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updated 10:45 AM UTC, Jun 5, 2020

Rosatellum, Di Battista: "Legge elettorale un colpo di Stato istituzionale"

Il deputato del Movimento 5 Stelle a "In mezz'ora in più": "E' un provvedimento che premia una coalizione per colpire noi. Invece di fischiare Venturagli italiani scendano in piazza contro una norma che non consente loro di scegliere chi li rappresenta". Sullo ius soli: "Il Ddl non arriverà al Senato ma se arrivasse noi ci asterremo. La questione deve essere trattata a livello europeo. Perché Veltroni fa gli appelli a noi invece di farli al suo partito, Delrio se è contro una scelta del suo governo si dimetta e non fare sciopero" 


"Hanno fatto una legge che premia una coalizione contro M5s, per me questo è un colpo di stato istituzionale. A due mesi dalle elezioni con tutto il mondo che chiede maggiore rappresentatività hanno fatto una legge che impedisce di fatto ai cittadini di eleggere i 2/3 del Parlamento questo colpo di stato istituzionale per colpire i cittadini e M5s noi ci opporremo in aula e mi appello a Matterella affinché non la firmi". Lo afferma Alessandro di Battista, deputato M5s a in mezz'ora in più.

"E' democratico un Paese che non garantisce i diritti dei cittadini che votano ma per andare contro una forza politica - ha detto ancora Di Battista -, io spero che non passi e mi auguro che Mattarella si ricordi dei vizi che aveva il Porcellum e l'Italicum spero che si accorga dei rischi. 

"Gli italiani non se la possono prendere solo con Casini, Renzi, Alfano e gli altri e non aver memoria. Gli italiani hanno una responsabilità. Non tiriamo su il Paese finché li italiani fischiano Ventura e non scendono in piazza contro una legge che non consente loro di scegliere chi li rappresenta". 

Parlando dello Ius soli, il deputato M5S ha detto che "il Ddl non arriverà al Senato ma se arrivasse noi ci asterremo. La questione deve essere trattata a livello europeo. Perché Veltroni fa gli appelli a noi invece di farli al suo partito, Delrio se è contro una scelta del suo governo si dimetta e non fare sciopero". 

(Fonte: Ansa)

Raggi verso il processo? Il nuovo codice del M5S la salva. Pizzarotti fu sospeso per un avviso di garanzia

Con le vecchie regole la sindaca di Roma, per cui la procura capitolina ha chiesto il rinvio a giudizio con l'accusa di falso, avrebbe dovuto lasciare l'incarico o il movimento. Ma con la revisione delle norme interne, approvate lo scorso 3 gennaio, è venuto meno l'obbligo di dimissioni


Rinvio a giudizio per falso in atto pubblico. E' quanto ha chiesto la procura di Roma per la sindaca Virginia Raggi per l'accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra. Sollecitata invece l'archiviazione per l'accusa di abuso d'ufficio per la nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica.

Secondo le vecchie logiche del Movimento 5 Stelle cui la Raggi appartiene, la sindaca avrebbe già dovuto lasciare l'incarico o il partito, tant'è che in passato era bastato un avviso di garanzia per sospendere dal Movimento il sindaco di Parma Federico Pizzarotti o per chiedere le dimissioni di Angelino Alfano. Ma con il nuovo codice di comportamento, approvato dagli elettori lo scorso 3 gennaio, i grillini hanno assunto un atteggiamento decisamente più garantista.

La condanna, anche solo in primo grado, per qualsiasi reato commesso con dolo è considerata dal Movimento "grave ed incompatibile con il mantenimento di una carica elettiva" mentre "la ricezione, da parte del portavoce, di informazioni di garanzia”o di un avviso di conclusione delle indagini non comporta alcuna automatica valutazione di gravità dei comportamenti potenzialmente tenuti dal portavoce stesso".

La sindaca di Roma, nella sua attuale condizione, non ha quindi alcun obbligo di dimissioni ma può scegliere di "autosospendersi a tutela dell’immagine del MoVimento 5 Stelle, senza che ciò implichi di per sé alcuna ammissione di colpa o di responsabilità".
 
