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updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Legge elettorale, Berlusconi: "Fosse per me sbarramento all'8%. Non si torni alla Prima Repubblica"

Il leader di Forza Italia è intervenuto in Regione Lombardia per la consegna del premio "Rosa Camuna 2017": "Si va verso un sistema proporzionale che è un sistema di giustizia. In un paese dove ci sono tre poli non si può applicare il maggioritario per evidenti ragioni e quindi 20% di elettori e 20% di parlamentari". L'intervista - (VIDEO)


"Oggi leggevo i giornali che dicevano 'Berlusconi è in disaccordo alla soglia del 5%', ma è esattamente il contrario, fosse per me lo porterei all’8%". Lo ha detto il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi durante la cerimonia per la consegna del premio "Rosa Camuna 2017", voluta dalla Regione Lombardia. Berlusconi dunque è tornato a parlare delle consultazioni per la legge elettorale sul modello tedesco.

"Mi sembra che si stia andando verso una legge elettorale condivisa come io ho sempre auspicato e si va verso un sistema proporzionale che è un sistema di giustizia. In un paese dove ci sono tre poli non si può applicare il maggioritario per evidenti ragioni e quindi 20% di elettori e 20% di parlamentari. Credo sia una cosa giusta e in Germania dura da 70 anni", ha affermato l'ex premier che ha auspicato un "centrodestra unito". Lo sbarramento, a suo avviso è "necessario per non tornare ai tempi della Prima Repubblica"e per quanto riguarda la soglia si è detto convinto che "il concorso tra le varie forze politiche sia verso il numero 5".

Legge elettorale, i Cinque Stelle partecipano alla partita: "Vogliamo arginare l'inciucio Renzi-Berlusconi"

Il vicepresidente della Camera parla del contributo del M5S alla stesura della nuova norma "per il voto per fermare l’ennesimo Governo che, dopo le prossime elezioni politiche, possa essere composto ancora dai soliti partiti un governo che ha votato la legge Fornero, sostenuto Equitalia e massacrato la scuola". L'intervista - (VIDEO)


"Domani incontriamo gli esponenti del Pd per capire che intenzioni abbiamo ma una cosa la debbono sapere gli italiani: la nostra partecipazione alla formazione della legge elettorale serve ad arginare l’inciucio tra Renzi e Berlusconi".

E' quanto ha detto il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.  "Partecipiamo per fermare l’ennesimo Governo che, dopo le prossime elezioni politiche, possa essere composto ancora dai soliti partiti un governo che ha votato la legge Fornero, sostenuto Equitalia e massacrato la scuola".

"Noi ci siamo sulla legge elettorale proprio per fermare eventuali inciuci che si stanno apparecchiando in queste ore fra i partiti morenti di questo Paese che provano mettersi insieme per non morire", ha concluso Di Maio.

Rai, il Consiglio di amministrazione respinge il piano news di Campo Dall'Orto. Il direttore generale verso le dimissioni: "Tv pubblica ancora ostaggio della politica"

Il consigliere Messa abbandona il tavolo: "Interrotto il rapporto di fiducia".  Favorevole solo Guelfo Guelfi, astenuti Fortis e Freccero, contrari i restanti cinque. Franco Siddi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale ma soprattutto la presidente della Monica Maggioni. L'intervista a Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera del M5S: "Renzi nominerà un altro dg e e dirà anche di lui che è il migliore. Questo è l'esempio tipico del segretario Pd che dispone, nomina e poi litiga coi suoi perché non gli dicono sempre sì"- (VIDEO)


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Il Cda Rai respinge a maggioranza il piano informazione presentato dal Dg Campo Dall'Orto. A quanto apprende l'AdnKronos, a votare a favore sarebbe stato solo il consigliere Guelfo Guelfi mentre a votare contro sarebbero stati Franco Siddi, Rita Borioni, Giancarlo Mazzuca, Arturo Diaconale e anche la presidente Monica Maggioni che avrebbe spiegato la sua contrarietà con un discorso molto duro. Ad astenersi Carlo Freccero e Marco Fortis.

Dissenso aveva espresso Paolo Messa, abbandonando i lavori prima della votazione. "Non credo giovi alla Rai un conflitto permanente e una situazione di sostanziale paralisi. In questi mesi ho rappresentato una posizione critica sulla gestione aziendale e in particolare sulle vicende che sono state oggetto di una delibera dell'Anac", ha dichiarato Messa all'AdnKronos.

