapore inimitabile, ma anche e soprattutto per la loro qualità e per la trasparenza della nostra filiera".

"L'edizione di quest'anno dedicata al Novecento e in particolare alla Tigre di Cremona, Mina - ha proseguito - sarà sicuramente una vetrina d'eccellenza che accrescerà l'interesse e l'attrattività per una rassegna di sicuro successo".

FESTA DEL 'DOLCE STAR BENE' - "La kermesse cremonese è dunque un evento internazionale - ha concluso - e per questo mi piace definire i nove giorni in cui si svolgerà la Festa come le 'Giornate del dolce star bene' degustando dell'ottimo torrone".

BIGLIETTO SPECIALE TRENORD - Per raggiungere Cremona in maniera comoda e sostenibile, e visitare la 'Festa del Torrone', Trenord ha predisposto un biglietto speciale che rientra nelle proposte 'Discovery Train': nei weekend del 17-18 e del 24-25 novembre, il titolo di viaggio avrà validità giornaliera e, al prezzo speciale di 21 euro, comprende il viaggio di andata e ritorno da tutte le stazioni della Lombardia a Cremona, una visita guidata della città (da prenotare almeno un giorno prima del viaggio al numero 338.8071208) e uno sconto sul pranzo all'Area Torrone Street Food.

ACCADDE OGGI / 9 Novembre 1989: cade il Muro di Berlino. Il comunismo si sbriciola, la Germania verso la riunificazione, l'Europa ricomincia a sognare (per poco)

Per 28 anni una barriera di cemento armato lunga 155 chilometri divise fisicamente la capitale tedesca in due parti: la Berlino Est, controllata dall'Unione Sovietica e la Berlino Ovest, zona di occupazione americana, britannica e francese. La costruzione iniziò nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 per bloccare il flusso di cittadini che dall'est emigravano verso ovest, in cerca di condizioni di vita migliori. Ventinove anni fa si scrisse una pagina di storia straordinaria per l'Europa e per la nostra civiltà. Molte speranze però furono tradite tra globalizzazione, ingiustizia sociale e l'insensibilità delle istituzioni comunitarie


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Per 28 anni anni è stato il simbolo della divisione del mondo tra l'Urss e i Paesi del blocco occidentale capeggiati dagli Stati Uniti, oltreché una barriera fisica inviolabile, protetta da militari autorizzati a sparare, almeno fino al momento in cui l'Unione sovietica non ha iniziato a mostrare tutte le proprie debolezze, politiche ed economiche. 
È l'epoca del leader Mikhail Gorbaciov, delle prime riforme e aperture verso l'esterno sotto la pressione internazionale, ma soprattutto della spinta interna per una svolta democratica, che il 9 novembre sfocerà in un vero e proprio assalto contro il Muro di Berlino. 
L'autunno che segnerà per sempre la fine della Guerra Fredda, con il crollo della barriera creata per dividere la città simbolo della Germania. 
A scatenare un evento di portata epocale è stata una scintilla, o per meglio dire una gaffe dell'allora ministro della Propaganda della Ddr Gunter Schabowski, che, incalzato dal corrispondente dell'Ansa Riccardo Ehrman circa la possibilità attraversare il Muro, si è lasciato sfuggire queste parole: "Se sono stato informato correttamente, quest'ordine diventa efficace immediatamente». 
Di lì a poco una folla di berlinesi inizierà a marciare verso il Muro sotto lo sguardo impotente dei militari e dei poliziotti della Ddr, mentre sul versante Ovest i picconi iniziano a colpire e distruggere la barriera, finché un mattone dopo l'altro i berlinesi divisi da quasi un trentennio possono riabbracciarsi in mondovisione. 
Poi, il 3 ottobre dell'anno successivo, finirà ufficialmente anche la parabola della Ddr, entrata a far parte della Repubblica Federale Tedesca.

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Una lunga e drammatica pagina di storia iniziata la mattina del 13 agosto 1961, quando i berlinesi si svegliano scoprendo che sono iniziati i lavori di costruzione di una barriera che taglierà in due la città, le strade, le piazze, le scuole e persino i palazzi, dividendo in modo brutale gli spazi e le persone, e creando due mondi a sé stanti, senza possibilità di scambio o comunicazione. 
Una spaccatura fisica e visibile, ma soprattutto simbolica, di quella rottura tra blocchi dominati dalle due super potenze occidentale e sovietica; un'opera difensiva, come diranno le autorità della Ddr, che in realtà serve a bloccare il flusso continuo di tedeschi verso Ovest. Flusso che verrà ridotto drasticamente dal Muro, dal filo spinato e dalle guardie armate, ma che continuerà fino al 1989, lasciandosi dietro una lunga scia di vittime e 5mila tentativi riusciti di fuga verso ovest.

 

(Fonte Ansa)

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