(Fonte: Adnkronos)
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Roma, chiesto il rinvio a giudizio per Virginia Raggi: accusa di falso per la nomina di Renato Marra

Dopo la decisione dei giudici di Milano nei confronti di Sala, anche la procura capitolina vuole il processo per la prima cittadina: stessa ipotesi di reato anche se per fatti e circostanze ovviamente diversi. Archiviato invece l'abuso d'ufficio. L'esponente del M5S: "Ho agito secondo la legge, presto sarà fatta chiarezza". E vuole le scuse dei media 


CHIESTO IL PROCESSO PER FALSO - La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per la sindaca della Capitale Virginia Raggi per l'accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello del suo ex braccio destro Raffaele Marra, all'incarico di capo dipartimento per il Turismo.

ARCHIVIAZIONE ABUSO - La procura ha chiesto poi l'archiviazione per la sindaca in relazione all'accusa di abuso di ufficio per la nomina di Salvatore Romeo a capo della segreteria politica. Stessa richiesta di archiviazione è stata sollecitata anche per Romeo.

Beppe Grillo e Davide Casaleggio con Virginia Raggi. A quanto apprende l'AdnKronos, i vertici del Movimento 5 Stelle avrebbero espresso soddisfazione dopo che la procura di Roma ha fatto cadere le accuse di abuso d'ufficio in merito sia alla scelta del capo della segreteria politica che del dirigente al dipartimento Turismo.

LA SINDACA - "Apprendo con soddisfazione che, dopo mesi di fango mediatico su di me e sul MoVimento 5 Stelle, la Procura di Roma ha deciso di far cadere le accuse di abuso d'ufficio. Secondo i pm di Roma ho rispettato la legge nella scelta del capo della segreteria politica e del dirigente al dipartimento Turismo ed è stata chiesta l'archiviazione per ambedue le ipotesi di reato" afferma su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi sulla richiesta della procura.

"Per la Procura ho seguito tutte le norme - prosegue Raggi -. Non ci sarebbe mai stata alcuna promozione che non doveva essere fatta come volevano far credere Pd e destra. Non avrei commesso alcun reato per la nomina di Salvatore Romeo: non c'è mai stato alcun ingiusto aumento dello stipendio. Un'accusa infamante riportata per mesi dai giornali e cavalcata dall'opposizione nel tentativo di screditare me e il MoVimento 5 Stelle. Così come non ci sarebbe alcun abuso nella nomina di Renato Marra".

"AGITO SECONDO LEGGE" - "Lo ripeto: ritengo di aver agito secondo la legge. Dopo mesi di indagine, lo attesta la stessa magistratura inquirente - continua la sindaca -. Per mesi i media mi hanno fatta passare per una criminale, ora devono chiedere scusa a me e ai cittadini romani".

"Sono convinta - aggiunge - che presto sarà fatta chiarezza anche sull'accusa di falso ideologico. Abbiamo sempre avuto grande fiducia nella magistratura e continueremo ad averne''.

(Fonte: Adnkronos)

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Rom su un furgone semina il panico, i cittadini si ribellano e scendono in strada: notte di guerriglia alle porte di Roma

Ore di tensione, la notte scorsa, nella zona dell'Albuccione, a Guidonia (Roma), nei pressi di un campo rom abusivo. Cittadini sono scesi in strada dando vita a una protesta dopo che un furgone rosso, guidato da un rom, aveva scatenato il panico con manovre spericolate. E' partito così un passaparola e un centinaio di residenti hanno bloccato alcune strade di accesso al quartiere creando barricate con sacchi di plastica riempiti di pietre e materiali di risulta. Si è scatenata poi una sassaiola tra i cittadini e i rom del campo nel quale un romano di 31 anni è rimasto lievemente ferito. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la polizia (Adnk)


Notte di guerriglia urbana alla periferia est della Capitale, nei pressi di Guidonia, dove un centinaio di residenti di Albuccione hanno inscenato una protesta contro un campo rom degenerata in botte e sassaiole. Tutto è partito dalla guida spericolata di un abitante del campo, rom 46enne di origini bosniache. Secondo alcuni testimoni l'uomo, ubriaco, procedeva a forte velocità zigzagando per le strade del quartiere e avrebbe tentato di investire alcune persone.

