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updated 10:16 AM UTC, Nov 13, 2019

Legittima difesa, la Camera approva la legge: si può sparare ai ladri, ma solo di notte... E scoppia la polemica. Salvini: "Vergogna! Si difendono i delinquenti". Cacciato dalle tribune

Il Ddl passa con 225 Sì e ora andrà al vaglio del Senato. Critiche da destra e da sinistra. Il M5S attacca il Pd: "Pasticcio normativo frutto dei compromessi con Alfano". Il leader leghista, tra il pubblico, contesta il provvedimento e viene allontanato dall'Aula, poi protesta coi suoi in piazza Montecitorio


Salvini bloccato dai commessi in tribuna

Con 225 voti a favore, 166 no e 11 astenuti, la Camera ha approvato le nuove norme in materia di legittima difesa, che modificano gli articoli 52 e 59 del codice penale. A favore il centrosinistra, ad eccezione dei deputati di Democrazia solidale che si sono astenuti, contro le opposizioni. Il testo passa ora al Senato.

"Le norme sulla legittima difesa sono scritte con i piedi. Il Pd ha dimostrato ancora una volta come i compromessi con Alfano creano pasticci normativi. Pressato per motivi elettorali ha partorito nella miglior ipotesi il nulla e nella peggiore l'incertezza". Lo affermano i deputati M5S in commissione Giustizia alla Camera, annunciando il voto contrario del gruppo al ddl in discussione in Aula. ''Il dibattito sulla legittima difesa - aggiungono i 5 Stelle - è stato puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà, per questo motivo abbiamo votato contro. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato".

"Legittima difesa, ancora una volta la sinistra e il governo si sono dimostrati incapaci di rispondere alle reali esigenze della popolazione. Esigenze di sicurezza, tranquillità, di difendere i propri beni, la propria vita, le proprie attività dai delinquenti durante le rapine. Per questo voteremo 'no' a questa legge ipocrita, imbrogliona, che dice tutto e il contrario di tutto, scritta male", ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera.

La proposta di legge voluta dalla maggioranza sulla legittima difesa "è l'ennesimo affronto di un governo clandestino, che arma i ladri e disarma i cittadini. In Italia si può rubare, scippare, rapinare e violentare di giorno perché ti puoi difendere solo, forse, di notte. Siamo al delirio, speriamo vadano a casa il prima possibile. Questo governo è scafismo di Stato e difesa dei delinquenti", ha commentato il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che insieme ad altri parlamentari del Carroccio, indossando una maglia con la scritta "La difesa è sempre legittima", ha preso parte a un sit in di protesta in piazza Montecitorio.

LE NUOVE NORME

LIMITI LEGITTIMA DIFESA - Viene specificato che si considera legittima difesa la reazione a un'aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all’introduzione con violenza, minaccia o inganno. Resta comunque ferma la necessità che vi sia proporzione tra difesa e offesa e l’attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un’aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l’altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio.

TURBAMENTO ESCLUDE COLPA - Nella legittima difesa domiciliare è sempre esclusa la colpa di chi spara se l’errore, in situazioni di pericolo per la vita e la libertà personale o sessuale, è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.

ASSISTENZA LEGALE A CARICO STATO - Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro a decorrere dal 2017.

I Cinque Stelle e i vaccini, Grillo replica al New York Times: "Tutte balle contro di noi". Ma sul web ricordano che...

Nell'editoriale intitolato "Populismo, politica e morbillo" il quotidiano statunitense aveva messo nel mirino il M5S, sostenendo che la sua campagna No vax abbia provocato la diffusione della malattia infettiva. La risposta sul blog rigetta le accuse e parla di "fake news", ma in rete molti hanno riproposto numerose prese di posizione da parte dei grillini. L'intervista al capogruppo pentastellato alla Camera, Roberto Fico - (VIDEO)


"Il M5s non ha mai fatto campagne contro i vaccini e non c'è nessuna piattaforma no vax", lo scrive oggi il Movimento dopo le accuse del New York Times a Beppe Grillo. Eppure sul web questa affermazione viene smentita. Dal noto virologo e paladino dei vaccini, professor Roberto Burioni, fino al segretario del Pd, Matteo Renzi, sui social è caccia aperta alle vecchie affermazioni di esponenti del M5s quando affermavano che i vaccini facevano male.