 

 

"Purtroppo le mie critiche e le mie proposte non hanno trovato riscontri. Credo sia un dovere, anche per rispetto dello stesso Campo Dall'Orto, trarne le conseguenze e ammettere che sono venute a mancare le condizioni a base del rapporto di fiducia con il direttore generale".

Il Cda, sempre a quanto apprende l'AdnKronos, ha approvato i piani di produzione fino a settembre. L'intento dei consiglieri sarebbe quello di dare così il via libera alle attività di programmazione che consentono all'Azienda di garantire "una ordinata continuità aziendale". A breve si passerà ad analizzare il documento relativo alla policy aziendale di autoregolamentazione dei compensi artistici che non dovrebbe, però, essere approvato oggi.

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Il Dg Rai, a quanto apprende l'AdnKronos da fonti di Viale Mazzini, avrebbe dovuto insistere per ottenere la votazione del piano per l'informazione, perché l'orientamento di una parte del Cda era quello di rinviare ulteriormente. Stando a quanto riferiscono le fonti, secondo il direttore generale Campo Dall'Orto, è stato già troppo il tempo perso finora e le riforme non possono più aspettare. Di qui la richiesta di arrivare al voto.

Per il Dg Rai, però, non si capiscono i motivi, se non politici, per questa bocciatura proprio sul digitale (sul quale tutti avevano speso nei mesi scorsi parole di apprezzamento) e per la scelta di far fuori la Gabanelli senza nemmeno nominarla. Insomma secondo il Dg così la Rai rimane ferma, ostaggio della politica.

Campo Dall'Orto ritiene, invece, di essere rimasto fedele al suo mandato e alla indipendenza d'obbligo: se non avesse spinto per il voto avrebbe potuto galleggiare nella palude in cui è stato trascinato. Ma così l'azienda sarebbe morta. Per senso di responsabilità avrebbe, quindi, deciso di andare al voto e ora rappresenterà la complessità della situazione presso l'azionista, cioè il Tesoro.

(Fonte: Adnkronos)

Libertà di stampa, Reporter senza frontiere attacca Grillo. Replica sarcastica: "La colpa di questo sistema informativo marcio è mia. E io che pensavo..."

L'Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale stilata da Reporters sans Frontieres, passando dal 77° al 52° posto. Tuttavia, sottolinea l'organizzazione, "il livello di violenza contro i giornalisti (incluse intimidazioni e minacce verbali e fisiche) è allarmante", soprattutto a causa di "politici come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, che non esitano a diffondere l'identità di giornalisti sgraditi". Ecco come ha replicato...


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IL RAPPORTO DI REPORTERS SANS FRONTIERES - L'Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale della libertà di informazione stilata da Reporters sans Frontieres, passando dal 77° al 52° posto. Tuttavia, sottolinea l'organizzazione, "il livello di violenza contro i giornalisti (incluse intimidazioni e minacce verbali e fisiche) è allarmante", soprattutto a causa di "politici come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, che non esitano a diffondere l'identità di giornalisti sgraditi".

"Sei giornalisti italiani - scrive Reporters sans Frontieres - sono ancora sotto la protezione della polizia per via delle minacce di morte provenienti sopratutto dalla mafia o da gruppi di fondamentalisti". Inoltre i giornalisti, si legge sempre nella parte del report che riguarda l'Italia, "si sentono sotto pressione da parte dei politici e sempre più optano per l'autocensura". Stando a una nuova legge, infatti, "diffamare politici, giudici o funzionari pubblici è punibile con sentenze che vanno da sei a nove anni di carcere. Molti giornalisti, specialmente nella capitale e nel Sud del Paese, dicono di essere ancora soggetti a pressioni da parte di gruppi mafiosi e bande criminali locali", conclude l'organizzazione per la libertà dell'informazione.

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LA REAZIONE DI GRILLO - "Oggi ho scoperto di essere io la causa del problema di libertà di stampa in Italia. Lo afferma il rapporto di Reporters Sans Frontieres appena pubblicato. Mi ha aperto gli occhi. Io pensavo che fosse perché i partiti politici con la lottizzazione si sono mangiati la Rai piazzando i loro uomini nel management e nei telegiornali e dicendo loro che cosa dire e che cosa non dire". Così Beppe Grillo sul suo blog, replicando all'ultimo rapporto di Reporter senza frontiere.

"Pensavo che fosse per i giornalisti cacciati dai programmi Rai o per le minacce del partito di governo a quelli che sono indipendenti, come Report. Pensavo che fosse perché in Italia non ci sono editori puri e metà delle tv generaliste le controlla il capo di Forza Italia e perché la tessera numero uno del Pd controlla il secondo giornale più diffuso in Italia. No - prosegue sarcastico il leader M5S - la colpa è mia".