L'uomo, dopo aver seminato il panico per le strade del quartiere si è dato alla fuga e dai cittadini accorsi in strada è scattata una caccia all'uomo presto degenerata con sacchetti pieni di pietre sistemati in terra per fare barricate e lanci di sassi e altri oggetti nelle strade adiacenti alla baraccopoli. Durante la guerriglia, andata avanti per oltre quattro ore, è stato dato alle fiamme il box dove l'uomo del furgone era solito dormire.

Uno dei partecipanti alla protesta, di 31 anni, ha riportato la frattura del setto nasale ed e stato medicato presso l'ospedale di Tivoli e sul posto, oltre a carabinieri, polizia e vigili del fuoco, sono intervenuti anche il sindaco di Guidonia, Michel Barbet, e il parlamentare M5S Michele Gianrusso, nel tentativo di calmare gli animi. Dopo ore di ricerca è stato fermato l'uomo con il furgone che aveva contribuito a scatenare l'aggressione: a bordo del suo mezzo, i carabinieri hanno trovato un'accetta, un manganello e un tira pugni. Il 46enne è stato denunciato per porto illegale di armi. Proseguono le indagini per identificare gli altri responsabili della vicenda.
 
(Fonte: iltempo.it)

Milano, la procura generale chiede il rinvio a giudizio per Sala: le accuse di falso ideologico e materiale, stralciata la turbativa d'asta. Pd col sindaco, opposizioni all'attacco

L'inchiesta sul maxiappalto per la "Piastra dei servizi" di Expo vede andare verso il processo il primo cittadino all'epoca dei fatti commissario unico dell'Esposizione universale. Il mondo politico milanese si divide: il segretario metropolitano dem Bussolati manifesta pieno appoggio al capo della Giunta comunale e confida sia fatta presto chiarezza, mentre centrodestra, Lega e Cinque Stelle lo incalzano. Dura CasaPound: "E' un falsario, si dimetta"


Secondo le accuse, mosse dalla Procura generale di Milano guidata da Roberto Alfonso, nel maggio 2012 Sala avrebbe retrodatato due verbali di nomina "della commissione aggiudicatrice" della gara da 272 milioni di base d'asta per la piastra - era la più importante di tutta l'Esposizione - con "l'intento di evitare di dover annullare la procedura fin lì svolta" anche per il "ritardo" che si era già accumulato sui "cronoprogrammi" dell'Expo.

BUSSOLATI (PD): "CADUTA L'IPOTESI PIU' GRAVE. RIMANIAMO A FIANCO DEL NOSTRO SINDACO" - Siamo felici sia caduta l'ipotesi di reato piu' grave a carico del nostro sindaco e ribadiamo piena fiducia nella magistratura". Cosi' commenta il segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati la notizia in merito all'inchiesta sul maxi-appalto per la piastra dei servizi di Expo, che vede cadere l'ipotesi di reato per turbativa d'asta a carico del sindaco Giuseppe Sala. Mentre resta invece in piedi l'ipotesi di falso per le modalita' con cui nel 2012 la societa' sostitui' un componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto sulla 'Piastra'. "Confidando sia fatta al piu' presto chiarezza - conclude Bussolati - rimaniamo al fianco di Giuseppe Sala, che ha dimostrato in questo anno di lavorare nell'interesse unico di Milano e dei milanesi".

CORRADO (M5S"): "SITUAZIONE INFLUENZA LE SUE DECISIONI" -  Milano, a prescindere dalle determinazioni del tribunale non merita un sindaco che rischia una condanna penale. A maggior ragione oggi, che e' stato stralciato un capo di imputazione, non siamo noi a chiedere le dimissioni, ma chiediamo al sindaco - ove egli abbia contezza di essere colpevole - di non fare un tale torto a Milano e dimettersi sua sponte. Certo, la giustizia fara' il suo corso e noi abbiamo la massima fiducia ma, se ha mentito sapendo di mentire, merita ancora la fiducia dei milanesi? Per noi la risposta non puo' che essere una: no!". Cosi' in una nota il consigliere comunale M5S Gianluca Corrado, in seguito alla decisione della Procura generale di Milano che ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco e di altri indagati nell'indagine sulla 'Piastra' di Expo, con l'ipotesi di falso per le modalita' con cui nel 2012 la societa' sostitui' un componente della commissione aggiudicatrice dell'appalto sulla 'Piastra'. "Senza considerare - si legge - che questa situazione influenza non poco le sue determinazioni: basti pensare al recente caso Barbato e alla scelta di Sala di non gestire la situazione, lavandosene le mani e dirottando la decisione al Comitato Legalita' presieduto da Gherardo Colombo. Ora capiamo il perche'. Lo ribadiamo: Milano merita molto di piu'".

