Log in
updated 8:05 PM UTC, Sep 28, 2020

Roma, Virginia Raggi fa chiudere la storica sede di Colle Oppio. La destra insorge: "Calpestati 70 anni di storia. La denunciamo"

La sindaca grillina fa mettere i sigilli ai locali dell'ex sezione missina dell'Esquilino, ora gestita da Fratelli d'Italia, nata nel 1946 come ritrovo degli esuli giuliano-dalmati e poi frequentata da vittime del terrorismo rosso come Stefano Recchioni e Paolo Di Nella. L'accusa di non pagare l'affitto respinta con sdegno dal partito di Giorgia Meloni che ha annunciato querela per diffamazione e abuso d'ufficio: "Da parte sua una violenza inaudita, teme di perdere a Ostia" - (VIDEO)


"Noi non ci stiamo e faremo le nostre azioni legali. Raggi verrà denunciata per diffamazione e abuso di ufficio. Si è colpito FdI, un mondo, un popolo, una comunità che con vera onestà fa la propria battaglia politica. Se abbiamo resistito a bombe e Brigate Rosse certo non ci fermano questi", ha detto il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, Fabio Rampelli, in una conferenza stampa dopo lo sgombero di ieri della storica sede di Colle Oppio. Ancora più dura la presidente di FdI, Giorgia Meloni "Virginia Raggi, l’incompetente sindaco di Roma, ha sfrattato la storica sezione della destra romana di Colle Oppio. Una sezione aperta nel 1946 dagli esuli di Istria e Dalmazia fuggiti alla furia della pulizia etnica dei partigiani comunisti jugoslavi e che da allora è stata ininterrottamente un punto di riferimento per tutti i patrioti d’Italia. Con la mistificazione tipica della faziosità comunista, il peggior sindaco della storia della Capitale, fa riferimento a una inesistente morosità sui locali, fingendo di non sapere che da anni la pratica di formalizzazione del rapporto di localizzazione è ferma presso gli uffici comunali. Chi, a differenza di Virginia Raggi, conosce Roma e il parco del Colle Oppio sa bene che quei locali sono dei semplici ruderi, senza alcuna possibilità di utilizzo a uso commerciale o abitativo e che la presenza della sezione è l’unico argine a un desolante degrado fatto di sporcizia, violenza e criminalità che affligge tutta la zona. Problemi seri e reali come quelli che vive gran parte di Roma e che il Movimento 5 Stelle non è in grado di affrontare. Ora il sindaco vuole sfrattare chi di quel luogo si è occupato da anni, rendendone uno spazio aperto a tutti, perché possa anch’esso essere trasformato in un bivacco per sbandati, spacciatori e immigrati clandestini. Non lo consentiremo. E mi auguro che le persone normali rimaste in questa Nazione ci aiutino in quella che è una battaglia simbolica contro la furia distruttrice dei talebani di casa nostra. La Raggi pensi a ripristinare la legalità e la sicurezza nella città che amministra, se ne è capace, invece di coprirsi di ridicolo con battaglie ideologiche contro i suoi avversari politici solo perché è in difficoltà nella campagna elettorale per la presidenza del Municipio X".

Di Maio, videomessaggio contro Berlusconi: "Chi ci vota non ha la testa a posto? Ha offeso 10 milioni di italiani"

Ricorre a un video su Facebook il vicepresidente della Camera del Movimento 5 Stelle per replicare al leader di Forza Italia, che, in Sicilia per sostenere Nello Musumeci, aveva duramente attaccato i pentastellati. "Lei dice - ha affermato tra le altre cose - che vogliamo introdurre una tassa successione, patrimoniale o vogliamo mettere un'imposta sulla casa; l'imposta sulla casa c'è l’ha messa Lei con Monti. Non vogliamo introdurre nessuna patrimoniale nel programma non c'è, né la tassa di successione, una tassa illiberale. A differenza Sua non abbiamo avuto vent'anni per governare questo Paese per aver l'occasione per abolire le cose ridicole e indegne che stanno massacrando le imprese cittadini. Ne istituiremo altre come il reddito di cittadinanza. Con queste menzogne perde credibilità". Guarda tutto - (VIDEO)

Toninelli (M5S) attacca pesantemente la Lega di Salvini: "E' indegna e noi non ci alleiamo con gli indegni"

Dal voto di fiducia alla "porcheria chiamata Rosatellum" al sostegno agli "impresentabili" di Musumeci in Sicilia: parole durissime del deputato pentastellato nei confronti del Carroccio con cui il Movimento 5 Stelle rifiuta ipotesi di accordo - (VIDEO)


Duro attacco alla Lega di Matteo Salvini da parte del deputato del M5S Danilo Toninelli. "La Lega è come tutti gli altri - ha detto in un'intervista alla Camera - in Sicilia sta con l'impresentabile Musumeci e una settimana fa ha addirittura votato la fiducia al Rosatellum svendendo così la democrazia: è indegna e Salvini e noi non ci alleiamo con gli indegni". Lo ha detto il deputato dei 5 stelle Danilo Toninelli, parlando con i cronisti alla Camera. A chi gli chiedeva se il Movimento 5 Stelle consideri o rifiuti a priori alleanze con altri partiti, Toninelli ha risposto: "Noi abbiamo un programma e se qualcuno è d'accordo lo voti insieme a noi;è chiaro che dobbiamo essere la prima forza politica per poterlo attuare".