Lo spettacolo di Grillo - A fare il giro del web è soprattutto uno spezzone di un vecchio spettacolo di Beppe Grillo Apocalisse Morbida (1998). Il comico, non ancora leader del movimento politico, sosteneva quanto fosse inutile vaccinarsi. E che anzi fosse un favore alle grandi case farmaceutiche.

Un disegno di legge contro i vaccini - Per non parlare della proposta di legge sul diniego dell'uso di vaccini proposto dal Movimento 5 stelle il 12 febbraio 2014 e ancora presente negli archivi della Camera dei deputati. In questo caso, si legge, "recenti studi hanno messo in luce collegamenti tra vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie".

I commenti dei vari esponenti - Ma non vanno sicuramente dimenticati alcune frasi dette da diversi esponenti del M5S e raccolte da "Il Foglio"

"Un bambino su 150 soffre di autismo. Venti anni fa solo uno su 2.000. Gli scienziati attribuiscono la crescita all’inquinamento ambientale, alimentare e da vaccini e farmaci".

Beppe Grillo, 8 aprile 2007

"Dei vaccini bisognerebbe discutere con estrema prudenza. Non sono un esperto né di sanità, né di vaccini ma vedo e leggo molte voci che richiamano alla prudenza sull'utilizzo di questi strumenti medicali per prevenire determinate malattie. Ci sono degli studi che sembrerebbe che evidenzino dei problemi in seguito a determinati vaccini che potrebbero sorgere nei bimbi e come genitore vorrei fare una scelta consapevole sul discorso della vaccinazione".

Giacomo Giannarelli, già candidato governatore della Toscana per il M5S, in un’intervista a Fanpage.it, 21 maggio 2015

"C’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l’autismo. La gente non si vaccina più perché non crede più alle case farmaceutiche e al Ministero della Salute. Oggi qualche cosa dicono (queste istituzioni) ti fai quattro domande: ‘Perché lo stanno dicendo? Forse c’è un interesse dietro a quello? Le case farmaceutiche devono vendere qualche cosa? Si sono trovati un vaccino che non sanno cosa farci e ce lo vogliono somministrare?’"

Paola Taverna, senatrice M5S a Piazza Pulita, La7, 22 ottobre 2015

"Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sta varando un nuovo Piano di Vaccinazione Nazionale che sembra non tener assolutamente conto di tutte queste valutazioni perché, ad esempio, non rimuove l’obbligatorietà e mira a incrementare la copertura vaccinale anche dove non è assolutamente giustificata. Una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche ed è quanto di più lontano ci possa essere da un approccio appropriato. L’appropriatezza in medicina vuol dire ‘fare esattamente ciò che serve’, evitando di fare ciò che è superfluo. Tra vaccinare tutti e non vaccinare nessuno, c'è una via di mezzo molto più appropriata, e cioè vaccinare di meno e vaccinare meglio!"

dal blog M5S Europa, 27 ottobre 2015.

(Fonte: tgcom24)

 
 
 
 

Scritta "SPQR" sulle maglie della Roma nel derby, la Lazio non ci sta e chiede chiarezza alla sindaca Raggi

Il responsabile della comunicazione del club biancoceleste Arturo Diaconale: "La sigla è di grandezza planetaria e non se ne può fregiare solo una squadra della Capitale". Il caso arriva in Campidoglio con un'interrogazione che unisce consiglieri comunali di destra e sinistra: "È evidente che lo scopo della società giallorossa era legato a fini commerciali"


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E' polemica per la sigla "SPQR" sulla maglia dei calciatori della Roma indossata domenica in occasione del derby. Dopo l'interrogazione alla sindaca Virginia Raggi già annunciata ieri in un tweet dal capogruppo della lista Marchini in Campidoglio, Alessandro Onorato, anche la Lazio, attraverso il responsabile della comunicazione, Arturo Diaconale (nella foto sotto), chiede di fare chiarezza perché la sigla "è di grandezza planetaria" e "non se ne può fregiare solo una squadra della Capitale".