MORELLI (LEGA): "ECCO PERCHE' SI E' CANDIDATO CON IL PD..." - Alessandro Morelli, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Marino, commenta: "Il commissario Expo ha pagato le piante tre volte tanto il loro valore e secondo i giudici va tutto bene: abbiamo scoperto perché Sala si è candidato col Pd. Rimane comunque aperta la questione sul più grande appalto di Expo: noi rimaniamo garantisti ma se prima si era autosospeso adesso vogliamo vedere cosa farà il sindaco che ha fatto della credibilità la sua parola d’ordine".

COMAZZI (FORZA ITALIA): "MILANO HA BISOGNO DI UN SINDACO A TEMPO PIENO" - Mentre Gianluca Comazzi, Forza Italia: "Siamo preoccupati perché questa richiesta di rinvio a giudizio va ad indebolire la posizione del sindaco sul piano politico. Temiamo che la vicenda giudiziaria distolga Sala dai tanti problemi irrisolti della città. Milano ha bisogno di un sindaco a tempo pieno".

DE CORATO (FRATELLI D'ITALIA): "QUANDO IL PD CHIEDEVA LE MIE DIMISSIONI..." -"La Procura Generale ha indagato definitivamente Sala per l'accusa di falso materiale e ideologico, adesso c'e' da attendere solo il Gip. Noi siamo pazienti, vedremo". Cosi' Riccardo De Corato, ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia. "Il signor Majorino, la signora Rozza e il signor Granelli - aggiunge - hanno, per anni, chiesto le mie dimissioni e quelle di Albertini per un processo da cui sono stato assolto perche' non sussisteva il fatto e per non averlo commesso. Stessa cosa per la Moratti, che e' stata linciata per alcune modifiche al loft del figlio, che erano violazioni amministrative estinguibili con una multa. Adesso pero' tutti muti".

(Fonte: Affaritaliani.it)

DE ROSA (CASAPOUND): "SALA FALSARIO, SI DIMETTA" - Particolarmente duro il commento della portavoce milanese di CasaPound Italia, Angela De Rosa che sulla sua pagina Facebook scrive: "Nell'ambito dell'inchiesta su Expo, la procura generale di Milano chiede il PROCESSO per il SINDACO di Milano con l’ACCUSA di FALSO MATERIALE e IDEOLOGICO. Un bugiardo, la cui parola non vale niente e la cui firma è solo un imbroglio. Sala falsario, dimettiti!"

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Sicilia, non c'è pace per il M5S: indagato il sindaco di Bagheria. La reazione: "Un attacco ad orologeria a meno di due mesi dalle Regionali"

Al primo cittadino, Patrizio Cinque, e ad altri sedici persone coinvolte è stata notificata la misura dell'obbligo di firma. L'inchiesta, secondo quanto trapelato finora e riportato da fonti locali, ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare dell'amministratore pentastellato. Giancarlo Cancelleri candidato (sub iudice) governatore grillino: "Il Movimento non mancherà di fargli avere un apporto"


Il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque (M5S) è indagato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti. A Cinque i carabinieri, su disposizione del Gip, hanno notificato la misura cautelare dell'obbligo di firma.  Così anche ad altri sedici indagati. L'inchiesta ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare del sindaco. Relativamente a questa seconda vicenda Cinque sarebbe indagato per violazione del segreto d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Nessun assessore comunale risulterebbe tra gli indagati. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio.

"E' un attacco ad arte, un attacco ad orologeria: si mette dentro di tutto per attaccare un sindaco e un'amministrazione Cinque stelle a meno di due mesi dalle elezioni regionali", così il sindaco commenta l'indagine della Procura di Termini Imerese che lo vede indagato.