Salvini in Sicilia: "Palermo è casa mia come lo è Milano. Bossi sbaglia a dire che dovrei fregarmene del Sud"

Il leader leghista, sull'Isola per sostenere il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Nello Musumeci, sostiene con forza la sua scelta di abbandonare la tradizionale ed esclusiva vocazione nordista del Carroccio per sposare una linea "nazionale" cercando consenso anche nel Mezzogiorno. E attacca il Senatur... - (VIDEO)


"Sono abituato, mi danno del fascista, dello xenofobo, del sovranista... Bossi sbaglia". Lo ha detto il leader leghista Matteo Salvini a Palermo ai cronisti che chiedevano un commento alle dichiarazioni del suo predecessore circa le sue ambizioni di consenso al Sud. "Non è mio diritto, è mio dovere venire in soccorso ai pescatori, agli agricoltori e agli studenti siciliani - ha detto - Se Bossi non è d'accordo, mi spiace per lui. Ho fatto una scelta precisa, i numeri dicono che stiamo facendo la scelta giusta. Palermo per me è casa mia come lo è Milano".

Via libera al Rosatellum bis, la legge elettorale ottiene la fiducia in Senato. E Verdini si scatena in aula: "In maggioranza noi c'eravamo, ci siamo stati e ci saremo fino all'ultimo giorno". I 5 Stelle escono: "Uno spettacolo indecente"

Durante le dichiarazioni di voto, il leader di Ala ha pronunciato un lungo discorso, in cui ha riepilogato il senso del sostegno del suo partito alla maggioranza nel corso della legislatura. Uno significativo stralcio del suo intervento - (VIDEO)


Denis Verdini in aula a palazzo Madama rivendica con orgoglio l'apporto di Ala al varo definitivo di provvedimenti importanti come la legge elettorale. Per il senatore è l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa in sede di dichiarazioni di voto finale, ovviamente favorevole, sul 'Rosatellum': "In quest’aula, quando si è trattato di contare i nostri voti, si è rinnegata perfino l’aritmetica ma questo consente di rivendicare a me stesso e al mio gruppo, con orgoglio, tutto quello che abbiamo fatto, a partire dal ruolo di supplenza politica che abbiamo svolto, tutelando la stabilità e l’interesse del Paese, ogni volta che un provvedimento ci è sembrato andare nella direzione giusta, ignorando gli stupidi strali che ci venivano quotidianamente rivolti".

Il 'Rosatellum" è "la migliore legge possibile in questo momento, è frutto di un compromesso, come lo è tutta questa legislatura" nata da elezioni che non hanno dato una maggioranza, ha detto Verdini. "Si dice che la maggioranza è cambiata perché è Art.1 è uscito e c'è il nostro ingresso? Non è vero. Noi c'eravamo, ci siamo stati e ci saremo fino all'ultimo giorno della legislatura", ha sottolineato Verdini definendosi "Ecce homo", alla luce degli insulti ricevuti in questi anni.

"Noi siamo quelli - ha sottolineato - che hanno consentito al Paese di fare uno scatto in avanti sul fronte dei diritti, rendendo possibili le unioni civili – e avremmo votato anche la step child adoption. Così come voteremo il testamento biologico, quando e se arriverà in aula". Un sì annunciato, a titolo personale, anche sullo ius soli.

"E siamo quelli - ha proseguito - che hanno contribuito a mettere in sicurezza i conti pubblici, votando il Def senza essere in maggioranza, l’abolizione dell’Imu sulla prima casa perché la casa è un patrimonio da difendere per i ricchi come per i poveri, la riduzione dell’Irap, il superammortamento per gli investimenti, la rottamazione delle cartelle. E poi: siamo stati leali con Letta, con Renzi e anche con Gentiloni, nonostante la sua costante indifferenza".

"Si è detto e scritto - continua - che una norma di questa riforma è stata realizzata per consentirmi di essere candidato all'estero. E' solo una delle tante stupide falsità dette sul mio conto. Io non so se mi ricandiderò, ma se lo farò sarà sicuramente in Italia. Semmai un giorno - e non lo auspico - il Veneto o la Lombardia conquistassero l'indipendenza, forse potrei candidarmi là, per battermi, da vecchio repubblicano, per l'Unità d'Italia".