“Non so se l’utilizzo (della scritta 'Spqr', ndr) sia stato autorizzato dal Comune e sia consentito a tutti - ha detto Diaconale su 'Lazio Style Radio' -. Sono curioso di sapere se c’è stata autorizzazione e se per caso si è voluta dare l’impressione di un’identificazione tra squadra e città è sbagliato: la città si identifica con tutte e due le squadre, soprattutto - ha aggiunto con una punta di malizia - con quella più antica che ha portato il calcio a Roma”.

Il club biancoceleste chiede quindi che "sia chiarita questa posizione dall’autorità comunale. Anche la Lazio può scendere in campo con S.P.Q.R. identificando con l’aquila l’appartenenza alla città, non solo la lupa è simbolo di Roma ma anche l’aquila - ha aggiunto Diaconale -. Utilizzare in modo libero il brand S.P.Q.R. quanto meno è uno spreco".

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"Diritti di #Spqr sono della città di Roma e la @OfficialASRoma non può utilizzarlo per far credere all'estero che a Roma ci sia solo una squadra", il tweet di Onorato. "Perché la @OfficialASRoma aveva sulla maglia #Spqr? - aggiunge - Chi li ha autorizzati? Presenterò un'interrogazione a @virginiaraggi #RomaLazio".

Dopo l'iniziativa annunciata da Onorato, alla sindaca è stata presentata un'interrogazione bipartisan. L'atto è stato firmato dal consigliere della Lista Marchini, da Giulio Pelonzi (Pd) e Rachele Mussolini (lista civica Con Giorgia).

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"Ho presentato insieme ai colleghi Pelonzi e Mussolini un'interrogazione urgente alla Sindaca Raggi chiedendo se Roma Capitale avesse autorizzato o meno la As Roma calcio a riportare la dicitura 'Spqr' sulle maglie da gioco in occasione del derby del 30 aprile - dichiara Onorato - È evidente che lo scopo della società giallorossa era legato a fini commerciali e indirettamente mirato a far sembrare, ai 63 paesi sintonizzati in mondovisione, che la città di Roma abbia una sola e unica squadra di calcio".

"Non intendiamo prendercela con i cugini giallorossi - conclude Onorato - ma crediamo che sia necessaria, considerata l'importanza planetaria dei simboli di Roma Capitale, una regolamentazione che sia ben chiara".

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Sport

Libertà di stampa, Reporter senza frontiere attacca Grillo. Replica sarcastica: "La colpa di questo sistema informativo marcio è mia. E io che pensavo..."

L'Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale stilata da Reporters sans Frontieres, passando dal 77° al 52° posto. Tuttavia, sottolinea l'organizzazione, "il livello di violenza contro i giornalisti (incluse intimidazioni e minacce verbali e fisiche) è allarmante", soprattutto a causa di "politici come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, che non esitano a diffondere l'identità di giornalisti sgraditi". Ecco come ha replicato...


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IL RAPPORTO DI REPORTERS SANS FRONTIERES - L'Italia guadagna 25 posizioni nella classifica annuale della libertà di informazione stilata da Reporters sans Frontieres, passando dal 77° al 52° posto. Tuttavia, sottolinea l'organizzazione, "il livello di violenza contro i giornalisti (incluse intimidazioni e minacce verbali e fisiche) è allarmante", soprattutto a causa di "politici come Beppe Grillo del Movimento 5 Stelle, che non esitano a diffondere l'identità di giornalisti sgraditi".

"Sei giornalisti italiani - scrive Reporters sans Frontieres - sono ancora sotto la protezione della polizia per via delle minacce di morte provenienti sopratutto dalla mafia o da gruppi di fondamentalisti". Inoltre i giornalisti, si legge sempre nella parte del report che riguarda l'Italia, "si sentono sotto pressione da parte dei politici e sempre più optano per l'autocensura". Stando a una nuova legge, infatti, "diffamare politici, giudici o funzionari pubblici è punibile con sentenze che vanno da sei a nove anni di carcere. Molti giornalisti, specialmente nella capitale e nel Sud del Paese, dicono di essere ancora soggetti a pressioni da parte di gruppi mafiosi e bande criminali locali", conclude l'organizzazione per la libertà dell'informazione.