Scene di sconforto, alcuni dipendenti non sono riusciti a trattenere le lacrime, mentre il sindaco Patrizio Cinque, molto provato riferiscono all'ANSA le persone presenti in municipio, ha cercato di rassicurare gli impiegati più colpiti emotivamente dall'inchiesta della Procura di Termini Imerese che s'è abbattuta sul comune di Bagheria. Dopo aver ricevuto la notifica dell'avviso di garanzia, il sindaco, riferiscono le stesse fonti, s'è recato in municipio, dove la notizia dell'indagine, che coinvolge una ventina di dipendenti comunali, è stata accolta con stupore. Patrizio Cinque si è chiuso nel suo ufficio con alcuni impiegati per tentare di calmare quelli più scoraggiati. Tra il personale ha destato scalpore la portata dei provvedimenti della Procura che ha disposto l'obbligo di firma per 16 indagati e due divieti di dimora per altrettanti dipendenti comunali. Oggi si sarebbe dovuto riunire il Consiglio comunale ma la seduta sarebbe saltata per l'assenza dei consiglieri dei 5 stelle.

"Non conosco i dettagli della situazione e quindi non ne posso parlare, ma dico solo a Patrizio Cinque di stare tranquillo e di tenere duro. Il movimento sicuramente non mancherà di fargli avere un apporto. Ma non conosco il provvedimento". Così Giancarlo Cancelleri, candidato governatore del M5s in Sicilia, a una manifestazione a Gallodoro, nel Messinese, con il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio.

"Ho avuto la notizia come l'avete avuta voi - ha detto Di Maio - quando siamo arrivati qui, a Gallodoro, quindi appena avremo maggiori dettagli potremo interessarci e intervenire". 

(Fonte: Ansa)

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Sicilia, caso regionarie M5S. Grillo insulta i giornalisti: "Vi mangerei tutti per il gusto di rivomitarvi"

Il leader pentastellato se la prende con i cronisti che lo aspettavano per un commento fuori da un hotel di Roma. Significativo il disprezzo socio-economico: "Un minimo di vergogna la percepite per il mestiere che fate, sì o no? O il vostro lavoro da 10 euro al pezzo giustifica tutto quello che state facendo, specialmente in questa città? Sulla realtà delle cose vi ponete un minimo di responsabilità di quello che mandate in onda nelle televisioni o sui giornali? Un minimo di amor proprio per questa terra ce l'avete oppure non vi riguarda?" - (VIDEO)


"Questo è sequestro di persona, vi mangerei tutti per il gusto di rivomitarvi. Siete i principi del pettegolezzo, quindi non mi coinvolgerete". Lo ha detto Beppe Grillo all'uscita dell'hotel Forum ai cronisti che gli chiedevano un commento sul caso regionarie.

"Un minimo di vergogna la percepite per il mestiere che fate, sì o no? O il vostro lavoro da 10 euro al pezzo giustifica tutto quello che state facendo, specialmente in questa città? Sulla realtà delle cose vi ponete un minimo di responsabilità di quello che mandate in onda nelle televisioni o sui giornali? Un minimo di amor proprio per questa terra ce l'avete oppure non vi riguarda?", ha insistito Grillo, facendosi largo tra i giornalisti.

"Ogni giorno una trappola, dovremmo fare un assessore alle trappole... ci sono dirigenti che lavorano per i partiti e non per il bene comune. Andate seguire il lavoro che stanno facendo i nostri assessori. Andate a vedere all'Ama cosa stanno facendo...", ha detto ancora.
 

IL CASO - In bilico la candidatura di Giancarlo Cancelleri del M5S alle regionali. Il giudice del Tribunale di Palermo ha sospeso l'esito delle 'Regionarie' del M5S, cioè le primarie on line, confermando in questo modo la decisione della scorsa settimana. La sentenza è stata depositata in mattinata dal giudice Claudia Spiga. Il Tribunale accoglie così il ricorso che era stato presentato da uno degli aspiranti candidati, Mauro Giulivi, compagno della deputata Chiara Di Benedetto, escluso dalla corsa. Non solo. Il Tribunale ha anche bocciato l'esito del secondo turno che ha incoronato Cancelleri candidato per il M5S.