"Se i Tg e i giornali non vi danno le notizie o vi danno notizie false o vi danno notizie non verificate è perché hanno paura di me. Reporter Senza Frontiere dice che diffondo 'l'identità' dei 'giornalisti sgraditi'. Forse non sono stati informati bene dai direttori dei giornali italiani che li hanno contattati per cambiare la classifica (vi hanno contattato, vero?). Non viene pubblicata l'identità dei giornalisti sgraditi, viene smentita la balla che diffondono o viene risposto alle loro offese gratuite", puntualizza Grillo.

"Poi - prosegue il garante del Movimento - ci sono centinaia di denunce di bufale generiche e di censure più o meno velate. Ma cari reporter senza frontiere, denunciare un fatto (l'oggettiva inesistenza di libertà di stampa) e chiedere smentita alle notizie false non può essere considerata un'intimidazione".

"Noi ci battiamo per un'informazione libera, indipendente e accessibile a tutti come ci ha riconosciuto Julian Assange, intervenuto a Italia 5 Stelle a Palermo: 'Avete ottenuto un risultato straordinario, squarciando il velo dei filtri, che sono molto forti in Italia, della vecchia stampa mainstream corrotta. Penso che questo sia probabilmente il vostro successo più importante'", aggiunge Grillo.

"Ma anche Assange ha preso un abbaglio. La colpa di questo sistema informativo marcio è mia. In un Paese in cui un ex premier condannato tiene in mano tre televisioni da oltre 20 anni, dove molti giornali nazionali sono amministrati da editori impuri iscritti a partiti politici o, peggio ancora, dove alcuni quotidiani sono persino proprietà diretta di partiti politici - conclude - il problema sono io, che scrivo su un blog. Ma... sarà". 

(Fonte: Adnkronos)

Luca e Paolo al posto di Crozza a diMartedì: ecco il loro esordio con Di Battista

I due comici Bizzarri e Kessisoglu hanno aperto la puntata del talk show condotto da Giovanni Floris su La7 con una copertina satirica in cui hanno citato modi di dire tipici di Maurizio ora grande protagonista sul canale Nove, targato Discovery. In studio c'era il deputato del Movimento 5 Stelle. Genovesi come il loro predecessori, gli ex mattatori delle Iene hanno fatto riferimento alla riduzione dei compensi Rai: "Siamo lieti di salutarvi da qui..." - (VIDEO)


"In questa settimana in cui tanto si è parlato dei tagli dei compensi degli artisti Rai, cioè di pagare meno quelli che vanno in video e tagliare gli stipendi dei comici Rai, è con immenso piacere che vi salutiamo da La7. Una rete moderna che non ha bisogno di polemiche per essere notata e non ha bisogno di politici per essere ascoltata. Semmai ha bisogno di un antennista per essere vista. Comunque dottor Floris, dica al dottor Cairo che noi siamo due artisti liberi: noi per soldi andiamo addosso a chi vuole lei" hanno scherzato Luca e Paolo al loro debutto su La7.

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Raggi senza pace. Berdini la definisce "impreparata"; prima smentisce poi rimette il mandato. La sindaca respinge le dimissioni. Alta tensione nel M5S

L'assessore all'Urbanistica della Capitale annuncia la volontà di lasciare la carica in seguito alle dichiarazioni choc riportate oggi in un articolo pubblicato dal quotidiano La Stampa. E attacca: "Nessuna intervista, quel piccolo ha mascalzone del giornalista ha carpito un colloquio con amici". La prima cittadina, per ora, lo assolve: "Si è scusato". Malumori tra i consiglieri M5S al Campidoglio, ma intanto Grillo rilancia sul blog "i 91successi di Virginia Raggi e del MoVimento 5 Stelle a Roma"


Nuova grana in Campidoglio. Il giorno dopo la notizia dell'indagine in concorso con Salvatore Romeo per abuso d'ufficio in relazione alla nomina del suo fedelissimo a capo della segreteria, scoppia il 'caso' Berdini. L'assessore all'Urbanistica della capitale in un colloquio con 'la Stampa' avrebbe parlato di una sindaca "impreparata" e con "intorno una banda".

Lui puntualizza di non aver mai concesso una intervista al giornale. Ma il colloquio viene confermato. Dopo un confronto con la sindaca, l'assessore rimette il mandato: "Ribadisco la stima alla sindaca Raggi e rimetto il mio mandato", dice in una nota. Dimissioni respinte dalla sindaca: "L'assessore si è scusato". Ma l'assessore attacca: "Ci stanno massacrando, un vero e proprio linciaggio mediatico che si sta scatenando proprio nel momento in cui l'amministrazione comunale prende importanti decisioni che cambiano il modo di governare questa città. Non sto a raccontare di pesanti insulti e minacce che ricevo quotidianamente in rete aggiunge - ora siamo passati anche alle trappole".

IL COLLOQUIO CON  'LA STAMPA' - "Su certe scelte sembra inadeguata al ruolo che ricopre. I grand commis dello Stato, che devo frequentare per dovere, lo vedono che è impreparata. Ma impreparata strutturalmente, non per gli anni". Lo dice della sindaca di Roma Virginia Raggi l'assessore all'Urbanistica della Capitale Paolo Berdini, in un colloquio con la Stampa. "Se lei si fidasse delle persone giuste... - si sfoga Berdini - Ma lei si è messa in mezzo a una corte dei miracoli. Anche in quel caso, io glie l'ho detto: 'Sei sindaco, quindi mettiti intorno il meglio del meglio di Roma'. E invece s'è messa vicino una banda". "Sono proprio sprovveduti - dice quindi Berdini su Raggi e Salvatore Romeo, il funzionario del Comune che le ha intestato una polizza assicurativa - Questi secondo me erano amanti. L'ho sospettato fin dai primi giorni, ma mi chiedevo, com'è che c'è questo rapporto?". "Io sono amico della magistratura - dice anche Berdini - Paolo Ielo lo conosco benissimo, è un amico, ma lei è stata interrogata otto ore. Anche lì c'è qualcosa che non mi torna".

LA REPLICA DI BERDINI - L'assessore all'Urbanistica di Roma Paolo Berdini ha smentito al telefono con Rai News 24 di aver mai rilasciato un'intervista al quotidiano la Stampa in cui tra l'altro si definisce 'impreparata' la sindaca Virginia Raggi. 'Stavo parlando con due amici e il giornalista, questo piccolo mascalzone, ha carpito alcune frasi - ha detto Berdini - Sindaca impreparata? Tutti noi della Giunta siamo impreparati, anche io mi ci metto, l'avevo già detto. Non immaginavo il baratro che ho trovato: la città é messa in ginocchio'. Nel titolo dell'articolo si attribuisce a Berdini la frase '(Raggi) si e' circondata di una corte dei miracoli' in relazione a Raffaele Marra e a Salvatore Romeo e si definisce 'sfogo' quello dell'urbanista. 'Non ho mai detto queste cose - ha risposto Berdini - Non mi fate scendere nello scantinato in cui e' sceso questo poveretto'.

LA STAMPA, CAPIAMO IL SUO IMBARAZZO - 'Questa mattina l'assessore del Comune di Roma Paolo Berdini ha smentito di aver rilasciato delle dichiarazioni al nostro giornale sulla Giunta di Virginia Raggi', sottolinea La Stampa in una nota in cui 'conferma parola per parola il colloquio con l'assessore Berdini pubblicato nell'edizione odierna a firma del giornalista Federico Capurso'. 'Se umanamente si può comprendere l'imbarazzo dell'assessore - continua La Stampa - questo comunque non giustifica in alcun modo gli inaccettabili giudizi che Berdini ha pronunciato sul collega per cercare di smentire quanto riferito'.

Malumori tra i consiglieri M5S di Roma dopo il caso Berdini. "Così ci danneggia e non fa squadra", dice più di uno dopo avere letto l'intervista su La Stampa poi smentita dal diretto interessato. Berdini nell'intervista sostiene che la "Raggi è impreparata e circondata da una banda". Poi fa congetture sul rapporto personale tra Raggi e Romeo. "E' evidente che non sta portando avanti un gioco di squadra, rilascia dichiarazioni più vicine alle opinioni personali che non allo spirito di squadra", dicono alcuni consiglieri.

Intanto Beppe Grillo sul blog rilancia "i 91successi di Virginia Raggi e del MoVimento 5 Stelle a Roma". Con questo titolo il post su facebook della sindaca di Roma Virginia Raggi approda sul blog di Beppe Grillo, a testimonianza della fiducia che il leader M5S - che rilancia il post anche sul suo profilo twitter - continua a riporre nella prima cittadina capitolina. Questo pomeriggio Raggi sarà tra i sindaci presenti alla conferenza di presentazione del sito sui "risultati" dei Comuni guidati dal M5S. (Fonte: Ansa)

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