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LA REAZIONE DI GRILLO - "Oggi ho scoperto di essere io la causa del problema di libertà di stampa in Italia. Lo afferma il rapporto di Reporters Sans Frontieres appena pubblicato. Mi ha aperto gli occhi. Io pensavo che fosse perché i partiti politici con la lottizzazione si sono mangiati la Rai piazzando i loro uomini nel management e nei telegiornali e dicendo loro che cosa dire e che cosa non dire". Così Beppe Grillo sul suo blog, replicando all'ultimo rapporto di Reporter senza frontiere.

"Pensavo che fosse per i giornalisti cacciati dai programmi Rai o per le minacce del partito di governo a quelli che sono indipendenti, come Report. Pensavo che fosse perché in Italia non ci sono editori puri e metà delle tv generaliste le controlla il capo di Forza Italia e perché la tessera numero uno del Pd controlla il secondo giornale più diffuso in Italia. No - prosegue sarcastico il leader M5S - la colpa è mia".

"Se i Tg e i giornali non vi danno le notizie o vi danno notizie false o vi danno notizie non verificate è perché hanno paura di me. Reporter Senza Frontiere dice che diffondo 'l'identità' dei 'giornalisti sgraditi'. Forse non sono stati informati bene dai direttori dei giornali italiani che li hanno contattati per cambiare la classifica (vi hanno contattato, vero?). Non viene pubblicata l'identità dei giornalisti sgraditi, viene smentita la balla che diffondono o viene risposto alle loro offese gratuite", puntualizza Grillo.

"Poi - prosegue il garante del Movimento - ci sono centinaia di denunce di bufale generiche e di censure più o meno velate. Ma cari reporter senza frontiere, denunciare un fatto (l'oggettiva inesistenza di libertà di stampa) e chiedere smentita alle notizie false non può essere considerata un'intimidazione".

"Noi ci battiamo per un'informazione libera, indipendente e accessibile a tutti come ci ha riconosciuto Julian Assange, intervenuto a Italia 5 Stelle a Palermo: 'Avete ottenuto un risultato straordinario, squarciando il velo dei filtri, che sono molto forti in Italia, della vecchia stampa mainstream corrotta. Penso che questo sia probabilmente il vostro successo più importante'", aggiunge Grillo.

"Ma anche Assange ha preso un abbaglio. La colpa di questo sistema informativo marcio è mia. In un Paese in cui un ex premier condannato tiene in mano tre televisioni da oltre 20 anni, dove molti giornali nazionali sono amministrati da editori impuri iscritti a partiti politici o, peggio ancora, dove alcuni quotidiani sono persino proprietà diretta di partiti politici - conclude - il problema sono io, che scrivo su un blog. Ma... sarà". 

(Fonte: Adnkronos)

Lega, Fava spiega la sua candidatura: "Non sono contro Salvini, ma voglio dare voce a un territorio che è stato trascurato"

La nostra intervista all'assessore lombardo all'Agricoltura che ha annunciato di voler sfidare il segretario del Carroccio nel prossimo congresso. L'attenzione alle posizioni autonomiste e indipendentiste, le perplessità sull'aver fatto dell'avversione all'Unione Europea la battaglia principale del movimento, la distanza dalla linea sovranista imposta dal leader - (VIDEO)


"La mia candidatura nasce parlando con amici e militanti della base che mi hanno chiesto di fare un passo avanti per dare voce alle idee che rappresentano il patrimonio storico della Lega Nord che negli ultimi tempi sono state trascurate - ha detto Gianni Fava ai microfoni de ilComizio.it -. In un congresso si fa politica e si decide una linea. Credo che la vittoria di Matteo Salvini - ha aggiunto - sia abbastanza scontata, ma io continuerò a portare avanti, specie se eletto almeno nel Consiglio federale, le istanze di chi si sente poco rappresentato. Ultimamente - ha dichiarato l'assessore lombardo - si è parlato poco di Nord per insistere sull'avversione nei confronti dell'Europa che tra la gente comune è molto meno sentita rispetto all'insofferenza verso lo stato centrale e un certo modo di fare politica del Sud. La svolta sovranista? E' difficile che ci creda - risponde Fava - semplicemente perché non credo alla sovranità di questo Stato, inefficiente e ingiusto verso quelle le parti più laboriose che hanno creato ricchezza e che oggi non ce la fanno più. La mia forza? Il passaparola tra i militanti - chiosa - Non dispongo dei mezzi mediatici del mio segretario che ha una visibilità nazionale, mentre la mia è sul territorio dove spero che qualcuno si ricordi del mio impegno e della voglia che ho di continuare a fare politica".