Il giudice ha sospeso il risultato delle Regionarie limitatamente ai candidati della provincia di Palermo, da cui proviene proprio Mauro Giulivi che aveva fatto ricorso. A questo punto si sta cercando di trovare una soluzione. Intanto il tempo è tiranno perché i simboli vanno presentato entro sabato mentre le liste entro il prossimo 6 ottobre.

In un post pubblicato sul blog di Beppe Grillo, Cancelleri assicura: "Il MoVimento 5 Stelle sarà presente alle regionali siciliane del 5 novembre con il sottoscritto" candidato alla Presidenza della Regione e "con la lista, a me collegata, votata dagli iscritti il 4 luglio 2017". E annuncia che il M5s "farà ricorso per far valere le proprie ragioni". "I tempi per aspettare la fine del procedimento e per rinnovare le votazioni purtroppo non ci sono più. Inoltre anche il giudice nel decreto stabilisce che 'nessuna statuizione può essere disposta nel presente giudizio' riguardo "all'anno della celebrazione' e 'alla modalità di svolgimento' delle regionarie, cioè se e come le dovremmo fare", scrive Cancelleri nel post dal titolo "Cancelleri era, è e sarà il candidato presidente del Movimento" per le regionali siciliane. Il post è stato condiviso sui social dallo stesso Grillo, che su Fb scrive "Forza Giancarlo!".

All'Adnkronos Cancelleri conferma: "Presenteremo ricorso, tecnicamente reclamo, contro il decreto. Intanto andiamo avanti e sabato presenterò il simbolo. Sono assolutamente tranquillo e penso che questo ricorso sia davvero incredibile. Una vicenda paradossale: Giulivi ha sparato montagne di fango contro il Movimento, ora dice di voler fare valere il suo diritto a far parte del M5s".

Le motivazioni del magistrato che ha sospeso le 'Regionarie' sono spiegate in undici pagine di sentenza depositata oggi. "Pur trattandosi di proclamazione interna dei candidati alle future elezioni - scrive il giudice - gli atti indicati - e a prescindere dalla loro natura giuridica di atti gestori o deliberativi - hanno prodotto in capo ai soggetti proclamati vincitori, l'insorgenza del diritto alla relativa candidatura ufficiale, con la conseguenza che la richiesta sospensione, al pari dell'eventuale caducazione, è certamente idonea ad incidere sul loro diritto di elettorato passivo".

(Fonte: Adnkronos)
 
 
 
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Berlusconi chiama a raccolta gli elettori in vista del voto dell'11 giugno: "Da Forza Italia un vero stop all'immigrazione"

Il leader azzurro pubblica un videomessaggio su Facebook a dieci giorni dal primo turno delle prossime comunali: "Votare noi Votare Forza Italia significa far sentire alta la voce degli italiani, che chiedono meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro, che chiedono più sicurezza, che chiedono meno burocrazia e naturalmente più posti di lavoro" - (VIDEO)


Silvio Berlusconi torna a fare sentire direttamente la sua voce in vista delle elezioni amministrative dell'11 giugno 2017. Lo fa con un videomessaggio pubblicato su Facebook nel quale invita gli elettori a "sposare" Forza Italia. "Non abbiamo scelto donne e uomini di partito che hanno già fatto politica, abbiamo scelto il meglio che offre la società civile, il mondo del lavoro, il mondo delle aziende, il mondo delle professioni, della cultura. Quindi non professionisti della politica ma cittadini come voi e come noi, che sentono il dovere di mettere al servizio della collettività la propria competenza, il proprio tempo e il proprio lavoro", dice l'ex premier.

Il leader di Forza Italia pone l'accento sui punti fondamentali del programma elettorale azzurro, tra i quali spicca "uno stop vero all'immigrazione". Berlusconi afferma: "Votare Forza Italia significa far sentire alta la voce degli italiani, che chiedono meno tasse sulle famiglie, sulle imprese, sul lavoro, che chiedono più sicurezza, che chiedono meno burocrazia e naturalmente più posti di lavoro, che chiedono anche meno vincoli europei e uno stop vero all'immigrazione". 

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