updated 9:59 AM UTC, Feb 22, 2019
Fabio Pasini

Fabio Pasini

Finte mail dell'Agenzia dell'Entrate: se aprite questa siete fregati. Il virus sotto forma di notifica. Ecco il testo che ti inganna

Attenzione alle email truffa, ai danni dei contribuenti, che stanno circolando in questi giorni. A suonare il campanello d'allarme è l'Agenzia delle Entrate.

In questi giorni, infatti, rileva l'Agenzia, stanno circolando delle email con oggetto del tipo 'Notifica in merito a debito. Atto N. xxxxxxxxx' provenienti da un mittente denominato 'Servizi finanziari'. I messaggi avvertono gli utenti di un presunto debito e invitano a consultare una lettera allegata, recando in calce i riferimenti telefonici reali di uffici dell’Agenzia delle Entrate. Il documento allegato ai messaggi è in realtà un virus informatico che può infettare i computer degli utenti. L’Agenzia, totalmente estranea all’invio di queste false comunicazioni, invita i cittadini a cestinare immediatamente queste email e, in ogni caso, a non aprire file allegati o cliccare su eventuali collegamenti web sospetti.

"Avviso in merito a indebitamento”. Se vi arriva questa mail cancellatela immediatamente senza aprirla. Preoccupati per la comunicazione ricevuta e per chiedere chiarimenti, moltissime persone hanno contattato gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Nella mail false sono riportati alcuni numeri telefonici veri degli uffici toscani. Una truffa simile era stata tentata lo scorso anno, nel medesimo periodo.


"Indebitamenti"

Spiegando di essere totalmente estranea, l’Agenzia delle entrate raccomanda la massima attenzione. Il testo della mail: “Egregio сontribuente, ci аffrettiаmo a informare che per il 3o trimestrе 2016 Lei ha debito сon dipаrtimеnto finanziario. In сaso di mancаtа estinzione di indebitamento еntro un trimestre dopo il ricеvimento di avviso sarеmo costretti а deferire le cаusа al precettare е compilare la cаusа di prelievo dеi fondi dаl personale conto bancario. Il numero del Suo atto № IT69119495 inserito nella comunicazione.”


 

Salute e sessualità, il ministro Giulia Grillo: "Serve una corretta educazione nelle scuole"

"C'è un gap conoscitivo importante fra i giovani italiani relativamente alle tematiche della sessualità. Ci sono tante informazioni che ai ragazzi bisognerebbe dare e non si può demandare a internet la loro diffusione, anche se su questo voglio lavorare, mettendo a disposizione dati certificati sia per i giovani che per gli adulti. Credo che l'insegnamento nella scuola di temi legati alla sessualità e alla riproduzione possa fornire un punto fermo di informazioni certe e certificate". A dirlo il ministro della Salute, Giulia Grillo, intervenendo oggi a Roma alla presentazione dello Studio nazionale fertilità.

"E' tempo - ha aggiunto - di promuovere nelle scuole una corretta educazione ai temi di salute, facendo sì che diventino materia di insegnamento trasversale, attraverso un'alleanza tra scuola e Ssn, attraverso un approccio scolastico globale. Questo è il presupposto del documento messo appunto di recente dal ministero della Salute e ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Miur) sugli 'Indirizzi di policy integrate per la scuola che promuove salute'. Speriamo che da questo protocollo nasca la strada per insegnare la salute nelle scuole, poi con un capitolo dedicato alla salute riproduttiva e alla sessualità".

(Fonte: Adnkronos)

Brexit, Honda chiuderà la fabbrica di Swindon: si perderanno 3.500 posti di lavoro. Il governo britannico: "Decisione terribile". Ma la lista delle fughe industriali dal Regno Unito è già lunga

Un altro durissimo colpo per Londra dopo la decisione della Nissan di sospendere la produzione del Suv X-Trail nello stabilimento di Sunderland, l'annuncio della Porsche del rincaro del 10% dei prezzi di listino e la presa di posizione della Ford che aveva parlato di "catastrofe". Senza contare che, per quanto riguarda un altro settore importantissimo, Panasonic e Sony hanno deciso di trasferire le proprie operazioni ad Amsterdam


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Honda ha confermato il piano di chiudere nel 2021 la sua fabbrica europea di Swindon, in Gran Bretagna, che causerà la perdita di 3.500 posti di lavoro. Lo riporta Sky News, che ieri aveva anticipato la decisione della casa automobilistica giapponese. L'iniziativa, ha spiegato Honda, è la risposta "a cambiamenti senza precedenti nell'industria automobilistica globale".

Lo scorso anno Honda nella sua fabbrica britannica, dove realizza la Civic, ha prodotto oltre 160 mila veicoli, poco più del 10% del totale delle auto realizzate nel Paese (circa 1,52 milioni). L'ufficializzazione dello stop all'impianto di Swindon è stata accolta duramente dal governo britannico, con il ministro Greg Clarg, titolare delle Industrie, che ha parlato di "decisione terribile per il Regno Unito".

Secondo le indiscrezioni filtrate dalla vigilia, la società nipponica dovrebbe ancora mantenere la sede europea a Bracknell così come il suo team di Formula 1 nel Regno Unito. Il passo indietro della casa automobilistica giapponese è l'ultimo di una lunga lista di addii: Panasonic e Sony hanno deciso di trasferire le proprie operazioni ad Amsterdam, mentre Nissan ha annunciato l'intenzione di cancellare il progetto di fabbricare i Suv a Sunderland nonostante le assicurazioni del Governo britannico.

Anche la Ford ha parlato apertamente di una "catastrofe" per il mondo automobilistico, soprattutto qualora il divorzio tra Londra e Bruxelles arrivi senza un accordo. La Porsche ha fatto sapere che aumenterà del 10% i prezzi di listino.

Elezioni europee, i sondaggi prevedono un terremoto: avanzano i sovranisti, popolari e socialisti senza maggioranza. Il boom di Salvini insieme all'eurodestra dell'Enf

Popolari e Socialisti non avranno la maggioranza dei seggi alla prossima Eurocamera dopo il voto di maggio per le Europee. Lo dicono le prime proiezioni raccolte dal Parlamento Ue, basate su sondaggi nazionali. Il Ppe scenderebbe dagli attuali 217 seggi a 183, i Socialisti (S&D) da 186 a 135, i Conservatori (Ecr) da 75 a 51, i Verdi da 52 a 45. Salgono i Liberali da 68 a 75, l'Efdd (dove c'è M5S) da 41 a 43, l'Enf (dove c'è la Lega) da 37 a 59. Nelle proiezioni i partiti nazionali sono assegnati nei gruppi politici esistenti. La Lega sarebbe il primo partito italiano con più eletti, passando dagli attuali 6 eurodeputati a 27, ed il secondo dopo i tedeschi della Csu/Cdu che ne avrebbero invece 29


 

Salgono i Liberali e l'estrema destra dell'Enf, perdono terreno i Popolari, ma restano di gran lunga il primo gruppo nel Parlamento europeo, e soprattutto i Socialisti, che tuttavia dovrebbero restare il secondo gruppo, ma anche i Verdi, che erano considerati in crescita. Il quadro che emerge dal sondaggio diffuso oggi dal Parlamento europeo, con le proiezioni dei seggi, in vista delle prossime elezioni europee, realizzato da Kantar Public sulla base delle intenzioni di voto rilevate all'inizio di febbraio, prevede un'Aula in cui i Socialisti e i Popolari non avranno più la maggioranza. Ma già un'alleanza tra Socialisti, Popolari e Liberali avrebbe una maggioranza confortevole, che diverrebbe inattaccabile se imbarcasse anche i Verdi.

Per quanto riguarda l'Italia, secondo l'indagine realizzata da Kantar Public, la Lega è prima al 32,4% nelle intenzioni di voto, con 27 seggi. Secondo il Movimento Cinque Stelle al 25,7%, con 22 seggi. Terzo il Partito democratico al 17,3%, con 15 seggi, poi Forza Italia all'8,7%, con 7 seggi e Fratelli d'Italia al 4,4%, con 4 seggi. L'indagine è stata realizzata sulla base di otto sondaggi di istituti italiani tra il 19 gennaio e l'8 febbraio (due di Ipsos, due di Emg Acqua, due di Swg, uno dell'Istituto Piepoli e uno di Euromedia Research). Sotto la soglia di sbarramento, e quindi con zero seggi, sono Più Europa (3,3%), Potere al Popolo (2,2%), Articolo 1-Mdp (1,9%) e altri partiti (4,1%).

Il gruppo che guadagna più seggi è dunque quello dell'Enf, in cui siede la Lega, il partito che in Europa, secondo queste proiezioni, dovrebbe fare il salto maggiore. Nel dettaglio: il Ppe è previsto passare da 217 seggi, quanti ne ha oggi (in un'Aula con 751 seggi, che dovrebbero diventare 705 nella prossima legislatura per via della Brexit) a 183, scendendo da 28 a 23 delegazioni nazionali; l'Italia passa da 13 a 8 seggi nel gruppo Ppe. Il gruppo dei Socialisti e Democratici, S&D, passa da 186 a 135, perdendo 51 seggi (con 26 delegazioni nazionali, ne perde due); l'Italia qui è più che dimezzata, passando da 31 a 15 seggi e cedendo lo 'scettro' di delegazione più numerosa ai Socialisti.

L'Ecr, Conservatori e Riformisti, cala da 75 a 51 seggi, con gli italiani stabili a 4 (il gruppo ben 8 delegazioni nazionali, scendendo a 11). L'Alde, i Liberaldemocratici, cresce da 68 a 75 seggi, con gli italiani assenti (perde tre delegazioni nazionali, a 18). I Verdi, che erano considerati in ascesa, perdono 7 seggi, da 52 a 45; l'Italia passa da un seggio a zero all'interno del gruppo (il gruppo passa da 18 a 10 delegazioni nazionali). L'estrema sinistra della Gue/Ngl cala da 52 a 46 seggi; l'Italia passa da 3 seggi a zero (il gruppo perde una delegazione nazionale, scendendo a 13). L'Efdd, il gruppo in cui siedono oggi i Cinque Stelle, cresce da 41 a 43 seggi; l'Italia sale da 14 a 22 seggi, assumendo che i Cinque Stelle restino nell'Efdd, cosa che non è detta dato che hanno dichiarato l'intenzione di creare un nuovo gruppo.

Il gruppo Efdd sulla carta è a rischio, perché, secondo queste proiezioni, perderebbe due delegazioni nazionali, passando a 5, sotto la soglia minima necessaria per costituire un gruppo. La destra dell'Enf è il gruppo che aumenta di più, da 37 a 59 seggi; l'Italia passa da 6 a 27 seggi, l'aumento di gran lunga maggiore in tutta l'Unione europea. Sulla carta il gruppo è però a rischio, perché è sul filo per il numero di delegazioni nazionali (da 8 passa a 6). I non iscritti scendono da 22 a 10; gli altri, cioè i gruppi che per ora non hanno una precisa affiliazione politica (tra cui la Lrem di Emmanuel Macron) sono 58; di essi 18 sono francesi, nessuno è italiano.

 

(Fonte: Ansa, Adnkronos)

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