Luca e Paolo al posto di Crozza a diMartedì: ecco il loro esordio con Di Battista

I due comici Bizzarri e Kessisoglu hanno aperto la puntata del talk show condotto da Giovanni Floris su La7 con una copertina satirica in cui hanno citato modi di dire tipici di Maurizio ora grande protagonista sul canale Nove, targato Discovery. In studio c'era il deputato del Movimento 5 Stelle. Genovesi come il loro predecessori, gli ex mattatori delle Iene hanno fatto riferimento alla riduzione dei compensi Rai: "Siamo lieti di salutarvi da qui..." - (VIDEO)


"In questa settimana in cui tanto si è parlato dei tagli dei compensi degli artisti Rai, cioè di pagare meno quelli che vanno in video e tagliare gli stipendi dei comici Rai, è con immenso piacere che vi salutiamo da La7. Una rete moderna che non ha bisogno di polemiche per essere notata e non ha bisogno di politici per essere ascoltata. Semmai ha bisogno di un antennista per essere vista. Comunque dottor Floris, dica al dottor Cairo che noi siamo due artisti liberi: noi per soldi andiamo addosso a chi vuole lei" hanno scherzato Luca e Paolo al loro debutto su La7.

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Sgarbi a ilComizio.it: "Il mio movimento e il voto: vi spiego tutto. Leader in Italia? Sono solo due..."

Il critico d'arte ai nostri microfoni parla delle prospettive elettorali di Rinascimento, il soggetto politico che ha recentemente fondato, in vista delle prossime amministrative, ma soprattutto delle future politiche: "Stiamo lavorando per costruirlo in maniera piuttosto strutturarata, per cui forse è meglio essere pazienti e aspettare il momento giusto per non essere poi contati in una fase ancora organizzativa, anche se non escludo che in qualche città dove ci sia un vento favorevole potremmo presentare la lista. Siamo fuori da gli schieramenti, che odio. Oggi tutti usano la parola Italia, ma non hanno nessuna consapevolezza di cosa sia, cioè il suo patrimonio artistico". Su Grillo e Renzi dice... - (VIDEO)

Calcetto vs curriculum, Sallusti "assolve" Poletti e bacchetta la Lega indignata: "Meglio un burlone di un onesto cretino"

Il direttore del Giornale commenta nel suo editoriale le polemiche seguite alle dichiarazioni del ministro del Lavoro sul metodo migliore per trovare un'occupazione e boccia la protesta dei parlamentari leghisti: "Non diventino un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno per scimmiottare i Cinque Stelle. Restino politicamente scorretti senza snaturarsi". E sul membro del governo non va comunque leggero: "Piuttosto avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale"


"Quando ieri ho visto gli amici parlamentari della Lega inscenare una vigorosa protesta contro il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per la frase da lui pronunciata sui giovani disoccupati: Meglio giocare a calcetto che inviare curriculum, mi sono cadute le braccia. Sia chiaro: Poletti è stato un pessimo ministro (più delle Coop rosse che del Lavoro) e casomai avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale". 

Alessandro Sallusti, nel suo editoriale sul Giornale, attacca il Carroccio e accusa i lumbard di scimmiottare i Cinque Stelle: "Che a indignarsi per quella frase politicamente scorretta sia il partito, la Lega, che ha fatto e fa del politicamente scorretto la sua ragione sociale è una forzatura incomprensibile". "Se anche la Lega diventa un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno - continua Sallusti - si snatura e perde quell'alone di simpatia che da sempre l'accompagna, almeno in un certa parte dell' opinione pubblica". Un'ultima nota: "Inseguire i grillini sulla strada dell'integralismo moralista non potrà mai essere vincente. Perché è una corsa infinita verso la stupidità", "ecco, meglio un burlone di un onesto cretino". 

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