Il M5S è uscito dall'Aula mentre parlava Verdini. "E' uno spettacolo indecente vedere l'Aula del Senato che ascolta l'intervento di Denis Verdini, venuto oggi a raccogliere gli applausi per il suo capolavoro politico che consegna il Paese alla coppia Renzi-Berlusconi'', afferma il senatore del M5S, Vito Crimi. "Noi a questa vergogna non partecipiamo, per questo siamo usciti dall'Aula. Il regista di questa legge elettorale - continua - è Verdini e suo e dei suoi uomini è il sostegno che permette l'approvazione del Rosatellum. Hanno messo le regole del gioco della democrazia in mano a un uomo plurimputato e re dei cambi di casacca''.

(Fonte: Adnkronos)

Sergio Pirozzi da Amatrice, il sindaco allenatore che piace alla destra e a Salvini: "Ius soli incomprensibile quando c'è gente che non arriva alla fine del mese. L'apologia di fascismo? Oggi fa ridere i polli"

Molti vorrebbero l'amministratore del comune reatino devastato dal terremoto come candidato governatore della Regione Lazio. Lui non si tira indietro, ma non scioglie la riserva. Intanto presenta il suo libro e strappa applausi. In platea Giorgia Meloni, il leader della Lega, il duo neosovranista Alemanno-Storace, ma anche il presidente uscente del Pd, Nicola Zingaretti. Assente Forza Italia. Il primo cittadino da uomo di sport (guidò il Rieti portandolo in serie C) parla di "fare squadra, tutti uniti, senza prime donne". E boccia la legge Fiano: "Guardiamo ai problemi reali e al futuro" - (VIDEO)


Risultati immagini per sergio pirozzi

"E' anacronistico che si parli di fascismo, il fascismo è passato, parlare di apologia di fascismo oggi fa ridere i polli, allora dovrebbe esserci anche l'apologia del comunismo". E' quanto ha detto il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi durante la presentazione del suo libro 'La scossa dello scarpone' a Roma. Nel corso della presentazione ha precisato che "vi ho fatto venire tutti per farvi scoprire libro. Figuratevi se ero talmente sprovveduto da annunciare la mia candidatura, a cui al momento non penso per niente, alla presentazione del mio libro". "Cosa voglio fare da grande? Voglio continuare a fare il mister - dice Pirozzi - , ma una squadra vince se ha una visione comune, sa cosa fare quando ha la palla, ma le squadre possono essere anche tante, mentre quando tutti lavorano l'uno per l'altro con una grande squadra, con un linguaggio condiviso e per la propria maglia, allora si fanno i risultati".

Questo libro, aggiunge poi, "serve per far conoscere non la storia di Sergio Pirozzi, ma di tanti sindaci di frontiera". "Ho fatto tanti sbagli ma la sensazione che ho oggi è che la politica, che ha fatto tante cose belle, oggi ha perso il contatto con la realtà perché indossa i mocassini. Uno dei motivi della decadenza dell'impero romano fu la conservazione del potere, su questo dovrebbero riflettere oggi i leader politici". "Penso che come è successo con il terremoto si possono trovare convergenze su temi importanti, come l'identità, la difesa delle autonomie - spiega - queste non sono battaglie di destra o sinistra come non lo è ridisegnare confini del nostro territorio che non può essere un posto dove ognuno arriva e fa come gli pare". "Quello che una volta facevano le sezioni oggi lo fanno le associazioni - conclude -. Lo dicevo prima e lo dico anche oggi". Pirozzi ha annunciato a margine dell'evento che il suo prossimo libro sarà sui comuni d'Italia.

 

Risultati immagini per sergio pirozzi salviniRisultati immagini per sergio pirozzi salviniFoto Ansa

"Mi piacerebbe che il sindaco Pirozzi si candidasse alle prossime elezioni regionali del Lazio, ma dipende da lui", ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini. "Se avesse la voglia di offrire a milioni di cittadini del Lazio l'impegno che ha offerto alla comunità di Amatrice sarei la persona più felice del mondo", ha aggiunto Salvini precisando: "Io non gliel'ho chiesto, sta vivendo un periodo complicato, impegnativo, ma se volesse farlo senza alcun vincolo ha tutto il mio appoggio".

Il leader del Carroccio si è concesso, come fa spesso, una battuta calcistica: "Se non fa il governatore del Lazio lo vedrei bene sulla panchina del Milan al posto di Montella".

E Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia vorrebbe Pirozzi candidato governatore? "Questo è da definirsi, non abbiamo neanche cominciato a parlare di queste elezioni - ha risposto - . Sicuramente il lavoro che ha fatto il sindaco Pirozzi in questi mesi è stato importante per tutta la politica italiana. Attualmente siamo impegnatissimi sulle elezioni siciliane che per me possono rappresentare un'idea molto chiara di ciò che serve e di ciò che le persone si aspettano. In Sicilia - ha continuato - abbiamo il centrodestra compatto su una candidatura di identità molto chiara, coraggiosa e decisa e questo può essere un elemento per le prossime scelte".

"Quella di Pirozzi mi sembra che sia la candidatura, come società civile, più credibile nel centrodestra", ha detto invece l'ex sindaco di Roma e fondatore del Movimento Nazionale per la Sovranità, Gianni Alemanno.

Pd, Renzi riparte in treno: "Puntiamo al 40% per escludere grandi coalizioni". Che schiaffo a Mdp: "Tre blocchi in gioco, immagino che ci sarà anche la sinistra estrema..."

Partito da Roma Tiburtina il tour "Destinazione Italia". In viaggio col segretario dem Delrio, Martina, Rosato, Richetti, Bonifazi e Zingaretti. Prime tappe in Lazio, Marche e Umbria. "Abbiamo fatto questo viaggio in treno per smettere di parlarci addosso ed entrare nei problemi veri degli italiani", ha spiegato l'ex premier all'Abbazia di Farfa, in provincia di Rieti. "La politica fatta in mezzo alla gente - ha aggiunto - è tutta un'altra cosa. Parla dei problemi concreti, di come rilanciare l'industria, del terremoto, di agricoltura. Campagna elettorale? È una campagna di ascolto" - (VIDEO)


Risultati immagini per renzi treno

Al via dalla stazione Tiburtina di Roma il treno del Pd "Destinazione Italia", con il quale Matteo Renzi per due mesi attraverserà il Paese. "Pronto per il viaggio in treno di ascolto dell'Italia e degli italiani, buon viaggio a tutti noi", ha scritto il segretario Dem ieri mattina su Instagram, prima di giungere al binario 2 per la partenza del convoglio di cinque vagoni. Sulla livrea sono raffigurati i paesaggi della penisola, a far da sfondo alla scritta "Destinazione Italia" e al logo del Pd. Ad accompagnare Renzi nella prima tappa del viaggio c'erano i ministri Graziano Delrio e Maurizio Martina, il capogruppo Ettore Rosato, il portavoce del partito Matteo Richetti, il tesoriere Francesco Bonifazi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Il treno ha toccato tre Regioni: Lazio, Marche e Umbria. Fara Sabina, Civita Castellana, Narni, Spoleto e Fano le stazioni di sosta.

"Iniziamo un viaggio dentro il cuore dell'Italia. Io non faccio discorsi - ha promesso Renzi a bordo - è un viaggio per prendere appunti: si impara più due ore a Fara Sabina o Civita Castellana che a stare chiusi nelle stanze tradizionali. E' un viaggio di ascolto, ma anche di impegno, perché in queste zone abbiamo fatto già qualcosa. E' semplice, tranquillo, anche molto umile: andare ad ascoltare. Si parla spesso di voto utile, io credo molto nel voto umile".

"Il Partito democratico, con tutti i suoi difetti - ha dichiarato il segretario dem - è l'unica forza politica di sinistra in Europa ancora credibile e in grado di vincere, nonostante l'atteggiamento tipico - del Pd prima della stampa - di guardare solo le cose che non vano. Ovviamente - ha detto l'ex premier - il Pd è pronto ad aprirsi al dialogo con tutti: campagna di ascolto, più che iniziativa di campagna elettorale vecchia maniera.  Sulla manovra approvata ieri, pieno sostegno al governo. Con questa legge elettorale, se passerà al Senato e speriamo che accada, se una coalizione raggiunge più o meno il 40%, avrà la maggioranza e i numeri per governare da sola. Abbiamo preso il 40% alle europee ed è stato un bel risultato, il 40% al referendum e non lo è stato. Non c'è due senza tre. Lo scopriremo solo vivendo, se guardi i sondaggi io credo che ci possa essere. La larga coalizione? Vorrei vincere le elezioni, vorremmo escludere la grande coalizione perché vinciamo noi. Non abbiamo veti verso nessuno. Punto. Ci interessa capire di cosa si discute e come si discute. Alle elezioni ci saranno centrodestra, centrosinistra col Pd come perno fondamentale ma non solo, e i Cinque stelle. La partita sarà in tre blocchi. Siamo per discutere di cose concrete e non fare polemiche con nessuno. Poi - ha aggiunto - immagino che ci sarà la sinistra estrema...". 

(Fonte: Ansa)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS